OldClaudio

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  • in risposta a: margini #98592
    OldClaudio
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      pano” post=98125la tua, TOPTESI.

      la soluzione delle 5/10 righe non la vedo praticabilissima, sono figure di argomenti diversi, codice matlab, codice c.
      preferisco allargare i margini, illuminatemi

      grazie

      nel tuo preambolo inserisci questo codice:`\makeatletter
      \def\@makechapterhead#1{%
      \vspace*{50\p@}%
      {\parindent \z@ \raggedright \normalfont
      \ifnum \c@secnumdepth >\m@ne
      \huge\bfseries \@chapapp\space \thechapter
      \par\nobreak
      \vskip 20\p@
      \fi
      \interlinepenalty\@M
      \Huge \bfseries #1\par\nobreak
      \vskip 40\p@
      }}
      \def\@makeschapterhead#1{%
      \vspace*{50\p@}%
      {\parindent \z@ \raggedright
      \normalfont
      \interlinepenalty\@M
      \Huge \bfseries #1\par\nobreak
      \vskip 40\p@
      }}`

      Il primo comando è quello che costruisce il titolo di un capitolo numerato, il seocndo quello di un capitio non numerato; Vedi che entrambi cominciano con un\vskip50\p@ e finiscono con \vskip40\p@; in mezzo il primo comando ha anche un \vskip 20\p@, spazio verticale di circa 7mm.

      Non ti resta che diminuire quei due valori; tieni presente che 50\p@, vuol dire 50pt, cioè circa 17mm e 40\p@ vuol dire circa 13mm; Non renderli negativi, ma mantienili sufficientemente piccoli ma positivi.

      Ricordati che queste definizioni ti servono anche per i cpaitoli interni, non solo per le tue appendici; quindi prepartai ad avere un look generale che non ti piacerà.

      In alternativa, prima della prima figura o tabella che metti in quelle strane appendici puoi inserire un [tt]\vspace*{-2\baselineskip}[/tt] regola il coefficiente 2 per tirare su quanto ti pare la prima figura; questo lo puoi fare senza toccare i titolo degli altri capitoli o le macro che ti ho scritto sopra.

      Non hai che da provare finché trovai qualcosa che faccia al caso tuo.

      in risposta a: [Risolto] Visualizzare meglio le tabelle nell’editor si può? #98538
      OldClaudio
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        Maxiride” post=98126Grazie mille siete stati entrambi chiarissimi e con qualche ricerca su google ho approfondito i comandi !{} e @{} che effettivamente possono tornare utili.


        @Maxiride
        , non so perché vai a cercare in rete con google. @{} e !{} sono raccontati in una tabellina della documentazione di array, quello stesso pacchetto che hai caricato e di cui hai usato alcune funzionalità; tabella 1 a pagina 2. ti basta usare il terminale e digitare il comando texdoc seguito da una nome di un pacchetto e la documentazione ti è servita direttamente sul tuo video.

        In realtà @{} è una funzionalità del nucleo di LaTeX e non ha bisogno di usare altri pacchetti; !{} invece è una specialità di array.

        Prendi l’abitudine, ogni volta che usi un pacchetto, di dare una rapida sfogliata alla sua documentazione; almeno sai che cosa stati caricando; non copiare preamboli dalla rete o da amici; di solito vi sono caricati pacchetti inutili, talvolta nocivi, in conflitto con altri pacchetti; meni ne carichi e meglio è; ma per farlo devi sapere a che cosa servono e cosa sono capaci di fare. Hai già tutto sul tuo disco rigido e non hai nessun bisogno di andare in rete.

        OldClaudio
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          @Maxiride
          , se poi unisci quello che ti ha proposto @skevin93 con quello che ti ho proposto io, ottieni il meglio 😉


          @skevin93
          ti ha anche spiegato che cosa fa l’ambiente scriptsize, e l’ha spiegato benissimo. Non sottolinea che usare quell’ambiente, anche se non fa danni, è del tutto inutile dentro un altro ambiente quando il suo scopo coincide con lo scopo dell’ambiente esterno. Lo scopo in gergo LaTeX indica il tratto di codice lungo il quale una certa dichiarazione svolge il suo compito.

          in risposta a: [Risolto] Visualizzare meglio le tabelle nell’editor si può? #98534
          OldClaudio
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            Una soluzione semplice è quella di allargare la finestra di editing e di scriverci dentro senza usare i tab, ma incolonnando mediante singoli spazi; Il codice sta tutto in una riga; se poi, visto che carichi array, definisci nuovi tipi di colonna e con \newcommand definisci delle abbreviazioni per i comandi più lunghi ottieni anche un codice ordinato; come per esempio questo.
            `% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
            % !TEX TS-program = pdflatex

            \documentclass[a5paper, landscape]{book}
            \usepackage[T1]{fontenc}
            \usepackage[utf8]{inputenc}
            \usepackage[italian]{babel}
            \usepackage{booktabs}
            \usepackage{siunitx}
            \usepackage{amsmath,amssymb}
            \usepackage{mathabx}
            \usepackage{nicefrac}
            \usepackage{array}

            \usepackage[margin=0.5cm]{geometry}

            \renewcommand{\arraystretch}{1.2}
            \setcounter{chapter}{1}

            \begin{document}

            \section{LVL1}

            \begin{table}\centering
            \newcommand{\M}[1]{\multicolumn1c{#1}}
            \newcolumntype{C}[1]{>{\centering}p{#1}}
            \newcolumntype{R}[1]{>{\raggedright}p{#1}}
            \newcommand\mq{\si{\square\metre}}
            \newcommand\nf{\nicefrac}
            \tabcolsep=2pt
            \footnotesize
            \begin{tabular}{%
            p{2mm} p{3cm} R{4cm} p{6mm} C{8mm} C{2cm} R{2cm} C{1.35cm} C{1cm} C{0.5cm}}
            \toprule
            &\M{Incantesimo} &\M{Descrizione} &\M{Comp} & Lancio & Raggio &\M{Bersaglio} &Durata & TS &RI \tabularnewline
            \midrule
            $\square$ &Armatura Magica & +4 CA & VSF & 1 a.s. & contatto & 1 creatura & 1h /lvl & V nega &— \tabularnewline
            $\square$ &Blocca Porte & +5 CD scasso & V & 1 a.s. & medio & Porta fino a 3,8\mq /lvl & 1m /lvl & — &— \tabularnewline
            $\square$ &Dardo Incantato & 1d4+1 colpisce
            sempre, 1 dardo /lvlD & VS & 1 a.s. & medio & Max 5 creature, due a non
            più di 4,5m tra loro & — & — &Sì \tabularnewline
            $\square$ &Disco Fluttuante&Disco di 90cm $\diameter$,
            profondo 2.5cm
            50kg /lvl o 9l &VSM &1 a.s. &vicino & — & 1h /lv l &— &— \tabularnewline
            $\square$ &Ingrandire
            Persone & +2 FOR -2 DES -1 CA e tiri
            per colpire, vedi Libro
            & VSM & 1 rnd & vicino & 1 creatura umanoide & 1m /lvl & T nega & Sì \tabularnewline
            $\square$ &Mani Brucianti & 1d4 /lvl (max 5d4), gli
            oggetti prendono fuoco& VS & 1 a.s. & 4,5m a cono &— &— & R \nf{1}{2}& Sì \tabularnewline
            $\square$ &Protezione dal..& Protezione dal Male Bene
            Legge Caos, vedi Libro
            & & & & & & &— \tabularnewline
            $\square$ &Raggio di
            Indebolimento & 1d6 +1 /lvlD (max 1d6+5)
            danni a FOR & VS & 1 a.s. & vicino & 1 creatura & 1 rnd/lvl & T \nf{1}{2}& Sì \tabularnewline
            $\square$ &Svanire & Come Invisibilità ma
            per 1 turno/lvl & VS & 1 a.s. & contatto & 1 creatura toccata &1 turno/lvl& V nega & Sì \tabularnewline
            $\square$ &Unto & Rende unto un oggetto
            o un quadrato di
            3m per 3m & VSM & 1 a.s. & vicino & Oggetto o Area & 1m /lvl & vedi Libro &— \tabularnewline
            \bottomrule

            \end{tabular}
            \end{table}

            \end{document}`
            Non usare dentro un ambiente altri ambienti tipo ` \begin{scriptsize}…\end{scriptsize} ` Ci pensa l’ambiente esterno a confinare la validità della dichiarazione \scriptsize

            Per non avere al tabella troppo grande in larghezza puoi anche diminuire il valore di \tabcolsep, che indica l’ammontare dello spazietto che l’ambiente tabular mette a sinistra e a destra di ogni cella; io ho messo 2pt, riducendo il valore di default che sarebbe di 6pt; le colonne continuano ad essere separate, ma non così tanto da rendere confluenti le righe di celle adiacenti; anche 3pt andrebbe bene.

            Attento: nel mio file sorgente gli spazi sono tutti uguali, perché uso un font monospaziato; facendo il copia e incolla del codice che ti ho messo spora potrebbe non apparirti così; ma è per questo che ho configurato il mio editor perché usi un font monospaziato; gli incolonnamenti nella schermata dell’editor sono molto più precisi.

            Nota che le celle con tanto contenuto le ho scritte nel file sorgente spezzate su più righe, ma ho conservato sempre gli incolonnamenti dei segni & anche se sono spostati in basso.

            In questo modo la schermata dell’editor rimane molto ben ordinata.

            in risposta a: [Risolto] Visualizzare meglio le tabelle nell’editor si può? #98532
            OldClaudio
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              Di niente, per precisazione comunque mi riferivo a un modo più efficiente dal punto di vista del codice piuttosto che della sua organizzazione nell’editor=)

              Credevo che il filone di discussione che avevi aperto riguardasse proprio come organizzare il codice della tabella per facilitare il modo di trovare la cella giusta dove intervenire. Invece dici che non ti interessa.
              Mmmm,…
              Certo è che comunque tu scriva il codice nel file sorgente, con o senza gli & incolonnati, non ha molta importanza per il programma di tipocomposizione, che sia pdfLaTeX o uno degli altri programmi del sistema TeX; questi programmi prescindono completamente da come hai scritto il codice sorgente (ovviamente purché sia corretto) ma trascurano completamente il modo con cui il codice appare nella schermata dell’editor.

              Allora se non ti interessa come il contenuto delle tabelle appare nella schermata dell’editor, non ho capito che cosa intendi per “Visualizzare meglio le tabelle nell’editor”.
              Alla domanda “si può?” la risposta è sì, ma come farlo dipende da che cosa si vuole fare, dal tipo di tabella, dal contenuto delle celle, dal loro numero in righe e colonne; dal fatto che all’editor non gliene importa nulla, ma importa a chi lo usa.

              Se poi, invece, il problema riguarda al tabella composta, è possibilissimo che una tabella con 10 colonne sia difficile da comporre e probabilmente, a seconda del contenuto delle celle, non stia nella giustezza della pagina.

              in risposta a: margini #98590
              OldClaudio
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                Che classe usi? La tua soluzione potrebbe essere diversa a seconda della classe.

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                Se vuoi spostare Appendice A più in alto lasciando libero lo spazio sottostante, bisogna conoscere la classe per definire uno stile di paigne diverso, o per modificare gli spazi (senza toccare \voffset (è un grave errore toccare questo parametro senza sapere a che cosa serve. Io so a che cosa serve e come interagisce con gli altri parametri che descrivono lo stile della pagina, ma mi guardo bene dal toccarlo 😮 !)

                in risposta a: Didascalie tabelle affiancate #98574
                OldClaudio
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                  A cosa servirebbe float per due tabelle affiancate?

                  in risposta a: ambiente multicols #98581
                  OldClaudio
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                    Il comportamento di multicols è tipograficamente corretto.

                    Se non vuoi le colonne bilanciate/pareggiate, non usare multicols; usa invece \twocolumns il cui argomento facoltativo ti permette di inserire un titolo a piena pagina, e il reto del testo su due colonne, non pareggiate nell’ultima pagina.

                    Se multicols non impedisse di inserire figure in colonna, io non userei altro che multicols, invece di \twocolumns; se non altro perché, volendo, potrei scrivere su tre colonne, invece che sempre e soltanto su due come fa \twocolumns.

                    \twocolumns è un comando standard di LaTeX; se vuoi saperne di più scaricati dalla sezione Documentazione di questo sito Il LaTeX Reference Manual commentato in italiano; cerca nell’indice analitico \twocolumns, clicca sul o sui numeri di pagina e leggi.

                    in risposta a: Didascalie tabelle affiancate #98572
                    OldClaudio
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                      Non è una questione di matematica, ma di scienze sperimentali e tecnologia, per le quali le norme ISO (in Italia replicate dalle norme UNI) richiedono che pedici e apici che non rappresentano variabili fisiche o matematiche siano scritte in tondo; quindi, scrivendo in italiano con l’opzione italian per babel, (documentazione: aprire terminale; scriverci dentro texdoc babel-italian; premere tasto ‘invio”; leggere) sono disponibili i comandi \ap{…} per gli apici e \ped{…} per i pedici che compongono in tondo; senza usare quei comandi e assumendo che s sia una variabile io trasformarei [tt]$V_{s fisso}$[/tt] così:`$V_{s,\mathrm{fisso}}$` Tieni presente che in matematica gli spazi vengono ignorati quindi [tt]s fisso[/tt] come hai scritto tu, perde lo spazio perché tratta quelle 6 lettere come altrettante variabili; il risultato sarebbe lo stesso se scrivessi [tt]s f i s s o[/tt]. La virgola diventa quindi necessaria.

                      Se invece la parola fisso fosse un’apposizione di s, allora dovresti scrivere in un altro modo`$V_{s_{\mathrm{fisso}}}$`

                      Rispetto alle tue domando, no, non è una caso che lasciando una riga vuota le tabelle non siano affiancate.
                      Che cosa intendi per didascalie? se si tratta di due tabelle correlate metterle nello stesso ambiente table con l’uso di subfig, come ti ha suggerito @ilinguista1972, ti permette di dare alla coppia di tabelle una didascalia generale e a ogni singola tabella una sotto didascalia particolare.
                      Ma se le due tabelle sono scorrelate, usare subfig non è corretto perché le due didascalie devono essere indipendenti e numerate separatamente; puoi ancora mettere due tabelle affiancate, ma devi usare delle minipage come descritto nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato e tradotto in italiano; vedi la sezione Documentazione di questo sito, sottosezione Guide tematiche. Mettere due tabelle scorrelate affiancate può essere utile per risparmiare spazio, ma deve essere assolutamente certo che non si tratta della tabella (a) affiancata alla tabella (b) che trattano dati tabulari distinti relativi allo stesso problema.

                      in risposta a: PDFArchitect 2 e Times New Roman #98576
                      OldClaudio
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                        Direi che è un problema di PDFArchitect2.

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                        OldClaudio
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                          Io scommetto che hai la versione debianizzata, incompleta e non aggiornata.

                          Se non ti accetta la lingua spanish, viol dire che non la trova; vuol dire che hai una installazione di base che accetta solo l’inglese. Che poi non ti accetti nemmeno l’italiano, evidentemente con un altro preambolo, conferma la mia ipotesi. Che continua ad essere una ipotesi perché sul mio Ubuntu virtuale io non ho mai installato al versione debianizzata, ma sempre la versione che a me piace chiamare “vera”, quella che il TeXLive Team aggiorna ogni giorno e che io posso, volendo, aggiornare con la stessa frequenza. Invece lo faccio ogni 7-10 giorni.

                          Ma puoi sapere esattamente che cosa ha installato se pari il file .log del tuo documento e leggi le prima righe; nella prima dopo TeXLive ci potrebbe essere scritto Debia, 4 o 5 righe più in basso ci sono le lingue installate e se anche specifichi l’opzione spanish a babel (che non legge spanish.sty, ma spanish.ldf; se leggi la documentazione di babel scopri che i file .sty per le lingue sono “deprecati”; ci sono per retrocomaptibilità), ti dice che non conoscel a sillabazione di spanish e usa quella di default che è quella inglese.

                          A giudicare dal tuo preambolo hai caricato di tutto e di più, pensando che non si sa mai, potrebbe essere utile prima o poi. Invece aumenti al probabilità di conflitti fra pacchetti; usando poi pstricks e i suoi moduli, non puoi produrre direttamente il file PDF. Usando placeins vai incontro a problemi seri perché blocca le cose degli oggetti flottanti; nessun problema se ne usi pochi (poche figure e poche tabelle).

                          Insomma, fossi in tex io cercherei di scaricare dalla rete il file texlive-YEAR-ubuntu.pdf e seguendono le istruzioni installerei la distribuzione TeXLive “vera” completa, aggiornata e aggiornabile; Probabilmente Kile ti darà problemi e vorrà continuare ad usare la vecchia versione debianizzata; quindi dovrai convincerlo ad usare la versione vera o lasciarlo perdere (TeXstudio ha una interfaccia simile, ma ha prestazioni di gran lunga migliori, anche se installi una versione debianizzata).

                          Anche se usi LaTeX da tempo, scaricati la guida L’Arte di scirvere con LATeX, qui dalla sezione Documentazione di questo sito; risale al 2012, ma tra poco uscirà la versione 2015, a quanto mi dice il curatore. Siccome la cose con TeXLive cambiano e le prestazioni aumentano, tenersi aggiornati con al documentazione non guasta per niente.

                          in risposta a: come poter usare classe cdp #98546
                          OldClaudio
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                            Le installazioni Debian di TeXlive danno sempre problemi, tra gli altri il fatto che per passare le verifiche del consorzio Debian, TeXLive ci metto di solito due anni; quindi la distribuzione Debian di TeXlive è sempre obsoleta di circa due anni. Le distribuzioni che ho visto io sono sempre incomplete; se fossero complete avresti già la classe cdp usabile, visto che fa parte di TeXLive completa ed aggiornata. Per giunta l’installazione standard di TeXLive/Debian non prevede un’installazione completa, quindi bisogna andare a cercare i vari extra, full, eccetare che siano già passati sotto il controllo Debian.
                            Uno dei problemi che non conosco è se è configurabile per usare file che si trovino in una albero personale del sistema TeX; la distribuzione TeXLive “normale” creata e curata dal TeXLive Team su CTAN; lo permette; qui c’è troppo poco spazio per descrivere come si fa a crearsi una albero personale, ma è descritto nell’Arte di scrivere con LaTeX. Una volta che hai capito come si fa basta mettere qui file nelle opportune cartelle dell’albero personale e poi indicare nella \documentclass che vuoi usare la classe cdp. Insomma come qualunque altra classe.

                            in risposta a: Collegamenti Ipetestuali a File INTERNI #98540
                            OldClaudio
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                              Potresti spiegarti meglio?
                              Io non ho capito che cosa vorresti; forse non sono l’unico a non aver capito.

                              in risposta a: segno di sistema e insieme dei numeri reali #98284
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Dunque, mettendo fra i tag il tuo sistema, questo diventa`$$
                                \begin{cases}
                                200\alpha_{1}(1,10)^{-2}+200\alpha_{2}(1,10)^{-7}=3000(1,10)^{-4} \\
                                200\alpha_{1}(1,10)^{-2}+700\alpha_{2}(1,10)^{-7}=12000(1,10)^{-4}
                                \end{cases}
                                $$`

                                1) Non usare mai i doppi dollari per mettere in display le formule. Ti ho già scritto perché non si deve fare e ti ho dato le indicazioni della documentazione che puoi leggere per capire il perché.
                                2) Togli i doppi dollari e usa [tt] \[ [/tt] al posto dei doppi dollari prima dell’ambiente cases; usa [tt] \] [/tt] dopo.
                                3) Uno dei motivi che hai letto nella documentazione di cui al punto 1) è che i doppi dollari non sono compatibili con tutto o parte del pacchetto amsmath, e l’ambiente cases fa parte del pacchetto amsmath.

                                Inoltre; non so se i contenuti delle parentesi elevati a una potenza negativa debbono essere dei numeri decimali (precisamente 1 e 10 centesimi) oppure se sono una lista formata da due numeri distinti separati da una virgola. Se è vero il secondo caso, non ho idea di che cosa significhi; se è vero il rpimo caso devi tenere presente che di default in LaTeX la virgola rappresenta sempre un segno di punteggiatura e mai un separatore decimale; capisco che quello che appare nel tuo messaggio è stato composto da un plug-in del browser, quindi non è detto che tu abbia lo stesso errore nei tuoi file, ma nel caso osservassi lo spazio maggiore a destra della virgola, allora scrivi [tt]1{,}10^{-2}[/tt] oppure usa il pacchetto siunitx che puoi configurare in modo che usi la virgola come separatore decimale, e non come segno di punteggiatura. Se scrivi in italiano disponi di una virgola intelligente che, se non usi o useresti siunitx per altri motivi, è capace di riconoscere da sola quando è immediatamente seguita da una cifra, così da inserire una virgola decimale. La documentazione del modulo per l’italiano di babel si legge aprendo un terminale, scrivendoci dentro texdoc babel-italian e poi premendo il tasto Invio. Leggi la documentazione, perché la virgola intelligente non è “intelligente” di default, ma bisogna “svegliarla” con un apposito comando.

                                in risposta a: [RISOLTO!] – Problema con un’immagine e un elenco numerato #98511
                                OldClaudio
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                                  Nemo ad impossibilia tenetur; lo dicevano già i romani.

                                  Quello che dice @robitex e che anch’io faccio abbastana regolarmente è quello di tenere gli oggetti mobili fuori da qualunque altro ambiente, prima o dopo non importa, ma fuori. Io cambienrei il codice che hai alalegato come esempio in questo modo:`\begin{enumerate}
                                  \item Sezione d'ingresso o \textit{intake}: ha il compito di convogliare l'aria prelevata dall'ambiente circostante per effetto dell'azione aspirante svolta dal ventilatore. Può esser preceduta da un filtro e/o essere dotata di turbolenziatore (si veda il Paragrafo \ref{sec:turbolenziatore}).
                                  \item Sezione di prova o \textit{test section}: è il punto in cui è posizionata la schiera palare.
                                  \item \textit{Tailboards}: costituiscono le pareti superiore e inferiore a valle della sezione di prova e consistono in paratie mobili che, mediante opportuna regolazione, consentono di garantire la periodicità del flusso a valle della schiera. La galleria in esame infatti consente solo l'impiego di schiere lineari, per le quali la periodicità non è garantita a priori, come invece avviene nelle gallerie anulari o nelle macchine reali.
                                  \item Diffusore o \textit{diffuser}: ha il compito di condurre il flusso verso il ventilatore ed è caratterizzato da una sezione divergente che consente di rallentarlo, incrementandone così la pressione. In questo modo è possibile ridurre il salto di pressione che dev'essere fornito dal ventilatore, riducendo così i consumi del motore elettrico. La sezione divergente dev'essere adeguatamente dimensionata al fine di massimizzare questo risparmio senza incorrere in sepazione del flusso, la quale potrebbe verificarsi in caso di un allargamento eccessivo.
                                  \item Ventilatore o \textit{fan}: si tratta di un ventilatore centrifugo, calettato direttamente sull'albero del motore elettrico. La regolazione della portata, e di conseguenza quella del numero di Mach del flusso, avviene agendo sul motore elettrico. La galleria è in grado di operare fino a valori di $Ma \approx 0,6$ a valle della schiera.
                                  \item Motore elettico: caratterizzato da una potenza nominale di 120 kW è collegato a un inverter mediante il quale è comandato regolandone la frequenza.
                                  \item Sezione di scarico: è quella incaricata di espellere l'aria verso l'esterno.
                                  \end{enumerate}

                                  \begin{figure}[tb]
                                  \centering
                                  \includegraphics[width=0.9\columnwidth]{\figspath parete_mobile_galleria.pdf}
                                  \caption{Dettaglio della parete mobile della galleria del vento.}
                                  \label{fig:parete_mobile_galleria}
                                  \end{figure}`

                                  Certo se lasci fra i codici di posizionamento anche h, ti puoi ritrovare con due righe di testo, un’immagine, e altro testo. L’opzione h va usata rarissimamente e sapendo bene che cosa comporta; comeunque mai da sola.

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