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Bevenuta nel Forum.Il \footnoterule è descritto come si deve nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato liberamente scaricabile dalla sezione Documentazione di questo forum nella parte dedicata alle guide tematiche.
Siccome non è una cosa banale, bisogna che ti leggi lo “spiegone” in quella guida. Non spaventarti, si tratta di mezza paginetta, ma devi capire esattamente che cosa devi definire e come.
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No, non è sufficiente, o meglio, lo diventa se esegui tutta la procedura; il motivo è questo:1) la prima compilazione con pdflatex prende atto delle citazioni che ci sono nel testo sorgente della tesi il cui file unico o principale si chiama, per esempio, LaMiaTesi.tex e le regista nel file ausiliario LaMiaTeX.aux
2) la seconda compilazione si esegue con bibtex o con biber; Se usi il pacchetto biblatex dovrsti usare biber, ma se fra le opzioni di chiamata del pacchetto biblatex inserisci anche l’opzione backend=bibtex, allora poi usare anche bibtex, sia pure con prestazioni ridotte rispetto a quelle che potresti ottenere con biber. Supponiamo che tu abbia il tuo Texmaker configurato solo per usare bibtex e che, quindi, tuo abbia usato l’opzione backend-bibtex. La spiegazione di questo punto non ripende dal fatto che tu usi bibtex o biber, ma i risultti possono essere marginalmente diversi, tranne che se usi bibtex senza avere specificato backend=bibtex, puoi avere un errore tale da non ottenere la bibliografia per niente. Incidentalmente, mi viene in mente che NON devi specificare la bibliografia con \bibliography{LaMiaBibliografia} ma devi specificare \addbibresoucer{LaMiaBibliografia.bib} includendo anche l’estensione. Ricapitoliamo: supposto che compilando con bibtex o con biber le cose siano state impostate correttamente, ilprogramma bibtex o biber legge il file LaMiaTeX.aux ed estrae dalla bibliografia soli i riferimenti citati come appare nel file aux e produce un file LAMiaTesi.bbl che contiene il sorgente della bibliogrfia in linguaggio LaTeX.
3) Questa compilazione con pdflatex quando arriva al comando \printbibliography (c’è questo comando nella tua tesi?) legge il file LaMiaTesi.bbl e compone la bibliografia e ne far questo dà un significato alle chiavi di citazione scrivendono il significato nel nuovo file LaMiaTesi.aux.
4) Finalmente in questa compilazione pdflatex legge il fil .aux prodotto nel passo precedente e sa che singificato hanno le chiavi di citazione in modo che i comandi \cite, presenti fin dall’inizio nel file LaMiaTesi.tex, sanno che cosa debbono fare e prodicono il richiamo corretto ai riferimenti corretti.Se questi richiami non sono un semplice numerino, ma sono per esempio de tipo Autore-anno, questi occupano abbastanza spazio nella riga, quindi anche il testo circostante cambia aspetto, magari i capoversi che contengono citazioni si allungano di una o più righe, i tagli delle pagone cambiano e quindi vanno a ramengo tutti i riferimenti incrociati; meglio controllare che il file LaMiaTesi.log non contenga verso la fine l’avvertimento che alcuni riferimenti incrociati potrebbero essere cambiati se ci fosse questo Warning, allora è prudente compilare con pdflatex ancora una volta.
Lunga spiegazione? Sei riuscita a non perdere il filo? Ricordati che è sempre meglio capire come funzionano le cose; che tu studi bioingegneria (valvole cardiache…?) o che studi medicina (cardiologia…?), è sempre meglio rendersi conto di che cosa le macchine fanno per noi, non solo per comporre la tesi, ma in generale. Lo sforzo che si fa per capire non è mai uno sforzo inutile.
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No, non devi usare latex, ma pdfltex. Pdflatex legge le immagini png regolarmente da almeno 20 anni. Il formato png va benissimo.La sequenza per la bibliografia è
pdflatex
biber (se usi il pacchetto biblatex o bibtex se, pur usando bilatex, specifichi l’opzione backend=bibtex)
pdflatex
pdflatexRipeto; l’errore che ottieni con il messaggio che hai riportato nasce dal fatto che pdflatex non trova valvolecardiache.png; ti ho spiegato che forse il file c’è ma non nella cartella giust, oppure il file valvolecardiache.png non c’è ma c’è per esempio valvolecardiache.bmp perché t sei scordata di salvarlo in fomato png.
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La semplice soluzione è quella di non mettere i nomi del candidato e dei relatori noel piedino, cioè di non metterli per niente; Ne ho viste molte di tesi dopo 50 anni di permanenza all’università e non ho mai visto una tesi che portasse quei nomi in tutte le pagine.
Come ex docente non riapparvero una decisione del genere se un mio laureando mi avesse mostrato una bozza della tesi con una cosa del genere. Al massimo avrei potuto accettare il nome del laureando/autore, visto che la tesi è dello studente e non del relatore, meno che mai del co-relatore.
Ma se questa è una imposizione del tuo ateneo, a parte indirizzare “profanites” nei confronti di chi ha stilato prescrizioni del genere, puoi risolvere leggendo con attenzione la documentazione di fancyhdr.
Una soluzione artigianale ma funzionante sarebbe quella di definire una cosa del genere:
`\fancyfoot[R]{\parbox[t]{0.4\textwidth}{\raggedleft\itshape Prof. nome relatore\newline Prof. nome correlatore}}
`
Il nome del co-relatore ti viene scritto nella riga sotto a quella del relatore. Aggiusta il valore di 0.4, ma occhio e croce non dovresti superare il valore di 0.45 o 0.46.
Il risultato è evidentemente brutto, ma almeno il numero della pagina non viene ricoperto da quei nomi.Ricorda: se puoi fare a meno di tutti quei nomi nel piedino, fanne a meno!
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Consigli/commenti non richiesti; se stai usando il preambolo ottenuto da un compagno di studi, cerca di eliminare tutti i pacchetti che non ti servono; non usare le opzioni oneside e openright assieme perché sono in un certo senso in contraddizione.
Non usare setspace e \onhalfspacing perché è cattiva tipografia. Hai commentato la riga \usepackage[latin1]{inputenc} il che va bene se sostituisci l’opzione latin1 con qualcos’altro da scegliere fra utf8 e utf8 ( 😉 ) altrimenti non puoi scrivere in italiano usando le lettere accentate della tua tastiera; nello stesso tempo devi specificare per i font di uscita l’opzione T1, con \usepackage[T1]{fontenc}; Dopo di che devi specificare dei font con codifica T1 e che siano vettoriali; quelli di default sono i CM-super ma per vari motivi ti consigliere i Latin Modern, chiamando il pacchetto specifico con \usepackage{lmodern}.
è sicuro che epsfig, se usi una installazione del sistema TeX moderno, sia esso TeXLive (consigliato) sia esso MiKTeX, non è più necessario dal 2009 o 2010. Sei sicura di voler usare upgreek? è molto difficile che tu scriva matematica con le lettere greche diritte; in ogni caso con il pacchetto textalpha hai molte più possibilità –leggine la documentazione — ma se devi scrivere parole in greco, allora richiedi a babel di voler scrivere anche in greco (monotonico, politonico, antico. hai diverse scelte) — c’è la guida L’Arte di scrivere in diverse lingue con (Xe)LaTeX nella sezione Documentazione di questo sito. Ti serve a qualcosa il pacchetto guit? Ripensaci a proposito dell’abstract; in una tesi scritta con la classe book, che non definisce l’ambiente abstract per validi motivi, e usando la classe book si preferisce scrivere nella front matter un capitolo non numerato intitolato Sommario e se lo devi fare anche in inglese, specifica anche l’inglese fra le lingue da gestire con babel e intitola il somario inglese con Summary.
`%%% frontepsizio
\cleardoublepage
\frontmatter
\chapter{Sommario}Bla bla bla
\cleardoublepage
\selectlanguage{english}
\chapter{Summary}
Thsi this and that\cleardoublepage
\selectlanguage{italian}
\mainmatter
\chapter{Introduione}
…
`Ovviamente \cleardoublepage vale per l’opzione twoside alla classe; se componi oneside funziona lo stesso, ma non salta la pagina vuota per ricominciare su una pagina dispari.
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Se leggi il messaggio dell’errore, il tuo problema non ha nulla a che vedere con l’errore. Questo infatti si riferisce al fatto che non riesce a immettere nella tua tesi la figura contenta nel file vlvolecardiache.qualcosa. Può dipendere dal “qualcosa”, nel senso che stai cercando di far leggere e incorporare un file grafico con una estensione non valida. (ti ricordo che latex accetta solo file in formato eps e talvolta ps; pdflatex accetta figure in formato pdf, png, jpg, eps, mps, ed altri purché vengano inseriti in modo esplicito le coordinate degli spigoli del bounding box, il rettangolo circoscritto).
Può darsi che il file si trovi in una cartella diversa da quella che pdflatex riesce a trovare.
Ma è certo che se tu all’errore premi il tasto invio, la compilazione riprende e arriva fino in fondo esattamente come quando clicchi il bottone compilazione veloce. A conferma che il problema non è quello della bibliografia.Incidentalmente stai usando texmaker, non textmaker; vedi la differenza? 🙂
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Detto fra noi, TeXpad per Mac è bellissimo se usi uno schermo gigante; quando possedevo un iMac da oltre 21 pollici la schermata che veniva sul grande schermo con il pannello di editing e quello di preview affiancati, sembravano grandi come uno schermo completo da 14 pollici messo in verticale. In compenso il programma era limitato rispetto a quello che si può fare con TeXShop e in più aveva queste belle trovate di file nascosti per tenerci dei file .tex necessari per la lavorazione del documento.Poi mi hanno rubato in casa e l’unico oggetto di valore che mi hanno portato via è stato il mio bell’iMac.
Non l’ho più ricomprato e meno che mai mi sono procurato gli altri programmi; TeXShop funziona così bene che quando l’ho usato la prima volta sono riuscito a fare tutto quello che mi serviva semplicemente leggendo le voci dei menù a tendina.
Poi naturalmente con l’uso ho imparato a fare altre cose, ma se ti consiglio di abbandonare TeXpad, non lo faccio per campanilismo perché “tengo” per questo editore piuttosto che per quello.Te lo dico perché le funzionalità di TeXShop, nonostante lo schermo pulito e privo di fronzoli come tanti altri shell editor considerati user-friendly, fa molto di più rispetto a quello che potrebbe sembrare a prima vista, compresa la capacità di interpretare le righe magiche, essendo stato il primo editor per LaTeX & Co. di sfruttare questi “commenti di auto configurazione”; gestisci progetti, codifiche, ecc. accedi a tutti i possibili file che coinvolgono il sistema TeX, gestisci lo spell checker (sebbene con le versioni del sistema operativo a partire da Maverick, poi Yosemite e ora El Capitan, capisce da solo la lingua in cui è scritto un documento e si sceglie da solo il dizionario ortografico. Fra le azioni in grado di svolgere c’è anche l’interprete arara per gestire le varie fasi di compilazione di un documento, compreso l’impostazione per gestire il frontespizio per cui da solo esegue tutte le compilazioni necessarie e non devi perdere tempo per ricompilare il frontespizio ad ogni modifica (non perché non sia necessario, ma perché ci pensa arara).
Visto che ce l’hai già a bordo, usa TeXShop un paio di volte (anche senza le raffinatezze indicate sopra) e vedrai che il tuo frontespizio ti verrà compilato senza problemi ed inserito nella tua tesi in modo perfetto.
Certo se lo schema predisposto non soddisfa le richieste di UniMi, leggi la documentazione di frontespizio (in italiano) e non avrai difficoltà a modificare il layout predefinito di frontespizio per venire incontro alle richieste del tuo ateneo.
Se il pacchetto frontespizio non può essere modificato con i comandi descritti nella documentazione, hai sempre la possibilità di usare l’ambiente titlepage, dentro al quale puoi scrivere quel che ti pare, dove ti pare, con i font che preferisci, inserendo i loghi che vuoi, insomma come signore e padrone del frontespizio. Io l’ho fatto diverse volte e onestamente, se un pacchetto abbastanza generale come frontespizio non riesce a venire incontro alle richieste del tuo ateneo, allora la stra dell’ambiente titlepage resta l’unico percorribile; richiede qualche nozione in più de linguaggio LaTeX, ma niente che tu non possa trovare nele guide generali e tematiche di questo forum o nella documentazione di qualche pacchetto o di qualche classe per comporre tesi. C’è anche nella Documentazione di questo forum un file Saper comunicare, che descrive molte cose utili per i frontespizi.
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Anteprima non c’entra niente, sebbene sia capace di eseguire conversioni di vario genere. Suppongo che tu usi TeXShop, che ha il suo visualizzatore PDF. LA conversione da eps a pdf la fa pdflatex mentre compila il tuo documento, cosicché nella cartella dove avevi il tuo file .eps ci trovi poi un file con il nome leggermente cambiato e l’estensione .pdf. Controllando le date pdflatex esegue questa conversione una sola volta; se con qualche programma capace di farlo modifichi il file .eps senza cambairgli nome, pdflatex se ne accorge e fa un’altra conversione.
Ovviamante sto parlando del pdflatex che fa parte dell’installazione di mactex.
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Tutto è bene quel che finisce bene, ma…
Io ho aperto il mio file di prova con la tua immagine inserita; la vedo bene sia con TeXShop, sia con Previw/Anteprima. Io però ho El Capitan; TeXShop 3.60 e Preview 8.1 (877.7).
Se la differenza fosse sole questa, significherebbe che aggiornare il software e, all’occorrenza, anche l’hardware, non guasta, sebbene passando a successive versioni del sistema operativo talvolta porti a piccoli problemi, risolti i quali il Mac ridiventa la solita perla.
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Non so che editor e che visualizzatore PDF usi, ma io ho creato un file di prova che immette nel file di uscita solo il tuo file etichette_cassone.pdf e compilando con pdflatex me lo prende benissimo senza sfondi di nessun genere.
Sei sicuro di star compilando con pdflatex?
Latex immette solo figure in formato EPS e talvolta anche PS; pdflatex, xelatex,lualatex immenttono tutti gli stessi tipi di formati grafici, .pdf, .jpg, .png, .mps, .eps.
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Controlla la documentazione di beamer (terminale: comando texdoc beamer; pulsante Invio; leggere) dove, se non ricordo male si accettano solo due livelli di innesto delle lista una dentro l’altra; capisco che stai costruendo un handout, ma sempre dalla documentazione dovresi vedere che di solito gli handout si fanno in modo compatibile con i quadri della presentazione, non come documenti distinti. Può darsi che mi sbagli, ma è meglio controllare la documentazione originale.
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Non usare listings ma usa fancyverb o tcolorbox, ma listings non è compatibile con unicode.
Non credo che le righe mal composte comportino problemi più gravi di quelli che avvengono con pdfltex. È più probabile che queste interruzioni (errori fatali) siano un riflesso di listings che non funziona bene.
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Il guaio di arsclassica è che si appoggi a ClassicThesis che a sua volta, insieme ad arsclassica carica i ofnt usando comandi esclusivamente pdflatex.Io ci ho provato a compilare con arsclassica e motori che accettano i font unicode, ma è un problema non indifferente. I miei tentativi non sono stati approvati dall’autore di Arsclassica se nn con un “sei sulla buona strada”. Non, non proseguo a cercare di adattare ArsClassica a XeLaTeX e a LuaLaTex.
Ma per LuaLaTeX hai tre livelli di uso;
1) compili un documento predisposto per essere compilato con pdflatex, senza cambiare una virgola; la probabilità che compili bene è altrissima, ma senz’altro hai ammazzato una zanzare con unn cannone.
2) predisponi un documento per compilarlo con XeLaTeX; quindi carichi i font OpenType usando il pacchetto fontspec; gestisci le lingue con polyglossia; se compila bene con xelatex, compila anche meglio con lualatex, se non altro perché xelatex usa microtype solo sfruttandone la protrusione, mentre lualatex sfrutta anche la dilatazione e compressione dei font. La guidina scritta da Enrico Introduzione a XeLaTeX è più che sufficiente.
3) Usi lualatex per sfruttarne anche le sue capacità di gestire il linguaggio Lua; allora questo richiede conoscenze approfondite che forse si possono travare nel sito “garden.qualcosa” gestito dagli autori stessi di lualatex. So che probabilmente fra non molto uscirà una guida tematica di introduzione a Lualatex, ma non ho idea se la cosa verrà realizzata e entro quali termini temporali.Commento/consiglio non richiesto: lascia perdere ArsClassica; puoi crearti a tuo piacimento qualunque aspetto della grafica e dei font che usa arsclassica se usi i pacchetti giusti e le impostazioni giuste per configurare famiglie di font OpenType con le caratteristiche che vuoi; non ricercare cose troppo complicate; ricordandoti che ArsClassica può andar bene per testi di carattere umanistico; la si usa anche per testi tecnico-scientifici ma con fatica s esenza rispettare le norme ISO che presiedono alla composizione di questi testi. Se ti sei appassionato a LaTeX, approfondisci su varie guide tematiche quello che ancora non sai o non padroneggi; la sezione delle guide tematiche di questo forum ne contiene diverse che ti potrebbero interessare.
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I due esempi di Gustavo sono eccellenti e molto istruttivi. Dopo aver compilato quell’esempio minimo compilabile osserva le differenze.
Ci osno differenze negli spessori dei filetti; ci sono differenze nella distanze delle righe di base; ci sono differenze nell’uso delle risorse di LaTeX da solo, oppure ricorrendo a pacchetti esterni; se ci fossero anche filetti verticali, ci sarebbero differenze anche in quelli. Entrambe le soluzioni, con le loro differenza hanno pregi e difetti. Sta a te scegliere avendo messo sui piatti della bilancia ciò che per te sono i pregi e quelli che sono i difetti.Bravo Gustavo: esempi ben scelti.
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Infatti @Kayla1996, su tutte le guide si consiglia di usare il pacchetto booktabs che definisce i tre comandi \toprule (sopra la riga dei titoli), \bottomrule (sotto l’ultima riga) e \midrule (fra la riga dei titoli e la prima riga di dati).
Leggere la documentazione di booktabs non guasta anche se quel che ti ho detto è già sufficiente a fare qualcosa di decente.
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