OldClaudio

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  • in risposta a: Spazio inspiegabile tra un paragrafo e l’altro #98372
    OldClaudio
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      @JackAB
      , i paragrafi sono sempre staccati dalla fine del paragrafo precedente e dal loro titolo.

      Ma tu volevi aprlare dei capoversi, non dei paragrafi.

      Quello che ti succede avviene perché nella pagina successiva comincia un paragrafo con il suo titolo; se non ci sonao almeno quattro righe di spazio, magari 5, alal fine dell’ultimo capoverso del paragrafo precedente, il nuovo paragrafo va a pagina nuova e i capoversi della pagina precedente vengono distanziati da quello spazio che lamenti.

      Come fare?

      per prima cosa non fare niente finché non hai completato il tuo documento. Poi puoi dedicarti alle rifiniture, al taglio delle espressini lingusitiche inutili i ripetititive,, insomma a rendere bello lo scritto anche con l’uso di una lingua sobria e priva di ripetizioni; ciò fatto il problema probabimente sparisce da solo.

      se permanessero casi del genere, metti a mano un \newpage sopo l’ultimo capoverso prima che il nuovo paragrafo comincia nella pagina successiva; la pagina precedente rimmarrà un po’ più corta ma è un male minore rispetto alla presenza di quel brutto spazio.

      Nota che questo problema spiega perché i grandi oggetti come figure o tabelle vengono resi mobili in modo che LaTeX li possa spostare dove tipograficamente sta bene. Ma il problema si presenta anche quando una grossa equazione o un sistema di equazioni non ci sta in fondo pagina e viene mandato nella pagina successiva con il conseguente allargamento degli spazi fra capoversi nella pagina precedente. Questo problema è più difficile da risolvere perché la formula deve restare lì fra quei due pezzi di capoverso, quindi o si riesce a spezzare la formula fra le due pagine, oppure bisogna modificare la prosa che precede la formula allungando o scorciando i capoversi precedenti a quello che contiene la formula.

      in risposta a: Note a pié pagina e bibliografia #98370
      OldClaudio
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        Torniamo al punto iniziale e al desiderio di non abusare delle note in calce.

        La bibliografia finale ci vuole e se qualche riferimento contiene numeri di paigna, deve solo trattarsi di un articolo pubblicato in una miscellanea, oppure negli atti di un congresso o simili. Ci vorrà quindi un database (con estensione .bib) che contiene i record con i campi giusti) al momento di volre compilare la bibliografia bisogna lanciar biber (se si usa biblatex) o bibtex (se si usano altri modi di creazione della bibliografia) che estraggono dal file ausiliario del main file le etichette dei lavori citati (o tutte le etichette, se si è usato il comando \nocite{*}), e ricompone nel file .bbl il file sorgente scritto in codice LaTeX, che la successiva esecuzione dipdflatex trasformerà in bibliografia stampata; una ulteriore esecuzione di pdflatex decifra le etichette presenti nella bibliografia composta (cioè nel file .bbl) in modo che i vari comandi \cite possano riportare nel testo il riferimento giusto.

        Nel testo le citazioni possono essere fatte con il metodo autore anno o coll metodo numerico o con altri metodi; ma certamente la cosa dipende molto dalla disciplina nella quale si scrive la tesi. Oggigiorno direi che anche per le tesi nelle scienze sperimentali sia preferibile usare il metodo autore anno; con certi stili di citazione \cite{etichetta} produce una citazione nella forma Rossi (2100); una citazione del tipo \citep{etichetta} produce una citazione del tipo (Rossi, 2100). Tutto questo va bene e funziona benissimo senza mettere niente in nota.
        Ma se fosse necessario esiste l’argomento facoltativo dei comandi cite, del tipo \citep[p.~23-25]{etichetta} che produce una citazione nel testo del tipo (Rossi, 2100, p. 23-25); in questo modo si possono evitare completamente le citazioni in nota e non si interrompe il flusso di lettura, pur dando le stesse informazioni che si potrebbero mettere in una citazione in nota.
        Se questo sia possibile con biblatex o solo con i metodi più antichi, tipo i metodi di default, o i metodi introdotti da natbib, o altri, non lo so; so però che con i metodi numerici di default io ho usato l’argomento facoltativo con grande efficacia e senza consumare spazio inutile, e senza aggiungere note in calce (che personalmente trovo inutili per le citazioni,, fastidiose. barocche, sprecone di spazio, ricche di ivi, ibidem, e via con altre ridondanze che allungano l’apparato delle note per ripetere e ripetere sempre le stesse cose con minime varianti; so che in molte discipline questo metodo delle note in calce è apprezzatissimo, ma costituiscono una esibizione di erudizione sprecona di spazio).

        Come ho evidenziato fra parentesi, questo è il mio parere personale, che non rappresenta una regola, ma la spiegazione del perché io non uso mai le citazioni in nota. Tu fai come meglio credi, ovviamante.

        in risposta a: Imakeidx maintenance #98365
        OldClaudio
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          @cfiandra
          , il tuo suggerimento è ottimo, ma Maïeul stava cercando di trovare una risposta alla sua offerta di fornire una soluzione del problema che ha evidenziato, soluzione che ha già i mano.
          Non ricevendo risposta ha dovuto avvalersi di quanto stabilito dalla LaTeX Project Public Licence. Siccome Enrico ha risposto di NO su stackexchange, Maïeul ora farà quello che ritiene più opportuno.

          in risposta a: [Risolto]Definizione nuovo ambiente #95798
          OldClaudio
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            Mmmmm; non ho capito il tabular dentro longtable, ma forse non è importante; ma sarebbe utile un esempio minimo compilabile (completo da \documentclass a \end{document} con un esempio della tua longtable contente uno o più tabula, che contenga almeno due o tre righe di longtable.
            Potrebbe essere interssante.

            On realtà longtable non arriva fino a findo paigna se deve essere tagliata prima, ma può contenere una intestazione inferiore dove c’è scritto che la longtable continua.

            in risposta a: [Risolto]Definizione nuovo ambiente #95796
            OldClaudio
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              Indipendentemente dal fatto che quello che hai penato possa essere o non essere tipograficamante adeguato, sarei curioso di spare eprvhé vorresti allungare di fatto una tablela che occupa solo parte di una pagina ad allungarsi fino a fine pagina; Sapendo che cosa vuoi fare si può anche cercare una soluzione. ma non è facile.

              L’ambiente tabular è una sovrastruttura dell comando nativo di TeX \halign, che costruisce una tabella mettendo delle celle in riga e poi mettendo le righe una sull’altra.

              TeX ha un comando nativo che si chiama \valingn, che costruisce una tabella allineando delle cele epr colonne, e poi allineando le colonne una accanto all’altra. Questo ocmando nativo sembra molto meno usato di \halign, tanto che non esiste una sovrastruttura LaTeX che ne faccia uso in modo un po’ più user friendly. Ho visto un’applicazione solo sul testo di Enrcio “Appunti di programmazione in TeX e LaTeX” che era scaricabile dal suo sito; ora non so se il sito sia di nuovo accessibile, ma non è veramente essenziale; era solo per dirti che la cosa forse è possibile in modo automatico ricorrendo a quellcomando nativo; altrimenti forse si possono trovare dei trucchi di vario genere, ma senza sapere che cosa vuoi fare è difficile.

              in risposta a: intestazione troppo lunga #9029
              OldClaudio
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                La stessa cosa che fai per l’indice; usi l’argomento facoltativo dei comandi di sezionamento. Oppure usi la classe memoir i cui comandi di sezionamento accettano due argomenti facoltativi, uno per l’indice e uno per le testatine. Ma non tutto è perduto In fondo nell’indice puoi anche usare titoli che eccedono la giustezza ridotta delle voci dell’indice, ma nessuno vieta titoli che si ripiegano nella riga successiva, quindi nelle testatine, che non accettano testi di più righe (be’, si li accetterebbero, ma non è semplice farlo, perché bisogna cambiare le impostazioni ep lo stile delle pagine); La soluzione a seconda che si tratti di una pagina di sinistra con il titolo del capito o il tiolo di destra con il titolo del paragrafo, consiste di usare uno dei due comandi \markboth{}{} oppure \Marktight{}. Se non li trovi nell’Arte, cercali nella guida tematica (fondamentale, non perché l’ho tradotta e commentata io, ma perché il testo è sostanzialmente quello di Leslie Lamport, il papà di LaTeX, da cui que La prima di TeX) Il LaTeX Reference Manual commentato che puoi scaricare dalla sezione documentazione di questo sito. Secondo me il testo è fondamantale perché anche se oggi alcune delle cose che formao il nucleo di LaTeX si fanno più comodamante con l’uso di moduli di estensione, la conoscenza del nucleo di LaTeX permette di risolvere problemini come il tuo, o di fare cosette che richiedono s`ʼun po’ di olio di gomito, manon si trovano presenti in nessun altro pacchetto.

                in risposta a: Lyx: classe per lettera stile Italiano #98253
                OldClaudio
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                  Be’ hai toccato con mano che non è configurato per scrivere in italiano; devi configurarlo e quessto non ho la più vaga idea di come si faccia; non uso più LyX da anni, anche se qualche piccolo modo di usarlo l’avevo trovato.
                  Non discuto l’ambiente ufficio, dove comunque devi essere tu a configurare le varie installazioni anche per l’italiano; per scrivere lettere e compagnia bella. Se poi sei in un ufficio dovresti crearti delle classi LyX compatibili epr poter scrivere lettere in cui la prima pagina abbia uno stile e le pagine successive uno stile diverso. La pagina iniziale deve contenere loghi, ragioni sociali, indirizzi, telefoni, fax, indirizzi e-mail normali e certificati. Magare una certa personalizzazione per inserire anche il nome dello scrivente, cosa che non è un return address; Insomma, non ci vuolo moltissimo ma ci vuole molto per adattarlo a LyX.

                  In un ambiente do ve si producono documenti di alto livello, vedi lo studio professionale di @robitex, per esempio, Latex e LuaLaTeX hanno usi molto più vasti ed efficaci, ma non li usi tramite LyX perché devi avere la possibilità di scrivere codice LaTeX e codice Lua a go-go.

                  Inoltre LyX dàa l’illusione di essere WYSIWYG come Word, ma non è vero assolutamente. Ha gli stessi difetti di Word a causa dell’impaginazione sincrona (che però non sarà la pagina finale), ma quel che è peggio è limitato; fa quel che può per imitare l’output di LaTeX, ma non può usare direttamente le centinaia di migliaia di macro di LaTeX esteso con tutte le sue classi e tutti i suoi moduli di estensione.

                  Infine, secondo me, visto che per funzionare deve avere sotto il cofano LaTeX e i suoi fratelli, questo significa prendere una Ferrari e metterci sopra una carrozzeria da 500 del 1957; il sistema TeX sotto il cofano di LyX è sprecato. per il lavoro di ufficio Word va benissimo, o se vogliamo LibreOffice va benissimo; ha anche un buon equation editor come d;altra parte oggi ne è dotato anche Word. Al massimo si può dire che Word e Writer sono simili, ma Word e i suoi compagni costano una bella cifre, mentre LibreOffice sulla carta è libero, ma di fatto quando scrici il sistema ti chiedono, senza esigerlo, un contributo; io glielo assegno spesso, ma perché mi fa piacere dare un aiuto economico a che, senza pretendere nulla, lavora così bene. Ma per l’ufficio il fatto che sia sostanzialmente gratis, comunque con un contributo libero, vuol dire risparmiare un bel po’ di soldini. Anche il sistema TeX è libero e gratuito, ma non è certo una cosa per l’ufficio normale. Se inserire codice LaTeX in un file LyX fosse facile, non avrei dubbi sul consigliare LyX; mi piaceva quando 10 anni fa ne sono venuto a conoscenza, ma poi ho constatato che legava troppo le mani e si faticava più che ad usare il sistema TeX attraverso una buona interfaccia grafica com TeX studio o TeXShop o altri buoni shell editor di uso facile; Emacs è potentissimo e si dice che attraverso opportune interfacce domotiche sia anche in grado di preparare il caffé, ma secondo me è difficilissimo da usare; è un letto da fachiro messo sul sedile di guida di una Ferrari.:lol:

                  in risposta a: segno di sistema e insieme dei numeri reali #98279
                  OldClaudio
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                    Se L’Arte ti sembra lunga, non hai ancora visto al Guida GuIT, nello stesso sito.
                    Allora apri un terminale sulla tua macchina e scrivici dentro `texdoc lshort-it`e premi invio; ti si apre al “Una (mica tanto) breve introduzione a LaTeX2e”; vi si dice che si impara LaTeX in 93 minuti; io sarei più cauto e direi che si legge tutta la guida con attenzione in 93 minuti.
                    Poi sempre nel terminale scirvici dentro `texdoc l2tabu-italian` e ti si apre il documento “Elenco dei peccati degli utenti di LaTeX2e”; lì c’è le’enco dei peccati veniali e degli orrori che l’utente LaTeX deve evitare come la peste; tra questi orrori ci sono anche i doppi dollari, che mettono in display una formala, am sono incompatibili con una serie di pacchetti/moduli di estensione per LaTeX che sono molto più utili dei doppi dollari; questi a loro volta non fanno rispamiare nememno una battuta perrché $$ contie due caratteri come \[ e \], quinid la fatica di battere i tasti è la stessa; in compenso i coadni \[ e \] sono compatibili con gli altri moduli di matematica avanzata, e contengono una dignaostica che i doppi dollari non hanno. Ma questo non è il solo motivo. Leggi quell’elenco di errori/orrori dove c’è spiegato eprché non bisogna commettere quei “peccati”.

                    Poi predi l’abitodine di consultare tutte le sezioni di questo forum (a cominciare dalla sezione Documentazione; non guasta nemmeno la sezione ArsTeXnica); poi c’è la funzione “cerca” per cercare i messaggi del forum con diversi criteri di ricerca; leggi i messaggi del forum regolarmente, anche se trattano di argomenti che non sono di tuo immediato interesse; cerca fuori del forum quando proprio il nostor forum non ti da aiuto, e/o non ottieni risposte alle tue domande. Guarda sempre el date dei documenti che leggi; Io scartei di principio ciò che ha più di 10 anni, e forse mi limitei a documenti che hanno meno di 5 anni.

                    Uso LaTeX da circa 30 anni e di cose ne ho imparate molte. ma consulto il nostro forum e continuo ad imparare, anche quando rispondo a certe domande difficili. Qualche volta ho chiesto anch’io aiuto su questo forum; quindi decine d’anni di esperienza non esimono dal chiedere quando non si sa.

                    in risposta a: Problema con la compilazione di un grafico #97513
                    OldClaudio
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                      Dopo avere reinstallato tutto apri il terminale e scrivici dentro` exho $PATH ` a me restituisce questo (sul mio Mac)`/usr/local/bin:/usr/bin:/bin:/usr/sbin:/sbin:/opt/X11/bin:/Users/claudio/bin:/usr/local/git/bin:/usr/texbin`A te dovrebbe restituire un cose dello stesso genere.
                      Nota l’ultimo elemento /usr/texbin. Da te c’è quell’elemento?

                      in risposta a: segno di sistema e insieme dei numeri reali #98276
                      OldClaudio
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                        Intanto benvenuto/a sul forum.

                        Le domande che fai nel primo messaggio hanno tutte la loro spiegazione nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX, che probabilmente hai già scaricato dalla sezione Documentazione di questo forum, ma che non hai letto con la dovuta attenzione.

                        Comunque sia, è difficile darti dei consigli se non ci mostri di più del tuo codice; che hai scritto così:`$$
                        \begin{cases}
                        y=\frac{x^3}{(x-1)^2} \\ y=0
                        \end{cases}
                        $$
                        `e la seconda cosa`$$(x-1)^2\geq0 \qquad \forall x \in \mathbb{R}$$ `

                        Allora, la lettura della guida ti insegnerebbe a evitare i doppi dollari; una espressione matematica non numerata si apre con [tt]\[ [/tt] e si chiude con [tt] \] [/tt]. Le frazioni in display vengono composte con carattere minore per non disturabare la spaziatura verticale, ma se vuoi puoi usare [tt\dfrac[/tt] al posto di [\frac[/tt]. quindi le tue due equazioni diventano:`\[
                        \begin{cases}
                        y=\dfrac{x^3}{(x-1)^2} \\
                        y=0
                        \end{cases}
                        \]

                        e

                        \[
                        x-1)^2\geq0 \qquad \forall x \in \mathbb{R}
                        \]

                        `

                        Per scrivere codice devi selezionarlo e poi devi cliccare sulla icona che su un rettangolo bianco mostra i segni <> in blu; se ci porti il cursore sopra senza cliccare ti appare l’etichetta Code; se clicchi, il testo evidenziato vene racchiuso fra i debiti tag che informano l’editor di comporre il loro consentono in modo verbatim e con il carattere a spaziatura fissa.

                        in risposta a: appendici e testatine #98270
                        OldClaudio
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                          Visto che usi la classe book, potresti mettere le appendici nella back matter e scivere per ciascuna \chpater{Appendix A}.

                          Ma aprire i capitoli solo sulle pagine di destra, avendo specificato fra le opzioni della classe “oneside” mi sembra una cosa un filino impossibile, visto che con oneside non c’è differenza fra pagine pari e pagine dispari.

                          Ho la sensazione che tu abbia copiato il tuo preambolo da qualche parte senza sapere che cosa fa ogni pacchetto che carichi; i commenti di fianco ad alcuni pacchetti dimostrano che non hai letto la loro documentazione; l’uso che fai di \theoremstyle conferma la mia impressione.

                          Non vorrei apparire il solito rompiscatole che dice “leggi la documentazione” ma davvero, una buona lettura alla guida L’Arte di scrivere con LaTeX, una lettura attenta, non una sfogliatina, non sarebbe fuori luogo. 🙂

                          in risposta a: indice ad inizio capitolo #98268
                          OldClaudio
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                            Non ho mai collaudato TOPtesi con minitoc.

                            In realtà non mi è nemmeno passato epr la mente; perché ritengo che i minitoc all’inzio die capitoli potrebbero essere utili un un testo di molte centinaia di pagine, dove ogni capitiolo occupa un centinaio di pagine. Una tesi, trannae una tesi compilativa, non dovrebbe mai essere così pesante. Ricorda che l’indice generale, l’indice analitico, li minindici sono aiuti alla navigazione nel documento, non sono cose decorative; se un cpaitolo occupa 10 o 20 pagine, non ha nessun bisogno di un mini indice.

                            Comunuq, visto che sto lavorando su TOPtesi, proverò ad usarlo e a vedere se esistono conflitti.

                            in risposta a: TOPtesi: posizionamento logo #98230
                            OldClaudio
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                              Non ha controindicazioni, ma è vietato toccare quello che c’è nell’albero di latex. Ci sono molti motivi per questa cosa, ed è per questo che con la maggior parte dei sistemi operativi per eseguire qualunque ritocco agli albero di sistema bisogna avere i privilegi dell’amministratore.

                              Ma c’è un altro modo, quello di replicare nel tuo albero personae (o se hai più utenti sul tuo calcolatore, sul tuo albero locale} la struttura di cartelle che engli alberi di sistema portano a toptesi; per esempio; con una distribuzione TeXlive, a partire dalla radice che si trova in posti diversi a seconda dei sistemi operativi hai un percorso di sistema del tipo (su Windows al posto delle barre ci sono le barre rovesce):`…/texlive/2014/texmf-distr/tex/latex/toptesi/` e l’ultima cartella è quella che contiene toptesi.cls, toptesi.sty, ecc.
                              Bnen: nella radice del tuo albero personale costruirai la catena di cartelle`…/texmf/tex/latex/toptesi/` dove i punti sono semplicemente [tt]~[/tt] in Linux; [tt]~/Libreria[/tt] sul Mac; e [tt]C:\Users\nome\[/tt] in un Windows moderno (7 o 8). Sull’Arte è spiegato meglio.
                              Per l’albero locale e TexLive, esso è radicato in `…/texlive/texmf-local/`
                              Se metti nell’albero locale devi anche rinfrescare il database dei nomi dei file; se metti nell’albero personale TeXLive non richiede di creare, e nemmeno di rinfrescare, il suo database dei nomi dei file.
                              TexLive ha il comando [tt]mktexlsr[/tt] da dare da terminale con i privilegi di super-user o o di amministratore.

                              Sto lavorando su una nuova versione dove per il frontespizio non ci sarà da usare \frontespizio, ma si potranno mettere tutte le informazioni dentro all’ambiente frontespizio con o senza asterisco, che a differenza dell’omonimo ambiente del pacchetto frontespizio, crea direttamente la pagina del titolo senza dover compilare nessun file ausiliario; ovvio che il pacchetto frontespizio ha delle altre utili funzionalità che TOPtesi non ha, ma ne ha altre.

                              in risposta a: TOPtesi: posizionamento logo #98228
                              OldClaudio
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                                Grazie, ma non è importante, perché ho trovato la svista che ho commesso. Per così “poco” non credo che caricherò una versione corretta subito e cercherà di avere qualcosa di più consistente da mettere. Ma ti invito a prendere il file topfront.sty, copiartelo nella tua cartella di lavoro e modificarlo andando alla riga 251 dove c’è scritto`\ifdefstring{\TPTmaybestar}{*}{\@firstoftwo}{\@secondoftwo}%
                                {\boolfalse{topTPTlogos}\thispagestyle{classica}\TPTmaybestar}%
                                {\booltrue{topTPTlogos}\thispagestyle{titlepage}}`e poi copi [tt] \TPTmaybestar[/tt] nella riga di sotto, così:[coce]\ifdefstring{\TPTmaybestar}{*}{\@firstoftwo}{\@secondoftwo}%
                                {\boolfalse{topTPTlogos}\thispagestyle{classica}}%
                                {\booltrue{topTPTlogos}\thispagestyle{titlepage}\TPTmaybestar}[/code]
                                È tutto lì l’errore; ho messo quella macro nel ramo sbagliato del test \ifdefstring; se non avessi la testa, andando alla cieca avrei avuto il 50% di probabilità di metterla nel ramo giusto; invece hao la testa ma sono distratto e al 100% l’ho messa nel ramo sbagliato.:sad: 😡 😈 :mrgreen:

                                C’è proprio da ridere in verde!
                                Scusami per la mia distrazione.

                                in risposta a: TOPtesi: posizionamento logo #98226
                                OldClaudio
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                                  Perbacco, a me l’asterisco non viene./veniva. Controllo meglio.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 5,146 al 5,160 (di 11,286 totali)

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