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Riccardo, io uso Listings molto poco, perché lo trovo inutilmente complicato per poi fare che cosa: comporre elegantemente dei codici in linguaggi di programmazione vari, ma con pesanti limitazioni se questi codici contengono caratteri diversi dagli ASCII (nente lettere accentate, niente segni analfabetici, meno che mai segni di altri alfabeti, sillabari o sistemi di scrittura.Tuttavia in ogni ambiente che componga il suo testo in modo verbatim (cioè “alla lettera”, compresi i caratteri che per LaTeX sono speciali o particolari) gli spazi sono significativi. Io comincerei a togliere gli spazi a sinistra del codice che vuoi stampare; se non basta verificherei che cosa fanno le opzioni che hai specificato; per quanto io si ignorante di listings, ce ne sono alcune che non ho mai sentito nominare; d’accordo, non conosco il manuale a memoria, ma non mi stupirei che fosse colpa di qualche opzione. Verifica anche l’opzione language=[LaTeX]TeX, perché mi pare che non faccia quello che dovrebbe fare.
Suppongo che tu sappia come leggere la documentazione di listings, che hai sicuramente già letto; casomai tieni presente questa operazione: apri un terminale o finestra comandi o prompt dei comandi o finestra Dos, comunque si chiami con il tuo sistema operativo, e ci scrivi dentro il comando texdoc listings; l’esegui premendo il tasto invio; ti si dovrebbe aprire una finestra nella quale leggi a schermo tutto quello che vuoi della documentazione di listings; l’operazione, mutatis mutandis, serve anche per leggere la documentazione degli altri pacchetti.
::Spataro” post=107261Salve a tutti,
ho da poco scoperto questo gruppo e visto che vorrei iniziare a utilizzare questi programmi per scrivere le formule vi chiedo, cortesemente, cosa devo scaricare visto che utilizzo un PC con Windows 7 Home Premium Service Pack 1?
Forse sono poco preciso e spero che mi scuserete per questo però per migliorare ho bisogno del vostro aiuto.
Grazie.Certo il sistema TeX permette anche di scrivere formule matematiche i na maniera difficile da trovare in altri programmi, a meno che essi stessi non usino in background il sistema TeX.
Tuttavia, non per scoraggiarti, vorrei segnalarti che i programmi di composizione del sistema TeX non sono dei word processor, ma sono dei programmi di tipocomposizione, cioè composizione tipografica, per giunta con con un processo non sincrono, vale a dire che la fase di immissione del testo, delle formule, delle figure, delle tabelle, delle liste, delle bibliografie, degli indici, dei glossari, eccetera avviene in un tempo diverso da quello della composizione vera e propria. Richiede una certa dose di adattamento all’inizio, ma poi non se ne può fare più a meno.
Come ti è stato consigliato, scaricati dalla sezione Documentazione di questo sito la guida L’Arte di scrivere con LaTeX di Pantieri e Gordini, e leggiti i primi pochi capitoli; sfoglia rapidamente il resto tanto per avere un’idea del contenuto, poi consulterai i capitoli successivi quando sarà il momento. Il capitolo dell’installazione riguarda anche le macchine Windows, ma segui le indicazioni de @Illinguista1972, che ti ha scritto un paio di messaggi prima del mio; egli parla esplicitamente di Win10, ma credo, perché io non uso Windows, che vada benissimo anche per le versioni precedenti del tuo sistema operativo, la Win7 in particolare.
Per usare bene il sistema TeX devi fare un passo importante; devi dimenticarti tutto quello che sai fare con Word, Writer, Pages e ogni altro word processor; se ciò ti stupisce, trovi la spiegazione sul L’Arte. Ma quando avrai raggiunto un certo livello di competenza nell’uso del sistema TeX, non ne potrai più fare a meno; io lo uso da 30 anni…
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Sulle piattaforme Windows ho sempre avuto dei problemi a disinstallare TeXLive>anno> dopo aver installato TeXLive. Le due installazioni non si sovrappongono ma quella vecchia è difficile da disinstallare dop che se ne è installata una nuova. Si fa, ma bisogna lavorare molto dalla finestra comandi. Installare un pacchetto per il TeX Live Manager, vuol dire scaricarlo, decomprimerlo, mettere la verie parti nelle cartelle giuste creandone di nuove se fosse necessario,aggiornare i file name data base di tutti i sotto rami di TeXLive, tranne il ramo locale e il ramo personale, e aggiungere il nome alla lista dei pacchetti installati e/o aggiornati.
TeXLive è aggiornato ogni anno con la distribuzione annuale; ora è in vigore la versione del 2016, e la 2015 non è più aggiornablle. Tenersi al 2015 senza poterla aggiornare, è un filino masochistico, ma se serve epr avere una documentazione del passato, allora va bene. Occupa ogni anno 4 o 5 GiB, che presi singolarmente non sono granché, ma sprecano spazio sul disco se non si hanno motivi particolare per conservare anche il passato.
Tuttavia il ramo llocale e il ramo personale non fanno parte di TeXLive in senso stretto; quello personale è appunto personale, e ci mancherebbe altro che il TeX Live Manager ci mettesse le mani dentro.
Quello locale viene creato ocn ‘installazione della prima versione di TeXLiive; che viene installata nella macchina questo albero contiene cose a disposizione di tutti gli utenti della macchina specifica. Non viene aggiornato ad ogni nuova installazione se esiste già. L’amministratore della macchina ci può mettere delle cose a disposizione di tutti gli utenti, non facenti parte dalla distribuzione TeXLive, ma presenti e disponibili solo per gli utenti della macchina specifica. Richiede l’aggiornamento del file name data base ogni volta che vi si aggiunge o si toglie qualcosa, mentre l’albero personale con TeXLive non ha bisogno di nessun file name data base.Esiste anche un albero texlive/
/bin/ dove sono installati gli eseguibili di TeXLive; questo albero è accessibile solo all’ammininstratore e al TeX Live Manger. MA chiunque ci metta le mani dentro deve sapere con [recisone quello che sta facendo, perché potrebbe combinare guai irreparabili all’intera macchina. Non so se questo ti spiega il perché a te sono successe le cose che descrivi, ma in parte dovrebbe averti chiarito il concetto di “installare un pacchetto”. Se vuoi saperne di più legggi ladocumentazione di TeXLive aprendo una finestra comandi, scrivendoci dentro il comando texdoc texlive, premendo il tasto invio per eseguire il comando al fine di poter leggere in una nuova finestra la documentazione di TeXLive.
Per concludere: disinstalla la versione 2015 usando lo script uninstalla di quella versione (non ricordo in quale cartella si trovi su Windows, perché sono anni che non uso TeXLive su una macchina Windows). Ciò fatto installa la 2016 da immagine ISO come ha spiegato i@Illinguista1972 qualche messaggio fa, e vedrai che tutti i problemi che hai avuto fino ad oggi spariscono magicamente, almeno fino a fine maggio/inizio giugno del 2017 🙂
::alessandropagin” post=107246Indipendentemente che si tratti di capoversi con formule o con testo, il modo corretto di terminare un capoverso è quindi lasciare una riga vuota nel codice, mentre se io volessi lasciare una riga vuota nel pdf cosa dovrei fare?
Ci sono diversi modi per farlo, compreso quello di definire un altro valore per il parametro \parskip. Oppure quello di racchidere nel sorgente fra due righe vuote il comando \null; Sempre di sporco trucco si parla, ma funziona benissimo.
Tuttavia la soluzione sarebbe una soluzione alla Word Processor, non una soluzione tipografica. Nella buona tipografia non si lasciano spazi fra i capoversi se ogni capoverso comincia con una riga rientrata. Separare i capoversi con righe vuote nel PDF ha un certo numero di inconvenienti, a parte al bruttezza. Quindi, se vuoi un consiglio non richiesto, non pensarci nemmeno.
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sono due cose distinte:
1) \\ va a capo ma non termina il capoverso, tant’è che se lasci una riga vuota dopo \\ ricevi un warning che ti informa che non c’è nulla da spezzare.
2) una riga vuota termina il capoverso; Il capoverso viene inviato al compositore di capoversi e accodato alla bozza non impaginata del documento; quando questa bozza non impagina contiene abbastanza materiale, compresi gli oggetti, mobili e le nota, per poter impaginare davvero, il modulo addetto esegue questo lavoro e accoda la pagina all file di uscita.Come vedi si tratta di due cose distinte. Nel tuo caso se vai a capo prima di una formula in linea la formula viene composta all’inizio della nuova riga e se non è tanto lunga (insomma non supera la lunghezza di una riga), non verrà mai spezzata per andare a capo. Però è chiaro a chiunque che il capoverso è composto male.
Ti ripeto: la soluzione corretta al tuo problema è quella di comporre le tue formule fuori testo, magari non numerate, ma con le spaziature giuste e secondo tutte le regole tipografiche. Se non ti va questo modo di operare, non usare \\, come ti ha raccomandato @illinguista1972, ma usa l’ambiente sloppy o lo sporco trucco che ti ho indicato.
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@Bron, se leggessi la documentazione disponibile liberamente nele varie sezioni di questo forum sapresti che le etichette, anche quelle degli ambienti numerati secondari (fino al livello di annidamento 4) sono tutti accessibili con \label, \ref e \pageref.
Non puoi avere mai più di quattro liste annidate dalla prima all’ultima annidata. La prima di default è numerata con cifre arabe, poi ci sono (non necessariamente in quest’ordine, le lettere minuscole, i numeri romani e le lettere maiuscole.
Con il pacchetto enumitem più configurare la numerazioni di ogni livello come vuoi; I riferimenti generati con \ref tengono conto del livello di annidamento quindi potrai avere cose come: “nel punto 1. si dice che… ma solo nel caso 1.a si ha anche che…”.Riferimenti: Il LaTeX Reference Manual commentato nella sezione documentazione di questo sito.
::alessandropagin” post=107234Quando compilo il mio documento (uso TeXMaker) ottengo una serie di warning di tipo “Badbox” con il messaggio “Underfull \hbox (badness 10000) in paragraph at lines …–…”.
Ho notato che compaiono in corrispondenza dei paragrafi che contengono formule (contenute nell’ambiente math) che per questioni di lunghezza vengono spezzate e mandate a capo.
Sapreste dirmi come risolvere questi warning?
Non mi preoccuperei più di tanto; la matematica non può andare a capo dove capita, quindi le righe che contengono formule in linea sono più difficili da giustificare e l’underfull hbox (il contenuto della riga è più lasco, con spazi interparola più grandi, di quanto LaTeX sia disposto ad accettare senza warning.
Ci sono due soluzioni:
1) non metti formule in linea con il testo ma le metti fuori testo;
2) componi i capoversi che contengono quelle linee lasche dentro l’ambiente sloppy;
3) metti l’intero capoverso critico dentro un ambiente fatto così:`{\tolerance= 3000\relax
Capoverso critico.\par}`dove puoi cambiare il valore da assegnare a \tolerance cercando di diminuire o di aumentare quel valore senza mai superare il valore 9999 (il valore 10000 per la routine di composizione dei capoversi, significa “infinito”, ciò viene accettata qualunque bruttezza senza emettere messaggi).Come mai dico che le soluzioni sono due e ne indico tre? Perché la terza è uno “spoco trucco” che sarebbe meglio evitare, ma certamente è più elastico e configurabile che non l’ambiente sloppy.
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1) non mettere le tue richieste nella sezione sbagliata; coa c’entra “Perché registrarsi” con il pacchetto paralist?
Ti prego: fai attenzione; per il momento ti ho spostato la domanda nella sezione giusta; ma che la cosa non si ripeta; scusami se sono severo, ma perché il forum funziona bisogna fare attenzione a dove si scrive e su che argomento si scrive, per tua convenoenza e per convenienza degli altri frequentatori del foru.2) non puoi rientrare una lista di tipo paragraph, senza rientrare l’intero paragraph. La lista in linea con il testo resta composta nello stesso stile del testo circostante; non solo ma mettere in neretto le etichette in ina lista in linea con il testo è una cosa che in tipografia non si fa; magari in corsivo, ma certamente non in nero. Soluzione? non usare l’ambiente paralist, ma usa un semplice enumerate, magari formattando l’etichetta letterale e in corsivo, se proprio ci tieni a enumerare la tua lista. Su uno degli ultimi numeri di ArsTeXnica c’è un articolo (in italiano) di uno scrittore scientifico professionista che spiega, secondo me molto bene, la differenza sostanziale fra le liste puntate e quelle numerate (con qualunque sistema di numerazione); te ne suggerisco la lettura perché, anche se la decisione ultima è e resta la tua, ho l’impressione che una lista numerata in linea o fuori testo nel tuo caso non sia la forma corretta. Ovviamente è solo un’impressione, perché non ho idea di che cosa scrivi nella tua lista. Ecco perché ti consiglio quella lettura.
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Capisco la tua delusione e il tuo disorientamento, ma scaricare un ISO da 3GiB non è la fine del mondo se si dispone di un collegamento Internet decente. Decente vuol dire almeno una velocità di 3 o 4 Mib/s (nota la differenza fra GiB e Mib. GiB è a corretta ortografia per gigabyte; Mib è usato normalmente, ma dovrebbe essere scritto Mibit, perché le norma non danno un simbolo per il bit). Le compagnie telefoniche si guardano bene dall’essere precise a questo riguardo; fa più effetto scrivere 7Mib/s che l’ignaro sottoscrittore pensi si tratti di una velocità effettiva di trasferimento di sette milioni di byte al secondo, quando invece vuol dire che la velocità massima è di sette milioni di bit al secondo, cioè circa 875 KiB/s, sempre come velocità massima; di fatto sei fortunato se riesci a scaricare materiale informatico ad una velocità media effettiva di 400 Kibit/s.Scusa questo sproloquio sulle unità di misura informatiche e sull’inganno (al limite della frode) dei provider di connessioni ADSL; ma ragionando con i numeri salta fuori che ad una velocità effettiva di 300 Kibit/s per scaricare 3GiB di roba ti occorrono come minimo 80s; di fatto te ne occorrono di più a causa dei numerosi avanti e indietro dei pacchetti del protocollo internet che richiedono molti dialoghi fra i diversi server finché il server trasmittente non riceve dal calcolatore ricevente il messaggio di avvenuta trasmissione senza errori.
Ma se sei su una macchina Windows,
1) devi disattivare temporaneamente l’antivirus
2) devi scaricare da una server decente, diverso da quello di Roma2, che non so per quel motivo è dato come server di default per gli utenti italiani; questo benemerito server ormai è diventato sovraccarico e non ce la fa più a servire in tempo “rapido” le richieste degli tenti.
3) fra i vari server accessibili bene, c’è quello presso il consorzio Garr di Bologna, che serve tutte le istituzioni universitarie e gli utenti che lo conoscono; oppure il server switch in Svizzera, o anche quello dell’università di Vienna vanno bene; nella lista dei server che puoi scaricare da CTAN trovi gli indirizzi completi di questi server. Per un periodo di tempo ho usato un server olandese, che però ora non è più elencato nella lista dei server. Come vedi non ho remore a servirmi di server “lontani”, anche se sarebbe meglio connettersi a quelli più vicini; il collo di bottiglia, infatti, non è tanto internet ma il carico di lavoro di ciascun server riferito alle sue capacità in termini di hardware.L’ultima volta che ho provato a scaricare TeXLive completa su una macchina Windows, era un periodo e un’ora del giorno sfavorevole, e ci ho messo tre ore (non l’immagine ISO, ma un pacchetto TeX alla volta); nello stesso orario due giorni prima avevo scaricato l’installazione per il mio Mac (una specie di ISO virtuale) ci ho messo un’ora; l’installazione, poi è durata meno di 5 minuti. Il tempo per installare da ISO su una macchina Windows è confrontabile, anche se maggiore, con i 5 minuti del mio Mac.
Concludendo; segui i tre punti indicati sopra e se hai una connessione internet lenta, se non ti è proibito, scaricala dalla rete internet della tua università.
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Gustavo, hai già il mio indirizzo di posta elettronica; se mi mandi le tue osservazioni, ne terrò sicuramente conto perché il feedback è la cosa che rende il software libero e la documentazione libera quasi sempre migliore di quella stampata.
Se ritieni che l’argomento, invece, possa essere pubblico sul forum, fai come hai detto: apri un altro filone. Poi in effetti le due vie non sono mutuamente esclusive.
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Certo, ClassicThesis è fermo al 2012.
Te l’ho detto che è datata; la soluzione è quella di editare i file di Pantieri per modificare le chiamate in accordo con quanto specifica la documentazione dell’attuale ClassicThesis.sty. Non è difficilissimo; ritengo che sia alla portata di chiunque abbia la pazienza di documentarsi. Non chiederlo a me, per i motivi che spiego qui sotto.Capisci perché a me non piace usare quel template, e usare ClassicThesis in generale? Quando cambia qualcosa spesso, troppo spesso, il nuovo codice non è retrocompatibile. Ma se ne può fare tranquillamente a meno; confronta la guida l’Arte di scrivere con LaTeX e la guida L’Arte di scrivere in diverse lingue con (Xe)LaTeX. La prima ricorre a ClassicThesis, la seconda no; certo ci sono alcune piccole differenze; ma quelle più visibili sono legate al fatto che la seconda è composta con XeLaTeX e con font OpenType che sono incompatibili con alcuni pacchetti usati per la prima guida.
Per evitare questi inconvenienti Lorenzo non aggiorna la sua installazione di TeXLive (MacTeX); così almeno ha comunicato nel forum qualche tempo fa. Anzi sono anni che si lamenta che l’installazione e l’aggiornamento di TeXLive, anche nella versiona MacTeX non sono user friendly; ha perfettamente ragione dal punto di vista di un utente che vuole scrivere con LaTeX e non vuole programmare in LaTeX. Per altri, come me, questi inconvenienti sono il piccolo prezzo che bisogna pagare per avere un sistema che si aggiorna virtualmente ogni giorno e che si arricchisce continuamente di nuove funzionalità.
La posizione di Lorenzo è comprensibile, ma se mette in rete delle cose da essere usate da terze persone, dovrebbe anche aggiornarle con quello che TeXLive via via produce; questo è un consiglio per Lorenzo che gli ho dato spesso, ma finora senza successo.
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La notte porta consiglio 🙂Ho controllato le impostazioni del mio rinnovato TeXstudio 2.11.0.
Ho scoperto che quando lo si aggiorna riprende le impostazioni della precedente versione. Nella mia precedente versione avevo modificato il percorso per arrivare a pdfLaTeX per motivi che non ricordo bene (lo uso talmente poco, che passano mesi fra un uso e l’altro). Così ho trovato che eseguiva i programmi del 2015, non quelli dell’installazione del 2016.
Corretta l’impostazione, ora anche con TeXstudio il tuo esempio minimo compilabile funziona alla perfezione, come succede anche con i miei programmi che uso solitamente.
Per verificare che a te non succeda la stessa cosa, visto che il tuo inconveniente è incominciato dopo aver aggiornato il sistema, vai sotto Help di TeXstudio, e clicca check LaTeX installation. Ti appare una schermata con tutti i percorsi dei vari comandi come lui li trova sulla tua macchina; controlla che coincidano con quelli che compaiono nella schermata che ottieni con Preferenze + Comandi. All’occorrenza modifica/correggi i comandi che non facciano riferimento all’installazione del 2016.
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Siccome a me funziona tutto regolarmente con TeXShop e pdfLATeX, direi che c’è un problema con TeXstudio, ma non so quale sia.
Ho aggiornato TeXSudio, ho aggirnato la mia installazione del sistema TeX, e da me continua a funzionare tutto correttamente con TeXShop e pdfLaTeX. Con TeXstudio e pdfLaTeX invece no.Prova ad aprire un terminale (o finestra comandi, o prompt dei comandi, comunque si chiami con il tuo sistema operativo) con successivi comandi cd cambia cartella fino ad arrivare dove c’è il mainfile.tex del tuo documento; quando sei in quella cartella scrivi nel terminale il comando biber mainfile senza specificare l’estensione del mainfile. Esegui il comando appena scritto premendo il tasto “invio”.
Nel terminale dovrebbero passare diverse scritte finché il job finisce e viene scritto che il file con estensione .bbl è stato creato.
A questo punto sempre nel terminale dà il comando pdflatex mainfile, sempre senza specificare l’estensione; nel terminale scorrono parecchie righe di testo finché l’ultima riga segnala la fine del job.
Nella cartelal ora dovrebbe esserci il pdf; controlla dando il comando dir; verifica la presenza del file pdf e controllane la data e l’ora di creazione; controlla anche l’orologio del tuo calcolatore; dovrebbe esserci al massimo un minuto di differenza. Ora apri il file pdf con il tuo visualizzatore di file pdf; la bibliografia dovrebbe essere presente.Se quanto ti ho detto di fare funziona come ti ho descritto, allora, disinstalla TeXstudio; completamante, vale a dire usando i procedimenti del tuo sistema operativi; quando sei sicura che nel tuo disco rigido non ci siano nemmeno le tracce più evanescenti di TeXstudio reinstallalo; e non apportare nessuna modifica alle impostazioni del programma per fargli usare biber. Prova invece ad aprire il mainfile.tex vai nella barra di menu, scegli strumenti, poi comandi, poi pdfLaTeX. Se la reimpostazione pulita di TeXstudio funziona sei a cavallo; se invece continua a non funzionare, conosci però una soluzione manuale per aggirare il problema; siccome la bibliografia non viene ricomposta ad ogni giro, la sua composizione manuale è leggermente fastidiosa, ma almeno funziona.
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Ahimè, ho appena aggiornato a TeXstudio 2.11.0 che mi produce questo errore`ERROR – Error: Found biblatex control file version 3.0, expected version 3.1.
This means that your biber (2.5) and biblatex () versions are incompatible.
See compat matrix in biblatex or biber PDF documentation.
INFO – ERRORS: 1Process exited with error(s)`Mi pare strano, perché con la mia normale dotazione sul mio Mac, come hai visto nel precedente messaggio, non ci sono errori; quindi non ho idea del perché TeXstudio (per Mac) segnali quell’inconsistenza di versioni. Riproverò più tardi dopo avere aggiornato la mia installazione del sistema TeX, ma tieni presente che l’avevo aggiornata 4 giorni fa; mi sembrerebbe strano che TeXstudio sia così pronto a segnalare una variazione di versione dopo meno di quattro giorni da quando è intervenuta. Comunque incrocio le dita per te. Per me non ho problemi, perché a me funziona tutto senza usare TeXstudio.
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Guarda che io ho compilato con biber, come dice la riga magica in testa al tuo file. Il mio shell editor l’interpreta correttamente; TeXstudio dovrebbe fare altrettanto. Se non lo fa è perché non sa dove trovare biber.A me viene la bibliografia in questo modo:
[attachment=1695]MarioRossiBibliografia.pdf[/attachment]
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