OldClaudio

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  • in risposta a: Immagine nel nome del capitolo #101236
    OldClaudio
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      Leggere la documentazione, possibilmente con un po’ di immaginazione, visto che il tuo problema è relativamente insolito.
      Vi troveresti scritto che se il comando \chapter contiene nel suo argomento un comando fragile, può succedere di tutto, di solito cose brutte, come una sfilza di errori.

      Il motivo più frequente sono comandi fragili è che si “rompono” in quanto vengono scombussolati nel passaggio da un comando all’altro magari passando attraverso un file.

      La soluzione è quella di usare l’argomento facoltativo dei comandi di sezionamento; nell’argomento facoltativo (che poi andrà nelle testatine e nell’indice generale, o altrove, passando per i file ausiliari) si scrive i testo senza fronzoli, ma con il solo test da comporre solo in modo testo, e nell’argomento obbligatorio del comando di sezionamento ci scriverai quello che ti pare con in font che ti paiono, con le immagini che vuoi.

      Se neanche questo non funzionasse bisognerebbe intervenire a ridefinire i comandi d servizio attivati da \chpater.

      in risposta a: Modificare dimensione carattere localmente #101226
      OldClaudio
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        Ivan, i comandi che impostano solo il corpo dei caratteri come \fontsize{…}{…}\select font, dfanno davvero solo quello, mentre invece i file di classe e i comandi LaTeX, (\normalsize, large, small,…), impostano assieme al corpo anche una quantità di altri parametri, che riguardano specialmente gli spazi verticali che direttamente e indirettamente vengono vengono inseriti fra le righe del documento mediante comandi predefiniti, come \medskip o \abovedisplayskip, e via di questo passo.

        Quindi direi che sia abbastanza normale che i due esempi abbiano delle iccole ma visibili differenze.

        Il workaround si può fare in diversi modi; uno è quello che hai indicato, ma in altro potrebbe essere quello di usare il pacchetto frontespizio in modo “creativo”. Come sai quel pacchetto compila il frontespizio e volendo anche il retrofrontespizio tramite un file a parte il cui sorgente contiene dati che si trovano nel documento vero che vuoi comporre, che sia una tesi, o il primo/secondo volume di una coppia di volumi che dovrebbero più o meno formare una coppia, come hai descritto.

        Claudio

        in risposta a: Loop per comporre molti file in unico documento. #101221
        OldClaudio
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          LA cosa non mi sembra incomprensibile`\newcommand{\TypeFE}{StateFE} % Scegliere: “StateFE” oppure “CountyFE”

          \newcommand{\TypeModel}{LRM} % Scegliere: “LRM” oppure “Poisson” oppure “NegBin”

          \foreach \i in {MURDER, RAPE, AGASSLT, ROBBERY, BURGLRY, LARCENY, MVTHEFT} {%
          \edef\FileName{Tab\TypeModel_\TypeFE_\i} % The here are necessary to eliminate any
          `anzi mi pare di una chiarezza lampante.
          I primi due statement eseguiti con \newcommand (sempre prudente usare \newcommand piuttosto che \def; non si rischia di ridefinire comandi interni di pacchetti, di classi o peggio ancora del nucleo di LaTeX, perché \def esegue la ridefinizione di brutto, mentre \newcommand verifica che il suo argomento sia definibile, quindi non esista ancora nella memoria del particolare programma che si sta eseguendo) assegnano ai due comandi il testo sotitutivo costituto da una stringa per ciascuno. quando poi si esegue il comando \edef per definire \FileNAme, si usano tre macro \TabModel, \TypeFE e \i; ciascuna viene sostituita dal suo testo sostitutivo, quindi al primo giro \TypeFE contiene la stringa StateFE, \TypeModel contiene la stringa LRM e \i contiene la stringa MURDER. la definizione sviluppata (expanded definition, \edef) agglutina le varie stringe sostitutive e le stringhe contenute nella definizione per produrre il nome del file .tex TabLRM_StateFE_MURDER; al secondo giro \i non vale più MURDER, ma RAPE, e quindi il nome di nuovo verrà ridefinito come TabLRM_StateFE_Rape; e così via di seguito finché la lista dei valori da assegnare a \i è finita.

          Non so se questo ti spieghi quello che non riuscivi a spiegarti da solo, ma il comando \newcommand non viene usato in modo strano. Può essere ingannevole il commento [tt]% Scegliere: “LRM” oppure “Poisson” oppure “NegBin”[/tt]; ma non è che \newcommand scelga quel stringa usare come testo sostitutivo; è l’utente che deve mettere al stirnga giusta a mano dentro l’argomento della definizione.

          in risposta a: Modello tesi classica (di L. Pantieri) in inglese #94800
          OldClaudio
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            Come non li hai trovati? Nella documentazione del pacchetto frontespizio sono tutti segnalati dalla pagina 6, paragrafo 4. Se non trovi come fare, a parte il tuo nome mandaci a vedere che cosa hai scritto nell’ambinete frontespizio e sulla stessa riga, dopo un segni di commento, mostra quello che avresti viluto ottenere.

            in risposta a: Ambiente multicol: immagine su due colonne. #101204
            OldClaudio
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              @Tessera
              , scegliere template da internet di solito complica, invece di semplificare le cose. Net tuo preambolo ci sono pacchetti che probabilmente non useresti mai, che ti ingombrano la memoria e che potrebbero darti dei fastidi di intercompatibilità. In quel che vedo, visto che non hai messo tutto il preambolo, c’è per esempio multirow che verosimilmente non useresti e che sarebbe sempre meglio non usare.

              Non vedo l’utilità di avere twoside fra le opzioni di article, quando poi imposti i margini laterali uguali e con fancyhdr imposti le testatine, le imposti uguali con una intestazione di tua creazione. twoside consentirebbe di avere testatine diverse e margini laterali diversi per poter comporre fronte/retro in modo professionale.

              Ma quel che succede sempre quando si prendono template dalla rete è che si pensa che tutto sia già configurato e quindi non passa nemmeno per l’anticamera del cervello di vedere nelle rispettive documentazioni a che cosa serve ciascun pacchetto caricato. Per esempio, carichi il pacchetto abstract ma, supponendo che il template lo configuri come a te servirebbe, non hai guardato la documentazione.

              Nella pagina 3 c’è il § 2.2 dove si spiega come fare l’abstract e i titolo a giustezza piena senza usare abstract e usando abstract.

              Avresti visto che c’è scritto:

              With the abstract package, instead, you do:
              `\documentclass[twocolumn…]{…}
              \usepackage{abstract}
              …
              \begin{document}
              \twocolumn[
              \maketitle % To typesett full-width title
              \begin{onecolabstract}
              abstract text…
              \end{onecolabstract}
              ]
              \saythanks % typesets any \thanks commands`
              E questo risolve tutti i tuoi problemi. Naturalmente il pacchetto ti consente anche di impostare il font del titolo del sommario (\abstractnamefont), la parola per il titolo del sommario (\abstractname), il font per il corpo del sommario (\bastacttexfont). \saythanks serve per ritardare la stampa delle annotazioni affisse al titolo e agli autori.

              Infatti dopo prosegui su due colonne e tutto va come deve andare, salvo che devi gestire gli oggetti mobili senza usare H, perché ti scombussolerebbe tutto il doppio incolonnamento; in compenso con l’ambiente figure immetti come flottanti gli oggetti mobili a una colonna, e con l’ambiente figure* immetti gli oggetti mobili a giustezza piena. Nota che i primi possono ricevere tutte e quatto (cinque) le opzioni di posizionamento h t b p !, mentre l’ambiente asteriscato ammette solo t e p (forse anche !, ma questo sarebbe meglio non usarlo ne per le giure a giustezza piena né per quelle a una colonna — casomai lo si usa quando si rifinisce il risultato finale, ma non inizialmente).

              in risposta a: Ambiente multicol: immagine su due colonne. #101202
              OldClaudio
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                Non puoi avere “la botte piena e la moglie ubriaca”, come dice un vecchio proverbio (ehm, un po’ troppo maschilista:( ).

                L’opzione twocolumn a quanto apre non ti basta e devi usare \twoculum per mettere titolo, autori e sommario/abstract a piena pagina e poi devi proseguire a due colonne. usando l’ambiente figure per figure in colonna, e figure* per figure a giustezza piena.

                O usi una classe per articoli che ti consenta di fare questo (non ho verificato, ma mi pare che IEEEtrans lo faccia, ma sono sicuro che ce ne sono altre); oppure ridefintsci \maketitle in modo usi lui stesso two colum e metta tutto quel che occorre dentro l’argomento facoltativo di twocolumn; oppure usi direttamente \twocolumn e il suo argomento facoltativo mettendoci dentro quel che ti pare, ma senza usare \maketitle.

                L’alternativa è quella di non usare l’opzione twocolumn, oppure usando espressamente l’opzione onecolumn, e poi usando l’ambinete multicols{2} (sfruttando eventualmente anche il suo argomento facoltativo — leggi la documentazione del pacchetto multicol) ma devi fare buon viso a cattivo gioco sapendo che NON puoi usare l’ambiente figure dentro l’ambiente multicols. Non puoi mettere né le fugure con giustezza \columnwidth, né quelle con giustezza \textwidth; c’è un motivo TeXnico per questo comportamento che in due parole TeXniche si traduce nel fatto che non si possono usare ambienti flottanti quando TeX lavora in internal horizontal modoe e nemmeno in internal vertical mode.

                Detto questo puoi però usare figure fisse inserite dentro un ambiente center (che dovrai spostare a mano quando metti a punto la versione finale) dentro le singole colonne di multicols; per la didascalia devi usare il cmando \captionof (definito da diversi pacchetti, compreso il pacchetto float) per queste figure in colonna non hai bisogno di usare ambienti flottanti, e quindi non hai bisogno di usare il codice H che, è vero, non bisogna usare mai se non a ragion molto veduta in via del tutto eccezionale. Per le figura a giustezza piena (\textwidth) devi interrompere l’ambente multicols, inserire l’oggetto flottante con l’opzione di posizione [tbp], assolutamente non H e nemmeno h, e ricominciare l’ambiente multicols cominciando con l’inizio di un capoverso. Molto laborioso ma forse riesci ad ottenere a mano, non in modo automatico, quello che vuoi ottenere.

                Nota che io ho usato spessissimo classi per articoli a due colonne che non prevedono nulla di particolare, tranne il titolo e gli altri a giustezza piena, ma sommario/abstract in colonna, usando il pacchetto fixltx2e, che sistema qualche piccolo inconveniente della routine di uscita che si manifesta quando si compone a due colonne (leggine la documentazione) ma stando attentissimo a come gestire i float in colonna e i float a giustezza piena. Se avessi voluto avere anche il sommario a giustezza piena avrei avuto la capacità di farlo definendo i comandi necessari, ma non sono cose semplici da fare; anche Knuth nella sua appendice D del TeXbook, “Dirty tricks”, insegnava degli sporchi trucchi che non sono banali da immaginare e consitono nell’usare i comandi nativi ti TeX in modo “creativo”.

                Mi pare strano che tu debba scrivere un articolo scientifico er una rivista scientifica che ti impone certe cose, ma accetta file PDF composti con pdfLaTeX e non fornisca ai potenziali autori una classe che faccia le cose che la redazione richiede. Forse la rivista si riferisce a scienze per le quali LaTeX vuol dire “lattice” (che in inglese si chiama davvero latex) 😀

                in risposta a: Formattazione note a piè di pagina #99881
                OldClaudio
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                  Gustavo,
                  \vadjust è uno strumento che può essere facile da usare o difficile, molto difficile. Ne hai scoperto un caso.
                  Nel prossimo numero di ArsTeXnica ci sarà un mio articolo sull’uso (facile) di \vadjust. Io l’o uso abbastanza spesso, ma solo in applicazioni sempici, altrimenti secondo me o ti chiami Knuth, o non serve.

                  Claudio

                  in risposta a: Riferimento pagine pdf viewer #101193
                  OldClaudio
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                    Non lo so come si faccia, perché io non ricordo di averlo mai impostato, l’ho scoperto ieri mentre rispondevo a Ivan e ho provto tutti i visualizzatori che ho sul mio Mac.

                    Forse è solo una questione di aggiornamento; io ho la versione: Version 1.4.10 (84) che ho aggiornato un mesetto fa.

                    Nell’immagine acclusa si vede il numero romano nella finestrella a sfondo bianco nella barra principale.

                    [attachment=1306]Skim.jpg[/attachment]

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                    You must be logged in to view attached files.
                    in risposta a: Problemi con costruzione tabella #101165
                    OldClaudio
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                      OK.
                      C’è solo un piccolissimo punto da modificare: il \label della didascalia NON va messo dentro l’argomento di \caption. Magari non succede niente di male, ma l’argomento di \caption è un argomento mobile e va a finire anche dentro la voce della lista delle figure o delle tabelle, sia pure modificato. Quindi è buona norma tenerlo fuori dall’argomento di \caption, ricordando di metterlo \caption con il suo argomento, non prima, altrimenti verrebbe associato ad un contatore diverso. E questo vale per qualunque uso di \label, non solo per etichettare una didascalia.

                      in risposta a: Riferimento pagine pdf viewer #101190
                      OldClaudio
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                        Direi di no, anche se sarebbe desiderabile.
                        Hyperref vuole che tutte le pagine siano numerate e sa distinguere la numerazione romana da quella con cifre arabe; quindi la destinazione, anche se il numero non è riportato sulla paigna, è esatta.
                        Tanto per spiegarmi meglio: se cominci con una versione di \frontmatter che usa i numeri romani e, dopo frontespizio e retrofrontespizio composto con lo stile di pagina empty, dai il comando \mainmatter, la numerazione ricomincia da 1 arabo e prosegue con i numeri arabi. Benché le prime due pagine non abbiano stampato nessun numero di pagina, gli eventuali link alle pagine i e ii funzionano benissimo, come ogni link ad una pagina sucessiva è correttamente collegato con il numero logico della pagina e non al numero fisico della facciata.

                        Ma il visualizzatore PDF normalmente mostra il numero logico della facciata; i visualizzatori della Adobe, sono in grado di mostrare il numero logico, oltre al numero fisico. Sul Mac anche Skim è in grado di mostrare sia il numero logico sia il numero fisico.

                        Ma gli altri visualizzatori, che io sappia, non ne sono capaci; e come vedi questo non dipende dal sistema TeX, ma dal visualizzatore.

                        in risposta a: Modalità di scrittura #101172
                        OldClaudio
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                          Urbani” post=100925Si esatto, l’uso di \texttt è paragonabile all’uso di un grassetto o di un corsivo, cioè serve a metter in evidenza alcune parole. Io vorrei sapere se esiste un pacchetto che mi permetta di scrivere così una intera relazione rispettando i margini, una scrittura del tipo \usepackage{sigla} con appunto una sigla che corrisponde a ciò che vorrei. Grazie

                          Sarebbe una pessima idea usare i font a spaziatura fissa per comporre un intero documento, perché non potresti avere al giustificazione del margine destro e dovresti comporre con la dichiarazione \raggedright in azione, altrimenti verresti sommerso da errori di overfull hbox.

                          Ho il sospetto che la spaziatura fissa, sia più faticosa da leggere, ma non ho riferimenti che sostengano la mia impressione.

                          Inoltre il font teletype (quello che ottieni con \texttt) oltre a comporre parole non spezzabili in sillabe in fin di riga, non serve epr mettere in evidenza delle parole, che vengono messe in evidenza molto meglio con il corsivo, quello che ottieni con \textit o con la dichiarazione \iteshape, ma serve per scrivere brani in linguaggi di programmazione, indirizzi di posta elettronica, indirizzi web (url) e simili cose informatiche.

                          Il font Bera mono è buono, si impone meno del font Computer Moderrn Teletype (quello preimpostato per \texttt con LaTeX) ma Bera mono e Computer Modern Teletype hanno gli stessi usi e presentano gli stessi limiti sulla sillabazione. Certo sapendo dove mettere le mani si può eseguire la cesura in fin di riga anche con i font monospaziati, ma la giustificazione con i font monospaziati implicherebbe l’introduzione di spazi enormi fra le parole; lo sAPrei fare, ma non lo faccio e non ne svelo il segreto (di Pulcinella) perché i font monospaziati NON SI DEVONO USARE SE NON PER GLI SCOPI PER I QUALI SONO STATI PREVISTI: COSE CHE HANNO A CHE VEDERE CON L’INFORMATICA

                          in risposta a: Bibliografia biber #101185
                          OldClaudio
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                            è una vecchia storia; biber qualche volta fa i capricci e non si riesce a capire eprché li faccia all’improvviso.

                            Comunuqe hai un lungo indirizzo che comincia con \var\folders e prosegue molto lungo; con il Finder clicca sulla voce di menù Go, vai in fondo alla finestra che ti si apre, scrivi /var/foldersdentro al finestrina che rceve il nome di una cartella, poi premi il tasto invio; ora finder ti mostra la cartelal folders con tutto il suo contenuto; guidato dal messaggio d’errore segui nel contenuto delle varie cartelle quella sfilza di indirizzi strani finche arrivi in una cartella che contien la carella /cache….\ selzionala ed eliminala.

                            Torna al tuo documento e compila, vedrai che ogni problema sarà svanito.

                            Non ho capito perché hai installato il sistema TeX dal DVD; cercando nel sito CTAN, leggendo una qualsiasi delle guide presenti nella sezione documentazione di questo sito, avresti scoperto che MacTeX, la versino per Mac di TeXLive si scarica completa con un file zip che contien un file pkg cliccando sul quale esegui l’installazione completa, completa anche dell’applicazione per aggiornare il sistema, completa nche dell’editor fatto aposta per Mac che si chiama TeXShop (che io personalmente, pur disponendo anche di TeXstudio, preferisco di gran lunga — più pulito, meno fronzoli, ottimo visualizzatore PDF integrato, eccetera); completa del gestore di database bibliografici BibDesk; volendo completa anche di un’applicazione LaTeXit che permette di comporre formule matematiche in una ambiente grafico interattivo, il cui codice si più includere nel sorgente .tex e il cui risultato grafico si può incollare in qualunque documento composto con altri programmi.

                            Ora non vale la pena, perché fra un paio di mesi ci sarà la versiine 2015 sia di TeXLive sia di MacTeX; ma la prossima volta installa MacTeX; disporrari di una installazione espressamente concepita per il Mac, e perfettamante compatibile con ogni altra installazione TeXLive, tranne per quelle applicazioni specifiche epr il Mac a cui non saprei rinunciare, specialmente TeXShop, TeXLive Utility.app e BibDesk.app.

                            in risposta a: Esponenti a sinistra della base #101175
                            OldClaudio
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                              Benvenuto/a al Forum.

                              Ti suggerisco di leggere la documentazione di amsmath (terminale o prompt dei comandi; texdoc amdmath; tasto invio; leggere) Ha comandi specifici per mettere pedici e apici a sinistra e a destra della base. Il comando \sideset permette di mettere quattro apici ad un segno di base; funziona però solo quando il segno di base è una sommatoria o una produttoria.

                              Se non è questo il tuo caso, dovresti spiegare in che ambito vuoi usare un apice prefisso ad un simbolo matematico; se si tratta di chimica i pacchetti che gestiscono la chimica servono al caso tuo.

                              Altrimenti, almeno io, non capisco a che cosa ti serva un apice prefisso all simbolo di base.

                              in risposta a: Problemi con costruzione tabella #101162
                              OldClaudio
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                                La tabella è brutta e sprizza “Word” da tutti i pori!

                                Tuttavia ho provato a cimentarmici; ed ecco la mia versione`% !TEX TS-program = pdflatex
                                % !TEX encoding = UTF-8 Unicode

                                \documentclass[10pt]{article}
                                \usepackage[utf8]{inputenc}
                                \usepackage[T1]{fontenc}
                                \usepackage[italian]{babel}
                                \usepackage{lmodern}

                                \usepackage{tabularx,array}

                                \begin{document}
                                \begin{table}\centering\sffamily
                                \newcolumntype{Y}{>{\hsize=\dimexpr\hsize/3\relax\centering}X}
                                \newcolumntype{C}{>{\centering}X}
                                \makebox[\textwidth]{%
                                \begin{tabularx}{1.35\textwidth}{|C|C|Y|Y|Y|C|}
                                \hline
                                \bfseries Tipo di valutazione &
                                \bfseries Determinazione della prestazione &
                                \multicolumn3{C|}{\bfseries Dati in ingresso} &
                                \bfseries Campo\newline di applicazione \tabularnewline
                                \cline {3-5}
                                \rule[-2ex]{0pt}{5ex}&& \bfseries Uso & \bfseries Clima & \bfseries Edificio & \tabularnewline
                                \hline
                                Progetto (Design~Rating) &
                                Calcolata &
                                Standard & Standard & Progetto &
                                Permesso di~costruire\newline
                                Certificazione energetica \tabularnewline
                                \hline
                                Standard (Asset~Rating) &
                                Calcolata &
                                Standard & Standard & Reale &
                                Certificazione energetica, requisiti di~legge \tabularnewline
                                \hline
                                Adattata all'utenza\newline (Taylored Rating) &
                                Calcolata &
                                \multicolumn2{c|}{A seconda dei casi} & Reale &
                                Ottimizzazione, confronti, diagnosi energetica \tabularnewline
                                \hline
                                D'esercizio (Operational) &
                                Misurata &
                                Reale & Reale & Reale &
                                Firma energetica, requisiti di legge\tabularnewline
                                \hline
                                \end{tabularx}}

                                \end{table}

                                \end{document}`
                                La tabella eccede del 35% la giustezza; con il giochetto di \makebox si riesce a farla stare senza proteste anche se esce dai margini.

                                Per fare una cosa ben fatta si può mettere il tutto dentro un ambiente sidewaystable (pacchetto rotating) insieme all’eventuale didascalia.

                                Ma la tabella è butta e resta brutta e con tutte quelle righe verticali ed orizzontali non è professionale. Ma se proprio devi replicarla tale e quale…

                                in risposta a: Modalità di scrittura #101168
                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
                                  Down
                                  ::


                                  Benvenuto nel forum.

                                  Non e chiaro che carattere vuoi usare, visto che sai come usare il carattere che si attiva con \texttt.

                                  Magari vorresti lo stesso carattere di \texttt, ma in modo che sia consentita la cesura in fin di riga?

                                  Oppure vuoi usare un carattere con lo stesso stile, ma con i singoli glifi che non sono uniformemente “schiacciati” tanto che si dice che sono a spaziatura fissa come quelli delle vecchie macchine da scrivere meccaniche.

                                  Spiegati meglio, perché, per mia incapacità, non ho capito che cosa cerchi.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 4,666 al 4,680 (di 11,286 totali)

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