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Se hai MiKTeX è possibile che texdoc tu non ce l’abbia. Nel qual caso cerca nel tuo albero C:\texlive (spero che sia giusto; non mi intendo di Windows, sono più di 10 anni che non lo uso) e cerca nella sottocartella doc\lata\tikz\ se trovi tikz-cd.pdf; cliccaci sopra e spera che ti si apra.Scusa una domando, ma quando vuoi documentari, come fai? vai a cercare in rete? Dovresti avere già tutto nel tuo Hard Disk.
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LaLaTeX fa le stesse cose di XeLaTeX più tante altre che ancora non ho provato perché sono restio a imparare l’ennesimo linguaggio di programmazione, visto che sono più vicino agli 80 che ai 75…. Perché permette di usare microtype in modo completo; perché permette di comporre file PDF/A conformi meglio anche di pdfLaTeX; perch´la sua gestione dele lingue è sotto certi spetti migliore di quella di {pdf|Xe}LaTeX, anche se in questo campo ha ancora una certa rigidità, nel senso che per ogni lingua carica un solo file di pattern di sillabazione, quindi dà dei problemini con i latino che a seconda della varietà ne usa 4 diversi, e con il greco, che ne usa 3 diversi; sono problemini che sono riuscito a superare su miei file personali, ma non riesco a farli digerire al tex-hyphen working group perché siano disponibili per tutti; tuttavia questo approccio non ingombra la memoria con decine e decine di file di pattern pre-digeriti nel file di formato, come avviene per {pdf|Xe}LaTeX, ma anzi consente di porci le mani individualmente sui singoli documenti da comporre.L’unico svantaggio di LuaLaTeX è che nel comporre un file che sia lavorabile con tutti e tre i programmi di composizione, è quello che ci mette più tempo; a stima direi che se i tempo impiegato da pdfLaTeX è di una unità per questo ipotetico file, il tempo diventa 1.5 unità per XeLaTeX e 2 unità per LuaLaTeX. Solo che oggi i calcolatori sono così veloci che questi tempi si percepiscono di più con file brevi, perché la lettura dei formati e di tutti i file accessori pesa di più con i programmi che fanno più cose; la compilazione vera e propria, da quando esce la prima pagina del documento a quando esce l’ultima pagina è sostanzialmente uguale; ma, ragazzi, stiamo palando di secondi, non di minuti o di ore, quando il file campione non contiene pacchetti che richiedono elaborazioni lunghissime, come pgfplots; infatti in questi casi il tempo è lunghissimo, anche minuti a causa di pgfplots, non a causa del motore di compilazione.
Non voglio fare reclame a nessuno dei tre programmi, ognuno ha i suoi vantaggi e svantaggi, come non tutti i documenti richiedono le peculiarità di LuaLaTeX; pdflatex va benissimo la maggior parte delle volte; xelatex va benissimo se si devono usare con comodità alfabeti diversi da quello latino e non è richiesta la conformità ISO per l’archiviabilità a lungo termine.
Direi che il gruppo che lavora su LuaTeX sta facendo un ottimo lavoro, ma non posso apprezzarlo fino in fondo perché sono restio ad imparare Lua; lo apprezzo, sia chiaro, ma non lo sfrutto a fondo; @robitex, invece, ha avuto al pazienza di imparare Lua e sta facendo faville con LuaLaTeX. Non parlo di @luigi-S., perché lui è nel luatex-team; lui lo conosce in ogni sua intima funzionalità.
Il discorso è diverso con il linguaggio LaTeX3 a cui sta lavorando anche Enrico G.; questo è il sottofondo di un numero sempre maggiore di pacchetti e lo usiamo tutti e con ognuno dei tre programmi, anche senza saperlo; ma ci sono dei pacchetti che sfruttano appieno la forza di questo linguaggio. Provate a leggere la documentazione del pacchetto xparse, e vi rendete conto di quali progressi stia facendo questo linguaggio; questo a livello do di linguaggio LaTeX, non a livello di interprete pdftex o xetex o luatex.
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Be’, certo, per lettere singole non hai bisogno di niente; io stavo parlando di parole o di citazioni testuali.Per pdflatex ci sarebbe anche il pacchetto alphabeta; permette di scrivere lettere greche senza cambiare nulla, nel senso che devi solo specificare la codifica LGR oltre alla codifica T1;\code]\documentclass{article}
\usepackage[LGR,T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{alphabeta}
\begin{document}Moer. \alpha\ 25
\end{document|[/code]In atre parole quel pacchettino ti permette di usare in modo testo gli stessi comandi per le lettere greche che puoi usare per la matematica, senza tanti begin ..end, o altre impostazioni “balelliane”.
Ripeto, con pdflatex bisogn battere qualche tasto in più a causa delle sue limitazioni co i font codificati con non più di 8 bit, ma non è disastroso come uno potrebbe temere. Lo è certamente con le lingue retrograde, arabo, ebraico, e con le lingue a ideogrammi o che usano “alfabeti” formati da centinaia di caratteri, come il sanscrito, per esempio, ma tutto sommato anche pdflatex non è male. Un filo più veloce di xelatex, sensibilmente più veloce di lualatex, ma con i calcolatori di oggi non penso che la velocità sia un fattore essenziale, è sempre molto alta.
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Senti l’esempio che dici non funzionare, funziona benissimo; il capitolo inizia nella pagina 1, che essendo dispari viene stampata a destra. Il fatto che tu la veda per prima nn vuol dire nulla.Il visualizzatore dei texstudio mostra una pagina alla volta; se vuoi vedere le cose ben bene, usa Adobe Reader (gratuito) che ti consente di vedere lo spread (cioè le due pagine affacciate quando tieni il libro aperto); il Readr lo fa leggendo il nuro logico della pagina; il frontespizio ha sicuramante un numero dispari, anche se il numero 1 non viene stampato nel frontespizio; e la pagina 1 ti viene mostrata da sola; le pagine successive hanno sempre la pagina dispari a destra; se la tua tesi finisce con una pagina pari, questa ti viene mostrata dal Reader da sola, perché non esiste la dispari successiva. Con il Reader non devi configurare niente; con altri visualizzatori, come SumatraPDF, epr esempio, devi cercare nelle opzioni perché non si basi sulle pagine fisiche, ma sulle pagine logiche.
20 Settembre 2017 alle 12:16 in risposta a: Come ordinare Definizioni, Teoremi,Corollari dato il capitolo #111415::
@cricri, vedo che continui a non leggere quello che ti si dice; il tuo esempio minimo compilabile non è compilabile; e sì che non ti ci vorrebbe molto a inserire anche quattro righe in più che contengano anche il framedtheorem (con un testo di fantasia, se non vuoi mostrare il contenuto vero) col quale constatare dove sia il tuo errore.Tuttavia ti metto sulla strada, perché il tuo preambolo contiene erorri madornali e se correggi quelli, forse il tuo problema sparisce. Ma dove hai preso quel preambolo; scommetto che l’errore iniziale è stato quello di recuperare il preambolo da qualcun altro, che gentilmente te lo ha passato, ma anche lui/lei non sapeva quello che faceva. Non fare mai questo errore; se vuoi prendere materiale scritto da altri, leggilo bene riga per riga domandandoti a che cosa serve fare quelle cose. Comunque vediamo:
1) nella terza e quinta riga carichi due volte amsmath. non è un errore grave, perché LaTeX è sufficientemente avanzato da accorgersene e da non eseguire il secondo caricamento. Poi questo errore ne potrebbe trascinare degli altri, specialmente se nelle due chiamate allo stesso pacchetto si sono specificate opzioni diverse. Errore “Option clash”.
2) nella sezione [tt]STYLE PARAMETERS[/tt] ci sono delle impostazioni che non vanno assolutamente bene; per farle bene devi usare il pacchetto geometry e specificargli solo il minimo indispensabile; al resto ci pensa lui; ti garantisco che il risultato che ne esce è stilisticamante e tipograficamante migliore; l’errore consiste nell’usare comandi di basso livello, di cui non si conosce la vera funzione; geometry usa nomi molto più intuitivi e chiari e che ti permettono di impostare esattamente quello che vuoi.
3) la sezione [tt]% DICITURE IN ITALIANO[/tt] indica che chi ha scritto quelle cose non sa a che cosa serva il pacchetto babel con l’opzione italain. Quelle impostazioni sono esattamente quello che fa babel.
4) La sezione [tt]% NUMERATION OF CHAPTERS AND SECTIONS[/tt] insieme alle sezioni successive potrebbe essere la fonte dei tuoi problemi; perché modificare quelle definizioni: nella classe book i capitoli sono numerati appunto 1 2, 3, come il tuo comando; le sezioni del capitolo sono numerate 1.1, 1.2, 1.3, eccetera mentre con la tua definizione sono numerate 1, 2, 3, eccetera; come le distingui dalle sezioni del capitolo 2, del capitolo 3, eccetera? Inoltre perché definisci i comandi \begsection e \finsection, quando il solo comando section fa esattamente quello che fa \begsection e \finsection aggiunge uno spazio troppo grande alla fine della sezione? Se vuoi le equazioni numerate per sezioni devi procedere in un altro modo
5) [tt]% APPENDIX CHAPTERS[/tt] Errore; le appendici non si scrivono così; quando vuoi cominciare le appendici inserisci il comando [tt]\appendix[/tt] e da quel punto in poi tutti i comandi ]chapter compongono titoli di appende, numerati con lettere maiuscole, come si fa sempre in ogni libro.
6) [tt]% THEOREM-LIKE ENVIRONMENTS[/tt] Cumulo di errori. LaTeX consente di definire teoremi, corollari, lemmi, congetture, e ogni altro enunciato matematico usando il comando [tt]\newtheorem[/tt] che specifica anche quale contatore usare o a quale contatore subordinare quello dell’enunciato.
Visti tutti questi errori; ti invito a cestinare l’intero preambolo e di riscriverlo pensando bene a che cosa serve ogni riga che scrivi; leggiti una qualunque guida per neofiti, perché se usi un preambolo del genere, sei meno di un neofita, nel senso che magari riesci a usare pdflatex per cose semplici, ma certamente non per scrivere un documento strutturato come quello che stati scrivendo; è come se tu volessi pilotare una barca a vela da regata, chiedendo dove è la frizione e dove è i cambio. Esagero, ma voglio rendere l’idea, senza che tu abbia a prendertela; ricordati che ci siamo passati tutti attraverso questo stadio; con tutti intendo anche me stesso, quindi…
In sostanza:
a) layout della pagina: usa geometry
b}diciture in italiano; non servono
c) non rinumerare i capitoli e le sezioni; la classe book fa già quello che vuoi.
d) non trasformare i comandi di sezionamento in ambienti
e) appendici: usa il comando [tt]\appendix[/tt] come ti ho detto
f) theoremlike environments: elimina quell’obbrobrio e usa il comando [tt]\newtheorem[/tt]
g) nel corpo del documento che hai già scritto, togli ogni comando che faccia riferimento a questi del vecchi preambolo.Ovviamente, tutto questo va fatto dopo aver letto la documentazione. Ti garantisco che se consumi un paio d’ore a leggere la documentazione, dopo ti risparmi tanto di quel tempo che non hai idea. Ti suggerisco L’Arte di scrivere con LaTeX da scaricare dalla sezione Documentazione di questo forum; la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato dalla sottosezione Guide tematiche della sezione Documentazione di questo forum. Il primo ti insegna come fare; il secondo ti insegna a capire quello che stai facendo. Non è importante che leggi queste due cose dalla prima alla quarta di copertina, ma anche leggiucciando le parti iniziali e sfogliando il resto, ti rendi conto di che cosa contengono; quando hai bisogno di informazioni precise sai dove mirare a colpo sicuro. Ti ripeto: sono due orette guadagnate, non due orette di tempo perso.
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Capisco benissimo; solo che la sillabazione del greco scritto direttamente in greco mentre è in vigore l’italiano, viene all’occorrenza sillabato regole ignote, o forse non sillabato affatto col risultato che ti restano nella riga spazi interparola abnormi, o la riga ti sporge nel margine. Invece dichiara anche il greco, e per scrivere in greco usa l’ambiente [tt]\begin{greek}…\end{greek}[/tt] che se hai definito un font diverso da quello latino, ti seleziona anche quel font.Per esempio se a fontspec non imposti nessun font, lui usa di default il Latin Modern OpenType; se specifchi un font qualsisai, per esempio un Garamond, questo non contiene le paigne del greco, quindi devi comunque usare un font diverso; se lo imposti con [tt]\newfontfamily{\greekfont}{GFS Bodoni}[/tt], ogni volta che usi l’ambiente [tt]greek[/tt] ti scrive il greco in Bodoni.
Queste funzionalità molto comode, babe non le ha; forse le avrà in futuro, ma per il momento non ci sono.
Io ho scritto un pacchettino begingreek che permette di fare quelle cose, compreso l’ambiente [tt]greek[/tt] con pdflatex. Inoltre da tempo puoi usare dentro questo ambiente [tt]greek[/tt] la scrittura in greco; prova con pdflatex un EMC come questo:`\documentclass[article}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian=main, greek.ancient]{babel}
\usepackage[bodoni]{begingreek}
\begin{document}
Allora Archimede esclamò: «\begin{greek}Ἔυρεκα\end{greek}»
\end{document}`Vedrai che otterrai qualcosa di meglio di quello che si fa abitualmente con pdfLaTeX e non tanto diverso da quanto si fa con XeLaTeX, col vantaggio di disporre della microgiustificazione completa.Non è un invito ad abbandonare XeLaTeX; è solo per renderti conto di quello che si può fare anche con i pacchetti per pdflatex.
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No, Domenico, babel non può soppiantare polyglossia e José Besos lo sa benissimo. Quello che lui sta cercando di fare è di renderlo sempre più compatibile con i due programmi OpenType aware. Immagino per due motivi:
1) già ora un file che sia compilabile con pdfLaTeX (che può usare solo babel) è compilabile anche con {Xe|Lua}LaTeX che sono in grado di usare anche i font codificati a 8 bit come quelli che gestisce pdfLaTeX.
2) se babel diventasse più compatibile con la gestione dei font OpenType e con le scritture che usano direzioni destra-sinistra, orse qualche utente potrebbe decidere di usare babel invece di polyglossia, perché maggiormente abituato alla sua sintassi.Usando sia pdfLaTeX sia LuaLaTeX (che preferisco a XeLaTeX, anche se qualche volta mi da dei problemini) ti assicuro che babel e polyglossia, ognuno nel suo campo, fa un ottimo lavoro, ma polyglossia è decisamente più moderno e permette di cambiare le impostazioni di una stessa lingua in qualunque punto del documento; con XeLaTeX, per esempio, se decidi di scrivere unacitazione in greco moderno monotonico imposti \setotherlanguage[variant=mono]{greek} a metà documento, anche se nel preambolo avevi scritto \setotherlanguage[variant=ancient]{greek}; se poi dopo devi tornare al greco antico poi reimpostare il greco. Con babel questo è impossibile; nell’esempio spcifico se nel preambolo hai specificato \usepackage[…,greek=ancient,…]{babel} hai impostato sia la sillabazione antica/classica, sia le parole fisse in greco classico; tu puoi inserire una citazione scrivendo l’input in greco moderno monotonico, ma eventualmente questo viene diviso in sillabe secondo le regole antiche, non secondo le regole moderne; Non esiste con babel nessun modo per cambiare regole di sillabazione di una data lingua.
Quindi resta affezionato a polyglossia e xelatex; se non ti importa scrivere documenti archiviabili secondo le norme ISO, con xelatex è difficile, mentre con lualatex è facile; con lualatex, per ora, si carica una sola sillabazione alla volta per ogni data lingua (io l’ho fatto sia per il latino sia per il greco), ma il coordinatore del gruppo di lavoro tex-hyphen non ne vuole sapere di modificare il file adatti a lualatex per gestire contemporaneamente tre o quattro varianti. La filosofia di lualatex di caricare la sillabazione di una lingua al momento della compilazione di un dato documento ha dei vantaggi, ma per certe lingue come il latino o il greco è una palla al piede, facilmente superabile con i file gloss-latin.ldf e gloss-greek.ldf se il coordinatore del gruppo tex-hyphen non fosse così testardo. Il coordinatore del gruppo, tanto per evitare equivoci, è Arthur Reutenhauer; José Besos ed io, rispettivamente per le lingue ispaniche, o per le lingue italiana, latina e (molto parzialmente) greca, siamo fra le sue “vittime”; tanto vittime che io per il latino ho gettato la spugna.
Ciao
Claudio
20 Settembre 2017 alle 7:45 in risposta a: Come ordinare Definizioni, Teoremi,Corollari dato il capitolo #111413::
@cricri, leggi con attenzione i messaggi che ti vengono inviati.
Io ti ho detto che amsfonts da solo serve a poco e che è meglio caricare al suo posto amssymb. Gustavo ha voluto precisare cha amsfonts serve anche da solo se non altro perché permette di usare i font blackboard bold. Sono due punti di vista corretti entrambi se non si conosce lo scopo preciso per il quale un utente vuole usare quei font.Invece io ti ho scritto che senza un esempio minimo compilabile non si può rispondere al tuo quesito; l’esempio di EMC di Gustavo è una specie di modllo per aiutare a capire come creare un esempio minimo compilabile, non è quello l’EMC che ci si aspetta da te, ma è solo per aiutarti a complarne uno che replichi il tuo problema. Senza di quello, come ti ho spiegato, nessuno è in grado di aiutarti.
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Dopo aver specificato che da lì in poi scrivi le appendici, ti basta mettere [tt]\setcounter{tocdepth}{0}[/tt] senza toccare il contatore [tt]secnumdepth[/tt].
Per altro queste operazioni, cioè l’uso di questi due contatori, è descritto in diverse guide, certamente nel manualetto di Lamport (il creatore di LaTeX} tradotto in italiano Il LaTeX Reference Manual commentato che si scarica dalla sezione Documentazione, sottosezione Guide tematiche, di questo forum.
19 Settembre 2017 alle 16:15 in risposta a: Come ordinare Definizioni, Teoremi,Corollari dato il capitolo #111410::
Dipende dalla classe che usi; dipende da come hai definito i teoremi e gli altri enunciati; dipende da quale pacchetto hai usato per definire i teoremi e gli altri enunciati.è chiaro che nessuno possa darti consigli o suggerimenti utili senza avere le informazioni suddette; sarebbe utilissimo un Esempio Minimo Compilabile (EMC); cioè un file .tex completo da \documeentclass fino a \end{document} che contenga il MINIMO indispensabile per riprodurre il tuo problema, che sia COMPILABILE (nel senso che chi vuol dartiuna mano deve poterlo copiare dal tuo messaggio, incollarlo in un nuovo file .tex nel prorpio calcolatore, e compilarlo senza doversi inventare niente di quello che hai volontariamente o involontariamente omesso. Collauda l’esempio, in modo da essere sicuro/a che riproduca il problema.
Quel poco di preambolo che hai allegato dal tuo primo messaggio non è sufficiente, intanto perché non carichi il pacchetto amsthm, e poi perché carichi il pacchetto amsfonts che non serve a niente se non carichi al suo post il pacchetto amssymb (questo a sua volta carica amsfonts, quindi tu non lo devi caricare). Senza amssymb non poi usare i font della American Mathematica Society i cui file di descrizione sono contenuti in amsfonts.
Invece amsthm serve per definire nuovi teoremi e altri enunciati del genere. Anche LaTeX da solo permette di definire questi enunciati, ma, che io sappia, né LaTeX né amsthm permettono di definire l’ambiente theorframe; forse l’hai definito tu con un comando \newenvironment, ma se non mostri come l’ha fatto è difficile rispondere. Ecco perché l’EMC è essenziale.
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Benvenuto nel forumCarica il pacchetto emptypage; ti verrà una pagina completamente bianca, senza nemmeno il numero della pagina; altrimenti dovresti trovare una buona soluzione nella Guida GuIT da scaricare dalla sezione Documentazione di questo forum. Non ti spaventare dalla mole; cerchi nel primo degli indici analitici al parola \cleardoublepage e in una delle pagine indicate trovi come ridefinire il comando per usare un altro stile diverso da empty.
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