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Attento: una pagina senza numero non è una pagina non numerata. Mi spiego; anche se il frontespizio non riporta il numero della pagina né in testa né al piede, essa è comunque una pagina numerata col numero 1, perché quella successiva di suo avrebbe il numero 2, se non si dicesse al motore di composizione di non scrivere quel 2;; ma poi la pagina ancora successiva e di suo porta in numero 3, e via di questo passo.Quindi “non numerata” e “senza numero” non sono sinonimi.
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Benvenuto nel forumSpezza in quattro tabelle distinte, ognuna contenete solo un titolo, tipo PIANIFICAZIONE, ESECUZIONE, CONTROLLO.
Ognuna di queste tabelle avrà due solo colonne, quella di sinistra con la sola indicazione della FASE e dell’ATTIVITÀ; nella seocnda colonna quello che hai messo tu stesso, ma ATTENZIONE
Non ripetere il grossissimo errore di scrive del testo in modo matematico; se hai fatto attenzione; non ci sono psazi fra le parole e non ci sono né crenature fra i caratteri e meno che mai legature, come per esempio è macroscopico vedere fra le coppie di f.Come pianificatore devi prendere l’abitudine di immaginare in anticipo quello che vuoi fare; è evidente che con righe così lunghe, che non vanno a capo dentro ciascuna riga della tabella, non puoi stare nella pagina nemmeno se usassi il pacchetto lscape per girare la tabella di 90°.
Pianificando in anticipo, io avrei preferito fare una doppia lista di tipo description, eventualmente con l’ultimo livello formato da una elencazione semplice (o lista puntata); ma ovviamente si tratta di gusti personali; se vuoi procedere a tabelle, spezzale in tante tabelle quanto basta.
Un ultima raccomandazione: quando alleghi esempi, ricordati di fornire esempi minimi compilabili; nel tuo caso specifico, un file completo evidentemente della tua tabella, ma messa dentro un ambiente document e il tutto preceduto dal preambolo minimo indispensabile per riprodurre la tua tabella. In generale un EMC (Esempio Minimo Compilabile) è costituito dal un codice che comincia con \documentclass e finisce con \end{document} e che contiene il minimo indispensabile per riprodurre il problema sul quale si chiede aiuto.
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Maurizio, quello che ci comunichi mi fa piacere, ma se nei file log continui a vedere TeXLive/Debain, la tua installazione TeXLive 2016 non è andata a buon fine e avrai continuamente di problemi per installare altri pacchetti. La TeXLive ufficiale installata come dice il documento di Enrico Gregorio è completa, e non c’è mai bisogno di installare altri pacchetti, e durante il suo anno di vita può essere continuamente aggiornata e tenuta up to date anche giornalmente; La TeXLive/Debian non ha questa possibilità.
Non ti arrendere, anche se ora sembri operativo, e se sei sicuro di avere la versione ufficiale quando compili i file gabc, fai in modo di caricare tutti i package che non hai caricato sperando di far bene a risparmiare spazio su disco; a meno che tu non abbia un calcolatore di interesse storico, con i dischi di oggi non ci sono problemi ad installare un paio di giga in più anche se in questo momento ti sembra di non averne bisogno.
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TeX the system accetterebbe i nomi dei file con spazi se li richiudessi fra doppie virgolette diritte; molto più semplice è quello di evitare accuratamente gli spazi nei nomi dei file, nei nomi delle cartelle, nei nomi in generale; se ti sembra che le cose senza spazi siano difficili da leggere, usa il trattino (per esempio: Il-mio-bel-file) e/o usa le maiuscole (per esempio: Il-Mio-Bel-File).
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Appunto: se manca /opt/texbin: non puoi vedere la versione 2016, e nemmeno la 2015 installata da CTAN, ma vedi solo la versione Debian; ripeti quello che la guida dice al punto 7 e non desistere finché non vedi che il $PATH contiene anche /opt/texbin:
Ricordati di specificare il privilegi di superuser o di root, per modificare quello che riguarda il tuo path.
15 Giugno 2016 alle 18:38 in risposta a: Problema bibliografia con “Articolo Moderno” Lorenzo Pantier #106368::
Il file nell’argomento di filecontents, non serve epr dire a biber che deve usare quel file per estrarre i riferimenti bibliografici. Cerca di essere cosciente di quello che fai; io do per scontato che quando uno si trova davanti ad un comando che non conosce si documenti; e la documentazione del latex originale è contenuta in italiano nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato”. Così come nella documentazione di biblate è descritto a che cosa serve il comando \addbibresource.
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Ecco da dove nascono i tuoi problemi’ usi TeXLive/Debian 2015.
Penso che avrai letto molte volte qui sul forum il consiglio agli utenti di Linux, e di Ubuntu in particolare, di instalalre a fianco della versione TeXLive/Debian, che hai già installato, la versione ufficiale di TeXLive, secondo quanto indicato nel documento Texlive-ubuntu.pdf; forse c’è un link qui nella sezione documentazione, se il mio ricordo è confuso e sbagliato, cercalo in rete con qualunque motore di ricerca. INstallato con questo metodo TeXLive 2016 ufficiale, hai già GregorioTeX incluso nell’installazione e funzionante quasi alla perfezione’ “quasi” perché se fai il solletico toroppo pesante a lualatex, questo potrebbe darti delle noie, ma per il resto io ed altri usiamo correntmente il GregorioTeX che viene con TeXLive 2016 e con la sua (di TexLive) versione 0.95 di lualatex.
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Tutti gli errori che mostri si riferiscono al fatto che la macro \ifempty{…} non è definita; mi pare strano, ma aggiungi nel tuo preambolo il codice seguente`\newcommand*\ifempty[1]{\def\@temoA{#1}\ifx\@tempA\empty\expandafter\@firstoftwo\else
\expandafter\@secondoftwo\fi}`e almeno quell’errore svanisce.Che cosa vuoi dire che hai problemi con il greco? Certo se hai titoli o nomi di autori in greco, pdflatex non ce la fa senza un aiutino, ma se compili con xelatex e scegli polizze di font che contengano il greco (io ti suggerirei i font OpenType CMU, ma puoi sceglierne altri) non dovresti avere problemi; devi solo specificare la lingua da usare nel daabase bibliografico oppure defi racchiuedere le parti che ti interessa scirver ein greco come argomento di \foreignlanguage{greek}{testo immesso direttamente in greco} oppure dell’ambiente greek che racchiuderà la parte scritta direttamente in greco e la comporrà in greco. Con xelatex non devi definire nulla, tutto quel che ti serve è già presente; naturalmente devi specificare d voler usare fra le lingue anche il greco, altrimenti come fa xelatex a dividerti in sillabe correttamente il tuo testo greco qualora lo dovesse fare?
Tutto ciò si può fare anche con pdflatex, ma devi definirti diverse macro, se non altro perché i font che pdflatex può usare non possono contenere ANCHE il greco, ma per scrivere in greco devi usare font diversi da quelli che usi per le lingue che si scrivono con i caratteri latini. Secondo me non vale la pena fare tanti sforzi, specialmente se hai poca pratica di LaTeX. Abbastanza nuova, ora fra le guide di questo forum c’è anche L’Arte di scrivere in diverse lingue con (Xe)LaTeX; vi si parla diffusamente di come comporre in greco.
13 Giugno 2016 alle 20:22 in risposta a: Problema bibliografia con “Articolo Moderno” Lorenzo Pantier #106363::
Non puoi avere l’immagine esattamente in quel punto, e nemmeno una tabella, a meno che non siano molto piccole; in tipografia le immagini devono stare dove c’è abbastanza posto per metterle, e come diciamo sempre “LaTeX non è Word”, che senza i nomi commerciali diventa “un programma di composizione tipografica non è un word processor”.Se le figure non sono tanto grandi, carichi il pacchetto caption che definisce il comando \captionof{figura o tabella}{Didascalia}, poi invece di usare gli ambienti figure e table, usi l’ambiente center; dove includi la figura con \includegraphics, e sotto, ma sempre dentro l’ambiente, ci metti la didascalia con \captionof.
In questo modo la figura (o la tabella) non è più mobile (oggetto flottante, floating body), e resta lì dove l’hai specificata; dopo compilazione ti rendi conto del perché la cosa possa funzionare con figure o tabelle piccole; vedrai infatti comparire degli enormi spazi bianchi fra i capoversi e insomma raggiungerai la bassa qualità di un word processor.
Il fatto che le figure e le tabelle flottanti abbiano una didascalia numerata, a cui poi fare riferimento per numero mediante i comandi \label e \ref, serve appunto affinché tu possa riferirti nel testo con frasi corrette del tipo “…come si vede nella figura 3.14…” invece che con frasi scorrette del tipo “… come si vede in questa figura…”. Questa quale? quella precedente o quella seguente? precedente o seguente nella stessa pagina, o rinviate ad altra pagina perché in questa non ci stanno?
Quindi usa le frasi corrette e i comandi \label a \ref (e anche \pageref per indicare espressamente la pagina dove si trova la figura) e lascia che LaTeX le metta dove ci stanno. Ricordati di non sprecare spazio lasciando margini bianchi attorno alla figure, ma ritagliale in modo che la figura occupi completamente il rettangolo circoscritto (il bounding box). Metti una didascalia breve, lasciando i dettagli alla descrizione nel testo; non mettere troppo figure rispetto al testo che le accompagna. E via di questo passo.
In ogni caso se usi LaTeX fa in modo che il risultato finale sia riconoscibile come fatto con LaTeX e non composto con un qualsiasi word processor; questi sono fatti essenzialmente per scrivere lettere, e rapporti aziendali o commerciali, la cui bellezza tipografica è l’ultimo dei pensieri di chi redige quei documenti.
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Credi che non ci abbia provato? Inoltre pdfx lo carica da solo; ma i cambiamenti da luatex 0.85 a luatex 0.95 hanno reso quest’ultimo incompatibile con il primo.Per ora ho trovato solo i pacchetti geometry e pdfx che non vanno più per niente con lualatex; ma la’rticolo di Hans Hagen su TB-2016-1, pag. 53 spiega come e qualmente la versione 0.95 sia diventata incompatibile con il passato.
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