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Hai ragione. Io ce l’ho sul mio portatile; potrei averlo scritto io, ma non riconosco il mio stile. Comunque eccotelo.
`% Package begingreek.sty
\NeedsTeXFormat{LaTeX2e}[2011/06/27]
\ProvidesPackage{begingreek}[2013/10/28]
% This file provides an environment “greek” similar to the one defined by polyglossia
% that typesets greek text with a specified LGR encoded greek 256 glyph font.
% is is to be used with pdfLaTeX only, not with XeLaTeX or LuaLaTeX.
%
% Load this package as \usepacackge[fontfamily=]{begingreek]
% Be sure that the specified greek font family exists and has available
% its lgr.fd file.
% You can always specify a different font family through the optional argument
% of the greek environment: \begin{greek}[::
La famiglia si chiama udidotFermo restando che i font Didot corrispondono alla famiglia udidot, forse l’hai già fatto e l’hai usato, ma se non l’avessi fatto ti conisglio di usare il pacchetto begingreek che funziona solo con pdflatex.
Con questo pacchetto viene (ri)definito un ambiente greek (simile a quello di polyglossia) che però è adattato a pdflatex; questo ambiente si usa come quello di polyglossia, ma accetta un argomento opzionale con il quale puoi specificare la famiglia di font da usare per comporre il testo; perciò sfruttando gli ultimi aggiornamenti di babele che ora accetta tramite i codici LICR anche l’input diretto in greco (vedi sotto il punto contrassegnato con *), puoi scrivere`\begin{greek}>arq'h\end{greek}
\begin{greek}[artemisia]>arq'h\end{greek}
\begin{greek}[udidot]>arq'h\end{greek}
\begin{greek}[bodoni]>arq'h\end{greek}
\begin{greek}[porson]>arq'h\end{greek}`Ovviamante puoi definire un comando \GR che accetta un comando opzionale che al suo interno usa il nuovo ambiente greek passandogli l’argomento opzionale, se ti sembra più comodo usare il comando invece dell’ambiente. Suppongo che tu sappia che l’ambiente può avere l’apertura fra altri comandi di apertura di un altro ambiente e la cho\iusura fra i comandi di chiusura dell’altro ambiente, mentre con il comando non puoi immettere l’argomento separando la graffa di apertura e quella di chiusura fra i comandi di apertura e di chiusura di un altro ambiente.Usare l’ambiente richiede di scrivere qualcosa di più, ma in generale è più versatile.
(*) A causa di strane incompatibilità emerse recentemente con comandi non documentati nel cuore di LaTeX e usati in certe documentazioni, scrivere in greco non richiede solo di specificarlo fra le opzioni di babel, magari specificando anche l’attributo o il modificatore (oggi i modificatori disponibili sono monotoniko, polutoniko e ancient; gli attributi sono gli stessi monotoniko, polutonico e ancient (se ben ricordo, ma controlla leggendo babel-greek), ma bisogna caricare anche textalpha.sty per eliminare queste incompatibilità; a quel punto invece di >arq’h, puoi scrivere \>arq\’h (mantenendo le giuste crenatre fra i caratteri) oppure anche ἀρχή direttamente in greco, anche usando pdflatex. Il nuovo curatore di babel-greek si da molto da fare per rendere versatile e preciso l’input del testo greco.
(**) per il momento la sillabazione del greco, qualunque sia l’attributo/modificatore usato, è sempre eseguita per l’ortografia politonica; di solito questa va bene anche se si usa solo l’accento acuto dell’ortografia monotonica, ma non va bene per il greco antico; sono 6 mesi che ho mandato le correzioni e i nuovi file di sillabazione al curatore della sillabazione greca, ma non ho visto modifiche alla installazione di TeXLive; in realtà le diverse sillabazioni ci sono ma funzionanono senza LICR e senza comandi per gli accenti, bensì solo con le legature incardnate nei font codificati LGR. Sui miei calcolatori, visto che i file di sillabazione in modo del tutto non ufficiale e non controllato da un greco esperto, ho i file di sillabazione che funzionano anche con i LICR e con le macro degli accenti (che in realtà accedono direttamente ai rispettivi glifi accentati); se li vuoi e sai come installarli te li posso mandare. Installarli non è terribilmente difficile, ma è molto delicato…:(
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Non devi usare aritmetica numerica, ma aritmetica delle dimensioni; se \x è un registro numerico non può contenere un numero reale; se è una dimensione lo puoi fare ma mantenendo le dimensioni giuste; nel seguito parto dal presupposto che \x sia una dimensione cioè sia stato dichiarato alla TeX con \newdimen o alla LaTeX con \newlength; allora`\ifdim\dimexpr\x*\x/\p@ >2.25pt …\else ….\fi`
La macro \p@ contiene la lunghezza di 1pt; siccome contiene il segno @ devi usare \makeatletter oppure devi definire una lunghezza \unpunto che contenga il valore di 1pt e usare \unpunto al posto di ]p@.La speigazione di quello che ho scritto si trova nella documentazione di etex, nell’Hanbook commentato e nella Guid GuIT.
In breve l’espressione prima della disuguaglianza è un valore in punti (il segno negativo del contento di \x è irrilevante), ma il primo prodotto rappresenta un quadrato di lunghezza espressa in punti quadrati, ma dividendolo per 1pt torna ea dessere una semplice lunghezza in punti che può essere confrontata con 2.25pt. Senza dividere per 1pt vorresti confrontare una superficie con una lunghezza 😈
La cosa è ancora più chiara se pensi a come lavora TeX con numeri interi; le lunghezze internamente soni rappresentate con gli scaled point, che sono la frazione 2^{-16} di un punto tipografico; ogni lunghezza ha un valore assoluto rappresentato al massimo da 30 bit, gli ultimi 16 dei quali, quindi, rappresentano la frazione binaria dopo il separatore decimale; quando moltiplichi due lunghezze vai in overflow facilmente, perché al massimo ti viene un risultato di 60 o 61 bit, ma quasi sempre di più di 32 bit, che non sta in una parola di 32 bit; dunque etex mette il prodotto in una longword intera di 64 bit, di cui i 32 bit meno significativi rappresentano la parte fratta; dividendo per la lunghezza di 1p toglie gli ultimi 16 bit meno significativi, quindi se le due lunghezze iniziali non sono troppo grandi, il risultato finale può stare in una parola di 32 bit; non è escluso l’overflow, ma è meno facile che con l’aritmetica su 32 bit. L’algoritmo di etex provvede agli appositi messaggi in caso di overflow, e provvede all’arrotondamento del risultato invece di produrre il suo troncamento come farebbe l’aritmetica intera di tex.
Io non lo uso mai, ma mi pare che il pacchetto calc abbia qualche suo comando che provvede al calcolo del vaoroe assoluto; controlla, ma anche calc usa le espressioni dimensionali di etex.
::robitex” post=99345http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0115069
Qualche commento:
https://pubpeer.com/publications/33795E88EB9C62075F5194965C6874#fb19855Seguite la discussione anche sul nostro account Twitter @guitexorg \dots
Certamente non sono alieno dai pregiudizi e dalla coerenza cognitiva, ma trovo che le critiche fatte all’articolo iniziale nel secondo link che hai dato siano abbastanza azzeccate. Condivido in linea di massima che lo studio dei colleghi tedeschi fosse polarizzato, non tanto per ul loro pregiudizio a favore di Word, quanto per il supposto spreco di denaro collegato al fatto che in generale chi usa LaTeX produce perché scrive più lentamante, almeno secondo i loro test.
Invece non sono d’accordo con quanto dice il commentatore del secondo link, che se si fosse misurato anche il Markdown, questo sarebbe risultato vincitore su tutti i fronti rispetto a Word e a LaTeX. Avendolo provato ed avendo anche acquistato un editor che offre una interfaccia grafica per il “markdown” (forse “multimarkdown”, ma non sono sicuro), trovo che il markdown sia ottimo per documenti di puro testo, ma non serva a niente quando si vogliano costruire liste, testi in display, equazioni, immagini disegnate con i poderosi programmi del sistema TeX; il programma Scrivener che è stato segnalato su questo forum ha almeno il vantaggio che usa il multimarkdown ma consente di inserire tutto il codice LaTeX che si vuole per fare quelle cose che il multimarkdown non riesce a fare(chi ha segnalato Scrivener mi ha anche scritto alcune pagine da aggiungere alla Guida GuIT, cosa che farò appena avremio le bocce ferme).Non, assolutamente come mark up language (multi)markdown è facilissimo, è vero, ma non è assolutamente confrontabile con LaTeX di base e meno che mai quando LaTeX sia usato con gli infiniti (ora circa 3000) che lo estendono in tutte le direzioni.
Per un articolo o un breve rapporto puramente testuale markdown va bene, anche perché i programmi che lo gestiscono possono produrre un documento in linguaggio HTML o PDF da leggere rispettivamente a schermo o su carta, ma il documento deve essere veramente semplice.Nell’articolo iniziale non è specificato quali siano gli errori grammaticali, ortografici e sintattici, distinti dagli errori tipografici e “typos” (che in italiano si chiamano refusi o errori di battitura); può darsi che con il tedesco i problemi siano più seri che in italiano, ma visto che si trattava di copiare dei testi già scritti, vedo la possibilità solo di saltare qualche parola, di commettere errori di battitura, di usare malamente i corpi e i font, ma gli errori grammaticali e sintattici non li vedo proprio.
Per quel che riguarda gli errori di battitura io ne commetto moltissimi sia che usi Word/Writer sia che usi TeXShop; non vedo la correttezza del confronto quando i due gruppi di scrittori con Word e con LaTeX sono formati da persone diverse con campioni piccoli (10 persone per ogni campione, secondo me, sono statisticamente troppo poche; non sono uno statistico, ma quando eseguo rilievi di carattere statistico lavoro sempre su campioni di alcune migliaia di elementi, talvolta decine di migliaia, e se questi sono persone, le deviazioni standard sono alte anche con campioni così grandi).
Concludendo: questi confronti sono spesso difficili da fare, ma spero che nessuno di noi si sogni mai di usare questi metodi per dimostrare esattamente l’opposto di quello che gli autori dell’articolo iniziale hanno scritto.
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L’Arte di scrivere con LaTeX, pagina 72, secondo esempio.
La funzione cerca nel forum richiede di essere “loggati” e appare nella barra grigia a linguette sopra al messaggio di benvenuto ma sotto la barra nera della pagina iniziale del forum (http://www.guitex.org/home/en/forum/index) ma non nelle sezioni interne o se non stai scrivendo qualche messaggio; devi specificare i criteri di ricerca, il che non sempre è facile.
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Ho trovato l’errore (che in verità avevo corretto in una versione di collaudo di teubner.sty, ma non l’avevo, evidentemente, riportata nella versione dtx da caricare su CTAN); allora:
1) correzione spiccia: apri il file teubner.sty, vai alla riga 1009 dove trovi`\def\acapo{\@ifstar{\v@rscr{\@M}}{\v@rscr{\z@}}%`e cambiala in`\def\acapo{\@ifstar{\v@rscr{\@M}}{\v@rscr{\z@}}}%`
2) soluzione pulita: io correggo teubner.dtx, lo carico su CTAN e fra qualche giorno puoi aggiornare la tua installazione.Scusami la svista.
Claudio
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Ho aggiornato teubner qualche giorno fa su CTAN e ho scoperto anch’io quell’errore. Strano, perché era lì dal penultimo aggiornamento e apparentemente nessuno aveva usato teubner negli ultimi tre mesi.
Non ho ancora controllato su CTAN, ma dovrebbe già esserci la versione 4.5 come aggiornamento corretto e aggiornato anche con i cambiamenti avvenuti in babel-greek.
Ora a me compila tutto; il mio file di collaudo è proprio teubner-doc.tex dove vengono usati tutti i comandi definiti in teubner e tutti gli ambienti. IN particolare vengono usati per i caratteri greci sia le legature li i comandi estesi sia i LICR.Claudio
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Ho cercato di riordinare un poco il tuo preambolo e di fare un piccolo collaudo con alcuni caratteri accentati; ho definito i font come si deve per usare i Times e ho aggiunto anche il Text Companion Font che serve per mettere simboli speciali cono i gradi celsius o i gradi, o altri simboli che non sono normalmente contenuti nei font Type 1. Il grado fatto con il circoletto si fa con \textdegree e i gradi celsius si fanno con textcelsius; i gradi d’angolo non si staccano dal numero che accompagnano, i cersius come tutte le altre unità di misura si staccano con un spazio fine non separabile (in LaTeX il comando è \,).
Le cose che ti ho commentato nel preambolo sono da evitare, ma te le ho lasciate, nel caso tu le volessi ripristinare, ma te lo sconsiglio.Suppongo che il tuo nome propio sia Marziano, per cui sei tenuto a scriverlo prima del cognome; scriverlo dopo è una caduta di stiel imperdonabile; d’altra parte non penserai mica che possa esserci un testo intitolato “La divina commendia” di tal Alighieri Dante; fa ridere solo a pensarci, perchee vuoi far ridere con tuo nome e cognome?`
% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode\documentclass[a4paper,12pt,oneside]{book}
% Lingua
\usepackage[italian]{babel}
%Codifiche e font
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{newtxtext,newtxmath,textcomp}
% Gestione figure
\usepackage{graphicx}
\usepackage{subfig}
\graphicspath{{Figure/}}
\usepackage{subfig}
% Tabelle
\usepackage{booktabs}
\usepackage{multirow}
\usepackage{tabularx}
% Didascalie e riferimenti
\usepackage{caption}
\captionsetup{font=footnotesize} % ,format=hang }
\usepackage[italian]{varioref}
% Matematica e teoremi
\usepackage{amsmath,amssymb,bm,mathrsfs}
\newtheorem{defn}{Definizione}
\newtheorem{thm}{Teorema}
% Grafica
\usepackage{pgfplots,tikz}
\pgfplotsset{width=6cm}
%Oggetti flottanti
\usepackage{rotating}
\usepackage{float}
% Frontespizio
\usepackage[swapnames,nouppercase,write,norules]{frontespizio}
%Geometria della pagina
\usepackage{geometry}
% Scartamento, rientranze, comandi di corpo relativi
\usepackage{setspace}
\usepackage{indentfirst}
\usepackage{relsize}
% Strumenti di programmazione
\usepackage{etoolbox}%\usepackage{appendix}
%\usepackage{lipsum}% subordinare i contatori diversamente
\usepackage{chngcntr}
\counterwithin{figure}{section}
\counterwithin{table}{section}
% Stili delle testatine
\usepackage{fancyhdr}
\renewcommand{\chaptermark}[1]{%
\markright{\MakeUppercase{\normalfont \thechapter.\ #1}}}
% Listati di programmi
\usepackage{listings}
% Bibliografia
\usepackage[autostyle,italian=guillemets]{csquotes}
\usepackage[backend=biber, bibstyle=numeric,citestyle=numeric-comp,
safeinputenc,firstinits]{biblatex}
\addbibresource{tesi-grafene.bib}
% Collegamenti ipertestuali
\usepackage{hyperref}\begin{document}
\onehalfspacing
\frontmatter
\begin{frontespizio}
\begin{Preambolo*}
\renewcommand{\frontpretitlefont }{\fontsize {18}{30}\selectfont }
\renewcommand{\frontdivisionfont }{\fontsize {16}{30}\selectfont }
\renewcommand{\frontinstitutionfont}{\fontsize{18}{40}\bfseries}
\renewcommand{\frontfixednamesfont}{\fontsize{12}{14}\normalfont}
\renewcommand{\fronttitlefont}{\fontsize{18}{30}\bfseries}
\renewcommand{\frontnamesfont}{\fontsize{13}{14}\bfseries}
\renewcommand{\frontfootfont}{\fontsize{12}{14}\selectfont}
\end{Preambolo*}
%
\Universita {Roma “Tor Vergata”}
\Logo [2.5cm]{Figure/logo}
\Facolta {Ingegneria \vspace{25pt}}
\Corso [Laurea Magistrale]{~Elettronica per l'Energia}
\Annoaccademico {2013/2014}
\Titolo {“Titolo”}
\Rientro {2cm}
\Punteggiatura{}
\NCandidato{\vspace{100pt}\\ \normalfont Il laureando}
\Candidato {Marziano Jader}
\NRelatore {\vspace{100pt}\\ \normalfont Il Relatore}{}
\Relatore {Prof. Francesca Brunetti}
\end{frontespizio}\tableofcontents
\mainmatter
\chapter*{Prova dei caratteri speciali}
à è é ì ò ù À È É Ì Ò Ù | – — ª º œ Œ æ Æ µ 37\,\textcelsius%\include{Capitoli/Cap1-Il_Grafene}% Non dispongo del file
% Qui vanno le appendici
% \input{Capitoli/AppendiceUno}
% \input{Capitoli/A[[endiceDue}
% …
% Ogni appendice è un file .tex con la forma
%
% \appendix{Come spaccare il capello in quattro}
% …. Testo strutturato
% \endinput
%
% \appendix{Il pelo nell'uovo}
% …. Testo strutturato
% \endinput
%
% eccetera
%
\backmatter%\cleardoublepage
%\phantomsection
%\addcontentsline{toc}{chapter}{\bibname}
%\include{Capitoli/Bibliografia}
\printbibliography[heading=bibintoc]
\end{document}`
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Togli utf8x dall’opzione di inputenc e scrivici utf8; l’opzione con la x è da considerarsi obsoleta.Hai caricato alcuni pacchetti più volte; inoltre sono sicuro che non vuoi usare tikz e pdftricks insieme visto che sono mutuamente esclusivi, o meglio tikz riconosce che stai compilando con pdflatex e produce disegni con il linguaggio pdf; pstricks produce disegni con il linguaggio postscrit che pdflatex non è in grado di interpretare. Cis assarebbero dei pacchetti per usare pdftricks con pdflatex, ma non li vedo caricati — d’altronde searebbero probabilmente inutili, perché con tiks si fanno più o meno le stesse cose, almeno per disegni e diagrammi “normali”.
Specificando come fontfamily il nome “Times New Roman” di sicuro non ottieni nulla di buono perché con pdflatex le famiglie e i font in generale si caricano in un altro modo; se invece usi xelatex o lualatex, non devi specificare inputenc e i font si caricano in un modo completamente diverso.
Segui il consiglio di Ivan; togli tutti i pacchetti che non usi per davvero e caricali raggruppati per ambito di utilizzazione; quelli che han che fre con la matematica, raggruppati assime e nell’orine giusto; quelli relativi all’aspetto delle pagina raggruppati assieme, eccetera.
Hyperef va sempre chiamato per ultimo perché ridefinisce tanti comendi anche quelli introdotti con i pacchetti che carichi.
Il pasticcio che hai combinato con le appendici è del tutto inutile; basta comporre le appendici prima di backmatter, senza usare nessuna definizione di nuovi contatori o di titoli strani; vnno da sole nell’indice e si possono articolare come normali capitoli, con le relaive section; cosa sarebbero le sotto appendici?
Infine la moltitudine di errori dovuti alla codifica; sei sicuro che l’editor che usi salvi in file in codifica utf8? Il fatto di specificare utf8 al pacchetto inputenc non ha nessuna influenza su quello che fa l’editor. Nella sezione Documentazione/Guide GIT Tematiche c’è una guida tematica sulle codifiche; te la consiglio vivamente.
Ricordati infine che la cosa migliore per avere un aiuto specifico è quello di allegare al tuo messaggio un file zip contente un esempio minimo compilabile e che riproduca il tuo problema; compilabile vuol dire che chi ti vuole dare una mano non fa altro che scaricare lo zip, aprirlo, cliccare sul mainfile, compilare e vedere gli errori che si formano. Solo in quel modo si riesce a capire da dove vengono gli errori; è inoltre specificare il sistema operativo della tua macchina, il programma di editing che usi, il programma con il quale compili il documento. Talvolta basta di meno, ma l’esempio minimo compilabile è sempre la strada migliore. Infatti in questo caso possiamo solo indovinare gli errori che ricevi, perché dai file log che alleghi non si capisce che errori ricevi., ma solo che si tratta di errori di codifica.
14 Gennaio 2015 alle 16:11 in risposta a: Tesi classica: bibliografia come capitolo non numerato #99621::LuigiM” post=99297
Grazie a tutti
ho risolto utilizzando i pdf ritagliati. Noto che la qualità è ottima per il mio scopoSaluti
MarcoBuon pomeriggio a tutti, è il mio primo post e dimostrerà tutta la mia inesperienza. Ho riscontrato un problema simile a quello esposto da mbomb, e dovrei applicare la sua stessa soluzione ma non sono in grado di ritagliare efficacemente il file pdf. Come posso fare?
Grazie a tutti,
LuigiCiao Luigi; benvenuto sul forum.
Per ritagliare efficacemente i file pdf hai diverse possibilità a seconda del sistema operativo che ti trovi sulla tua macchina e della sua dotazione software.
Se sei su un Mac con OS X, allora il programma preview/Anteprima (dipende da come hai impostato la lingua del tuo OS) apre file di vario genere, pdf, eps, ipg, png, tiff e altri; ti permette di scontornarli tramite una comoda interfaccia grafica (selezione rettangolare; regolazione fine della selezione, poi control+K, e voila, il file è scontornato e basta salvarlo). oppure puoi seguire un’altra strada: selezione rettangolare, regolazione fine della selezione, control+C e copi la selezione nel clipboard; poi Menu file, new from clipboard, salvare specificando il nome e il formato in cui vuoi salvare.
Se hai Linux, è probabile che tu disponga anche del programma gview, che è una interfaccia grafica verso ghostscript, semplice ma efficae; apre file di vario genere, e li salva in vari formati; dispone della funzione di selezione rettangolare, per cui puoi regolare il bounding box come ti pare.
Su Windows non saprei dirti che cosa ci sia.
Per tutti, il sistema TeX viene fornito con un script perl che si chiama pdfcrop; funziona dal terminale. prompt dei comandi, xterm o come si chiama sulla tua macchina; ci scrivi dentro il comando e tramite ghostscript determina il rettangolo circoscritto alla figura pdf, e la ritaglia via. La documentazione si legge aprendo il terminale, scrivendoci dentro texdoc pdfcrop e premendo il tasto invio.
Funziona bene, ma se il disegno contiene anche un solo pixel nero fuori del campo vero della figura, il rettangolo circoscritto risulta più grande del disegno vero.Infine il comando \includegraphics del pacchetto graphicx, dispone anche della versione asteriscata che esegue il clipping (equivalente a cropping) qunaod si specifichino le coordinate del viewport o i valori del trimming; per cui anche la il file non è scontornato, ci pensa
includegraphics* a togliergli i margini; è leggermente più laborioso degli altri metodi, perché bisogna fornire le coordinate (in qualunque unità di misura accettata da LaTeX) misurate con sufficiente precisione; di solito con un paio di tentativi io riesco a trovare i valori esatti delle strisce da ritagliare via.Ma ricorro raramente alle opzioni di \includegraphics*, perché trovo molto più comodo usare le funzionalità di Preview, visto che lavoro con un Mac (ho lavorato con Windows per circa 20 anni, poi ho avuto occasione di comprare un portatile Mac, e mi sono convertito). Inoltre ho usato e continuo ad usare il sistema operativo in inglese, perché le stesse cose scritte in italiano mi sembrano maccheroniche; di solito sono tradotte proprio male.
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A me non ne ha mai dati. è ovvio che dipende da come lo usi; se introduci il file .dat al momento di eseguire il \begin{document{ ma hai bisogno del suo contenuto prima, la cosa non funziona.Il pacchetto etoolbox contiene diversi hook che estendon l’unoco hokk fornito da LaTeX, vale a dire \AtBeginDocument; ci aggounge gli hook con After e con Preamble e End; vale la pena di leggerne la descrizione nella documentazione perché si imparano (o si intuiscono) molte cose relative a quello che avviene quando si esegue \begin{document}; in paricolare si cpaisce che il preambolo non finisce subito prma di \begin{document}, ma che si è ancora nel preambolo fino a circa la metà dello sviluppo di \begin{document}.
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