OldClaudio

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  • in risposta a: Cercare e formattare testo specifico #98445
    OldClaudio
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      Le macro che ti poi deifnire servono apposta per non ripetere sempre gli stessi comadi; er esempio `\newcommand*\blblabf{\textbf{blabla}}` ti permette di scrivere sempre blabla in grassetto del tipo:` teesto normale \blablabf\ altro testo`

      in risposta a: [Risolto] Ordinare alfabeticamente capitoli o sezioni #98439
      OldClaudio
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        Maxiride” post=97981
        Solo mi sfugge come mai Texlive pesi 2.5gb, non ho ancora avuto modo di esplorarne l’ISO la penso ci siano molti pacchetti che ora non mi servono.

        Da buon conoscitore/trice di informatica scrivi gb che non vuol dire niente! Per indicare le quantità di byte si usano i multipli decimali o i multipli binari, quindi si usano o i GB (che vuol dire 100003 byte, oppure i GiB che vuol dire (2103; siccome 210=1024, i GiB sono più dei GB. GB si legge gigabyte, GiB si legge gibibyte. Pignolerie? forse, ma almeno rispettando le norme ci si capisce.

        I 2,5GiB dell’ISO diventano pù di 4 GiB quando installai il tutto; con i dischi di oggi 4GiB non sono poi tanti; ma il punto è che installare una versione incompleta del sistema TeX espone a rischi che vediamo quotidianamente dalle domande che i frequentatori fanno. Quindi è opportuno avere sempre una installazione completa ed aggiornata anche si si “sprecano” un certo numero di MiB per cose che non si useranno mai; per scempio scrivere in mongolo 🙂
        Non vale la pena stare lì ad esaminare quali pezzi si possono lasciare fuori; anche con TeXLive l’installatore permetterebbe di scegliere quali parti installare e quali no; sarebbe un errore non da poco quello di escludere alcune parti perché sono parti grosse e non sai mai se anche una piccola frazione di quella grossa parte che hai escluso non è proprio quella che ti impedisce di disporre dei moduli giusti per compilare.

        in risposta a: Float(s) lost \include{chap1} #98413
        OldClaudio
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          per mettere errorstopmode in TeXstudio basta andare nella configurazione, non è difficile, ma biaogna fare le cose con precisione.

          Se non te la senti o non vuoi rischiere, quando vedi il messaggio conclusivo Floats lost vai a vedere il file .log e cerca File not found; lì ti dice quale file non ha trovato. Nota che quando scrivi path, anche con Windows, devi usare la barra diritta / non la barra rovescia \ che si usa solitamante con Windows, ma cone con i sistemi TeX ha un significato molto speciale.

          in risposta a: Float(s) lost \include{chap1} #98411
          OldClaudio
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            quello che ti ho detto nel messaggio precedente vale anche con il file tesi.tex che hai inviato ora.

            in risposta a: Float(s) lost \include{chap1} #98409
            OldClaudio
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              Manda anche u file main.tex; ridotto al minimi; senza sapre quale classe usi e quali pacchetti ciarichi, è difficile roare che cosa non va.
              PS: ho creato un mainfile essenziale così:`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
              % !TEX TS-program = XeLaTeX

              \documentclass{book}
              \usepackage{fontspec}
              \usepackage{polyglossia}
              \setmainlanguage{italian}
              \usepackage{graphicx}

              \begin{document}
              \input{testo}
              \input{figure}
              \end{document}` L’ho compilato sul mio Mac, visto che non uso windows, w non posseggo nessuna macchina Windows da 8 anni; mia moglie e i miei figli sì, ma ora sono fuori sede e ho solo il mio Mac portatile. Per fortuna, direi; perché mi ha dato subito errore quando ho voluto incorporare le figure e così ho visto che nel file figure.tex hai specificato i nomi die file delle figure partendo dalla radice del disco C:\

              Questo con installazioni del sistema teX moderne, i file inclusi devono stare invece o nella stessa cartella del file principale o in cartelle subordinate, a quella, se non vuoi rendere troppo confuso il contenuto della cartella principale.
              Ecco allor che facendo girare XeLaTeX tramite TeXstudio, to lanci la compilazione in “nonstopmode”, cisò la compilazione va avanti senza fermarsi ma dando messaggio sulla console e nel file .log.

              Io invece non faccio mai girare il programma di composizione, XeLaTeX in questo caso, in non stopmode, ma in errorstopmode; quindi la compilazione si arresta ad ogni errore e aspetta istruzioni da me per fermarsi o per andare avanti o per darmi qualche forma di informazione supplementare sulla natura dell’errore. Ho quindi visto subito la specificazione dei file con il path completo a partire dalla radice del tuo disco; la tua compilazione è andata male perché alla fine dll’esecuziione in nonstopmodoe, il programma aha composto quel che poteva, ma non ha potuto incorporare i file delle figure e quindi ti ha avvisato con Floats lost.

              La spiegazione è quindi semplice, ma…
              Quelle quattro piccole figure starebbero benissimo tutte quattro asseme in un unico float composto con le funzionalità del pacchetto subfig; esaminane la documentazione e vedrai che si può fare certamante qualcoa di più gradevole dal punto di vista tipografico: due righe di piccole figure incolonnate su due colonne, ciascuna con la sua didascalia e volendo con una didascalia generale.

              Oppure potresti usare due ambienti flottanti, uno che contiene promessisposi.jpg e amanzoni.jpg, mentre l’altro ambiente figure contiene lucia.jpg e renzo.lpg. I fondo è meglio perché l’autroe e il libro sono assiem, e di due protagonisti sono assieme.

              Pensaci, ma evita l’errore di specificare i percorsi a partire dal disco C:\.

              in risposta a: Giustificare testo senza sillbazione #98426
              OldClaudio
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                Meglio comporre in bandiera col palo a sinistra.

                in risposta a: [Risolto] Ordinare alfabeticamente capitoli o sezioni #98437
                OldClaudio
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                  TeXworks, secondo i suoi autori dovrebbe essere così spartano per aiutare i neofiti; Invece ẁ comodissimo per chi LaTeX lo sa già usare.

                  TeXworks è ottimo quando sei ad un livello in cui ti basta una interfaccia con menù a discesa, invece che una miriade di icone soarse su diverse barre degli strumenti.

                  TeXworks è multipiattaforma ed è figlio di TeXShop che funziona solo su Mac. Io lavoro con un paio di Mac, e uso TeXShop sempre altrettanto spartano come interfaccia grafica.

                  Se ti paice qualcosa di meno spartano ti suggerisco TeXworks.

                  Invece non confonderti con i vari motori di composizione che non userai mai direttamente; quando usi pdfLaTeX usi il motore pdftex con il mark up LaTeX; quando usi XeLaTeX, usi il motore xetex e il mark up LaTeX; quando usi LuaLaTeX, usi il motore lautex con il mark up LaTeX. Vedi che c’è sempre lo stesso mark up, ce è quello che devi imparare ad usare. Poi i tre motori hanno funzionalità diverse, ma sono funzionalità molto particolari; per mia esperienza pdfLaTeX è il più veloce e LuaLaTeX è il più lento; ma pdfLaTeX può usare solo i font Type 1; XelaTeX e LuaLaTeX possono usare anche i font OpenType e TrueType; LuaLaTeX, come dice il nome, incorpora anche buona parte del linguaggio di scripting Lua, che fa cose eccelse (appartiene alla stessa categoria di Perl, Python ed altri simili linguaggi di scripting); come utente di Windows sei poco abituato a usare questi linguaggi di scripting; magari li usi indirettamente, perché usi programmi che a loro volta li usano, ma è difficile che un utente normale di macchine Windows, che non sia un programmatore avanzato, usi direttamente linguaggi di scripting.

                  Concentrati su un solo programma; pdfLaTeX; poi quando conoscerai bene il mark up LaTeX, potrai anche voler esplorare gli altri due programmi di composizione.

                  E non cominciare con cose strane come voler comporre capitoli e sezioni in ordine alfabetico; si può fare, e lo si può fare anche in modo automatico, ma è una cosa difficile, l’ho fatto, ma ho dovuto pensarci a lungo e ho dovuto creare un eseguibile compilato per farlo in modo automatico (in realtà non volevo ordinare le sezioni in modo alfabetico, ma in modo casuale, ma l’idea è sempre la stessa, quella di comporre le sezioni in un ordine diverso da quello con le quali le si sono scritte); forse con LuaLaTeX meno difficile che con gli altri due programmi. Ci penserai quando sarai capace di scrivere il tutto, non cominciare con cose difficili anche per la maggior parte degli utenti esperti.

                  in risposta a: Float(s) lost \include{chap1} #98406
                  OldClaudio
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                    Tre o quattro oggetti flottanti al massimo per ogni pagina sono tanti, visto che il massimo può essere tre, di cui due in testa e uno al piede; e deveno essere sufficientemente piccoli per non superare ciascuno i limiti di spazio che LaTeX, tramite la classe assegna loro. È molto raro riuscire a mettere tre oggetti flottanti in una pagina.

                    I \ref e i \pageref sono solo cose testuali, non sono oggetti flottanti; mica si spostano lungo il testo a seconda dello spazio che occupano. 🙂

                    in risposta a: Giustificare testo senza sillbazione #98424
                    OldClaudio
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                      Sei sicuro di voler comporre senza cesura in fin di riga? Otterrai brutture tiografiche come spazi interparola troppo grnadi, ruscelli bianche che serpegginao nella pagina, ecc. ecc. ecc.

                      Ripensaci 🙂

                      in risposta a: nomi propri in corsivo? #98443
                      OldClaudio
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                        Secondo me no; nella Guida Guit c’è un capitolo intero sull’ortografia tipografica. Si parla anche dei nomi propri in corsivo, ma non quelle sigle di motore o di scheda, nemmeno il corsivo per la ditta che produce quegli oggetti.

                        Per le persone è corretto il maiuscoletto, ma di fatto lo vedo usato solo nelle bibliografie, mentre i francesi usano il maiuscoletto anche nel testo. Per i nomi propri degli oggetti, questi devono essere molto importanti, palazzi, monumenti aerei, navi, dipinti, eccetera.

                        in risposta a: Modificare il path per \input #98420
                        OldClaudio
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                          Puoi fare la stessa cosa che hai indicato nel primo statement anche per immettere altri tipi di file, basta che tu specifichi il percorso ogni volta.
                          Tieni però conto che in teoria non puoi immettere file che siano dentro cartelle a monte della cartella dove risiede il file principale del tuo documento, o addirittura in un altro albero di cartelle. Nell’Arte di scrivere con LaTeX è be descritto come organizzare in file per il documento per matnere in ordine i file in cartelle facilmente identificabili. ma metre per le figure può specificare con \graphicspath un percorso alternativo {ma con la sintassi giousta; nel tuo esempio è sbagliata, perché ci vogliono due livelli di parentesi graffe aperte e chiuse), per gli altri file non lo puoi fare.

                          in risposta a: Float(s) lost \include{chap1} #98404
                          OldClaudio
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                            Il codice che hai allegato non dice granché.
                            Ti posso solo dire in generale che cosa succede quando ricevi l’errore Foats lost. Semplicemete hai dei float con parametri che ne impediscono la posizione flottante (per esempio molti float con la sola opzione [h]) che al primo floata che non riesce a essere collocato nella posizione h, resta in coda e blocca la coda. Siccome tutti i programmi del sistema tex (forse escluso context, ma non lo so per certo) hanno una coda per gli oggetti flottanti che riceve solo 18 oggettim fra fiugure, tabelle e note marginali, è possibile che tu abbia raggiunto questo limite.

                            Soluzioni?

                            1) es davvero hai usat [h], toglilo inmmediatamente; al peggio mettici [p], ma i valori di default di solito vano bene.
                            2) dopo dei float a piena pagina magari inserisci un \clearpage, che svuota le code indipendentemente dai codici di posizionamento.

                            La guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato e tradotto in italiano dice qualcosa sulla gestione dei float da parte di LaTeX; La Guida GuIT dice qualcosa di più. MA nel elggere queste guide cerca di capire in quel caso ti trovi tale da far bloccare le code.

                            in risposta a: appendici e testatine #98272
                            OldClaudio
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                              Per la bibliografia nell’indice, guarda nella guida L’Arte di scirve con LaTeX, scaricabile dalla sezione documentazione di questo sito. Se il tuo stile bibliografico prevede la bibliografia nell’indice non dovresti fare nulla, altrimenti devi seguire la procedura indicata nell’Arte che consiste nell’aggiungere due righe di codice [rima del comando \printbiblliography, o di qualunque altra cosa tu usi per la bibliografia, che dal pezzo di codice che hai mandato non si vede.

                              Le testatine le hai configurate tu in modo diverso dal default, quindi ricorreggi il tuo codice in modo da usare anche \rightmark, oppure di non scrivere niente, ma las simmetria grafica delle pagine vorrebbe che anche le testatine delle pagine dispari contenessero qualcosa; di solito contengono il titolo del paragrafo in vigore nella pagina; infatti un paragrafo (non confondere paragrafo con capoverso) può impegnare diverse pagine, quindi sarebbe bene che il suo titolo comparisse in una delle testatine, e normalmente appare nelle pagine di destra.

                              in risposta a: [Risolto]Definizione nuovo ambiente #95802
                              OldClaudio
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                                Il primo è la diefinzione di un pilastrino, un \rule (una riga) di larghezza nulla e di altezza pari a 3ex; questo valore “maginco” l’ho deteminato per esprienza e qualche proca; Un come sai 1ex è l’altezza di una lettera minuscola senza ascendenti come una x; da cui il nome.

                                @() è una @-espressione che sostituisce lo spazio ai lati di una calla con quello che c’è tra graffe, in questo caso niente.
                                \dimexpr è un comando che permette di eseguire il calcolo che è indicato subito dopo; esiste il pacchetto calc che fa le stesse cose, ma il pacchetto al suo interno usa questi comandi \dimexpr cper calcolare una espressione fra dimensioni; \numexpr per calcoare una espressione fra numeri interi, eccetera. L’eccetera sta indicare che al livello di processore possono essere eseguite operazioni anche su altre entità che sono poco conosciute dagli utenti di LaTeX, ma che servono a chi deifnisce macro o cra pacchetti di macro;.

                                Sono cose documentate (spero bene) nella guida tematica Il LaTeX Refernece Manual commentato che ho tradotto in italiano e commentato, aggiungendo fra le altre cose informazioni su estensioni del motote di composizione che nella guida di Leslie Lamport, il papà di LaTeX, non c’erano perché la guida, nella sua seconda edizione fu scritta nel 1994.

                                Passi la voglia di farsi réclame da soli, ma senza secondi fini io raccomanderei che ogni utente di LaTeX che si cimenti con la definizione di nuove macro ttenga questa guida tematica sempre a portata di mano; magari stampata, oppure in una finestra aperta accanto alla finestra di lavoro o facilmente riportabile sullo schermo con un solo click, perché secondo me non è male saperne un po’ di più di come funzioni LaTeX, proprio per scrivere delle macro funzionanti e che facciano, possibilmente, quello che vogliamo noi. siccome non riusciamo a tenere a mente tutto quanto, avere la guida in una finestra facilmente accessibile, o su carta a prtata di mano è sempre una cosa buona; io stesso lo faccio in continuazione.

                                in risposta a: [Risolto]Definizione nuovo ambiente #95800
                                OldClaudio
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                                  Sì, probabilmente ci osno modi migliori per fare quello che vuoi, ma ti ho messo qualche piccola modifica artigianale per allargare un poco la tabella a due colonne, in modo che abbia gli stessi margini della celladella longatable, e ho messo dei ilastirni per distanziare un pochilo gli elementi della sceneggiatura.`\documentclass[a4paper,12pt,oneside]{book}%modello per la scrittura di sceneggiature di fumetti
                                  \synctex=1
                                  \pdfpagewidth=\paperwidth
                                  \pdfpageheight=\paperheight
                                  \usepackage[T1]{fontenc}
                                  \usepackage[utf8]{inputenc}
                                  \usepackage[italian]{babel}
                                  \usepackage{longtable}

                                  \raggedbottom
                                  \newcounter{tav}%crea il contatore per le tavole
                                  \setcounter{tav}{0}%lo setta al valore iniziale
                                  %Definizione del comando per la numerazione delle tavole
                                  \newcommand*{\tab}{\textbf{TAVOLA \stepcounter{tav}\thetav}}
                                  %comandi da definire:numero vignetta, dialogo, effetti.
                                  \newcommand*{\vign}[1]{\rule{0pt}{3ex}\textbf{#1} –}%numerazione vignetta
                                  \newcommand*{\pers}[1]{\rule{0pt}{3ex}\textsc{#1} }%nome personaggio per dialoghi
                                  \newcommand*{\notd}[1]{(\textit{#1}) }%note per dialoghi
                                  %dialogo
                                  \newcommand*{\parole}[1]{\rule{0pt}{3ex}– \textbf{#1}}
                                  \newcommand*{\balloon}[1]{\begin{tabular}{@{}p{\dimexpr0.5\textwidth-\tabcolsep}p{\dimexpr0.5\textwidth-\tabcolsep}@{}}
                                  #1 \\
                                  \end{tabular}}
                                  \newcommand*{\nv}{\\[0.25cm]}

                                  %Inserire autore e titolo
                                  \author{Nome Cognome}
                                  \title{TITOLO \\ \footnotesize{\textit{note al titolo}}}
                                  \date{\today \\ \footnotesize{\textit{note}}}
                                  \pagestyle{myheadings}
                                  \markboth{Titolo}{Titolo}

                                  \begin{document}
                                  \maketitle
                                  %\nv L'interruzione di riga, chiude la singola vignetta
                                  \begin{longtable}{p{\textwidth}}
                                  \caption*{\tab} \\
                                  \textit{Griglia di riferimento a 12 (3×4)} \\[0.25cm] \endfirsthead
                                  \textit{Seguito tavola \thetav.} \\[0.25cm] \endhead
                                  \textit{Conclusione tavola \thetav.} \\ \endlastfoot
                                  \textit{La tavola \thetav continua alla pagina seguente.} \\ \endfoot%Piede pagine tranne ultima

                                  \vign{1/2} Descrizione della scena relativa alla prima vignetta. Descrizione della scena relativa alla prima vignetta. Descrizione della scena relativa alla prima vignetta. Descrizion della scena relativa alla prima vignetta.

                                  \balloon{\pers{Nomepersonaggio} & \parole{dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo}}\nv

                                  \vign{3} Descrizione della scena relativa alla seconda vignetta. Descrizone della scena relativa alla seconda vignetta. Descrizione della scena relativa alla seconda vignetta. Descrizion della scena relativa alla seconda vignetta.

                                  \balloon{\pers{nome} \notd{pensa} & \parole{bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla }}\nv

                                  \end{longtable}

                                  \end{document}

                                  Non so se r=era quello che desideravi.
                                  `

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