OldClaudio

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  • in risposta a: Immagini e section #121025
    OldClaudio
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      LaTeX non è un word processor, cioè una macchina da scrivere più o meno intelligente.
      LaTeX è un compositore tipografico e di solito non fa le cose che vuoi fare.

      Per esempio non mette il titolo di una sezione a fondo pagina per cominciarne il testo nella pagine successiva.

      Per esempio fa flottare le immagini dove c’è posto per metterle, e non dove si troverebbe fra il testo che ne precede il codice e il testo che lo segue. Ci sarebbe il modo di fare una porcheria del genere, usando il pacchetto float che permetterebbe di usare il codice di posizione H (poche storie! metti l’immagine qui e non fiatare!); gli altri sono p (fallo flottare l’immagine fino ad una pagina di soli float); t (metti l’immagine in testa a questa pagina o in testa alle pagine successive se c’è abbastanza posto); b (metti l’immagine in clce in questa pagina o nelle successive se c’è abbastanza posto); h (metti l’immagine qui se c’è abbastanza posto.

      Qindi quello che chiedi si può fare violando un buon numero di pratiche tipografiche se cominci ogni sezione in na nuova pagina (usando \newpage prima di \section).

      Quanto detto vale per una installazione completa e aggiornata del sistema TeX; può darsi che non valga per Overleaf, del quale non ci occupiamo qui in questo forum. Padronissimo di lavorare con Overlieaf ma non aspettarti troppo da questo forum, perché qualcosa possiamo dirti, ma Overleaf si appoggia al sistema TeX a modo suo, e quindi quello che diciamo potrebbe non andare bene.

      OldClaudio
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        Sabrina, visto che a me funziona benissimo, mentre a te l’indice non vien fuori, n=benché la bibliografia venga compilata, può essere, come dice @samilel, che ci sia un errore nell’output prodotto dal programma biber. Ma senza vedere il tuo file ,bib è difficile dirlo; nelllostessotempo l’esecuzione del file biber produce non solo il file Bibliografia.bbl, ma anche Bibliografia. blg, quest’otimo contiene tutto il .log dellesecuzione di biber, quindi dovrebbe esserci qualche informazione sul fatto che il file .bbl non sia adatto per comparire nell’indice, Potrebbe darsi che tu non abbia compilato latua tesi un numero sufficiente di volte dopo aver eseguito bibero. Come ti ho mostrato con il mio esempio, il file funziona benissimo.
        Puoi senz’altro cancellare l’ambiente filecontents, con tutto il contenuto che vi ho messo dentro, ma quel contenuto mi è servito per controllare un esempio di bibliografia, e se dopo un numero sufficiente di esecuzioni di pdfLaTeX (almeno tre, ma ne consiglio quattro). Tu naturalmente hai una bibliografia diversa, quindi cancellalo pure.

        La tua università ha dato informazioni/prescirizioni tipograficamente discutibili; ma \onehalfspacing produce esattamente uno scartamento(o avanzamento della linea di base) pari a 1.5 volte il copro del font usato; l’interlinea è un’altra cosa e chi ti ha prescritto l’interlinea di 1.5, non sa di che cosa sta parlando; Usa il linguaggio di Word, che viene prodotto negli USA con la lingua inglese-americana preimpostata; nelle versioni localizzate in italiano, la traduzione è stata eseguita in India; Per quanto siano bravi gli indiani, essi non conoscono i termini tecnici della tipografia italiana; al massimo si sono riferiti alla terminologia delle macchine da scrivere Olivetti. L’interliea è lo spaziofra due linee consecutive; in inglese si chiama line skip; lo scartamento è la distanza fra le linee di base di due righe consecutive e in inglese si chiama baselineskip. Visto che LaTeX si occupa di tipografia, il valore di uno scartamento di due linee consecutive normali vale 1,2 volte il corpo del carattere usato; quindi per un carattere di corpo10pt lo scartamanto vale 12pt; per aumentare lo scartamento al valore 1,5 vole il carattere di 10pt, bisogna moltiplicare lo scartamento normale per il fattore 1,5/1,2 = 1,25 e questo approssimativamente è il valore impostato da \oneshalfspacing; in realtà il fattore di \onehalfspacing vale un pochino di meno di 1.25, perché dipende dallo scartamento di defalt usato da LaTeX per i copri di 11pt e di 12pt. L’effetto visivo, comunque è quello di uno scartamento pari a 1,5 volte il corpo del carattere normale del documento.

        In ogni caso se prima imposti \linespacing=1.5 e poi specifichi \onehalfspacing, il fattore di moltiplicazione dello scartamento è esattamente 1,5; quindi non è necessari specificarlo due volte, con \linestretch e con \unehalfspacing.

        OldClaudio
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          Sabrina, il tuo preambolo è utile, ma da solo non forma un esempio Minimo compilabile.

          Il tuo preambolo dimostra che non segui l’evolversi del sistema TeX: non sei l’unica persona che pensa che il sistema TeX sia congelato in eterno. Questa mia osservazione vorrebbe essere un incitamento a tenerti più in contatto. Nell’esempio, piccolo ma non minimo, che ti accludo leggi le note che ho scritto vicino a diverse righe del tuo preambolo.

          Sii più ordinata nello scrivere il preambolo; cerca di dividerlo in righe coerenti, in modo che quando carichi, per esempio, geometri, vi scrivi subito dopo ciò che lo concerne; se carichi amsmath, scrivi subito sotto i pacchetti di amsmath che richiami; lo stesso con TiKZ. Vedo che hai caricato il pacchetto picture e tutto l’armamentario di tikx e di pgfplots. Dipende da quali disegni fai e quanto sei disposta a correre il rischio che la memoria di lavoro di pdfLaTeX sia sufficientemente grande per non andare in overflow.

          L’esempio qui sotto compila benissimo e mette la bibliografia nell’indice. Per quel che riguarda le testatine e i piedini, tieni presente che con le tue impostazioni nelle testatine, quando ci sono, contengono il numero della pagina; ma non ci sono mai nelle pagine iniziiali dei capitoli, Indice compreso; in queste pagine iniziali il numero della pagina compare nel piedino. A me non piace che nella parte iniziale la numerazione delle pagine sia in numeri romani, e poi sia in numeri arabi nel resto del testo, specialmente in una tesi. Vedi altre mie osservazioni dopo il codice.`% !BIB TS-program = Biber
          % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
          \documentclass[a4paper, 12pt, oneside, titlepage]{report}
          %
          \begin{filecontents}[noheader,overwrite]{Bibliografia.bib}
          @book{book:Lamport,
          Author = {Leslie Lamport},
          Date-Added = {2012-10-24 21:42:52 +0000},
          Date-Modified = {2012-10-24 21:42:52 +0000},
          Edition = {2},
          Publisher = {Addison Wesley},
          Title = {{\LaTeX: A document preparation system — User guide and reference manual}},
          Year = {1994}}

          }
          \end{filecontents}
          %
          \usepackage[italian]{babel}
          \usepackage[T1]{fontenc}
          \usepackage{amsmath,amssymb}
          \usepackage{amscd}
          \usepackage{amsthm}%%% OldCl: meglio tenerlo vicino a amsmath
          %\usepackage[utf8]{inputenc}%%% OldCl: non necessario dal 2019
          %\usepackage{textcomp}%%% OldCl: non necessario dal 2020
          \usepackage{graphicx}
          \usepackage{geometry}% metti la conf. di geometry vicino a geometry
          \geometry{a4paper, top=2cm, bottom=1.5cm, left=2.5cm, right=1.5cm}
          \usepackage{caption}
          \captionsetup{labelfont=bf}
          \usepackage{multirow}
          \usepackage{picture}%%% OldCl: sicura di voler usare insieme picture
          \usepackage{pgf,tikz}% e tikz?
          \usepackage{tikz-cd}
          \usetikzlibrary{arrows}
          \usepackage{paralist}%%% OldCl: il pacchetto enumitem sarebbe moltomigliore
          \usepackage{mathrsfs}
          \usepackage{setspace}
          \linespread{1.5}%%% OldCl: questo fattore di allargamento è troppo grande
          \onehalfspacing%%% OldCl: questa impostazione annulla il valore 1.5 di sopra
          \usepackage{subfig}
          \usepackage{siunitx}
          \usepackage{rotating}
          \usepackage{booktabs}
          \usepackage{tabularx}
          \newcommand{\abs}[1]{\left|#1\right|}
          \usepackage{frontespizio}
          \usepackage{emptypage}
          \usepackage{guit}
          %%% OldCl: di qui in avanti ripeti cose simili
          \usepackage{fancyhdr}
          \pagestyle{fancy}%%%OldCL: qui non serve perché sotto viene reimpostato
          \fancyhf{}
          \setlength{\headheight}{14.49998pt}
          \renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{#1}{#1}}
          \renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{#1}}
          \renewcommand{\headrulewidth}{0pt}
          \pagestyle{fancy}%%% OldCl: reimpostazione
          \fancyhead[LO]{\scshape\MakeLowercase{\rightmark}\fontsize{8}{10}}
          \fancyhead[LE,RO]{\thepage}%%% OldCl: LE non serve per le paginie di
          % sinistra, perché compono solo “fronte”
          \usepackage[autostyle,italian=guillemets]{csquotes}
          \usepackage[style=numeric-comp, sorting=none, backend=biber]{biblatex}
          \addbibresource{Bibliografia.bib}
          %\DeclareUnicodeCharacter{0301}{\'{e}}%%% OldCl: con la codifica utf8
          % questo è già impostato

          \begin{document}

          \tableofcontents

          \chapter{Capitolo unico}
          Questo è il manuale di Leslie Lamport \cite{book:Lamport}.

          \printbibliography[heading=bibintoc]

          \end{document}
          `

          Le prime due righe del codice sono informazioni per l’editor; TeXstudio sa cosa farne e se clicchi il comando giusto, TeXstudio ti fa tutte le compilazioni necessarie di pdfLaTeX e di biber.

          L’impostazione oneside serviva e serve ancora oggi per scrivere rapporti da stampare e archiviare in raccoglitori ad anelli, che hanno un fermaglio per tenere i fogli ben fissi; Questo fermaglio rende la lettura delle pagine sfogliate (quelle di sinistra) difficile, per cui tutti i fogli vengono stampati solo sul fronte e il loro verso viene lasciato vuoto. Ora una tesi è più simile a un libro che a un rapporto raccolto in un raccoglitore ad anelli; di solito viene confezionata come un documento brossurato con la copertina molle, oppure rilegate con una copertina dura; anche in questo caso i fogli interni non vengono quasi mai lev=gati/cuciti col filo come i veri libri ben rilegati, ma il pacchetto dei fogli interni vine reso “solido” mediante incollatura ben fatta sul dorso. La lettura del verso non è resa difficile dall’incollatura ben fatta, e quindi il verso dei fogli è leggibile senza sforzi.
          In tempi di cura ambientale, sarebbe quindi utile risparmiare carta e comporre fronte-retro, cioè twoside; la classe book lo fa di suo, la classe report lo fa solo se glielo chiedi. Fossi in te, io userei l’opzione twoside, usando geometry per collocare la griglia di stampa al centro del foglio, con i margini destro e sinistro uguali, e con la larghezza della gabbia tale da non avere righe troppo lunghe; mediamente si accetta che le righe contengano 66 caratteri, spazi e segni di interpunzione compresi, con una tolleranza del 10%, quindi da 60 a 72 caratteri. Questa sarebbe una bella tesi.

          in risposta a: Standard per lettera commerciale #121011
          OldClaudio
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            Benvenuto nel forum, @dash Fisher.

            Non sono l’amministratore, ma solo un moderatore del forum, quindi l’amministratore leggendo il suo messaggio ti risponderà.

            Non esiste uno standard per le lettere commerciali, anche perché lo stile di qualsiasi lettera commerciale deve presentare decorazioni personalizzate che hanno dimensioni diverse da ditta a ditta.

            Chi ha scritto il bel pacchetto letteracpd è morto, purtroppo, quindi non può risponderti, ma…

            L’unica cosa certa sono le dimensioni della finestra della busta DL. Le puoi tranquillamente misurare, almeno quele che usi di solito, anche perché, nonostante tutte le norme, buste di marche diverse sfruttano le tolleranze della serie DL, quindi la finestrella non è mai nello stesso posto. Poi alcune sono rettangolo con angoli retti ai vertici, altre sono con gli angoli arrotondati. Quindi capisci bene che la posizione del destinatario deve essere abbastanza approssimativa.

            Ti suggerisco quanto segue:
            a) prendi un foglio A4 e piegalo in tre come se fosse una lettera, mettilo dentro la busta.
            b) prendi uno spillo e fora il tutto in corrispondenza dei quattro spigoli.
            c) estrai e dispiega il foglio A4 e traccia con un righello il rettangolo.
            d) misura il rettangolo e prevedi di mettere l’indirizzo del destinatario centrato verticalmente dentro una minibox di quelle dimensioni.
            e) misura le distanze verticali ed orizzontali degli spigoli sinistri dai bordi superiore e sinistro del foglio A4
            f) usa l’ambiente picture per posizionare una \framebox grafica che contenga la minipage nella posizione giusta; certamente cci vorranno delle prove per aggiustare le coordinate da dare al comando \put per mettere la framebox al posto giusto, ma il rettangolo disegnato con la \framebox ti fa subito capire se l’hai messo correttamente e se l’hai disegnato delle dimensioni misurate sul foglio A4 iniziale.
            g) quell’elenco di operazioni ti porterà via una manciata di minuti, ma una volta ottenuto il risultato voluto puoi salvare il codice in un piccolo file finestrella.sty che caricherai quando vuoi nella tua lettera e lo potrai usare quando ti pare senza dover prendere altre misure.

            Sembra complicatissimo, e lo è se non hai mai usato l’ambiente picture (trascurato in favore del pacchetto TiKz, molto più potente, ma esagerato per una cosa del genere); Se non sai niente dell’ambente picture (ABC di LaTeX) leggiti il paragrafo che lo riguarda nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato che torvi nella sezione Documentazione di questo forum.

            in risposta a: Overfull \hbox bibliografia #121003
            OldClaudio
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              GGno” post=121522Buonasera,
              Ho scritto una relazione in latex e durate la compilazione ho ricevuto tre messaggi di warning del tipo “Overfull \hbox (1.20514pt too wide)…” che riguardano tre fonti bibliografiche. So che il messaggio vuol dire che c’è una riga che va fuori dai limiti, ma come posso fare ad impedirlo? Ho letto che magari il problema può essere dovuto alla lunghezza dei titoli, ma questi non possono essere accorciati.
              Grazie mille.

              Luigi

              Direi che è normale che nella bibliografia esca qualcosa dei margini; capisco il desiderio di eliminare questi sforamenti, ma talvolta è impossibile se non ricorrendo a trucchi vari; il messaggio di @ezellohar ti dice come fare per avere un aiuto più preciso.

              Ma hai letto di quanto sporge la riga di cui segnali l’eccesso? (le altre righe che sforano probabilmente hanno valori simili): soltanto di 1,20514 punti tipografici. Visto che un punto tipografico a spanne equivale ad 1/3 di millimetro, vale a dire lo spessore di un capello, sei sicuro di saper vedere ad occhio quale sia la riga che sporge?

              in risposta a: Codice LateX scomparso #120998
              OldClaudio
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                sabrina.biology” post=121514Buongiorno,
                sono neofita di LateX, l’ho utilizzato per la mia tesi triennale ed ora ho deciso di utilizzarlo anche per quella magistrale.
                Fino a ieri sera era tutto ok.
                Stamattina, senza ver aggiunto nulla, provo a ricompilare e mi dice “emergency stop” ( e la tesi in pdf appare ancora).
                Chiudo stupidamente il programma, lo riapro ed il codice era scomparso!
                Per favore ditemi che esiste una qualche magia per ripristinarlo!

                Sono stata una cretina a non aver salvato tutto in un doc. World o simili.

                Sabrina, doc word o simili hanno gli stessi problemi quando uno clicca l cosa sbagliata.
                Per provare ad essere più utili a darti una mano, sarebbe utile sapere con quale sistema operativo lavori, con quale editor scrivi i tuoi file .tex; se hai lanciato il programma cliccando sul nome del file in una finestra Explorer.Finder o simili, oppure se l’hai fatto su un’icona sul desktop.
                Sarebbe utile sapere se hai cliccato sull’icona del Cestino, che ti permette di vedere che cosa c’è dentro, perché magari il file .tex è lì. Se così fosse cliccando col destro potresti ripristinare il file .TeX nella sua cartella originale.

                Questa brutta esperienza ti insegna, però, quanto sia importante tenere copia dei propri file su chiavette, o meglio, su dischi esterni.

                Mi auguro e ti auguro che quanto ti ho scritto in merito al Cestino ti possa risolvere il problema.

                OldClaudio
                Partecipante
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                  Se usi guidatematica il semplice uso del comando \maketitle produce sia il frontespizio col logo tondo del GiIT, sia il retrofrontespizio con la licenza e l’invito a iscriversi al GuIT. Per altro la classe memoir su cui si basa guidatematica non dispone dell’ambiente titlepage; certo nel tuo preambolo puoi definrti un tuo ambiente titlepage, che permetta di comporre quello che ti pare; l’importante è che tu non usi il comando \maketitle di guidatematica.
                  Oppure usi direttamente la classe memoir e ti configuriil tutto con le sterminate possibilità che ti offre quella classe.
                  Se invece vuoi scrivere una guida tematica (hai letto guidatematica-doc.pdf?) devi essere coerente con le guide tematiche del GuIT e non puoi cambiare quasi nulla., certo non nel frontespizio Mi sembra che solo la guida tematica di Introduzione a Lua contenga il logo di Lua, ma è la tipica eccezione che conferma la regola (infatti, ho controllato, questa guida su Lua contiene sia il logo di GuIT sia il logo di Lua).

                  OldClaudio
                  Partecipante
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                    Cancella l’opzione ipertesto e carica esplicitamente hyperref secondo le idiosincrasie di questo pacchetto. Con la versione più recente l’errore di \href sparisce, perché la classe guidtematica NON carica hyperref, ma richiede che gli utenti se lo carichino da soli. dopo che ti sei caricato hyperref, presumibilmente dopo quasi tutti gli altri pacchetti, \href è definito correttamente.
                    Io ho copiato sul mio Mac il tuo esempio minimo e a me funziona correttamente con l’ultima versione; non ho incontrato nessun problema; anche perché il tuo esempio non usa gli hyperlink.
                    Se li avesse usati, avrei caricato hyperref e non avei avuto problemi.

                    Per quel che riguarda il tuo errore con la vecchia versione non posso dirti niente, perché non lo posso replicare.

                    OldClaudio
                    Partecipante
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                      Stai usando una versione obsoleta di guidatematica.cls. Tra le altrecose ipertesto non è più un’opzione valida, anche se produce solo un warning nel file .log.
                      [attachment]C:\fakepath\guidatematica.cls[/attachment]

                      Come vedi non è possibile inviarti la classe attraverso il forum. Mandami una mail al mio indirizzo che trovi indicato nelle altre guide tematiche di questo forum e vedo di spedirtela per mail.

                      OldClaudio
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                        Nel mail precedente, sebra che ti abbia allegato due volte ilmanuale d’uso e non sia stato allegato il file .dtx. Provo con questo secondo messaggio.
                        [attachment]C:\fakepath\guidatematica.dtx[/attachment]

                        [attachment]C:\fakepath\guidatematica.dtx[/attachment]

                        OldClaudio
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                          Stai usando un file di classe vecchio ed obsoleto. Prova con quello rivisto più recentemente. Io lo uso in continuazione sulmioMAc dove ho MacTeX 2022 e non ho problemi. Se però il tuo problema rimane con la nuova versione, che comunque ti serve per aggiornare la tua vecchia, fammelo sapere.

                          [attachment]C:\fakepath\guidatematica.dtx[/attachment]

                          [attachment=2692]guidatematica-doc-it_2022-05-22.tex[/attachment]

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                          in risposta a: pdflatex – lualatex e la matematica nei titoli. #120981
                          OldClaudio
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                            Alla domanda se non è possibile caricare gli OpenType anche per dflatex, la risposta è assolutamente no, perché pdfLaTeX trova i glifi da mettere nel file di uscita se hanno indirizzi di un solo byte, 8 bit. E non c’è possibilità di fare diversamente; il fatto che pdfLaTeX possa lavroare con i Type2 in pilzze di 256 caratteri al massimo dipende dal fatto che con un solo byte per calcolarne l’indirizzo quindi con 8 bit, puoi avere solo 256 combinazioni di zeri e di uni, che vanno da 00000000 (0 decimanel) a 11111111 (255 decimale); aven cominciato da zero, le combinazioni possibili sono 256.

                            Xelatex prima e LualaTeX poi sononati appunto proprio per superare il limite dei 256 caratteri. Gli OpenType possono arrivare dino a 4 bite di indirizzo e se trasformi il numero binari in deicmali otieni $ 256^4= *^{32} = 42.949.672.96$ combinazioni possibili, non tutta indirizzabili, ma stiamo parlando di milioni di indirizzi possibili. Come ti ho scritto di fatto nemmeno i fotn OpenType che contengono gli ideogrammi cino-giapponesi arrivano ad userne più di diverse decine di migliaia.

                            Alla seconda domanda: certo i file aux di pdf/Xe/Lua LaTeX sono diversi anche perché gestiscono in font in modo diverso; Aggiungerei poi che questo è particolarmente evidente con i fon matematici; PdfLaTeX usa quattro gruppi (lettere, operatori, simboli, grandi simboli) in tre corpi diversi, quindi usa 12 famiglie per ogni ambiente matematico; Xe e Lua usano n solo font che contiene da solo tutti i glifi di ogni corpo, di ogni nerezza, di ogni foggia di ogni tipo matematico, tutti nello stesso file .otf.

                            Ricorda anche che spesso i font OpenType sono descritti come font TrueType o Type!, solo per distingure se gli archi che compongono il contorno di ogni segno, son ottenuti con curve di Bézier di secondogrado (TrueType) o di terzogrado (Type1). Questo non ri=duce la confusione della terminologia. L’unica cosa che distingue i Type1 e TrueType a 256 caratteri dai font OpenType di tipo TT e Type1, E che il numero di glifi è quasi illimitato, e gli archi sono ottenuti con parabole o con archi di terzo grado. Da matematico sai benissimo che le parabole non hanno flessi,mentre i polinomi di terzo grado possono avere flessi, e li hanno se il primo e l’ultimo coefficiente del polinomio hanno segni opposti. È ovvio che la maggior parte dei segni grafici dei caratteri hanno flessi; quindi con gli archi di parabola biaogn congiungere due parabole con concavità opposte ma con la stessa tangente nel punto di congiunzione. Ne segue che con i font TrueType per descrivere lo stesso glifo occorrono più archi parabolici di quanti ne servano per lo stesso carattere ha in contonrni descritti da curve di terzo grado.

                            in risposta a: Uso di altri fonts .ttf #120983
                            OldClaudio
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                              LaTeX è il nome di un formato; pdfLATeX, LualaTeX, XeLaTeX sono nomidi programmi che usano il formato LaTeX opportunamente adattato alle loro funzionalità. Luae Xe possono usare font di ogni genere, Tipe1, TrueType, OpenType con alcune piccole differenze fra Lua e Xe, PdfLaTeX può usare solo font Type!.Il fatto che tu usi Linux non cambia le cose, Solo che i vari font distribuiti con la particolare installazione devono essere installati e accessibili con opportune mappe per pdfLaTeX, non occorrono mappe con Xe, Lua se li trova da solo.

                              Maggiori dettagli sulla documentazione di TeXlive, di tlmgr, e volendo anche sualla GuidaGuit c’è un capitolo apposta.

                              in risposta a: pdflatex – lualatex e la matematica nei titoli. #120979
                              OldClaudio
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                                Daniele; questa soluzione funziona sia con \pdfLaTeX sia con \LuaLaTeX`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                                \documentclass{memoir}

                                \RequirePackage{amsmath, amssymb, amsthm}

                                \RequirePackage[italian]{babel}
                                \usepackage{iftex}

                                \ifpdftex\typeout{************* PDFTeX*****************}
                                % \RequirePackage[utf8]{inputenc} % CB <-- non serve nemmeno per pdfLaTeX \RequirePackage{stix2} % font \else \ifluatex\typeout{************* LuaLaTeX *****************} \usepackage{fontspec} \setmainfont{STIX}[Ligatures=TeX] \usepackage[math-style=ISO]{unicode-math} \setmathfont{STIX Two Math} \fi \fi \RequirePackage[colorlinks, hyperindex, pagebackref, linkcolor=RoyalBlue, filecolor=RoyalBlue, citecolor = black, urlcolor=RoyalBlue]{hyperref} \RequirePackage[usenames, dvipsnames]{xcolor} \newcommand{\N}{\mathbb{N}} \begin{document} \setcounter{tocdepth}{2} \tableofcontents \chapter{Numeri naturali} \section{L'origine dei numeri} \label{sec:nat_origine} \section{I numeri naturali} \label{sec:nat_naturali} \section{Operazioni con i numeri naturali} \label{sec:nat_operazioni} \subsection{Proprietà delle operazioni} \subsection{Addizione in $\N: \quad \left(\N;~+\right)$} \subsubsection{Funzione addizione} \subsubsection{Proprietà dell'addizione} \subsection{Sottrazione in $\N: \quad \left(\N;~-\right)$} \subsubsection{Funzione sottrazione} \subsubsection{Proprietà della sottrazione} \subsection{Moltiplicazione \texorpdfstring{in $\N: \quad \left(\N;~\times\right)$}{in N:\quad (N; \texttimes\right)}} La moltiplicazione è legata all'azione di contare oggetti disposti in uno schieramento rettangolare. \end{document}` Risposte alle tue domande: 1) stix2 e stix two math sono due font diversi; il prio è type1 e il secondo è OpenType, il primo può contenere al massimo 256 caratteri e il seocndo ne può contenere milioni, di oslito non più di diverse decine dimigliaia.. La SIL che ha messo insieme sia quelli OpenType sia gli altri, ha fatto miracoli per ottenere i seocndi, i quali però rappresentano sempre un ripiego. 2) Il seocndo argomento di \texorpdfstring serve solo per i bookmarks chenon possono contenre matematica di nessun genere.Se vuo che nell'indice compaiano cose diverse da quelle che comapiono nel titolo della sezione devi usare l'argomeentofacoltativo di ogni comandi di sezionamenti. Ora ti faccio una domanda io: perché vuoi mettere delle formule neititoli delle varie sezioni a diversi livelli gerarchici? Qui è una questione più filosofica che tipografica; tradotto in termini meno formali, è una questione di gusti personali. Me dietro a questi gusti dovrebbe esserci un pensiero. Secondo il mio pensiero, che ripeto è personale, e non deve necessariamente essere condiviso da altri. un titolo deve essere breve e ma deve contenere abbastanza informazione da capire di che cosa tratta la sezione. Ora quando hi un capitolo che parla di “Numeri naurali, diviso in sezioni de descrivono le operazioni che si possono eseguire sui numenri di questo insieme, no è necessario specificare che queste sezioni si riferiscono ai numeri naturali; dentro un capitolo relativo ai numeri naturali. Quindi, sempre secondo il mio parere personale è del tutto superfluo disre in linguaggio matematico quello che sostnzialmente hai già dettocon lo scritto in linguaitaliana. Se poi il testo è dedicato a lettori neofiti rispetto alla matematica, quelle formule neititoli vano spiegate bene nel corpo delle sezioni. A maggior ragione le formule sono superflue nei booktab, sempre secondo il mio prere; ma credo che fosse anche il parere di chi si è occupato dell'iperlinguaggio, cioè del pacchetto hyperref, perché ha implementato i booktab inmodo che noncontengano né cambiamenti di font, nè, meno che mai la matematica. Capisco invece i greci e i russi che scrivono spessodocumenti bilingui, e che quindi possono avere problemi con il cambio di font; sr si leggono i loro file di documentazione si vede benissimo quali acrobazie fanno per comporre documenti con due alfabeti diversi; con Lua e Xe Latex molti dei loro problemi sono svaniti, ma quando dovevano lavorare con i font Type1 avevano dei seri problemi.

                                in risposta a: pdflatex – lualatex e la matematica nei titoli. #120977
                                OldClaudio
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                                  L’informazione di @robitex è parzialmente giusta; in relatà ha dimenticato il gruppo che racchiude il seocndo argomento di \texorpdfstring. Vedi pagina 25 della documentazione di hyperref co il solito comando texdoc hyerref.

                                  In genrale è epricoloso mettere dei comandi sviluppabili nei bookmarks; nel tuo caso il comando sviluppabile sarebbe \times; Io, nel tuo esempio modificato ho tolto la chiamata a inputenc nel ramo relativo a pdfLaTeX (come sia ora (da tre anni almento) la codifica UTF-8 è di default anche per pdfLaTeX, oltre che per Lua e Xe Latex.
                                  È una piccola innocente disattenzione quella di specificare la chiamata a inputenc se l’opzione è utf8, perché in questo caso ci pensa il nucleo di LaTeX a non caricare il pacchetto.

                                  Capisco benissimo che i vari \RequirePackage, dovrebbero essere dei normali \usepackage, perché hai semplicemente copiato quelle chiamate dal tuo file .sty che usi per comporre il tuo testo e le hai incollate in questo EMC. @robitex ha fatto bene a segnalrti le piccole imprecisioni.

                                  Tuttavia veniamo al nodo della questione; nel secondo argomento di \texorpdfastirng ho toltola matematica e ho sostituito il segno di moltiplicazione con una X maiuscola testuale senza grazie; matematicamante parlando la cosa non va bene, ma il bookmark è completo, comprensibile lo stesso e funziona come link alla sezione giusta.

                                  Se vuoi cheil segno di moltiplicazione sia corretto, dovresti caricarlo direttamente come glifo di un code point di Unicode relativo ai font matematici STTIXS Toe Math che carichi; la ricerca del cose point di quel glifo non è cosa facile; è piuttosto laboriosa. Potresti cavartela usando il pacchetto unicodefonttable di cui si parla anche nel prossimo numero di ArsTeXnica che è ancora in lavorazione, ma appena prontosarà accessibile per essere scaricato dai soci del GuIT. Oppure dei il comando texdoc unicodefonttable da terminale e cerchi di decifrare la documentazione direi un po’ scarna, ma sufficiente se la leggi con attenzione,

                                  `% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                                  \documentclass{memoir}

                                  \RequirePackage{amsmath, amssymb, amsthm}

                                  \RequirePackage[italian]{babel}
                                  \usepackage{iftex}

                                  \ifpdftex\typeout{************* PDFTeX*****************}
                                  % \RequirePackage[utf8]{inputenc} % CB <-- non serve nemmeno per pdfLaTeX \RequirePackage{stix2} % font \else \ifluatex\typeout{************* LuaLaTeX *****************} \usepackage{fontspec} \setmainfont{STIX}[Ligatures=TeX] \usepackage[math-style=ISO]{unicode-math} \setmathfont{STIX Two Math} \fi \fi \RequirePackage[colorlinks, hyperindex, pagebackref, linkcolor=RoyalBlue, filecolor=RoyalBlue, citecolor = black, urlcolor=RoyalBlue]{hyperref} \RequirePackage[usenames, dvipsnames]{xcolor} \newcommand{\N}{\mathbb{N}} \begin{document} \setcounter{tocdepth}{2} \tableofcontents \chapter{Numeri naturali} \section{L'origine dei numeri} \label{sec:nat_origine} \section{I numeri naturali} \label{sec:nat_naturali} \section{Operazioni con i numeri naturali} \label{sec:nat_operazioni} \subsection{Proprietà delle operazioni} \subsection{Addizione in $\N: \quad \left(\N;~+\right)$} \subsubsection{Funzione addizione} \subsubsection{Proprietà dell'addizione} \subsection{Sottrazione in $\N: \quad \left(\N;~-\right)$} \subsubsection{Funzione sottrazione} \subsubsection{Proprietà della sottrazione} \subsection{Moltiplicazione in \texorpdfstring{$\N: \quad \left(\N;~\times\right)$}{N: (N; \textsf{X})}} La moltiplicazione è legata all'azione di contare oggetti disposti in uno schieramento rettangolare. \end{document}`

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