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Si, è sbagliato; in matematica ogni lettera rappresenta una sola cosa; non esistono variabili multilettera; Solo in fisica esistono dei simboli di due lettere, ma sono estremamente specializzati e Latex, comune, non li sa comporre;, ne senso che non dispone delle macro necessarie.
Quindi lascia fare a LaTeX; se non mette spazi fra le lettere del “math italics” è perché non ci vogliono.
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Questo è quello che succede ad installare una versione vecchia; forse, e ripeto forse; puòi scaricare il pacchetto fanchyhdr da CTAN e installarlo a mano. Se anche ci riesci non è detto che funzioni. La versione 2.8 di MiKTeX è di circa 10 anni fa, forse di più; nel frattempo sono state aggiunte molte cose.
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Nella Guida GuIT (documentazione) uno degli ultimi capitoli riassume le norme ISO per la scrittura della matematica; il \times vale solo fra due fattori entrambi numerici, non ci vuole mai nessun segno (o al massimo un \cdot) fra un numero e una variabile o una funzione o fra due variabili o fra due funzioni.
Le norme ISO sono “cogenti” per chi scrive della matematica fra grandezze; non valgono per chi scrive di matematica pura.
Alcuni frequentatori importanti di questo forum ritengono che chi ha scritto quelle norme non conosceva la matematica (giudizio molto severo); alcuni altri ritengono che quelle norme siano preziose, anche se talvolta sono difficili da rispettare.
Esistono pacchetti che dovrebbero essere capaci di scrivere matematica ISO correttamente, ma una cosa è lo strumento e un’altra come lo strumento viene usato; per esempio nessun pacchetto ti usa il \times o il \cdot come prescrivono le norme e tocca all’utente provvedere di volta in volta.
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Mostragli qualche pagina con e senza crocini, in modo che possa vedere se il taglio della pagina è corretto.Nota che con il pacchetto pdfpages tu stesso potresti impostare due pagine su un foglio virtuale B4, predisposto per essere stampato front e retro, in modo che se il tipografo può stampare su carta B4 (che forse lui può procurarsi), allora basta piegare i fogli a metà e hai direttamente il risultato un B5 con quattro facciate per foglio; il pacchetto pdfpages ti può creare direttamente segnature di un foglio (4 facciate,troppo lavoro per cucirle), di due fogli (8facciate, meno lavoro, ma forse accettabile) , 4 fogli (16 facciate, va bene), 5 fogli (20 facciate, potrebbe andare meglio), … , 8 fogli (32 facciate, troppo spesso). Ammesso che il tipografo ti dia l’OK, devi chiedergli se la sua stampante gira i fogli usando cone asse di rotazione il lato corto della carta o il lato lungo, perché pdfpages vuole, evidentemente, impostazioni diverse.
Può darsi che il tipografo ti dica di non fare niente che ci pensa lui; dipende dal software di cui dispone per predisporre i file pdf da stampare.
Non usare colori, altrimenti il costo della stampa può crescere vertiginosamente. Sentiti i costi, puoi anche decidere di procedere con i colori, ma devi chiedere al tipografo se vole il PDF con i colori RGB oppure con i colori CMYK; anche qui dipende dal software di cui il tipografo dispone, perché tutte le stampanti, anche quelli casalinghi, lavorano in quadricromia CMYK, ma il driver della stampante di solito sa trasformare i colori RGB in CMYK; talvolta questa trasformazione non dà buoni risultati (secondo il gusto del tipografo) e il tipografo chhiede di avere direttamente il file con i colori CMYK.
In bianco e nero (in realtà in tonalità di grigio) non si hanno problemi di nessun genere. Ma bisogna che le tonalità di grigio siano create così fin dall’origine; Un file a colori stampato su una stampante in bianco e nero dà risultati pessimi.
17 Settembre 2017 alle 11:48 in risposta a: Eliminare la testatina solo nella pagina di inizio capitolo #111402::
Quello che chiedi è il comportamento normale di tutte le classi quando usi il comando \chapater.Che cosa hai combinato nelle impostazioni del tuo scritto da avere uno stile di pagina con il filetto di separazione fra la testatine e il titolo del capitolo?
Perché non mandi un Esempio Minimo Compilabile (EMC) che contenga il minimo indispensabile per replicare il tuo problema?
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Benvenuto @davice.p nel forum. Hai fatto bene a iscriverti al forum e se lo segui (cioè leggi le risposte ai tuoi quesiti, ma anche i filoni di discussione degli altri utenti) ne ricaverai un gran profitto.Per regolare i margini ci sono informazioni oltre che nella guida di Enrico Gregorio, anche nella guida di Lorenzo Pantieri e in quella che ho curato io(curato, perché è il risultato del contributo di molte persone del GuIT).
Ti segnalo anche la guida tematica (sempre nella sezione Documentazione, sottosezione Guide tematiche) sul layout della pagina.Ora è assolutamente chiaro che puoi definire con geometry i quattro margini come vuoi, ma se ti piace il formato libro, allora un layout classico richiede che la griglia del testo abbia lo stesso coefficiente di forma della pagina rifilata; che il margine esterno sia maggiore del margine interno che la proporzione fra il margine esterno con il margine interno sia la stessa che c’è fra il margine inferiore e il margine superiore. Naturalmente non sei tenuto a rispettare queste regole classiche, ma se le rispetti il risultato finale ti sarà più familiare.
La classe suftesi dispone di molti layout di pagina classici/umanistici e permette di specificare molti formati di pagina rifilata. Se usi quella classe, dopo averne letto al documentazione, vedi che il tutto è già pronto senza biaogno di definire altre cose.
L’unico problema che ti rimane, visto che le stampanti casalinghe e spessissimo anche quelle delle copisterie, lavorano con carta UNI A4 o con casta UNI A3 (visto che è praticamente introvabile la carta UNI B4 che piegata a metà dà un foglio di 176mm per 210mm, cioè quel tanto in più della pagina rifinita che, appunto, permette al rilegatore di tagliare le pagine al formato finale di 170mm per 240mm); devi trovare una copisteria sufficientemente avanzata perché si possa imporre le pagine della tua tesi su un foglio A3, con cui formare delle segnature non troppo spesse, ma da rifilare pesantemente dopo aver cucito o incollato il dorso delle segnature e prima di applicare la copertina.
Quindi preparati ad una ricerca minuziosa e confronta i prezzi che riesci a spuntare.Tutto questo spiegone per invitarti a riflettere: una tesi in formato A4 ti costa X; probabilmente una tesi più bella in formato B5 (che ha più pagine e molto più sfrido) ti costa 2X. La decisione finale è tua.
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MiKTeX devi installala completa, non la versione di base; forse l’attuale distribuzione non è più compatibile con WinXP (l’aggiornamento sp2 è vecchio; dovresti almeno installare l’SP3; ma temo che Microsoft abbia cessato gli aggiornamenti di WinXP)Installare programmi senza aggiornare i dati in un particolare file di registro accessibile solo con le prerogative di amministratore è una cosa difficilissima; Windows non è user friendly in questo caso.
Tuttavia se invece di MiKTeX installasi TeXLve seguendo le indicazioni che si trovano nelle varie guide presenti nella sezione Documentazione di questo sito, avresti per prima cosa una versione più aggiornata e aggiornabile con la frequenza che vuoi (oltre alla re-installazione completa una volta all’anno). Può darsi che la cosa non ti interessi, visto che sei affezionato a versioni d’annata del sistema operativo; tuttavia il mio è solo un consiglio che ha aiutato in passato diversi altri utenti che avevano problemi con MiKTeX.
::@ OldClaudio, avevo provato anche col tuo codice (anzi, grazie di aver perso tempo a scriverlo) ma non mi funzionava.
Stimolato da questo tuo commento ho copiato il codice che ti avevo mandato incollandolo nel preambolo di un documento su cui sto lavorando; Il codice funziona benissimo secondo quello che avevi chiesto; niente puntini per le voci dell’indice relative alle sezioni e i puntini per le voci relative alle sottosezioni e compagnia, secondo l’immagine che avevi mandato.
Non so perché a te non funzioni o se in realtà non avevo capito io cio che avresti voluto ottenere; o magari perché non stai usando una classe standard.
::lorenzo.pantieri” post=111645
Salve,Esiste un modo per cui nella table of contents/indice iniziale non vi siano i “puntini” (……) tra l’ultima parola del titolo e il numero della pagina corrispondente?
Certo che esiste! Lo stile ClassicThesis lo fa di suo, prova a dare un’occhiata al risultato finale. Se ti piace, puoi usare il relativo codice.
Lorenzo, ma lu li leggi i messaggi degli altri? Se, sì, perché continui a confondere la domanda dell’ opener; lui non vuole togliere i puntino da tutte le righe dell’indice, ma solo dalle rige dei paragrafi, e le vuole lasciare dai sottoparagrafi in giu.
LA soluzione che tu hai trovato per L’Arte è elegantissima, ma toglie sia i puntini sia l’allineamento a TUTTE le voci dell’indice; è una cosa completamente diversa.Che poi la tua soluzione sia più elegante di quella richiesta dall’opener, è un’altra questione. Sono perfettamente d’accordo con te sull’eleganza; sono in disaccordo nel rispondere a chi fa una precisa domanda con delle indicazioni che non rispondono alla sua domanda.
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MmmmIo non uso mai tocloft, perché preferisco ridefinire localmente i comandi interni di LaTeX; faccio molto prima’
Lo stile con cui è composta ogni riga dell’indice è dettata da comandi \@part, \l@chapter, \l@section, e via discorrendo. queste definizioni si trovano nel file di classe o nei file suoi subalterni; quelle di section, subsection sono, per esempio nella classe book; fanno tutte riferimento al comando interno [tt]\@dottedtocline[/tt] che è definita nel cuore di LaTeX così:`
\def\@dottedtocline#1#2#3#4#5{%
\ifnum #1>\c@tocdepth \else
\vskip \z@ \@plus.2\p@
{\leftskip #2\relax \rightskip \@tocrmarg \parfillskip -\rightskip
\parindent #2\relax\@afterindenttrue
\interlinepenalty\@M
\leavevmode
\@tempdima #3\relax
\advance\leftskip \@tempdima \null\nobreak\hskip -\leftskip
{#4}\nobreak
\leaders\hbox{$\m@th
\mkern \@dotsep mu\hbox{.}\mkern \@dotsep
mu$}\hfill
\nobreak
\hb@xt@\@pnumwidth{\hfil\normalfont \normalcolor #5}%
\par}%
\fi}` Questa macro viene usata in tutte le definizioni delle sezioni; se cambi \@dotsep con un valore molto grande come suggerito dalla documentazione di tocloft, tutte le sezioni di qualunque livello perdono i puntini.Allora il tuo problema consisterebbe nel ridefinire \l@section in modo che usi un’altra macro, diciamo \sectiontocline e che definisci questa nuova macro in modo che us in modo che non contenga i \leader dei puntini; vediamo se ci azzecco, senza commettere errori di battitura. Nel tuo preamblo aggiungi questo codice`\makeatletter
\renewcommand*\l@section{\@sectiontocline{1}{1.5em}{2.3em}}\def\@sectiontocline#1#2#3#4#5{%
\ifnum #1>\c@tocdepth \else
\vskip \z@ \@plus.2\p@
{\leftskip #2\relax \rightskip \@tocrmarg \parfillskip -\rightskip
\parindent #2\relax\@afterindenttrue
\interlinepenalty\@M
\leavevmode
\@tempdima #3\relax
\advance\leftskip \@tempdima \null\nobreak\hskip -\leftskip
{#4}\nobreak
\hfill
\nobreak
\hb@xt@\@pnumwidth{\hfil\normalfont \normalcolor #5}%
\par}%
\fi}`
Prova e vedi se funziona.
::Veroc90″ post=111628Ciao Marluxia ho provato a dare l’opzione ht! ma mi inserisce l’immagine sovrapposta al testo.
Come faccio ad inserire l’immagine come immagine e non come oggetto mobile?Ho provato anche a consultare la guida ArteLaTex ed a inserire l’immagine con SCfigure ma non mi risolve il problema.
Proverò a consultare le discussioni vecchie del forum per vedere se riesco a saltarci fuori.
Allora:
1) se usi l’ambiente center invece dell’ambiente figure la figura resta ferma lì
2) Quello che è preoccupante e che credo sia la sorgente dei tuoiguai è il fatto che la figura si sovrapponga al testo; Questo è sintomo di un problema grosso, molto grosso; ma una cosa è fare o di credere di fare una diagnosi del problema e una è quella di trovare la cura; ciò è impossibile senza disporre di figura1.Mi spiego; tu usi \includegraphics[width=0.5\textwidth]{figura1} — almeno così ti è stato suggerito di fare; questo ordina al programma di scalare la figura senza cambiarle il coefficiente di forma, in modo che sia larga esattamente come metà della gabba del testo. Ma l’ambiente figure prende il suo contenuto, lo mette dentro una “scatola” che qindi viene ad avere le stesse dimensioni della figura scalata, ci mette sotto ad una certa distanza la didascalia, poi memorizza il tutto, trattenendolo in memoria finché non non trova una pagina doc=ve ci stia, e la inserisce con la sua didascalia aggiungendovi uno spazio prima, se prima c’è del testo e/o dopo se dopo c’è del testo.
Quindi lo spazio che figure toglie al testo è maggiore dell’altezza della figura scalata perché c’è anche la didascalia distanziata dalla figura e gli spazi prima e/o dopo.
Visto che questo è quello che fa il programma di composizione, se la figura risulta sovrapposta al testo, singifica che le dimensioni segnate dentro il file dell’immagine non sono corrette.
Come fare a correggerle? Ecco questa sarebbe la terapia al tuo problema, ma non posso dirti noente senza disporre della tua famosi figura1; non so che formato abbia; non so quali sinoo le dimensioni del suo bounding box, non so se è un disegno fatto con l’ambiente picture (o con l’ambiente tikzpicture); non so quanti KiB impegni, per cui non so come suggerirti come spedircela; insomma non so niente.
Per carità non sei tenuto a fornirci niente, ma senza informazioni più dettagliate non è possibile dirti niente di utile.
Ora sta a te di analizzare la tua figura1 alla lce di quello che ti ho detto per vedere almeno se la mia diagnosi è corretta. Come fare? non lo so, perché non so nulla i merito alla figura1.
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