OldClaudio

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  • in risposta a: Allineamento verticale centrato testo TABELLE TABULARX #120508
    OldClaudio
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      È questo quello che intendevo; ma insisto nel fatto di studiare bene la guida tematica sulle tabelle; non ci sono risolti tutti i problemi di questo mondo relativi alle tabelle e alle matrici, ma ci sono tante idee mescolando le quali si possono risolvere un numero molto grande di casi, molti di più della quindicina di esempi riportati in quella guida.

      in risposta a: Allineamento verticale centrato testo TABELLE TABULARX #120505
      OldClaudio
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        Mmmm

        Comporre la cella con tutte le colonne di tipo X non mi pare una buona idea.

        Visto che carichi il pacchetto array hai a disposizione le colonne di tipo m e b che si comportano come p, ma centrano verticalmente il loro contenuto; quindi puoi mettere Anno dentro una struttura del tipo `\multicolumn 1{m{…}{Anno}}`mettendo una dimensione del tipo 3em o un diverso valore che ti faccia comodo;

        Come al solito la guida tematica sulle tabelle (che non menziona neè il pacchetto tabulary, né xltabular, ma cita il recentissimo e potentissimo pacchetto tabularray, potrebbe esserti utile se lo consultassi. Dovrebbe essere già in rete la versione della guida tematica che tratta il pacchetto tabularray.

        in risposta a: TexMaker: non riesco a generare il testo [risolto] #120500
        OldClaudio
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          Ezio, non escludo che Texmaker sia obsoleto rispetto a BigSur. Siccome non lo uso, non posso esserti preciso.
          Ma mi viene spontanea una domanda: Perché non usi TeXShop, specifico per il mack e che hai già fra le applicazioni della sottocartella TeX? Se nemmeno TeXShop riesce a compilarti il file di prova o il file dei tuoi appunti, vuol dire che è l’installazione di MacTeX che non ha avuo luogo correttamente. A quel punto devi usare finder, andare nella cartella /usr/local/texlive/2021/bin/universal-darwin/ e vedere se ci sono gli eseguibili, in particolare pdflatex, che è il programma effettivamente eseguito per compilare.
          Poi apri un terminale e scrivici dentro ol comando echo $PATH; come premi enter deve uscirti la lista dei path lungo i quali dove il sistema operativo cerca le cose da eseguire. Deve comparirti qualcosa come `/usr/local/bin:/usr/bin:/bin:/usr/sbin:/sbin:/Library/TeX/texbin:/opt/X11/bin:/Library/Apple/usr/bin:/Library/Frameworks/Mono.framework/Versions/Current/Commands` Se non ti appare /Library/TeX/rexbin fra i path, hai un problema serio.
          Infine apri un terminale e scrivici dentro il comando texdoc texlive. Esegui il comando premendo il tasto enter, e ti si apre una finestra dovo ti si racconta tutto su TeXlive (che di fatto è la versione di TeX installata con MacTeX). vai al paragrafo 3.5 intitolato Testing the installation e li trovi tutto quello che è necessario fare per controllare se l’installazione è corretta.

          Non riesco a dirti di più, perché le informazioni che hai fornito sono scarne. Ti raccomando, però di non affidarti a TeXmaker; piuttosto a TeXstudio, se proprio TeXShop non ti piace; io uso il Mac da 15 anni e fra tutti gli editor per LaTeX che ho usato, quello più efficace su un Mac mi sembra proprio TeXShop; ma è una questione di gusti; Come secondo per me viene TeXworks, e come terzo TeXstudio; i primi due sono molto parchi in termini di barre di srumenti; il terzo secondo i miei gusti funzionerebbe molto meglio se non usasse barre di srumenti orizzontali e verticali, che però, lo ammetto, possono essere utili per un principiante.

          OldClaudio
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            Il fatto che make3ht usi tex4ht mi era del tutto sconosciuto; e questo la dice lunga sulla mia incompetenza in merito alla trasformazione dei file marcati con LaTeX in file marcati HTML o XML.

            Però la documentazione che ho letto in merito a questi “trasformatori” o compilatori dei sergenti .tex in file estranei al mondo TeX (al mondo della ipografia) mi ha sempre “deluso” perché vi si dice chiaramente che in linea di principio vengono radotti bene i comandi nativi di Plain TeX e LaTeX; che sono accettabili solo alcuni pacchetti esterni ai nuclei di Plain e di LaTeX, e quindi che le definizioni personali di comandi come quelli che hai definito, non sono “supportati”. Forse non ce la fa nemmeno mathjax, perché anche lui ha i suoi problemi con la miriade di pacchetti che gli auori possono usare.

            Non è facile produrre un programma, indipendentemente dal linguaggio, che sia in grado di sostituire nel file sorgente l’uso delle macro definite dai pacchetti o dall’autore con i loro sviluppi; in un certo senso bisognerebbe reinventare il programma tex-the-program per produrre un’uscita diversa. E quello che dovrebbe fare tex4ht, ma il limite è dovuto proprio alle definizioni personali e ai pacchetti usati.

            Fra i documenti leggibili con texdoc, ce n’è uno scritto da Peter Flynn, professore di tipografia all’università di Cork, che compone direttamente in XML, che definisce i fogli di stile per convertirli in .tex, e poi compila producendo degli ottimi risultati. Combinazione parla di tutto tranne che della matematica. 🙁

            Il testo di Flynn è intitolato Formatting information -— A beginner’s introduction to typesetting with LaTeX. Lo si trova nell’archivio di CTAN, non è distribuito con TeX Live. bisogna cercare il file [tt]beginlatex-36.pdf[/tt]. Vale la pena scaricarlo e leggerlo.

            Un altro programma da usare da linea di comando, è [tt]pandoc[/tt]; gestisce virtualmente ogni tipo di formato, e converte dall’uno all’altro; ti conviene esaminare il suo sito http://www.pandoc.org, da cui puoi eventualmente scaricare il file di installazione. Per la conversione si affida ad un formato quasi universale; dal formato X trasforma nel formato md (markdown) o, mi pare, anche mmd (multimarkdown) e da questo esegue l’ulteriore trasformazione nel formato desiderato Y; ovviamante fra gli X e gli Y c’è anche LaTeX. Incidentalmente da qualche anno la documentazione di molti pacchetti è fornita di file .md o mmd; è chiaro che per leggerli bisogna disporre di editor md o mmd; Per il Mac, io ho installato MultimarkdownComposer.app, e ammetto che la lettura della documentazione, con la finestra del file sorgente accanto alla finestra di lettura, è molto utile e istruttiva.

            Nella Guida GuIT (sezione documentazione di questo forum} al paragrafo 23.3.3 si parla di Scrivener che si appoggia a sua volta su mmd. Si possono fare tante cose utili; è essenzialmente un editor e un organizzatore di file, ma offre la possibilità di inserire nei suoi file anche comandi LaTeX. Chi ha contribuito alla Guida GuIT le informazioni relative a Scrivener, ne è entusiasta. Io l’ho provato ma non ne sono rimasto convinto, perché lavoro da solo, non in gruppo, mentre Scrivener è pricipalmente destinato a lavori collettivi; tuttavia ne riconosco l’utilità e mi sento di consigliarlo.

            OldClaudio
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              Non entro nel merito di sostituire l’uscita in PDF con una trasformazione in HTML; tuti i programmi che conosco, in particolare tex4ht (che riceve continui aggiornamenti e migliorie).

              Ti suggerisco di usare tex4ht,almeno di provarlo; la documentazione è leggibile con texdoc tex4ht, anche se questo comando ti apre una finestra con il browser di rete. Il vantaggio di tex4ht permette si produrre direttamente dal file ,tes un’uscita o in formato HTML oppure in formato XML.

              Tuttavia le schermate prive del concetto di pagina, ma con scorrimento continuo del testo dentro una finstra del calcolatore, finestra che puoi allargare o restngere, col contenuto che puoi ingrandire o rimpicciolire, sembra pi`comodo da usare anche perché siamo abituati a navigare in rete. Tuttavia quandoil testo è serio e contiene figure, formule, tabelle e compagnia, il formato PDF, secondo me, ripteo socondo il mio gusto personale, non è adatto; d’altra parte i visualizzatori PDF per tutti i sistemi operativi permettono di ingrandire a pieno schermo la paginePDF, e anche chi ha problemi di vista legge benissimo. Sempre che il calcolaore in questione non sia un tablet da 7 pollici di diagonale, sufficienti per leggere pagine web non complicate, ma assolutamente inadatto per leggere un testo di matematica, anche se lo metti in posizione landscape.

              Ecco perché, senza voler criticare la tua scelta, ritengo ce sia una scelta non opportuna; ma si tratta di un parere strettamente legato al mio gusto personale, non è assolutamente come una prescrizione del medico…:smile:

              OldClaudio
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                @Toniutti
                , chi le ha ordinato di numerare le figure (e le tabelle/) in modo progressivo è un ronzinante di chisciottesca memoria 🙁

                In book.cls il comando che mette gli spazi nelle liste lof e lot è il seguente:`\def\@chapter[#1]#2{\ifnum \c@secnumdepth >\m@ne
                \if@mainmatter
                \refstepcounter{chapter}%
                \typeout{\@chapapp\space\thechapter.}%
                \addcontentsline{toc}{chapter}%
                {\protect\numberline{\thechapter}#1}%
                \else
                \addcontentsline{toc}{chapter}{#1}%
                \fi
                \else
                \addcontentsline{toc}{chapter}{#1}%
                \fi
                \chaptermark{#1}%
                \addtocontents{lof}{\protect\addvspace{10\p@}}%
                \addtocontents{lot}{\protect\addvspace{10\p@}}%
                \if@twocolumn
                \@topnewpage[\@makechapterhead{#2}]%
                \else
                \@makechapterhead{#2}%
                \@afterheading
                \fi}
                ` bisogna ridefinire tale comando interno nel preambolo o in un file .sty personale (questo da caricare con \usepackage, non con \input) così:`\makeatletter % non necessario se metti questo codice in un file .sty personale
                \def\@chapter[#1]#2{\ifnum \c@secnumdepth >\m@ne
                \if@mainmatter
                \refstepcounter{chapter}%
                \typeout{\@chapapp\space\thechapter.}%
                \addcontentsline{toc}{chapter}%
                {\protect\numberline{\thechapter}#1}%
                \else
                \addcontentsline{toc}{chapter}{#1}%
                \fi
                \else
                \addcontentsline{toc}{chapter}{#1}%
                \fi
                \chaptermark{#1}%
                \addtocontents{lof}{\protect\addvspace{0\p@}}% TOGLIE LO SPAZIO
                \addtocontents{lot}{\protect\addvspace{0\p@}}% TOGLIE LO SPAZIO
                \if@twocolumn
                \@topnewpage[\@makechapterhead{#2}]%
                \else
                \@makechapterhead{#2}%
                \@afterheading
                \fi}
                \makeatother % Non necessario se metti questo codice in un file .sty personale
                `Quei due comandi strani, [tt]\makeatletter[/tt] e [tt]\makeatother[/tt] servono per modificare comandi interni che contengano il segno “at”, quello che noi chiamiamo”chiocciola”. Lo descrive Lamport nei suoi manuali. Puoi riferirti ala guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato che trovi nella sezione Documentazione di questo forum.

                Ovviamente, se non usi la classe book, i comandi da modificare sono diversi; siccome il comando che vuoi modificare non è standard, ti avevo raccomandato i dirci quale classe non standard usi; sapendolo potresti avere una riposta più accurata.

                in risposta a: Modifica indice e intestazione parte #120484
                OldClaudio
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                  Devi cercarti una classe che ti permetta di fare quell’acrobazia; una classe che ti potrebbe servire potrebbe essere la classe [tt]memoir[/tt], estremamente configurabile. Ce ne sono altre. Ma la documentazione di pacchetti o classi che fanno una miriade di cose sono di solito molto ponderose; La documentazione di [tt]memoir[/tt] è di 675 pagine: la leggi senza scaricare niente, ma dando da terminale il comando texdoc memoir. Il suo bello è che contiene due indici generali molto ben fatti, uno con i soli titoli dei capitoli, e un altro dettagliatissimo dove poi cercare il paragrafo che tratta il tuo problema; dispone anche di un indice analitico che rende la ricera di agomenti particolari molto agevole.
                  Se carichi memoir senza personalizzare niente ti compone come se usassi la classe book; se configuri le cose che ti interessano usando gli specifici comandi messi a disposizione dalla classe, sei sicuro che le cose funzionino esattamente come descritto; il manuale è scritto in inglese da una persona che lo conosce molto bene perché è la sua lingua madre e che di professione fa il tipografo artistico. Ti puoi fidare.

                  OldClaudio
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                    Benvenuto nel forum

                    Come puoi vedere se clicchi su EDIT, ti ho inserito i tag per delimitare il codice in modo che appia scritto con un font monospaziato dentro una finestrina facente parte delle finestra che contien il tuo messaggio. Poi copia-incollare il tuo codice fra i due tag; oppure prima incolli il tuo codice nel messaggio, poi lo evidenzi tutto e infine clicchi l’icona dove appaiono due segni <> azzurri su un rettangolo bianco.

                    Non è il caso di riportare l’intero preambolo senza niente fra l’inizio e la fine del documento; in calce a questo messaggio trovi un link per arrivare a una guida tematica che spiega come creare gli Esempi Minimi Compilabili (EMC oppure MWE che sta per Minimum Working Example). lo scopo sarebbe quello di mostrare il mimo di codice fra \documentclass e \end{document} che compilato mostri il problema che hai per le mani e sul quale chiedi aiuto.

                    Se vuoi modificare lo spazio che separa le voci di una “list of…” ( che sia un indice generale, o una lista di figure, o di tabelle o di qualunque oggetto numerabile che non compaia nell’indice generale, né in un indice analitico) devi conoscere il codice interno di LaTeX o più sovente della classe che stai usando per comporre il tuo documento; quello spazio che vuoi eliminare (a mio parere non sarebbe una buona idea) si elimina impostando a 0pt, quindi casomai con `\renewcommand{\insertchapterspace}{0pt}}`. Ma siccome [tt]\insertchapterspace[/tt] non è un comando standard, ma è definito da qualche classe o da qualche pacchetto esterni al blocco delle cose che formano la distribuzione di base di LaTeX, devi leggere la documentazione di quella classe o di quel pacchetto per impostare le cose come quella classe o quel pacchetto richiede.

                    in risposta a: Centrare il testo di una cella con \makebox #120473
                    OldClaudio
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                      D’altra pare, la guida tematica sulle tabelle (a cui ti rifai con il tuo esempio) riporta nell’esempio 4.1 esattamente l’uso con [tt]\multicolumn1c{Attività}[/tt], che usa esattamente il comando che ti ha segnalato Enrico. Non mi sembra più complicato scrivere [tt]\multicolumn[/tt] al posto di [tt]\makebox[/tt], quando per quest’ultimo non è per niente facile specificare la larghezza.

                      in risposta a: Warning con Alphabeta e Fixltx2 #120469
                      OldClaudio
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                        Mattia, se cerchi e apri il file alphabeta.sty vedi che fra i commenti c’è scritto che cosa fare con fixltx2e, ma il pacchetto non lo carica.
                        Se ricevi quel warning (non è un errore) è perché qualche altro pacchetto lo carica, ma non alphabeta.sty.

                        puoi leggere il file log della tua compilazione e prima di quel messaggio puoi vedere quale altro pacchetto l’ha caricato.

                        In ogni caso quel messaggio è innocuo.

                        in risposta a: [risolto] fourier eulervm #120464
                        OldClaudio
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                          Daniele, ci sono alcune cose che lasciano supporre che tu abbia problemi con la lettura della documentazione dei pacchetti che usi.

                          1) La codifica utf8x è obsoleta da una decina di anni; oggi si usa la codifica utf8 senza la x.
                          2) il greco polutonikogreek è conservato per retrocompatibilità ma serve solo per comporre in greco moderno con i vari accenti; Scrivi in greco moderno? se la risposta è sì, ignora questo mio commento; se invece riporti dei brani di greco antico/classico, alllor l’impostazione richiede [tt]\usepackage[greek.ancient]{babel}[/tt], Se invece invochi il greco per simboli greci in matematica, allora sei fuori strada; Il pacchetto fourier provvede a tutto.
                          3) Leggiti bel la documentazione di fourier (texdoc fourier;/b]) peché il pacchetto può ricevere diverse opzioni; tieni presente che è stato scritto da francesi, prevalentemente per comporre anche la matematica secondo le tradizioni tipografiche francesi, Tradizioni a cui i francesi sono particolarmente affezionati, ma non rispettano le norme ISO-80000 per le scienze sperimentali. Vedi tu se vuoi continuare ad usare fourier senza opzioni o se c’è qualche opzione che ti permette di rispettare le norme ISO.
                          4) Io non l’ho fatto; quindi prendi con le molle quello che ti dico. Il font euler è bellissimo, manon permette di distinguere bene il tondo matematico dal corsivo matematico; Per questo non lo uso mai e lo sconsiglio vivamente, sebbene riconosca che si ratta di un font bellissimo. In ogni caso,se proprio vuoi usarlo, scegli el opzioni giuste per fourier, e, eventualmente, carica eulervm dopo fourier; può farsi che le cose si sistemino. Ripeto, io non l’ho provato, perché ritengo il font euler inadatto alla matematica che io uso. D’altra parte, eulervm è un font virtuale che sostituisce i font matematici Computer Modern; quindi mi sembra del tutto logico che non vada d’accordo con fourier. Leggine la documentazione con
                          texdoc eulervm — tra l’altro vedi che il pacchetto è del 2005, quindi ha 16 anni e in questi 16 anni non è mai stato aggiornato.
                          5) Per i simboli di ogni genere, esiste la magnifica documentazione symbols-a4 (texdoc symbols-a4) che contiene l’elenco virtualmente di tutti i simboli possibili e immaginabili componibili con LaTeX sia da solo sia con il supporto di altri pacchetti. Hai solo l’imbarazzo della scelta: ogni gruppo di simboli è generalmente accompagnato da informazioni circa la compatibilità con altri pacchetti.
                          6) Il sistema TeX è un sistema aperto: ogni pacchetto contiene l’informazione del suo autore e l”indicazione di come segnalare all’autore eventuali bug e incompatibilità. In mancanza di queste indicazioni dovrebbe essere possibile rivolgersi al LaTeX Team che talvolta è in grado di contattare l’autore. Tieni però presente che gli autori di pacchetti vecchiotti potrebbero essere morti (più tempo passa, e più questa infelice evenienza diventa frequente) e nessuno si è assunt l’onere della manutenzione di questi pacchetti privi di auore.

                          OldClaudio
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                            @IlLinguista ha ragione nell’usare i codici Unicode, e non i codici UTF-8.

                            Se si scrive in italiano il doppio apice diritto potrebbe essere stato impostato come carattere attivo quindi sarebbe meglio far precedere il segno ” dal comando \string.

                            Per questo motivo io preferisco usare i circonflessi e scrivo`^^^^01a2 e ^^^^01a3` un po’ criptici, ma più veloci rispetto a scrivere, per esempio, [tt]\symbol{\string”01A2}[/tt]

                            OldClaudio
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                              Ǣ ha il codice unicode utf-8 C7A2

                              ǣ ha ilcodice unicode utf-8 C7 A3

                              Poi se vuoi ci sono gli accenti/diacritici automatici: prima scrivi la letera, base e poi ilcodice unicode dell’accento; ma per questodevi scaricare le millanta tabelle dei codici unicode; oppure, a cosa dovrebbe funzionare usi i comandi per gli accenti, per esempio \={æ}; ora LaTeX lavora con la LICR (LaTeX internl Character Representation) che trasforma l’input in un codice interno che al momento dell’output trasforma nel carattere giusto o nella sequenza giusta di comandi a seconda della codifica.

                              Ancor: per inserire i codici utf-8 che ho scritto supra devi usare per esempio ^^^^c7a2 (con le lettere minuscole, e tanti circonflessi quante sono le cifre esadecimali da rappresentare.

                              in risposta a: velocità di latex & co. su windows 10 #120419
                              OldClaudio
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                                Probabilmente dipenda da come Win10 usa il suo famoso “registro” che contiene tutte le informazioni e le impostazioni di tutti gli eseguibili presenti sulla macchina; è un file molto grande e forse non è sufficientemente strutturato per una ricerc veloce. Sta di fatto che se sul mio Mac digito pdflatex myfile (anche senza estensione .tex) ma lo faccio da un terminale che contenga myfile.tex (come anche si deve fare su Win10), il tempo che intercorre fra l’istante in cui premo il tasto ENTER, e l’istante in cui pdflatex comincia a lavorare è talmente breve, che non lo si riesce a valutare senza usare strumenti informatici; stimo un decimo di secondo, ma potrebbe essere sia di più sia di meno.
                                Dovrebbero essere altri utenti di Win10 a dirti quanto tempo occorre loro prima che pdflatex cominci a lavorare. Il confronto con altri sistemi operativi non è di grande utilità perché ogni SO ha i suoi metodi per lanciare programmi o app.

                                in risposta a: Linee Tabelle #120459
                                OldClaudio
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                                  Hai letto la documentazione di booktabs? No, perché non avresti inviato il tuo post.

                                  Le tabelle professionali NON hanno linee intersecanti; le””linee” in tipografia si chiamano filetti;è solo un dettaglio, ma tanto per intenderci.
                                  Letabelle professionali non hanno filetti, tranne un solo \toprule, in testa, un \bottomrule in coda, e un solo \midrule sotto la righa dei titoli delle colonne.

                                  Se vuoi costruire tabelle alla “Word”, devi usare i filetti vericali come hai indicato nella rigamodello della tua tabella, e i comandi \hline per fi letti orizzontali. Ovviamente la tabella che ottieni non è professionale.

                                  Ti suggerisco di dare un’occhiata alla guida tematica sulle tabelle; vai nella sezione Documentazione di questo forum e lì vi trovi tutte le guide che vuoi; per le tabelle c’è una guida apposta. In quella guida non si risolvono tutti i problemi che si possono porre con le tabelle, ma i numerosi esempi servono per mostrare alcune possibili soluzioni che possono essere adottate in circostanze diverse e congiuntamente in situazioni diverse.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 496 al 510 (di 11,287 totali)

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