OldClaudio

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  • in risposta a: Frontespizio Tesi #94296
    OldClaudio
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      Benvenuta Giulietta su questo forum.

      Hai fatto bene a documentarti sull’articolo di Lapo Mori da cui hai tratto le immagini che hai allegato.

      Tuttavia dopo che quell’artico è stato pubblicato, Enrcio ha pubblicato u pacchetto che si chiama frontespizio. leggine la documentazione aprendo un terminale (o prompt dei comandi) e scrivendoci dentro texdoc frontespizio; ti si apre la documentazione del pacchetto (*) e lì trovi esempi vari e come realizzarli.

      (*) Va specificata una nota importante: quello che ti sti dicendo è tutto fattibile se hai una installazione del sistema TeX completa; che la distribuzione sia TeXLive (consigliabile) o MiKTeX (meno consigliabile) l’importante è che sia completa. Se suei nuvoa del “mestiere” sei ancora in tempo a disinstallare MiKTeX di base, e a installare TeXLive completa; leggi su L’Arte di scrivere con LaTeX come fare; trovi l’Arte qui sopra nella sezione di Documentazione. Fine della nota.

      I vari layout creati dal pacchetto frontespizio sono diversi da quelli di Lapo Mori, ma sono ugualmente molto belli e molto bene disegnati e proporzionati. I comandi necessari per fornire al pacchetto le informazioni necessarie sono numerosi e facilmente comprensibili. Il pacchetto è stato aggiornato per creare frontespizi anche per tesi da presentare in quelle università che non hanno più le facoltà, ma le loro funzioni sono svolta dalle Scuole o dai Dipartimenti.

      Vedrai che ti troverai bene.

      in risposta a: Tabella #94273
      OldClaudio
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        D’accrodo, così ci pensa da solo a mandare a capo le righe troppo lunghe, ma visto che metti le parti descrittive in celle di allineamento “l”, queste formano una sola lunga riga, e poi la tabella diventa larghissima, nonostante le colonne X.

        Se ti sta nella pagina, bene; hi risolto il tuo problema.

        Con le celle formattate in colonne o in singole celle descritte dai descrittori di colonna p{…}. m{…}, b{…}, X, non puoi specificare l’altezza, a mneo che non ci metti dentro esplicitamente una minipage in cui specifichi larghezza e altezza. Magari con le funzionalità del pacchetto array puoi definire nuovi tipi di colonna do puoi specificar; attraverso minipage, sia la larghezza sia l’altezza. Ma sono cose da Word/Writer; io non lo farei.

        PS: Suppongo, @samiel, che oltre a scrivere il codice , tu l’abbia anche composto; se sì, ti sarai accorto che le celle “l” sono trppo larghe e che la tabella non rientra dentro lo spazio fisco della pagina, nemmeno se la giri di 90°.

        Infatti ha messo le parti descrittive pin caselle di topo “l” e i punteggi in caselle di tipo X; non pensi che sarebbe necessario domandarsi perché? Sopra te l’ho spiegato; ora ti aggiungo: scambia le colonne “l” con le colonne “X” e guarda che cosa succede.

        Ti ho anche scritto che i comandi del pacchetto booktabs sono incpompatibili con i filetti verticali, come siega bene anche la documentazione di booktabs. Togli i filetti veriticali.

        Vedrai che le celle X non sono tanto compatibili con le prime righe di larghezza fissata dal lor contenuto; in sostanza tabularx e le colonne X non vanno bene per questa tabella; Non dico che quel che ti ho inviato con tabular* sia magnifica, ma ci ho lavorato sopra un paio d’ore prima di rendermi conto dell’incompatibilità delle colonne X con le \multicolumn a larghezza fissa.

        Se non ti piacciono le righe separate de uno spazio bianco, togli gli argomenti facoltativi ai comandi \tabularnewline e metti al posto dei \midrule; Non ci vorrebbero, ma per persone abituate alle celle riquadrate alla Word/Writer forse piacciono di più.

        Claudio

        in risposta a: PDF/A-3 #90589
        OldClaudio
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          Se sei con l’acqua alla gola, converti il tuo PDF in un PDF/A con Adobe Acrobat Professional XI; trovi certamente qualcuno che ne dispone; la conversione di solito ha successo, ma non è assicurato. Se poi è l’Università è la destinataria dela tua consegna, chei ha dato quella disposizione è evidentemente abbastanza ingenuo da non capire i messaggi di Adobe Reader, che aprendo un file che pretende di essere PDF/A compatibile, mette in una riga azzurra in alto un messaggio nel quale non dice che il file è PDF/A, ma che potrebbe esserlo, e per questo motivo lo apre in modalità read-only.
          Se nella tua Università sno così male informati e poco competenti in merito agli standard PDF/A, stai tranquillo che nessuno si accorgerà se il file sia o non sia PDF/A compatibile per davvero.
          Nota che anche se crei il file PDF con pdflatex e il pacchetto pdfx come ho descritto nell’articolo che ho citato qualche messaggio fa, e come è descritto nella Guida GuIT,, è vero che il file non è conforme allo standard PDF/A, ma il Reader dice che potrebbe esserlo, quindi…:wink:
          Fossi in te non mi preoccuperei più di tanto; oggi come oggi non credo che esistano programmi gratuiti per produrre file PDF/A; Adobe Acrobat Professionale costa circe un terzo del suo prezzo normale er gli studenti universitari e il personale delle università, ma non vedo perché un laureando debba alleggerirsi di un centone per produrre la tesi da archivio. È vero, il programma ti servirà anche in seguito, ma intanto il centone lo tiri fuori oggi. Gli altri programmi commerciali che promettono di essere capaci di creare file PDF/A compatibili, ma non ne sono sicuro, non hanno sconti per studenti, che io sappia, e richedono biglietti da mille, non biglietti da cento.

          in risposta a: Tabella #94269
          OldClaudio
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            Il consiglio di Ivan è eretico, ma fattibile; invece con i pacchetti booktabs e array e il terribile comando \tabularnewline, io ottengo il risultato che puoi vedere qui:`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
            % !TEX TS-program = pdflatex

            \documentclass{article}\errorcontextlines=9
            \usepackage[utf8]{inputenc}
            \usepackage[T1]{fontenc}
            \usepackage{lmodern}
            \usepackage[italian]{babel}

            \usepackage{booktabs,array}

            \begin{document}

            \begin{tabular*}{\textwidth}{*3{>{\raggedright}p{\dimexpr0.2\textwidth-2\tabcolsep}>{\raggedright}p{\dimexpr0.12\textwidth-2\tabcolsep}}}
            \toprule
            \multicolumn2{>{\bfseries\centering}p{\dimexpr0.333\textwidth-2\tabcolsep}}{Livello e qualità delle~conoscenze} &
            \multicolumn2{>{\bfseries\centering}p{\dimexpr0.333\textwidth-2\tabcolsep}}{Rielaborazione e~sintesi} &
            \multicolumn2{>{\bfseries\centering}p{\dimexpr0.333\textwidth-2\tabcolsep}}{Chiarezza e~correttezza espositiva} \\
            \midrule
            \multicolumn2{>{\itshape\raggedright}p{\dimexpr0.33\textwidth-2\tabcolsep}}{lo studente possiede conoscenze specifiche e~del~quadro di~riferimento\dots} &
            \multicolumn2{>{\itshape\raggedright}p{\dimexpr0.33\textwidth-2\tabcolsep}}{lo studente organizza il~discorso e~sintetizza, nei~limiti dati, in modo\dots} &
            \multicolumn2{>{\itshape\raggedright}p{\dimexpr0.33\textwidth-2\tabcolsep}}{lo studente possiede competenze linguistiche, anche rispetto alla~terminologia specifica,\dots} \\
            \cmidrule(lr){1-2} \cmidrule(lr){3-4} \cmidrule(lr){5-6}
            compiute e approfondite & 4,0 — 3,5 — 3,0 &
            completo, critico e~personale & 3 &
            ottime; lessico ricco e pertinente & 3 \tabularnewline[2.5\baselineskip]
            adeguate & 2,75 — 2,5 — 2,25 &
            articolato e~coerente & 2,75 — 2,5 — 2,25 &
            adeguate; lessico appropriato & 3 \tabularnewline\tabularnewline
            sufficienti ma~imprecise & \bfseries 2 &
            per~lo~più ordinato & \bfseries 2 &
            accettabili; lessico imprproprio & \bfseries 2 \tabularnewline\tabularnewline
            parziali o~lacunose & 1,75 — 1,5 — 1,25 &
            disomogeneo o~mnemonico & 1,75 — 1,5 — 1,25 &
            non sempre adeguate; errori lessicali & 1,75 — 1,5 — 1,25 \tabularnewline\tabularnewline
            molto scarse o~nulle & 1,0 — 0,75 — 0,5 &
            sconnesso, senza ordine logico & 1,0 — 0,75 — 0,5 &
            Inadeguate; lessico gravemente scorretto & 1,0 — 0,75 — 0,5 \tabularnewline
            \bottomrule
            \end{tabular*}
            \end{document}`Se invece di \raggedright nelle inteszioni corsive vuoi mettere \centering va bene lo stesso, anche se a me non piace una intestazione di colonne con le righe centrate; basta ed avanza l’intestazione in nero. Comunque questa è un’a soluzione possibile; sta certamente nella giustezza del tuo documento, in quanto le larghezze delle colonne sono parametrizzate a \textwidth; la tabella non è microscopica, ma forse riesci a farla stare insieme a un po\ di testo se specifichi [tt]\begin{table}[!pb][ per farla flottare dove c’è posto, ma usando il punto esclamativo per diminuire la rigidezza teutonica con cui LaTeX piazza gli oggetti flottanti.

            in risposta a: Tabella #94266
            OldClaudio
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              Tipica tabella di Word/Writer, da riprodurre in Latex.

              Usa solo colonne di tipo p{larghezza} oppure usa l’ambiente tabularx (pacchetto tabularx) con colonne di tipo X e poi devi usare \multicolumn per celle che si estedono su due colonne o su tutta la larghezza.; non dovrebbe essere complicato, tranne il fatto che se usi i filetti verticali (sempre sconsigliati nelle tabelle professionali) non puoi usare il pacchetto booktabs con i suoi comandi \toprule, \midrule, \botrule e \cmidrule (da usarsi secondo le indicazioni della documentazione del pacchetto booktabs — oppure secondo el indicazioni dell’Arte); se carichi anche il pacchetto array puoi definre nuovi tipi di colonne, e puoi gestire comandi specifici per l’intera colonna; per esempio che le celle normali siano con il contenuto in stile epigrafico, fa un po’ ridere. Il fatto che si usi lo/la studente dovrebbe farti accapponare la pelle: io userei il “neutro” lo studente senza cercare di far apparire una differenza di genere solo negli articoli.
              I filetti orizzontali intermedi possono essere eliminati, ma… se poi componi una tabella professionale il collegio docenti ti da addosso perchè vuole una tabella con tutte le celle riquadrate, abituati come sono tutti quanti alle tabelle di Word/Writer.

              in risposta a: Unità di misura e Ohm #94249
              OldClaudio
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                Infatti la tua collega non conosce le norme ISO sulle unità di misura; non ci sono “se le variabili sono scritte in corsivo, le unità vanno scritte in tondo”; le unità vanno scritte in tondo e le variabili vanno scritte in generale con i caratteri corsivi con grazie, talvolta in nero diritto o inclinato,quasi mai in sans serif, anche se esistono alcuni rari casi dove ci vuole il sans serif.

                Veramente le norme, e le raccomandazioni per la scrittura della matematica nelle scienze delle grandezze sono scritte in modo molto chiaro nella Guida GuIT.

                in risposta a: PDF/A-3 #90587
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                  Si parla di giungo, ma potrebbe essere anche verso la fine di giugno o l’inizio di luglio.

                  in risposta a: Testo in due colonne tra due testi normali #94264
                  OldClaudio
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                    Hai fatto bene come hai fatto.

                    in risposta a: Unità di misura e Ohm #94246
                    OldClaudio
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                      Di sicuro non so che cosa vuoi dire quando scrivi [tt]Js/C2[/tt] che non sembra nemmno compilabile.

                      Se vuoi usare siunitx, fallo pure Siccome io non lo uso quasi mai, non conosco a memoirai i comandi di siunitx e dovrei andare a vedere la sua documentazione, che tu invece conosci, ma non conosci il significato di quei simboli: eccoti la corrispondenza

                      V -> \volt
                      C -> \coulomb
                      A -> \ampere
                      s -> \second
                      J -> \joule

                      {sup]2[/sub] non vuol dire niente in LaTeX; forse vlovi scrivere ^2, una semplce elevazione al quadrato; e [/sup sono i comandi qui del forum per mettere un esponente, ma il linguaggio del web è l’HTML.

                      in risposta a: PDF/A-3 #90585
                      OldClaudio
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                        Aspettate pazientemente TeXLive 2014; conterrà la nuova versione del motore pdftex, in grado di inserire nel file PDF/A tutto quel che occorre, anche di creare il tagged PDF. Ineme a questo stanno rielaborando anche il pacchetto pdfx.

                        in risposta a: Definire un ambiente personale per le citazioni in display #94239
                        OldClaudio
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                          Be’ quei due comandi che non sai a che cosa servono, servono per fare quello che il loro nome dice, cioè di lasciare perdere gli spazi dopo la fine di una macro o di un ambiente. Come sai gli spazi e i fine riga dopo una graffa chiusa, sono significativi; se non ci vogliono bisogna “ignorarli” e quei comandi permettono di ignorarli.

                          Ma per una citazione in display non è certo il caso, quindi non preoccupartene, ameno per le citazioni.
                          Se definisci macro che mettano testo in linea potresti averne bisogno, dipende da quello che fai; ricordo di averli usati lustri fa, ma in questo momento non mi viene in mente niente di utile da proporti come esempio.

                          Al contrario potresti avere bisogno di \xspace che mette uno spazio, se è necessario, dopo una macro che inserisce testo in linea. Per esempio, supponi di definire il comando \pdflatex così:`\newcommand*\pdflatex{pdf\/\LaTeX\xspace}
                          \newcommand\latex{\LaTeX}` e di avere caricato il pacchetto xspace nel preambolo; allora puoi scrivere tranquillamente`… il programma di composizione \pdflatex usa il mark-up \LaTeX, ma produce in uscita un file in formato PDF, al contrario di \latex produce un file DVI…`Se provi queste poche righe di codice constaterai che dopo \LaTeX non occore mettere niente, perché c’è una virgola; dopo \pdflatex non occorre mettere niente perché il comando \xspace controlla quale sia il token successivo, e se è uno spazio, inserisce uno spazio esplicito; dopo il comando \latex è terminato dallo spazio, e quindi quello spazio risulta gia usato e il logo LaTeX resta attaccato a produce.

                          Ecco quindi la diversa (piccola) utilità di \ignorespaces e \ingorespacesafterend rispetto alla (grande) utilità di \xspace.

                          “piccola” e “grande”, ovviamente, sono miei pareri personali, che non mi aspetto che siano condivisi; sono perfettamente al corrente che la maggior parte dei comandi dichiarativi sono privi di \xspace alla fine della loro definizione, quindi se uno prende la cattiva abitudine di fare affidamento su \xspace, invece di ridurre gli errori li moltiplica enormemente.

                          in risposta a: ccicons #94232
                          OldClaudio
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                            Se il messaggio d’errore dice che non trova i font ccicons.600pk vuol dire che ha cercato di crearli con METAFONT, perché non ha trovato i font pfb (Postscript Font in Binary format).

                            Controlla se il file C:/Documents and Settings/Michele/Impostazioni locali/Dati applicazioni/MiKTeX/2.9/pdftex/config/pdftex.map (da leggere con WinEdt o con altri text editor ASCII — ma WinEdt va benissimo) contiene una voce cge contiene la stringa ccicons; il mio file pdftex.map alla riga 8256 contiene il testo: ccicons CCIcons .
                            Se tu non hai questa riga, vuol dire che la tua distribuzione è incompleta (sai beneissimo che sconsigliamo semore la distribuzioni incomplete) quindi commpletala con il Package Manager di MiKTeX, almeno installando i font ccicons.

                            in risposta a: Sovrapporre Immagine trasparente #94167
                            OldClaudio
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                              Una guidina come l’Arte è fuori della portata…:o 🙁 Scusa, ma è la domanda più ingenua che io abbia letto su questo sito. Se usi un macro language come LaTeX, come fai a non sapere che cosa sia una macro? Forse è colpa mia che uso LATeX da 30 anni, e do per scontate cose che scontate non sono.
                              `\newcommand\firma{\begin{minipage}{50mm}\raggedright
                              {\large Nome Cognome\hspace{1em}\rlap{\raisebox{-2\baselineskip}[0pt][0pt]{\includegraphics[width=25mm]{timbro-dell-ordine.pdf}}}\\
                              \raisebox{-0.4\baselineskip}[0pt][0pt]{\includegraphics[width=45mm]{la-mia-firma.pdf}}
                              \end{minipage}}`

                              Questo è solo linguaggio base di LaTeX; non c’è un solo comando (tranne quello lì definito: \firma, che si spiega da solo) che non faccia parte del linguaggio nase di LaTeX; l’unico forse è \rlap, che però fa parte del linguaggio base di TeX; non ci sono pacchetti da caricare; è tutto compreso in LaTeX.

                              Ovviamente per immettere le figure devi usare il comando \includegraphics, che usi già, quindi sai che necessita del pacchetto graphicx. Ma questo non ha nulla a che vedere con la macro.

                              Oppure ti da fastidio l’uso del nome macro per indicare un comando? In LaTeX macro e comando sono sostanzialmente sinonimi, e le due parole vengono usate intercambiabilmente in ogni guida.

                              Se ti manca qualcosa del linguaggio ase di LaTeX, puoi sempre scaricarti e leggerti la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato; si trova nella sezione Documentazione, sosttosezione Guide tematiche di questo sito. Ti può essere utile, specialmente se vuoi modificare la macro \firma, in modo che accetti anche degli argomenti come, per esempio, un nome del file della firma o un nome del file del timbro.

                              in risposta a: Sovrapporre Immagine trasparente #94165
                              OldClaudio
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                                Supponiamo che tu disponga già nel file la-mia-firma.pdf della tua firma scandita e trasformata in immagine senza sfondo (con sfondo trasparente), o che tu l’abbia realizzata seguendo uno dei procedimenti indicati dal messaggio di @cfiandra. Io che ero riuscito faticosamente a crearmi la mia firma con sfondo trasparente usando GIMP, ho visto che usando potrace si fa molto prima con un risultato migliore. Supponiamo che tu abbia anche il tuo timbro dell’ordine, con o senza sfondo trasparente nel file timbro-dell-ordine.pdf. Dopo aver installato potrace, basta dare il comando`potrace la-mia-firma.bmp -b PDF -o la-mia-firma.pdf` e l’operazione si conclude in una frazione di secondo, con un risusltato perfetto, migliore di quello che si può ottenere con GIMP.

                                Allora se nell tuo file .tex dove vuoi mettere la tua firma, il tuo nome e il tuo timbro dell’ordine, scrivi:`\begin{minipage}{50mm}\raggedright
                                {\large Nome Cognome\hspace{1em}\rlap{\raisebox{-2\baselineskio}[0pt][0pt]{\includegraphics[width=25mm]{timbro-dell-ordine.pdf}}}\\
                                \raisebox{-0.4\baselineskip}[0pt][0pt]{\includegraphics[width=45mm]{la-mia-firma.pdf}}
                                \end{minipage}`(aggiusta le indicazioni metriche secondo le tue necessità) ottinei il tuo Nome Cognome con il timbro dell’ordine accanto a destra, e con la tua firma sotto; questa si sovrappone in parte al tuo Nome Cognome e forse anche al timbro dell’ordine (dipende da quanto è lungo il tuo Nome Cognome: se fosse molto corto come “ing. Ugo Vay” la sovrapposizione è praticamente certa; se fosse “ingegner Vercingetorige Mastrodomenico Viendalmare” la sovrapposizione col timbro probabilmente non ci sarebbe. 😉

                                Ma come vedi, aggiustando le informazioni metriche viene tutto a posto con le sovrapposizioni desiderate; puoi crearti una macro che abbia come testo sostitutivo tutto quello che ti ho scritto sopra, con le dimensioni aggiustate secondo le tue necessità.

                                in risposta a: consiglio per rendere visuali gli elenchi puntati #94228
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Nella documentazione di TikZ c’è un intero “capitolo” dedicato a come comporre la grafica sia nei testi sia nelle presentazioni con beamer. Tantau ha scritto un breve manuale di grafica in quel “capitolo”, ma la brevità va a tutto favore della comprensibilità. Si tratta del capitolo 4, che comincia nella pagina 44.

                                  In sostanza dice che nove volte su 10 le figure come istogrammi e diagrammi a torata sono inutili e controproducenti; per renderli utili e producenti vanno fatti in un certo modo, che gli utenti abituali di PowerPoint trascurano sempre, attratti come sono dalle animazioni che PP permette di eseguire; ma il testo di Tantau si irferisce non solo alle presentazioni, ma anche al testi stampati, come per esempio una tesi.

                                  Gli istogrammi e i diagrammi a torta sono un “canto delle sirene” e servono per lo più per distrarre il lettore o lo spettatore di una presentazione; servono per fare apparire le cose diverse da come sono in realtà, e via di questo passo.

                                  Dai messaggi che hai già inviato e dai disegni per i quali hai chiesto aiuto, direi che hai già usato troppo i disegni. Non conoscendo il totale del del tuo documento, la mia è solo un’impressione, ma… In 45 anni di insegnamento all’università ne ho viste di tesi; quelle più “decorate” erano quelle che avevano meno da dire.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 5,791 al 5,805 (di 11,286 totali)

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