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Inglese———————Italiano
table of contents———indice generale o semplicemente indice
index———————–indice analiticodue cose diverse, due metodi diversi per produrli.
L’indice analitico richiede non poca pazienza per marcare tutte le voci da indicizzare; di solito non lo si compone, se non per testi di riferimento o di studio
L’indice non richiede nessuna fatica, perché basta scrivere nel punto dove lo si vuole comporre semplicemente \tableofcontents.
Le guide che trovi in questo sito non hanno nessun bisogno di essere completate con quanto trovi in giro per il web; ce ne sono di generali e di avanzate e di tematiche. L’Arte di scrivere con LaTeX è la prima da scaricare e da tenere a portata di mano o di mouse; la seoncda è Il LaTeX Reference Manual commentato che è l’ABC del mark-up di LaTeX; e poi ce ne sono tante altre.
Non fidarti del web perché spesso ci sono cose obsolete o cose che si riferiscono solo a installazioni su macchine Linux, mentre la maggior parte degli utenti usa macchine Windiws; Coloro che usano macchine Mac/Apple sono una minoranza, ma fra gli utenti di LaTeX sono più numerosi rispetto alla media generale.
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Puoi fare quello che vuoi per replicare la slide che hai mostrato all’inzio; per una migliore rappresentazione dovresti sostituire D_{fan} con D_{\textit{fan}} — tieni presente che puoi usare \textit in matematica solo se hai caricato il pacchetto amsmath.Però sia la slide originale, sia la slide che cercheresti di imitare sono ERRATE.
Le norme ISO prescrivono che i pedici che non rappresentano variabili matematiche o fisiche siano composte in tondo. Allore al posto di \textit, andrebbe bene \mathrm (che non richiede amsmath, o \textup (che richiede amsmath).Vedi tu…
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Caro Roberto,
negli ultimi giorni mi sono dedicato ad approfondire i cambiamenti che sono avvenuti in TeXLive, GostScript e in pdfLaTeX, XeLaTeX e LuaLaTeX.Ecco quanto ho scoperto:
0) PreliminarNon ci osno o non ci dovrebero essere problemi con i font di LaTeX; anche se ci sono due file cmsym e un altro font matematico che sono incompatibili per qualche glifo di larghezza nulla; con il pacchetto TOPteso ho rideifnit i comandi che usano quel paio di glifi sbagliati, per l’altro font il problema non mi si è mai presentato, quindi mi sono dimenticato di quale/i glifo/i si tratti. I problemi veri nascono dal profilo di colore e dai file importati; per il profilo di colore pdfx fa tutto da solo ed è meglio non metterci el mani dentro. Per i file importati, se sono file PDF o EPS generati “in casa” bisogna rigenerali in modo che essi stessi siano PDF/A compatibili, perché di solito i metadati relativi ai font e al profilo di colore non sono presenti; altrimenti bisogna convertirli in file raster PBG se sono al tratto o JPG se sono fotografie cuarndo che siano RGB e non CMYK come talvolta succede.1) pdfLaTeX
il pacchetto pdfx, al contrario di quello che faceva prima, va caricato dopo il pacchetto inputnec e prima del pacchetto hyperref; quest’ultimo deve venire chiamato senza opzioni e le impostazioni vanno fatte successivamnte mediante \hypersetup. ovviamante ci vule il file .xmpdata con il nome uguale a quello del main file.
Le compilazione procede senza errori, lerrore dummy-space non si mainfaesta più, ec’è la possibilità che il file sia PDF/A compatibile, se sono soddisfatte altre circostanze. (vedi punto 0 )2) XeLaTeX
Non può produrre da solo file PDF/A perché la sua composzione passa attraverso unfiel DVI esteso, che viene convertito in PPDF mediante una versione speciale ed estesa di dvipdfm. Invece il formato PDF/A necessita di primitive che ha solo il motore pdftex. Quindi bisogna passare attravero Ghostscript, am è difficle configurare il file dei metadati *_def.ps che potrebbe mantenere il nome originale del modello PDFA_def.ps, ma è meglio usare un file col nome del file principale del file PDF generato da XeLaTeX. Un altro metodo più semplice consiste nel creare un semplice file di poche righe che usi il pacchetto pdfpages, ceare il file di metadati .xmodata col nome di questo piccolo file, e usare questo piccolo file per importare il file PDF generato da XeLaTeX. Entrambi i metodi perdono la funzionalità dei collegamenti ipertestuali eventualmente presenti ne file da convertire.3) LuaLaTeX
La documentazione di pdfx dice che esso è compatibile solo con pdfLaTeX, come ti ho già scritto, ma bisogna avere fiducia. Se il file da comporre con LuaLaTeX non usa profili di colore strambi, né importa file PDF con contenuti non compatibili, allora vale la pena di caricare pdfx prima di hyperef (senza opzioni, ma configurato dopo mediante \hypersetup) e lanciare la compilazione LuaLaTeX; siccome questo è incompatibile con pdfx,a un cero punto si ferma dicendo che una certa primitiva (di pdftex) è una control sequence ignota. In errorstopmode il programma si ferma in attesa di istruzioni da parte dell’utente; si preme il taso S + invio, e la compilazione riparte. Miracolo! il file PDF ottenuto è PDF/A compatibile e passa l’analisi di Preflight di Adobe Acrobat Pro XI; ne non la passa è perché il fiel da compilare manca di qualche dato o importa qualche file non PDF/A compatibile. Ovviamante, anche con LuaLaTeX bisogno predisporre il solito file di metadati .xmpdata come si fa per la compilazione mediante pdfLATeX.Ho faticato molto a trovare questi risultati e devo ringraziare Luigi S. che mi ha aiutato con la riga di comando di ghostscript.
Quanto è scritto in questo messaggio funziona, ma non si trova scritto da nessu’altra parte. Per cui ora mi accingo ad aggiornare i documenti per il Forum, e altri documenti in giro dove ho scritto del formato PDF/A. In modo che anche qui dal forum possiamo indirizzare gli OP verso una documentazione non così succinta come questo breve ( 😉 😎 😯 😀 ) messaggio.
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No, non si capisce che quelle righe magiche implicano che stai usando TeXShp; quelle righe magiche sono intepretate anche da TeXworks e TeXstudio (entrambi multi piattaforma) e da un altro pio di shell editor per il sistema TeX che funzionano solo sui Mac.Il fatto che continui a sottolineare le prole in inglese significa che potrebbero essere ancora in vigore le impostazioni precedenti memorizzate nei file nascosti che i sistemi operativi Mac memorizzano da qualche parte (ma non so dove).
Prova a copiare il contenuti del tuo file sorgente in un nuovo file Te con un altro nome, nel quale metti solo le righe magiche per la codifica e per il programma di composizione, e vedi se continua a farlo. Ricordo che la nuova funzionalità venen fuori ocn il sistema operativo Maverick, e si è mantenuta con Yosemite e El Capitan Io uso El Capitan), non credo che fosse funzionale con Snow Leopard. In realtà tutto dipende da cocoAspell, più che da TeXShop, così mi ha scritto Richard Koch, il creatore di TeXShop.
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Ti do una risposta insoddisfacente.
Sul Mac, lo shell editor si chiama TeXShop e non ha bisogno di nessuna indicazione di lingua perché la riconosce da solo (quando ci riesce) ciò quando una parola non è scritta così male che non assomiglia a nessuna parola di nessuna lingua). Bisogna solo stare attenti che non esegua la correzione automatica, altrimenti sostituisce tranqullamente fischi a fiachi, perché trova che fischi sia più vicino alla parola sbalgiata che non fiaschi.Non so se hi reso l’idea. Io scrivo abitualmente in italiano, in inglese e in francese; sono rari i casi in cui non riconosca la lingua giusta.
::alageo” post=104327ciao a tutti, è da poco che uso latex e non riesco a capire una cosa che può sembrare semplicissima. devo creare il reticolo dei quaternioni e dei gruppi diedrali e non riesco proprio a capire come crealo
vi allego l’immagine
http://i40.tinypic.com/2h4gl61.jpg
chiedo scusa se magari la questione è stata già posta sul forum, ma non sono riuscito proprio a trovare una risposta..grazie in anticipo
Benvenuto nel forum.
Questioni sui disegni ne vengono poste in continuazione, e sei perfettamante giustificato a chiedere di nuovo anche tu, specialmente se sei nuovo nel mondo di LaTeX.
Ci sono diversi metodi per ottenere quel disegno senza usare altro che LaTeX. Ci sarà certamente qualcun altro che ti suggerirà di usare TikZ, che in effetti è un pacchetto formidabile.
Io ti offro la soluzione con l’ambiente picture nativo di LaTeX sin dal 1984, quindi che è stato sempre presente nel nucleo di LaTeX fin dalla sua nascita; oggi è un po’ snobbato, perché ci sono pacchetti che fanno di pi`¨e probabilmente meglio, ma l’ambiente picture si impara leggendo una decina di pagine della guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato, liberamente scaricabile dalla Sezione Documentazione di questo forum, sottosezione guide GuIT tematiche. Esso rappresenta l’ABC di LaTeX, ma, benché si riferisca a LaTeX2e del 1994, da allora ad oggi si sono fatti molti progressi e quindi quella guida non è semplicemente tradotta in italiano, ma è commentata per segnalare come si può fare meglio oggi usando i pacchetti giusti.Eccoti il codice: copiale e incollalo in un file .tex che puoi chiamare Quaternioni.tex. compilalo facendo uso del tuo shell editor e guarda il risultato. se ti sembra troppo piccolo, aumenta il valore di lunghezza assegnato a \unitlength. Nota che per semplificare le cose ho definito un solo comando per mettere le annotazioni sugli spigoli del grafo o reticolo, come lo chiami tu. Occorrono in pacchetti pict2e, color (o xcolor), che sono presenti in ogni distribuzione del sistema TeX; non ha veramente bisogno di niente che non sia standard.`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex
\documentclass[12pt]{article}
\usepackage{pict2e,color}\newcommand\Zbox[1]{\makebox(0,0){\fboxrule=0pt\fboxsep=0.5\unitlength
\fcolorbox{white}{white}{$#1$}}}
\begin{document}\centering\unitlength2mm
\begin{picture}(50,30)(-25,-10)
\Line(-20,10)(20,10)\Line(0,-10)(0,20)
\polygon(0,0)(20,10)(0,20)(-20,10)
\put(0,-9){\Zbox{\{1\}}}
\put(0,1){\Zbox{\langle i^2\rangle\cong C_2}}
\put(-17,10){\Zbox{\langle i\rangle\cong C_4}}
\put(0,10){\Zbox{\langle j\rangle \cong C_4}}
\put(17,10){\Zbox{\langle ij\rangle\cong C_4}}
\put(0,20){\Zbox{Q_8}}
\end{picture}\end{document}
`Le prime due righe sono le cosiddette righe magiche, che alcuni shell editor usano per auto-configurarsi (TeXShop, TeXworks, TeXstudio, certamente, forse altri). Il preambolo contiene solo le chiamate a quei due pacchetti e la definizione di \Zbox. il resto, compreso fra [tt]\begin{document}[/tt] ed [tt]\end{document}[/tt] è il disegno; come vedi una banalità. Non credo che con TikZ ti occorrano meno righe, ma dovresti leggerti qualche centinaio di pagine di documentazione di TikZ.In realtà la definizione di \Zbox, benché faccia uso di comandi standard di LaTeX e del pacchetto color, contiene un trucco che non viene in mente spesso: il colore bianco del bordo della scatola colorata e del suo sfondo; perché vi ho messo un colore inutile visto che la carta è bianca? Perché quel colore non è trasparente, quindi ricopre eventuali segni “inchiostrati” che vi giacciano sotto e le linee che congiungono i nodi restano coperte da quel bianco e non è necessario prendere nessuna misura per specificare dove cominciano e dove finiscono quelle linee. Prendine nota; ti servirà di sicuro in futuro.
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Guarda che se ogni volta ti si creano i file .fmt, hai dei problemi grossi; sei sicuro che suall penneta ci sia il TeXLive perfettamante installato con tutti i file di formato (latex,fmt, pdflatex.fmt, xelatex.fmt,… ce ne dovrebbero essere diverse decine) e che l’installazione roblematica che hai fatto riesca a trovarli?Finché non riesci a produrre un fie PDF contenete qualcosa di leggibile, non ti preoccupare di altre dettagli.
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\markboth va messo subito dopo \chapter*Però non capisco perché incrementi il numero dei capitoli avendo usato \chapter*.
Inoltre perché usi il comando \section dopo un capitolo non numerato; se usi \chapter* e ammesso che abbia senso, usa \section*Infine a me sembra che \printbibliography crei la bibliografia emettendo prima un comando \chapter*. Leggiti bene la documentazione di biblatex; sono quasi sicuro che sia possibile personalizzare biblatex in modo che crei una bibliografia a livello di \section, non di \chapter.
Così come hai fatto credo che ti trovi una pagina che contiene solo il titolo del capitolo non numerato “Riferimenti normativi e linee guida”; poi sotto ti trovi un titolo di sezione “Norme” poi hai una salto di pagina (forse di due) e ricominci con il titolo della bibliografia.A parte le testatine, se ho immaginato correttamente quello che ti ho scritto sopra, questa è una cosa impresentabile.
Se ho immaginato male, ti chiedo scusa.Certo che senza un esempio minimo compilabile mi costringi ad immaginare, invece che ad analizzare seriamente il tuo problema.
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Ho guardato il tuo codice; ho spostato alcuni caricamenti e hi commentato correttamente l’uso dei pacchetti. Ho aggiunto la chiamata ai pacchetti amsmath e amssymb, che sono sempre necessari quando si scrive di matematica e in particolare ho usato l’ambiente pmatrix, invece di array, quindi ho modificato il codice corrispondentemente. Ho modificato il massimo valore di colonne che gli ambienti matrix di amsmath possono gestire portandolo al valore 55 Le colonne effettivamente usate saranno diverse da matrice a matrice, ma il massimo è 55. Nota che anche se l’impostazione del contatore MaxMatrixCols è fatta dentro un ambiente, la sua impostazione eseguita con \setcounter è globale, quindi se dopo di questa matrice ne dovessi comporre un’altra di 60 righe e 60 colonne, dovresti impostare un valore maggiore, ma se dovessi comporre una matrice di 50 per 50 non devi fare nulla di particolare in quanto il valore 55 comprende il 50.Nota, infine, che quando devi ripetere dei codici di colonna tante volte, 54 volte nel tuo caso con l’ambiente array, ti conviene scrivere [tt]\begin{array}{*{54}{c}}[/tt] ti risparmi molti errori, specialmente con numeri così grandi.
È bastato porre [tt]\arraycolsep=0.78\arraycolsep[/tt] per ottenere il risultato voluto: la matrice sta tutta nella pagina.`% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
%fondamentali:
\documentclass[12pt]{book}% twoside e a4paper sono di default con book
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern} % font vettoriali con codifica T1
\usepackage[utf8]{inputenc} %tastiera nazionale
\usepackage{geometry} %dimensioni della pagina
\usepackage{makeidx} %pacchetto per l'indice analitico\geometry{a4paper,top=3cm,bottom=2.5cm,
left=3.75cm,right=3.75cm
,bindingoffset=5mm
} %margini; bindingoffset stabilisce un
% margine di rilegatura, di solito inutile; specialmente
% con margini laterali così grandi è del tutto inutile.\usepackage{fancyhdr}
\pagestyle{fancy} %stile delle testatine e dei piedini\renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{\thechapter.\ #1}{}}
\renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{\thesection.\ #1}}\fancyhead{} % clear all fields
\fancyhead[LE]{\slshape \leftmark} %capitolo
\fancyhead[RO]{\slshape \rightmark} %section
\fancyfoot[C]{\thepage}
\renewcommand{\headrulewidth}{0.4pt}
\renewcommand{\footrulewidth}{0.4pt}%altro:
\usepackage{amsmath,amssymb}% per la matematica avanzata
\usepackage{xcolor} %testi in colore
\usepackage{graphicx} %immagini
\usepackage{sidecap} %didascalie delle figure ai lati
\usepackage{float} %posizionare le figure dove si vuole; ma da non usare mai
\usepackage{stmaryrd} %fulmine
%servirà a qualcosa… Se non sai se ti serve davvero, non caricarlo
\usepackage{multicol} %colonne
\usepackage{pgfplots} %per le costruzioni in goegebra
\usepackage{quoting} %citazioni
\usepackage{subfig} %sottofigure e sottotabelle dentro un unico float
\usepackage{longtable} % tabelle su più pagine
\usepackage{multirow} % meglio non usarlo
\usepackage{lscape} % mette in landscape il contenuto di una pagina
\usepackage{relsize} % permette di usare cambaimenti di corpo relativi
\usepackage{hyperref} %per i link; da caricare sempre per ultimo\begin{document}
\begin{landscape}
{\tiny\setcounter{MaxMatrixCols}{55}
\arraycolsep=0.78\arraycolsep
$A=
\begin{pmatrix}
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\end{pmatrix}$
}
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\end{landscape}
\end{document}`
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Sicuramente hai usato il pacchetto relsize e il comando \relsize senza leggerne la documentazione, perché usareprima l’ambiente tiny e poi cercare di rudurre questo di 20 steps mediante [tt]\relsize{-20}[/tt] non ha senso, visto che \tiny è già l’ultimo step in basso a cui puoi arrivare.\tiny è una dichiarazione; non è vietato togliere il backslash da \tiny e usare il nome per identificare un ambiente inesistente, ma pur sempre usabile, grazie al meccanismo che LaTeX usa per creare il comando di apertura e il comando di chiusura. visto che sei già dentro un ambiente e che subito dopo apri un gruppo basta mettere \tiny dentro il gruppo per confinarne gli effetti al gruppo.
Con il corpo normale di 12pt \tiny corrisponde a 6pt, appena leggibile; ridurlo ancora (cosa che non puoi fare con il comando \relsize, visto che \tiny è l’ultimo step in basso) sarebe una follia.
Alllora, visto che la tabella ruotata di 90° è troppo alta vedi di ridurre lo spazio fra le colonne, per esempio impostando prima di array qualcosa come \arraycolsep=0.5\arraycolsep (è una assegnazione, non una equazione); poi visto il risultato modifica il valore 0.5 come meglio credi.
Cercare di far stare una matrice così grande in una sola pagina è difficile; esiterebbe anche un’altra soluzione descritta nella GuidaGuIT (sezion Documentazione di questo forum) che ricorre a \resizebox; quella guida dispone di un intero paragrafo per gestire le tabelle (e le matrici) troppo grandi.
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No, ho provato io; longtable non funziona né dentro l’ambiente multicols del pacchetto multicol, né in modo \twocolumn. Lo stesso comando di apertura di longtable si accorge se si trova in quella modalità.Un altro errore di cui mi sono accorto prima e che ci è sfuggito e quello che non si può mettere nessuna riga tabellare prima di \toprule e dopo \bottomrule, perché questi comandi mancano di spazio verticale rispettivamente sopra o sotto; in mancanza di questo spazio, il contenuto della riga sopra \toprule batte contro il filetto e nello stesso modo per la riga sotto \bottomrule.
Infine un’altra cosa che mi è sfuggita, la lettera V nella prima colonna deve essere in modo matematico; ora correggo anche sopra nel mio messaggio.
Commento finale: Tu @schwartz92it hai usato le tecniche migliori e sempre consigliabili per le tabelle di numeri. Ma una tabella di questo genere, specialmente se deve risultare di una decina di pagine o forse di più, è sostanzialmente impresentabile sia come l”ho fatta io sia come l’hai fatta tu.
Ho la sensazione che sia necessario spezzare a mano la longtable in modo che contenga solo un numero di righe che stiano nella pagina (35-40 righe) e poi ricomporle una dopo l’altra dentro una ambiente multicols (due colonne con la mia soluzione, tre colonne con la tua) che cominci su una nuova pagina (pacchetto afterpage e comando \afterpage) in modo da riempire bene le pagine.
In ogni coso consiglierei a @caramgonzo di mettere tutto questo materiale in un’appendice, tanto col giochetto dei \label, \ref, \pageref, vi può fare riferimento in qualunque punto del suo testo.
@caramgonzo; se non hai mai usato i pacchetti multicol e afterpage, leggine la documentazione aprendo un terminale o prompt dei comandi, scrivendoci dentro texdoc seguito dal nome del pacchetto, premendo il tasto invio, e leggendo nella schermata che ti si apre. Fai sempre così; L’Arte di scrivere con LaTeX è essenziale per cominciare, ma per proseguire occorre la dimestichezza con i singoli pacchetti, che si acquisisce solo leggendone la documentazione.
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