OldClaudio

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  • in risposta a: Numeri di pagina su pagine vuote #111677
    OldClaudio
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      Non è una regola assoluta, come probabilmente nessuna regola tipografica deve considerarsi assoluta; non lo dico io che sono un dilettante, avanzato fin che vuoi, ma sempre dilettante. Lo dicono anche persone qualificate. L’importante è che quando si viola una regola bisogna sapere quello che si sta facendo.

      Il numero di pagina nelle pagine pari prima dell’apertura dei capitoli è il comportamanto di default delal classe report, su cui si basa la classe toptesi.

      Naturalemente toptesi ha anche i suoi strumenti per numerare o non numerare quelle pagine “bianche”; apri il file toptesi-it.pdf (terminale: scrivici dentro texdoc toptesi-it; ed eseguilo premendo il tasto invio) e usi le funzionalità del tuo visualizzatore di file PDF per cercare la stringa blankpagestyle, troverai un paragrafetto intitolato “La misteriosa pagina bianca” dove si tratta l’argomento; con l’uso di quel comando si può impostare la pagina veramante bianca, oppure anche in stile plain (in realtà si può impostare qualunque altro stile, ma empty e plain sono i due che hanno senso in quelle pagine). Puoi anche alternare i due stili. Perché?, I numeri di pagina servono per navigare in un documento; quando è stampato in bianca e volta (fronte retro) la pagina veramante bianca ci sta bene; ma quando leggi il documento a schermo e vedi una pagina alal volta, ti fa comodo avere il numero di pagia anche sulle pagine “vuote”.

      Ecco perché ho conservato lo stile plain come default; ma ovviamente non è un obbligo.

      OldClaudio
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        Non è granché come codice, ma sono riuscito ad ottenere quanto descritto nll’esempio minimo compilabile qui sotto:
        `% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
        % !TEX TS-program = pdflatex

        \documentclass[12pt,leqno]{article}\errorcontextlines=9
        \usepackage[utf8]{inputenc}
        \usepackage[T1]{fontenc}

        \usepackage{amsmath}
        \makeatletter
        \newdimen\due \due=2\p@
        \newcommand\phantombrace[1]{%
        \setbox0\hbox{$\left.\rule[-#1]{0pt}{\dimexpr#1*\due/\p@}\right\}$}
        \ht0=\z@\dp0=\z@\wd0=\z@\box0}%

        \begin{document}
        \setcounter{equation}{38}
        \begin{align}
        & \textit{Scalare} &\bar{\psi}\psi & \\
        \noalign{\kern-0.5\baselineskip}
        & &\phantombrace{0.75\baselineskip}%
        &&&\textrm{Invarianti di parità}\notag\\
        \noalign{\kern-0.5\baselineskip}
        & \textit{Vettore assiale} & &{} \\
        & \textit{Tensore} &\bar{\psi}\sigma^{\mu\nu}\psi&{}\\
        & \textit{Vettore} &\bar{\psi}\gamma^\mu\psi &{}\\
        \noalign{\kern-0.5\baselineskip}
        & &\phantombrace{0.75\baselineskip}%
        &&&\textrm{Non invarianti di parità}\notag\\
        \noalign{\kern-0.5\baselineskip}
        & \textit{Pseudoscalare} & i\bar{\psi}\gamma^5\psi &{}
        \end{align}
        \end{document}`
        Come noti non ho usato \mathit per evidenziare il testo, (cosa che invece fa empheq) ma ho usato \textit in modo che gli spazi fra le parole siano conservati. Avrei potuto usare \text, come hai fatto tu,ma ho preferito usare \textrm in modo che sia chiaro che vuoi il testo in tondo.

        Il resto sono “sporchi trucchi” che usano i comandi nativi di TeX. \phantombrace genera un graffa di larghezza nulla e di altezza pari alla dimensione specificata nel suo argomento, ma che rimane nascosta all’ambiente di allineamento per accostare le righe in mezzo alle quali ho messo le graffe fantomatiche, ho aggiunto dei comandi di arretramento dimezza riga, per compensare l’effetto del pilastrino che amsmath mette anella prima cella di ogni allineamento

        Se per caso modifiche le distnaze fra le righe impostando il paramentro array spread (o …stretch, non ricordo, dovrei andare a vedere la documentazione) devi anche aggiustare le mezze righe e i tre quarti di riga indicati nei comandi usati; non sono valori automatici, ma devono essere impostati dall’utente.

        in risposta a: [Risolto] Problema con scauthors e biblatex #111667
        OldClaudio
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          Compila con i nomi in maiuscoletto sia nella bibliografia sia nelle citazioni.
          Ho modificato l’EMC in questo modo`% !TEX TS-program = pdflatex
          % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
          % !BIB TS-program = biber
          \documentclass{article}
          \usepackage[T1]{fontenc}
          \usepackage[utf8]{inputenc}

          \begin{filecontents*}{\jobname.bib}
          @book{knuth,
          author = {Knuth, Donald Ervin},
          title = {Computer Programming as an Art},
          volume = {3},
          publisher = {Addison-Wesley},
          year = {1973},
          address = {Reading (Massachusetts)}
          }
          \end{filecontents*}

          \usepackage[autostyle,italian=guillemets]{csquotes}
          \usepackage[style=philosophy-modern,scauthors=all]{biblatex}
          \addbibresource{\jobname.bib}

          \begin{document}

          \cite{knuth}

          \printbibliography
          \end{document}`Ho eseguito la compilazione con MacTeX 2017 (cioè TeXLive 2017, perché la parte Mac riguarda i file accessori), ma ho aggiunto al riga magica relativa al motore bibliografico e ho aggiunto il comando \printbiliography, coì tanto per avere anche la bibliografia stampata.

          in risposta a: tabelle lunghe e larghe #111643
          OldClaudio
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            Non mi risulta che l’ambiente landscape del pacchetto lscape funzioni in un testo a due colonne.

            La lunga tabella con righe larghe ruotata in landscape deve svolgersi esclusivamente in pagine composte in onecolumn.

            Se hai letto la documentazione del pacchetto array, puoi usare il comando \newcolumntype e definire una nuovo descrittore di colonan del che contenga nella sua definizione il prefisso con >; per esempio`\newcolumntype{L}{{{\raggedleft}X}`cosicché l’argomento di tabularx che descrive il layout della tabella diventa semplicemente`\begin{tabularx}{\textheight}{*9L}`che, come vedi è molto più semplice da scrivere e meno facila da sbagliare. è sintassi oridnaria di LaTeX, come puoi constatare lel manuale di LaTeX commentato che ti ho segnalato.

            in risposta a: tabelle lunghe e larghe #111639
            OldClaudio
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              Non è quello adatto; l’ambiente si chiama tabularx e il PACCHETTO per la configurazione delle colonen si chiama array; Pacchetto non ambiente.

              Leggi la documentazione del pacchetto tabularx con texdoc tabularx

              Leggi la documentazione del pacchetto array con texdoc array

              In sostanza un esempio di impostazione dellatabella potrebbe essere questo`\begin{landscape}
              \begin{tabularx}{\textheight}{>{\centering}X>{\raggedright}X>{\raggedleft}X}
              Pippo, Pluto e Paperino sono tre personaggi di Walt Disney il cui nome comincia per P} &
              Pippo, Pluto e Paperino sono tre personaggi di Walt Disney il cui mome comincia per P} &
              Pippo, Pluto e Paperino sono tre personaggi di Walt Disney il cui mome comincia per P}
              \end{tabularx}
              \end{landscape}`

              in risposta a: tabelle lunghe e larghe #111636
              OldClaudio
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                Il pacchetto tabularx ti permette di fare quello che vuoi; il pacchetto array ti permette di usare dei modificatori di colonna con i quali per ciascuna colonna puoi specificare l’allineamento a destra, a sinistra o centrato (giustificato `e il comportamento di default senza modificatori). Naturalmente per una tabella complessa come la tua non bastano poche righe in questi messaggi per darti un’idea di come usare quei due pacchetti; devi necessariamente leggertene la documentazione, aprendo un terminale, digitandovi dentro i comandi texdoc tabularx[/bb] o texdoc array rispettivamente; avrai direttamente la documentazione sul tuo schermo.

                in risposta a: Elenchi con cifre romane #111657
                OldClaudio
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                  Esprimo un parere personale; I romani non conoscevano le lettere minuscole che sono state introdotte verso i IV secolo e poi definitivamente usate nei secoli successivi in forme diverse. Nel mondo latino sono quasi sconosciute; nel mondo anglosassone sono usate più delle maiuscole.

                  Io preferisco di gran lunga, se possibile usare le minuscole composte con la forma maiuscoletta; per ottenerla non è facile per niente nelle liste, a meno che tu non uso il pacchetto enumitem che ti permette di configurare ogni dettaglio per le liste; d’altra parte le numerazioni standard dell’ambiente enumerate sono riportate anche nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato (se non l’ho già fatto, lo scarichi dalla sottosezione Guide tematiche della sezione Documentazione di questo forum) a pagina 47, le cifre romane minuscole si riferiscono al terzo livello (annidato nel secondo, a sua volta annidato nel primo) dell’enumerazione. È talmente raro arrivare al terzo livello, che personalmente non me ne preoccuperei troppo; una lista annidata fino al secondo livello è accettabile e, sempre secondo me, anche se LaTeX lo consente dal terzo livello in poi la lista invece di diventare un mezzo per far comprendere meglio diventa talmente complessa che il lettore fa una gran fatica a comprenderne il contenuto.

                  in risposta a: [Risolto]: Oggetto geometrico sopra immagine #111631
                  OldClaudio
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                    Non si capisce bene che cosa vuoi dire quando dici che hai provato a usare TikZ all’interno dell’ambiente picture.

                    Leggendo alla lettera quello che scrivi, citi l’ambiente picture; esso è descritto nella guida originale di LaTeX, che trovi tradotta in italiano nella sezione dell Guide tematiche , sottosezione di Documentazione di questo sito, con il nome di Il LaTeX Reference Manual commentato, ha i suoi comandi per mettere in qualsiasi posizione qualsiasi cosa che esso sia in grado di disegnare. Le cornici rose o i circoli con un numero dentro sono certamente cosette che picture sa disegnare. I comandi di TikZ vanno usati caricando quel pacchetto e poi inserendoli dentro l’ambiente tikzpicture, che è evidentemente diverso da picture.

                    L’ambiente picture, nativo di LaTeX, permette di fare più cose di quello che comunemente si crede; tuttavia non è conosciuto quesi per niente. Io ci disegno anche i circuiti elettronici meglio di come potrei fare con TikZ (pacchetto CircuiTikZ), anche se non dispongo della funzionalità di TikZ per mettere in posizione ogni “nodo” del disegno. Quindi non si può considerare picture un giocattolino da niente.

                    In questa tua particolare applicazione di sovrapposizione, picture sembra adattissimo; ti consiglio di leggerti il paragrafo relativo a picture in quella guida tematica che ti ho segnalato.

                    in risposta a: Perché non si vedono le testatine? #111626
                    OldClaudio
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                      Per quale formato di carta è impostata la stampante? E le altre impostazioni della stampante?

                      in risposta a: Centrare il titolo di un capitolo #111605
                      OldClaudio
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                        La soluzione che ha usato va benissimo solo per \caption*; se vuoi il titolo centrato su tutti i capitoli, quindi anche quelli aperti con \caption, la cosa non va più bene.

                        Però se ti serve solo per sezionamenti particolari come quello degli ACKNOWLEDGEMENTS (sempre plurale anche se ringrazi una sola persona),
                        allora tanto vale che usi `\cleardoublepage
                        \vspace*{50mm} % regola lo spazio che vuoi prima del titolo
                        \begin{center}\bfseries \Large ACKNOWLEDGEMENTS \end{center} % aggiusta al corpo e alla serie che preferisci
                        \vspace{20mm} % aggiusta a tuo piacimento

                        Voglio ringraziare…`I comandi \cleardoublepage, \vspace e \vspace* sono descritti in qualunque guida.

                        in risposta a: Problema indice delle sottofigure comando “subfloat” #111592
                        OldClaudio
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                          Sì, serve a quello, ma funziona bene con le sotto tabelle, perché la didascalia delle tabelle viene messa sopra le sottotabelle; la didascalia generale invece viene messa sotto le sottofigure; per l’incide delle figure traduci sopra con prima e sotto con dopo.

                          Se specifichi che anche per le figure vuoi la didascalia generale sopra, invece che sotto (come si fa di solito) sei padronissimo di farlo, e l’indice viene come vorresti.

                          in risposta a: Colore titolo suftesi e stampa b&n #111613
                          OldClaudio
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                            Viene grigio.

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                            OldClaudio
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                              Non puoi farlo, almeno con le definizioni del pacchetto subfigure.

                              In realtà ha un senso; non serve avere nell’indice le voci delle sotto figure; perché se le due figure sono assieme dentro lo stesso ambiente flottante, l’unica didascalia di quest’ultimo dovrebbe descrivere entrambe le sotto figure. D’altronde le due sotto figure con le etichette 1.a e 1.b saranno entrambe contenuta all’interno della figura la cui didascalia può essere sufficientemente dettagliata per contenere anche le descrizioni delle figure a e b.

                              Quidi nella immaigne vengono

                              immagine a
                              1.a)
                              immagine b
                              1.b)
                              Didascalia generale

                              Quest’ultima verrà composta usando il comando caption così:`\caption[Due diversi modelli di pentole]{Due diversi modelli di pentole: a) modello con il manico a sinistra; b) modello con il manico a destra.}`

                              in risposta a: Pagine bianche tra sezioni della tesi #111588
                              OldClaudio
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                                Con la classe book ti vengono in automatico; solo prima del sommario+abstract devi mettere il comando \cleardoublepage.

                                in risposta a: Ambienti con titoli a lato #111584
                                OldClaudio
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                                  Benvenuto nel forum e benvenuta anche la tua domanda che anche un guru avrebbe difficoltà a risolvere in modo decente.

                                  Purtroppo le macro firstcolumn e secondcolumn (o macro equivalenti), sono disponibili sono nella routine di uscita, quella che spedisce la pagina finita al file di uscita. Solo poche persone al mondo sono capaci di metterci el mani dentro.

                                  Invece dovresti scriverti delle nuove macro che usino la tecnica delle note marginali.
                                  Queste in twoclumn vanno sempre nel marine esterno alla colonna, non alla pagina.

                                  Non puoi usare \marinpar come lo useresti per le note marginali normali che vengono messe a lato del testo, ma dovresti almeno affiancarle a un “testo invisibile” costituito da un pilastrino alto quanto la specifica slide.

                                  Non è affatto semplice. In passato avevo tentato questa strada ma era troppo fragile, visto che non si possono usare note marginali internamente ad ambienti flottanti.

                                  Ora sto creando una classe con didascalie per qualsiasi tipo di ambiente flottante, o anche di ambiente fisso che cadono all’esterno dell’oggetto rappresentato e possono fuoriuscire nel margine. Ci sono quasi, ma scrivo queste macro per un documento ad una colonna. Quindi anche le macro che sto scrivendo (un centinaio di righe di codice), non vanno bene per il tuo problema.

                                  Può darsi che il pacchetto sidecaption (che non è sidecap, ma è previsto per lavorare con lo stile di Tufte, possa fare al caso tuo. Ma devi leggerne la documentazione (non hai bisogno di cercare in rete; tutta la documentazione è già nel tuo disco rigido dal momento stesso in cui hai installato una versione completa del sistema TeX).

                                  Io però ti suggerirei di cambiare approccio in questo modo:
                                  1) non componi in landscape ma in portrait
                                  2) metti il testo delle slide nella pagina di sinistra e le slide con la loro didascalia a lato nella pagina di destra;
                                  3) leggi i tuoi appunti con un visualizzatore PDF che ti permetta di visualizzare in contemporanea due pagine consecutive partendo fin dalle prime slide.

                                  In questa maniera ha sempre le slide nella pagina di destra e la didascalia prodotta da SCfigure appare sempre a destra; il risultato è quasi uguale a quello che otterresti se fosse realizzabile i tuo progetto landscape.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 2,686 al 2,700 (di 11,287 totali)

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