OldClaudio

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  • in risposta a: Frontespizio tesi #107904
    OldClaudio
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      Occhio e croce, se sono verificate certe condizioni, direi che quel forntespizio sia fattibile con il pacchetto TOPtesi con il suo ambiente frontespizio; varrebbe la pena di leggere la documentazione italiana di TOPtesi, aprendo un terminale, scrivendovi dentro il comando texdoc toptesi-it ed eseguendolo premendo il tasto Invio.

      Le condizioni sono le seguenti (in pratica una sola):
      — deve essere disponibile il logo di UNIPI completo della scritta superiore Università di Pisa sotto forma di immagine scontornata.

      Se il logo tondo non contiene la scritta suddetta, l’immaigne richiesta può venire creata usando la classe standalone e costrunde=o dento questa classe un figura con la scritta e il logo tondo; compilando con pdflatex, quello che esce è appunto un’immagine scontornata in formato PDF.

      Successivamente con il pacchetto TOPtesi puoi comporre il solo frontespizio o tutta la tesi. Per il frontespizio devi seguire le indicazioni della guida che ti ho indicato, ma devi aggiungere alcune cosette:
      1) devi specificare l’opzione classica
      2) devi ridefinire il comando \NomeRelatore in modo che contenga la stringa Candidato; reciprocamente devi ridefinire il \NomeCandidato che contenga la stringa Relatore, perché in TOPtesi questi campi sono scambiati rispetto alle prescrizioni di Pisa; analogamante devi usare i comandi \relatore e \candidato in modo “creativo” a causa di questo scambio
      3) quando scrivi in nomi tuoi e del relatore devi premettere alla stirnga dei nomi il comando \scshape
      4) lo stesso devi fare per indicare il dipartimento e il corso di laurea aggiungendo \scshape.

      Sembra complicato, ma è semplicissimo.

      Naturalmente non ti verrà esattamente identico a quello prescritto da Pisa ma molto simile.

      Se la similitudine ti sembrasse troppo scarsa, allora la guida toptesi-it indica un metodo per costruire pezzo a pezzo il frontespizio specificando dentro l’ambiente titlepage che cosa vuoi scrivere, che figura vuoi usare, con quali font vuoi scrivere, di che colore li vuoi, in che punto della pagina li vuoi mettere, eccetera. Anche questo non è difficile, è solo un poco più ruspante. A questo proposito c’è un esempio per costruire un frontespizio in landscape, quindi che non si può fare in automatico ocn nessun pacchetto esistente, ma è necessario intervenire a mano.

      LA tua domanda mi farebbe venire in mente la possibilità di arricchire la classe TOPtesi per aggiungere alcuni comandi al fine di scambiare la posizione di relatori e candidati, per scegliere i font di ogni elemento e via di questo passo, senza però rendere automatica la generazione di un frontespizio in landscape…:wink:

      in risposta a: Problemi vari con tabella (unire colonne, linee orizzontali) #107895
      OldClaudio
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        @Generale_Zod,
        questa tua richiesta non ti fa onore, perché ti sei innamorato dall’ambiente tabularx e usi solo celle X, ma di fatto non sai quasi nulla di come si compongono le tabelle e non leggi i messaggi del forum, eccetto quelli che ti riguardano personalmente.

        Ci osno centinaia di messaggi (reperibili usando parole chiave adatte) usando la funzionalità Cerca di questo forum. Ci sono guide nella sezione Documentazione di ogni livello che spiegano come si costruiscono le tabelle.

        In buona sostanza:
        1) tabularx e la colonna di tipo X servono solamente quando si hanno delle celle piene di testo che deve venire composto a pacchetto dentro tali celle. Altrimenti il normale ambiente tabular e le celle di tipo c, r, l, vanno bene per la maggior parte delle tabelle. La tua, come ti ha mostrato @MArluxia si fa benissimo in questo modo.
        2) I filetti verticali non si mettono mai nelle tabelle fatte bene e quelli orizzontali non si mettono usando \hline ma si mettono usando il pacchetto booktabs ed i suoi speciali filetti che vengono anche distanziati dal contenuto delle celel in modo da non essere “tangenti” a quello che le celle contengono.
        3) Il codice di posizione [!h] è il miglio modo per bloccare la coda delle tabelle flottati; non va mai usato da solo; c’è chi afferma che il codice h non debba mai venire usato. Mettici almeno [!htp] come minimo per non bloccare le code.
        4) scrivendo in italiano la didascalia di ciascuna tabella va messo prima e non dopo; per ottenere questo risultato bisogna usare il pacchetto caption leggendone la documentazione, non tanto o non solo per modificare l’aspetto tipografico delle didascalie, ma soprattutto per impostare gli spazi giusti sora e sotto le didascalie affinché stiano sotto le figure e sopra le tabelle.
        5) il comando \label{…} va messo dopo \caption{…} altrimenti non raccoglie il numero della didascalia, perché questo viene impostato da \caption.

        Ma tutto ciò è scritto in qualunque guida. Quindi non sfruttare il forum per aggirare la tua antipatia per la lettura delle guide.

        in risposta a: tabella con celle colorate #107891
        OldClaudio
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          Togli tutti i filetti, a comiciare da quelli verticali; di quelli orizzontali potresti conservare il primo, il seonco e l’ultimo, ma fai le cose molto meglio se lasci perdere i ocmandi \hline e usi solo i comandi \toprule, \midrule e \bottomrule del pacchetto booktabs. è così che si compongono le tabelle, non alla Wrd/Writer/Pages che non sono programmai di tipocomposizione.

          Direi che ogni guida che trovi nella sezione Documentazione di questo sito ti dice che le celle incorniciate non si usano per nessun motivo.

          in risposta a: error con frontespizio #107867
          OldClaudio
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            Le classi con opzioni diverse e il formato spesso caricano pacchetti diversi.
            Non mi preoccuperei proprio per un messaggio che non è un errore, ma solo la segnalazione che è stato caricato un pacchetto che ha certe prestazioni.

            in risposta a: come aggiungere un secondo supervisor a coverpage #107830
            OldClaudio
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              La seconda frase viene spontanea per quando la persona che chiede un aiuto dice delle cose che lasciano pensare che non sia abbastanza ferrato nel linguaggio LaTeX.
              Ora ho scoperto che la tua versione modificata di aaltothesis.cls dimostra senza possibilità di dubbio che te la cavi piuttosto bene, anche se non sei riuscita nell’intento di aggiungere il secondo relatore. Quindi capisco che quella frase non ti sia piaciuta. Scusa.

              Ma venendo al tuo problema, la classe perle tesi MSc non prevede due supervisor, ma prevede fino a due advisor. E questo si rileva da diversi comandi interni e anche da come è composto il retrofrontespizio.

              Inoltre, ma questo non lo si rileva semplicemente leggendo il codice, i comandi che vengono usati per gestire le variabili che contengono i nomi le “maltrattano fino a romperle; in gergo LaTeX si dice che si tratta di comandi fragili. Questa loro fragilità richiede quindi che al loro interno si possano usare solo comandi nativi del linguaggio TeX, ma non si possono usare macro nemmeno le macro native di LaTeX o di plain TeX.
              Ciò rende difficile il problema tanto da rendere impossibile di mettere i due nomi in colonna, ma consentendoli di metterli solo allineati in orizzontale su una sola riga. Questa, d’altra parte, non può essere una riga arbitrariamente lunga, ma può essere solo di una cinquantina di millimetri, altrimenti la stringa formata dai due nomi si spezza e tutto o parte del nome del secondo relatore rischia di andare a finire a capo; inoltre i due nomi (nome e cognome più l’appellativo Prof. e lo spazio) vengono poi usati nel retrofrontespizio senza essere in colonna.
              Tutto ciò implica che o si riscrive la classe (le classi per le tesi coinvolgono principalmente frontespizio e retrofrontespizio) o ci si accontenta di una soluzione (secondo me accettabile) approssimativa, ma certamente non prevista dall’università Aalto. (Varrebbe la pena di scriver loro che sia il modello della tesi, sia la classe non sono adatte per tesi MSc di studenti in mobilità Erasmus che possono avere due relatori, uno di Aalto e uno di Roma, per esempio). Detto ciò vedo due solo soluzioni
              1) O nomini un relatore con \supervisor e l’altro con \advisor (non devi eseguire nessuna ridefinizione o definizione speciale, ma usi i comandi di Aalto, ma certamente uno dei due relatori si potrebbe sentire “declassato” da super a “ad”…)
              2) Usi la macro che segue che scrive i due relatiri sulla stessa riga, sebbene preceduto da “Tesis supervisor” al singolare (non sarebbe un problema quello di ridefinire \supervisorname):`\supervisor{\hbox to 50mm{Prof.\ Mario Rossi and Prof. Carlo Bianchi\hss}}`Al posto di and puoi mettere una virgola. L’argomento di supervisor contiene solo comandi robusti che non si rompono nel maneggio che ne fa la classe.

              in risposta a: come aggiungere un secondo supervisor a coverpage #107827
              OldClaudio
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                Mi spiace che se la prenda, ma io ho risposto semplicemente alla sua domanda

                Dove devo sostituire \newcommand con \renewcommand?

                Allora, tanto per essere chiari: vuole o non vuole che studi il suo problema del secondo relatore? Questo studio mi richiede diverse ore di lavoro tra quelle che ho già dedicato al problema e quelle che devo ancora dedicare. Se vuole che vada avanti me lo lo dica, senza offendersi per una mia risposta precisa ad una sua domanda precisa.

                in risposta a: Presentazione articolata con Beamer #107872
                OldClaudio
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                  Può darsi che non ti piacciano, ma a me piacciono e li trovo molto più leggibili dei font preimpostati di beamer. compilo il tuo esempio con l’aggiunta delle due righe che individui subito a proposito del fonttheme:`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                  % !TEX TS-program = pdflatex
                  \documentclass{beamer}
                  \usepackage[T1]{fontenc}
                  \usepackage[utf8]{inputenc}
                  \usepackage[italian]{babel}
                  \usefonttheme{professionalfonts}
                  \usepackage{lxfonts}
                  % dati generali
                  \title{I numeri primi sono infiniti}
                  \author[Euclide]{Euclide di Alessandria}
                  \date[VII SINP]{VII Simposio Internazionale sui Numeri Primi}
                  \institute[UniAlessandria]{Università di Alessandria}
                  \logo{\includegraphics[width=0.1\textwidth]{sigillo}}
                  % temi e aspetto del testo
                  \usetheme{AnnArbor}
                  \useoutertheme

                  {sidebar}
                  \setbeamercovered{dynamic}
                  % definizione degli enunciati matematici
                  \theoremstyle{definition}
                  \newtheorem{definizione}{Definizione}
                  \theoremstyle{plain}
                  \newtheorem{teorema}{Teorema}
                  \begin{document}
                  % quadro 1
                  \begin{frame}
                  \maketitle
                  \end{frame}
                  % quadro 2
                  \begin{frame}
                  \frametitle{Piano della presentazione}
                  \tableofcontents
                  \end{frame}
                  % quadro 3
                  \section{Introduzione}
                  \begin{frame}
                  \frametitle{Che cosa sono i numeri primi?}
                  \begin{definizione}
                  Un \alert{numero primo} è un intero $>1$ che ha esattamente
                  due divisori positivi.
                  \end{definizione}
                  \end{frame}
                  % quadro 4
                  \section{L’infinità dei primi}
                  \begin{frame}
                  \frametitle{I numeri primi sono infiniti}
                  \framesubtitle{Ne diamo una dimostrazione diretta}
                  \begin{teorema}
                  Non esiste un primo maggiore di tutti gli altri.
                  \end{teorema}
                  \pause
                  \begin{proof}
                  \begin{enumerate}[<+->]
                  \item Sia dato un elenco di primi.
                  \item Sia $q$ il loro prodotto.
                  \item Allora $q+1$ è divisibile per un primo $p$
                  che non compare nell’elenco. \qedhere
                  \end{enumerate}
                  \end{proof}
                  \end{frame}
                  % quadro 5
                  \section{Problemi aperti}
                  \begin{frame}
                  \frametitle{Che cosa c’è ancora da fare?}
                  \begin{block}{Problemi risolti}
                  Quanti sono i numeri primi?
                  \end{block}
                  \begin{block}{Problemi aperti}
                  Un numero pari $>2$ è sempre la somma di due primi?
                  \end{block}
                  \end{frame}
                  \end{document}`e non ricevo nessun warning (*), perché i font, anche quelli matematici, sono continuamente scalabili. Se vuoi, leggi la documentazione da terminale con il comando texdoc lxfonts

                  (*) Ovviamente ho dovuto reperire il file sigillo.pdf, perché senza, ad ogni frame, mi segnalava la mancanza di quel disegno.

                  in risposta a: Problema con il comando frac #107817
                  OldClaudio
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                    Il problema dell’incomprensione è che tu hai installatola distribuzione MiKTeX, mentre noi tutti (quasi tutti) abbiamo installato TeXLive.
                    MiKTeX ha i sui comandi per aggiornare i file di servizio, come per esempio le mappe dei font (updmap = update maps = aggiorna le mappe dei font). Non uso più MiKTeX da quando non uso più macchine Windows reali o virtuali, quiandi vado a memoria appannata da molti anni di mancato uso di MiKTeX.

                    Da qualche parte, probabilmente in Avvio -> Programmi -> MiKTeX -> 2.9 dovresti avere un manuale di MiKTeX, oltre al programma per impostare i “Settings”, il “Wizard” per aggiornare l’installazione. In quel manuale c’è scritto tutto quello che serve per sapere come si usa e che cosa fa MiKTeX, come lo si imposta, come lo si aggiorna, eccetera.

                    Purtroppo gli utenti di macchine WIndows non solo installano MiKTeX, che è un’ottima distribuzione del sistema TeX fatta apposta per queste macchine (ne ho anche sostenuto economicamente lo sviluppo, quindi non ho niente contro MiKTeX, sia ben chiaro), ma in generale sono anche poco propensi ad usare il terminale o, come si chiama su quelle piattaforme, il prompt dei comandi. Alcuni sanno che cosa sia, tu probabilmente lo sei, ma pochi lo sanno usare con efficienza e disinvoltura, come fanno invece gli utenti di Linux, probabilmente un po’ meno gli utenti dei Mac. Tuttavia anche MiKTeX talvolta ha bisogno che sia messo in riga mediante l’uso del prompt dei comandi e dei comandi specifici di MiKTeX. E quando i miei studenti scoprivano che io con il mio vecchio minitower Windows facevo magie che loro non sapevano nemmeno che fossero a portata di tastiera di chiunque, ne restavano stupiti, volevano subito che li istruissi in merito (apri il prompt dei comandi, digita il comando help, eseguilo premendo il tasto invio) e scoprivano un mondo nuovo che poi non lasciavano più.

                    in risposta a: error con frontespizio #107865
                    OldClaudio
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                      A questa:`Providing info/warning/error messages (HO))`

                      in risposta a: error con frontespizio #107863
                      OldClaudio
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                        `Providing info/warning/error messages (HO))
                        (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/generic/oberdiek/ltxcmds.sty
                        Package: ltxcmds 2011/11/09 v1.22 LaTeX kernel commands for general use (HO))`non è un messaggio di errore, ma un messaggio che informa che il pacchetto precedente prima della prima riga, fornisce i messaggi info (informativi), warning (di avvertimento), error (d’errore). Tu sai che cosa c’era scritto prima della prima riga. Io da quella prima riga ricavo solo che si tratta di un pacchetto scritto da Heiko Oberdiek (HO), il quale ne ha scritti moltissimi, e sono già caricati durante la creazione del file formato pdflatex..fmt.

                        in risposta a: come aggiungere un secondo supervisor a coverpage #107825
                        OldClaudio
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                          In tutti i posti dove il log ti dice che l’errore consiste in un \newcommand di un comando già esistente.
                          Direi che il significato di new command dovrebbe essere evidente: definisci un nuovo comando; quello di renew command altrettanto evidente ridefinisci un comando.

                          in risposta a: Presentazione articolata con Beamer #107869
                          OldClaudio
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                            Non è niente di grave; evidentemente il tema AnnArbor specifica un font di corpo 4pt che con i font continuamente scalabili si ottine facilmente ma non con i font computer modern tradizionali, il cui corpo minimo è di 5pt. I font Computer modern sono disponibili in un set discreto di corpi come specificat nei rispettivi file che hanno estensione .fd

                            Se vuoi approfondire leggi con texdoc la documentazione fntguide, che fa parte della tua installazione (completa).

                            in risposta a: come aggiungere un secondo supervisor a coverpage #107823
                            OldClaudio
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                              Quando ridefinire un comando devi usare \renewcommand, come dice qualunque guida di LaTeX. O chiedi consiglio a qualcuno più esperto di te fra i tuoi compagni alla uni Alvaar Aalto, o ti studi attentamante un guida; ti suggerirei qui nella sezione Documentazione la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato e tradotto in italiano, con molti commenti ed esempi d’uso. Non è facilissimo, ma contiene tutto quello che il creatore di LaTeX ha scritto in merito al suo linguaggio.

                              Comunque io non metterei le mani nella difficile operazione di ridefinire comandi interni protetti con il carattere @ senza avere prima imparato a dovere come si scrivono, come si definiscono, come si redefiniscono le macro interne contenenti caratteri speciali.

                              Non solo ma la tua tesi.tex fa riferimento ad una classe “originale.cls”, che è evidentemente diversa da quella che hai allegato al precedente messaggio.
                              Andrò nel sito che hai indicato e vedrò che cosa riesco a fare.

                              in risposta a: Problema con il comando frac #107813
                              OldClaudio
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                                Io ho compilato anche con TeXShop (lavoro su un Mac) e con TeXworks (0.6.0) e in entrambi i casi ho ottenuto la compilazione ben fatta.
                                Devo dedurre che al tua versione diTeXstudio è precedente all mia (essenzialmente per una diversa versione del programma Qt).
                                Quindi: o aggiorni TeXStudio installando una copia “vergine” appena scaricata dal suo sito; oppure cambi editor. — Sarebbe un peccato, perché se sei abituato a quello, che è ottimo, è difficle passare ad un altro, che può essere buono e che magari è anche migliore, ma che ha una interfaccia grafica diversa, magari più spartana come quella di TeXworks, anche questo ottimo) e ci metti un po’ ad abituartici.

                                in risposta a: come aggiungere un secondo supervisor a coverpage #107821
                                OldClaudio
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                                  1) non modificare mai classi o pacchetti scritti da altri, mai e poi mai. Le modifiche si possono fare copiando il pezzo di codice da modificare nel proprio preambolo e modificando questa copia.

                                  2) non vorrei sbagliarmi perché la lettura del codice è lunga, ma mi pare di avere capito ch basti specificare due volt il comando \supervisor ciacono con il nome di n differente supervisore; ci pensa poi il codice della classe a mettere il titolo al singolare o al plurale, perché ci pensa lui a contare quante volta il comando è stato usato (massimo due volte = massimo due supervisori).

                                  3) mi stupirei se una classe come questa non fosse distribuita con un manualetto di istruzioni, visto che (stranamente) è ben fatta. Sei sicuro che quanto ti ho scritto nel punto 2) non sia già scritto in questo manualetto?

                                  4) incidentalmente mancando il pacchetto aaltologo.sty e non avendo nessuna indicazione da dove scaricarlo, il tuo esempio pur con aaltothesis.cls, senza quel pacchetto non consente di darti ulteriori informazioni.

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