OldClaudio

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  • in risposta a: IPE (grafica) sono disperato #106697
    OldClaudio
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      Siccome IPE non rientra fra gli editor che vengono consigliati e nessuno di noi dispone delle stesse macchine, degli stessi sistemi operativi e degli stessi editor, se salta fuori qualche altro utente di IPE che possa darti una mano, bene, altrimenti ti tocca installare un altro ediotr e imparare ad usarlo.
      Fra quelli multipiattaforma che girano su Windows, qui di solito indichiamo TeXworks e TeXstudio; il primo è essenziale, ma fa cose che altri non fanno; il scondo in un certo senso è più tradizionale, perché ha una varietà di barre piene di icone. Fra gli shareware per Windows c’è l’ottimo WinEdt; ora non so che costo abbia raggiunto, perché non ho più una macchina windows, ma quando lo usavo ne ero soddisfattissimo; 10 anni fa costava una quarantina di dollari, ma allora il cambio era più favorevole.

      in risposta a: Errore – Classe toptesi #106642
      OldClaudio
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        OK; allora prova con questo patch, diverso da quello che ti ho mandato tempo fa.`% Subito prima di chiamare hyperref aggiungi quanto segue.
        \makeatletter
        \AtBeginDocument{\@ifpackageloaded{caption}{}{%
        \let\@makecaption\undefined
        \newdimen\captionwidth
        \belowcaptionskip=\abovecaptionskip
        \lnewcommand\@makecaption[2]{%
        \begingroup
        \small \parskip\z@ \parindent\z@
        \finalhyphendemerits 100000\relax
        \linespread{0.95}\selectfont
        \vskip \abovecaptionskip
        \captionwidth=\hsize
        \advance\captionwidth-3em
        \setbox0 \hbox{#1.\quad#2}%
        \ifdim\wd0>\hsize
        \setbox1 \vbox{\hsize=\captionwidth
        \unhbox0\par\global\setbox2\lastbox}%
        \setbox2\hbox{\unhbox2}%
        \ifdim\wd2<0.333333\captionwidth
        \count255=\ht1 \advance\count255 \dp1
        \divide\count255\baselineskip
        \advance\count255\@ne
        \@tempdima=\wd2
        \advance\@tempdima \count255\captionwidth
        \advance\@tempdima 0.5\captionwidth
        \advance \count255\@ne
        \divide \@tempdima \count255
        \captionwidth=\@tempdima
        \setbox0 \vbox{\hsize\captionwidth
        #1.\quad#2}
        \else
        \setbox2\hbox to\captionwidth{\unhbox2 \hfill}%
        \setbox0\vbox{\unvbox1\box2}%
        \fi
        \fi
        \makebox[\hsize]{\box0}%
        \vskip \belowcaptionskip
        \endgroup
        }}}
        \makeatother
        \usepackage[margin=15pt,font=small,labelfont=bf,labelsep=quad]{caption}
        \captionsetup[table]{position=above}`

        in risposta a: Formato PDF/A e pacchetto pdfx #106689
        OldClaudio
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          No, Roberto, il problema è più serio di quel che temevo. Purtroppo lo stato di software libero del sistema TeX fa si che tutti facciano quello che vogliono, senza preoccuparsi se quello che fanno influisce sul lavoro altrui.
          Nella fattispecie Hans Hagen o chi per lui è arrivato alla versione 0.95 di luatex, il motore di lualatex, e questa versione è stata inserita nella distribuzione 2016 di TeX Live. Le modifiche delle primitive di luatex 0.95, rispetto alla precedente versione 9.85, sono notevoli e, a quanto pare, incompatibili con il passato. Hai visto in un altro mio post che cosa ho scritto per curare questi effetti sul pacchetto geometry (ne ho già informato Umeki). Ora sto collaudando pdfx versione 1.5.8 con i miei file precedentemente creabili in modo conforme con PDF/A.
          con pdflatex le modifiche ai file sono molto semplici e anche documentate in pdfx.pdf; tuttavia se non si eseguono il file non compila, e se si eseguono il file compila, ma con errori di undefined control sequence; ne ho già informato il gruppo di lavoro di TUG-PDF/A.
          Ma pdfx versione 1.5.8 è un avanzamento, non c’è dubbio, ma fa ricorso al pacchetto che introduce le estensioni per renderlo compatibile con luatex 0.85, perché forse non erano al corrente delle pesanti modifiche presenti nella versione 0.95 o non ne erano stati informati, o non seguivano l’apposita mailing list (suppongo che ce ne sia una) relativa a luatex. Da noi forse solo Luigi S. era al corrrente, ma non tocca a lui informare gli alri gruppi di lavoro.
          In conclusione, siccome luatex 0.95 è incompatibile con luatex 0.95, il lavoro che deve fare il gruppo TUG=PDF/A per mettere a disposizione una cosa che funzioni davvero è piuttosto imponente.
          Da parte mia potrei aggiornare le guide, ma cercherei di vuotare il mare con un bicchiere: senza disporre di una versione funzionante di pdfx, farei del lavoro inutile; d’altra parte non ho la competenza necessaria per mettere le mani direttamente sul pdfx del gruppo di lavoro. Un’idea di come curare pdfx 1.5.8 per portarlo a una versione 1.6.0 compatibile con luatex 0.95 ce l’avrei, e ne ho già informato il gruppo di lavoro; se son rose fioriranno; per ora abbiamo fatto un passo indietro e temo che ci vorrà non poco tempo per recuperare questo inconveniente. Nessuno ne ha colpa, ma questo è il risultato.

          in risposta a: pacchetto mathsem.sty #106695
          OldClaudio
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            Questo è il link che io ho trovato per il file che indichi: https://rutherglen.science.mq.edu.au/~maths/CICM/mathsem.sty
            se accorci questo indirizzo escludendo l’ultima parte, cioè il nme del file, sei nella pagina madre, dove ci sono alcuni esempi d’uso.
            Tuttavia mathsem si appoggia al pacchetto ufficiale tooltips che è quello che fa davvero il lavoro ed è ben documentato.
            Mathsem.sty oltre a non essere documentato per niente, forse funziona, forse no, forse fa le cose che ti interessano, ma, sebbene Roos Moore sia un grande del mondo di TeX, io non mi fiderei di usare e neanche di testare un file .sty non documentato e fatto a mano, come dice la prima o la seconda riga del file. Non mi fiderei nemmeno di un pacchetto che non è distribuito con TeXLive e non si trova su CTAN. Significa che il suo uso è ristretto all’autore e ai suoi accoliti nel suo dipartimento; la documentazione viene trasmessa a voce, del tipo: “Capo, come si fa a fare questo?”
            A parte gli scherzi, ti suggerirei di leggerti ben bene la documentazione di tooltips, ed eventualmente di scriverti qualche macro che faccia al caso tuo. Per la documentazione di tooltips, apri un terminale o un prompt dei comendi, comunque si chiami con il tuo sistema operativo, scrivici dentro il comando texdoc tooltips ed eseguilo premento il tasto “invio”; ti dovrebbe aprirsi una finestra dove puoi leggere la sua documentazione.

            in risposta a: Unire due capitoli #106674
            OldClaudio
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              Ci sono due aspetti in quello che hai allegato al tuo messaggio (da includere fra i tag code, come sono ora; apri il tuo messaggio originale, clicca su “edit” e vedi come ho fatto).
              1) Il modo di comporre i capitoli singolarmente e collettivamante è descritto sia nella guida per neofiti L’Arte di scrivere con LaTeX sia nella guida un poco più “pesante” Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX entrambi scaricabili dalla sezione Documentazione di questo forum. Se avessi letto almeno la prima, avresti visto come fare, senza preoccuparti di compilare ogni capitolo separatamente ciascuno come un documento a se stante. Riguardati per bene l’una o l’altra di quelle guide e poi riprova. La sostanza è che ogni parte da includere, come ciascun capitolo, deve stare in un file distinto dagli altri e NON deve contenere nessun preambolo e nessun \begin o \end{document}, tenendo presente che la regola generale, valida anche epr uno solo file, è che dopo il primo \end{document} che il compilatore incontra nella sua elaborazione, tutto quello che c’è NON vine neanche preso in considerazione dal compilatore.

              2) il tuo preambolo fa rizzare i capelli in testa; scusa se te lo dico, ma è così. ogni volta che usi il comando \uspeackage per caricare uno o più pacchetti, devi domandarti a che cosa ti servono quel o quei pacchetti. In particolare:
              2a) hai caricato due volte il pacchetto lmodern; hai caricato tre pacchetti per sostituire i font di default: lmodern, per i fon Latin Modern, il pacchetto fourier, per i font Palladio, i kpfont per un’altra collezione ancora; per poi ricaricare di nuovo lmodern. Pensaci e scegline uno senza ricaricare dei dopppioni.
              2b) i font amsfonts non sono da caricare perché ci pensa amssymb a farlo; i font latexsym non sono da caricare se invochi amssymb.
              2c) a cosa ti serve caricare geometry impostando al deometria della pagina, se pou carichi fullpage, che imposta una geometria diversa; inoltre fullpage non dovrebbe mai venire caricata, per nessun motivo, si perché obsoleta, sia perché imposta delle dimensioni che violano qualunque regola tipografica, sia perché il suo uso rappresente uno dei “peccati capitali’ di alcuni utenti del sistema TeX, come elencato in un documento reperibile in ogni distribuzione del sistema TeX.
              2d) a che cosa serve caricare fancyhdr se poi imposti lo stile di pagina plain?
              2e) setspace non dovrebbe essere caricato mai; nemmeno se l’università te lo impone per la composizione della tesi; lo scartamento delle righe tipografiche deve essere legato al particolare disegno dei font e non può essere allargato a piacere (nel caso particolare tu l’aumenti in modo che abbia un aspetto visivo tale da sembrare un aumento del 50%); al massimo nei titoli in tutte maiuscole potrebbe essere ridotto un poco, ma allargato mai.
              2f) per i colori sarebbe meglio caricare il pacchetto xcolor invece di color.
              2g) il pacchetto epsfig non dovresti caricarlo mai; le sue funzioni sono svolte dal pacchetto graphicx; se poi usi una versione moderna della distribuzione del sistema TeX, e se usi figure in formato Encapsulated PostScript (.eps), ci pensa direttamente il compilatore pdflaex a importatele correttamente dopo averle convertite in formato PDF.

              Di ogni pacchetto che carichi devi sapere a cosa serve e tranne fontenc, inputenc e babel, di ogni altro (magari anche di babel) devi leggerne la documentazione; senza andare a cercare tanto in giro, visto che ce l’hai già installata insieme al sistema tex, apri un terminale o un prompt dei comandi, comunque si chiami con il tuo sistema operativo, scrivici dentro il comando texdoc seguito dal nome del pacchetto (per esempio, texdoc amsmath) poi premi il tasto “invio” e leggi la documentazione del pacchetto scelto.

              Ma abbi sempre a portata di mano o di mouse almeno la guida L’Arte di scrivere con LaTeX. Come dice questa guida, “LaTeX non è Word” (che, tolti i nomi commerciali, vuole anche dire che un programma di composizione tipografica non è [solo] un elaboratore di testi); LaTeX è molto più complesso e può fare di tutto molto bene e in modo professionale, ma certamente non è intuitivo come può esserlo un programma fatto per comporre testi burocratici o commerciali, anche se, studiato bene e usato ad altissimo livello, viene usato anche per comporre testi stampabili purché non contengano matematica o strutture testuali complesse.

              in risposta a: Cambiare stile delle entrate nella TOC #106521
              OldClaudio
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                Non e moralmente sbagliato se la licenza lo consente; la licenza LPPL lo consente, ma non so se quella classe sia soggetta alla LPPL.

                in risposta a: Cambiare stile delle entrate nella TOC #106519
                OldClaudio
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                  Questo è il codice della classe book, che compone la riga della voce di un capitolo in grassetto`\newcommand*\l@chapter[2]{%
                  \ifnum \c@tocdepth >\m@ne
                  \addpenalty{-\@highpenalty}%
                  \vskip 1.0em \@plus\p@
                  \setlength\@tempdima{1.5em}%
                  \begingroup
                  \parindent \z@ \rightskip \@pnumwidth
                  \parfillskip -\@pnumwidth
                  \leavevmode \bfseries
                  \advance\leftskip\@tempdima
                  \hskip -\leftskip
                  #1\nobreak\hfil \nobreak\hb@xt@\@pnumwidth{\hss #2}\par
                  \penalty\@highpenalty
                  \endgroup
                  \fi}`Puoi sostituire \hfil con \dotsfill se vuoi, ma i punti per trovare il seguito di una riga in grassetto, il numero della pagina ugualmente scitto in grassetto, non servono; l’allineamento è garantito anche senza puntini.
                  Ovviamante deci usare \renewcommand al posto di \newcommand, e devi includere questo codice dentro un file .sty personale insieme alle altre tue macro che ti sei definito epr tua comodità; oppure devi metterlo nel preambolo preceduto da \makeatletter

                  in risposta a: Cambiare stile delle entrate nella TOC #106518
                  OldClaudio
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                    Questo è il codice della classe book, che compone la riga della voce di un capitolo in grassetto`\newcommand*\l@chapter[2]{%
                    \ifnum \c@tocdepth >\m@ne
                    \addpenalty{-\@highpenalty}%
                    \vskip 1.0em \@plus\p@
                    \setlength\@tempdima{1.5em}%
                    \begingroup
                    \parindent \z@ \rightskip \@pnumwidth
                    \parfillskip -\@pnumwidth
                    \leavevmode \bfseries
                    \advance\leftskip\@tempdima
                    \hskip -\leftskip
                    #1\nobreak\hfil \nobreak\hb@xt@\@pnumwidth{\hss #2}\par
                    \penalty\@highpenalty
                    \endgroup
                    \fi}`Puoi sostituire \hfil con \dotsfill se vuoi, ma i punti per trovare il seguito di una riga in grassetto, il numero della pagina ugualmente scitto in grassetto, non servono; l’allineamento è garantito anche senza puntini.

                    in risposta a: Texlive 2016 #106568
                    OldClaudio
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                      Avete notato che apparentemente se componete con LuaLaTeX (versione del 2016), non riconosce più le primitive \pdfpagewidth e \pdfpageheight per cui compone sempre soltanto su “carta” in formato americano letter?
                      Impossibile usare geometry con dimensioni della carta diverse da letter (prima del 2016 non c’erano problemi); la maggior parte dei testi composti da noi su “carta” A4, diventano impossibili.

                      Personalmente non ho ancora trovato il modo di impostare il formato della “carta” con LuaLaTeX; sto mandando un bug report, ma temo che avrà poco seguito.

                      [EDIT]

                      Ho trovato; LuaTeX sta evolvendo troppo rapidamente rispetto alle informazioni che i curatori divulgano; hanno deciso di cambiare un certo numero di comandi nativi del compilatore pdftex che cominciano tutti con \pdfqualcosa, trasformandoli in \qualcosa come comandi nativi di LuaTeX. Questo crea una certa incompatibilità. Cercherò di informarne il curatore di geometry, se non altro perché crei delle equivalenze valide solo per luatex. Per ora si può rattoppare la situazione in questo modo:`\usepackage[a4paper]{geometry}% Imposta la carta
                      \pagewidth=210mm \pageheight=297mm
                      \geometry{altre opzioni}`Volendo si può anche aggiungere`\let\pdfpagewidth\pagewidth \let\pdfpageheight\pageheight`Naturalmente bisogna fare cose analoghe epr altri formati di carta e anche quando si specificano le dimensioni “custom” con l’opzione papersize;`\geometry{papersize={100mm,200mm}
                      \pagewidth=100mm \pageheigth=200mm`

                      in risposta a: Errore – Classe toptesi #106640
                      OldClaudio
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                        Sì, ma è anche normale che il patch che ti ho mandato eviti le incompatibilità evitando di crearle; il patch verifica alla fine del preambolo se caption è stato caricato: se lo è, non rideifnisce il comando per comporre le didascalie, quindi toglie ogni incompatibilità.

                        in risposta a: Errori compilazione TeXLive2016 #106591
                        OldClaudio
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                          Non c’è niente di cui chiedere scusa.
                          Ma ti posso domandare: hai già finito di comporre il tuo documento e ti manca solo la bibliografia? se la risposta è si, allora rivolgiti ad un altro stile bibliografico diverso da philosophyphy-modern; se no, continua a comporre il tuo documento e a completare il database bibliografico.

                          Poi: il file di stile philosophy-modern nella sua documentazione o in una sua specie di preambolo formato da linee di commento contente il nome e l’indirizzo e-mail del curatore; hai già scritto al curatore segnalandogli il baco? Questo feedback è importantissimo per i curatori; siccome tu non hai commesso nessun errore nel comporre il file .bib, e siccome l’errore si manifesta durante al lettura del file philosophy-modern.sty, è chiaro che è compito del curatore correggere il file; magari ci sta già lavorando sopra, ma non trova il bandolo della matassa e non sa come correggere il baco che si manifesta evidentemente per l’aggiornamento dei codici. Magari la sorpresa del baco gli è caduta tra capo e collo non perché l’errore l’abbia fatto lui, ma perché gli hanno cambiato le carte in tavola.

                          Io non sono capace di mettere le mani dentro biblatex e dentro i suoi file di stile bibliografico; altri frequentatori del forum ne sono capaci, forse; ma la cosa importante è che loro sappiano che esiste il problema. Se mi trovassi nei tuo panni cercherei di vedere se si riesce ad ottenere un risultato simile a quello producibile con philosophy-modern con un altro stile bibliografico.

                          in risposta a: gestire voci indice analitico #106664
                          OldClaudio
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                            A parte il fatto che indicizzare tutte le parole sarebbe il miglior metodo per rendere inutilizzabile un indice analitico, come farebbe il programma di composizione a distinguere le parole da indicizzare da quelle da non indicizzare se non marchi in qualche modo quelle da indicizzare? Un indice analitico deve avere riferimenti solo alle istanze delle parole o delle locuzioni delle quali si dice qualcosa di interessante; chessò, la definizione, l’uso, la presenza in certe citazioni, il nome della persona che ha inventato la locuzione; Il TeXbook e il LaTeX Handbook sono due esempi di indici analitici dove queste istanze sono distinte con uno stile diverso per comporne il numero della pagina; questo non impedisce che una determinata parola o una determinata locuzione non possa avere anche una o due dozzine di pagine citate, ma la cosa deve essere eccezionale. Normalmente ogni voce indicizzata ha un solo numero di pagina, raramente più d’uno, eccezionalmente più di cinque.

                            Poi come fai a distinguere i plurali dai singolari, se le parole da indicizzare ammettono due forme diverse? Oppure per parole con le caratteristiche di aggettivi, a seconda della lingua, come fai a disitnguere i singolari e plurali dei maschili, femminili e neutri?

                            Non sto scherzando anche se questi esempi potrebbero sembrare ironia gratuita. Se ci pensi bene una visione come quella che ti ho proposto per scherzo sembra pura follia. Pensa poi all’italiano: ogni verbo ha almeno una sessantina di forme verbali (per persona, numero, tempo, modo, genere, eccetera) diverse…

                            Se invece il tuo scopo è quello di elencare le parole presenti in un documento, calcolandone il numero e le frequenze, il discorso è diverso, e viene molto meglio se NON lo fai con LaTeX, o al massimo se usi LaTeX solo per comporre le tabelle alfabetiche delle parole con le rispettive frequenze. Uno script in qualche linguaggio di scripting, come java, Lua, Python, e simili potrebbe fare quel lavoro molto bene senza preoccuparsi di comporre nulla, ma producendo solo dei file testuali da importare in LaTeX per essere messi in bella copia.

                            in risposta a: Errore – Classe toptesi #106638
                            OldClaudio
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                              Chiaramente no! Il patch che non hai implementato risolve quel problema; cerca di leggere i comandi che ci sono nel patch e domandati a che cosa possono servire; non li capirai tutti, ance alcuni sono in inglese un filino criptico, ma non così misteriosi; per esempio che cosa vorrà mai dire [tt]\belowcaptionskip[/tt]? E di conseguenza che cosa vorrà mai dire [tt]\belowcaptionskip=\abovecaptionskip[/tt]?

                              in risposta a: Errori compilazione TeXLive2016 #106589
                              OldClaudio
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                                Come ti ha detto @Elrond 5 giorni fa, l’errore non è di LaTeX, ma del pacchetto philosophy-modern.
                                È quello che non funziona; non è LaTeX che non funziona.

                                in risposta a: Errore – Classe toptesi #106636
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  1) Be’, ora che hai preso dimestichezza con i comandi interni ti TOPtesi, non è più necessario andare in rete per trovare una soluzione ad un problema che in fin dei conti è banale; capisco che prima di cimentarsi con i codici inteni di un file .cls o .sty, tremano le vene e i polsi, ma ora sia come fare. Ricordati soltanto di non modificare i file ufficilai ma di introdurre le mdofice solo in ridefinizioni che scrivi nel tuo preambolo, o in un tuo file .sty personale.
                                  2) In un certo senso hai fatto nebe, ma non avresti dovuto mettere le mani nel file originale; il peccatuccio che hai commesso in questo caso è molto veniale, ma il divieto nasce dal fatto che gli autori originali non riescono più a dare una mano in caso di difficoltatà, perché chi ha richiesto aiuto sta lavorando con una versione modificata dei loro file. D’altra parte la licenza LPPL consente di fare quasi tutto, tranne quello di modificare i file originali senza modificare il loro nome …
                                  3) Nessun risentimento; In un primo momento mi sono girate le cosiddette, perché avevo equivocato il tuo messaggio; poi ci ho ripensato sopra a “bocce” ferme, e non mi è parsa una cosa terribile apportare una piccola modifica a TOPtesi che consentisse una maggiore personalizzazione di alcuni aspetti. Poi il gusto tipografico di ciascuno la farà da giudice; personalmente penso che le raccomandazioni di Robert Bringhurst, contenute nel citatissimo The Elements of Typographic Style, siano molto ragionevoli; esse prediligono i font di tonalità media e secondo Bringhurst i font medi tondo, corsivo e maiuscoletto sono più che sufficienti per qualunque pubblicazione. Forse è un po’ rigida questa raccomandazione, tant’è che io continuo spesso ad usare il neretto, ma cerco di riservarlo solo a cose molto importanti, quali i titoli delle sezioni dei livelli più alti; uso spesso il maiuscoletto, più spesso di quanto facciano altri, ma non così spesso come raccomanderebbe Bringhurst.
                                  In ogni caso al prossimo aggiornamento di TeXLive, spero che possa esserci una versione aggiornata di TOPtesi che consenta, senza obbligare, a personalizzare le didascalie, e magari qualche altro aspetto.
                                  4) Ho scaricato quelle informazioni; vedo se sono le stesse che ho già trovato o se sono solo una piccola variazione di quanto ho già trovato io.
                                  Grazie del link.

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