OldClaudio

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  • in risposta a: [RISOLTO] È apparsa la tilde! #111927
    OldClaudio
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      Caro @ASP, nel “redarguirti” per il preambolo orribile che hai postato, non ce l’avevo con te ovviamente. Ora ci dici che quello è il preambolo che ti è stato imposto dalla facoltà. Il che la dice lunga sul fatto che le facoltà impongano certi schemi senza sapere quello che dicono o che fanno; per giunta dando in pasto ai laureandi tratti di codice (il preambolo è solo codice) scritti in modo arcaico e e con tutti gli errori indicati come “peccati mortali” in un documento distribuito con il sistema TeX.

      Comunque il tuo problema si sta rivelando più grave di quello che pensavo.

      Ti propongo di scovare il mio indirizzo di posta elettronica (ricordando che fra le guide tematiche ce ne sono scritte da due “Claudi”; quello giovane si chiama Fiandrino e quello vecchio si chiama Beccari). Io non amo mettere il mio indirizzo in chiaro nel forum per il soliti problemi di malware e sniffer vari che girano per la rete.

      Zippi tutta la tua tesi e se non supera i 2MiB, me la alleghi ad un messaggio di posta elettronica; altrimenti me la metti in un posto da cui io la possa scaricare; non sono un puritano, ma preferirei che il posto sia una cosa priva di réclame e in particolare privo di trailer con donnine poco vestite. Mi è già capitato… 👿

      Così esamino con calma il tutto. e magari ti sistemo anche il preambolo.

      in risposta a: [RISOLTO] È apparsa la tilde! #111925
      OldClaudio
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        @ASP
        non te la prendere se ti dico quanto segue.
        Il tuo preambolo contiene una quantità di errori che a prima vista non sembrano avere niente a che fare con il problema della tilde.

        Il tuo preambolo è stato copiato da chissà doc=ve o chissà da chi. Contien gli stessi pacchetti caricati due volte; contiene pacchetti del tutto obsoleti come newlfont; questo epr giunta richiama latexsym che tu carichi esplicitamante e né l’uno nè l’altro vanno caricati se si usa il pacchetto amsymb.

        Imposti i marigni con comandi diretti, ma non sono sicuro che tu sappia che cosa \oddsidemargin, \evensidemargin e \topmargin che cosa rappresentino; sono lunghezza da non usare mai e poi mai. Se vui cambiare il layout della paigna usi comandi di alto livello quali forniti dal pacchetto geometry.

        Non specifichi nulla per i font da usare in uscita nè per quel che riguarda la loro codifica nè la loro collezione; ricorda che in qualsiasi guida c’è scritto che per in font da usare bisogna averne con la codifica T1, perchè con la codifica di defautl (OT1), la sillabazione delle parole italiane con accenti non funziona bene.

        Hyperref va caricato dopo tutti gli altri pacchetti, tranne alcuni rarissimi che vanno espressamente inseriti dopo; per sapere quali sono bisogna leggerne la documentazione. In pratica prima di usare un qualsiasi pacchetto devi leggerne la documentazione a meno che tu non lo conosca a memoria.

        Quindi commenta tutte le chiamante ai pacchetti le cui funzionalità non sono davvero usate nel tuo documento.

        Potrei andare avanti; ma vorrei aggiungere qualcosa in merito alla tilde e al tuo recente messaggio che dice che dopo \begin{document} la categoria della tilde è 12, mentre prima è 13.

        Ci sono pacchetti che definiscono alcuni comandi al momento di eseguire \begin{document}. Quali siano bisogna conoscere i singoli pacchetti; siccome ne usi alcuni che io in 30 anni di lavoro con LaTeX non ho mai usato, quello che ti consiglierei, sempre lavorando su una copia del file in una cartella a se stante, ma con lo stesso preambolo e contenente una solo comando \chapter con un \ref che ne richiami l’etichetta., è di commentare via via un pacchetto alla volta finché scopri quello che ritarda quel famoso comando che cambia codifica alla tilde.

        in risposta a: [RISOLTO] È apparsa la tilde! #111919
        OldClaudio
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          C’è sicuramente un pacchetto che cambia codice di categoria ala tilde e non lo ripristina alla fine; considera il seguente comando:`\showthe\catcode`\~` e mettilo dapprima solo dopo [tt]\begin{document}[/tt]; se ti indica un numero diverso da 13 (codice di categoria dei caratteri attivi; per LaTeX standard solo la tilde è un carattere attivo) il problema risiede prima, cioè nel preambolo; se ti indica 13, allore in problema è dopo in uno dei file inclusi. Da quello che dici sembrerebbe in uno dei file inclusi prima di quello il cui riferimento viene citato con \ref preceduto dalla tilde.

          A quel puno sposta quel comando magico che ti ho indicato sopra prima di quella citazione; provando e riprovando a spostarlo all’indietro fino a quando la tilde torna ad avere il codice di categoria 13; ci sei quasi: il problema si trova fra la penultima e l’ultima posizione di quel comando; nell’ultima ti da il codice 13, mentre nella penultima ti dava il codice 12 o 11.

          Restringi la ricerca fino a quando le due ultime posizioni di quel comando ti racchoudono un intervallo breve di codice nel quale avviene il fattaccio.

          Due cautele:
          1) compila le varie prove o dando a mano dal terminale il comando di compilazione, oppure impostando il tuo shell editor in modo che lavori nella modalità errorstop mode. in questo modo la compilazione si ferma quando esegue il fatidico comando \showthe, dandoti la possibilità di leggere il codice; premendo la compilazione riparte e prosegue fino alla fine o fino al primo errore grave.

          2) Via via che sposti il comando \showthe avanti e indietro lungo il tuo file, non cancellarlo, ma commentalo, cosicché tiene traccia di tutte le posizioni in cui l’hai messo.

          Quando hai ridotto il file dove capita il cambio di categoria, ci sono due possibilità:
          1) l’inghippo è chiaro e sei in grado di aggiustarlo da solo; oppure
          2) crea un esempio minimo compilabile con tutto il tuo preambolo e un ambiente document che contiene solo i due ultimi \showthe con il codice che racchiudono; allega queso esempio minimo compilabile e vedremo se fra tutti riusciamo a scoprire l’inghippo e la cura. Fai bene attenzione che questo file che crei deve replicare l’errore, altrimenti non serve a niente.

          Spero di averti dato una buona metodologia; lunga e laboriosa, ma l’unica che riesce sempre a ridurre il codice errato a poche righe o a poche decine di righe.

          Nel prossimo ArsTeXnica di aprile 2018 ci sarà un articolo su come scovare gli errori sia facili, sia difficili, come pare che sia questo strano comportamento che succede a te. Il metodo che ti ho descritto comparirà anche in quell’articolo; io lo uso per em stesso da una quindicina d’anni e sono sempre riuscito a scoprire la causa. Col tu esempio minimo compilabile dovrei essere capace di fare lo stesso… Lo spero; comunque se non ci riesco io ci riuscirà qualcun altro.

          in risposta a: Utilizzo \newcommand #111906
          OldClaudio
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            Nella documentazione leggibile ocn [tt]texdoc source2e[/tt] non c’è scritto molto sul significato dei 4 argomenti di [tt]\GenericError[/tt].
            Però se vai a vedere come quei quattro argomenti vengono usati nella definizione dei vari comandi specifici \ClassError e \PackageError, vedi che il primo argomento viene usato per scrivere nel file .log e nella console il nome del pacchetto che si accorge dell’errore e che produce il messaggio. Per esempio il comando \packageError con tre argomenti ha la seguente definzione:`\gdef\PackageError#1#2#3{%
            \GenericError{%
            (#1)\@spaces\@spaces\@spaces\@spaces
            }{%
            Package #1 Error: #2%
            }{%
            See the #1 package documentation for explanation.%
            }{#3}%
            }`Commentando questo codice vediamo che i quattro argomenti di \GenericError sono:`\gdef\PackageError#1#2#3{%
            \GenericError{%
            (#1)\@spaces\@spaces\@spaces\@spaces% primo argomento
            }{%
            Package #1 Error: #2% Secondo argomento
            }{%
            See the #1 package documentation for explanation.% terzo argomento
            }{#3}% quarto argomento
            }`
            In effetti gli argomenti da passare a \PackageError sono i seguenti
            1° argomento: nome del pacchetto che scrive il messaggio d’errore
            2° argomento: descrizione dell’errore
            3° argomento: messaggio di aiuto che viene scritto dando il codice H nella console.

            Quindi il terzo argomento di \PackageError è il quarto di \GenericError, mentre il terzo di \GenericError è il messaggio fisso che indica di leggere la documentazione del pacchetto.

            Il sorgente source2e potrebbe essere documentato meglio; anche se negli ultimi anni si è fatto molto in questo senso; il grosso della documentazione risale ancora ai commenti di Lamport nel file latex.ltx della versione 209 che con poche modifiche rispecchia il primo mark up LaTeX del 1985.

            Pensa che noi “vecchi” abbiamo dovuto documentarci su quei commenti, perché non esisteva altra documentazione se non il TeXbook e la prima edizione del Manuale di Lamport, ovviamente (!) non inclusi in nessuna distribuzione del sistema TeX.

            Per tua “consolazione” il comando \GenericError non è documentato nemmeno nel file di documentazione clsguide.pdf, che invece descrive abbastanza bene \ClassError e \PackageError.

            in risposta a: due errori inattesi con PCTEX #111913
            OldClaudio
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              Benvenuto nel forum.

              Credo che sia difficiel darti un qualunque supporto, specialmente con una distribuzione commerciale PCTEX, che conoscevo 30 anni fa, e non sapevo nemmeno che esistesse ancora.

              Occhio e croce, tirando ad indovinare, direi che il programma si è auto-aggiornato ma non ha provveduto a ricreare i file di formato.

              Oppure; in qualche maniera il path di ricerca non funziona più

              Oppure hai scaricato il pacchetto .zip che citi ma non è in grado di servirsene; nota che i programmi del sistema TeX non gestiscono i file .zip; caso mai questi sono gestiti dai programmi accessori di installazione dei pacchetti; che cosa usi PTEX per fare queste cose non saprei. Ma da dove l’hai scaricato? non fa parte della collezione dei pacchetti “ufficiali” presenti su CTAN (Comprehensve TeX Archive Network).

              Se frequenti il forum (anche se questo ì il tuo primo messaggio), puoi sicuramente constatare che noi qui facciamo sempre riferimento solo alla distribuzioni gratuite TeXLive e MiKTeX con una decisa preferenza per il primo.

              TeXLive viene curato da un team di persone collegate direttamente con il TeX Users Group e in particolare con il team che gestisce tutti gli aggiornamenti su CTAN; come ho rimarcato sopra il pacchetto pti-jit.zip che hai citato non ne fa parte; e questo è un motivo in più per la mancanza di un supporto decente da parte nostra.

              Certamente Se anche sostituissi la tua installazione PCTEX del sistema TeX con TeXLive, quel pacchetto ti potrebbe dare problemi analoghi. Perché per usarlo dovresti decomprimerlo e installarne il contenuto nell’albero personale o nella cartella di lavoro del tuo file mathderiv.tex. Tuttavia non trattandosi di un pacchetto “ufficiale” non saprei cosa dirti.

              Se vuoi un aiuto maggiore dovresti:
              1) dirci da dove si scarica pti-jit.zip
              2) fornirci una versione ridotta al minimo del tuo file mathderiv.tex che ci permetta di capire a che cosa ti serve quel pacchetto;
              3) in sostanza metterci nele condizioni di poter simulare quello che vorresti fare tu sulle nostre macchine che usano TeXLive o MiKTeX o MacTeX.

              Poi forse, e sottolineo “forse”, potremmo essere di qualche auto.

              PS: TeXLive e MacTeX non dispongono di pdfetexk che probabilmente è una particolarità di PCTEX. Tuttavia dispongono di

              This is pdfTeX, Version 3.14159265-2.6-1.40.18 (TeX Live 2017)

              Come vedi il numero di versione di questo programma è molto più recente della tua. Non è escluso che i tuoi errori siano il frutto dell’incompatibilità di un pacchetto “moderno” con un programma “antico”.:shock:

              in risposta a: una domanda su #111895
              OldClaudio
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                Per scrivere in una lingua diversa da quella principale, che si ostrogoto altomedievale o arabo, devi sempre comunque fare una cosa come quella che devi fare per l’arabo. Ma con l’arabo hai un problema in più; non è come il greco o il russo, che si scrivono con altri alfabeti, e quindi la dichiarazione che stai scrivendo in greco o in russo serve per cambiare le regole di sillabazione e le parole fisse (Figure –> Πιναξ, per esempio); per l’arabo probabilmente cambi le parole fisse, non imposti la sillabazione, ma essenzialmente scrivi da destra a sinistra; e quella specie di ambiente \beginR e \endR serve appunto per cambiare direzione di scrittura, cosa tutt’altro che banale e che non è solo legata ai font. Ci sono altre lingue che si scrivono da destra a sinistra, per esempio l’ebraico, che a differenza dell’arabo non hanno le lettere legate, ma che richiedono ugualmente l’indicazione esplicita di mettere la sequenza di lettere e le parole nel verso giusto.

                Se vuoi fare più in fretta e se il pacchetto bidi che presiede alla scrittura retrograda, lo consente, forse puoi risparmiare qualche battuta eseguendo nel preambolo queste equivalenze:`\let\bR\beginR
                \let\eR\endR`Prima di fare sostituzioni globali collauda queste equivalenze su un piccolo file di prova; è possibile che \endR non possa venire sostituito con un altro comando.

                in risposta a: Installare package di LaTeX #111879
                OldClaudio
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                  Non serve a molto avere masterizzato il file ISO dell’installazione se poi, come dice il file .log si attiva l’installazione dalla rete. C’è scritto nella seconda riga.

                  L’installazione dalla rete può essere molto problematica e in effetti essa si arresta perché è caduta la rete.

                  Segui correttamente e alla lettera i passaggi indicati nel file texlive-ubutntu.pdf, per installare dall’ISO.

                  in risposta a: Occupare più pagina possibile #111867
                  OldClaudio
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                    @Ricky994
                    , è vero che stai solo scrivendoti gli appunti con LaTeX, ma anche se si trtta di appunti senza pretese artistiche, non usare una Ferrari, per andare in campgna su strade sterrate.

                    A perte gli scherzi; se vuoi rileggere i tuoi appunti senza fatica, prendi 10 righe complete, anche da pagine diverse e conta i caratteri, segni di interpunzione e spazi compresi; fai la media dei caratteri contenuti in ogni riga; e vedi se sono o non sono più di 70. magari sono 75?, be lascia stare; ma non usare il pacchetto geometry per lasciare dei margini ai quattro lati si solo 1cm. perché se scrivi righe più lunghe di 75 caratteri, la lettura diventa faticosa.
                    Prova a domandarti perché diventa faticosa; prova anche a domandarti se forse sarebbe meno faticosa se avessi, diciamo 30 caratteri per ogni riga.

                    Le righe troppo piene di caratteri e quelle tanto corte da avere pochi caratteri sono faticose da leggere per motivi opposti; se sono trppo corte perché devi trovare l’inizio della riga successiva troppo spesso; le seconde perché non riesci a trovare facilmente l’inizio della riga successiva.

                    Quindi con geometry puoi certamente riempire la pagina molto di più, ma non riusciresti a leggere più di una paigna prima di sentire la necessità di riposare gli occhi.

                    Nella guida tematica IntroPageDesign.pdf (solita sezione Documentazione/guide tematiche di questo forum) trovi una sezione del primo capitolo intitolato “Il tormentone dei marigni” e nella sezione successiva “I font e la giustezza”. In questa secondoa sezione ci sono due formule e i relativi nomogrammi, con i quali puoi determinare la giustezza ottimale per un testo ben fatto; per un testo senza pretese, puoi anche eccedere un po’ da qui massimi; ma ricordati di quali sono i motivi che hanno portato a quelle formule: la comodità di lettura. Quindi pensaci bene prima di fare errori grossolani.

                    Piuttosto imposta nelle opzioni a4paper, invece di b5paper, e vedrai quanto risparmi in termini di carta.

                    [Edit] Nota che tu hai scarabocchiato dei grandi margini, perché hai scelto di comporre con la tua stampante che stampa su carta A4, ma hi una gabbia del testo per carta B5, perché hai impostato quell’opzione fra quelle della classe. Ecco perché i margini ti paiono esageratamente grandi.

                    in risposta a: Creazione classe per business plan #111858
                    OldClaudio
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                      LuaLaTeX non è ancora il sostituto ufficale di pdflatex, ma forse lo diventerà.
                      Per la compatibilità di pdflatex con lualatex, se un file .tex gira con pdflatex, gira anche con lualatex (tranne casi rarissimi). Non vele il viceversa, perché pdflatex gestisce solo font i cui glifi sono codificati con un solo byte, mentre lualatex può gestire anche i font OpenType che sono codificati con diversi byte.
                      Tuttavia lualatex incorpora anche un interprete del linguaggio lua, e il linguaggio tex parla e risponde al linguaggio lua, e viceversa, quindi si possono fare cose che con il solo pdflatex non si possono fare.
                      Se hai seguito il lavori che Roberto Giacomelli ha pubblicato su ArsTeXnica (vedi sezione ArsTeXnica di questo forum) puoi avere un’idea piuttosto approfondita di alcune cose che lualatex sa fare.

                      in risposta a: Creazione classe per business plan #111856
                      OldClaudio
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                        Caro Stemby, non ho la più vaga idea di che cosa sia un business plan; quindi quello che ti scrivo dale solo un centesimo, e forse di meno.
                        Occhio e croce direi che l’ultimo della lista che hai allegato sia quello più semplice e più facilmente realizzabile.
                        Gli altri richiedono non solo la composizione su due colonne con figure e tabelle che possono stare in una sola colonna, e altre che occupano l’intera griglia. Per i disegni colorati di quel genere TikZ dovrebbe essere più che sufficiente, ma collocare nella pagina, anche se in lanscape, degli oggetti in posizioni arbitrarie richiede di mettere in posizione delle scatole; anche quindi non difficile da fare con TikZ, ma tutto fatto a mano, niente di automatico, per cui gli altri business plan mi sembrano più facilmente fattibili con strumenti tipo impaginatore professionale, da InDesign a Xpress (mi pare che uno molto avanzato si chiami così).

                        memoir può essere utile ma non mi pare che sia essenziale; LuaLaTeX può darsi che sia utile, ma se lo è, richiede abilità di programmazione in Lua che oggi pochi hanno; fra i membri del GuIT conosco solo Luigi e Roberto; so che anche tu te la cavi, ma, siccome iso sono “al pian dij babi”, come si dice in piemontese (più o meno equivalente a zero o sotto zero; letteralmente “a terra come un rospo”) non mi sento di esprimere nessun parere in merito.

                        Però l’idea che ti è venuta mi sembra decisamente buona.

                        OldClaudio
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                          5,6) Sì, aggiornare l’Installazione; supponga che tu non abbia mai eseguito il programma tlmgr.exe a cui dovresti accedere da una finestra comandi (Prompt dei comandi o come si chiama nelle ultime versioni di WIndows. Anzi, dovresti azionare l’eseguibile tlmgr-gui. È l’interfaccia grafica utente per aggiornare TeXLive.
                          La prima volta che lo usi devi scegliere il mirror da cui scrivere e installare gli aggiornamenti; siccome non l’hai ancora mai usato, è possibile che dopo l’impostazione del mirror, ti chieda di installare il suo proprio aggiornamento, cosa che fai attraverso la stessa interfaccia. Poi una volta che questo programma è in esecuzione, davanti alla finestra dell’interfaccia piena di nomi di pacchetti da aggiornare, digli di aggiornare tutto; ti ci vorrà un po di tempo perché hai da recuperare 6 mesi di aggiornamenti.

                          Attento: in Italia in questo momento ci sono due mirror; quello che ti verrà proposto dalla lista per l’Europa/Italia dovrebbe essere il centro informatico di Bologna; se abiti in Emilia-ROmagna o più a sud seleziona quel mirror; se abiti più a nord, puoi ugualmente scegliere quel mirror, ma puoi anche scegliere quello di Zurigo o quello di Vienna; in generale sono più veloci.
                          Può essere che noti dei tempi di aggiornamento troppo lunghi, non per il grande numero di aggiornamenti rispetto ai quali sei indietro di 6 mesi, ma in relazione alla velocità con la quale vedi diminuire il numero di pacchetti da aggiornare – in condizioni normali hai pacchetti di qualche decina di KiB che si aggiornano in una manciata di secondi; altri pacchetti di alcuni MiB possono richiedere anche un minuto — dipende anche dalla velocità della tua connessione internet.

                          OldClaudio
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                            1) non è obbligatorio usare biblatex; esiste sempre la possibilità di usare \addcontentsline e non ci pensi più; tuttavia anche usando il semplice gestore di bibliografia bitbtex e creando il database bibliografico .bib, si possono comporre meglio le bibliografie, tutto sommato con meno sforzo; il file .bib può essere riutilizzato erp altri documenti; può essere arricchito con altre voci; ma bibtex (come d’altra parte biber, quando si usa biblatex) estrae dal database solo le voci citate. Con bibtex ti consiglio il pacchetto natbib, di cui, naturalmente bisogna leggere la documentazione.

                            2) Be’, spesso il forntespizio creato con un qualunque word processor o qualunque tipocompositore, viene ricopiato sulla copertina esterna della tesi, sia essa solo brossurata o cartonata; ‘altra parte prendi un libro qualsiasi; sulla copertina esterna (senza sovracoperta) può esserci stampata una figura con i dati dell’autore, del titolo e della casa editrice stampati sopra lo sfondo dell’immagine; aprendo la copertina spesso hai una pagina bianca o colo solo occhiello (titolo breve), poi alla successiva pagine di destra hai la pagina vera del titolo che in Italia viene solitamente chiamata frontespizio; in realtà il frontespizio, come dice l’etimologia della parola, è la figura solitamente presente nei libri antichi prospiciente la pagina del titolo; e poi seguono la pagina legale o retrofrontespizio, e le pagine successive diverse a seconda del tipo di libro.

                            3,4) Togli pagenumbeirng{arabic} dalla definizione di \frontmatter; quel comando re-inizializza il contatore delle pagine al valore 1 ed è quello il motivo per il quale la numerazione ti ricomincia da 1 dopo il tuo frontespizio.

                            5) Se dando il comando texdoc toptesi ti si apre la documentazione della versione 5.9.06 vuol dire che la tua installazione del sistema TeX non è aggiornata; non solo, ma mi viene il sospetto che tu stia lavorando con la distribuzione MiKTeX, che di solito è in ritardo di alcune settimane rispetto alla distribuzione TeXLive. La versione 6.1.09 (che, per la cronaca, viene dopo la versione 5.9.93 del marzo 2017; quindi la tua versione 5.9.06 era già obsoleta da più di un ano) è l’ultima che ho predisposto ed è a quella a cui dovresti riferire; nota che una delle nuove opzioni di TOPtesi, si chiama frontespizio, ed è fatta apposta per usare il frontespizio che ti sei già creato; quindi se per caso decidessi di usare TOPtesi, non dovresti nemmeno preoccuparti di tutte le altre opzioni per i vari tipi di tesi.

                            6) Non è mai una buona idea aggiornare o cambiare installazione del sistema TeX mentre si sta lavorando un documento importante come la tua tesi; tuttavia ti suggerirei di prendere in considerazione la possibilità di migrare a TeXLive, col quale puoi restare aggiornato più facilmente che con MiKTeX. Non ho nulla in contrario con MiKTeX; in passato, quando usavo ancora una macchina Windows, ne sono stato anche un forte sostenitore, anche economicamente, ed vi ho anche contribuito con alcune idee di cui il suo curatore si è servito. Poi sono passato al Mac, dove non posso più usare MiKTeX (anche se Christian Schenk sta lavorando su una versione di MiKTeX che giri anche sul Mac, ma la versione è ancora solo sperimentale) e quindi noto maggiormente la differenza fra la versione TeXLive gestita da un gruppo di lavoro del TeX Users Group internazionale e la versione MiKTeX che è un “one man project”, ottimo ma con meno funzionalità.

                            OldClaudio
                            Partecipante
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                              Benvenuto nel forum.

                              Bravo, perché, giustamente ti rivolgi al forum dopo ave lettola documentazione e per cercare di dare la veste giusta al tuo elaborato.

                              Ti rispondo per punti.

                              1) Di sua natura la bibliografia mediante l’ambiente thebibliography non mette niente nell’indice generale. Per farlo dovresti fare quanto è detto, o quanto era detto in precedenti versioni, nell’Arte di scrivere con LaTeX. precisamente di far precedere l’apertura dell’ambiente con`\clearpage
                              \addtocontentsline{toc}{chapter}{\refname}
                              \begin{thebibiliography}{…}
                              …`In alternativa puoi usare il pacchetto biblatex e usare l’opzione intoc nel comando \printbibliography come spiegato nell’Arte. Non ti indico la pagina, perché non voglio offenderti visto che sai già, avendo consultato L’Arte, dove andare a cercare.

                              2) Giusto dividere la tesi in front , main e back matter. Giusta la tua osservazione di rinunciare alla numerazione romana; due sotto-risposte:
                              2a) La numerazione comincia da 1 con il frontespizio che non va confuso con la copertina, ovviamente.
                              2b) Per eliminare la numerazione romana hai due possibilità:
                              2bI) copi dalla classe book le due definizioni di \frontmatter e di \mainmatter; le metti nel tuo preambolo precedute da [tt]\makeatletter[/]]; dalla prima togli \pagenumbering{roman}, dalla seocnda togli \pagenumbering{arabic}.
                              2bII) Invece della classe book, usi la classe toptesi (on po’ di réclame non guasta, ma si tratta solo di réclame, non un obbligo di seguire questa indicazione), fatta apposta per comporre tesi e di cui vale la pena leggere la documentazione, perché la versione 6.1.XX è molto diversa da quella descritta nella guida tematica Come scrivere una tesi di laurea (leggi la documentazione dando dal terminale il comando texdoc toptesi-it; cerchi nell’indice analitico sotto le opzioni romanumbering; ma di default la classe non usa la numerazione romana. Cerchi anche nell’indice analitico \frontmatter e \mainmatter, che non vanno più usati in quanto vengono inseriti automaticamente, il secondo al primo comando \chapter che usi. In pratica è importante specificare solo \backmatter al punto giusto. Può darsi che TOPtesi ti cambi l’impaginazione, perché la gabbia è marginalmente più larga della gabbia preimpostata per la classe book.

                              3) Vedi il punto 2aI) Ti ho risposto l’ì perché il tipo di numeroazione e l’inizio della numerazione sono strettamente legati.

                              in risposta a: Impostazione pagina con immagine #111839
                              OldClaudio
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                                Pacchetto wrapfig, impostando l’immagine da inserire completamente ritagliata nel testo; documentazione texdoc wrapfig.
                                Attento; se l figura alta e stretta deve stare completamente dentro la gabbia del testo, senza sporgere nel margine, vuol dire che il testo la “circonda”. quindi wrapfig fa la caso tuo, ma ldic configurare bene il comando col quale inserisci la figura, cosa che puoi fare solo leggendo la documentazione.

                                in risposta a: problemi con la numerazione dei piè di pagina #111829
                                OldClaudio
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                                  Daniele, sei sicuro di avere installato una distribuzione completa del sistema TeX?
                                  Con una distribuzione completa non ti serve molto per trovare i vari pacchetti che ti vengono indicati; ce li hai già sul tuo hard disk e per controllo puoi sempre dare il comando da terminale texdoc chngcntr (per esempio) e leggerne la documentazione. Nei limiti del possibile noi facciamo sempre riferimento alla distribuzione completa (in particolare di TeXLive); se dovessimo indicare del software non standard, daremmo anche le indicazioni per reperirlo.
                                  Ma diamo per scontato che ogni utente si sia installato una distribuzione completa e aggiornata.

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