OldClaudio

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  • in risposta a: Informazioni sulle barre nelle presentazioni #104745
    OldClaudio
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      Se hai MiKTeX, certamente non devi cercare in alberi che cominciano o contengono la parola texlive, che sono gli alberi specifici della distribuzione TeXLive

      Io li ho in …/beamer/themes/

      I puntini, naturalmente dipendo dalla installazione del sistema tex e dal sistema operativo.

      Non so se funzioni anche con MiKTeX, ma se dai da terminale il comando kpsewhich beamercolothemealbabtross.sty nel terminale ti viene mostrato il percorso completo che parte dalla radice del disco fini al file .sty che hai nominato nel comando.

      in risposta a: Impaginazione libri per tipografia #105338
      OldClaudio
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        TipoFirenze” post=105407Salve a tutti, navigando mi sono “scontrato” su questo potentissimo programma di impaginazione quale Latex.
        Posso fare una domanda a voi che lo utilizzate? Io svolgo spesso per motivi di lavoro impaginazione di libri (non di matematica), LaTex può essermi utile e quindi mi conviene approfondire la conoscenza di questo software oppure mi conviene continuare ad appoggiarmi ai miei consueti programmi di impaginazione?

        Il suggerimento di Lorenzo è molto utile.
        Ma anche se quella guida non parla solo di matematica, e quell’introduzione spiega benissimo la storia e la filosofia di questo software libero e gratuito (che a parer mio dovrebbe venire usato di più nelle tipografie professionali), scarica dalla sezione Documentazione la guida L’Arte di scrivere in diverse lingue con (Xe)LaTeX. Se ben ricordo ci ho messo una sola formula, molto semplice, ma questa guida non parla di matematica ma di prosa (in diverse lingue).
        L’applicazione a diverse lingue potrebbe non interessarti, e per questo non ti dico di studiartela dalla prima all’ultima di copertina, ma vi troverai molte idee su come fare certe cose e che cosa puoi ottenere. Può darsi che tu ti convinca dell’utilità di comporre (non solo impaginare) con questo strumento; può darsi che per il lavoro che fai abitualmente non ti serva molto. Può darsi che se acquisti una certa scioltezza nell’usarlo, ti venga voglia di offrire ai tuoi clienti ulteriori servizi oltre a quelli che offri oggi.
        Io ti posso solo dire che una certa piccola casa editrice con la quale collaboro con una certa continuità raccomanda ai suoi autori di comporre i loro testi con LaTeX e di produrre i file PDF con i crocini in punti opportuni, in modo che si possa passare direttamante il PDF alla tipografia che esegue le imposizioni in modo professionale anche con l’aiuto dei predetti crocini; La casa editrice fornisce ai suoi potenziali autori un file di classe (con altri programmi chiamato foglio di stile) che realizza tutto come vuole la casa editrice. Fornisce agli autori anche un’altra guida per comporre i PDF da pubblicare senza l’uso di LaTeX ma per produrre PDF con la stessa qualità di quelli che si producono con LaTeX, e il risultato è che quasi tutti gli autori usano LaTeX, invece di usare i soliti Word Processor.
        È vero, questa applicazione che ti ho descritto è un po’ particolare, ma l’intervento dei revisori editoriali non si limita a correggere i refusi o a rendere più fluido il testo, ma interviene direttamente sui file sorgente senza bisogno di far fare agli autori le modifiche necessarie per la perfetta realizzazione del PDF nello stile desiderato dalla casa per tutti i dettagli, che non riguardano solo l’impaginazione, il layout, la geometria della pagina, ma anche lo stile delle intestazione, dei sezionamenti, degli indici generale e, se occorre, analitici, la bibliografia, e via di questo passo. Non impone l’uso di font specifici, purché non si tratti del Comics Sans :lol:, e purché tutti i caratteri necessari epr lo specifico testo siano disponibili per davvero senza fare mescolanze tipograficamente inaccettabili.
        Prendi in considerazione anche la possibilità di intervenire sui file sorgente dei tuoi autori, ma da tipografo dipende se vuoi fare solo lo stampatore, o se vuoi anche intervenire sull’aspetto dello stampato così come facevano i tipografi che lavoravano a mano fin dalla fine del ‘400; da allora l’arte tipografica italiana ha avuto degli alti e dei bassi, ma chi lo fa professionalmente vorrebbe farlo stando dalla parte alta, non dalla parte bassa.;-)

        in risposta a: Disegni 3D #105326
        OldClaudio
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          Sempre su ArsTeXnica Agostino Ha presentato un bellissimo articolo per usare asymptote per eseguire disegni vettoriali e mi pare che TeXLive carichi anche l’interpreta asymptote visto che l’integrazione fra i due programmi è molto avanzata. Tutto sta a vedere se disponi di un editor che ti consenta di usare asymptote e di cliccare un bottone o una voce di menu che permetta di eseguire le operazioni necessaria. Ma dopo che avrai visto i disegni di Agostino in quell’articolo vedrai che il risultato che si ottiene è molto bello.

          L’articolo di Agostino è scaricabile dalla sezione ArsTeXcnica di questo forum.

          in risposta a: Indice generale con package hyperref #105315
          OldClaudio
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            Ti dirò come ho fatto io, ma penso che gli altri “anziani” del gruppo ti potrebbero dire le stesse cose.

            Quando ho cominciato a lavorare con LaTeX nel 1986 (ormai sono 30 anni fa) non c’erano foru, non c’erano guide, c’era solo i manuale di Lamport che dovevi ordinare in libreria e ti arrivava dopo mesi costandoti una barca di quattrini; se per caso avevi la fortuna di andare negli USA, allora poteva darsi che lo potessi comprare a miglior prezzo se lo trovavi in qualche libreria residente dentro qualche università.
            Si tratta va di LaTeX 2.09 ed era una carriola rispetto al LaTeX2e di oggi, non aveva pacchetti, per lo meno non aveva i più di 3000 pacchetti di oggi.
            Per fare qualunque cosa che non fosse realizzabile con i comandi per l’utente descritti nel manuale di Lamport, dovevi mettere il naso dentro i file del sistema, cercare di decifrarli e poi dovevi cercare di mettere insieme qualcosa che potesse essere simile ma diverso da quello che era stato codificato dal team originale di LaTeX; ovviamente nulla era documentato se non con commenti criptici all’interno dei file.Non avevamo nemmeno le interfacce grafiche che ci sono oggi; Windows 1 non era ancora uscito, per lo meno non era ancora disponibile in Italia, ma quello, sulle macchine windows, era il primo programma a finestre per scrivere in modo interattivo.
            Quindi abbiamo cercato fin dall’inizio di diventare apprendisti stregoni; o mangiar questa minestra o saltar dalla finestra.
            Ma così facendo abbiamo imparato tanto e ora ci muoviamo con più destrezza sapendo che cosa c’è sotto il cofano di questo meraviglioso tipocompositore quale sono diventati i programmi pdfLaTeX, XeLaTeX, LuaLaTeX, ConTeXt, eccetera.

            Nonostante questo ancora oggi talvolta mi trovo in difficoltà e prendo fischi per fiaschi. 😐 🙁 😳

            in risposta a: pacchetto fancyhdr #105322
            OldClaudio
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              Pasta aumentare di quel che ti pare il valore di \footskip per esempio`\advance\footskip by 6pt`

              in risposta a: Copertina book #105292
              OldClaudio
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                Certo che con TikZ si possono fare tante belle cose. Con l’ambiente picture (nativo di Latex) leggermente aiutato con i pacchetti pict2e (estensione standard già descritta da Lamport nel 1994) e con l’ulteriore estensione picture di Heiko Oberdiek del 2009 (non necessaria ma che facilita il posizionamento degli oggetti sulla tela del disegno) si può fare quasi la stessa cosa che si può fare con TikZ (tranne la mezza ala sfumata verso il bianco), ma con 5 righe di codice, visto che devono venire collocati 5 oggetti nella pagina.`% !TEX TS-program = pdflatex
                % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                \documentclass[12pt,a4paper]{article}
                \usepackage{graphicx,xcolor}
                \definecolor{myyellow}{RGB}{248,182,57}% by Mirkom
                \usepackage{pict2e,picture}% per usare l'estensione di Heiko Oberdiek
                \usepackage{lmodern}

                \begin{document}\pagestyle{empty}
                \begin{picture}(0,0)(\oddsidemargin+\parindent+1in, -\topmargin-\headsep-\headheight-1in)
                \put(0,-0.7\paperheight){\includegraphics[scale=1.5]{farfalla}}
                \put(0,-0.9\paperheight){\includegraphics[scale=1.5]{halffarfalla_2016-02-26}}
                \put(0.575\paperwidth,-0.6\paperheight){\color{myyellow}\circle*{25mm}}
                \put(0.5\paperwidth,-0.3\paperheight){\makebox(0,0){\fontsize{15mm}{15mm}\selectfont\sffamily Il titolo dell'opera}}
                \put(0.575\paperwidth,-0.6\paperheight){\makebox(0,0)[l]{\Huge\sffamily Alberto Utore}}
                \end{picture}
                \end{document}`Con l’abolizione della scritta Autore dentro il cerchio ocra il risultato è questo.

                [attachment=1552]CopertinaConFarfalla.pdf[/attachment]

                Che poi il risultato sia bello o brutto, che si usi TikZ o picture, è un’altra cosa. L’importante, come al solito è la lettura della documentazione che permette di scoprire che si può mettere qualunque cosa sulla pagina in qualunque punto; potrà essere più o meno comodo usare un pacchetto piuttosto che un altro, ma la creazione di pagine fantasiose è limitato solo dalla fantasia dell’autore.

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                in risposta a: Indice generale con package hyperref #105313
                OldClaudio
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                  Ti aggiungo un’altra informazione pratica che è nascosta fra le parole che ti ha scritto @letteracpd.

                  Caricare più volte il pacchetto hyperref è un acosa che non adrebbe fatta ma in certe circostanze va fatta.
                  Un esempio pratico è costituito dal pacchetto pdfx che va obbligatoriamente caricato dopo aver impostato le codifiche, ma prima di caricare hyperref solo e soltanto se questo è caricato senza opzioni. Poi dopo le opzioni si possono impostare con \hypersetup.

                  Perché? Perché pdfx ha bisogno di impostare certe sue opzioni a hyperref, quindi se lo carica al suo momento giusto e con e sue opzioni obbligatorie per svolgere le sue funzioni, in particolare per inserire certi metadati specifici per la conformità con le norme ISO PDF/X oppure PDF/A. L’utente non deve preoccuparsene, ci pensa lui a gestirsi el sue opzioni. Dopo, però, l’utente che può avere letto solo distrattamente la documentazione di pdfx carica hyperref senza opzioni, e questo come ha specificato @letteracpd, è perfettamente lecito in quanto un insieme di opzioni vuoto è senz’altro un sottoinsieme di qualunque insieme non vuoto. Poi le opzioni che gli servono l’utente se le carica da solo con \hypersetup; può farlo a più riprese e anche se specifica delle opzioni già specificate in precedenza non fa nulla, le ultime impostazioni sono quelle che contano; e siccome le opzioni di hyperref sono quasi tutte del tipo chiave=valore, l’utente può cambiare il valore di opzioni già specificate con un altro valore.

                  Nel caso specifico i metadati necessari per soddisfare le norme ISO PDF/A e PDF/X vanno inserite in file a parte, non è nemmeno necessario specificare le specifiche opzioni per i metadati che ha indicato Gustavo, perché vanno inseriti in modo diverso al fine di rispettare quelle norme ISO.

                  Per saperne di più, oltre alla documentazione di hyperref e di pdfx, varrebbe la pena leggere il capitolo sul formato PDF/A nella Guida GuIT, liberamente scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito. Tutto ciò potrebbe sembrare off topic, ma è una spiegazione al tuo quesito applicata ad un caso particolare.

                  in risposta a: Simboli statistici #105317
                  OldClaudio
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                    Per il simbolo “uguale per definizione” vedi la pagina 60 della guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato liberamente scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito.
                    Per il resto vale la stessa guida per insegnarti a definire nuovi comandi; in sostanza per i tre problemini che proponi ti occorrono tre righe di codice. Sono talmente semplici che sarebe opportuno che ci provassi autonomamente; quella guida ti aiuta, ma non fermati alla sola pagina 60. 🙂

                    in risposta a: LIST OF FIGURES #105301
                    OldClaudio
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                      qqqxxx” post=105362Cosa significa “la guida si legge dando in un terminale il comando texdoc memoir”?

                      Capisco che non sei molto pratico del calcoatore che stai usando;
                      Il terminale, si chiama anche finestra comandi o prompt dei comandi ed la la finestra dove scrivi i comandi con i loro argomenti: è una alternativa molto efficace al mouse e alla tecnica point and click, tanto cara agli utenti di oggi. Con il terimale si possono fare cose che con il mouse non si possono fare; ciò non toglie che con una interfaccia grafica moderna il mouse sia utilissimo.

                      dunque sul Mac il teminale si chiama terminal e i attiva cercando sul mouse nel finder/Appplicazioni/Utilities/ l’applicazione Terminal.app.
                      Su Windows si clicca si Avvia e nella finestrina di dialogo che c’è in fondo al riquadro accanto alla parola Esegui scrivi cmd e poi premi il tasto invio cossicché ti si apre una finestrina a sfondo nero che si chiama prompt dei comandi.
                      Su Linux virtualmente ogni versione ha una finestra comandi che gli utenti di Linux usano spesso, ma la modalità per aprila cambia da una versione all’altra.

                      In tutti e tre i casi sarebbe utile la prima volta che si usa il terminale fare in modo che la sua icona resti permanentemente nella barra inferiore, in modo che le volte successive basta cliccare sull’icona in questa barra.

                      Dunque, hai aprto un terminale; di solito in alto a sinsitra c’è scritto il percorso predefinito che nelle macchine di tipo UNIX, di solito è costituito dal nome dell’utente seguita da una tilde e da un segno di dollaro; Sulle macchine windows c’è scritto qualcosa seguito dal segno di dollaro. A destra del dollaro c’è una barretta o un rettangolino lampeggiante; se scrivi qualcosa con la pastiera questa appare al posto della barretta o del rettangolino e, lettera dopo lettera, la barretta o il rettangolino si sposta a destra. Ci puoi lavorare sopra con le frecce oppure con la barra spaziatrice, oppure con il tasto Cancella/Delete o comunque sia etichettato sulla tua tastiera.
                      Ora cancella quello che hai eventualmente scritto in base alla frase precedente, e scrivi texdoc memoir. Texdoc è un comando che non ha ha una icona su cui cliccare, lo devi scrivere e il sistema operativo è in grado di eseguirlo; Memoir è il suo argomento. Quando dopo avere scritto nel terminale premi il tasto “invio” dici al sistema operativo di eseguire quel comando con quell’argomento. Se infatti premi il tasto “invio”, con quel comando e con quell’argomento il sistema operativo ti apre il visualizzatore dei file PDF e nella finestra del visualizzatore appare la prima pagina della documentazione di memoir.

                      Puoi sperimentare il comando texdoc con qualsiasi altro pacchetto; prova per esempio a dare il comando texdoc ucharclasses e vedi che cosa dice la documentazione di quel pacchetto.

                      Se vuoi, qui nella sezione Documentazione del forum nella sottosezione dedicata alle guide tematiche puoi cliccare e scaricare sul disegno che riguarda l’uso della riga di comando (cioè del terminale); penso che puoi scoprire molte utili applicazioni del terminale e dei comandi scritti, invece che cliccati.

                      in risposta a: Indice generale con package hyperref #105304
                      OldClaudio
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                        Vai a vedere la documentazione di hyperref, precisamente al paragrafo 3.5 dove si descrivono le opzioni hyperindex e linktocpage.

                        in risposta a: LIST OF FIGURES #105299
                        OldClaudio
                        Partecipante
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                          Usando Memeoir, come ti ho detto in altro messaggio, non è il caso di usare caption, ma di usare le funzionalità di memoir; la guida si legge dando in un terminale il comando texdoc memoir. Attenzione che memoir è una classe che fa moltissime cose, e che la guida è un malloppo che fa tremare le vene e i polsi; usa l’indice generale e l’indice analitico per orientarti e tieni presente che ogni personalizzazione è descritta in un capitolo apposito.

                          in risposta a: Far comparire Fig. invece Figure #105268
                          OldClaudio
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                            Le cose che noto sono che

                            a) il pacchetto caption è chiamato due volte con opzioni diverse
                            b) il pacchetto wrapfig è chiamato due volte
                            c) i pacchetto tocloft e titlesec, che parzialmente sovrappongono le loro funzionalità, NON dovrebbero essere usati con la classe memoir, della quale, d’altra parte, nella parte di preambolo che presenti, non si vede sfruttata nessuna funzionalità; usata in quel modo è come usare al classe book; se invece si sfruttano le funzionalità di memoir, non solo tocloft e titlesec diventano inutili, ma sono meglio integrati con la classe memoir.
                            c) il pacchetto ucharclasses mi pare uno spreco di energie e che così com’è usato non mi sembra che serva a niente se non si specificare nessuna lingua a polyglossia. D’altra parte per scrivere in diverse lingue con font diversi, supponendo di avere una tastiera che permetta di inserire direttamente i caratteri desiderati, sia pre usando diversi driver di tastiera o diverse GUI per inserire i caratteri voluti, non mi pare che richieda acrobazie particolari, salvo definire per ogni lingua anche una font family particolare che permetta di usare il font giusto per la lingua giusta. A questo proposito suggerirei la consultazione della guida L’Arte di scrivere in diverse lingue con (Xe)LaTeX, disponibile nella sezione Documentazione di questo forum.

                            Questo filone di conversazione sul forum sarebbe stato molto più chiaro e diretto se avessi specificato fin dall’inizio che il documento che il tuo amico deve comporre deve essere compilato con XeLaTeX e con l’uso di polyglossia e di fontspec. È evidente che i suggerimenti che ti sono stati dati partono dal presupposto che tu e il tuo amico steste compilando il vostro testo con pdfLaTeX.
                            Usando invece XeLaTeX e polyglossia, senza specificare nessuna lingua a polyglossia (nei modi e nella forma che polyglossia richiede come specifica la documentazione di polyglossia stessa) nessuno dei suggerimenti può funzionare.

                            Con questo non voglio criticare quello che tu e il tuo amico state facendo, per carità; mi sembra che vi siate imbarcati in un’impresa molto più difficile di quello che la vostra esperienza vi consenta di affrontare; credo che sarebbe difficile anche per me, che ho 30 anni di esperienza e che ho scritto la maggior parte della guida che ti ho indicato sopra, cercando di farmi passare per un esperto di composizione in diverse lingue — non lo sono, ma ho cercato di trasmettere quel poco che so.

                            Ovviamente posso sbagliarmi alla grande nell’esprimere i giudizi e le critiche elencate sopra; ma forse quello che ti ho detto non è del tutto inutile né per te né per il tuo amico.

                            in risposta a: Far comparire Fig. invece Figure #105265
                            OldClaudio
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                              Non è per essere maniaci, perché la precisione è sempre importante, ma io preferisco dichiarare dopo \begin{document} che voglio \frenchspacing e tutto finisce lì.

                              \frenchspacing mette a 1000 tutti gli space factor sia che siano punti fermi sia che rappresentino die punti di abbreviazione dopo minuscole o dopo maiuscole.
                              La spaziatura dattilografica dopo i punti di fine periodo e dopo i segni di interpunzione alti secondo me sono fuori luogo, decisamente fuori luogo, e non servono a niente. Servivano, forse, con le vecchie macchine da scrivere dattilografiche e sono ancora oggi in uso presso gli angloamericani anche in tipografia; non mi risulta che lo sia in nessun altro paese europeo, forse mi sbaglio, ma…

                              Preciso: la spaziatura francese dichiarata con \frenchspacing riguarda solo gli spazi dopo certi segni di interpunzione, non prima del punto e virgola, dei due punti, del punto esclamativo e di quello interrogativo, e nemmeno gli spazi dopi i caporali aperti e prima dei caporali chiusi, che sono un prerogativa della tipografia francese e non si usano in nessuna altra lingua, almeno non così abbondanti (vengono usati in certi scritti di latino ecclesiastico, ma molto ridotti rispetto a quelli francesi).

                              Temo di essere uscito dal seminato. Per rientrare nella questione il consiglio di non usare Fig. abbreviato lo sconsiglio fortemente anch’io, specialmente se si scrive in italiano; ma le abbreviazioni puntate sono da evitare sempre; sono tollerate solo dentro gli incisi parentetici (racchiusi fra parentesi).

                              Certamente non in una didascalia.

                              in risposta a: Aiuto frontespizio Unimi #105178
                              OldClaudio
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                                zerop” post=105330Ciao.

                                Allora ho risolto le pratiche del frontespizio!! E’ venuto tutto benissimo.
                                Per quanto riguarda le cartelle nascoste il problema era proprio quello. Disabilitata l’opzione ho potuto compilare tutto da una stessa cartella e tutto è andato benissimo.
                                Ecco devo dirvi assolutamente stra-grazie perché se non fosse per il vostro aiuto, a quest’ora non avrei una tesi sotto gli occhi e sopratutto stupenda da vedere.
                                L’unico peccato è che con la tesi forse viene meno la possibilità di scrivere in Latex. Devo assolutamente scrivere di nuovo !!
                                In ogni caso per TexPad, caro OldClaudio io capisco benissimo ciò che dici. Per questo problema del frontespizio ed altri che non riuscivo all’inizio a capire, andavo sempre su TexShop e magicamente funzionava sempre tutto. Quindi mi rendo benissimo conto che TexPad sia un editor mancato o a cui manca qualcosa, ma sicuramente non è come quegli editor in cui non devi sapere nulla di Latex. A parte questo, sicuramente ho un debole per le app mac-like e tendo sempre ad usare queste.
                                Visivamente è una figata totale. Poi per il resto, a parte all’inizio ed ora con il frontespizio, non mi ha mai dato problemi. Anzi. Sono arrivato a scrivere un bel pò di pagine e devo dire che tutto è andato liscio. Quindi accetto i tuoi consigli e ne faccio tesoro. Sicuramente quando la pressa della tesi sarà finita non ho intenzione di abbandonare latex, ma anzi impegnarmi per imparare quanto più possibile e sono certo che TexShop dovrà essere un argomento di studio.
                                In ogni caso, grazie ancora a tutti e a prestissimo.

                                Infatti TeXshop è una app mac-like 🙂 😉

                                in risposta a: Diagrammi di feynman #105280
                                OldClaudio
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                                  @Elrond
                                  , ho esegutio entrambi i tuoi file allegati.
                                  In effetti quello che esegui con TikZ viene al primo colpo, ma è sbagliato, non replica affatto quello che si ottiene con feinmp


                                  @8ffcc7
                                  , Non mi riusulta che TeXstudio abbai un bottone verde epr compilare, mentre mi risulta che ce l’abbia TeXworks. Stiamo parlando della stessa cosa?

                                  In ogni caso compilare due volte vuol dire eseguire due volte la compilazione: scusa la tautologia, ma la cosa è proprio banale.
                                  Posso ipotizzare una spiegazione al fatto che questa tautologia a te non funzioni. Se hai configurato il tuo shell editor in modo che dopo ogni compilazione cancelli tutti i file di servizio, è possibile che nemmeno alla terza, quarta, quinta,… compilazione ti esca mai qualcosa.

                                  Se hai configurato il tuo editor in quel modo ripristina il modo normale in cui tutti i file di servizio restano a disposizione per le compilazioni successive.

                                  In ogni caso hai un’altra possibilità: compila senza premere bottoni, ma usando la finestra comandi.

                                  La “finestra comandi”è quella particolare finestra chesi chiama terminal con alcuni sistemi operativi e prompt dei comandi con i sistemi Windows; è una finestra molto comoda per fare le cose che le finestre interattive non riescono a fare.
                                  Apri perciò una finestra comandi; eventualmente vai a vedere nell’help del tuo particolare sistema operativo come si fa; io te lo so dire per il Mac e genericamante per Windows:

                                  Mac) apri il Finder, cerca la cartella Applicazioni; in basso dovresti avere una cartella Utilities (non so come sia chiamata in italiano) clicca sulla sua icona; in fondo alla nuova colonna c’è Terminal.app; cliccaci sopra e ti si apre il terminale.

                                  Windows) clicca su Start/Avvio; nella finestra in basse c’è Esegui e una finestrella dove scrivere il nome del programma da eseguire; scrivici dentro cmd e premi invio; ti si apre il prompt dei comandi

                                  Linux) non lo so perché ogni Linux ha le sue maniere per farlo.

                                  Una volta aperta la finestra comandi, usando il comando cd imposta il path per la cartella dove si trova il tuo file da compilare. Poi
                                  se il tuo file si chiama feynman.tex, scrivi nella finestra comandi il comando pdflatex feymnann ; dopo che saranno usciti un certo numero di messaggi, il tutto si ferma con il segno che la finestra è pronta a ricevere un altro comando; a questo punto premi una volta la freccia in alto; nella finestra ti compare l’ultimo comando che avevi eseguito; premi il tasto invio e parte la seconda compilazione. A questo punto ritorna al Finder se sei su Mac, o apri l’Explorer se sei sei su windows (se non sai coma fare clicca su Avvio e nela finestrina accanto a Esgui scrivici dentro Explorer e premi invio); con finder o con Explore vai a visualizzare la cartella dove riseiede feymnan.te e guarda se c’è feinman.pdf, se c’è cliccaci sopra due volte (doppio click) e ti si dovrebbe aprire il tuo visualizzatore predefinito per i file PDF e lì puoi vedere se i diagrammi di Feynman ti sono venuti.

                                  Se si, sei a posto e sai che ma mancata doppia compilazione è colpa dell’ediotr; se no, il tuo problema è grave.

                                  A questo punto devi dirci:

                                  1) che editor usi e come è impostato
                                  2) che sistema operativo usi
                                  3) che installazione del sistema TeXèla tua (MiKTeX? TeXLive? altro?)
                                  4) Se sei su Linux con una versione in cui i pacchetti si installano con apt-get, i Synaptic o simili, conformi alle specifiche del consorzio Debian, specificalo bene e in particolare dicci che cosa contengono le prime 10 righe del file feinman.log che c’è nelal solita cartella dove hai eseguito la prova che ti ho detto.

                                  Scusa se sono stato prolisso, ma credo di averti dato gli strumenti necessari per analizzare il tuo problema e forse anche a risolverlo.

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