OldClaudio

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  • in risposta a: Larghezza colonne tabella pari alla maggiore #98669
    OldClaudio
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      Dato e non concesso che avere colonne tutte larghe uguali (se devono essere larghe quando la più larga, deovno avere tutte la stessa larghezza) poi usare l’ambiente tabularx che con il suo tipo di colonna X, adatta ogni colonna alla stessa larghezza; dà qualche problemi poer le intestazioni, ma si risolve. Se metti del testo troppo lungo in una cella di una colonna X il testo va a capo nella stessa cella e questo potrebbe non essere quello che desideri, tuttavia la strada è percorribile.

      UN’altra strada che non ha le celle di lunghezza proefissata è quello di usare l’ambiente tabular, il cuoi primo argomento è la larghezza che vuoi imporre alla cella; (nota che il primo argomento di tabulax è la larghezza complessiva, ma le colonne X sono come come colonne p{…} la cui larghezza è calcolata automaticamente). Se però non vuoi andare a capo o se per qualche motivo non vuoi usare l’ambiente tabularx, te la puoi cavare con l’ambiente standard tabular ma devi impostare qualcosa di più.

      Supponiamo che tu voglia avere 8 colonne larghe uguali, con il contenuto delle celle centrato; allora puoi definire una nuova larghezza e assegnarle un valore (ti dirò dopo come); ovviamente deve essere minore di un ottavo della larghezza \textwidth, altrimenti la tabella non ci sta nella pagina; Allora sistemiamo la larghezza di tutte le 8 colonne tenedo conto dei margini bianchi a sinistra e a destra di ogni cella:`\newlength\mycolumn \mycolumn=\dimexpr\textwidth/8 – 2\tabcolsep\relax`
      Devi definire qualcosa per imporre questa larghezza alle tue colonne; io userei il pacchetto array che permette di definire nuovi tipi di colonne; caricato il pacchetto array (che fornisce diverse altre interessanti funzionalità, come puoi vedere leggendone la documentazione [aprire terminale, scriverci dentro texdoc array; premere invio; leggere la documentazione]) definisci:`\newcolumntype{C}[1]{\makebox[\mycolumn]{#1}}`.
      A questo punto pouoi cominciare la tua tabella con`\begin{tabular){*8C}
      dato & dato & dato & dato & dato & dato & dato & dato \\
      dato & dato & dato & dato & dato & dato & dato & dato \\
      …
      dato & dato & dato & dato & dato & dato & dato & dato
      \end{tabular}`

      In questo modo devi aggiungere pochissimo alla tabella che hai già scritto. Inoltre se vuoi una tabella meno larga di \textwidth, nella riga dove definisci \mycolumn, al posto di \textwidth ci puoi mettere qualcosa come 0.75\textwidth, e la tua tabella di otto colonne risulterà larga quanto tre quarti di larghezza del testo. Se hai mono celle o più celle cambi il valore 8 con il numero di colonne che vuoi usare; se il numero di cela è superiore a 9 devi racchiuderne il numero fra graffe, per esempio *{11}C nell’argomento di tabular che specifica la pluralità di colonne nella tabella.

      Stai però attento: è probabile che fare le colonne tutte della stessa larghezza non sia una buona idea; dipende dal contenuto delle singole celle. Questa osservazione vale sia per la mia soluzione sia per la soluzione con l’ambiente tabularx e le n colonne X.

      in risposta a: [RISOLTO!] – Richiamare un’equazione #98655
      OldClaudio
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        Bonalumi” post=98188EDIT: Per quanto riguarda \eqref io non ne ho fatto uso, mi sono sempre limitato ad utilizzare il generico comando \ref, cosa che deduco essere un errore! 🙁

        Non è un erroe; dipende: se hai le equazioni numerate fra parentesi tonde ti toccherebbe citarle con ` {\ref{equ:equazione}) `, ricordandoti di inserire el parentesi tonde ogni volta che citi un’equazione; `\equref{…}` ti mette le parentesi lui stesso. Se citi i numeri delle equazioni sistematicamente senza ripetere il numero ma scrivendo sempre il nome formula o equazione o espressione prima del numero citato allora `\ref{…}` va benissimo.

        in risposta a: [RISOLTO!] – Richiamare un’equazione #98653
        OldClaudio
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          No, il modo corretto è scrivere “Il parametro $K\pad{mio}$, definito con la formula \eqref{cap1:Kmio}, e che qui si ripete \[ K\ped{mio} = 1.01010101 /] permette di esprimere…”
          In sostanza la richiami con il suo riferimento e la ricomponi senza numero, visto che serve solo come richiamo che è bene avere sott’occhio. Piuttoto la rinumeri e vi fai riefiemento di nuovo mediante una altro \label, ma dici comunque che l’hai ripetuta Per esempio ` Il parametro
          \begin{equation}
          K\ped{mio}=1,01010101
          \label{cap3:Kmio}
          \end{equation}
          Ggà introdotto nel capitolo~\ref{cap:Introduzione} con la formula~\eqref{cap1:Kmio}, permette di esprimere…`

          Ma assolutamente non va bene rimetterla nel capitolo 3 col numero che aveva nel capitolo 1.

          Per usare \eqref devi aver caricato il pacchetto amsmath, cosa che credo tu abbia già fatto.

          in risposta a: Rimuovere notazione scientifica dagli assi di un grafico #98642
          OldClaudio
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            Bonalumi” post=98182Ti ringrazio per la dettagliata spiegazione OldClaudio. Scaricherò il odcumento che mi hai suggerito allora. Solo una domanda: la scrittura che hai suggerito tu (kg\,s\ap{-1}) e quella di siunitx che riporto di seguito:
            `\SI{}{\gram\per\second}`
            danno quindi gli stessi risultati? Voglio dire, non mi è chiaro se siunitx inserisca automaticamente lo spazio di cui parlavi oppure no. Mi pare di aver capito di si da quanto hai scritto, ma vorrei la tua conferma. Grazie ancora!

            siunitx può usare il comando \per in modi diversi; guarda nella pagina 5 gli esempio e in particolare come cambiano quando specifichi l’opzione [tt] [per-mode=symbol] [/tt]. In ogni caso se mette l’esponente negativo mette lo spazietto, se invece mette la barra non mette lo spazietto, ma nel caso di più denominatori, quindi più istanze di \per, raccoglie i denominatori e li mette dentro una coppia di parentesi. Il tutto è molto facile e intuitivo, anche se non si deve andare a tentoni, ma bisogna leggere la documentazione di siunitx, poi il tuto viene in modo automatico.

            in risposta a: ArsTeXnica 19 #98584
            OldClaudio
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              Il numero di ottobre raccoglierà gli atti del GuIT Meeting 2015.
              Vuol dire che se sarà pronto per il meeting di ottobre 2015 verrai a presentarlo al meeting 🙂
              Intanto sarei contento se lo scrivessi per fine gennaio; comincia ad impostarlo; i dettagli li sistemi entro gennaio.

              in risposta a: Rimuovere notazione scientifica dagli assi di un grafico #98640
              OldClaudio
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                Comprare le norme è estremamente costoso; se non le puoi consultare in qualche modo da qualcuno o qualche ente che le ha, allora ti consiglio di scaricare dal sito del NIST il documento sp811.pdf intitolato Guide for the use of the International System of Units (SI).

                Il NIST è il National Institute of Standards and Technology degli USA. Il documento è molto autorevole, anche se è un tutorial per insegnare ai dipendenti dell’istituto ad usare correttamente il SI anche nel mondo angloamericano; Naturalmente certe norme, come il punto decimale e il plurale delle unità di misura secondo le regole della lingua inglese non sono applicabili a noi, ma su 90 pagine di testo, ce ne è meno di una in totale per questi dettagli anglo.

                Proprio perché è un tutorial, spiega nel dettaglio l’uso corretto e l’ortografia corretta come quella che mi chiaedi: meglio kg/s o kgs-1? vedrai che entrambe sono corrette, ma gli esponenti negativi sono preferibili se bisogna elevare diverse unità a potenze negative diverse, altrimenti se i divisori sono uno solo è preferibile la barra. ma se si usa la barra e i divisori sono più d’uno, bisogna usare le parentesi ed usare una sola barra, ma se comunque si vuole usare l’esponente negativo ci vuole un spazio sottile non separabile oppure un punto centrato (vedi per esempio la tabella 3 del documento suddetto) prima dell’unità elevata ad un esponente negativo; per la tua domanda guarda in particolare il §6.1.6; non te lo posso mostrare con il browser, ma in termini LaTeX devi intercalare il comando \, (barra rovescia + virgola), così: [tt]kg\,s\ap{-1}[/tt] (\ap, con l’opzione italian per babel mette un apice sia in modo testo sia in modo matematico;\ped mette un pedice in carattere tondo sia in modo testo sia in modo matematico).
                Se usi siunitx i suoi comandi provvedono a tutto in modo automatico e non devi ricorrere ad \ap. Il pacchetto siunitx è fatto apposta per rispettare le norme ISO: siunitx –> SI unit(s) eXtended.

                in risposta a: Rimuovere notazione scientifica dagli assi di un grafico #98638
                OldClaudio
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                  Anche i prefissi decimali fanno parte del SI; quindi se esprimi i dati in g/s rispetti l’SI, rispetti le norme ISO e sei decisamante più chiaro.

                  in risposta a: Rimuovere notazione scientifica dagli assi di un grafico #98636
                  OldClaudio
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                    Io non mi preoccuperai tanto per il 10^{-2} in testa all’asse y, quanto per le unità usate e scritte.
                    1) Invece di riportare i dati in kg/s portali in g/s e toglierai fattore 10^{-2} e sposterai il punto decimale di una posizione a destra, quindi non hai nemmeno l’impiccio del separatore decimale, che sarebbe anche sbagliato sbagliato. Le norme ISO richiederebbero di non scrivere mai dei valori numerici per le misure con degli zeri dopo il separatore decimale; i prefissi decimali aiutano non poco per soddisfare questa prescrizione e usando i grammi al secondo la soddisfi alla grande.
                    2) In italiano e per tutte le lingue diverse dall’inglese le norme ISO impongono la virgola, lasciando il punto solo per quando si scrive in inglese; se usi siunitx questo problema lo puoi risolvere in modo automatico, ma devi leggere bene la documentazione sia di siunitx sia di tikz.
                    3) Le unità di misura non si indicano mai fra parentesi quadre; le norme UNI consigliano di non metterle nemmeno fra parentesi tonde ma di scrivere qualcosa come “Portata in kg/s”
                    4) È assolutamente vietato scrivere le unità di misura in corsivo; sempre le norme ISO e per noi italiani le norme UNI. Se sui siunitx non dovresti avere problemi perché i comandi di quel pacchetto mettono sempre le unità di misura nel font giusto.

                    in risposta a: problemi con \label e \ref #98631
                    OldClaudio
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                      Hai compilato due volte: i label che inserisci in un file sorgente servono per scrivere nel file aux le informazioni necessarie; alla compilazione successiva quelle informazioni vengono lette ed usate.

                      In ogni caso non puoi fare riferimento ad un oggetto non numerato (come \section*), ma puoi fare riferimento con \pageref alla sua pagina (la quale invece è numerata).

                      in risposta a: [pdflatex] problemi dimensione pagina #98496
                      OldClaudio
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                        Non ha nessuna importanza l’editor che usi; l’importante è che tu carichi nel preambolo titlesec e dopo averne letto la documentazione lo usi correttamente.

                        in risposta a: come poter usare classe cdp #98549
                        OldClaudio
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                          @renareto
                          c’è scritto tutto quello che serve sulla guida L’Arte di scirvere con LaTeX.

                          Se non ti basta puoi sempre leggere il file texlive.pdf che è contenuto nella distribuzione TeXLive, ma che puoi cercare anche in rete, se non hai ancora scaricato e installato TeXLive.

                          Ma, perbacco, usi LaTeX da tanto tempo e solo ora ti rendi conto che l’editor e il programma di composizione sono due cose assolutamente diverse e distinte. Non sto colpevolizzandoti di niente, sia ben chiaro; questa è una “ingenuità” che non ho mai commesso quando circa 30 anni fa ho cominciato ad usare LaTeX; ma sono stato fortunato, perché 30 anni fa non c’erano i bei programmi di editing che ci sono oggi; quindi potevo usare il programma di composizione solo usando il terminale.

                          Però lo scriviamo in tutte le guide; c’è scritto anche nelle guide non prodotte dai soci del GuIT. È straordinario che ti sia sfuggita questa informazione essenziale.
                          Ripeto non sto colpevolizzandoti di niente; se avessi 50 anni di meno sarei nelle tue condizioni e questa ingenuità l’avrei fatta anch’io.

                          Siccome questa distinzione è importantissima anche per le codifiche, ti suggerisco di scaricare dalla sezione Documentazione Guide GuIT Tematiche di questo sito la guida sulle codifiche; lì credo che Tommaso ed io abbiamo spiegato piuttosto bene come l’editor e il programma di composizione interagiscono e come questo si rifletta sulle codifiche. Senza entrare in troppi dettagli il capitolo introduttivo dovrebbe esserti sufficiente a capire l’importanza di conoscere questa indipendenza, altrimenti ri rischia di fare errori grossolani che non si riesce a correggere, meno che mai a capire.

                          Coraggio, stai per passare dallo stato di “newbie” a quello di “TeXie”; poi potrai passare a quello di TeXpert”, a “TeXguru” e in fine a “TeXwizard”. 🙂

                          OldClaudio
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                            @santar
                            , non ho mai usato natbib_ita.bst, ma la tua domanda mi ha incuriosito. Sono andato a cercare il file che è nascosto benissimo in rete; invece andando sul nostro sito http://www.guitex.org e cliccando la sezione Vecchio Sito si viene portati al vecchio sito, non più operativo per quel che riguarda il forum, ma ancora usabile per scaricare documenti, file utili e simili; nella sottosezione di Download c’è anche una sotto sotto sezione che contiene la possibilità di scaricare natbib_ita.zip;

                            È un pacchetto compresso che contiene tante cose, compreso il file natbib_ita.bst. Ho parto questo file con il mio solito editor che uso per creare/modificare i miei file sorgente .tex (ma qualunque editor ASCII va ben) e vi ho cercato la stinga “e altri”; sorpresa! non l’ho trovata; invece ho trovato et al.

                            Mi domando quindi quale natbib_ita.bst tu stia usando, visto che non ne ho trovati altri in rete (non escludo che ce ne siano, ma non ne ho trovati).

                            Hai due possibilità:
                            1) scarica il file natbib_ita dal vecchio sito del GuIT ed usa quel software invece di quello che stai usando ora.
                            2) usa il software che stai usando ora, ma edita il tuo file natbib_ita.bst andando a cercare “e altri” e sostituendola con “et al.”

                            Nota che i file .bst sono scritti in un linguaggio “strano”; non preoccupartene; esegui solo la sostituzione; salva il file, collaudalo e vedi se ti va bene; altrimenti ricorri alla soluzione 1).
                            se vuoi et al. in corsivo le cose diventoano più difficili, ma si può sempre ottenere qualcosa di utile editando il file .bst, oppure configurando natbib con le sue molteplici possibilità e/o con il suo file di configurazione.

                            in risposta a: Gestione colori immagini per stampa #98610
                            OldClaudio
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                              Certo @Liverpool e @cfiandra, avete perfettamente ragione, ma io parlavo di un’altra cosa.

                              Parlavo di stampare con una stampante a colori con tutte le cartucce d’inchiostro colorato piene o con tutti i toner a colori non esauriti. Il tutto dipende dal profilo di colore impostato di default con al stampante. LA tetracromia eseguita a quattro colori potrebbe fare le scale di grigio anche solo usando il ciano, magenta e giallo; il nero viene aggiunto per avere un nero più nero quando si stampa veramente a colori; impostando la stampante per usare solo il nero, si hanno le scale di grigio, ma non tutte le stampanti sono facili da impostare in questo modo e non su pagine selezionate; certo ci sono stampanti che possono farlo, ma il manuale della stampante o l’interfaccia grafica per usarla non è sempre così chiara in merito.

                              Aggiungerei che se la copisteria è attrezzata correttamente, stampa in fronte/retro; quindi la stampante in uso remane la stessa sia che il fronte si a scala di grigi, sia che sia a colori e il retro sia per cose differenti. Ecco quindi che stampare a colori è comunque più caro che stampare in una scala di grigi; che si usi carta migliore per le paigne a colori, che si usi una stampante/fotocopiatrice monocromatica per le pagine in B/N e una stampate a colori per le pagine a colori, che si possano selezionare le pagine da stamapre in modo diversi; richiede sempre del lavoro in più al copista, oppure un costo maggiore in inchiostri; il tutto aumenta la spesa per la produzione della tesi.

                              Invece l’uso di Automator è molto utile, non solo per le foto della tesi, ma, avendo imparato ad usarlo, per molti altri usi futuri. Peccato che una funzionalità del genere non sia disponibile direttamente anche con altri sistemi operativi, sebbene anche con gli altri non sia difficile scriversi delle procedure batch oppure bash per eseguire in automatico quello che si vuole. Quando usavo Windows, mi ero creato diverse procedure bash che mi hanno permesso di produrre quasi mille font greci in soli tre anni (solo i fine settimana, non a tempo pieno… dovevo anche guadagnarmi lo stipendi facendo il mio lavoro gli altri 5 giorni della settimana); senza quelle procedure non so quanti anni avrei impiegato a fare il tutto;. Oggi con una macchina UNIX riesco con le procedure bash a fare più o meno le stesse cose, ma non mi imbarco più nella produzione di così tanti font… Scusate l’Off Topic.

                              in risposta a: Spostare a sinistra singole equazioni. #98622
                              OldClaudio
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                                Però se usi il pacchetto amsmath, allora le tue frazioni diventano alte se usi \dfrac.

                                Meglio ancora se dentro i due marcatori eseguiti con i dollari ci scrivi \displaystyle le equazioni ti risulteranno scritte come se fossero in display, ma tu le avrai composte fra dollari e dentro un ambiente flushleft in modo che siano accostate a sinistra, me distanziate un poco dal testo circostante precedente e seguente:`\begin{flushleft}
                                $\displaystyle \frac{1}{2} + \frac{1}{3} = \frac{5}{6}$
                                \end{flushleft}`
                                Volendo potresti definirti un ambiente, chessò, leftequation che contenga in aprtura tutto compreso il primo dollaro e \displaystyle, e in chiusura dal secondo dollaro fino alla fine dell’ambiente flushleft.

                                Ti suggerirei questa seconda strada, così dopo diventa banale scrivere`\begin{leftequation} \frac{1}{2} + \frac{1}{3} = \frac{5}{6} \end{leftequation}`

                                Tuttavia ti do il mio parere non richiesto: non trovo tipograficamente corretto che ci siano equazioni accostate a sinistra ed equazioni centrate; si distinguono a sufficienza le prime dalle seconde se sono tutte centrate o tutte accostate (opzione fleqn alla classe), ma non numerate le prime e numerate le seconde.

                                in risposta a: Gestione colori immagini per stampa #98606
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Se una immagine è a colori e dici alla stampante di volerla in scala di grigi, non pensare che usi solo l’inchiostro nero.
                                  Per averle davvero in scala di grigi devi convertire tutte le immagini a colori; Ti consiglio GIMP, gratuito freeware e open source della GNU; esiste anche per il Mac.

                                  Capisco che sia una seccatura, ma se vuoi davvero stampare in scala di grigi, converti le immagini. LaTeX non ha nulla che io sappia per eseguire questa conversione se non lanciando il convertitore mediante una chiamata batch a qualche programma che sia in grado di farlo; il comando va dato attraverso un \write18, ma devi lanciare la compilazione dal terminale perché sicuramente quel programma, che non so quale potrebbe essere, perché io faccio queste cose una immagine alla volta direttamente con GIMP, non è considerato “sicuro” dai programmi del sistema TeX.

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