OldClaudio

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  • in risposta a: [RISOLTO] Biber manda in crash TexStudio #107101
    OldClaudio
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      Sì, lo vedo, e ho compilato il tuo EMC (molto ben fatto) trovando che l’apostrofo prima di Italia, è un apostrofo UNICODE, con codice U+2019 (mi pare). Comunque non è l’apostrofo ASCII.
      Sostituiscilo con l’apostrofo della tua tastiera e vedrai che funziona; ripeti sull’intera bibliografia .bib caso mai ci fossero altri apostrofi UNICODE.

      Mi pongo una domanda: non saranno mica le tue impostazioni di TeXstudio che sostituisce l’apostrofo ASCII con l’apostrofo UNICODE? Controlla. Se invece hai copia-incollato quei riferimenti copia-incollandoli da altri testi, ricordati che gli apostrofi “stampati” sono spessisimo apostrofi UNICODE.

      Il file log dell’esecuzione di biber lo dice. Questo file ha estensione .blg e vale la pena di leggerlo quando si incontra un errore di compilazione della bibliografia.

      in risposta a: Bibliografia divisa per capitoli #107118
      OldClaudio
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        Benvenuto nel forum.
        Suppongo che prima di cominciare a usare LaTeX tu abbia scaricato dalla sezione Documentazione di questo forum la guida per neofiti L’Arte di scrivere con LaTeX e tu ne abbia letto con attenzione il capitolo 7.
        Avrai quindi notato che l’ultimo periodo di quel capitolo recita:

        Bibliografia di sezione

        Il pacchetto biblatex permette di comporre facilmente sezioni bibliografiche anche alla fine di ogni capitolo (o paragrafo, se si tratta di un articolo) del documento. Se ne consulti la documentazione per sapere come fare.

        Naturalmente, avendo letto quella guida sai anche come leggere la documentazione di un pacchetto.

        Raccomandazione 1: Leggi sempre la documentazione dei pacchetti che usi nel tuoi documenti LaTeX; dopo la loro lettura ti accorgerai che nessuna operazione è veramente “incasinata”.

        Raccomandazione 2: per inserire codice nei tuoi messaggi usa i tag per il codice; la via più semplice consiste nel selezionare il tratto di codice e poi di cliccare l’icona che compare nella barra sopra le faccine; ha il disegno di un foglio bianco con i segni < e > in blu sopra; se ci metti il cursore sora, senza cliccare ti appare la legenda Code oppure Codice.

        in risposta a: [RISOLTO] Biber manda in crash TexStudio #107099
        OldClaudio
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          Invece un crash del server di guittex.org ha distrutto il tuo messaggio.
          Puoi riscrivere il tuo quesito, per favore?

          in risposta a: Tesi moderna e XeLaTeX #107096
          OldClaudio
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            illinguista1972″ post=107193
            Se non sbaglio, il modello di Lorenzo è stato rivisto da Claudio e da me tempo fa, ma ricorda che carica lo stile ArsClassica, che va preso così com’è e non andrebbe modificato, pena un […] non indifferente.

            Per cambiare il font ai soli titoli, c’è il pacchetto sectsty.

            Sì l’abbiamo rivisto, ma Lorenzo non l’ha accettato come sostituto di tesi moderna; è nel sito di Lorenzo, ma c’è anche tesi moderna, e, ovviamente, tesi classica. Ho capito che Lorenzo non ama che si costruiscano classi ad hoc, ma preferisce un template dove tutto ciò che non ha a che fare con il documento in sè, è rinviato ad un file .tex contenente tutti i richiami ai pacchetti esistenti e tutte le macro definite per essere usate nel template.
            Ha un senso, certamente, ma, come sai bene, io invece preferisco sempre fare il contrario, cioè definire una classe con tutto quello che serve; in questo ho il controllo completo di quello che voglio fare, e se appoggio la classe su un’altra classe, so bene quello che faccio e voglio che la classe d’appoggio non sia blindata così da poter modificare tutto ciò che voglio.
            Sono due approcci diversi che rendono la vita diversamente facile a chi crea la classe o a chi crea il file .tex con tutto il meccanismo per far funzionare il template, o per l’utente che sceglie l’una o l’altra distribuzione.
            È, come sempre una questione di gusti; io però, senza pretendere di avere ragione, riesco generalmente a gestire out of the box, con la classe creata in modo da essere polivalente, sia pdfLaTeX, sia XeLaTeX, sia LuaLaTeX (vedi per esempio TOPtesi). Recentemente, senza nemmeno conoscerne il linguaggio di base, mi sono affezionato a LuaLaTeX; ci sono circostanze in cui è necessario usare i font OpenType e nello stesso tempo usare microtype; ha qualche spigolo da arrotondare, ma è un gran programma; per la fine dell’anno dovrebbe essere disponibile la versione 1.0 dell’interprete luatex.

            in risposta a: Tesi moderna e XeLaTeX #107094
            OldClaudio
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              Che XeLaTeX usi molto peggio la micritipografia mi pare una frase un po’ forte.
              Xelatex usa solo la protrusione dei caratteri; la protrusione e l’espansione dei caratteri sono del due proprietà fndamantali della microtipografia; XeLaTeX, usando solo la protrusione, produce risultati leggermente inforiori a quelli che si potrebbero ottenere con pdfLaTeX o LuaLaTeX che usan entrambi anche l’espansione.

              Ma se il tuo problema è quello di cambiare i font per i titoli, sono sicuro che fra i font Type 1 distribuiti con TeX ce n’è sicuramente qualcuno che fa al caso tuo; non c’è bisogno di scomodare Xe- o Lua-Latex.

              in risposta a: Impaginare rivista #107090
              OldClaudio
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                Gli atti del Meeting, sono pubblicati sui numeri pari della rivista ArsTeXnica.

                in risposta a: Stupire con effetti speciali e colori ultravivaci #97166
                OldClaudio
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                  Due piccole osservazioni per il paragrafo 3.3.2 (l’unico che ho guardato, per la verità):
                  1) nella pagina 54 alla fine del capoverso dopo la didascalie della figura 28 manca la `a’ alla parola forza.
                  2) in questo stesso paragrafo introduci il concetto di coppia e il concetto di momento di una forza; devi mostrare che i due concetti indicano la stessa cosa, sebbene il secondo abbia una definizione fisico matematica, mentre il primo sembra un concetto geometrico relativo a due forze uguali e opposte con rette di applicazione parallele.

                  Nel mondo reale non c’è un meccanico che usi la parola momento per indicare la coppia; usa sempre la parola coppia. Il concetto momento sarebbe forse più preciso, ma nelle macchine rotanti questa espressione non di usa mai, mai, mai… per un istituto professionale è importante usare spesso, non sempre, ma spesso la parola coppia invece della parola momento. Capisco che questo fa inorridire i fisici, ma lo dico per cognizione ci causa: un mio allievo con maturità professionale, molto volonteroso e con un buon andamento negli esami, sia come progressione, sia come numero di crediti e media dei voti, ha rischiato una bocciatura nel corso di Macchine elettriche, perché non conosceva il significato della parola coppia e che relazione avesse con la parola momento; eppure non aveva perso una lezione, ma sono sicuro che il docente non abbia mai usato la parola momento ma sempre la parola coppia; si.d’accordo, si può anche alzare la mano e chiedere, ma tutti sappiamo la reticenza che gli studenti hanno nel mostrare che non capiscono il significato di una parola o non conoscono o non hanno capito un concetto.

                  3) I Nm sono giusti, ma non si indicano mai con il simbolo non preceduto dal valore numerico; senza valore numerico si usa la parola per disteso; non è una mia invenzione, ma sono le norme ISO-UNI-EN che lo prescrivono e hanno valore prescrittivo per tutte le scienze “sperimentali”, inclusa, quindi, la fisica. Per tua informazione, visto che quelle norme costano carissime, quasi fossero stampate su foglia d’oro, scarica il documento sp811.pdf pubblicato dal NIST, l’istituzione che ha sostituito il National Bureau of Standards; si tratta di un riassunto e di norme interne per l’uso corretto delle indicazioni metriche e non metriche ma relative alle misure; ti assicuro che non ha il valore legale delle norme ISO-UNI-EN, ma è autorevolissimo.

                  Chi ben comincia è già a metà dell’opra…

                  Ciao
                  Claudio

                  in risposta a: Indice colorato #107092
                  OldClaudio
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                    Alle tue domande trovi tutte le risposte nella guida per neofiti L’Arte di scrivere con LaTeX
                    Devi leggere le parti rilevanti con molta attenzione e poi leggere con attenzione la documentazione dei pacchetti che quella guida suggerisce di usare per questo o quello scopo.

                    Non ho capito bene perché dovresti numerare con i la terza pagina; sarebbe un errore tipografico, visto che anche se i numeri di pagina non sono stampati sui fogli, essi contribuiscono alla numerazione lo stesso; quindi se la pagina del titolo e la prima stampata sul recto di un foglio, che nel suo verso contiene delle dichiarazioni, tipo copyright, o simili ed entrambe non riportano la numerazione, la pagina successiva dovrà essere numerata iii, non i.

                    Osservo che se il documento è informale, ciò ha lo stile report, dove ogni sezionamento a livello \chapter comincia indifferentemente su pagine pari (verso del foglio) o dispari (recto del foglio), certamente la pagina del titolo e la pagina “legale” vanno numerate anche se non riportano nessun numero di pagina in calce.
                    Se il documento è più formale e viene composto con una classe del tipo book, la pagina del titolo sarà comunque numerata iii, perché fanno parte della numerazione anche i risguardi, sebbene non riportino nessuna numerazione. Certo non viene numerata la copertina brossurata o cartonata.

                    La guida che ti ho consigliato è liberamente scaricabile, caso mai non l’avessi già fatto, dalla sezione Documentazione di questo sito. Ma, ripeto, non basta averla scaricata, ma bisogna anche averne letto almeno i primi capitoli e quei capitoli che trattano degli argomenti che ci hai sottoposto. Non voglio sembrare troppo supponente, raccomandanti che leggere dovrebbe anche implicare capire; ahimè, capita anche a me, talvolta si legge distrattamente e sfuggono informazioni importanti, per cui non capisco quello che ho letto.

                    in risposta a: Impaginare rivista #107088
                    OldClaudio
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                      L’impaginazione di Free Software è stata curata da Gianluca pignalberi, quindi puoi trovare ben di più che un semplice numero vecchi della rivista: ti basta leggere che Gianluca ha scritto per ArsTeXnica un 7 o 8 anni fa, (ma guarda anche numeri più vecchi e più recenti); li puoi trovare nella sezione di ArsTeXnica di questo forum e sono tutti scaricabili da chiunque tutti i numeri che siano stati pubblicati almeno un anno prima.

                      In ogni caso non è semplice; anche ArsTeXnica viene creato con LaTeX; nella sezione anzidetta c’è anche un kit per gli autori, che puoi scaricare tranquillamente e vedere che cosa contiene; solo che il kit per gli autori ocnsente di scrivere singoli articoli; la redazione usa poi un software più complesso per assemblare gli articoli nel fascicolo da stampare o da mettere in rete.

                      Forse né l’articolo di Gianluca, né il kit per gli autori fanno direttamente al caso tuo, ma ci puoi trovare un mucchio di buone idee.

                      OldClaudio
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                        zippo” post=107165Grazie, ma le cose che mi dice le conosco. Probabilmente mi sfugge qualcosa. Non so se sto sbagliando io oppure è la classe a non permettere di fare ciò che vorrei io.

                        Certamente compi qualche errore, perché questo esempio minimo compilabile funziona benissimo.`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                        % !TEX TS-program = pdflatex

                        \documentclass[12pt,times,twocolumn]{elsarticle}

                        \usepackage[utf8]{inputenc}
                        \usepackage[T1]{fontenc}

                        \usepackage{kantlipsum}

                        \begin{document}

                        \kant[1]

                        \begin{figure*}
                        \unitlength0.01\linewidth
                        \begin{picture}(100,20)
                        \put(0,0){\framebox(100,20){}}
                        \end{picture}
                        \end{figure*}

                        \kant[2-5]

                        \begin{figure}[htb]
                        \unitlength0.01\linewidth
                        \begin{picture}(100,20)
                        \put(0,0){\framebox(100,20){}}
                        \end{picture}
                        \end{figure}

                        \kant[6-8]

                        \end{document}`

                        OldClaudio
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                          zippo” post=107165Grazie, ma le cose che mi dice le conosco. Probabilmente mi sfugge qualcosa. Non so se sto sbagliando io oppure è la classe a non permettere di fare ciò che vorrei io.

                          Certamante compi qualche errore, perché questo esempio minimo compilabile funziona benissimo:`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                          % !TEX TS-program = pdflatex

                          \documentclass[12pt,times,twocolumn]{article}

                          \usepackage[utf8]{inputenc}
                          \usepackage[T1]{fontenc}

                          \usepackage{kantlipsum}

                          \begin{document}

                          \kant[1]

                          \begin{figure*}
                          \unitlength0.01\linewidth
                          \begin{picture}(100,20)
                          \put(0,0){\framebox(100,20){}}
                          \end{picture}
                          \end{figure*}

                          \kant[2-5]

                          \begin{figure}[htb]
                          \unitlength0.01\linewidth
                          \begin{picture}(100,20)
                          \put(0,0){\framebox(100,20){}}
                          \end{picture}
                          \end{figure}

                          \kant[6-8]

                          \end{document}`

                          in risposta a: Formattazione Tabella piccolo problema #107055
                          OldClaudio
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                            Suppongo che tu possa dare i soliti comandi e usare le solite dichiarazioni; il \normalfont serve dentro quella scatola perché senza di esso il contenuto della cella della tabella esce composto in sans serif medio diritto. non in sans serif inclinato nero; e infatti esce in corsivo (con grazie) nero.

                            Per il resto se i comandi normali non funzionano con il sans serif, non saprei che cosa dirti perché il pacchetto structure.tex/sty non è costruito secondo le regole che si usano per i pacchetti di CTAN e di TeXLive, è privo di documentazione e per capire che cosa fa bisogna leggere e capire riga per riga tutto il suo codice; onestamente per me sarebbe una perdita di tempo; non un tempo ben speso per trovare una soluzione a chi chiede supporto nel forum.
                            Mi dirai: ma io sto appunto chiedendo aiuto sul forum; è vero ma stai chiedendo aiuto per risolvere problemi creati dall’uso di un pacchetto non standard, non commentato nel modo standard, e, per quel poco che ho visto, raffazzonato.

                            OldClaudio
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                              Naturalmente hai letto la documentazione di elsarticl; per averla a portata di mano (sono solo 5 pagine) puoi sempre dare il comando da terminale texdoc elsrticl e ce l’hai a portata di muse durante tutto il lavoro di composizione del tuo articolo.

                              Quella classe si basa sulla classe article e accetta tutti i comandi della classe originale, e può lavorare con tutti i pacchetti che puoi usare con article. In particolare il pacchetto graphicx e il suo comando \includegraphics. Ma…

                              Ma le figure in un testo a due colonne (suppongo che tu abbia usato le opzioni 3p insieme a twocolumn, oppure l’opzione 5p) e con questo tipo di composizione defi far flottare le figure, le tabelle, e ogni altro oggetto flottante o nella singola colonna o in testa alla pagina; ma i comandi/ambienti da usare sono i soliti ambiente figure per far flottare in colonna, o figure* per far flottare in testa alla pagina o per mettere una figura a piena pagina. Vale lo stesso per le tabelle e gli altri oggetti flottanti
                              Ovviamente quando fai flottare le figure, le tabelle, e compagni, devi usare le didascalie con il comando \captio e devi attivare la corss reference mediante i comandi \label, \ref, \pageref, o i comandi che ti mette a disposizione il pacchetto varioref.

                              Sono tutte cose spiegate ne L’Arte di scrivere con LaTeX, nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato disponibili liberamente dalla sezione Documentazione di questo forum; non dico che sia necessario conoscere queste guide a memoria, ma credo che sarebbe molto utile averle consultate con attenzione e continuare a consultarle via via che si incontrano le varie difficoltà, come questa che hai sottoposto al forum.

                              PS: probabilmente la classe elsarticl è un’ottima classe, ma è un po’ datata: dice che pdfLaTeX non può importare figure in formato .eps, ma pdfLaTeX può farlo almeno dal 2010.

                              in risposta a: Formattazione Tabella piccolo problema #107053
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Simone, scusami, nel precedente messaggio avevo scritto “(vedi sotto)”, poi mi onso dimenticato di inserire quello che volevo scrivere.
                                \mbox, \makebox, \fbox, \framebox, \sbox, \savebox, sono vari comandi del linguaggio LaTeX con i quali si realizzano i soliti giochi di prestigio che si possono fare con LaTeX. Non dico che quello che ho usato io per il tuo problema sia un gioco di prestigio particolarmente eclatante; è una cosina semplice semplice alla portata di tutti…
                                Tutti? sì e no; tutti quelli che conoscono il linguaggio LaTeX come l’ha definito il papà di LaTeX, il proprietario di quel prefisso “La” davanti a TeX: Leslie Lamport.
                                Lamport ha scritto un manuale che non si trova completo in italiano, ed è relativamente complicato farlo arrivare dagli USA (a meno che non ci si rivolga a quei siti di vendite online che se superi una cifra modesta non ti fanno pagare nemmeno i costi di spedizione); Io ho tradotto e messo a disposizione degli utenti di questo forum la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato dove si trova in italiano l’intera Appendice C del manuale di Lamport, tradotto nella stessa sequenza del manuale originale, ma integrato con moltissimi commenti ed esempi d’uso. La guida Tematica è liberamante scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito.

                                Non è una di quelle cose che uno si mette sul comodino e si legge a letto prima di addormentarsi, ma è una cosa da leggere a video, cercando di volta in volta le informazioni che servono sia mediante il dettagliatissimo indice generale, sia per un indice analitico dove forse manca qualcosa, ma per ora non ho trovato che cosa. Io usao LATeX da 30 anni, ma non ricordo tutto a memoria, sia per la mia età, sia perché ci sarebbe troppo da ricordare; ma quando uso LaTeX sul mio schermo c’è sempre una finestra accessibile per leggere, ripassare, correggermi cose che non ho chiare in mente. A me serve molto, ma penso che anche una persona agli inizi nella lunga strada di uso di LaTeX ne potrebbe trarre vantaggio.
                                Prova a scaricarla e a sfogliarla rapidamente; vedrai che contiene moltissime informazioni utilissime.

                                in risposta a: Formattazione Tabella piccolo problema #107050
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Vediamo se quello che ti mando incontra i tuoi gusti.

                                  Vedi un altro motivo per il quale non ricevevi risposta, e io forse avrei fatto bene a non impegnarmi, nasce dal fatto che stai usando qualcosa che non fa parte di TeXLive e non si trova negli archivi internazionali.
                                  In qualche modo sono riuscito a scaricare il template cv_11.zip, ma poi ho anche dovuto metterci le mani dentro.
                                  Vabbe’

                                  Quando si chiede un file che rappresenti un esempio minimo compilabile, si intende che chi vuole darti una mano non deve fare altro che aprire un file zip allegato che contenga tutto il minimo necessario per replicare il problema; “tutto” non vuol dire l’intero curriculum ma vuol dire compresi i file .sty personali e comunque file che non appartengono alla distribuzione di qualunque sistema TeX.

                                  Ora, dopo la tiratina d’orecchie, non ho aperto il file structure.tex (sì perché per chiamarlo con \usepackage bisogna cambiargli estensione in .sty), quindi non sono andato a vedere che font esso usi come font senza grazie; certo è che i tuoi ocmandi annidati \textit{\textbf{…}} non funzionavano; non per colpa tua, ma per colpa dei font strani senza grazie che structure.tex/sty invoca. Mettendoci un \normalfont prima si torna ad un font con grazie ma almeno ottieni il corsivo nero come volevi.
                                  Nota ancora che per far rientrare quei “titoli” in corsivo nero, ho dovuto aggiungere una colonna prima delle due che avevi specificato tu; in compenso con il trucchetto banale (vedi sotto) della \makebox, non c’è nessun bisogno di usare \multicolumn. Allo stesso tempo, ora tu hai un parametro in più, quella dimensione di 2em, che puoi cambiare a tuo piacimento, aumentandola un pochino, o diminuendola di un pelo.

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