OldClaudio

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  • in risposta a: inizio capitoli pagina destra #95123
    OldClaudio
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      La classe amsbook contiene benissimo i comandi \cleardoublepage (l’eventuale pagina pari da saltare è veramente “empty”), e gli switch per attivare l’opzione openright che è l’impostazione predefinita.

      Sì, sembrerebbe che frontespizio e amsbook non dialoghino bene fra loro.

      Visto che il comando \frontmatter comincia con un \cleardoublepage, ho il sospetto che le impostazioni di frontmatter non siano quelle di default

      in risposta a: Etichetta didascalia con solo il numero. #95127
      OldClaudio
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        Però ricordati che non potrai fare riferimenti incrociati.

        Se nel capitolo 1 hai 5 figure, nel capitoo 2 hai 8 figure e nel capitolo 3 vuoi citare la figura 4 del primo cpaiolol devi mettere un label a quella figura, po magari defi citare anche la figura 4 del secondo capiotlo; quando scrivi: “.. come si vede nella figura\ref{fig:primocapitolo-quartefigure}…” nel file composto ti uscirà: “… come si vede nella figura 4…”.
        Ma a quel punto quale figura 4?

        La numerazione gerarchica serve apposta per quello; se stacchi con chngcounter come ti è stato consigliato il contatore delle figure dal contatore dei capitolo avrai le figure numerate in modo univoco, ma poi avrai il capitol o2 la cui prima figura è numerata 6; Hai mai visto un libro serio con le figure numerate così?

        In sostanza ti sconsiglio di fare quello che vorresti fare; anche se è possibile tecnicamente, è brutto tipograficamante.

        in risposta a: pagina con solo una linea #95097
        OldClaudio
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          Esattamente.

          OldClaudio
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            mstorti” post=94734Grazie OldClaudio per la tua esauriente risposta.
            In realtà, quello che mi prospetti come problema principale (la mancanza del concetto di pagina in HTML) non è tra le cose che mi angustia maggiormente. In fin dei conti, se le note compaiono alla fine del capitolo, non è una tragedia, esistendo il link ipertestuale che ti riporta al punto in cui si trova la nota, una volta che l’hai letta.
            Il mio problema è piuttosto che il comando latex2html neanche mi parte, dandomi l’errore che ho riferito. Quindi si tratta di una via che non posso neanche cominciare. Naturalmente non so se latex2html, a differenza di pandoc, mi possa restituire voci di indice e riferimenti incrociati. Non è che ci speri molto, ma volevo almeno verificarlo.

            Interessante la soluzione della classe con le dimensioni del dispositivo mobile preimpostate per il pdf finale. Perdona la domanda: è una classe tua privata o l’hai resa disponibile alla comunità?

            Grazie ancora e un saluto cordiale
            Marco

            Come ti ho detto, con pandoc ho ottenuto i risultati meno indecenti. Non mi sono preoccupato di vedere che cosa succede con le note, con lindice e con i riferimenti ipertestuali interni. Ma certo bisogna lavoraci sopra molto con Sigil. Se si tratta di solo testo la strada è percorribile. Le tre figure PDF che hai inserito trasformale in PNG e poi con Sigil le inserisci e le “linki” come vuoi. Se configuri bene la linea di comando con le opzioni giuste in relazione al tuo testo, riesci ad ottenere di più, ma certamante la trasformazione LaTeX ->epub con pandoc non è così problematica e vengono riconosciute tutte le strutture, con qualche inceppamento matematico; lascia perdere l’ambiente figure, casomai avessi fatto degli stemmata dei codici a cui ti sei riferito.

            No la classe a cui sto lavorando è di proprietà della casa editrice per al quale sto facendo questo lavoretto. In ogni caso ti garantisco che non si tratta di cose complicate; sono alla portata di tutti; basta conoscere un minimo di funzionamento interno con relativa programmazione anche in linguaggio nativo TeX; ma poi il lavoro lo fa tutto il pacchetto geometry al quale basta specificare dei margini rispetto allo stock paper (lo schermo) di pochi millimetri: da 5 mm a 10 mm.

            in risposta a: problema link bibligrafia #95107
            OldClaudio
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              Capisco che ci tieni all’amicizia della tua amica e ci tieni a sostenerla nella stesura della sua tesi, ma il forum accetta l’iscirizione di chiunque, anche della tua amica, senza chiedere nessun compenso; e la tua amica potrebbe imparare direttamente tante cose frequentando il forum

              Vale sempre il discorso : ad un affamato non regalare un pesce ma regalagli una canna da pesca e insegnagli a pescare” 😉

              Il consiglio di leggere una buona guida è sempre valido; frequentando il forum la tua amica saprebbe che esso contiene una sezione di Documentazione da dove si possono scaricare gratuitamente sia guide generiche sia guide tematiche sia testi ancora più specifici

              in risposta a: pagina con solo una linea #95095
              OldClaudio
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                Sì certo, il Caslon Pro è della Adobe, l’hai pagato abbastanza e ti aspetti qualcosa di più che un semplice font amatoriale.

                Sono d’accordo con te, ma i font del sistema TeX sono tutto fuorché amatoriali; inoltre le operazioni che si possono fare manualmente con InDesign per espandere una riga che non raggiunge la giustezza o per comprimere una riga che eccede la giustezza, sono eseguite in automatico da (pdf .or. lua)latex mediante il pacchetto microtype.

                Per poter operare, questo pacchetto necessita di file da costruire ad hoc, non sono prodotti dalla Adobe che produce InDesing, quindi non ne ha bisogno. Questi file dicono di uqale percentuale si può allargare o comprimere ogni carattere di un font; ca[isci che in font che ha la O maiuscola leggermente ovale può essere compresso al massimo, diciamo del 6%, ma non può essere allargato più del 2% perché altrimenti diventa circolare e perde la sua geometria caratteristica. Così avviene per ogni altro carattere testuale, matematico, iconico, eccetera.

                Non so se esistano di programmi automatici per eseguire queste cose, ma se cerchi il file mt-LatinModernRoman.cfg e lo apri con lo stesso editor con cui lavori i tuoi file sorgente .tex, vedi che cosa contengono questi file; in particolare il file che ti ho indicato ti può servire da modello per costruiren uno simile, che chiamerai mt-CaslonPro.cfg e che memorizzerai nel tuo albero personale, non negli alberi del sisteam TeX, e dentro il quale poi modificare i numeri che vi compiono a tuo piacimento.

                D’altra parte se leggi il tuo file log relativo al tuo testo di Anna Karenina, troverai certamante un messaggio di microtype che dice di non aver trovato nessun file legato ai file CaslonPro, e che quindi usa le impostazioni i un altro font, quale non lo so, ma un file sostitutivo è meglio di uno schiaffo ma non è meglio di un file appositamente predisposto.

                OldClaudio
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                  Caro Marco,
                  l’argomento e-book è già stato trattato su questo forum e credo di aver contribuito anch’io qualcosa, ma non molto importante.

                  Ho lavorato e sto lavorando ancora ad un procedimento per la casa editrice che di solito pubblica i miei scritti, per produrre e-book. `Naturalmente io produco per questa casa editrice ciò che conosco, se lo conosco bene; altrimenti le espongo le mie difficoltà.

                  Se non ricordo male, Calibre ha la funzione di conversione partendo dall’HTML e dal formato DOC(X); Mi pare che possa provarci anche con il formato PDF,; in ogni caso i risultati sono generalmente penosi; dipende dal contenuto del testo, ma sostanzialmente la cosa funziona solo con sorgenti puramente testuali, senza note, senza figure, e senza una quantità di cose che LaTeX può produrre facilmente nel file PDF di uscita, ma che il convertitore non riconosce. Inoltre la scelta dei font svanisce; se si cerca di inserire delle immagini bisogna farlo dopo la conversione, usando una adeguato editor di e-pub, come Sigil; il sezionamento a livello di capitoli sembra che rimanga, ma sezionamenti di livello subordinato sono persi. Se si allarga o si restringe la finestra di visualizzazione dell’e-book/EPUB [uò darsi che il ocnvertitore cerchi di dividere in sillabe in fin di riga ma lo fa con le regole inglesi. (0er la verità ho provato diversi convertitori, e non ricordo quale dividesse in sillabe con le regole inglesi. In ogni caso questo succede anche con il file prodotto da Sigill.

                  Non sono riuscito a mettermi in comunicazione con l’autore di Sigil, per richiedergli la gestione diretta della matematica, della sillabazione e di alcune altre cose.

                  Tuttavia i risultati meno indecenti li ho ottenuti come hai fatto tu con pandoc+Sigil; sempre indecento sono, ma un po’ meno che con altri convertitori;

                  Nota che Adobe Acrobat Professional XI, ottimo sotto molti aspetti, ha integrato un convertire PDF -> DOCX e anche un convertitore automatico PDF -> EPUB; ma anche epr questa via i risultati sono indecenti se il file PDF è ottenuto con LaTeX; un po’ meno indicenti se il file PDF è ottenuto con Word e se il contenuto del file NON contiene matematica, immagini in formato diverso dal PNG, note di qualunque genere, lista puntate o numerate, e ogni altra cosa così utile e facile da ottenere con LaTeX.

                  Sembra che InDesign sia in grado di eseguire la conversione diretta PDF -> EPUB; non l’ho provato perché ho già speso troppi euro cercando di acquistare software commerciale che prometteva conversioni perfette, e elaborazioni dei file PDF eccezionali, ma ho buttato via i miei soldi, preferendo rinunciare al rimborso, ma togliendomi la soddisfazione di scrivere al servizio clienti di quelle ditte quello che pensavo del loro software e del loro servizio di assistenza — non faccio nomi per ovvi motivi.

                  Io non ho intenzione di imparare a scrivere in HTML, né in XML, né in MathML, quindi rinuncio al formato EPUB.

                  Devo anche dire che il formato EPUB basato sull’HTML, ha i limiti di questo linguaggio, in particolare non ha il concetto di pagina, che invece è uno dei punti di forza di LaTeX e del formato di uscito PDF; in epub gli indici sono formati mediante collegamenti ipertestuali ai titoli si sezioni e sottosezioni; le note sono quasi impossibili, perché vanno sempre a fine documento (cioè dove nessuno le legge — non voglio generalizzare sulla base della mia esperienza, ma quando ho per le mani libri veri o testi elettronici che dispongono di note di fine testo, non mi sogno nemmeno lontanamente di andarle a leggere; già una nota nel corpo della pagina ti obbliga a spostare lo sguardo da un’altra parte, perdendo il filo della lettura, ma se poi una nota è a fine libro, la distrazione e l’interruzione del filo della lettura è ancora più deleterio).

                  Allora?

                  Allora la soluzione che ho trovato è quella di creare una classe LaTeX che legge in un file di configurazione il formato dello schermo per il quale produrre un e-book e poi la classe compone il testo col mark-up LaTeX in un file PDF, la cui pagina virtuale ha le dimensioni dello schermo. Tutti i lettori di e-book, i vari tablet, iPad grandi e mini, dispongono di un visualizzatore di file PDF All’occorrenza esiste l’Adobe Reader.app, che legge e riproduce i file PDF in modo migliore dei visualizzatori di serie. Inutile dire che questa app non è disponibile per diversi smartphone; ma per i visualizzatori più grande essa è disponibile; Io dispongo di un Galaxy Tab 3 e la cosa funziona benissimo.
                  \Nel creare la classe bisogna fare attenzione ad un certo numero di controlli per rimpicciolire, solo se fosse necessario, alcune cose troppo grandi, come tabelle, sistemi di equaioni, eccetera, ma la cosa non è tragica, perché quando si legge basta strisciare due dita per allargare l’immagine; oppure basta ruotare il lettore di 90 gradi e il tutto diventa più grande da solo.

                  In sostanza la “mia” casa editrice ha accettato questa soluzione e produrrà e-book in formato PDF adatti allo schermo specificato dal cliente; epr organizzazioni di maggiori dimensioni basta predisporre tre o quattro versioni PDF per formati standard e queste vengono lette benissimo, magari senza riempire lo schermo se il rapporto di forma della pagina è diverso da quello dello schermo, ma è accettabile.

                  Spero che fra i frquentatori del forum ci sia qualcuno con esperienze migliori con la produzione di e-book a partire da sorgenti LaTeX.

                  in risposta a: pagina con solo una linea #95092
                  OldClaudio
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                    Il pacchetto nowidow non ti può servire, perché quella riga non e una vedova.

                    Però puoi sempre usare [tt]\enlargethispage*{\baselineskip}[/tt] e la pagina precedente sarà marginalmente più lunga della gabbia, di solo una riga, forse anche di meno, se c’è dello spazio verticale da comprimere, ma non hai una pagina con una sola riga.

                    in risposta a: Pacchetto frontespizio su MikTek #95075
                    OldClaudio
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                      MiKTeX non è diverso da TeXLive, se non per il fatto che gira solo su Windows, mentre TeXLive gira su Windows, Linux e Mac. Inoltre MiKTeX ha il “visietto”(che non dipende da lui, ma dagli utenti” che normalmente installano la versione di base, e quindi mancano di tanti pacchetti, per esempio frontespizio, eso-pic, eccetera.
                      L’intalazione di default di TeXLive invece è completa; se l’utente vuole installrne una versione incompleta lo fa coscinetemente e quindi sa che si mette nei guai da solo/sola.

                      Per il resto tu non usi mai i programmi di MiKTeX direttamente; ne usi solo le classi e i pacchetti; questi sono assolutamante identici a quelli di TeXLive, quindi il passaggio dall’uno all’altro è assolutamante indoloroe; al massimo con TeXLive devi impararare ad usare un TeX Live Manager, già instalalto, per eseguire gli aggiornamenti che con TeXLive sono quasi in tempo reale. Se installi TeXLive e apri un terminale e vi scrivi dentro texdoc tlmgr, hai subito al documentazione di dui generalmente ti basta la lettura di una sola pagina.

                      in risposta a: Spazi e simboli di relazione all’interno del testo #95027
                      OldClaudio
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                        [Sempre OT]

                        La tabella 7 nella pagina 9 del documento semiufficiale sp811.pdf (scaricabile dal sito del National Institute of Standrds and Technologi, li elenca (u massa atomica e dalton)come unità non SI, ma usabili in contesti specializzati e scoraggia l’uso di prefizzi con queste unità.


                        @LaFra
                        ; ho gia suggerito spesso questo documento a tutti i frequentatori del forum; forse ne disponi già; ma se così non fosse, te lo consihgli; ci sono un mucchio di informazioni utili e consigli di scrittura tecnico-scientifaca che, a parte el cose che riguardano la lingua inglese, sono utilissime anche per noi.

                        in risposta a: classiclatin? #95037
                        OldClaudio
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                          Risposta di Mojka: “avevo delle altre correzioni da fare e quella del latino classico mi è sfuggita.”

                          Egli aggiunge che ha caricato su CTAN la sillabzione di classiclatin e ha sollecitato Karl. Presume che con l’aggiornamento di domani (domani l’altro a causa dei fusi orari) le cose si sistemino.

                          in risposta a: Posso dire a latex di compilare due volte? #95069
                          OldClaudio
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                            Dipende da cosa vuoi fare; in generale, specialmente sulle macchine Windows, sarebbe meglio non attivare lo shell-escape.
                            Questo si attiva da solo per eseguire un piccola lista di programmi sicuri, come makeindex, bibtex, kpsewhich e pochi altri.

                            Per esempio, se ti serve fare un indice analitico, basta che tu legga la documentazione di imakeidx e che tu usi quel pacchetto per gestire gli indici analitici (al plurale, perché imakeidx ti permette di creare anche diversi indici analitici contemporaneamente); Lanci pdflate una sola volta e al momento opportuno imkeidx attiva lo shell-escape protetto, compila gli indici analitici, poi ripassa il cotrollo a pdflatex che li compone nel tuo documento.

                            TeXworks è un ottimo editor, ma non mi pare che abbia nessuna funzione per eseguire compilazioni multiple, che sarebbero necessarie con altri programmi esterni. ma c’è arara: leggi la documentazione di arara (texdoc arara da terminale); vedrai che ti basta mettere in testa la file .tex unico o principale pochi “commenti magici” e poi arara fa tutto quel che ti serve e non hai nessun bisogno di correre rischi di sicurezza con un pdflatex abilitato indiscriminatamente ad eseguire qualunque comando di sistema attraverso lo shell-escape; al limite potreti inavvertitamente piallarti il disco rigido, cancellando tutto quanto 😡 😈

                            in risposta a: Texmaker – Configurazione #95054
                            OldClaudio
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                              Calma: non confondere l’editor con il programma di tipocomposizione.

                              L’installazione di TeXLive è la migliore che tu possa instalalre.

                              Se vuoi cambaire editoor ce ne sono tanti in giro, oltre a Texmaker; io infatti non lo uso, e quando mi serve un editor diverso da quello standard del mio Mac, uso TeXstudio. Su una macchina Linux ci sono diverse possibilità: emacs+auctex (auctex è un plugin che rende emacs particolarmente adatto a gestire il lavoro da fare con pdflatex & company. Alcuni preveriscono vim con un altro plugin specifico di vim. ne essitono anche altri specifici di Linux, ma sulla mia macchina virtuale Ubuntu io uso sempre TeXstudio; il fatto è che uso quella macchina virtuale molto raramente, visto che abitualmente lavoro con un Mac, con il suo sistema operativo di tipo UNIX (come Linux) ma più facile da usare, secondo i miei gusti; e sicome è molto potente, raramente ho bisogno di sperimentare qualcosa su un’altra macchina.

                              in risposta a: Texmaker – Configurazione #95047
                              OldClaudio
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                                Te l’ho già detto: usa gli strumenti interni a Texmaker; so che ci sono, ma non ce l’ho instalalto sul mio PC, perché preferisco usare TeXstudio; ma sono molto simili.

                                in risposta a: classiclatin? #95036
                                OldClaudio
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                                  Ho appena eseguito l’aggiornamento di TeXLive; il file latin.ldf è aggiornato; le sillabazioni non lo sono ancora; Karl Berry e Mojka Miklavec responsabili di TeXLive e dei file di sillabazione non mi hanno ancora risposto.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 5,641 al 5,655 (di 11,286 totali)

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