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17 Novembre 2015 alle 15:12 in risposta a: Tabella ridimensionata con resizebox ma non centrata #104118::
Bravo @robitex! Le lezioni di Enrico ai meeting servono, eccome!Ma per mettere in luce gli spazi spuri introdotti dalla definizione di tabular dentro quella classe mnras, non basta sapere che esiste il problema degli spazi spuri, ma bisogna anche saper riconoscere che la cosa dipende dalla classe.
Chissà perché hanno voluto ridefinire gli \hline, quando sarebbe bastato usare i migliori comandi forniti da booktabs. Gli hline definiti da questa classe non sono di differenti spessori come quelli di booktabs e inseriscono i 3pt di spaziatura sopra e sotto anche prima del primo \hline e dopo l’ultimo.
Comunque…
Siccome l’errore è grave io fossi in te o in Elrond manderei un messaggio al maintainer:
`% The Current Maintainer of this work is: Royal Astronomical Society,
% MNRAS Editorial Office, who can be contacted on mn@ras.org.uk`Benché ci abbiano messo le mani una decina di persone, nessuno si è accorto della cattiva definizione.
Claudio
17 Novembre 2015 alle 12:52 in risposta a: Tabella ridimensionata con resizebox ma non centrata #104114::
Prova con questo codice.`\documentclass[twocolumn]{mnras}
\usepackage{lipsum,graphicx}
\begin{document}
\begin{table}
% \centering
\caption{\protect\lipsum[11]}
\makebox[\columnwidth]{\resizebox{\linewidth}{!}{%
\begin{tabular}{llllllll}
\hline
uno & due & tre & quattro & cinque & sei & sette & otto \\
\hline
\end{tabular}%
}}
\end{table}
\end{document}`
::claudia_hn” post=104122Ciao a tutti….
devo scrivere sul frontespizio della tesi “I Facoltà di ingegneria”…l’ho messo nel codice ma non esce 🙁
Come posso fare dove sta l’errore?
Grazie in anticipo
Non vorrei essere il solito rompiscatole, ma se avessi letto la documentazione e non avessi copiato il preambolo da qualcun altro, non ac=vresti fatto gli errori che ahi fatto.
La documentazione, cara Claudia, si legge molto semplicemente aprendo un terminale o prompt dei comandi, scrivendoci dentro texdoc toptesi-it, premendo il tasto invio, e leggendo quanto ti appare nella finestra che ti si apre.Gli errori più grossi sono:
1) non si debbono caricare i pacchetti che sono già stati caricati o emulati;l’elenco è nella documentazione.
2) l’opzione openrights non esiste con nessuna classe, casomai sarebbe openright senza la s.
3) \usepackage[latin1]{inputenc} non serve per usare altri font, riguarda la codifica d’entrata e va specificata solo se la codifica di default non andasse bene.
4) se usi la lingua italiana per scrivere al tesi, perché definisci due pseudoambienti (con \newtheorem) con la stringa che introduce il contenuto è in inglese? babel, non serve solo per scegliere la sillabazione italiana; leggine la documentazione con texdoc babel-italian
5) graphicx NON serve per inserire solo le figure postscript, ma per inserire tutte le figure nei formati pdf, png, jpg, eps, mps se usi come compilatore pdflatex; se usi invece latex, allora stai sbagliando alla grande; il formato dvi, che è il formato predefinito per il file composto da latex, non si usa quasi più; è sostanzialmente un cimelio storico; oggi si usa pdflatex per compilare il file tex.
6) la sintassi di \facolta è \facolta{Facolta di Ingegneria}, ma non viene stampato niente se non è specificato il nome da scrivere al posto di “Facoltà”. Sostanzialmente l’errore sta proprio nel non leggere la documentazione, perché dalla versione 5.80 in poi i dati per il frontespizio debbono essere usati solo dopo \begin{document} e possibilmente dentro l’ambiente frontespizio con o senza asterisco; tutto spiegato nella documentazione di toptesi. Inoltre oggi il Politecnico di Torino non dispone più delle facoltà, quindi a che cosa ti serve specificare una entità inesistente?
7) setspace non deve essere usato, perché la classe dispone già dei suoi comandi per i medesimi scopi, ma la documentazione dice anche che l’allargamento dello scartamento delle linee di testo è tipograficamante errato.
8 ) caption è espressamente vietato; di sicuro non serve per affiancare tabelle e immagini
9) subfig è già simulato con comandi prorpri di toptesi
10) siunitx non è espressamante vietato, anzi; per uno studente di ingegneria non dovrebbe essere necessario,ma ovviamente non è assolutamente vietato; leggi la documentazione per sapere che cosa toptesi sa già fare da solo in questo campo; da ingegnere i proeferisco la semplicità del comando definito in toptesi, ma ammetto che è solo una questione di gusti.
11) i pacchetti float e floarflt si sovrappongono e comunque di solito non servono, di sicuro non servono entrambi
12) chiaramente il codice`% suppress bookmark catcode warnings generated by toptesi
\pdfstringdefDisableCommands{\renewcommand{\HyPsd@CatcodeWarning}[1]{}}`arriva da chissà chi; Io ho usato toptesi epr trent’anni e non ho mai avuto bisogno di disabilitare quel messaggio d’avviso; se si usano correttamente i comandi del file hyperref, non c’è nessun bisogno di disabilitare i warning.
13) i tre comandi \tableofcontents, \listoffigures e \listoftables sono gestiti diversamente da toptesi; vedi documentazione.
14) \newpage prima di \include{…} è del tutto inutile. Del resto anche \include è inutile se non lo si usa insieme a \includeonly. Vedi documentazione.
15) il costrutto `\vspace{0.5cm}
\\` è sostanzialmente sbagliato: sia tipograficamente perché non si mettono spazi fra i capoversi, sia sintatticamnte, perché o non usi il comando [tt]\\[/tt], ma lasci solo una riga vuota, oppure usi [tt]\\[/tt] che dispone già del suo argomento facoltativo per inserire uno spazio verticale; ma non si separano i capoversi con [tt]\\[/tt] perché il capoverso successivo non risulta rientrato, altro errore tipografico.Scusami, ma voi del team corse siete ragazzi e ragazze in gamba; cerca di essere più attenta per mantenere alta la fama di cui godete.
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Lo so che tutti i pacchetti di versione in versione acquistano nuove funzionalità e fino a ieri era necessario specificare quali caratteri estesi andavano definiti mediante le loro LICR.Ora il paragrafo 5.5 della documentazione di listings dice che si possono usare le opzioni e le impostazioni extendedchars (sottinteso true) e inputencoding=
Ora visto che il tuo file è stato creato con la codifica utf8, quella devi specificare a inputencoding e magari aggiungere anche extendedchars.
Non devi specificare latin1, perché il tuo file contienen à e ° codificati in utf8 (cioè con più di un byte), mentre latin1 è una codifica che coinvolge in solo byte. Ecco perché i due byte nascosti nella codifica utf8, ti appaiono come du byte distinti e scorrelati quando specifichi latin1.Visto che sei nuovo del forum e sei il benvenuto, ti suggerisco di leggere un paio di guide tematiche oltre alla guida delle guide L’Arte di scrivere con LaTeX: La guida tematica sulle codifiche (che ti spiega il problema che hai adesso) e la guida Il LaTeX Reference Manual commentato, che forse ora non ti serve (forse) ma rappresenta l’ABC del linguaggio LaTeX; avendo letto L’Arte, questo manualetto ti può essere molto utile; meglio usarle subito piuttosto che dover chiedere certe spiegazioni in futuro.
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@Elrond, usare l’ambiente titlepage è quello che fa \maketitle, ma \maketitle lo usa in modo rigido.Con ` \begin{titlepage}…\end{titlepage} ` hai una pagina a disposizione dove puoi mettere quel che ti pare, dove ti pare, con gli spazi che preferisci, con i font che vuoi; se poi ti diverti un poco ad usare le scatole, puoi fare ogni genere di acrobazie; in sostanza sei libero di comporre bene o male, professionalmente, o dilettantisticamente, quello che ti pare.
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Salvo il fatto che in tipografia non si evidenzia mai niente sottolieandolo; era l’unica cosa che si poteva fare quando si usavano le macchine da scrivere, ma in tipografia non si faceva nemmeno allora.La soluzione per sottolineare te l’ha data Ivan; ma la soluzione vera consiste nel mettere in evidenza in corsivo. usando il comando [tt]\emph{testo lungo quanto ti pare}[/tt]
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Scarica l’ultima versione del Il LaTeX Reference Manaual commentato che ho aggiornato una settimana fa, proprio stimolato dal tuo quesito.Non è complicato, ma non è nemmeno banale; in ogni caso è troppo lungo da descrivere le varie parti del codice in un messaggio.
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Per grafici così semplici potresti usare il pacchetto picture che ricorre al semplice ambiente picture, ma aggiunge macro per disegnare rette, parabole, ellissi, iperboli, polinomi e qualcosa d’altro. Non è male e il suo manuale dispone di poche decine di pagine, invece delle centinai di pgfplots.Il limite di 128^2 è una limitazione dei ogni programma di tipocomposizione, persino di lalatex che può usare tramite il linguaggio Lua anche numeri con moltissime cifre, ma non per disegnare.
Nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato ho siegato come usare l’ambiente nativo di LaTeX per eseguire dei disegni; Ho fatto esempi e in aprticolare ho disegnato al parabola corrispondente al moto uniformemente accelerato; il codice non è eccessivamante complesso, e richede solo comandi nativi del programma interprete e comandi nativi di LaTeX, senza usare pacchetti esterni, se non il pacchetto pict2e, che realizza le estensioni già descritta dal papà di LaTeX (Leslie Lamport) nel 1994, quando è uscito LaTeX2e, quello che stai usando anche tu oggi per il tuo documento.
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Non c’è, purtroppo, e il problema è sorto anche in filoni recenti su questo forum.Se disponi di un editor di file PDF e vuoi davvero risparmiare lavoro, puoi sempre selezionare la formula nel file Pdf, copiarla, incollarla in una altro file pdf (sempre con lo stesso eidtore di file PDF, e poi ritagliarne i bordi bianchi in odo da ottenere una immagine pdf da inserire nel tuo documento come se fosse una figura.
Però sono espedienti intesi epr risparmiare olio di gominto, tanto ahimè, e la possibilità di commettere errori è alta) ma lavia migliore è quella di ricomporre quelle formule con il linguaggio LaTeX, eventualmente esteso con gli ambienti e i comandi forniti dalla American Mathematical Society con i pacchetti amsmath e amssymb
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Peccato che quella che vuoi comporre sia una tabella alla Word, cioè non professionale; nella buona tipografia non si usano filetti verticlai e di filetti orizzontali se ne usano pochissimi di solito non più di tre; nel tuo caso direi che se ne possano usare di piu; Se il valori raccolti in un=gni macro riga (formata da più righe) sono sempre in numero dis=spari, non hai nessuna bisogno di usare multirow; se sono in numero pari, potrebbe essere interessante usare multirow, am si può fare anche senza giocando con le scatole e in particolare con la “scatola” \raisebox, usando anche i suoi argomenti facoltativi (documentazione in Il LaTeX Reference Manual commentato e in italiano, liberamante scaricabile dalla sezione delle guide tematiche della sezione Documentazione di questo sito –è l’ABC di LaTeX, anche se oggi si tende a non sfruttarlo nella sua interezza, ma si tende a sfruttare diversi pacchetti che usano quel linguaggio nativo per costruire macro più comode da usare.)
Il concetto è quello di fare una cosa come questa:`
———————————
Force Disp …
———————————
f1 … …
F1 f2 … …
f3 … …
———————————
f1 … …
F2 f2 … …
f3 … …
——————————–
`
Carichi il pacchetto booktabs, il primo filetto sopra la tabella lo componi con \toprule, l’ultimo, sotto la tabella lo componi con \bottomrule, gli altri con \midrule.Non ti preparo una esempio minimo compilabile perché avresti dovuto preparane uno tu che chiunque di noi, potendolo fare, ti avrebbe ri-allegato corretto. Comunque da come te l’ho disegnato, non dovrebbe essere difficile ripeterlo anche da solo. Altrimenti siamo sempre qui, ma manda il tuo tentativo se lo vuoi vedere corretto.
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Benvenuto nel forum.La classe book è descritta in quasi tutte le guide, perché è una delle classi standard,
La classe scrbook è una classe altamente configurabile; se non configuri niente, si comporta come book. MA dispone di centinaia di comandi per configurare ogni dettaglio della composizione.
La guida da leggere per documentarsi su scrbook è scrguien.pdf; si trova già nella tua installazione, e dovresti poterla leggere aprendo un terminale (o prompt dei comandi, o xterm, o console, comunque si chiami con il tuo sistema operativo), scrivendoci dentro il comando texdoc scrguien, premendo il tasto Invio, e leggendo nella schermata che ti si dovrebbe aprire.Ma con le due righe che hai indicato nel tuo messaggio, ti basta sperimentare: modifica scrbook, cancellando scr, e compila; vedi che cosa cambia. Con il pacchetto geometry configuri nello stesso modo sia book sia scrbook; non modifichi nient’`altro, tranne le cose che sono non configurabili o preimpostate all’origine.
Se devo esprimere un parere personale (non richiesto, ma te lo do lo stesso 🙂 ) io preferisco la classe book e preferisco configurarla con i pacchetti appositi, geometry, per la geometria della pagina, tocloft per gli indici e gli elenchi, fancyhdr per le testatine, enumitem per le liste, eccetera. L’eccellente guida L’Arte di scrivere con LaTeX, liberamente scaricabile dalla sezione Documentazione di questo forum, descrive moltissime personalizzazioni; te la consiglio vivamente. Quella guida è composta con la classe scrreprt (quasi identica alla classe standard report e configurabile come scrbook), ma con l’aggiunta del pacchetto ClassicThesis.sty e del pacchetto ArsClassica.sty; in sostanza rivoluzionando completamente l’impostazione originale di scrreprt. Essa è bellissima anche da un punto di vista grafico, per i font usati (fra i quali quelli usati epr la matematica bellissimi, non consentono di soddisfare le norme ISO-UNI per la composizione della matematica nei testi di scienze applicate, ma questo è un dettaglio che interessa solo alcuni utenti; a me interessa), ma conoscendo bene il linguaggio LaTeX non è difficile ottenere lo stesso risultato partendo dalla classe book.
Quando sarai può esperto, magari vorrai rivolgerti invece alla classe memoir, completamente configurabile, tanto che contiene già di suo i comandi per realizzare quello che richiederebbe l’uso di una trentina di altri pacchetti; l’inconveniente è che la documentazione ammonta a diverse centinaia di pagine…
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ho installato textudio proprio per verificare. Così come esce dalla scatola dopo aver specificato che lavoro con El Capitan (Mac OS 10.11.1) si è auto configurato per lavorare con le idiosincrasie del sistema operativo. Ho preso il tuo file, o meglio quello allegato nel messaggio, e compila perfettamente senza mostrare errori nella finestra sotto al pannello principale, quella che si apre cliccando la linguetta Messages, (configurazione preimpostata).Poi ho ocng=figurato pdflatex perché al posto di nonstopmode ci sia errorstopmode; Non compila più, benché la sintassi sia corretta: dice infatti l’help di pdflatex (terminale: comando pdflatex –help) che la parola interaction accetta la seguente sintassi:
[tt]-interaction=STRING set interaction mode (STRING=batchmode/nonstopmode/
scrollmode/errorstopmode)[/tt]In effetti en pannello Messages si legge che TeXstudio non ha potuto eseguire …/texlive/2015/bin/x86_64-darwin/pdflatex.
L’errore è fatale, evidentemente, visto che non ha potuto eseguire il programma, ma deve essere un bug di texstudio, oppure texstudio vuole la parola chiave scritta inmodo diverso, non documentato dalla sua guida.Se però lanci pdflatex dal terminale
[tt]pdlatex -interaction=errorstopmode prova[/tt]
senza coinvolgere TeXstudio, quindi, il file sorgente prova viene compilato eprfettamente.Uno dei motivi per i quali sul mio Mac, preferisco usare un altro editor, specifico per il Mac, che si può configurare con errorstopmode e non esegue mai di default la quadruplice compilazione pdflatex, biber, pdflatex, pdflatex, come faceva anche texstudio quando sceglievi pdflatex dalla voce Coomands del menu Tools. Questo modo di procedere per me è insopportabile; per altri può essere il massimo del piacere; ma se mantengo montato texstudio è perché è un ottimo editor, malgrado questo imperdonabile difetto, e talvolta me ne servo.
Non so cosa dirti. Rimetti nonstopmode e accontentati di questo modo di lavorare.
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Prova a dare a mano quai tre comandi dalla finestra comandi (prompt dei comandi, terminal, xterm, console, comunque si chiami con il tuo sistema operativo) e leggi con attenzione i messaggi che ti appaiono nella finestra. Se c’è un errore, cosa certa, la spiegazione si trova in quei messaggi.Da quello che hai detto, senza sfera di cristallo 😉 è difficile dirti di più.
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È quello a cui accennavo; quelle poche righe che hai allegato al primo messaggio eranodel tutto insufficienti a individuare il problema.
Ma da dove hai preso l’ambiente appendices?.
Di solito non è necessario, ed è sufficiente dare il comando nativo di LaTeX \appendix, prima di cominciare a scrivere le appendici, poi ognuna di quelle comincia con \chapter (con \section con la classe article) e non c’è bisogno di fare altro.
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