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In una delle guide qui nella sezione Documentazione, tutte scaricabili gratuitamente, c’è scritto che ogni didascalia è formata di tre parti che qui ti metto in colori diversiFigura 2.1 Pianta dell’area esaminata per questo studio. Come si vede l’area in questione è di forma irregolare, quindi non si possono fare el cosiderazioni svolte nel paragrafo 2.2.1.
La parte blu è obbligatoria sempre, se non altro perché il numero permette di eseguire i collegamenti ipertestuali e in ogni caso identifica univocamente che si tratta di una figure e quale essa sia. La parte rossa è facoltativa, ma sarebbe meglio considerarla obbligatoria: essa è il titolo che descrive sommariamente il contenuto della figura; nota che il punto finale è beige e non fa parte del titolo; tutti i titoli sono senza punto finale. La parte beige contiene una descrizione facoltativa, delle annotazioni, delle informazioni in più sul contenuto della figura. Se la parte beige è presente, allora va staccata dal titolo appendendogli il punto finale oppure andando a capo, Ma questo capoverso descrittivo deve terminare con il punto finale.
Dunque nel tuo caso devi strutturare il titolo in modo che non sia troppo lungo, ma è quello che devi racchiudere fra parentesi quadre nel comando \caption, ripetendo il titolo fra parentesi quadre, oppure ridefinendoti il comando \caption in modo che la parte beige sia davvero facoltativa nella didascalia, mentre il titolo va sempre e solo lui nell’indice delle figure.; non è semplice creare questa definizione, ma si può fare. Usando poi il linguaggio L3 (LaTeX3) non dovrebbe essere difficile, ma bisogna prima imparare quel linguaggio.
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Scusa @Bonalumi, ma…
Hai detto di avere letto L’Arte, anche se solo in parte. Nel § 2.4 c’è un breve testo che spiega come sia preferibile installare TeXLive seguendo quanto indicato nel riferimento [ Gregorio,2011 ].
In sostanza vi si spiega che essitono delle limitazioni nelle macchine che sono soggette alle prescrizioni del consorzio Debian (fra cui Ubuntu) e perciò la distruzione installabile non è mai aggiornata e spesso è incompleta. Va bene; hai installato al versione full e la versione extra. Tuttavia se va bene hai una versione completa di due anni fa. Compila qualche cosa, poi apri il file .log e leggi quello che c’è scritto in testa nelle rime righe; probabilmente c’è scritto TeXLive/Debian 2012. Inoltre la versione Debian non disone del TeXLive manager per l’aggiornameto anche giornaliero (non è il caso di esagerare, ma un aggiornamento ogni 7-10 giorni non fa male).
Il sistema TeX è in evoluzione in modo molto vivace; disporre di una versione un po’ datata non è la cosa migliore.
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A me funziona, ma ci vuole anche un per tabular: `
\documentclass{article}
\usepackage{tikz,pgfplots,booktabs,subfig}
\begin{document}\captionsetup[subfigure]{position=bottom}
\begin{figure}[H]
\centering
\subfloat[][]{
\begin{tikzpicture}[font=\small]
\begin{axis} [width=0.7\textwidth,
axis lines=middle,
xmin=-5,xmax=5,ymin=0,ymax=16,
enlargelimits,
xtick={-4,…,4},
ytick={0,…,16},
xlabel=$x$,
ylabel=$y$]
\addplot [domain=-4:4, samples=100,smooth,very thick,blue] {2^x};
\addplot [only marks, samples at={-4,-3,-2,-1,0,1,2,3,4}, blue] {2^x};
\end{axis}
\end{tikzpicture}
}
\quad
\subfloat[][]{
\begin{tabular}{rl}
\toprule
$x$ & $y=2^x$ \\
\midrule
$-4$ & $2^{-4} = 1/16$ \\
$-3$ & $2^{-3} = 1/8$ \\
$-2$ & $2^{-2} = 1/4$ \\
$-1$ & $2^{-1}= 1/2$ \\
$0$ & $2^0 = 1$ \\
$1$ & $2^1 = 2$ \\
$2$ & $2^2 = 4$ \\
$3$ & $2^3 = 8$ \\
$4$ & $2^4 = 16$ \\
\bottomrule
~ & \rule{0pt}{3.25ex}
\end{tabular}
}
\caption{La funzione $y=2^x$.}
\end{figure}\end{document}
`
però la tabella e il diagramma hanno grandezze e forme diverse; ci vuole uno spazio sotto la tabella per tirarla su un poco; io ci ho messo un pilastrino alto 3.25ex e pressappoco va bene.
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Devi inserire il nome di Clotilde Pontecorvo nel campo editor. Editor in inglese sta per curatore, non per editore. Per avere i nomi non abbreviati devi opportuamente configurare biblatex o quel che cusi per creare la bibliografia. Alcuni stili di pubblicazione non consentono la simultanea compilazione del campo author e editor. In questo caso devi mettere A cura di Clotilde Pontecorvo nel campo note.
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Bonalumi wrote:A tal proposito c’è qualche buona guida da seguire?
Non mi sono scaldato; se hai avuto la sensazione di una reazione esagerata a questa domanda, ti chiedo scusa.
Ma mi potresti concedere un’attenuante: la formulazione della tua domanda lascerebbe pensare che non conosci nessuna buona guida. Invece affermi di avere letto, almeno in parte, L’Arte di scrivere con LaTeX. Dunque io ho reagito con veemenza; tu ti sei espresso in modo da essere frainteso, visto che, almeno in parte, hai letto la migliore guida in italiano che ci sia in rete e sul mercato.
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Lorenzo, ci sarà anche scritto nell’Arte, ma H non lo si deve usare MAI. Ci sono altri modi per gestire le figure e gli oggetti mobili che non richiedono l’aggiustamento manuale, quando dopo aver usato uno di questi metodi, scopri che ti mancava una parola chiarificatrice qualche capoverso prima e quella impostazione H ti sballa tutto. Persino H, usato da solo, senza alternative è in grado di bloccare le code se usato in un punto dove poteva essere usato, il tutto viene sconvolto da una modifica minima qualche capoverso prima.Io non ci credevo; Enrico continuava ripeterlo, ma non l’ho interiorizzato fino a quando non mi sono messo a studiare approfonditamente il processo di collocamento degli oggetti mobili. Ora, se devo modificare qualche cosa, preferisco modificare i parametri su cui si basa l’algoritmo di posizionamento; naturalmente per farlo bisogna sapere con precisione quello che si sta facendo. Senza esperienza è meglio non toccare niente ed evittare di usare H e di usare h da solo; le impostazioni di default tbp sono di solito le migliori; talvolta conviene usare p da solo..
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Bene, l’hai sentito nominare col nome DOS, e anche prompt? Benissimo: apri un promt DOS, scrivici dentro texdoc caption, premi il tasto invio, e leggi la documentazione nella finestra che ti si apre con il visualizzatore di file PDF oppure con il browser per leggere i file scritti in HTML (il linguaggio di internet).Non mi sembra difficile da fare nemmeno a 10 minuti dalla laurea.
Certo se dovessi leggere una documentazione di qualche centinaio di pagine, sarei io il primo a dirti di non farlo quando ti manca così poco alle scadenze burocratiche per la consegna della tesi, per prepararti una eventuale presentazione da proiettare durante l’esame di laurea, e comunque per prepararti al tuo esame. Ci mancherebbe altro!
In bocca al lupo!
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Infatti, hai sperimentato quello che ti ho spiegato nell’altro post sulla pazzia di LaTeX.PS. Cosa volevi dire con quel SOS di alcuni messaggi fa? Forse non sai che cosa che cosa voglia dire da terminale? Nei vari sistemi operativi e a seconda delle circostanze quella finestra dove i comandi si danno scrivendoli in lettere inveche che cliccando col mouse, si chiama, shell, terminale, promp dei comandii, finestra DOS, console, xterm, e via di questo passo; è evidente che ciascuno con la sua macchina e il suo sistema operativo interpreta l’espressione “da terminale” secondo le proprie disponibilità di hardware e software. Siccome io uso un Mac col sistema operativo in inglese, da me si chiama Terminal e lo attivo cliccando sull’icona di una particolare app (gergo Mac). Quando usavo Windows lo parivo cliccando su una voce del menù Accessori che si pare quando si clicca su Start, ma poi trovavo più conveniente cliccarci sopra per mantenere la icona della scorciatoia sul desktop. Quando Uso Linux (Ubuntu) la prima volta che vado a cercare quella applicazione, prima di chiuderla ne imposto l’ocona in modo che rimanga i evidenza nella barra laterale del lanciatori di programmi. “Purtroppo” per usare il sistema TeX bisogna saper che cos’è il terminale e bisogna sapere usarlo. Dopo si scopre che con il terminale si possono fare cose che col mouse manco piangendo in turco….
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Primo: non usare MAI l’opzione h da sola. MAI vuol dire esattamente MAi. La cosiddetta pazzia di LATeX dipende dal quell’ hSecondo: vuoi assicurarti che due figure stiano assieme sulla stessa pagina? Dentro una mbeinte figure puoi metteri più di una immagine con al sua didascalia (non sto parlando del pacchetto subfig che permette di mettere un un solo ambiente tanti piccole figure con una didasclia generale e le sottodidascalie per ciascuna figurina); Un po’ come hai fatto tu, ma con l’opzione p per il poszionamento della grande figura che ne contiene due.
`\begin{figure}[p]
\centering
\includegraphics[…]{…}
\caption[…]{…}\labe{…}
\bigskip\includegraphics[…]{…}
\caption[…]{…}\label{…}
\end{figure}`Non è vero in generale che \centering e l’ambiente center facciano la stessa cosa; \centering centra orizzontalmente tutto quello che c’è nel suo gruppo (è una dichiarazione e va usata solo all’interno di un gruppo, che può essere costituito dall’ambiente figure, o table, o da una coppia di graffe, o…). Invece l’ambiente center cetra orizzontalmente il suo contenuto, ma mette anche una riga vuota sopra e un’altra sotto al materiale centrato. Ne caso di un’unica figura (o doppoa figura) che occupi l’intera pagina non ti accorgi di questo spazio sopra e sotto; ma te ne accorgeresti se usassi l’ambiente center per ceentrare immagini che poi sono precedute o seguite da altro testo. Tant’è che la solita guida L’Arte di scrivere con LaTeX spiega per filo e per segno perché NON bisogna usare l’ambiente center per centrare figure o tabelle all’interno dei rispettivi ambienti di “galleggiamanto” figure e table.
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Diamine, non lo ripetiamo ad ogni risposta, ma visto che in questo sito insieme al forum c’ù una sezione documentazione, vacci dentro esplora e trivi quante gide generiche o tematiche desideri. Ti consiglio L’Arte di scrivere con LaTeX. È scritta aposta epr i neofiti. In seguito potrai approfondire con alte guide.
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Va bene; il primo era con i titoli degli esempi in nero chiaro su bianco e non piaceva nememno a te. D’altra parte se volevi farlo con la matematica in nero, sai bene che devi dichiarare \boldmath prima di entrare in modo matematico. Poi forse ci vuole qualche protect o \texorpdfstring per evitare che il comando si rompa o i collegamenti ipertestuali non funzionino, ma il concetto sarebbe quello.Gli altri due, tenuto conto dell’ “uditorio” possono andare; belli non sono, ma per delle dispense per gli allievi i colori sono essenziali. Potresti provare con altri colori, ma i colori non sono il mio forte.
Viceversa, ho notato che ancora i margini sono asimmetrici e si scambiano fra le pagine pari e quelle dispari. Cerca di renderle davvero simmetriche; a lettura a schermo ne trarrebbe un grosso giovamento.
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