OldClaudio

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  • in risposta a: Subfloats su pagine multiple #107756
    OldClaudio
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      1) Premesso che non puoi dividere gli ambienti flottanti su più pagine;
      2) premesso che longtable e longfigure dividono tabelle e figure, ma li rendono oggetti fissi;
      3) premesso che longfigure non ti piace perché cambia lo stile delle didascalie (hai provato a caricare il pacchetto caption, dopo il pacchetto longfigure?);
      4) l’unica soluzione che ti rimane è quella di mettere tanti ambienti figure, con didascalie autonome, rinunciando alle funzionalità di subfig; e di usare intelligentemente \clearpage solo dopo le figure che verranno numerate con un numero pari, oppure solo dopo quelle numerate dispari. Ad ogni figura della collezione ti riferisci con un label distinto, e nel testo farai riferimento all’insieme della figure con una frase del tipo “… nelle figure~[tt]\ref {fig:prima}-\ref {fig:ultima}[/tt] si vedono i vari casi in cui…” (ovviamente fig:prima e fig:ultima saranno sostituite dalle etichette della prima e dell’ultima figura dell’insieme.

      in risposta a: Problema con il comando frac #107809
      OldClaudio
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        Io ho compilato con TeXstudio aggiornato di recente:
        TeXstudio 2.11.0 (hg 6065:402eb2fdb6d6)
        Using Qt Version 5.6.0, compiled with Qt 5.6.0 R
        con il codice seguente`\documentclass[11pt,a4paper]{beamer}
        \usepackage[utf8]{inputenc}
        \usepackage[T1]{fontenc}
        \usepackage[italian]{babel}
        \usepackage{amsmath}
        \usepackage{amsfonts}
        \usepackage{amssymb}
        \usepackage{graphicx}
        \usepackage{booktabs}
        %\usepackage{caption}
        %\usepackage{subfig}
        %\usepackage{float}

        \title{Deformazione plastica per cavitazione}
        \author{PG}

        \begin{document}

        \begin{frame}
        \maketitle
        \end{frame}

        \begin{frame}
        \frametitle{Equazioni del moto}
        \[ \rho \frac{Dv}{Dt}= \nabla \cdot \sigma \]
        \end{frame}

        \end{document}`Nota che ho aggiunto solo la codifica dei font e la chiamata a babel, visto l’EMC è scritto in italiano.

        Ma specialmente, come vedi, ho commentato le righe che in una presentazione eseguita con beamer non hanno alcun senso; beamer non usa oggetti flottanti di nessun genere, nemmeno table e figure; figuriamoci se può usare subfig. Non usando gli oggetti flottanti non usa nemmeno le didascalie; quindi niente pacchetti foats,caption e subfig.

        Fatto questo il tuo file compila perfettamente e non ci sono problemi di visualizzazione.

        in risposta a: Stile bibliografia tecnico-scientifica #107794
        OldClaudio
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          Non è quello che fa spontaneamente biblatex con lo stile numeric?

          in risposta a: indice ed ordinamento #107802
          OldClaudio
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            metti una chiave di ordinamento dentro l’argomento obbligatorio di \index; del tipo:`\index[bot]{1@Primo!a}`
            É tutto scritto nella documentazione di makeindex, leggibile con il comando texdoc makeindex

            in risposta a: Simbolo del connettivo implicazione #107787
            OldClaudio
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              Ti pare che il tuo quesito abbia qualcosa a che fare col titolo della sezione in cui l’hai inserito: “Perché registrarsi?”?
              Questo genere di errori provocano l’esclusione dal forum. Fallo ancora una volta e chiederò all’amministratore di cancellarti.
              Uomo avvisato mezzo salvato.

              Rispondendo alla tua domanda: gli spazi attorno agli operatori sono di diverso tipo a seocnda del significato che il simbolo ha; per esempio un simbolo di relazione, come p.es. =, ha certi spazi a seconda di cosa lo precede e di che cosa lo segue; gli operatori binari, come per es. $\times$, hanno spazi diversi. se \implies ha gli spazi come operatore binario, devi usare comandi avanzato per far credere a LaTeX che sia un operatore di relazione. Quindi visto che TeX (e suo figlio LaTeX) nasce per iniziativa di un matematico, sono propenso a credere che lui sapesse di che cosa parlava. Amsmathe con i suoi simboli è creato e curato dall’American Mathematical Society, di cui sono disposto a fidarmi ad occhi chiusi.
              Perciò la soluzione migliore è lasciare le cose come stanno. Se non vuoi fare così, la guida fntguide.pdf ti dice come fare per imbrogliare LaTeX con o senza il pacchetto amsmath.
              Per leggere quella guida apri un terminale o prompt dei comandi, scrivici dentro texdoc fntguide, premi il tasto “invio” e leggi.

              in risposta a: frontespizio #107775
              OldClaudio
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                Se hai letto la documentazione di frontespizio, sai bene che devi compilare con pdflatex (o con qualunque programma che produca in uscita in file PDF) tesi.tex, poi tesi-frn.tex, poi di nuovo tesi.tex. Infatti seguendo questa procedura sull’esempio minimo compilaabile che hai allegato ad un tuo precedente messaggio, il file tesi.pdf contien il tuo frontespizio compilato; il suo aspetto è modesto, perché hai sostituito tutti i campi ocn dati sensibili cone delle lineette, ma sono sicuro che con i nomi veri e, magari, il logo della tua università, il risultato diventa molto bello.

                Il meccanismo che ti spiega questa strana procedura é il seguente.
                1) La prima compilazione di tesi.tex produce il file tesi-frn.tex e tesi.pdf
                2) la compilazione di tesi-frn.tex (sempre con pdfLaTeX) produce tesi-frn.pdf
                3) la terza compilazione di tesi.tex verifica se esiste il file tesi-frn.pdf, e se c’è l’importa in tesi.pdf.

                Ora se hai fatto le tre compilazioni devi ritrovarti nella cartella sia tesi-frn.pdf, sia tesi.pdf, con quest’ultimo che contiene il frontespizio compilato.

                Il perché l’autore del pacchetto frontespizio abbi escogitato questa “strana” procedura dipende da molti fattori legati alle varie opzioni ma lo capisci solo leggendo la documentazione in italiano del pacchetto.

                Se per caso avessi difficoltà a leggere questa documentazione, pari un terminale o prompt dei comandi, scrivici dentro il comando texdoc frontespizio ed esegui il comando premendo il tasto “invio”; ti si apre una finestra in cui puoi leggere tutta la documentazione del pacchetto; non devi cercare nulla in rete, perché hai già tutto nel tuo hard disk. Ovviamente questa operazione vale con qualsiasi pacchetto, non solo con frontespizio.

                in risposta a: Tikz external & TeX capacity exceeded #107765
                OldClaudio
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                  Qualcuno più esperto di me può spiegarti che cosa succede con tikzexternal.
                  A me pare che la TeX capcity exceeded dipenda dal fatto che pdfplots è un divoratore di memoria, tanto che bisogna agire sulle impostazioni di pdftex per destinare molta più memoria (main memory).
                  Se ne è parlato diverse volte qui sul forum; ora non ho tempo di cercarti i filoni di discussione dove se ne è parlato, ma non dovrebbe essere dificile e troppo lungo usare la funzione Cerca del forum specificando parole chiave ben scelte.

                  in risposta a: Citare libri con più autori e relativa bibliografia #107762
                  OldClaudio
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                    Non so rispondere alla tua domanda.
                    Volevo solo commentare che l’abbreviazione Aa.Vv. sa molto di burocratese. Questo a causa del raddoppio dell’ultima lettera: OO.SS Organizzazioni Sindacali; VV.F. Viglili del Fuoco; sigg. signori; proff. professori.
                    In italiano il plurale dei termini che finiscono con i (es. crisi) o con u (es. guru), con vocale accentata (es. comò) o con consonante (es. golf) sono invarianti al plurale, e la loro pluralità si deduce dal contesto. Quindi anche con le abbreviazioni non è necessario mettere nessun segno di pluralità con una pluralità di lettere prima del punto finale, perché la loro pluralità si deduce dal contesto.
                    Nel caso di Autori Vari, il singolare non ha nemmeno senso, quindi l’abbreviazione A.V. è più che sufficiente.

                    Se per caso trovi una soluzione alla tua domanda ed elimini il raddoppio della lettera prima del punto, scommetto che al tua relatrice ti chiede di eseguire il raddoppio; se le spieghi che A.V. non ha singolare, sono convinto che ti dice “ma nelle bibliografie si fa così”.

                    A te l’arda decisione di rispettare la logica (e la grammatica) o di rispettare la relatrice…

                    in risposta a: Aggiornamento del modello Tesi classica #107737
                    OldClaudio
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                      Certo. Ma:

                      1. Una classe del genere non esiste.

                      2. Enrico, con “classiclatex”, ci aveva provato (con idee spettacolari: per esempio “arsclassica” sarebbe stato un modulo di “classiclatex”; le classi standard sarebbero state contenute “classiclatex”) , ma alla fine ha deciso di non pubblicarla. Non ne conosco le ragioni, ma conoscendo Enrico direi che devono essere ottime…

                      3. Scrivere una classe del genere costerebbe non poca fatica…

                      4. Inevitabilmente, una classe scritta ex novo avrebbe dei difetti di gioventù. ClassicThesis, con i suoi limiti, ha avuto numerosi aggiornamenti e un lavoro di perfezionamento durato anni, basato anche sul feedback di utenti sparsi in tutto il mondo..

                      5. Di sicuro, se uscirà qualcosa di meglio di ClassicThesis, sono qui…

                      1) Certo ed è per questo che solo tu la puoi scrivere, perché sai che cosa vuoi ottenere.
                      2) Non è chiaro da quel che dici se Enrico avesse voluto provare a creare una classe sostititiva di scr*+ClassicThesis+ArsClassica. Ma se ha deciso di non renderla di pubblico dominio ha certamante avuto le sue ragioni.
                      3) È vero, ma nel fare le cose difficili, specialmente se le si fa da soli, si imparano un mucchio di cose; tu stesso scrivi “Chi non fa gli esercizi non impara la matematica”. Vale anche per LaTeX avanzato.
                      4) È vero, ma se la classe è sostanzialmente valida, il feedback dagli utenti arriva in fretta.

                      5) Non è definito che cosa voglia dire “meglio di ClassicThesis. Come sai ci ho provato anch’io a scriverti una classe sostitutiva di quella che hai usato anche per L’Arte. ma non ti andava mai bene perché non riproduceva esattamente, al millesimo di millimetro, quello che si poteva ottenere con ClassicThesis+ArsClassica; ho desistito anch’io. Quindi se non definisci bene che cosa voglia ire “meglio”, nessuno si cimenterà. Non solo ma non basta dire che ClassicThesis è lo scopo; bisogna dire che cosa voglia dire meglio.

                      Io penso che si possano fare centinaia di classi che producono ottimi risultati; Per una classe da rendere pubblica, per esempio, non si possono precaricare pacchetti che funzionano solo con pdfLaTeX; se uno a bisogno di fare una tesi di filologia greca classica, deve poter scrivere in greco con comodità sfruttando le funzionalità avanzate di XeLaTeX o LuaLaTeX; se devi trattare un testo che presenti dei codici in qualche linguaggio di programmazione, o restringi il tutto, compresi i commenti alla pagina 0 di UNICCODE, o non puoi usare listings, quindi non lo puoi pre-caricare; listings fa dei bellissimi listati, ma soolo se il testo contiene caratteri ASCII e pochissimi caratteri del semipiano superiore delle codifiche latinN (con N=che va da 1 a 9) o applemac (da non usare affatto).
                      Se vuoi che la classe abbia un minimo di possibilità di personalizzazione, devi prevedere al gestione delle opzioni che richiede una dose abbastanza alta di olio di gomito da una parte e di olio di cervello dall’altra.

                      Perché non provi a scrivere un documento con suftesi? Vedrai che fra le decine di migliaia di combinazioni di impostazioni personalizzabili, ce ne sarà certamente almeno una che è buona, anche se non è identica quello che ora ottieni con un vecchia versione di ClassicThesis+ArsClassica.

                      L’importante è non partire dal presupposto che solo quello che si può fare con ClassicThesis+ArsClassica è accettabile. Può anche darsi che scopri che quell’accoppiata funziona ben per stampare su A4, ma non su formati più piccoli. Può darsi che il contenuto del tuo prossimo documento non possa davvero essere composto con quell’accoppiata. Dipende da che cosa scriverai, ma prima o poi ti scontrerai con documenti che richiedono {Xe|Lua}Latex, e allora che cosa farai.

                      Hai già scritto a Miede quando hai sviluppato ArsClassica; perché non gli chiedi di aggiustare il suo pacchetto epr renderlo retrocompatibile al fine di poter ancora comporre documenti composti con la versione precedente. Se lo facesse, sarebbe già un passo avanti per tutti, a cominciare da te, ovviamente.

                      in risposta a: Aggiornamento del modello Tesi classica #107729
                      OldClaudio
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                        Ma di questo cosa dici?`Package biblatex Warning: File 'Tesi.bbl' is wrong format version – expected 2.
                        7.

                        (./Tesi.bbl
                        ./Tesi.bbl:21: Use of \sortlist doesn't match its definition.
                        l.21 \sortlist{
                        entry}{nyt}
                        ?`L’errore marcato alla riga 21 non ha niente a che vedere con il warning della riga precedente. Magari il tutto scompare anche con le nuove versioni rifacendo girare biber, ma per obbligare l’utente a far rigirare biber, devi togliere dal bundle il file .bbl, in modo che sia obbligato alla solita trafila pdflatex, biber, pdflatex, pdflatex. Fa sempre parte delle regole da seguire per avere un template aggiornato con l’ultima distribuzione di TeXLive. E qui siamo al solito punto, visto che tu non vuoi aggiornare la tua installazione.

                        in risposta a: Aggiornamento del modello Tesi classica #107722
                        OldClaudio
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                          Se sei arrivato fino in fondo a leggere il log allegato da Tommaso, hai sicuramente visto che il programma si arresta per un vero errore, che blocca la compilazione; riguarda biblatex e le sue impostazioni.
                          Non è questione di dire “i warning non sono colpa mia”; Certo che lo sono, in un certo senso; come ho cercato di spiegare tu sei un utente esperto, e quindi sai quali warning ignorare e quali affrontare. Ma quello che rendi pubblico non necessariamente vanno in mano a persone esperte come te; ecco perché, sempre secondo me, o metti insieme un template che non generi né warning, né tanto meno errori, oppure lo togli dal pubblico dominio.

                          Attento: non sto accusandoti di niente; ti sto solo dando dei consigli come hai richiesto. E non mi esprimo da un presunto piedistallo, perché nessuno è infallibile e molte critiche si possono rivolgere anche ai file che ho messo in circolazione io stesso. Sono solo i principi a cui io mi ispiro, anche se non sono in grado di rispettarli sempre e in ogni circostanza.
                          Claudio

                          in risposta a: Aggiornamento del modello Tesi classica #107720
                          OldClaudio
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                            Il pacchetto bookmark di Oberdiek fa alcune cosette in più di quello che fa hyperref, ma non mi sembrano così importanti come paiono ad altri; è una questione di gusti; io non ricordo di averlo mai usato; forse nella guida L’Arte di scrivere in diverse lingue con )Xe)Latex perché Tommaso ed io volevamo mantenere le caratteristiche de L’Arte. Il motivo principale per non servirsi del pacchetto bookmark in un template da distribuire in pubblico, è che si tratta di un pacchetto sperimentale, instabile, soggetto a possibili cambiamenti in futuro, come viene spiegato nella sua documentazione.

                            Tutto ciò che non è stabile dovrebbe, secondo me, essere accuratamente evitato nei file da distribuire ad altri di cui non si conoscono le competenze.

                            in risposta a: Aggiornamento del modello Tesi classica #107716
                            OldClaudio
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                              Lorenzo,
                              non basta togliere qui e là i pacchetti inutili; bisogna anche leggere il file .log, perché il neofita che usa tesi classica non sa distinguere fra gli errori e gli avvisi; Il modello che tu offri deve essere compilabile senza neanche un Warning, non parliamo degli errori.
                              Ora alcuni errori e molti warning presenti nel .log che ti ha allegato Tommaso, non dipendono solo da cattiva programmazione, che forse non era cattiva 4 anni fa (per esempio le opzioni specificate più di una volta — non produrranno errori, ma producono ansia nel neofita), ma anche perché i pacchetti sia di Kohm, sia di Miede, sia di Lemberg sono cambiati. Lo stesso vale per l’uso del pacchetto di titlesec che produce molti warning il più bruto dei quali consiste nell’annunciare che per riparare alle incompatibilità, si è dovuto ricorrere ad un brutto patch. Non mi pere che un warning di questo tipo sia tranquillizzante.
                              Ora mi pare evidente che non puoi accorgeti di una parte di questi woarning e di questi errori, se unsi una distribuzione del 2013 che hai congelato allora e ci hai detto che non hai nessuna intenzione di aggiornare, perché con quella installazione sei perfettamente soddisfatto e non hai la certezza di poter escludere di dover rimettere le mani sui numerosi documenti che hai già composto con quella distribuzione né di dover comprarti una seconda piattaforma per poter disporre di una distribuzione aggiornata, né di dover ricorrere a trucchi da programmatore per ospitare sul tuo Mac due diverse installazioni, da usare a piacere a seocnda di quel che vuoi fare.
                              Scelte rispettabilissime, ma incompatibili con il fatto di mettere a disposizione al pubblico dei template che girano bene solo sulla tua macchina; questa incompatibilità ti obbliga a scegliere solo fra queste due alternative.
                              1) ti aggiorni e continuerai a farlo nei prossimi anni, aggiornando di conseguenza tutto quello che metti in pubblico; oppure
                              2) ritiri dal pubblico ciò che ora hai messo in pubblico.
                              Non vedo altre alternative.
                              Claudio

                              in risposta a: Problema con pdfpages e pagine bianche #107750
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                OK, credo di aver capito, ma non credo che tu passa fare quello che vuoi fare con \includepdfmerge; almeno io non farei così.
                                Mi dici che il file 001.pdf contiene 6 pagine fisse da rimpicciolire e da inserire due per pagina, seguite da un certo numero di pagine da inserire senza rimpicciolimento una per pagina Dunque perché non scrivi due righe di ocdice come stai scrivendo usando sempre il solo file 001.pdf senza spezzaro in 001a.pdf e 001b.pdf?`\includepdf[pages=1-6,pagecommand={\thispagestyle{plain}}, nup=1×2, offset=0cm -1cm, scale=0.85]{001.pdf}\includepdf[pages=7-last,pagecommand={\thispagestyle{plain}}, offset=0cm -1cm, scale=0.85]{001.pdf}`
                                In ogni caso tentar non nuoce.

                                in risposta a: Problema con pdfpages e pagine bianche #107748
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Non mi pare di avere visto l’opzione pages=1-6, per esempio, al fine di inserire le prime sei pagine due per foglio e successivamante l’opzione pages=7- per inserire le pagine successive una per foglio.
                                  O forse non ho capito bene?

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 3,466 al 3,480 (di 11,286 totali)

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