OldClaudio

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  • in risposta a: allineamento formule #111580
    OldClaudio
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      Una normale tabella di due righe e 4 colonne.

      Non scrivere le unità di misura in corsivo, ma usa il comandi del pacchetto siunitx che ti permette di evitare quella terna di \,\,\, in ogni indicazione metrica, oltre a metterti le unità di misura in tondo, come prescrivono le norme/
      Documentazione: terminale –> comando texdoc siunitx –> esecuzione del comando premendo il tasto INVIO.

      in risposta a: Frontespizio #111552
      OldClaudio
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        @Gonake
        , non so che cosa dirti: ho scaricato da Dropbox la cartella che avevi inserito; ho aperto con l’editore il file Tesi.tex e l’ho compilato, e giustamente è venuta la pagina bianca; ho aperto con l’editor il file Tesi-frn.tex, l’ho compilato e ha creato correttamente l’unica pagina di frontespizio; sono tonato con l’editor sul file Tesi.tex e l’hoho ricompilato; ed è venuta fuori al tesi con il suo bravo frontespizio.
        Tutto come descritto nella documentazione (e come NON era descritto nel tuo primo messaggio, che per altro si compilava al primo colpo con una compilazione sola, lasciandomi stupito, come credo di averti già scritto), come ti ho detto di fare nel mio primo messaggio come te lo ha ripetuto Lorenzo.

        Forse non ci siamo spiegati bene; ma ti garantisco che quanto hai mandato funziona correttamente come previsto se vengono eseguite le compilazioni intermedie come descritto nella documentazione.

        Capisco le ragioni di Enrico Gregorio nel costruire il pacchetto frontespizio in quel modo che richiede una (o successive) compilazioni del solo frontespizio; tuttavia ho creato da circa 25 anni una classe per le tesi di laurea, che si trova nella installazione completa del sistema TeX (non la nomino, perché non voglio farmi nessuna réclame); l’ho aggiornata via via in questi anni e sto per rendere pubblica la versione 6.1.xx; in questa classe dove ho sempre curato che il frontespizio venisse compilato sempre in una sola volta, senza dover compilare un file a parte. La mia classe prevede anche un’opzione per usare il pacchetto frontespizio, con la sua compilazione intermedia, che ho voluto consentire agli utenti che preferiscono la sua impostazione, ma mi sono “costate” delle spiegazioni più lunghe per sottolineare la necessità di compilare anche il file Tesi-frn.tex, altrimenti la prima pagina resta vuota.

        Quanto apparso su queste pagine a proposito del fatto che il file -frn.tex NON si trovava nella stessa cartella dove risiedeva il file principale della tesi mi pare una stranezza assoluta; non dico che non sia successo, ma non è certamente stata “colpa” del pacchetto frontespizio, né dell’editor. Non so spiegarne la causa, non metto in dubbio quello che è successo, ma i sistemi operativi sono tanti e il modo di lavorare al calcolatore è assolutamente individuale, quindi tutto è possibile.

        in risposta a: margini matrice #111570
        OldClaudio
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          Vedo che non ti è arrivato un mio precedente messaggio; dentro la scatoal mettici questo:`\[
          =
          \begin{bmatrix}
          M_{1} \\
          M_{2} \\
          M_{3} \\
          M_{4} \\
          M_{5} \\
          M_{6} \\
          M_{7} \\
          M_{8} \\
          v_{1}\\
          v_{2}\\
          v_{3}\\
          v_{4}\\
          v_{5}\\
          v_{6}\\
          v_{7}\\
          v_{8}\\
          \end{bmatrix}
          %
          \qquad %%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%% metti questo
          %
          [C]=
          \begin{bmatrix}
          0\\
          0\\
          0\\
          0\\
          0\\
          0\\
          0\\
          0\\
          0\\
          0\\
          0\\
          0\\
          0\\
          0\\
          0\\
          0\\
          \end{bmatrix}
          \]`

          in risposta a: matrici in linea #111574
          OldClaudio
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            `\[
            =
            \begin{bmatrix}
            M_{1} \\
            M_{2} \\
            M_{3} \\
            M_{4} \\
            M_{5} \\
            M_{6} \\
            M_{7} \\
            M_{8} \\
            v_{1}\\
            v_{2}\\
            v_{3}\\
            v_{4}\\
            v_{5}\\
            v_{6}\\
            v_{7}\\
            v_{8}
            \end{bmatrix}
            %
            \qquad
            %
            [C]=
            \begin{bmatrix}
            0\\
            0\\
            0\\
            0\\
            0\\
            0\\
            0\\
            0\\
            0\\
            0\\
            0\\
            0\\
            0\\
            0\\
            0\\
            0\\
            \end{bmatrix}
            \]`

            in risposta a: margini matrice #111568
            OldClaudio
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              OK: se la tua immagine è dentro \[…\] ti basta fare così:`\noindent\makebox[\textwidth]{\[…\]}`.

              Il fatto che quel che ti ho detto non produca nessun effetto, mi fa pensare di non essere stato chiaro sul da farsi.

              OldClaudio
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                La differenza fra le immagini in formato EPS o in formato PDF non è grande, tanto che si possono convertire da un formato all’altro senza perdere qualità grafica; La qualità dell’uno e dell’altro formato può essere quella di un formato vettoriale, che può venrie scaltoin più o in meno con fattori di scala qualsiasi.
                Sottolineo “può essere”, che differisce da “è”. infatti i file EPS e PDF possono contenere immagini bitmapped; a quel punto la qualità scade a quella di una immagine bitmapped che sopporta ingrandimenti o rimpicciolimento con fattori di scala non molto diversi da 1, perché se il fattore di scala diventa troppo piccolo si perdono dettagli e se diventa troppo grande l’immagine si sgrana.

                Questo ti da appunto la differenza fra i formati veramente vettoriali e i formati bitmapped.

                Personalmente io evito i formati EPS; se me ne capitano sotto mano li trasformo subito in PDF e getto via l’immagine EPS. Perché? semplice il codie EPS non è compresso ed è molto prolisso con comandi facilmente comprensibili ma che sono parole lunghe; Il formato PDF usa un linguaggio derivato dal PostScript, col quel sono definite le immagini EPS, ma ne è solo un sottoinsieme abbastanza ridotto, tanto che i suoi ocmandi di solito non contengono più di due lettere (con le debite eccezioni); inoltre sono compressi; l’ingombo in memori della stessa immagine nei due formati può dare dei rapporti da 1 a 10 a favore del formato PDF.

                in risposta a: margini matrice #111566
                OldClaudio
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                  Prova in quell’ambiente nel quale inserirci la matrice, sia \[…\] o \begin{equation}…\end{equation} ad aggiungere`\arraycolsep=3pt`Magari se non basta diminuisci i 3 pt a 2, non di meno.

                  Ancora, supponendo che tu metta quella matrice dentro \[…\], puoi fare una cosa del genere`{\small
                  \[…\]
                  }`In questo modo riesci tutto del 10%.

                  in risposta a: Frontespizio #111548
                  OldClaudio
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                    Ho preso il tuo esempio minimo compilabile del tuo primo messaggio; l’ho compilato sostituendo il nome Sigillo.pdf con il nome di una piccola figura di cui disponevo, e con mia grande sorpresa funziona perfettamente senza bisogno di comiplare il file -frn.tex; il forntespizio viene fuori alla prima compilazione. (Secondo la documentazioen di fontespizio, non bisogna fare come hai fatto tu di mettere i dati nel preambolo e di compilare il frontespizio con \preparefrontpagesuftesi; forse il pacchetto frontespizio è stato rinnovato da poco e ha anche questa funzionalità che non aveva in passato; comunque funziona; sono contento di avere imparato qualcosa di nuovo).

                    Quindi non capisco che cosa dici quando descrivi l’ambiente frontespizio (sempre nel tuo primo messaggio); apparentemente non ce ne è bisogno.

                    Ma continuo a stupirmi che invece a te non esca niente alla prima compilazione. prova a cancellare tutti i file il cui nome termina con -frn. e che hanno diverse estensioni. togli o commenta l’ambiente frontespizio che hai mesos nel tuo file e ricomincia da capo.

                    OldClaudio
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                      @andbin
                      , per darti un parere non basta essere esperti di LaTeX, ma bisogna essere esperti di exam.
                      Io non lo sono, quindi posso dirti che l’idea di usare delle macro è una buona idea in generale; se sia una buona idea con exam, non te lo so dire.

                      in risposta a: Frontespizio #111545
                      OldClaudio
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                        Benvenuto nel forum.

                        Il tuo file sorgente non è assolutamente conforme con quanto è raccontato nelal documentazione di frontespizio; leggine la documentazione aprendo un terminale o prompt dei comandi, scrivici dentro il comando texdoc frontespizio ed eseguilo premendo il tasto “Invio”.

                        Ricordati che devi compilare tre volte secondo la sequenza

                        pdflatex LaMiaTesi
                        pdflatex LaMiaTesi-frn
                        pdflates LaMiaTesi

                        Ovviamante queste operazioni puoi farle sia da terminale sia cliccando appositi bottoni nel tuo editor.

                        in risposta a: Testo giustificato #111532
                        OldClaudio
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                          Proprio lì?
                          E pensare che il presidente del nostro Gruppo è stato il prof. Agostino De Marco (ingegneria Aeronautiica) se in qualche modo gli fai sapere quello che ti è successo con questo template e quali sono le prescrizioni del tuo corso di studi, probabilmente si dà da fare per riportarli “sulla retta via”.
                          Nota che la guida tematica sulle tesi di laurea che trovi qui nella sezione Documentazione, l’ha scritta proprio lui. 🙂 😎 😉

                          in risposta a: Numerazione personalizzata e frontespizio tagliato #55235
                          OldClaudio
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                            Ciao Federica. l’errore è molto semplice: aggiungi a4paper alle opzioni per report e il problema sparisce.

                            Dov’è l’errore?

                            Difficile dire se si tratti di un errore o di un difetto; Generalmente quando si installa il sistema TeX vengono offerte delle possibilità di personalizzazione; una è quella di considerare la carta di default per la stampante in formato A4, e questo va bene perla stampa; ma i pacchetti, le classi e le altre cose di LaTeX spesso non prendono in considerazione queste cose, quindi usano il formato americano letter che ha una altezza di poco meno di 28 cm mentre la carta A4 ha una altezza di quasi 30 cm. ora se vai a vedere il file tesi-frn,tex vedi che esso è stato costruito esplicitamente per lavorare con carta A4, che vedi espressa nell’opzione a4paper fra quelle di geometry.
                            Allora capisci che il frontespizio che occupa un foglio alto 297mm, messo sopra un foglio di 11 pollici pari a 279.4 mm è più stretto ma è più alto; se gli spigoli superiori sinistri sono messi in modo da sovrapporsi, evidentemente il fondo pagina del foglio A4 scappa fuori dal foglio letter. Se poi noti che i bordi del frontespizio (impostazioni di geometri nel file …-frn.tex) sono preimpostati a valori veramente piccoli, alcuni solo di 1 cm, ti accorgi subito perché l’anno scappi fuori dal bordo inferiore.

                            Questo è quello che ti accade con il tuo esempio minimo compilabile. probabilmente è la stessa cosa che ti succede con al tua tesi.

                            Ma La tua tesi ha impostata una gabbia di stampa con margini più generosi per cui questo difetto di impostazione si nota di meno; Non so, quindi, se tu stia lavorando con MiKTeX o con TeXLive; L’installazione di TeXLive è corretta nel senso che imposta anche per i programmi del sistema TeX la carta del formato A$ se durante l’installazione scegli quell’opzione. Con MiKTeX non sono sicuro che questo avvenga; se stai lavorando con MiKTeX, potrebbe esserci qualche comando per impostare la carta A4 anche per i programmi; ma devi vedere sulla documentazioni di MiKTeX che dovresti poter leggere cliccando su Start|Programmi|MiKTeX|2.9 e lì dovresti trovare un menù che ti permette di leggere come si fa. Purtroppo sono 10 anni che non uso più MiKTeX e a memoria non mi ricordo più come si faceva.

                            in risposta a: Testo giustificato #111530
                            OldClaudio
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                              Sì puoi chiuderlo.

                              Curiosità a cui non sei tenuto a rispondere: che corso di laurea presso quale università stai seguendo?

                              in risposta a: Testo giustificato #111528
                              OldClaudio
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                                È quello che pensavo; l’università dà un template composto con un word processor senza rendersi conto che questi programmi non sono adatti a comporre in modo serio testi diversi dalla corrispondenza commerciale; mi domando anche se compongono i verbali dei consigli di facoltà con lo scartamanto tre volte più grande del corpo.

                                Siccome quelle prescrizioni sono comunque qualitative, perché nessuno può ragionevolmente chiedere ad altri di produrre documenti che sono tre volte più ingombranti (anche per i loro archivi) di testi composti bene, ti suggerisco di ridurre quell’immenso scartamento al massimo al valore 1.5; se stai usando il pacchetto setspace, imposta \onehalfspacing; tipograficamente è molto meno indecente e lo si può tollerare.

                                Il discorso è diverso se il tuo relatore è uno di quegli impiccioni che vogliono avere la bozza della tesi su carta per poter annotare tutto il testo per correggerei lo stile (be’, talvolta anche la grammatica, visto che certi errori e refusi scappano a tutti e vanno comunque corretti) — stile che comunque è una cosa personale e il laureando ha il suo mentre il relatore ne ha un altro. Comunque in questo caso lasciagli uno scartamento grande, ma quando comporrei la bella copia riduci lo scartamento ad un valore molto minore; Idealmente togli ogni uso dei comandi del pacchetto setspace.

                                in risposta a: Testo giustificato #111526
                                OldClaudio
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                                  Appunto; in word la divisione in sillabe in fin di riga non è automatica. Mentre in LaTeX lo è, epr fortuna.
                                  La cesura in fin di riga va benissimo, assolutamente, basta che non ci siano troppe righe con il trttino di cesura alla fine.

                                  Il metodo migliore non è né quello di comporre in bandiera (col margine destro seghettato, non giustificato; la composizione in bandiera è l’unica acccettabile se non si vuole la cesura in fin di riga. Non è nemmeno quello di impiegare hyphenat con l’opzione none; ilmeno che ti possa capitare è prorpio quello che ti capita.

                                  Il metodo migliore è di caricare il pacchetto microtype dopo che hai selezionato i font con cui comporre. funziona completamente, cioè dando il meglio, solo con pdflatex e lualatex; con xelatex non funziona al massimo.
                                  Il suo funzionamento sfrutta una proprietà che word si sogna, cioè giustifica le righe non lavorando solo sugli spazi interparola come fa word, nemmeno con il solo algoritmo di LaTeX di scegliere le divisioni in righe con o senza divisioni in sillabe minimizzando un funzionale di bruttezza (la brutte minima è evidentemente quello che tutti vorrebbero, anzi, la bellezza massima) piuttosto complessa che tiene conto delle cesure, delle righe adiacenti con cesura, dell’allargamento o del restringimento dello spazio normale interparola e avendo non la singola riga sotto esame ma l’intero capoverso. Microtype agisce anche con lievi allargamenti o restringimenti die font impiegati, in modo tale che gli spazi interparola siano il più omogenei possibili. Il risultato non si vede a occhio nudo con righe sufficientemente lunge, ma si si guardano i “ruscelli” bianchi fra le parole di righe successive e si contano il numero di cesure in ogni pagina, si trova che questi numeri (numeri di ruscelli e numero di cesure per ogni pagina) tendono a zero. Io ho composto molte pagine (non le ho mai contate, ma sono decine di migliaia) e guardando le mie pagine trovo che i ruscelli sono svaniti completamente e le pagine senza nemmeno una cesura sono decisamente superiori alla metà del totale.

                                  Inoltre, scusa se te lo dico, perché usi uno scartamento (detto impropriamente interlinea) pari a circa tre volte il corpo dei font che usi? Quella è porcheria da word processor. Se vuoi comporre una porcheria di quel genere, perché usi LaTeX? Faresti molto prima con Word, Writer, Pages, e chi più ne ha più ne metta. I word processor sono formidabili in mano al personale che deve scrivere lettere commerciali; va bene per comporre verbali di assemblee, insomma va bene per il lavoro burocratico, legale, commerciale, e simili. Non per una tesi. Latex, o meglio i programmi del sistema TeX, sono programmi di composizione tipografica che ha un livello di qualità compositiva ed estetica che si rifà ad una tradizione di almeno 5 secoli; è una forma artistica, non consiste solo nel mettere delle parole in fila.

                                  Tu stesso dici “è brutto da dire”; non è solo brutto da dire, è brutto da fare.

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