OldClaudio

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  • in risposta a: dvips e ps2pdf #110539
    OldClaudio
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      gs è il nome normale di ghostscript sulle macchine basate sul sistema operativo UNIX come i Mac e i Linux; ghostscript potrebbe essere un alias, ma non l’ho mai visto; sulle macchine windows gs si chiama gswin32c.exe.

      Ghostscript e MiKTeX non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro.
      Invece config,ps, che a quanto apre è il responsabile del tuo problema, dovrebbe essere presente, ma dovrebbe esserlo senza errori. Io ne ho tre sulla mia macchina: uno nell’albero /usr/local/texlive/2016/texmf-config/dvips/config/config.ps,
      Una seconda in /usr/local/texlive/2016/texmf-dist/doc/latex/latex-graphics-companion/config.ps
      Una terza in /usr/local/texlive/2016/texmf-dist/dvips/config/config.ps

      La seconda serve solo per quando si usa il pacchetto graphicx; le altre due si completano a vicenda.
      Può anche darsi che la tua installazione MiKTeX ne abbia una sola versione e che questa sia bacata.

      in risposta a: Problemi #110554
      OldClaudio
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        Non devi mai scrivere dei bla, bla, bla nei file da includere; defi allegare un file qualunque, anche con testo random, mediante l’ambiente filecontents*. Nell’EMC che ti allego, ho usato l’ambientefilecontents* e o commentato alcuni innocui pacchetti che non servono per l’EMC; tuttavia, visto che mi dici che quello è il tuo preambolo, allora leggi i commenti.

        Il commento più pesante, non riguarda te, ma la segreteria della tua università; comunque leggi anche quel commento.
        `% !TEX TS-program = pdflatex
        % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
        %%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%

        % Norme per la tesi
        % Foglio: A4
        % Margini: top 3cm, bottom 2.5cm, DX 2.5cm, SX 3cm
        % Interlinea: testo 2, cit. dirette 1.5, 1 note
        % Font: testo 12, cit. dirette 11, note 10
        % Numero di pagine totali: almeno 100pp.

        % Tipiche norme per tesi specificate dalle università che non
        % hanno la più vaga idea di che cosa sia la tipografia. I dati
        % sono validi per Word, non per LaTeX
        % In Latex dovrebbe essere vietato per legge usa setspace; se è
        % accettabile durante la preparazione delle bozze, non è
        % assolutamente accettabile per la versione finale.
        %%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%

        \begin{filecontents*}{frontespizio.tex}
        \kant[1]% Testo random
        \end{filecontents*}

        \documentclass[a4paper,oneside,12pt,titlepage]{report}
        \usepackage[a4paper,top=3cm,bottom=2.5cm,left=3cm,right=2.5cm]{geometry}
        \usepackage[utf8]{inputenc}
        \usepackage[T1]{fontenc}
        \usepackage{setspace}
        \usepackage{newtxtext,newtxmath}
        %\usepackage{csquotes}% Seve solo per usare biblatex
        %\usepackage{textcomp}% non necessario se si usano i pacchetti newtx…
        %\usepackage{amsbsy}% a cosa serve senza amsmath?
        \usepackage{seqsplit}% suppongo che sia usato per comporre liste
        % di sigle di amminoacidi del DNA
        \usepackage[italian]{babel}
        \usepackage{graphicx}

        \usepackage{kantlipsum}% serve in questo EMC per generare testo random

        %Inizo del documento
        \begin{document}

        \doublespacing

        \include{frontespizio}

        \end{document}
        `
        La codifica del file come appare dal commento di autoconfigurazione che comapre nelle seconda riga dell’EMC, dice che ho salvato il file .tex con la codifica UTF-8; il fatto che successivamente si dice a LaTeX che deve usare il pacchetto inputenc con l’opzione utf8 è coerente, ma ricorda anche che l’editor con cui si crea e si salva il file sorgente, non ha nulla a che vedere con il programma di composizione, e ,come appare nella prima riga, è pdfLaTeX.

        Non credo che tu stia usando un programma diverso, ma il pdflatex sul mio Mac dovrebbe comportarsi esattamente come il tuo omonimo programma con la tua macchina e il tuo sistema operativo.

        Io non ho errori di nessun genere se tu ne hai con ‘EMC che ti ho inserito sopra, facci vedere il file log.

        in risposta a: plotting con un determinato font [risolto] #110558
        OldClaudio
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          È propbable che i numeri lungo gli assi siano composti in modo matematico; se è così non c’è Simoncini che tenga, almeno se non ridefinisci certi gruppi matematici, il che è molto delicato; leggi fntguide con texdoc per vedere se riesci a sostituire il gruppo matematico operators.

          in risposta a: dvips e ps2pdf #110537
          OldClaudio
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            La produzione del file dvi sembra andata a buon fine.
            Tra l’altro vedo che avendo aggiornato MiKTeX (non so se completo o non completo, dal log di pdftex non si vede) hai versioni del programma e del formato più recenti delle mie. Siccome io ho TeXlive e fra maggio e inizio giugno esso è più o meno congelato per poter predisporre l’emissione di TeXLive 2017, non posso aggiornare — sì, potrei, ma dovrei scaricare la versione 2017 sperimentale, ma non ne ho voglia, non abbiamo proprio le stessisime cose nel file log. Quella più evidente è che TeXLive dispone del restricted write18, e MiKTeX non ne dispone, almeno quando si usa latex.exe. Ma non credo che questo abbia importanza per il tuo problema.

            Forse si potrebbe vedere qualcosa nel log di dvips; c’è una opzione per farsi produrre il file log.

            Mi spiace, ma a questo livello non ti so dire altro. Tu con il visualizzatore di file dvi riesci a vedere il documento composto?

            in risposta a: dvips e ps2pdf #110535
            OldClaudio
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              No, non avevo pwerdot nella tabella; l’avevo nella mia installazione di TeXLive, come hanno tutti se hanno una installazione aggiornata e completa.

              Non ho idea di che cosa manchi nell’impostazione del tuo sistema TeX. Probabilmente si potrebbe dedurrre qualcosa dalla lettura del file .log, ma è un lettura difficile e noiosa. Provaci. O prova a zipparlo e se non è troppo ingombrante ad allegarlo a un messaggio. Non è detto che senza la tua macchia sotto mano si riesca a trovare l’inghippo, ma…

              In ogni caso prova a dare i comandi di compilazione da un terminale o prompt dei comandi, da una finestra comandi, insomma; quindi nell’odine

              1) latex myfile
              2) dvips -t unknown -o myfile.ps myfile.dvi
              3) ps2pdf myfile.ps myfile.pdf

              E vedi che cosa succede

              in risposta a: dvips e ps2pdf #110533
              OldClaudio
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                Il fatto che lanciando dvips ti generi i font bitmapped è un bruttissimo segno. Ho la sensazione che tu disponga di una installazione del sistema TeX piuttosto datata, ma soprattutto, piuttosto incompleta; Oggi come oggi i font di default quando usi al codifica T1 per i font con cui comporre il documento, sono gli ec della collezione CM-super in formato vettoriale (.pfb), che sono disponibili anche per il funzionamento di dvips. Se dvips non li trova, (ma ne trova solo i sorgenti metafont con cui creare tali font, direi che l’ipotesi dell’incompletezza è molto probabilmente giusta.
                Il fatto che ci sia l’errore che non trova le indicazioni per il formato di pagina mi indice a pensare che il tuo dvips e/o il file powerdot.cls di sistema (io non ho usato il tuo file powerdot-ciment.txt (.txt?) che non viene mai richiamato dal main file), mi fa pensare che tu non abbia una versione aggiornate.

                Possoancora pensare che dovendo lavorare da terminale, non cliccando bottoni nel menu del tuo shelle editor, questo interferisca in modo poco positivo, direi distruttivo. Prova a re tutto a mano: a me ha funzionato, non vedo perché non dovrebbe funzionare a te, almeno se hai una distribuzione aggiornata e completa del sistema TeX

                in risposta a: Problemi #110552
                OldClaudio
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                  Allora ti metto un esempio minimo compilabile.
                  Ho aggiunto molti commenti; ho aggiunto informazioni mancanti.
                  È importante non indicare l’estensione .tex dai file da introdurre con \includeonly e \include.
                  Ho spostato alcune righe in posti più adatti; l’odine nel preambolo spesso non conta per il programma di composizione, ma serve a te per mantenere distinte le varie parti delle impostazioni.
                  Come vedi ho usato l’ambiente filecontents* per inserire i miei “capitoli fasulli”.
                  `% !TEX TS-program = pdflatex
                  % !TEX encoding = IsoLatin

                  % Visto che non alleghi niente per testare il tuo codice
                  % genero ***nella stessa cartella dove risiede il main file***
                  % tre file con i nomi giusti am il contenuto fasullo
                  \begin{filecontents*}{Introduzione.tex}
                  % !TEX encoding = IsoLatin
                  % !TEX root = ./Fpippo.tex

                  \chapter{Introduzione}
                  \kant[1]

                  \endinput
                  \end{filecontents*}

                  \begin{filecontents*}{Capitolo1.tex}
                  % !TEX encoding = IsoLatin
                  % !TEX root = ./Fpippo.tex

                  \chapter{Primo capitolo}

                  \kant[2-7]

                  \endinput
                  \end{filecontents*}

                  \begin{filecontents*}{Capitolo2.tex}
                  % !TEX encoding = IsoLatin
                  % !TEX root = ./Fpippo.tex

                  \chapter{Secondo capitolo}

                  \kant[8-15]

                  \endinput
                  \end{filecontents*}
                  %%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%% fine dei file generati %%%%%%%%%%%%%

                  \documentclass[12pt,a4paper]{book}% le opzioni che ho tolto sono di default
                  \usepackage[italian]{babel}
                  \usepackage[latin1]{inputenc}%Sarebbe meglio la codifica utf8
                  % dove metti la codifica dei font di uscita e la collezione di font da usare?
                  \usepackage[T1]{fontenc}
                  \usepackage{lmodern}

                  \usepackage{amsmath,amsfonts,amssymb,amsthm}
                  \usepackage{fancyhdr}
                  % Non è così che si imposta le pagina…
                  %\setlength{\textwidth}{13.5cm}
                  %\setlength{\textheight}{19cm}
                  %\setlength{\footskip}{3cm}
                  % … ma così:
                  \usepackage[a4paper]{geometry}
                  \geometry{%
                  body={13.5cm,19cm},
                  footskip=3cm
                  }
                  % Non entro nel merito di queste impostazioni. Tra l'altro sai
                  % che cos'è footskip? Sei sicuro di non voler specificare il
                  % valore del margine inferiore?

                  % Le impostazionei con fanchhdr vanno nel preambolo
                  \pagestyle{fancy}
                  \fancyhead[LE,RO]{\bfseries\thepage}% Nelle testatine metti solo il numero della pagina?

                  % Scrivi ciascun file in una riga a se stante e non indicare
                  % l'estensione .tex
                  \includeonly{%
                  Introduzione,%
                  Capitolo1,%
                  Capitolo2%
                  }

                  % Visto che non dai esempi dei capitoli interni, carico un
                  % pacchetto che genera testo qualunque
                  \usepackage{kantlipsum}
                  % Ti metto i tre comandi minimi per il titolo
                  \author{Frank Pippo}
                  \title{Un teso fasullo}
                  \date{A casa mia \today}
                  \begin{document}
                  \frontmatter
                  \maketitle % che titolo hai messo? l'autore, la data?

                  \pagestyle{plain} % Vabbe'… La scelta è tua.
                  \tableofcontents
                  \include{Introduzione}

                  \mainmatter
                  % Togli el estensioni
                  \include{Capitolo1}
                  \include{Capitolo2}
                  \chapter*{Ringraziamenti}
                  bla bla
                  %%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%
                  % commento questo codice per non tirala per le lunghe
                  %\backmatter

                  % Tuttavia per la bibliografia sarebbe meglio se usassi nel
                  % preambolo il file biblatex, e estraessi l'informazione dal
                  % data base bibliografico con il programma biber.
                  % Trovi come fare nella guida LaTeX per l'impaziente.
                  %
                  %\bibliography{biblio}
                  %\bibliographystyle{abbrv}
                  \end{document}`
                  Seleziona tutto il contenuto del riquadro precedente, copialo e poi incollalo dentro il tuo editor. Salvalo col nome Fpippo.tex in una cartella che crei apposta, per non “sporcare” altre cartelle. Compila il main file due volte. Vedrai che il tutto funziona come previsto che funzioni.

                  Confrontando il mio esempio minimo compilabiel con quello che volevi fare con la tua tesi, apporta le modifiche che ho indicato e verifica che i file da includere siano *** nella stessa cartella*** del main file. Se li vuoi tenere separati, allora leggi nella guida LaTeX per l’impaziente come organizzare l’albero delle cartelle e come indicare la subordinazione di queste cartelle a quella del tuo mainfile.

                  Per concludere: Leggi la documentazione.

                  in risposta a: Problemi #110550
                  OldClaudio
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                    1) benvenuto nel forum.
                    2) il titolo “Problemi” non è molto descrittivo; cerca di trovare un titolo di tre o quattro parole che descriva il tuo problema in mo succintissimo, ma non generico com il titolo che hia usato.
                    3) Certamente se unsi il pacchetto [tt]syntonly[/tt] non ti produce nessub file pdf.

                    Che cosa vuol dire [tt]synonly[/tt].

                    Indica in un inglese un po’ stenografico, che risale ai tempi in cui i nomi dei file non dovevano essere più lunghi di 8 caratteri (e le estensioni non più di tre caratteri), insomma ai tempi i cui noi vecchietti non disponevamo di nessun sistema operativo a finestre; “only syntax check”; e se esegue solo il controllo sintattico, non esegue anche la composizione.

                    Certo questo è il tuo primo messaggio, dovrei limitarmi a darti il benvenuto e una cordiale pacca sulla schiena; lo faccio virtualmente attraverso la rete.

                    Tuttavia non posso esimermi dal darti qualche consiglio no richiesto — me ne scuserai.

                    1) quando usi un qualsiasi pacchetto cerca prima di leggerne la documentazione, almeno a grandi linee, sai che cosa aspettarti da quel pacchetto.
                    2) Se hai installato ilsistema TeX attraverso al distribuzione TeX Live dalla Rete degli archivi Generali del sistema TeX (CTAN, Comprehensive TeX Archive Network), allora aprendo un terminale puoi scrivervi dentro il comando, per esempio texdoc syntonly e lo esegui, ti si apre una finestra nella quale puoi leggere tutto quello che riguarda il pacchetto specificato nel comando; nel caso specifico di syntonly, benché la documentazione sia del 2017 si tratta di un vecchissimo file risalente almeno al 1994, se non al 1984… Ma le prime righe di questa documentazione dicono

                    This package implements the \syntaxonly declaration for LATEX 2ε. This command can be used in the preamble for running a document through LATEX without actually getting any output.

                    Vedi che la lettura di queste due righe spiega il tuo problema?
                    3) Se hai installato su Windows la distribuzione MiKTeX, ti esprimo un mio parere personale, non condiviso da alcuni altri; finché ho usato Windows ho usato MiKTeX; ne ho anche finanziato lo sviluppo con una mia piccola donazione in denaro. Da 11 anni uso un Mac, su cui MiKTeX non gira. Quindi uso TeXLive per Mac; naturalmente CTAN contiene anche TeXLive per Windows e TeXLive per Linux (diverso da quello distribuiti nei repository dei programmi conformi alle direttive del consorzio Debian). Secondo me, e ribadisco l’opinione strettamante personale, non cè confronto rispetto alle due distribuzioni; il motovo e semplice: il curatore di MiKTeX prende gli aggiornamenti di TeXLive, li “digestimola” per renderli distribuibili con MiKTeX e poi li rende disponibili; tutto ciò richiede tempo, quindi lo stato di aggiornamento di MiKTeX è sempre da un mese ad un pio di mesi in ritardo rispetto a TeXLive. Il comando texdoc che ti ho indicato prima è certamente disponibile con ogni installazione di TeXLive. non sono sicuro che lo sia per MiKTeX. Se hai MiKTeX è possibile che quanto ti ho detto al punto 2 non sia funzionante.
                    4) esistono altri modi per documentarsi. Uno è quello di scaricare dalla sezione Documentazione di questo sito, dai link che vi sono inseriti le guide LaTeX per l’impaziente, poi L’Arte di scrivere con LaTeX, e poi, sempre in ordine di voluminosità crescente, Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX; poi nella sottosezione delle Guide tematiche, torvi circa una decina di guide per approfondire argomenti specifici.

                    Spero di esserti stato utile nonostante questa lunga tirata di consigli non richiesti.

                    in risposta a: Larghezza anomala di una sola colonna #110475
                    OldClaudio
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                      Nella documentazione di della classe TOPtesi (texdoc toptesi-it) si parla molto di frontespizi di tesi di laurea, ma viene indicato un modo per crearsi un frontespizio personalizzato, senza ricorrere alle funzionalità della classe. L’esempio è quello di creare il frontespizio per na tesi in formato album (landscape) invece che in formato libro. Siccome il metodo descritto parte da zero, lì in pratica torvi tutte le indicazioni per crearti un frontespizio qualsiasi.

                      in risposta a: dvips e ps2pdf #110531
                      OldClaudio
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                        Ho lavorato con la classe pawerdot che fa parte dell’installazione aggiornata e completa di TeXLive.
                        Il file sorgente è sostanzialmente il tuo:`\documentclass[
                        size=12pt,
                        style=ciment,
                        paper=screen,
                        %% Try me!
                        % nopsheader,
                        orient=landscape,
                        %%mode=handout,
                        mode=present,
                        display=slidesnotes,
                        %% blackslide,
                        nopagebreaks,
                        %% fleqn
                        %% clock
                        ]{powerdot}`Ho compilato con LaTeX da console, perché sul mio Mac e con il mio editor compilare con pdflatex non si può fare con il click di un bottone o di una voce di menu (in realta si potrebbe fare, ma per fortuna negli ultimi 10 anni è la seocnda volta chemi capitoa di compilare con latex invece che con pdflatex…).
                        Sempre da console ho dato il comando`dvips -o test.ps -t unknown test`Nota l’opzione [tt]-t unknown[/tt]

                        Ho aperto il file con uno dei miei visualizzatori e la pagina di ciascuna slide è apparsa sulla pagina virtuale delle dimensioni “screen”.

                        Non so se il risultato positivo sia dovuto ad un commento che ho inseroto nel file sorgente, o se dipenda dall’opzione [tt]-t[/tt], comunque il problema che si manifesta all’inzio come tu giustamente lamenti sull’angolo in alto a sinistra di una pagina A4 in landascape.

                        Direi che dopo le opportune prove, il tuo problema sia risolto. Faccelo sapere se è così.

                        In compenso il pacchetto powerdot impone il driver dvips; sebbene la documentazione di powerdot sia aggiornata al 2015, usa ancora quell’opzione, per cui se compili con pdflatex, hai subito un errore. I casi sono due: o il passaggio attraverso i formati dvi–>ps è assolutamante necessario, allora un buon pacchetto controlla che il motore di composizione sia pdflatex e che vi sia impostato pdfoutput=0 (il che vuol dire che l’uscita è in formato dvi), altrimenti emette un errore tale da bloccare la compilazione con un messaggio esplicito che il file deve essere compilato con latex e non con pdflatex; oppure lascia l’utente libero di usare il programma che vuole, perché i tre programmi basati sul markup di latex (pdflatex,xelatex,lualatex) sono capaci di scegliersi da loro il driver necessario. Se fosse un software aggiornato, saprebbe impostarsi il formato d’uscita per la carta virtuale.

                        Insomma: certamente il look delle slide prodotte con powerdot non è quello generalmente prodotto da beamer; ma beamer funziona bene sempre, mentre powerdot fa scherzetti che fanno perdere tempo all’utente (tu in questo caso) e a chi cerca di dare una mano (a me in questo caso); personalmente non mi lamento, perché tocca a noi vecchi, ricchi di esperienza, di aiutare i più giovani con meno esperienza. Ma per te aspettare dal forum una risposta è significato aspettare almeno tre giorni.

                        Scusa lo sfogo; ma non dipende ne da te né da me, ma dal creatore di powerdot.

                        in risposta a: dvips e ps2pdf #110529
                        OldClaudio
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                          La maggior parte, se non la totalità, delle cose che segnali come errori o almeno come difficoltà, sono die semplici “Warning” o messaggio ‘Info”.

                          Quindi non devi preoccupartene.

                          Invece il tuo problema di usare powerdot e dover passare attraverso dvips e ps2pf si risolve in diversi modi:
                          1) non usare powerdot; la cosa è sempre possibiile, perché la classe beamer, che ti permette di usare direttamente il compilatore pdflatex, invece di latex, fa tutto da solo e in modi 1000 volte più professionale di powerdot.

                          2)Se proprio non ne puoi fare a meno perché devi usare PSTricks, ricordati che esistono pacchetti da usare con pdflatex, che estraggono le figure psfigure e le compilano a parte, inserendole poi nel file pdf in compilazione come figure già fatte. Ti cito un pacchetto fra i tanti pdftricks, ma ce ne sono diversi altri. Leggi la documentazione di pdftricks, che tra l’altro è realizzata come se fosse un presentazione di diapositive.

                          3) che cosa significa che passando attraverso dvips e ps2pdf si scompaginano le pagine della tua presentazione powerdot? Forse eprché usi il pacchetto pagesize? io in più di 30 anni di lavoro con il sistema TeX non l’ho mai usato. Esistono modi più efficienti che non semplicemente mettere solo il formato della carta (virtuale, nel caso delle presentazioni) fra le opzioni della classe. Il pacchetto geometri non solo accetta le dimensioni della carta a le comunica anche al file compilato, in modo che sia dvips, sia ps2pdf, sia pdflatex sanno come mettere la pagina composta sul foglio di carta (virtuale) di cui si sono specificate le dimensioni.

                          4) beamer fa tutte questa cose da solo…

                          Come ti ha deltto la;tro Claudio, se inviassi un Esempio Minimo Compliabile (EMC) si riuscirebbe forse a capire quale sia il tuo problema, che non hai chiarito abbastanza. La frase “il problema cronico di dvips e ps2pdf” non spiega questo problema “cronico” che io non ho mai incontrato.

                          in risposta a: per pugno di simboli… #110545
                          OldClaudio
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                            Non ridere se ti dico che la soluzione migliore è quella di non mettere formule nei titoli dei sezionamenti.

                            In realtà, anche senza usare hyperref, il consiglio di evitare la matematica nei titoli è forte, e sarebbe da seguire sempre; Al massimo puoi usare l’argomento facoltativo dei comandi di sezionamento in mdo che il titolo corto non contenga matematica mentre il titolo lungo la potrebbe contenere.
                            Non solo, ma siccome la matematica nei titoli andrebbe composta in nero, i comandi \boldmath e \unboldmath da inserire nel titolo rendono acora più necessario fare uso dei due argomenti dei comandi di sezionamento.

                            La soluzione “giusta”, secondo me, è quella di pensare attentamente al testo die titoli, che devono essere sufficientemente brevi, senza perdere completamente la loro funzione di aiuto nella navigazione del documento.

                            in risposta a: Font in matematica. #110543
                            OldClaudio
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                              Si potrebbe fare quello che chiedi, ma è difficile.
                              Non vedo però la necessità di fare quello che stai facendo; i font Palatino sono più scuri , più larghi e con un occhio più grande dei caratteri CM; quindi l’abbinamento che cerchi non sarebbe tipograficamente accettabile se non scalando gli uni o gli altri; il che aumenta le f\dicfficoltà e la possibilità che i comandi matematici da definire siano fragili, per cui il disastro sarebbe garantito.

                              Se invece ti piacciono i caratteri Palatino, usa i pacchetti newpxtext (per il testo) e newpxmath (per la matematica) e sei sicuro di avere le caratteristiche tipografiche giuste.

                              Tieni sempre presente che solo i caratteri creati apposta per il sistema TeX hanno i font con i corpi ottici; quindi solo i font (senza la s plurale, perché la prola ormai è entrata permanentemente nel lessico italiano, dove le parole che terminano per consonante – e comunque tutte le paroae prestate da lingue straniere – non prendono il plurale in nessun modo [un font, i font; un file, i file; eccetera) Computer Modern, CM-Super e Latin Modern dispongono di corpi ottici. A che cosa servono i copi ottici? Servono per non perdere i dettagli più fini quando i font di un sol corpo vengono rimpiccioliti) e a non annerire troppo i caratteri quando li si ingrandisce. In particolare in matematica i pedici e gli apici di primo e di seocndo ordine sono fortemente rimpiccioliti, quindi la possibilità di perdere i dettagli più fini è reale e con i pedici e gli apici di secondo ordine la possibilità è un certezza.

                              Pensaci bene.

                              in risposta a: new command per index #110541
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Se leggessi la documentazione di makeindex (magari anche il tutorial texdoc ind) vedresti che fra le funzionalità di makeindex e quelle di pdlatex (e compagnia) puoi fare cose incredibili; quella che tu vorresti realizzare non è una chimera;
                                Se poi usi il pacchetto xparse, che estendo enormemente la collezione di comandi per definire altri comandi, avresti ancora più possibilità.

                                Ti do la scelta fra queste possibilità.
                                1) un nuovo comando che richiede l’uso del pacchetto etoolbox:
                                `\newcomamnd\indexabcd[2][]{\ifblank{#1}%
                                {\index{abcd!#2@#2}}%
                                {\index{abcd!#2@#2|#1}}%
                                }`
                                che puoi usare come [\code]\indexabcd{pippo}
                                \indexabcd[n]{pippo}
                                \indexabcd[textbf]{pippo}[/code]
                                2) un nuovo comando con due argomenti obbligatori; sempre con etoolbok:
                                `\newcommand\indextwoarg[3]{\ifblank[#1}%
                                {\index{#3!#2@#2}}%
                                {\index{#3!#2@#2|#1}}%
                                }`
                                dove il terzo argomento è il livello gerarchicamente superiore alla voce che vuoi indicizzare.
                                3) comando simile al precedente ma con argomenti delimitati; sempre con etoolbox, ma il primo argomento va sempre indicato anche se è vuoto`\def\indexiii[#1]#2sub#3!{\ifblank{#1}%
                                {\index{#3!#2@#2}}%
                                {\index{#3!#2@#2|#1}}%
                                }`
                                4) due argomenti facoltativi con il pacchetto xparse
                                `\NewDocumentCommad{o d() m}%
                                {\IfNoValueTF{#2}{\IfNoValueTF{#1}{\index{#3}{\index#3|#1}%
                                }{\IfNoValueTF{#1}{\index{#2!#3@#3}}{\index{#2!#3@#3|#1}}%
                                }%
                                }`dove il primo argomento facoltativo, da racchiudere eventualmente fra parentesi quadre, è il nome del comando che serve per mettere il numero di pagina in uno stile speciale; il secondo argomento, da racchiudere fra parentesi tonde, serve per mettere la voce gerarchicamente sotto questo secondo argomento; la voce da indicizzare è il terzo argomento.

                                Come vedi la deifnizione con xparse è un poco più complessa, ma con i test sui due argomenti facoltativi permette con un unico comando di infdicizzare quello che vuoi nel modo che vuoi.
                                Se ppoi vui qualcosa inserito in corsivo, ti basta aggiungere un altro argomento facoltativo delimitato come ti pare, ma non con quadre o tonde, in modo che se ometti degli argomenti facoltativi dalla lista, il comando è in grado di stabilire da solo quali sono presenti e quali no.

                                Si può fare di meglio, ma ti lascio esercitare come meglio credi.

                                OldClaudio
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                                  Certo, con \renewcommand al posto di \newcommand; grazie di aver corretto la mia svista.

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