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linden-limmer” post=121488Ciao a tutti,
domande:
1) esistono repository di esempi minimi compilabili
da cui prendere *buoni esempi* ?Nella Sezione Documentazioe ci sono due guide tematiche sugli esempi minimi compilabili. Credo che nessuno dei due riperti esempi già fatti, perché gli errori o le particolarità per le quali si chiede aiuto con EMC sono infiniti, quindi serve a pocoavere una ricetta preconfezionata che vada bene in ogni caso se bastasse mettere fra opportuni tag cio per il quale si chiede aiuto o una spiegazione o si segnala un errore di sistema.
2) esistono repository basati su git da cui fare
“pull e magari “push” ?Vhe io sappia il GuIT ha cercato di creare un repository di tipo git. ma non mi pare il posto giusto per chiedere aiuto inserendo un EMC.
3) garr.it ci potrebbe una mano con questi repository,
e magari contribuire al software libero (e bello) ?
(qui mi sto allargando un po’ con i desideri)GARR? Non so se sia ancora attivo, ma una volta serviva come mirror di CTAN per l’Italia. Credo che sia ancora attivo, ma è talmente sottodimensionato che accedervi per scricate TeX Live o una delle altre installazioni significa andare talmente piano che cade la connessione internet. Io sono anni che non mi servo più del GARR; Purtroppo sono al corrente di certe cose, che non voglio divulgare, che mi hanno fatto perdere ogni fiducia nel sito del GARR. Ti dico solo che oltre ad essere un fervente utente di LaTeX, sono stato anche un prof universitario e quindi ho avuto a che fare col GARR per motivi professionali. Detto questo, sottolineo che ho espresso pareri personali, quindi potrei essere in torto.
Saluti
Luciano[/quote]
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Naturalmente entrambi avete già letto gli articoli di Messineo e Vassallo su Arstexnica 14 e 20.
Lo so benissimo che ognuno ha le proprie preferenze per la composizione delle verifiche a scuola, specialmente per materie come matematica e fisica; ma prima di creare cose nuove, vale la pena di esaminare quanto già fatto da altri, tanto più che i pacchetti di Messineo e Vassallo fanno già parte delle installazioni (aggiornate e complete) di TeX Live e MiKTeX.
10 Maggio 2022 alle 12:56 in risposta a: [RISOLTO] petiteannonce con telefono ed e-mail su due righe #1209599 Maggio 2022 alle 21:06 in risposta a: [RISOLTO] petiteannonce con telefono ed e-mail su due righe #120957::
Benvenuto nel forum.La classe petiteannonce è vecchotta, 10 anni. Si vede benissimo che allora i file sorgente non partivano dal presupposto che potesseroessere in codifica utf8 come è da qualche anno la situazione di default, anche peri file .tex da comporre con pdfLaTeX.
Ho letto il codice e lo trovo inutilmente complcato; sarebbe bastato costrurel laclasse su una classe preesistente, per esempio article, e aggiungere le righe di impostazione del foglio da cui tagliare i numeri di telefono o mail, più altre cose come la vaschettada abgno che compare nella documentazione della classe.
Tuttavia, non l;ho provato, credo che tu possa inseire nell’argomento di \petiteannonce{…} qualcosa che contenga due righe, per esempio una parbox; qualcosa come`\documentclasse[12pt]{petiteannonce]
% Impostazioni a piacere
\begin{document}
\petiteannonce\parbox{}{Tel: 02 1010101\newline e-mail: paolino.paperino@paperopoli.net}
\end{document}`Prova; non si samai che funzioni, specialmente se usi correttamente le “impostazioni a piacere, e se fissi la
in modo adeguato.
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Il seguente file compila con LuaLaTeX senza errori. Come vedi ho commentato solo la riga che si riferisce all’input encoding, ma ho aggiunto in testa la riga magica che configura l’editor per salvare il file con la codifica utf8. Questa codifica, come sai, è la codifica di default anche per pdfLaTeX (che però può lavorare anche con altre codifiche), mentre è obbligatoria per XeLaTeX e LuaLaTeX. Probabilmente, visto che il mio editor capisce le righe magiche, ma è già di suo configurato per usare la codifica utf8, da me la riga magica sarebbe superflua. ma non guasta mai; se non altro, anche se si usa un editor che di default usa una codifica diversa, la riga magica ricorda all’utente quale codifica usare con l’editor.`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
%–8<------------------------------------------------------- \documentclass[10pt,a4paper]{memoir} \usepackage[T1]{fontenc} %\usepackage[utf8]{inputenc} \usepackage[italian]{babel} \usepackage{amsmath, amssymb, amsthm} \usepackage{ulem} \RequirePackage[colorlinks, hyperindex, pagebackref, linkcolor=blue, filecolor=blue, citecolor = black, urlcolor=blue]{hyperref} \usepackage{tcolorbox} \tcbuselibrary{most} \usepackage{lipsum} \theoremstyle{plain} \newcommand{\coloross}{violet} \newcommand{\colortcblist}{green} \DeclareTCBListing{latexlistingbox}{ s O{} m }{% colback = \colortcblist!5!white, colframe = \colortcblist!75!black, fonttitle = \bfseries, IfBooleanTF = {#1}{}{listing side text}, title={#3},#2} \tcbset{ ossstyle/.style={fonttitle=\bfseries\upshape, fontupper=\slshape, arc=0mm, colback=\coloross!5!white, colframe=\coloross!50!black, theorem style=plain, coltitle=\coloross!30!black} } \newtcbtheorem[number within=chapter]{osservazione}{Osservazione} {ossstyle}{oss} \begin{document} \chapter{Problem with tcolorbox and LuaLaTeX} \paragraph{Osservazioni} Due ambienti per le osservazioni. \begin{latexlistingbox}*{Osservazione} \begin{osservazione}{Osservazione molto molto interessante}{terzaoss} Questo è il contenuto di una osservazione. \end{osservazione} There may be a reference to the observation in the text: \\ observation number: \ref{oss:terzaoss};\\ title of the observation: \nameref{oss:terzaoss};\\ observation page: \pageref{oss:terzaoss}. \end{latexlistingbox} \end{document} %--8<------------------------------------------------------- `::
@samiel, la comodità degli editor dedicati è tale che anche su Linux puoi usare queste comodità. D’accordo quando uno si è abituato con la riga di comando e un editor testuale qualsiasi, ha la tendenza a restare legato alle sue abitudini. Ma, per esempio, se usi emacs con Linux, puoi usare Aquamacs su Mac. Configurarli per essere sincronizzati nei due sensi con un visualizzatore PDF è un po’ difficilotto, ma è fattibile; non interpretano le righe magiche di TeXShop, TeXstudio, TeXworks, eccetera, ma dispongono di comandi specifici da mettere in calce, non in testa, ai file .tex. Secondo me non sono comodi come gli editor dedicati, ma, visto che emacs può fare anche il caffè, secondo quanto si dice pur di disporre del collegamento wireless anche con la caffettiera, non escludo che abbia delle funzionalità inimmaginabili anche con i file del sistema TeX.
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TeXShop capisce solo la seconda, TeXstudio, TeXworks a altri le capiscono entrambe le scritture.
Nell’Help di TeXShop si parla delle righe magiche (in fondo le ha inventate il curatore di TeXShop) ma non è esplicitata la riga magica per scegliere la bibliografia`% !BIB TS-program = biber`Ho lasciato che il mio TeXShop di default usi BibTeX, e uso questa riga magica quando voglio usare biber; In questo modo evito sempre di comporre la bibliografia passando per la linea di comando.
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Sì, restano dei file di configurazione in file nascosti della tua ~/Libreria/
Non c’è nessun bisogno di intervenire, perché contengono quasi esclusivamente di indirizzi del tuo texmf personale e del texmf-local che contiene le impostazioni e i file da non toccare da un aggiornamento all’altro.
Per rendere visibili i file nascosti bisogna dare dei comandi Bash (o simili) che io ho trovato in rete cercando con Google. funzionano benissimo,ma poi, se non si ha l’abitudine, quei file invisibili disturbano la lettura delle liste di file nella finestra del Finder. Io ci ho fatto l’abitudine e non mi da nessun fastidio.
::samiel” post=121457Avendo da poco un MacBook, vorrei installare la nuova MacTex 2022
in luogo di MacTex 2021, che avevo installato senza problemi a suo tempo.
Tuttavia, per non fare guai, domando:
una volta installato il pacchetto, devo modificare a mano i riferimenti ai PATH
come faccio su Linux in /etc/profile e ~/bashrc? E in caso dove?
O su Mac si arrangia il programma di installazione?
Grazie
mAttento, però, perché l’installer non toglie la versione del 2021. Quindi è possibile che TeXLiveUtility.app continui a cercare di usare la vecchia versione, quindi devi configurare TeXLiveUtility in modo che abbia come working version la versione 2022. Si fa tutto dal meno di TLUtility. Verifica anche TeXShop che usi la nuova versione. Se hai poso spazio su disco, dopo aver verificato che la 2022 funziona sempre, puoi buttare nel cestino tutta la cartella 2021 radicata in …/texlive/. Per il resto Il Linguista 1972 ha detto giusto.
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Ricordati che TeX è nato nel 1978 e LaTeX nel 1984; nonostante questa “vecchiaia”, tutto il sistema TeX è in fermento e in evoluzione, Per stare al corrente di queste evoluzioni si possono leggere le newsletter che vengono pubblicare regolarmente ad ogni aggiornamento del sistema; non so come si leggano su MiKTeX, ma su TeX Live basta dare il comando, per esempio, texdoc ltnews35 per leggere l’ultima lettera pubblicata. E, per esempio, in una delle lettere recenti, c’è scritto che textcomp non è più necessario, perché tutte le macro che definiva per accedere a simboli integrativi dei 256 contenuti nei file dei font che pdfLaTeX può gestire, sono ora parte integrante del kernel; Una volta erano molto importanti per accedere, per esempio, ai simboli delle monte usate nei vari paesi; da quando c’è l’euro rimangono solo il segno $ e £ (sterlina,non lira), oltre, ovviamente il simbolo €. Per l’euro, inoltre ci sono altri pacchetti che disegnano il simbolo in modo più conforme alle specifiche della UE.
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Integro la risposta di @mcl1962 con il listato seguente, dove ho commentato i vari errori o inesattezze che hai commesso nel tuo file; tra le altre cose spiego perché amsmath ti segnala quegli errori sulla definizione degli integrali multipli.Un errore strano è la tua scelta di specificare UTF8 come codifica d’entrata; lascia perdere il fatto che con una installazione del sistema TeX completa ed aggiornata, la codifica utf8 da alcuni anni è la codifica di default dei file .tex e di tutti gli altri file che formano i pacchetti standard del sistema TeX. Non è detto che is a la codifica standard di vecchi pacchetti, ma siccome è sempre una buona idea di controllare la data dell’ultima revisione di ogni pacchetto che si invoca, io lascerei perdere tutti i pacchetti più vecchi di 5 anni; o meglio, li userei lo stesso, se non ne posso fare a meno, ma starei sulla difensiva in caso di errori dal messaggio “oscuro”, difficile da contestualizzare. Eccoti la mia versione del tuo esempio con i commenti: leggili con attenzione e se c’è qualcosa che non capisci, chiedi e ti sarà risposto (ricordi? “Bussa e ti sarà aperto” 🙂 🙂 🙂 )`\documentclass[a4paper,twoside,12pt,
%italian,già chiamato da babel: o qui o lì, non due volte!
notitlepage]{report}
\usepackage[utf8]{inputenc}% UTF* non è una codifica riconosciuta;
% la scrittura esatta sarebbe utf8; da alcuni anni la codifica utf8 è
% quella predefinita, quindi non c'è nessun bisogno di caricar inputenc
% con questa opzione
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{amsmath,amsthm}% da caricare pria di txfonts
\usepackage{txfonts}% devi leggere la documentazione del pacchetto txfonts,
% perché scopriresti che quegli integrali multipli sono già definiti da
% quel pacchetto; potresti considerare la possibilità di usare newtxtext
% e newtxmath, più recenti e congegnati meglio; ovviamente newtxmath
% gestisce i font matematici che si accoppiano bene con quelli testuali
% ed estendono la collezione di simboli matematici precedentemente definiti
% da txfonts.
\usepackage{booktabs}% <--- ricaricato dopo \usepackage{tabularx} \usepackage{subfig} \usepackage{siunitx} %\usepackage{amsmath}% Vedi sopra %\usepackage{amsthm}% vedi sopra \usepackage{wasysym}% wasysym e marvosym possono avere delle sovrapposizion ci comansi simili,ma non uguali % leggi con texdoc symbols-a l'elenco dei simboli disponibili col sistema TeX per vedere quali simboli sono in comune fra i due pacchetti \usepackage{graphicx} \usepackage{pgfplots} \graphicspath{{./immagini/}} \usepackage{emptypage} %\usepackage{booktabs}% già caricato prima \usepackage{marvosym}% vedi sopra nella riga di wasysym \usepackage{textcomp}% da alcuni anni caricare textcomp non è più necessario % i suoi comandi fanno tutti parte del nucleo di LaTeX. \begin{document} \section{Paragrafo con formula} \[ formula=termineA-\Sigma(A + B + C +\\ non si va a capo con \\ con una formula di una soloa riga non numerate i display; % se proprio devi andare a capo devi usare gli ambienti di incolonnamento di amsmath; leggi la documentazione con texdoc amsmath D + D + D) \] %l'errore era qui; ora non c'è più! \end{document}`::
Quello che hai spegto ora è fattibile, ms senza avere le figure flottanti; usi il pacchetto multicolo, e inserissci le figure usando \includegraphics, ma non dentor un ambiente figure, bensì dentro un ambiente center; per le didascalie devi usare il comando [tt]\captionof{figure}[didascaliabreve]{didascalialunga}[/tt].
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Se ti riferisci a “L’Arte di scrivere con LaTeX’, tieni presente che l’intero testo è scritto su una solo colonna.
Dove appaiono dei testi affiancati l’autore ha usato le funzionalità del paccheto TikZ e del pacchetto tcolorbox (che si appoggia su TikZ).Parallel, secondo me non va bene, se ho capito bene quello che hai scritto; se componi a due colonne e poi dentro una colonna vosi scrivee due testi affiancati, ogni testo avrebbe ua giustezza così piccola che sarebbe illeggibile con quasi tutte le parole divise in fin di riga. Graphicx serve per inserire delle figure o degli altri oggetti, ma dubito che tu lo possa usare per inserire due scatole contenenti i due testi da affiancare.
Float ti serve per definire dei nuovi tipi di oggetti flottanti; certo potresti definire un oggetto flottante chiamato “duetesti”, ma poi il problema rimarrebbe.
Nella guida Introduzione all’arte tipografica con LaTeX, ci sono diversi esempi che sfruttano le potenzialità del nucleo di LaTeX, gestendo due o quattro scatole correttamente allineate; puoi vedere se quello che c’è raccontato in questa guida potrebbe servirti.
A parer mio la soluzione più semple per te, è quella di usare le funzionalità del pacchetto tcolorbox; questo ha una funzionalità specifica per testi affiancati e ha la proprietà che all’occorrenza può spezzare un “ticolorbox” fra due pagine consecutive.
Un’altre possibilità poterebbe essere data dal \pacchetto longtabble, ma visto che non spezza i capoversi (celle di tipo p) dovresti faticare non poco per tenere capoversi corti, cosa che, probabilmente i tuto testi da affiancare non consentno.
Insomma, il problema non è semplice per niente. ti ho dato diverse idee, ma devi scegliere tu. Io propenderei per tcolorbox, ma devi leggerti con attenzione la documentazione (terminal –> texdoc tcolorbox –> premi Enter/Invio?return a seconda di cosa ci sia scritto sul pato per iniziare una nuova riga) –> legg). È un malloppone, perché fa milanta cose, ma se sfrutti bene l’indice generale e l’indice analitico puoi arrivare al punto che ti serve senza bisogno di leggerti l’intero malloppo.
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