OldClaudio

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  • in risposta a: Finanziamenti Europei e LaTeX #111348
    OldClaudio
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      Be’, certo questo tuo codice non può funzionare`\makeatletter
      \renewcommand\normalsize{%
      \@setfontsize\normalsize\@xipt{11}%
      \abovedisplayskip 11\p@ \@plus3\p@ \@minus6\p@
      \abovedisplayshortskip \z@ \@plus3\p@
      \belowdisplayshortskip 6.5\p@ \@plus3.5\p@ \@minus3\p@
      \belowdisplayskip \abovedisplayskip
      \let\@listi\@listI}
      \makeatother`
      Prova questo`\makeatletter
      \renewcommand\normalsize{%
      \@setfontsize\normalsize{11pt}{13.2pt}}%
      \abovedisplayskip 11\p@ \@plus3\p@ \@minus6\p@
      \abovedisplayshortskip \z@ \@plus3\p@
      \belowdisplayshortskip 6.5\p@ \@plus3.5\p@ \@minus3\p@
      \belowdisplayskip \abovedisplayskip
      \let\@listi\@listI}
      \makeatother`

      in risposta a: Finanziamenti Europei e LaTeX #111346
      OldClaudio
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        No, tutte le classi sono limitate, nel senso che Knuth ha usato una progressione geometrica di ragione \sqrt{1.2} circa uguale a 1.095 per i font di corpo maggiore di 10pt; scrivere 11pt in realtà vuo dire usare font di corpo 10.95; questo vale più o meno per tutte le classi. Secondo me cis sono diverse soluzioni al tuo problema;
        1) usi font continuamente scalabili; fra quelli con corpi ottici ci sono i Latin Modern; gli altri più o meno commerciali, anche se distribit gratuitamente sono quasi sempre in corpo 10pt, e quest’unico corpo viene viene scalato ai valori che si richiedono. Poi all’inizio del documento scrivi il comando [tt]\fontsize{11pt}{13,2}\selectfont[/tt] e dentro ogni ambiente table, all’inizio puoi lasciare il comando che hai usato per ottenere gli 8pt giusti (hai scritto \scriptsize, immagino).
        2) modifichi localmente (cioè nel tuo preambolo) il comando \normalsize, copiato dal file size11.clo nella cartella …/tex/latex/base/ e lo modifichi cambiando ogni istanza di \@xi in 11pt (o semplicemente 11, non mi ricordo se ci voglia o non ci voglia l’unità di misura); se fai le cose per bene, funziona.
        3) carichi il pacchetto scrextend e poi usi il comando [tt]\changefontsizes{11pt[/tt] e gli 11pt nel corpo del documento diventano davvero 11. però il comando \scriptsize non da più 8pt, ma probabilmente un valore un filino più piccolo e \footnotesize un valore un filino più grande; quindi a questo punto leggendo la documentazione di \scrextend dovresti trovare un comando che ti imposti un corpo prefissato (che poi è equivalente a scrivere [tt]\fontsize{8pt}{9.6pt}\selectfont[/tt]

        Commento personale: sfido chiunque, che non sia dotato di strumentazione professionale e di campioni precisi dei font in uso, a distinguere ad occhio nudo un font da 10.95\pt da un font di 11pt, visto che la differenza in percentuale è circa dei 4 per mille e in assoluto minore di 1.2 micrometri. 😉

        in risposta a: bibliografia in texshop #111328
        OldClaudio
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          Hai ragione. Ormai sono troppo abituato ai file .bib e mi scordo di avere usato thebibliography per almeno 20 anni.

          in risposta a: bibliografia in texshop #111326
          OldClaudio
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            Se la tua bibliografia è vuota, la domanda che mi viene subito in mente è: i tuoi riferimenti elencati nel tuo file Bibliografia.tex li hai mai citati nel corpo della tesi? Li hai citati con le stesse chiavi che hai usato negli argomenti di \bibitem?

            Se la risposta è no alla prima domanda, prima di \input metti [tt]\nocite{*}[/tt]. Se la risposta è no alla seconda domanda, correggi.

            in risposta a: problemi con babel su ubuntu #111268
            OldClaudio
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              Non hai fatto l’installazione completa e seguendo tutto el istruzioni con quel pacchetto, perché, come vedi, quando lanci pdflatex dice che hai 5 lingue installate. In sostanza, forse non hai disinstallato al versione Debian che avevi installato prima.

              Quando avrai disinstallato TeXLive/Debian e installato TeXLive/CTAN correttamente, il file .log ti dirà che ci sono (se non ricordo male) 81 lingue installate. Sul mio Mac (che usa — aggiornato e completo — TeXLive per Mac) ne ho installate 84 perché ce ne sono alcune mie personali.

              in risposta a: LaTeX su ubuntu? #111280
              OldClaudio
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                Indrjo Dedej” post=111568Ok. Sono uno alle prime armi con Ubuntu. Come devo procedere con Perl? Sono andato a vedere su internet per documentarmi ma non ho capito tanto, vuoi per l’inglese vuoi per le competenze in questo campo che non ho.

                Sì, lo so, che all’inizio è difficile trovarsi a proprio agio passando da Windows A una qualunque forma di Linux.

                Tuttavia la dotazione di linguaggi di scripting, nelle piattaforme Linux è molto maggiore che in Windows, e infatti per installare TeXLive su Windows bisogna usare una procedura .bat molto più complessa che non per Ubuntu. Su Windows bisogna prima di tutto installare Perl, perché di nascita sua non è installato. Invece, se segui le indicazioni in modo scrupolosissimo il testo scritto a Enrico Gregorio proprio per Ubuntu, non devi preoccuparti di Perl che è già disponibile su Ubuntu, e lo script di installazione funziona “out of the box”. Le cose eventualmente difficili sono quelle che riguardano la finestra comandi se non vi sei abituato da windows; una cosa difficile è quella di prendere provvisoriamente le prerogative dell’amministratore che su Windows è un concetto vago e sostanzialmente ogni utente ha diritto di fare sulla macchina qualunque cosa (o quasi); le operazioni da fare sono semplici, ma sono questi i concetti a cui bisogna abituarsi. Anche se a Heinrich Ubuntu non piace (perché ha un’interfaccia grafica troppo simile a quella di Windows e piuttosto invadente) e lui preferisce fare quasi tutto tramite la finestra comandi, Ubuntu va benissimo per chi si avvicina a Linux per la prima volta, proprio per i motivi che non piacciono ad Heinrich.

                Tuttavia la difficoltà principale è proprio che se non hai pratica con la finestra comandi, quello forse ti apparirà come la cosa più complessa a cui abituarti; quando ti ci sarai abituato, vedrai quante cose in più si possono fare con la finestra comandi, rispetto a quelle che si possono fare con un’interfaccia grafica e col mouse.

                in risposta a: problemi con babel su ubuntu #111266
                OldClaudio
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                  Benvenuto nel forum.

                  Tu su Ubuntu ha installato la distribuzione Debian che normalemente imposta solo l’ingles e un paio di altre lingue insolite, tipo “nohyphention”.
                  Da quel che mi dici le lingue installate sono 5, e di sicuro non c’è l’italiano. Normale, non ti preoccupare.
                  Credo che tu debba installare anche il modulo texlive-languages.deb. In ogni caso devi studiare la documentazione della tua installazione; non avendo più Ubuntu, non saprei che cosa dirti.

                  Il problema è che nella maggior parte dei casi le installazioni parziali, come la Debian, prevedono pochissime lingue fra le quali manca sempre l’italiano. Non importa che il file italian.ldf sia presente; è la sillabazione dell’italiano che manca e se manca quella di solito il fallback è l’inglese.

                  Come fare?

                  Se ne è parlato molto in questo forum sulla opportunità che anche su ubuntu si possa installare non la versione Debian, ma la versione “vera” quella creata dagli appositi working groups del TeX Users Group (TUG, che producono i loro risultati sull’archivi CTAN (Comprehensive TeX Archive Network).

                  Per questo scopo in rete si trova il manualetto texlive-YEAR-ubuntu.pdf, che puoi scaricare liberamente dopo averlo cercato con qualsiasi motore di ricerca. L’ì c’è scritto come installare la TeXLive ufficiale completa, aggiornata e aggiornabili, se vuoi, anche quotidianamente (cosa che non puoi fare con la Debian).Quando disponevo di Ubuntu su una piattaforma vrirtuale, la instalalvo senza problemi ma solo seguendo alla lettere=a quanto scritto in quel documento; il tuto funzionava alla perfezione. Nel tuo caso particolare tieni presente che sono disponibili e già installate le sillabazioni di una ottantina di lingue, fra cui l’italiano, complete di sillabazione e file di descrizione della lingua (estensione .ldf) e ti posso assicurare che ci sono e funzionano benissimo, perché ho scritto io sia il file di sillabazione sia quello di descrizione della lingua. E siccome aggiorno queste cose di tanto in tanto, so benissimo come funzionano e quali prestazioni offrono e quali ancora non offrono (almeno secondo i miei gusti). Negli ulti 25 anni non ho ricevuto lamentele da nessuno né per i vecchi file né per gli aggiornamenti.

                  in risposta a: Pacchetto papercdcase #111258
                  OldClaudio
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                    Eh, lo so; la distinzione fra comandi e dichiarazioni è sottile. Anch’io credevo che la distinzione fosse tra macro che prendono argomenti e macro che non ne prendono; in prima battuta `e una distinzione che funziona, ma non è esatta.

                    Ora preferisco pensare ai comandi come quelle macro che scrivono qualche pezzetto (grande o piccolo) di testo nel file di uscita; mentre le dichiarazioni impostano solo delle cose per uso esclusivo del programma di composizione, senza scrivere alcunché nel file di uscita.

                    Funziona meglio dell’altra distnzione, ma anche questa può avere delle eccezioni.

                    esempio
                    1) \textit{pippo} scrive nel testo la parola Pippo in corsivo; è sicuramente un comando.
                    2) \itshape imposta il compilatore perché usi il font corsivo ma non scrive niente nel file di uscita; è una dichiarazione
                    3) \fontsize{15pt}{20pt} di per sé non fa niente; se è seguito da \selectfont, allora l’insieme di queste due macro imposta il corpo del fot a 15pt e lo scartamento (quello che erroneamente viene chiamato interlinea) a 20pt. Sono dichiarazioni o comandi? la compia imposta delle cose per il compilatore, ma di per se non produce nessun effetto sul file di uscita finche il compilatore non ci mette del test.
                    4) \LaTeX è una macro che non prende argomenti, ma scrive nel file di uscita il logo di LaTeX; per me è un comando, ma secondo la definizione che i comandi vogliono un argomento su cui operare, sarebbe una dichiarazione.

                    Vedi quindi che la distinzione fra impostazioni e comandi sembra più efficace che non la presenza di un argomento

                    Nel tuo caso non ci sono dubbi: \centering è una impostazione del modo di scrivere; \Huge e \huge sono impostazioni di corpo: di qui in avanti usa questo stile, di qui in avanti usa questo corpo. Ecco, forse una distinzione potrebbe essere che la frase “di qui in avanti fai questo…” distingue le impostazioni indipendentemente che ricevano un non ricevano un argomento; per i comandi “ora scrivi questo…” con o senza argomento, serve per scrivere.

                    Tuttavia sono tutte regole empiriche che lasciano il fianco a numerose critiche.

                    Resta il fatto, per esempio, che scrivere ” bla bla bla \centering{pippo}, bli bli bli” scrive in modo epigrafico tutto il capoverso; la documentazione spiega che \centring diventa attivo solo nel momento in cui il programma spezza l’intero capoverso in righe incolonnate da mandare al file di uscita.

                    Ecco perché trattare \centering come comando può portare a risultati inaspettati.

                    in risposta a: Pacchetto papercdcase #111256
                    OldClaudio
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                      Il codice non si può colorare, quiandi quel codice di colore andava cancellato e non era, quindi un errore.

                      Le graffe nel tuo codice erano correttamente accoppiate ma l’errore c’era, lo stesso messaggio d’errore che hai trovato tu.

                      Oltre a togliere le graffe inutili ho anche inserito una riga vuota che in latex indica la fine di un capoverso. In questo case la fine del modo orizzontale, costituito dal disegno prodotto da paprecdcase. Cedo che fosse quella la causa dell’errore. Le righe vuote sembrano innocue e uno non ci fa caso, ma sono importanti. Non so dirti altro perché non ho mai usato quel pacchetto; dal poco che ho letto, vedo che serve per creare un disegno con qualche scritta in punti precisi di uno schema di taglio e di piegatura. Onestamente perché il comando che crea il disegno debba iniziare in modo verticale non lo so, perché ho letto la documentazione, ma non il codice.

                      Il risultato, però, è che con quella riga vuota il tutto funziona senza problemi.

                      in risposta a: Pacchetto papercdcase #111254
                      OldClaudio
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                        Benvenuto nel forum

                        Questo codice è sostanzialmente il tuo con gli errori corretti`\documentclass[a4paper]{article}
                        \usepackage[utf8x]{inputenc}
                        \usepackage[margin=0cm]{geometry}
                        \usepackage{setspace}
                        \usepackage{papercdcase}
                        \pagestyle{empty}

                        \begin{document}
                        %GOT1
                        \setcdlatchmatter{\centering\huge\textbf{Il trono di spade}}
                        \setcdpouchmatter{\begin{center}\Large Stagione 1$\quad$ Puntate 1-8 \end{center}}
                        \setcdbackmatter{\vspace*{5cm}\centering\textbf{\Huge IL TRONO DI SPADE}}
                        \centering\papercdcase*
                        %GOT12
                        %

                        \setcdlatchmatter{\centering\huge\textbf{Il trono di spade}}
                        \setcdpouchmatter{\begin{center}\Large Stagione 1$\quad$ Puntate 9-10\\
                        Stagione 2 $\quad$ Puntate 1-8\end{center}}
                        \setcdbackmatter{\vspace*{5cm}\centering\textbf{\Huge IL TRONO DI SPADE}}
                        \centering\papercdcase*
                        %[…]

                        \end{document}`

                        Che errori c’erano? quella quadra che racchiude [tt]]/tt] è palesemente errata, perché quella quadra dopo \papercdcase* ne rappresenta l’argomento facoltativo che ì il numero di millimetri della scatoa del CD, quindi quel [tt]color…[/tt] propio è un errore.

                        Non so quali fossero gli altri errori, ma ti ho tolto le graffe inutili; \centering non è un comando ma una dichiarazioe; lo stesso vale per \huge e per \Huge, e dopo aver tolto quelle graffe, il tuo codice ha funzionato alla grande.

                        Se vuoi usare i colori usali atraverso i comandi del pacchetto color (documentazione: terminal: texdoc color).
                        meglio ancora se usi il pacchetto xcolor e i suoi comandi (documentazione: terminale texdoc xcolor).

                        Se non l’ha fatto ancora, leggi anche la documentazione del pacchetto papercdcase (documentazione: terminal: texdoc paprcdcase).

                        Io non ho mai usato questo pacchetto, ma mi è bastato mezzo minuto per leggere le prime due pagine e scoprire il tuo vero grande errore.

                        La documentazione è importante; LaTeX esteso con i suoi circa 3500 pacchetti è troppo complicato per fare a meno della documentazione; io uso LaTeX da più di trent’anni, ma ho sempre la documentazione a portata di mano o di mouse; è gia tutto nel nostro hard disk, quindi non c’è nemmeno bisogno di andare a cercare in rete.

                        in risposta a: realizzare forme tipografiche particolari #111249
                        OldClaudio
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                          Senti, che cosa ci vuole a usare per esempio i fontTimes con il pacchetto newtxtext, e poi usare comandi del tipo`\newcommand\grandissimo[1]{{\fontsize{70mm}{70mm}\\selectfont#1}}`e analogamente per un font da 50mm, e un altro da 30mm.

                          Certo non puoi usare font disponibili solo per corpi fissi, come per esempio i Computer Modern e i CM-Super. Per usare i comandi che ti ho scritto devi poter usare solo font scalabili con continuità, eventualmente a tratti come i Latin Modern, (a tratti) i Times, i Palatino, gli Utopia, i Palladio, i Garamond, e tanti altri disponibili sia in formato Type 1, sia in formato TrueType o OpenType con la distribuzione del Sistama TeX, in particolare una distribuzione aggiornata e completa.

                          Che poi sia una buona idea usare un disegno della pagina come quello che hai allegato, quello è un altro pio di maniche. Come ti ho detto, però è una bella sfida riuscire a farlo

                          in risposta a: realizzare forme tipografiche particolari #111247
                          OldClaudio
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                            Si può fare di tutto, ma a parte che io non farei mai una pagina così, mi rendo conto che cercare di farla, di per sé è stuzziacante.

                            1) Hai bisogno di un ambiente grafico dove con opportuni comandi metti quello che vuoi dove vuoi. Secondo me TikZ è fin trppo. anche se è un poderoso ambiente di disegno programmanto. Seocndo me il normale ambiente picture del nucleo di LaTeX sarebbe sufficiente.
                            2) hai bisogno di font scalabili con continuità o scalabili con continuità a tratti; per intenderci un ofnt Times viene fornito in un solo corpo che può essere scalato da 5p ta 10cm (o a quel che vuoi purché stia nella paginea; invece i Latin modern sono distribuiti in tanti corpi, ognuno dei quali è scalabile con continuità in regioni adiacenti, per cui sembra scalabile con continuità, ma da una regione alla successiva qquello che viene scalato è un font “diverso”.
                            3) La cosa difficile da fare è il testo dal profilo sagomato; il linguaggio nativo di TeX contiene i comandi necessari; credo che esista anche un pacchetto shapepar, ma non l’ho mai usato; Lorenzo Pantieri lo usa per comporre i ringraziamenti in un capoverso a forma di cuore; vedi L’Arte di scrivere con LaTeX. Ho usato i comandi nativi per ritagliare delle finestre laterali in un capoverso sufficientemente lungo per metterci una figura parzialmente sporgente nel margine, ma ritagliare un rettangolo è facile, formare un intero capoverso con i marigni destro e sinistro sinuosi è un discorso molto più difficile.

                            Dopo d che mettere insieme le tre lettere e mettere il capoverso sagomato nei posti giusti non è difficile nemmeno con un ambiente grafico semplice come picture.

                            in risposta a: Record biblatex #111238
                            OldClaudio
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                              \Ars è un comando che scrive il titolo della Rivista ArsTeXnica in un modo particolare tanto quanto \LaTeX scrive il logo del programam in un modo particolare. La sua definizione si trova certaante in uno dei file del pacchetto per gli autori di ArsTeXnica, che si scarica dalla sezione ArtTeXnica di questo sito.

                              in risposta a: Problema con doppia \hline in una longtable #111231
                              OldClaudio
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                                Il problema non si pone perché nelle tabelle professionali non si usano i filetti doppi.
                                Leggi la documentazione di booktabs e usa i suoi comandi che servono per le tabelle professionali e funzionano anche dentro longtable.

                                Se invece vuoi ripristinare le righe doppie come erano prima che smettessero di funzionare, leggi nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato qual ‘è il parametro che distanzia le \hline e reimpostalo con un valore maggiore di quello di default o con il valore che ti piace di più.

                                Se usi i comandi di booktabs ottieni un risultato certamente migliore.

                                in risposta a: Ampiezza validità comando (dentro e fuori gruppo) #111223
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  No, sbagli ad usare le graffe; se scrivi `{\lining 12345}`funziona come previsto;
                                  \lining è una specie di dichiarazione: “di qui in avanti usa le cifre maiuscole”. Siccome non è globale resta in vigore o dentro al gruppo \begingroup … \endgroup, (esplicito come nel tuo esempio, o implicito come quando lo usi all’interno di un ambiente) oppure dentro ad un gruppo formato da una coppia di graffe esplicite o implicite: esplicite {…}, implicite \bgroup … \egroup.

                                  Se tu avessi definito \lining con `\newrobustcommand\lining{\global\addfontfeatures{Numbers=Lining}}` non ci sarebbe stato nessun gruppo o coppia di parentesi graffe espliciti o impliciti che ne avesse potuto rendere locale l’effetto.

                                  Diverso sarebbe stato se avessi definito il tuo comando con un argomento`\newrobustcommand\Lining[1]{{\addfontfeatures{Numbers=Lining}#1}}` che compone il suo argomento `\Lining{12345}` già racchiuso nel gruppo (le doppie parentesi graffe: quelle più esterne racchiudono la definizione del comando, quelle immediatamente più interne delimitano lo scopo della dichiarazione).

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 2,761 al 2,775 (di 11,287 totali)

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