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@EZ, attenta dove iscrivi i tuoi messaggi. L’hai scritto inizialmente nella categoria “Perché registrarsi”. Ti pare il luogo giusto?Una delle regole per usare il forum è quella di mettere i propri quesiti nella categoria giusta. Donna avvisata, mezzo salvata. Non fare questo errore mai più!
Ti ho spostato tutto quanto nella categoria giusta TeX e LaTeX, ma è l’ultima volta che lo faccio; la priima volta cancello tutto.
Scusa per queste “minacce”, ma questi sono errori che non bisogna assolutamente commettere.
Per la sostanza del quesito, @And ti ha già dato diverse indicazioni, la più importante delle quali è quella di leggere una buona guida, come, per esempio, L’Arte di scrivere con LaTeX di Pantieri e Gordini, scaricabile dalla sezione Documentazione di questo forum.
Come ti ha detto @And, con un word processor qualsiasi tu poi fare solo le cose che sono programmate con in vari pulsanti o voci di menù e nient’altro. Con LaTeX puoi fare quasi tutto, e la composizione dell’Arte ti permette di verificarlo.
Ti avviso solo che la versione dell’Arte nella sezione Documentazione risale alla fine del 2012, e in questi quasi quattro anni sono stati fatti molti progressi; Il grosso della guida è ancora validissimo, ma ci sono alcune cose, pochissime, che possono dare luogo ad errori, che risolvi leggendo la documentazione del pacchetto che li produce; se per esempio ricevi un messaggio d’errore da biblatex, cerca di decifrare l’intero messaggio, ma poi apri la documentazione dando da terminale il comando texdoc biblatex; aperta la documentazione a schermo leggi con attenzione almeno le parti che hanno qualche attinenza con le parole usate nel messaggio d’errore e vedrai che te la cavi senza bisogno di ricorrere al forum.
::EZ” post=107355Grazie davvero a tutti quanti! Ho risolto i problemi riscontrati e ho capito i comandi principali! Ora vi chiederei un consiglio…ho visto che la classe suftesi è dedicata soprattutto alla stesura di una tesi umanistica, tuttavia io dovrei scrivere una tesi di carattere scientifico. Potrei caricare qualche pacchetto particolare d’impostazione del documento o imposto le varie caratteristiche sfruttando la classe book? Opterei fra le tre classi fondamentali quella book in quanto consente di numerare la mainmatter con numeri romani e il resto del testo con numeri arabi.
Grazie in anticipo per i consigli
EZLa classe suftesi va bene anche per tesi scientifiche; vedi la sua documentazione dando da terminale il comando texdoc suftesi. La predisposizione, o se vuoi, la vocazione di suftesi all’ambito umanistico discende da due considerazioni; (1) prevede formati che abitualmente vengono ingorati in ambito scientifico, per esempio il forato 17cm per 25 cm, o anche formati più piccoli. Tuttavia prevede anche il formato A4, normalmente usato in ambito scientifico. (2) è già predisposto per usare font che l’autore giudica più adatti per l’ambito umanistico, ma che vanno benissimo anche per l’ambito scientifico; li ha completati anche con una scelta di font greci adatti per la composizione di brani in greco classico per le citazioni in quella lingua. Ma fra le varie scelte ci sono i Latin Modern completi anche dal punto di vista matematico e dotati dei corpi ottici. Quindi in sostanza hai il meglio di quello che la tipografia ottenuta con LaTeX offre.
Potresti avere qualche dubbio circa lo stile delle pagine, ma anche lì suftesi consente numerose personalizzazioni.In alternativa (un po’ di réclame non guasta) potresti usare la classe toptesi, già parte dell’installazione TeXLive. Ne leggi la documentazione dando da terminale il comando texdoc toptesi-it in italiano, così hai davvero tutto quello che ti serve, indipendentemente da toptesi stessa, perché si parla anche di come si scrive una tesi scientifica. Consente i formati A4 e B5; è abbastanza libera nell’uso dei font; lo stile della pagina è decisamente semplice; è stata usata per comporre tesi in ingegneria, in matematica, in fisica, in chimica, ma anche in medicina, in letteratura, in filologia greca classica e in quella copta altomedievale (ti cito solo gli ambiti di cui sono al corrente)…
Ci sono anche altre classi adatte alle tesi per le università italiane, saptesi, per esempio predisposta per l’università La Sapienza di Roma. All’Università Politecnica di Ancona dispongono anche di una classe per tesi, ma non ricordo come l’hanno chiamata. A Verona anche hanno fatto qualcosa del genere, forse anche a Padova. Esiste anche il pacchetto layaureo per configurare il layout della pagina con dimensioni che si rifanno alla sezione aurea e che sembra essere molto apprezzato anche per le tesi.
Tuttavia ricorda che queste classi sono relativamente rigide per quel che riguarda il layout della pagina. Toptesi e suftesi prevedono almeno due formati di carta; suftesi che ne prevede una mezza dozzina, prevede anche numerosissime personalizzazioni per titoli, sezionamenti di vario genere. Toptesi prevede espressamente anche gli strumenti per produrre file PDF conformi alle norme ISO per l’archiviabilità a lungo termine.
Vedi, ora hai l’imbarazzo della scelta…
11 Agosto 2016 alle 20:15 in risposta a: [RISOLTO] pdfx genera errore inputenc e non compila #107291::
Hai ragione, ma la copia di Saper comunicare che hai trovato nel sito del Poli è vecchia e per motivi a me sconosciuti, il vicerettore addetto alla didattica non lo vuole aggiornare.
Quello che si trova in questo sito http://www.guitex.org è più aggiornato ed è frutto dei miei primi esperimenti e lo devo aggiornare ulteriormente. Proprio come ti ha segnalato @cfiandra.
Ma @cfiandra ti ha detto anche un’altra cosa importante e che manca nel tuo esempio minimo compilabile; non hai specificato i metadati mediante un altro ambiente filecontents che li contenga. Sono essenziali perché il file risultante isa conforme con la norma PDF/A-1b.Provvedo con l’aggiornamento della copia in questo sito; temo che ci vorrà un po’ di tempo prima che appaia aggiornata, in quanto credo che l’amministratore non sia in Italia per un po’ di tempo.
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[tt]\DRSetup[/tt] non è un comando definito dal pacchetto dramatist; dove l’hai trovato?
So che Dominici ha scritto quell’articolo, ma il pacchetto dramatist presente nella tua (e nella mia) installazione di TeXLive 2016 non parla di quel comando, parla solo del file di configurazione, che dovrebbe contenere l’insieme delle impostazioni che possono essere scritte nel preambolo, ma che ne costituirebbero un “inutile” ingombro; il file di configurazione non è obbligatorio, ma è conveniente per liberare spazio nel preambolo. Se c’è dramatist lo legge, altrimenti non protesta, ma le impostazioni devono stare nel preambolo.Nota che il pacchetto dramatist in TeXLive è del 2014, mentre l’articolo a cui fai riferimento è del 2005. Leggi la documentazione di dramatist dando da terminale il comando texdoc dramatist
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Con LaTeX si può fare (quasi) tutto, ma bisogna fare attenzione ad alcune cose, in primis il fatto che ogni pacchetto è soggetto ad una licenza che talvolta vieta ogni modifica. Non ho controllato queste cose per apa6.cls.Allora quello che scrivo qui serve per modificare quella intestazione, ma è tua responsabilità usarlo o non usarlo.
Dopo [tt]\begin{document}[/tt] aggiungi questa riga:`\defbibheading{bibliography}{\section*{\refname}}%`nella quale, rispetto a quella che si trova nella classe, ho tolto [tt]\normalfont[/tt].
Siccome [tt]\defbibheading[/tt] non è un comando standard, non so se funzioni per una nuova definizione, ma ti dà l’idea, comunque, di come intervenire.Se sia opportuno modificare lo stile del titolo della bibliografia? Non lo so; personalmente io non avrei fatto la modifica presente in apa6, ma non sono l’autore di apa6 e non conosco le sue motivazioni per farlo.
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Può darsi che la mancanza del file pdftex.def not found sia una residuo dell’installazione delle due distribuzioni e che la mancanza di questo file sia un effetto collaterale della disinstallazione.Prova a farti stampare il path generale della tua macchina: apri un terminale, scrivici dentro PATH senza nessun argomento, e dopo aver premuto il tasto “invio” vedi che cosa ti risponde: se manca C:\texlive\2016\bin seguitamagari da altri nomi di cartelle, vuol dire che devi correggere il tuo path: vuol dire, insomma che la tua installazione di texlive risulta ora monca.
Sempre da terminale, dà il comando kpsewhich pdftex.def e vedi che cosa risponde il tuo sistema: a me (che ho una macchina di tipo UNIX, questo comando mi risponde [tt]/usr/local/texlive/2016/texmf-dist/tex/latex/graphics-def/pdftex.def[/tt] se cambiati i segni / in segni \ e se sostituito /usr/local/ con C:\ a te non da questa risposta, controlla con Explorer nella cartella dove il file dovrebbe essere se il file manca davvero, perché potrebbe esserci ma il sistema TeX non lo torva. In questo caso, sempre da terminale dà il comando mktexlsr, e riprova con l’esempio precedente (kpsewhich…) se ora trova il file; se lo trova sei a vallo, hai riparato la tua installazione, se continua a non trovarlo, allora purtroppo dovresti disinstallare completamente texlive 2016e reinstallarlo ex novo ricominciano dall’inizio dell’inizio, cioè scaricando il file ISO da CTAN, aprendolo come se fosse un disco inserito nel giradischi del tuo PC, fai andare la procedura di installazione per Windows, ti fai una passeggiata e dopo un’oretta torni e vedi se ha finito l’installazione. Esaurita questa fase, aggionra l’installazione ricorrendo al texlive manager (da terminale dai il comando tlmgr -gui) e ordina di eseguire l’aggiornamento; fatti un giro e torna dopo una mezz’oretta. Se ha finito sei in possesso di una installazione nuova e fiammante e non dovresti più avere problemi cn file mancanti. I tempi che ti ho indicato sono indicativi; se lavori alle tre del mattino probabilmente sono molto più brevi; se lavori duranti eil week-end quando tutti i ragazzini sono attaccati a internet, puoi metterci anche molto di più.
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Esattamante come hai fatto per le formule in line che davano il messaggio underful hbox. Il sistema TeX spezza le formule matematica con grande riluttanza, ma il “testo matematico” non può essere diviso in sillabe, quindi il soli punti di possibilità di andare a capo sono gli operatori binari; ci sarebbe anche la possibilità di andare a capo con un “discretionary break” che permette di inserire un segno di moltiplicazione esplicito (\times) dopo il quale va a capo. Difficile da usare senza stravolgere una formula, ma sapendo che cosa fare lo si può usare. Invece con le formule fuori testo come hai fatto per le altre non ci sono problemi.
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Ummm, con successo? Nel senso che ha composto la bibliografia, ma gli errori a cui si riferiscono alcuni dei messaggi, come `”\x{fffd}” does not map to ascii at C:\Users\martina\AppData\Local\Temp\par-6d617274696e61\cache-48619853e67a2f440cd3b10cc12b008e88c0cf5a\inc\lib/Biber/Output/bbl.pm line 620.` dicono che il tuo file bib contiene dei caratteri che non hanno l’equivalente con i tuoi font di uscita, per esempio quello con codice fffd che vedi all’inizio. quello è l’indirizzo esadecimale di un carattere presente nel tuo bib; può farsi che non corrisponda a niente di specifico, ma può darsi che nella bibliografia composta manchi qualche segno.Controlla il tuo bib e non fidarti di quel che vedi a schermo ma cerca di vedere se ci sono caratteri accentati, apostrofi, virgolette, caporali tratti medi o lunghi, insomma caratteri non ASCII e/o caratteri che non hanno l’equivalente nella codifica T1 dei tuoi font di uscita. Nel secondo messaggio che ti avevo scritto ti avevo indicato come sostituire l’apostrofo; può darsi che ci siano altri segni che non vanno; uno vei warning cita il record con la chiave foo, guarda ben quel record.
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No, non è corretto; come ho spiegato in un precedente messaggio NON devi scrivere \\ e POI lasciare una riga vuota.DEVI SOLTANTO lasciare una riga vuota.
Capisco che talvolta sono prolisso e forse la mia prolissità possa produrre confusione di idee in un neofita, invece di schiarirgliele. Ma se dico che \\ NON serve per terminare un capoverso, ma solo per andare a capo, mentre la riga vuota termina il capoverso e ovviamente il capoverso successivo inizia su una nuova riga (generalmente) rientrata, non mi sembra una cosa difficile da capire.
Ma per mettere una formula in display non numerata devi semplicemente racchiuderla fra i delimitatori [tt]\[ [/tt] e[tt]\] [/tt] senza lasciare righe vuoe né prima né dopo; ripeto l’esempio:`Capoverso con formule
\[
formula in display senza numero
\]
prosecuzione del capoverso con formule`Questo si trova scritto in qualunque guida ed è veramante superfluo ripeterlo qui nel forum che presuppone che tutti noi ci documentiamo prima di scrivere. È chiaro che un vuoto di memoria può capitare a tutti (a me capita), ma alla prima risposta che contiene qualche accenno alla soluzione del problema la memoria si riaccende immediatamente se uno ha qualcosa da ricordare avendo letto la documentazione almeno quella di base.Scusami, non è che sono acido perché è mezzanotte passata; forse sono stanco e le vacanze non mi hanno ancora riposato abbastanza 🙂
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Verso la fine dell’ananlisi del sistema che hai a bordo c’è scritto tutto il Path valido per la tua macchina e nell’ultima posizione c’è [tt]C:\texlive\2016\bin\win32[/tt]. QUindi a quel punto sei a posto.Lo screen shot non dice molto nel senso che hai aperto il menù con i vari programmi che puoi attivare: in quella lista ci trovi anche pdflatex, oltre a diversi altri, ma quello esegue quello che è configurato nelle preferenze.
Ora io in questo non posso aiutarti, perché il Mach ha le “preferenze in una finestra particolare, che non c’è nelle piattaforme Windows. Queste però hanno qualcosa di equivalente o in Opzioni, o in Strumenti o in qualche altro menu. Non so quale, perché non dispogo di Windows nè vero né simulato.SPeriamo che qualcuno (qualcun altro) ti dica dove si trovano le Preferenze nel TeXstudio installato su Windows.
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Per il comando \Ars devi caricare il pacchetto guit.Il comando [tt]\fontsize{13}{15.6}\selectfont[/tt] te l’ha già detto Enrico, non è adatto ad una tesi, ma va bene per libri da bambini. Ma ha un altro difetto; riguarda solo il font normale, non riguarda gli altri corpi maggiori o minori che potresti ottenere con \large, \Large,…, \small, \footnotesize,…
Se vuoi usare un insieme di corpi coerenti potresti usare il pacchetto scrextend ed usare il suo comando [tt]changefontsizes[/tt]; per esempio potresti scrivere dopo aver caricato il pacchetto (a sua volta caricato dopo aver scelto le collezioni di font continuamente scalabili che vuoi usare) [tt]changefontsizes{12.5pt}[/tt] che ti modifica il copro del font normale al valore di 12.5pt ti applica i valori corretti per lo scartamento e ridefinisce tutti gli altri copri da \tiny a \Huge in modo che siano coerenti, così come ti ridefinisce per ogni copro i valori corretti di spazi orizzontali e verticali che siano coerenti con i corpi scelti.
Come ho evidenziato, devi scegliere una collezione di font continuamente scalabili; iso sceglierei i Latin Modern (pacchetto lmodern) perché i font di default CM (Computer Modern) e quelli di default quando usi la codifica dei font T1 (CM-Super) non sono continuamente scalabili. Gli altri font, tranne rarissime eccezioni non dispongono di corpi ottici e usano un solo font da ingrandire o rimpicciolire a piacere; questo porta a inconvenienti non da poco nella scrittura della matematica e nella scrittura dei titoli.Tuttavia, anche se ti ho detto come fare, ti sconsiglio vivamente di usare un qualunque corpo per il font normale maggiore di 12pt. Per una tesi 10pt potrebbe essere un po’ piccolino; 11pt è, secondo me, perfetto; 12pt è accettabilissimo; di più si cade nel ridicolo e dimostra l’ignoranza tipografica che viene prescritta da persone insipienti (e abituate a Word/Writer/Pages e simili).
Voi invece un altro trucco che rispetta la tipografia e l’occhio debole del relatore? Usa un font dall’occhio maggiore: l’occhio (più precisamente l’occhio mediano) è la misura dell’altezza complessiva dei caratteri minuscoli senza ascendenti né discendenti, tipicamente la lettera x, da cui il nome dell’unità di misura ex usata dal sistema TeX. Per limitarci a font con grazie, i font CM, CM-Super, LM, hanno l’occhio pari a circa il 45% del corpo; invece i Palatino hanno l’occhio più grande (cito a memoria) circa il 52% del corpo; dunque se usi i Platino (sono solo un esempio) al posto dei font di default e dei Latin Modern usi dei font che hanno l’occhio mediano grande come quello dei font di default a 13pt, forse anche un po’ di più. Ma se scegli i Palatino scrivendo`\usepackage{newpxtext,newpxmath}` e specifichi il corpo normale di 12pt nell’opzione della classe, il tuo relatore non se ne accorge; al massimo gli possono sembrare le righe un po; strette, ma a questo punto puoi aumentare il fattore specificato con [tt]\linespread[/tt] da 1 al valore di circa 1.05 e il gioco è completo. Si può fare di meglio calcolando il fattore in modo che nell’altezza del testo si siano due righe in meno e il gioco risulta fatto meglio. LaTeX consente di fare di tutto (quasi) ma la persona che non abbia una buona competenza tipografica (anche senza essere un tipografo professionista) può ottenere risultati ottimi o pessimi; per ottenere quelli ottimi non basta sapere come fare, ma bisogna sapere che cosa fare 😉
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