Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Intanto togli \centering dal contenuto dell’ambiente center.Poi leggi con attenzione; ti è già stato detto qualche messaggio fa di usare il pacchetto caption e di usare il comando \captionof, e ti è stata indicata anche la pagina della documentazione dove leggere come fare. Vuoi la didascalia? Bene, quello è il modo di attribuire una didascalia ad un figura fissa, non flottante.
2 Febbraio 2015 alle 8:40 in risposta a: Scelta dei glifi, alternate font e relativi codici Unicode #100004::
Samiel, ti ho preparato le tabell dei font CBgreek, originali che corrispondono esattamente alla codifica LGR, e le tabelle dell’Artemisia e del Didot. Puoi ocnfrontare e constatare le differenze: le caselle rosse nei font grmn1000 indicano delgi indirizzi riservati, non sono caselle vuote; negli Artemisia e Didot ci sono molte più caselle vuote, vuote per davvero, e le prime due righe della tabella sono decisamante differenti rispetto a quelle dei grmn1000.L’attachment è troppo grande, quindi te lo mando per mail
::
Be’, l’esempio minimo compilabile non era compilabile; ma a parte questo il tuo codice era sbagliato perché usavi \annex come se fosse stato \chapter. Questo è un esempio minimo compilabile, dove il pacchetto kantlipsum serve per generare testo di riempimento, e i comandi \kant{generano, appunto, un certo numero di capoversi di riempimento.Ho aggiunto le codifiche per i font e i font; ho tolto il pacchetto fullpage che è elencato come uno dei peccati capitali da non commettere mai usando LaTeX (apri un terminale, scrivici dentro texdoc l2tabuit, premi il tasto invio e leggi). Comunque ecco il file che secondo me tu avresti voluto ottenere; o forse volevi gli allegati a livello di sezione, non di capitolo?`
\documentclass[11pt]{book}\usepackage[english]{babel}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage{textcomp}\usepackage{booktabs}
\usepackage{array}
\usepackage{multirow}\usepackage{graphicx}
\usepackage{float}
\usepackage{rotating}\usepackage{color}
\usepackage{caption}
\usepackage{subfigure}
\usepackage{titling}\usepackage{natbib}
\newcommand{\subtitle}[1]{%
\posttitle{\par\end{center}
\begin{center}\huge#1\end{center}
\vspace*{0.8em}}%
}\pagestyle{plain}
\captionsetup{format=hang,labelfont={sf,bf}}
\setlength\parindent{10pt}\usepackage{kantlipsum}
\usepackage{appendix}
\newcommand{\annexname}{Annex}
\makeatletter
\newcommand\annexes{\clearpage
\setcounter{chapter}{0}
\renewcommand\appendixname{Annex}
\renewcommand\appendixpagename{Annexes}
\renewcommand{\appendixtocname}{Annexes}
\gdef\@chapapp{\annexname}
\gdef\thechapter{\@Roman\c@chapter}
\renewcommand{\theHchapter}{\annexname.\thechapter}
\addappheadtotoc
}
\makeatother\usepackage[colorlinks=true,linkcolor=blue]{hyperref}
\begin{document}
COPERTINA
\newpage
\thispagestyle{empty}\newpage
\frontmatter
\pagenumbering{Roman}
\tableofcontents\mainmatter
\chapter{Primo capitolo}
CAPITOLI DELLA TESI CON SEZIONI, FIGURE, TABELLE, ECC.\kant[1-5]
\chapter{Secondo capitolo}
\kant[6-8]\appendix
\chapter{Prima appendice}
\kant[9-12]
$\longrightarrow$ qui: appena prima della fine vorrei inserire gli annessi come spiegato in precedenza
\annexes
\chapter{Primo allegato}
\kant[1]\chapter{Secondo allegato}
\kant[2]\end{document}`
1 Febbraio 2015 alle 21:08 in risposta a: Scelta dei glifi, alternate font e relativi codici Unicode #100003::
No, non c’è, perché con qualunuqe opzione di inputenc, l’opzione greek di babel trasforma i caratteri in ingresso in LICR; in uscita i LICR vengono traformati in caratteri greci; la mappatura input ->LICR -> output usa in pratica tutti gli slot della codifica LGR, che sono circa 245 su 256; gli altri corrispodono a segni strani per i CBfont e a segni mancanti con i Didot e gli Artemisia.
1 Febbraio 2015 alle 18:08 in risposta a: Scelta dei glifi, alternate font e relativi codici Unicode #100001::
Samiel, la legatura avviene a livello, di font; non a livello di unicode. Con i ofnt unicode puoi scegliere degli alternati con i font LGR non puoi; tranne per la sigma finale; tuttavia la procedura della sigma finale dovrebbe, forse, ripeto FORSE (perché i font codificati dalla GFS non sono completi anche se contengono qualche variante automatica in più), funzionare anche con la theta; si tratta di far credere al glifo che corrisponde alla j di non essere il primo della parola, cioè di nascondergli l’inizio della parola; per questo scopo esiste (dovrebbe esistere, nei miei font esiste) il glifo latino v che nel font greco diventa un carattere minuscolo invisibile di larghezza non nulla,ma infinitesimale che separa l’inzio della parola dalla theta.
Con i font della GFS potrebbe non funzionare, perché quei font non contengono tutti i caratteri della codifica LGR, e probabilmente perché nel creare i font virtuali, il programma usato da colui che ha predisposto i font non è stato programmato per gestire il carattere in posizione 118 nella codifica LGR.
Forse esiste un comando primitivo di TeX per designare l’inizio o la fine di una parola o per trascurare quell’inizio o quella fine.Mi space se alla GFS hanno fatto le cose senza informarsi a fondo. Io ho comunicato spesso con Tsolomitis, ma probabilmente sono anni che non si occupa più di queste cose.
::
Mi ricordo di un mio povero collega, morto travolto da una machcina, che usava un portatile col solo DOS3 come sistema operativo, e non c’era modo di convincerlo a aggiornare sia il software, ma specialmente l’hardware. Non che non avesse disponibilità economiche, ma era davvero affezionato al suo vecchio rudere.Talvolta mi cercava per risolvere problemi di composizione della matematica, ma quello che gli dicevo non funzionava mai perché usava LaTeX 209, morto nel 1994, ancora negli anni 2000; altro che distribuzione vecchia di qualche anno e non aggiornata, oltre che non aggiornabile. Ma si trovava bene così e non c’è stato verso di convincerlo.
Con queste persone non c’è niente da fare se non dire, quando chiedono aiuto: “O ti aggiorni o non ti aiuto”. Col mio collega non lo potevo fare e per fortuna sono riuscito lo stesso a cavarlo di impaccio, magari ricorrendo a macro scritte in plain TeX o in linguaggio primitivo che riuscivo a maneggiare.
Ma per l’installazione, oggi che siamo nel 2015 e fra circa 4 msi esce TeXLive 2015, dire che non ci sono scuse.
Versioni parziali con MiKTeX che può essere configurato per installare al volo i pacchetti mancanti, pur di essere in rete (veloce) non ci sono grossi problemi; questi nascono quando non si è in rete.
Per le installazioni su macchine linux mi sono stupito quando un amico due o tre anni fa mi ha detto che usava la distro Slackware, e che su quella l’installazione di default era teTeX, sostanzialmente la nonna di TeXLive, e non più distribuita dal 2005, se ricordo bene.
No, i problemi veri non sono solo quelli di distribuzioni vecchie e parziali; non c’è bisogno di spiegare che una distribuzione di base, non è completa e quindi quello che non c’è non si può usare; lo capirebbe anche un muro. Chi non lo capisce è chi non sa che cosa ha installato; questo è un vero problema, perché indica la maggior parte delle persone che usano i calcolatori come se fossero un ferro da stiro; li accendono, li usano, poi li spengono, senza mai una variante o porsi la domanda se con il calcolatore si potrebbe fare anche altro.
Magari sono le persone più insistenti quando chiedono aiuto; per fortuna per TeX e LaTeX c’è questo ed altri forum e il novellino che non sa bene che cosa ha installato lo capisce subito sia leggendo le risposte agli altri frequentatori del forum, sia a lui stesso la prima volta che pone una domanda.
In realtà il sistema TeX è costituito da circa 3000 “confezioni” di pacchetti vari che contengono complessivamente circa 120 mila file; le confezioni sono impacchettate in un numero molto minore di “casse”, per TeXLive una decina — sono chiamate “collections”–; quindi ogni cassa contiene un trecento confezioni e diverse migliaia di file. Siccome non comporrò mai in mongolo, è stupido da parte mia installare tutto quanto, compresi i mezzi per scrivere in mongolo. Ma quale cassa contiene i file per il mongolo? e cosa contiene d’altro? e se non carico quella cassa, cos’altro perdo? Insomma, eseguire una installazione completa non è affatto stupido anche se non comporrò mai in mongolo.
Dal mio punto di vista, siccome ho su CTAN una decina di pacchetti, avrei piacere che quando li aggiorno, anche gli utenti si aggiornassero; è ovvio; ma dipende dagli altri, non da me; io faccio il possibile per togliere errori dal mio software e per aggiungere funzionalità; se agli utenti non importa, che cosa ci posso fare?
Cercavi layaureo. Evidentemente quei vari amici e quei vari utenti delle installazioni di laboratorio non usano layaureo, se non ce l’hanno e non lo sanno.
No porti problemi di questo genere: se scrivi una guida sull’installazione, scrivila corretta e inizialmente aggiornata, ma mantienila aggiornata negli anni che seguono. Prendi per esempio la guida texlive-YEAR-ubuntu.pdf; Enrico l’ha scritta inizialmente per instalalre la veriso 2010; poi l’ha aggiornata per installare al 2012; sarebbe ora che la aggiornasse di nuovo, perché l’installazione di nuovi font non di fa più come ha descritto; forse quella procedura funziona ancora per retrocompatibilità, ma sarebbe meglio che, parlando di installazione, partisse dal presupposto che si tratta di una installazione nuova (ed è nuova circa a maggio-giugno di ogni anno) quindi sarebbe meglio descrivere la procedura aggiornata.
Questi sono i veri problemi, non quello di cercare di spiegare a cosa si va incontro ad usare distribuzioni vecchie e/o incomplete.
::
Lasciami spiegare bene: la virgola decimale internamente è o dovrebbe essere definita come un carattere matematico che ha un mathcode diverso da quello della virgola seriale; se vuoi definisciti i seguenti comandi:` \DeclareMathSymbol{\vs}{\mathpunct}{letters}{“3B} % virgola seriale
\DeclareMathSymbol{\vd}{\mathord}{letters}{“3B} % Virgola decimale`Come vedi le definizioni sono diverse; controlla che le control sequence siano liberamente disponibili (non già definite).Dopo di che [tt]$P(1\vs 2)$[/tt] usa la virgola seriale e c’è uno spazio dopo la virgola.
Invece [tt]$Q(3\vd1 \vs 3\vd14)$[/tt] non ha nessuno spazio prima di 14, ma ha uno spazio prima del 3.
Prova con un minimo esempio nelle tue dispense (che dopo puoi cancellare) e vedrai la differenza; non si manifesta nessuna confusione; lo spazio, benché sia piccolo è perfettamente visibile. Quindi l’esempio 1 va benissimo, purché to usi due virgole diverse.
Oppure, caricati, se non è gia fatto, il pacchetto etoolbox, poi inserisci nel tuo preambolo o in un tuo file di macro .sty immesso con \usepackage nel preambolo il codice seguente:` \DeclareMathSymbol{\virgola}{\mathpunct}{letters}{“3B}
\DeclareMathSymbol{\virgoladecimale}{\mathord}{letters}{“3B}
\unless\ifPDFTeX
\AtBeginDocument{\ifcsstring{xpg@main@language}{english}{\relax}{%
\mathcode`\,=\string”8000}}
\else
\AtBeginDocument{\ifcsstring{languagename}{english}{\relax}{%
\mathcode`\,=\string”8000}}
\fi
{\catcode `,=\active \gdef,{\futurelet\let@token\m@thcomma}}%
\AtEndPreamble{%
\gdef\m@thcomma#1{%
\unless\ifcat\noexpand\let@token*%
\virgola
\else
\expandafter\expandafter\expandafter
\ifcsname\expandafter\@gobble\string#1\endcsname
\virgola
\else
\ifnum`#1<`0\relax \virgola \else \ifnum`#1>`9\relax
\virgola
\else
\virgoladecimale
\fi
\fi
\fi
\fi#1}%
}`e usa sempre la virgola della tastiera, ricordando di lasciarvi dopo uno spazio se svolge le funzioni di una virgola seriale ed è seguita da una cifra. Nota che quel se non è un se e solo se.
::
No, il primo va scritto P(1, 2) con la virgola seriale e 3,14 va scritto senza spazio con la virgola decimale; sarà colpa dei font che si vedono qui nelle schermate del forum, ma a me pare che nel tuo messaggio non ci sia nesunao spazio fra la virgola e il 2 e che si sia invece uno spazietto fra la virgola e l’1.Il problema di ClassiThesis non dipende da LaTeX, ma da Miede. Se egli fa degli aggiornamenti che non sono retrocompatibili, non è certo colpa di LaTeX.
Se vogliamo metterla sotto un altro punto di vista, scegliere Miede con il suo ClassicThesis può essere una buona scelta estetica, anche se è una cattiva scelta TeXnica; per ovviare a questo inconveniente puoi fare come ti ha suggerito Ivan, oppure puoi trascinare le cartelle che contengono materiale relativo a classicthesis nell’apposita foglia o rametto che ti crei sul tuo albero personale rispettando la TDS (TeX Directory Structure), così sei sicuro che quello che hai lì verrà sempre usato prima di quello che c’è nell’albero di texlive; qualunque programma del sistema TeX prima cerca nell’albero personale, poi in quello locale, poi in quello/i generale/i. Dopo aver conservato le cartelle del 2013 nell’albero personale, puoi tranquillamente installare MacTeX 2014 e scaricare l’albero del 2013, oppure conservarlo, ma “sprecando” circa 4,5 GiB di spazio su disco — dipende da quanto spazio libero hai sul tuo hard disk.
Non hai idea di quanta roba io tenga nel mio albero personale; non è uno sfizio, è una cosa molto logica quella di avere un albero personale con priorità assoluta; i gestori di TeXLive (come anche fa MiKTeX) hanno pensato bene di fare così fin dai tempi più remoti, direi da metà degli anni ’90.
::
Basta installare TeXLive secondo quello che sta scritto in texlive-year-ubuntu.pdf che trovi in rete (come sta scritto in ogni guida… ma chi usa LaTeX da tempo non legge le guide per principianti; invece nell’Arte di scrivere con LaTeX ce n’è per tutti i livelli di competenza, dal novellino che usa LaTeX per la prima volta, a me che lo uso da circa 30 anni!).Layaureo non c’è perché non installi una TeXLive completa; usare apt-get o altri package manager di quel genere vuol dire installare una versione di base, perché non viene mai in mente che per le macchine come Ubuntu, conformi ai dettami del consorzio Debian, la versione “debianizzata” di texlive è spezzata in molti pacchi .deb, e non viene mai in mente di installarli tutti.
Con la TeXLive non debianizzata installabile seguendo le istruzioni di quel documento, non si corre nessun pericolo, perché di default esegue una installazione completa e aggiornata (oltre che aggiornabile con l’applicativo tlmgr con la frequenza che vuoi, per esempio due o tre volte al mese), tanto che per installarne solo alcune parti bisogna mettercela tutta — si può fare ma non sai mai che cosa escludi per davvero.
Layaureo non è male, ma si può fare di meglio con le migliaia di personalizzazioni del pacchetto suftesi; forse però nemmeno quello è già installato sul tuo Ubuntu 🙁
::
Se non vuoi aggiornare MacTeX alla versione 2014 e non ti proponi di tenerla aggiornata, è una tua scelta e resta una tua scelta quella di non poter usufruire dei continui aggiornamenti, che per lo più consistono in correzione di errori; qualche errore in meno non fa mai male.è corretto elencare le coordinate con la virgola seriale; il punto e virgola seriale è accettabile nel testo, ma anche lì è giustificato quando le cose da elencare in serie sono costituite da molte parole, specialmente se costituiscono una frase col verbo.
Se vuoi usare siunitx, lo puoi fare come ha detto @Little, ma devi anche sempre racchiudere il numero nell’argomento di \num; in ogni caso non quando devi usare la funzione seriale della virgola.
In sostanza in matematica TeX considera il punto come in simbolo “normale” alla stessa stregua di una variabile, mentre considera la virgola come un segno di interpunzione. Per l’inglese va bene, per l’italiano le due funzioni andrebbero scambiate.
Resta poi il fatto che potresti installare un versione recente (possibilmente l’ultima) di italian.ldf e metterla nel tuo albero personale in una cartella dove LaTeX possa trovarla. So che queste cose non ti piacciono, ma è così. In fondo aggiornare l’intera distribuzione una volta all’anno non è quella cosa terribile; aggiornare MacTeX con TeXLive Utility.app due o tre volte al mese non fa perdere che pochi minuti, durante i quali si può usare il calcolatore per altre cose; e in generale si sta tranquilli che non succede niente di male a lavorare con una installazione aggiornata.
A te la scelta.
Claudio
::
Se usi l’opzione italian per babel (come da documentazione: [tt]texdoc babel-italian[/tt]) basta attivare o disattivare la virgola intelligente con i comandi [tt]\IntelligentComma[/tt] e [tt]\NoIntelligentComma[/tt]. Naturalmente sto parlando di una distribuzione di MacTeX recente, completa e aggiornata; mi pare di ricordare che quei due comandi esistano dalla fine del 2013, ma mi permetto il lusso di non ricordarmene, visto che gestisco io la manutenzione dell’opzione italian per babel.:shock: 😉 😀Come da documentazione, la virgola seriale inserita fra cifre, come nel tuo esempio dell’ascissa e ordinata, in matematica va scritta con uno spazio subito dopo, cioè [tt]$(1, 2)$[/tt]; in tutti gli altri casi la virgola è sufficientemente intelligente per capire da sola quando rappresenta una virgola seriale o una virgola decimale, quindi gli spazi dopo la virgola non sono necessari. [tt]$3,14$[/tt] viene benissimo senza spazio, e viene benissimo anche per le coordinate [tt]$(x,y)$[/tt], perché la virgola non è seguita da una cifra.
-
AutoreRisposte