OldClaudio

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  • in risposta a: Frontespizio con nome azienda #97456
    OldClaudio
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      Per lo spazio per le firme sul frontespizio ha i suoi comandi che si ottengono leggendone la documentazione in italiano con il comando da terminale texdoc frontespizio.

      Mettere il nome dell’azienda sponsor del dottorato sotto il nome del candidato mi sembra una pessima idea. L’azienda va citata nei ringraziamenti.

      in risposta a: spazio di puntini #94406
      OldClaudio
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        Se funziona e sei soddisfatto, lascia pure così.

        Si può fare di meglio usando l’argomento facoltativo di \newcommand; per meglio dire, usando l’argomento facoltativo di un comando definito con \newcommand; la guida tematica che ti ho indicato contiene la sintassi comepleta di new command che ti ripeto qui: [tt]\newcommand{\[/tt][nome comando[/i][tt]}[ [/tt]numero argomenti[tt] ][ valore predefinito per primo argomento facoltativo[tt] ] [/tt].

        Nel tuo caso potrebbe essere`\newcommand*{\puntini}[2][]{…}`L’argomento #1 diventa quello facoltativo, mentre il #2 è quello obbligatorio; Dunque ti basta controlalre se l’argomento facoltativo sia vuoto, nel qual caso metti in puntini, altrimenti non li metti. In altre parole al posto dei puntini devi mettere un test che controlli che un certo argomento sia vuoto, per esempio il controllo della stringa corrispondente all’argomento #1(mi pare che sia [tt]\ifstring]/tt] con il pacchetto ifthen, ma è meglio che controlli sulla documentazione di ifthen). Naturalmente puoi anche invertire il test; dipende se nel tuo documento ti ritrovi più spesso a dover mettere i puntini rispetto alle volte in cui non li devi mettere.

        Non è detto che tu debba modficare il tuo codice; se ti va bene quello che hai creato, non perdere tempo, a meno che tu non voglia controllare se sei capace di usare la sintassi di \newcommand con argomento facoltativo.

        in risposta a: Numerazione pagine #97437
        OldClaudio
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          Lo scopo dei numeri romani nella frontmatter e delle cifre arabe dall’inizio della mainmatter era proprio quello di evitare di dover far partire al aminamatter (composta a mano nei tempi della tipografia tradizionale) dal numero successivo a quello della fine della frontmatter, che spesso dveva essere ancora composta; come facevi a comporre l’indice nella parte iniziale, se non avevi già composto la parte principale? E [poi la presentazione, scritta da persoan diversa dall’autore, che doveva aver già letto almeno una bozza; e l’introduzione, eccetera.
          Ecco perché la numerazione della parte principale comincia da 1 ed è importante che comnicii da 1, altrimenti tutti i riferimenti incrociati sono da corregere.

          È vero che componendo con il calcolatore, questi problemi di ricomposizione non hanno più ragion d’essere, ma…

          Allora, piuttosto, lascia che la front matter NON usi i numeri romani, e che la Mainmatter prosegua la numerazione. Questo implica che tu corregga la definizione dei comandi \frontmatter e \mainmatter in modo che non mettano mano al comando \pagenumbering, ma che continuino a fare tutto il resto.

          Ci sono vari modi per ridefinire questi due comandi; il più “rude” è quello di copiare le definizioni originali di questi due comandi nel preambolo del prorpio documento premettendovi il comando \makeatletter; poi cambaire \def (o \newcommand) con \renewcommand; infine cancellando il comando \pagenumbering con il suo argomento roman in \frontmatter, e arabiac in \mainmatter.

          Ci sono modi più eleganti per farlo, ma questo è davvero semplice, anche se piuttosto rozzo.:smile:

          in risposta a: Definizione ricorsiva #97431
          OldClaudio
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            Vuoi aumentare il valore di \x di due unità ad ogni giro? non è certamente quello il modo di farlo; non ho capito bene quello che voi fare, ma con \edef e una espresione aritmetica nella definizione, forse, e sottolineo forse, si può fare.
            Non uso TiKz correntemente come altri espertissimi utenti, am mi pare che esistano altri modi di incrementare la variabile nei cicli \for.

            in risposta a: Intestazione ringraziamenti tesi #97418
            OldClaudio
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              [tt]\chapter*[/tt] non modifica le testatine; la soluzione potrebbe essere quella di aggiungere [tt]\markboth{Ringraziamenti}{Ringraziamenti}[/tt] in coda alle due righe che hai già usato.

              Ma il problema secondo me è un altro. Sicuramente i ringraziamenti non vanno elencati nell’indice. Secondo: I ringraziamenti di solito sono superflui; se li si scrivono, lo si fa per ringraziare persone che hanno in qualche modo seguito al tesi senza averne l’obbligo istituzionale. Per esempio un ingegnere della Ricerca e Sviluppo, che ha seguito al parte di tesi che si è svolta in azienda. Genitori, avi, zii, congiunti di ogni genere, fidanzati, fidanzate, il barista che ci ha sopportato quando uscivamo dall’ateneo alle 23 e ci rimediava un tramezzino, NON vanno ringraziate. E se i ririgraziamenti si fanno in questo modo, le pagine successive alla prima non ci sono.

              OldClaudio
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                lorenzo.pantieri” post=96853Ciao a tutti.

                Sto scrivendo un documento con ClassicThesis. Vorrei che fosse contemporaneamente fruibile sia su stampa in A4 che su tablet. Quindi mi servono le testatine di “twoside” e i capitoli che si aprano nelle pagine dispari di “openright” (cosa che va bene per il cartaceo), ma bisogna che i margini siano simmetrici, ovvero che non ci sia nessuna differenza tra pagine pari e dispari (cosa che va bene per l’iPad).

                Come faccio?

                Il mio incipit è questo:
                `\documentclass[11pt,a4paper,twoside,openright]{scrbook}
                \areaset[current]{400pt}{766pt}
                `

                Ah, so bene che l’ideale sarebbe produrre una versione per il cartaceo e una per il tablet (anzi, ancora meglio una per il cartaceo e $n$ per i formati più diffusi dei tablet), ma gestire $n+1$ PDF dello stesso documento non mi entusiasma, per cui per ora proverei a vedere se riesco così…

                Grazie anticipate.

                Inutile dire che:
                1) se usi i pt come unità di misura, certamente perdi la sensazione delle misure esatte del foglio di carta; se usassi i millimetri sapresti al volo che cosa stai facendo.
                2) Usare sia scrbook , si ClassicThesis, si ulteriori pacchetti che si appoggino a quella classe e a quel pacchetto, rende le cose diffili, inutilmente difficili.

                Comunque ti propongo questo sporco trucco; io l’ho usato in diverse circostanze, specialmente per i forntespizi, ma non ho idea se funzioi anche con quella classe e quel pacchetto. Dopo aver lasciato fare a classicthesis i suoi lavori, quindi, direi, alla fine del preambolo, peorva a scrivere queste due righe:`\oddsidemargin=\dimexpr(\oddsidemargin+\evensidemargin)/2\relax
                \evensidemargin=\oddsidemargin`
                Il concetto è che prendi i marigni interni di LaTeX, che sono quelli veri meno un pollice, ne fai la media e li irassegni a quei marigni interni. Non occorre evidentemente ricavare i margini veri aggiungendo un pollice a quelli interni, e poi toglierglielo dopo. Quei due statement a me funzionano benissimo per centrare orizzontalmente la gabbia. Certo se hai delle correzioni per la cuvatura alla cucitura (che per i tablet non serve) devi trafficare un po’ di più perché devi andare a cercare le variabili interne di \areaset e di scrbook.

                in risposta a: parametri geometry #97389
                OldClaudio
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                  dearick” post=96849Lo chiedo perché vorrei ottenere un risultato giusto anche dal punto di vista tipografico.

                  Riccardo

                  È quello che pensavo e la seconda parte del mio messaggio precedente spiega come e perchè è difficile rispondere se si giusto usare quei valori. La guida che ti ho suggerito ti dà dei creiteri per valutarli.

                  in risposta a: parametri geometry #97387
                  OldClaudio
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                    Lo chiedi perché a te non vengono i margini che hai impostato, oppure lo vuoi sapere per la qualità tipografica?

                    “giusti” vuol dire tante cose; se leggi al guida tematica sul layout della pagina da scaricare dalla sezione Documentazione di questo sito, vedi che tipograficamente “giusto” rappresenta una qualità abbastanza incerta. I 12pt dei font possono essere più o meno larghi a seconda del font usato, quindi il numero di lettere in riga di una una pagina A4 con 65mm di margini totali, lascia righe di 155mm che potrebbero andar bene con un font largo, e male con un font stretto.

                    Il margine superiore potrebbe andare bene se la testatina è esclusa dalla gabbia, ma va ad occupare parte dello spazio di quel margine, altrimenti potrebbe andare male. Quindi vedi che non si può dare una risposta alla tua domanda il riferimento alla guida tematica che ti ho indicato ti può spiegare meglio la questione dell’estetica della pagina e della comodità di lettura; eppure anche con quella guida, restando dentro le tolleranze, chiunque può dire mi piace e chiunque altro può dire non mi piace. è una questione di gusti personali, almeno quando non si sono compiuti errori marchiani nel disegno della pagina.

                    in risposta a: CV Europass – template (quasi definitivo) #78897
                    OldClaudio
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                      Per escrivere il CV in francese non occorre proprio fare niente di speciale: basta semplicemente partire dal modello del cv_template_it.tex e cambiare italian in french nei due o tre soli posti dove si specifica l’italiano. Il file ecvfr.def esiste già e viene caricato automaticamente grazie all’opzione specificata alla classe.

                      Certo, negli argomenti dei comandi ‘ecvsectio e \ecvitem bisogna scriversi dentro el cose in francese; direi che non occorre farlo notare.

                      in risposta a: Pacchetto ArsClassica #97190
                      OldClaudio
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                        1) Font ci sono nella distribuzione completa molti pacchetti per impostare font diversi da quelli di default; l’elenco sarebbe lunghissimo, ma tanto epr citarne uno che potrebbe essere quello per il Palatino: newpxtex sceglie i tre font (con grazie, senza grazie, monospaziato) per il testo; newpxmath sceglie i numerosi font necessari per la matematica, compatibili con i font testuali, e conformi alle norme ISO. Però puoi scegliere i font che ti piacciono di più secondo i tuoi gusti. In general leggi la guida fntguide con il comando texdoc fntguide immesso nel terminale.

                        2) Gli stili della pagina di apertura del capitolo si ottengono o con i comandi della classe che usi, per esempio memoir, oppure caricando il pacchetto tiltesec, leggendone la documentazioen con texdoc titlesec da terminale, e usandone le funzionalità.

                        3) Le testatine e i piedini si impostano con il pacchetto fancyhdr, oppure con i comandi specifici della classe che usi, per esempio memoir, ma o usi un metodo o usi l’altro, non mescolarli.

                        Occhio e croce la maggior parte delle risposte alle tue domande, se non tutte le risposte, si trovano ne L’Arte di scrivere con LaTeX, che ti ho già indicato.

                        Le cose diventano difficili se vuoi usare font che non sono inclusi con tutti i loro file ausiliari nella distribuzione completa del sistema TeX; certo li puoi scaricare gratuitamente o a pagamento, ma di solito non sono dotati dei file accessori di cui i programmi di composizione del sistema TeX hanno bisogno.

                        in risposta a: Stile capitolo #97382
                        OldClaudio
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                          Hai un messaggio d’errore e un Warning.
                          Entrmabi, anche se sono scritti in inglese sono trasparentissimi.

                          L’errore dice che il comando \xhrulefil non è difinito; chi dovrebbe averlo definito? titlesec non lo definisce; xcolor non lo deifnisce. Dove hai preso quelle intestazioni?

                          Il warning ti avvisa solamente il maiuscoletto nero non esiste, e che quindi usa il tonodo nero.

                          Per giunta usi font con la codifica OT1, che non dovrebbero mai venire usati, visto che non contengono caratteri accentati (necessari epr l’italiano, ma utili anche epr l’inglese ogni volta che citi qualche nome non inglese e che risulti accentato…).; in sostanza devi usare la codifica T! per i font di uscita.
                          Per disporre del maiuscoletto nero bisogna usare altri font: ti sconsiglio di usare il nero da “poor man” (sarebbe possibile, ma viene uno schifo).

                          Sei sicuro di volere numeri alti 35mm con uno scartamento (avanzamanto di riga) di 25mm? Se è solo per mettere un numero, potrebbe anche andare, ma in generale non lo si fa.

                          Per personalizzare un frontespizio con cosette “fancy” bisogna avere competenze tipografiche da un lato, e competenze di LaTeX dall’altro che non si acquisiscono se non facendo corsi avanzati appositi (per la tipografia) e avendo lavorato con LaTeX parecchi anni. Ti suggerisco di abbandonare quella strada e di affidarti a cose più tradizionali. Ricordati che la tesi deve essere sobria, non deve attrarre per il suo aspetto grefico, ma per il suo contenuto; L’aspetto tipografico può anche essere bello, ma lo è se è sobrio.

                          Secondo il grande book designer Robert Bringhurs (The elemnents of typographic style), che citiamo spesso in questo forum e nelle varie guide generali e tematiche che si possono scaricare dalla sezione Documentazione di questo sito, in nessun testo stampato, nemmeno nel frontespizio si dovrebbero usare mai i caratteri grassetti e mai i caratteri senza grazie. Naturalmente si tratta di gusti, ma Bringhurst non si guadagnerebbe da vivere se parlasse a vanvera.

                          in risposta a: Pacchetto ArsClassica #97188
                          OldClaudio
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                            Direi che Lorenzo abbia un bel da fare per mettere a posto TesiClassica.
                            D’altra parte anche se il pacchetto ClassicThesis è bello, usarlo per un modlelo di tesi, essendo noti i difetti di Miede e le incompatibilità ad ogni versione, rappresente un motovo sufficiente per non usare più ClassicThesis. Mi dispiace doverlo dire, ma anche se anch’io qualche volta faccio qualcosa di incompatibile, e quindi non mi permetto di lanciare né la prima né nesuna pietra, ma affezionarsi ad un pacchetto che fa diventare matti prersone esperte come Lorenzo, è un errore, specialmente se lo si dà in pasto a quelgi studenti che ai avvicinano a LaTeX da neofitii.

                            Lorenzo, se ci rimetti le mani, sarebbe meglio che partissi da book (al massimo da scrbook) e creassi tu la geometria simile a quella di ClassicThesis e introducessi tu stesso in un pacchettino di cui conosci vita, morte e miracoli, ben documentato, tutti i comandi che ritieni necessari per TesiClassica, compresa la scelta dei font.

                            Gli studenti che scaricano TesiClassica ti ringrazieranno.

                            Claudio

                            PS Ricordo le &?$#@*!±>+ che scrivesti sul forum quando Miede produsse la versione di ClassicThesis risultata infelicemente incompatibile con la versione precedente. Ricordo anche che la soluzione si trovava leggendo con attenzione la documentazione di ClassicThesis, ma era una seccatura lo stesso, e forse è stata la causa del tuo “allontanamento” da LaTeX, che hai riavvicinato da poco per le tue dispense. 😉

                            in risposta a: Pacchetto ArsClassica #97186
                            OldClaudio
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                              Evidentemente non hai letto L’Arte di scrivere con LaTeX, altrimenti sapresti che cosa vuol dire file principale.

                              In due parole tu puoi comporre un documento scrivendo tutte quello che hai da scrivere dentro un solo file, che evidentemente , essendo l’unico, è il file principale, visto che non ce ne sono altri; se invece scrivi un documento molto lungo ti conviene spezzarne il sorgente in diversi file, di cui uno è quello principale perché contiene [tt]\documentclass e \begin {document} e \end {document}[/tt]; gli altri file, evidentemente secondari, non contengono queli comandi ma un solo capitolo per ciascuno, o anche parti di minor dimensione, e vengono incorporati nel file principale mediante dei comandi \input o \include.

                              Ma senza voler salire in cattedra come al solito, ti consiglio di leggere una buona guida; quella che ti ho indicato sopra si trova in questo sito nella sezione Documentazione. Poi quando avrai le idee più chiare potrai leggere anche guide diverse, o le guide tematiche che trovi sempre nella sezione Documentazione. Guarda bene nella striscia nera sotto l’intestazione del sito.

                              in risposta a: Da Latex a Word #97367
                              OldClaudio
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                                @detax, forse ne abbiamo già parlato in passato, ma mi domando (e ti domando) Non perderesti meno tempo, specialmente ora che mancano 15 giorni alla laurea, se insegnassi lor ad annotare i file pdf usando Adobe Reader, programma che senz’altro può essere installato su Winduex, come su Mac (per Linux esistono delle isntallazioni, ma sono datate) e basta imparare a fare solo un quattro o cinque click?

                                Rifiutarsi di imaprare ad usare le annotazioni del Reader, vuo dire o una pigrizia incredibile, o la voglia di disporre del lavoro altrui da psacciare per proprio. Se propio voglino impossessarsi del tuo lavoro lo possono fare anche con il Reader, ma ci vuole un po’ di più che un paio di click di mouse.

                                A docenti (Realtori e correlatori) di questo genere non puoi più rinunciare a distanza di 15 giorni dlala laurea, ma è un peccato che esistano persona del genere, così ottuse e prive delle qualità dell’insegnate bravo. Loro infatti dovrebbero poter leggere la tua tesi, senz’altro, anche in fase di bozza, senz’altro; ma dovrebbero limitari a dire questo lo scriva meglio, ed espanda i concetti; questo è troppo lungo sia più sintetico, e cose del genere, non hanno bisogno di modificare loro il tuo scritto per “correggerlo”; la tesi è la tua non la loro; la composizione tipografica che dà qualità all’aspetto dello scritto, non ha nulla a che fare con il contenuto o la forma letteraria che hai usato. Loro dovrebbero svolgere il compito a loro assegnato dallo statuto del tuo ateneo, cioè assisterti e consigliarti, ma non di correggerti; Ricordati: il lavoro è tuo, non loro.

                                Per cui, anche se non è il caso di affrontarli a testa bassa a 15 giorni dalla laurea, cerca di non farti mettere sotto i piedi. Ti consigli questo dà loro sia il file pdf, sia il file docx; quel che non riescono a capire sul file docx perché venuto male, lo vedono nel file pdf; se proprio si ostinano a non voler imarare ad annotare il pdf, possono sempre annotare il docx e ricomporlo se proprio hanno voglia di perdere tempo.

                                Claudio (old)

                                in risposta a: malfunzionamento visualizzatore #97333
                                OldClaudio
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                                  Ehi, ehi, ehi! Siamo completamente fuori strada.

                                  Certo! TeXstudio è un editor dei file sorgente e li salva in formati .tex; Ma TeXstudio come qualsiasi altro editor “LaTeX friendly” dispone di bottoni nelle barre dei menù, o delle voci nei menù a discesa, che consentono di compilare il file .tex per ricavarne il file .pdf.

                                  Se premi il bottone Build (una doppia freccia verde nella barra degli strumenti) che cosa succede?
                                  Se apri il menù a discesa intestato Tools (o Strumenti) la prima voce dovrebbe essere Build & Niew: se la selezioni che cosa succede?
                                  Se apri il menù Tools e scegli la voce Compile, che cosa succede?
                                  Se apri il menù Tools e scegli la voce Comands: ti si apre una lista di programmi che puoi usare: scegli pdfLATeX; che cosa succede?

                                  Se facendo questi esperimenti non succede niente, e sul desktop dove hai messo il file prova.tex non appare nient’altro, la domanda che mi viene è questa: Hai installato TeXLive 2014 oppure MiKTeX 2.9? La domanda è meno cretina di quel che potrebbe sembrare. Il fatto che tu ti domandi le domande che hai posto sul forum e ti chieda perché TeXstudio salva in formato .tex e non in formato .pdf, lascia supporre che tu non abbia ancora letto una guida su come usare il sistema TeX e non sappia che l’editor è solo un editor, non è il programma di tipocomposizione (composizione tipografica). Non saresti il solo a fare questa confuzione; tutti i neofiti la fanno, quindi non c’è da stupirsene; inoltre tutti siamo stati neofiti; il sillogismo implica quindi che tutti abbiamo fatto questa confusione. È normale. Ma, quindi, è normale che qualcuno che è stato neofita 30 anni fa, ti richiami il fatto che l’editor TeXstudio, o qualunque altro editor, non esegue la compilazione, ma il rpogramma che la esegue si chiama pdfLATeX, oppure XeLaTeX, oppure LuaLaTeX, oppure…., tutti programmi del sistema TeX.

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