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light kira” post=94002in effetti è un orrore che nessuno faccia niente… proverò a smuovere le acque…
intanto ho dato un occhio a suftesi, però sul sito (ho letto la documentazione e scaricato degli archivi), i file .tex mi danno errore, in quanto mancano dei pacchetti.
vi rimando il link che ho usato, magari sbaglio qualcosa io.http://profs.lettere.univr.it/valbusa/2010/09/17/la-classe-suftesi/
http://www.ctan.org/pkg/suftesips: in alternativa a suftesi, la bozza la sto scrivendo usando la classe book, come fosse una relazione classica!
@Light Kira, da quel che dice è evidente che hai una installazione incompleta; non dovresti avere bisogno di scaricare suftesi dal sito dello sviluppatore, casomai lla dovresti scaricare direttamente da CTAN, come di fatto succede dal sito di Valbusa.; ma poi quando compili ti dice che mancano pacchetti.
Questo è un argomento ricorrente: Diciamo sempre a tutti sul forum, e lo scriviamo sempre nelle guide disponibili in questo formum Nella sezione Documentazione, che bisogna sempre fare una installazione completa. Oggigiorno risparmiare un paio di gigabyte del disco fisso è una cosa che non serve con la maggior parte dei portatili e dei desktop che non abbiano più di 10 anni. Poi succede come a te, che non hai memoria o non sei cosciente di avere instalalto una versione di base, e ti mancano dei pacchetti e non sai come fare.
Qualunque versione del sistema TeX tu abbia montato sulla tua macchina, lasciala perdere e installa la TeXLive completa, anche se ora la TeX Live è cogelata all’ultimo aggiornamento del 9 aprile scorso; è voluto perché, penso che fra un mesetto sarà disponibile la TeXLive 2014.
La TeX Live di qualunque versione è difficile da installare in modo INCOMPLETO, è possibile, ma bisogna davvero sapere quello che si sta facendo, quindi tutti quelli che installano la TeX Live la installano completa. Su L’Arte di scrivere con LaTeX c’è scritto come si fa su ciascuna piattaforma.
Noi continuiamo a ripetre: “esegui una installazione completa, esegui una installazione completa, esegui una installazione completa,…” ma evidentemente non ci spieghiamo bene.
::light kira” post=93978salve a tutti. l’università di bologna mette a disposizione questo file di esempio .tex per la propria tesi di laurea
Link: esempio bologna
a parte che io uso dei pacchetti diversi e importo i capitoli , per meglio strutturare il tutto, in altre relazioni ho usato il pacchetto \usepackage{layaureo}. mi chiedo se qui ha senso, o se ciò che è stato scritto lo sostituisce! perché è molto importante capire quali sono i margini.
ps: non fate caso alla confusione del file .tex (tra commenti e comandi utili) : lo “stanno aggiornando” da anni 😀
Raramente ho visto una accozzaglia di righe di codice così sballata.
Se lo stessero aggiornando non scriverebbero certe idiozie come quelle che vedo scritte in questo file. @cfiandra ha rilevato latexsym. Io ne rileverei almeno un’altra dozzina. In particolare l’uso sbagliato del pacchetto fancyhdr; le acrobazie inutili con \newpage, \clearpage, \cleradoublepage; evidentemente l’uso errato di \oddsidemargin e \evesidemargin; l’uso insensato del pacchetto newlfonts (come se gli autori non si fossero resi conto che LaTeX209 è stato “archiviato” nel 1994… eccetera.Con tutti i bei pacchetti per scrivere tesi, che offre la rete oggi, questo non offre niente, se non un pessimo esempio di programmazione LaTeX.
Poi, capisco che sia solo un esempio, ma la sillabazione per l’italiano lavora praticamente senza errori dal 1991; la sillabazione italiana è inclusa di default in ogni formato di qualunque distribuzione completa del sistema TeX; per me che ho scritto i file per la sillabazione italiana è persino offensivo quel piccolo esempio dell’uso di \hyphenation. Eppure quelli di Bologna mi chiamano scherzosamente Claudius LaTeXius.
Chissà chi sono gli autori di questa miserevole espressione di arretratezza latexiana. 😯 Spero che non siano i colleghi che mi hanno attribuito quel soprannome 😉
11 Maggio 2014 alle 19:24 in risposta a: Leggere la documentazione di Texlive con Kile su Ubuntu #94384::
Quelle sono le dipendezne residue di Kile dalla installazione Debian di TeX Live/Debian o addirittura di teTeX (defunto nel 2005, se ben ricordo; esistono ancora tracce di teTeX in TeX Live, visto che questo è figlio di quello, ma teTeX “proper” è defunto quasi 10 anni fa).Su una macchina Ubuntu, o unix in generale, con comodi strumenti per recuperare i processi aperti, non è scomodo tenere a portata di mano una finestra console o terminale, e scriverci dentro texdoc
per avere immediatamente un’altra finestra indipendente dall’editor che visualizza la documentazione voluta. Inoltre TeXstudio ha una interfaccia grafica e funzionalità simili, anzi migliori di Kile; perché allora usare Kile? TeXworks è comodo ma appare troppo spartano e tutti cercano di passare a qualcosa come Kile, TeXstudio, Texmaker, o altri editor simili, per avere tante barre di icone sia in testa allo schermo sia in barre laterali.
TeXworks dovrebbe essere per principianti; alla fine va a finire che lo usino gli utenti esperti del sistema TeX. Gli espertissimi usano emacs.Io non uso più Kile da una decina d’anni, quindi non saprei nemmeno più come configurarlo, ma credo che sia significativo che durante i miei circa 30 anni d’uso di LaTeX io abbia abbandonato Kile da una decina d’anni.
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Non sono un grande esperto di biblatex, perché lo uso solo quando sono costretto, quindi molto raramente.Però veco che i due anni durante i quali hai fatto i corsi della magistrale, sono stati fatali pe te, perché in questi due anni sono successe molte cose.
1) Usando biblatex mi pare che tu sia obbligato ad racchiudere i campi della bibliografia fra graffe, non fra doppi apici; Siccome le graffe vanno bene anche per bitex, direi che sia conveniete usare sempre le graffe::`@Book{lib,
author = {Pippo},
publisher = {Topolino \& Co.},
year = {2009}
}`2) Usi la codifica utf8 in inputenc; evidentemente non ti è chiaro a cosa serva, se poi nel corpo del dcumento scrivi [tt]Questa \`{e} una prova.\cite{lib}[/tt]
3) ti sono sfuggite le infinite volte in cui nel forim si è commentato che se si carica amssym, non è necessario caricare amsfonts, perché ci pensa lui.
4) Invochi biblatex senza opzioni, eppure una delle opzioni possibili descritta nel file di documentazione di biblatex (leggila dando da terminale il comando texdoc biblatex) è proprio la scelta del motore ci composizione, se proprio vuoi potresti continuare ad usare bibtex, ma di default biblatex richiede biber. Nel forum si è scritto anche come configurare i proprio text editor perché quando si clicca il bottone per comporre la bibliografia l’editor lanci dietro le quinte biber invece di biblatex. Atrimenti devi farlo a mano da terminale. Dovresti almeno specificare il metodo di citazione, altrimenti non sai che cosa faccia biblatex e potrebbe darsi che le citazioni avvengano in una maniera che non ti va bene.
5) non informi biblatex attraverso l’apposito comando \addbibliographyresource di come si chiami il tuo file bibliografico, il nome del cui file va scritto per disteso, estensione compresa.
6) nel preambolo non vedo invocato nè il pacchetto fontenc con l’opportuna codifica dei font, né quali font vuoi usare; certo se scrivi in italiano sarebbe opportuno che i font siano codificati con la codifica T!; ma a quel punto sarebbe importante specificare un pacchetto che carichi font vettoriali che ti vadano bene: ti suggerirei i font Latin Modern che si invocano tramite il pacchetto lmodern, ma…
7) non vedo invocato nemmeno babel con una lingua; nota che sarebbe opportuno invocare bebel anche se scrivi in inglese, per tanti motivi che non sto qui a dirti, ma se la lingua pricipale non è l’inglese devi specificare qual è la lingua principale, altrimenti, tanto per fare un esempio, ti eseguirebbe la cesura in fin di riga con le regole dell’inglese, tipo equ-azione e liq-uido; Non sarà mica così che hai composto la tesi triennale, per caso?
Ecco, scusami; ho finito di fare il criticone, ma spero di esserti stato utile.
11 Maggio 2014 alle 12:49 in risposta a: Posizionamento file .lbx personale nell’albero di sistema #94364::
Gli duole che con quel comando \inherit…eccetera. evidentemente hai fatto una chiamata ricorsiva al file italian.lbx e come vedi lo carica e ricarica moltissime volte finché si satura la memoria.Non usare quel comando dentro italian.lbx, ma modifica direttamante il tuo file lbx personale.
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questo sito contiene tutte le bandiere degli stati sovrani, molto ben fatte. sono tutte in scalable vector graphics (estensione .svg).Nella cartella del tuo sistema TeX doc/latex/svg ci sono un mucchio di esempi e la documentazione su come fare per importare immagini in formato SVG.
In ogni caso se disponi del programma gratuito inkscape (ottimo e direi una necessità per ogni utente serio del sistema TeX; fra i programmi esterni è certamante uno dei più utili dopo quelli per la bibliografia e gli indici analitici) basta aprire un file con estensione .svg, e salvarlo in formato PDF e inkscape esegue tutte el trasformazioni necessarie per trasformare il formato vettoriale SVD nel formato vettoriale PGF; poi l’immagine PDF può venire importata con qualunque formato di scala senza nessuna perdita di qualità. Quindi puoi scalare tutte le bandiere, se già non lo fossero, alle stesse dimensioni.
In quel sito disponi di un apio di centinaia di disegni di bandiere perfettamente riprodotte.
Le bandiere che ti servono sono anche nella cartella che ti ha indicato Enrico; sono in formato PNG, quindi ingrandendole troppo si sgranano, ma direi che tu non voglia fare bandiere molto grandi, quini anche quelle potrebbero andare bene.
11 Maggio 2014 alle 8:10 in risposta a: Posizionamento file .lbx personale nell’albero di sistema #94361::
Cerca sul tuo Mac nell’albero che comincia con /usr/locl/texlive/2013/texmf-dist/ in quale cartella si trova il file lbx che to interessa. Supponga che tu lo sappia beneissimo, visto che l’hai copiato e modificato, ma non sai dove metterlo.1) Se non ce l’hai già creati la radice dell’albero personale in ~/Library/texmf
2) crwavi dentro la sequenza di crtelle con gli stessi nomi della sequenza di cartelle che partivano da texmf-dit e arrivavano fino alla cartella che conteneva il tuo file lbx — solo le cartelle, non i loro contenuti
3) nell’ultima cartella di questo mini-albero mettici il tuo file lbx.Fatto; dovrebbe funzionare senza ulteriori problemi.
Ricorda: l’albero personale è quello che i programmi di composizione leggono per primo; quindi il tuo nuovo file lbx sostituisce a tutti gli effetti il file di sistema.
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inseriscile con qualcosa del genere:`\begin{figure}[p]\centering
\includegraphics[width=\textwidth, height=0.45\textheight,keepaspectratio]{prima-figure}
\caption{Prima figura}\label{fig: Pippo}
\bigskip\includegraphics[width=\textwidth, height=0.45\textheight,keepaspectratio]{seconda-figure}
\caption{Seconda figura}\label{fig: Pippo}
\end{figure}`Aggiusta quello 0.45 riducendolo quanto basta per fare posto alle due didascalie e allo spazio fra le due figure.
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Be’, ragazzi; ho già litigato abbastanza con l’Ufficio Comunicazione e Immagine del Poli e ho persino avuto una discussione “animata” con il vicerettore alla didattica.Per quel che rigurada il libretto saper comunicare, che è ancora scaricabile dalla sezione Didattica, ma che rispetta le regole dell’UCI, ho ceduto i diritti e in futoro se ne occuperà direttamente il PLI con i suoi “tecnici” che conoscono benissimo InDesign, ma non conoscono la differenza fra un file eps e un file epsi.
L’ultima versione di TOPtesi che c’è in rete rispetta le regole dell’UCI e per evitare di fare esempi con altri loghi di altre università, che avrebbero potuto disporre di uffici simili all’UCI e altrettanto puntigliosi, ho disegnato altri quattro loghi di fantasia, giusto per evitare conflitti “universitari”.
Venendo alla tua domanda, se i loghi si possono centrare verticalmente fra il titolo e quanto ci sta sotto, apri il file topfrnt.sty e cerca la seconda istanza della stringa \printloghi; si trova circa alla riga 335 dentro qualcosa del genere:`\unless\iftopTPTlogos
{\centering \printloghi\par}\fi
\vfill`
Aggiungi un \vfill così:`\unless\iftopTPTlogos\vfill
{\centering \printloghi\par}\fi
\vfill`Non ti lamentare però se scombussoli tutto il frontespizio.
I pacchetti per le tesi, non solo TOPtesi, sono tutti del tipo “prendere o lasciare”: sono consentitete solo le personalizzazioni descritte nelle rispettive documentazioni.
Ricordati, visto che non puoi intervenire sul file topfrnt.sty che rissede nel ramo principale della tua distribuzione MiKTeX o TeX Live, copia quel file nella cartella della tua tesi e modificatelo; non distribuirlo a nessuno, però perché non è quello ufficiale. Se qualcuno ha bisogno di TOPtesi deve usare quello ufficiale e se lo vuole modificare, lo può fare liberamente solo per uso personale, senza distribuirlo in giro; a meno che non gli cambi il nome sendo le rescrizioni della licenza di TOPtesi, ma poi succede che devi modificare anche toptesi.sty, la documentazione e ogni altro posto dove si nomini topfrnt.sty.
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Aggiorna la tua installazione di TOPtesi, poi leggi bene la documentazione; infatti il logo del Poli non è quello giusto; se fosse eullo giusto i due loghi sarebbero in posizioni btali da essere quasi sovrapposti, e occuperebbero completamente la riga che li contiene. Il Logotipo nero tondo del Poli non è più autorizzato. ci vuole il logo blu che contiene sia il logotipo tondo sia il nome Politecnico di Torino scritto con i caratteri giusti e collocati nella posizione corretta, allineata in alto con il logotipo. Intanto procurati il logo giusto, poi eventualmente richiedi di nuovo.
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[qyute]Verissimo. Dunque, per farla breve: durante l’installazione della TeX Live (intendo la prima volta) viene creata una cartella texmf vuota (o no?) in $HOME. Questa cartella è l’albero personale, nel quale l’utente metterà ciò di cui ha bisogno, avendo cura di creare le cartelle intermedie se non ci fossero già. La creazione di questa cartella avviene su tutte le piattaforme? Oppure no?[/quote]Non proprio. Dorante la primissima installazione di TeXLive ciene creata la cartella texmf-local con un abbozzo di cartelle interne; appena i riami principali della TDS (TeX Directory Structure).
In vece l’albero personale in $TEXMFHOME/texmf ogni utente se lo deve creare da solo; in fondo è il suo abero; che ne sa il rpogramma di installazione di quanti utenti possono usare la macchina quando è solo quello che sta installando che conosce la parola chiave di root per poterlo fare?
La logica è che l’albero personale è di totale responsabilità, fin dalla sua creazione, della parsona che se lo crea.
L’albero locale riguarda tutti gli utenti della macchina, ma è locale alla macchina, non di una singola perosna, e a rigora solo l’amministratore potrebbe metterci le mani.Guarda su tuo Mac:
L’albero personale è in /Users/Tommaso/Library/texmf (ho scrotto Tommaso, immaginando che il tuo username sia quello).
L’albero locale è radicato in /usr/loacl/texlive/texmf-local, e come vedi non è subordinato alla cartella dell’anno.Se tu usi kpsewhich per scoprire il significato delle variabili TEXMFHOME e TEXMFLOCAL, per il primo dovresi ottenere quello che ti ho scritto sopra; per il secondo dovresti ottenere invece qualcosa che sembra piuttosto strano, ma vuol dire la stessa cosa di quello che ti ho scritto io: otterresti: /usr/local/texlive/2013/../texmf-local — la scrittura ../ in UNIX vuol dire risali alla cartella precedente, non restare in questa cartella.
Ripeto: la cartella texmf-local te la crea la primissima installazione di TeXLive, e poi nell installa zioni delle versioni annuali successive, per esempio la prossima, la cartella 2014/ verrà attaccata a TeXLive, e resterà quindi in parallelelo a texmf-local; il remo radica in 2013/ potrà essere tranquillamente leiminato, perché resterà attivo solo il ramo 2014/
Nessuna installa zione tocca il tuo albero perosnale ma, se c’è, kpsewhich lo trova. Se non c’è. kpseqhich se ne accorge ma non batte ciglio.
::illinguista1972″ post=93921
Quando la versione 2014 sarà pronta e prima della sua installazione è consigliabile disinstallare texlive 2013 oppure le due versioni possono coesistere nello stesso sistema? Inoltre i pacchetti che ho installato manualmente necessitano di essere nuovamente installati?
Almeno su OS X, le varie versioni della TeX Live (installate tramite MacTeX) possono coesistere, nel senso che la nuova installazione viene assunta come quella operativa e le altre vanno in un archivio ma non vengono utilizzate. Io sul mio disco fisso le ho a partire dalla 2009. Se hai problemi di spazio, naturalmente, elimina quella o quelle vecchie. Ma fa’ una prova con i documenti importanti: non è escluso qualche difetto di giovinezza, rimediabile tornando a una versione vecchia funzionante, in attesa che i bachi vengano sistemati.
Se hai sistemato i vari file dei pacchetti nel tuo albero personale (la nuova versione dell’Arte avrà un paragrafo che spiega come farlo) puoi lasciarli lì, perché la nuova installazione della TeX Live non riscrive quelle cartelle (almeno con la TeX Live). Non lo fa nemmeno con MiKTeX, ma ricorda di aggiornare il database dei file con gli appositi pulsanti del MiKTeX Manager se usi quest’ultima distribuzione.
Giusto, Claudione? 🙂
Ciao
TommasoGiusto; ma direi di più: con TeXLive nemmeno temf-local viene riscritto; il concetto è che texmf-local serve per tutti gli utenti della aprticolare macchina, mentre t$HOME/texmf, l’albero personale, serve solo per un particolare utente.
Siccome in generale da noi ogni macchina è usata da un solo utente, lavorare su $HOME/texmf va benissimo. Io però uso entrambi, chissà perché, visto che sono l’unico utente delle mie macchine.
::
Stai usando male il pacchetto varioref: il seguente codice`\documentclass{article}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{kantlipsum}
\usepackage[italian]{varioref}\begin{document}
\kant[1]\begin{figure}
\caption{Fifua da citare}\label{fig:fig}
\end{figure}
\dots\ nella figura~\vref{fig:fig}. Dunque, come si diceva\dots \kant[2]\end{document}` fa quello che vuoi senza bisogno di definire \rif, enon mette spazi spuri dopo le citazioni. Provalo.
::
\dimexpr è spiegato nella documentazione di eTeX (texdoc etex alla sezione Expressions). Praticamente sonoo i calcoli del pacchetto calc eseguiti con comandi di sistema, non con macro, quindi sono più mirati e anche più precisi, perché svolti in registri del processore centrale, registi a doppia precisione (64 bit) invece della solita long word dei numeri interi di 32 bit. Qusti sono gli aspetti tecnici; l’uso è semplice come quello di calc (che da quando etex è incorporato in pdtex, conserva la sua interfaccia, ma dietro le quinte esegue le espressioni usando i comandi di etex.Le tue tabelle non sono complicate; disegnarle co Word/Writer sembra più facile perché puoi allargare o restringere, comprimere in verticale o espandere semplicemente trascinando i contorni della tabella con il mouse; ma con LaTeX puoi fare le stesse cose senza usare il mouse, ma giocando intelligentemente con le dimensioni e procurandosi della buona documentazione che, come dico sempre, abbiamo tutti a bordo sul nostro disco. È difficle fare con Word/Writer certe tabelle che pi possono fare facilmente con LaTeX e i pacchetti giusti.
Ora, se non mi addormento prima, ti preparo un file per mostrarti come si può fare con LaTeX e tutte le celle riquadrate con i filetti a distanza adeguata dal contenuto delle celle.
Eccotelo:`\def\A{\rule{0pt}{2.5ex}}\def\B{\rule[-1.5ex]{0pt}{0pt}}% Pilastrini
\begin{tabular*}{\textwidth}{|*3{>{\raggedright}m{\dimexpr0.2\textwidth-2\tabcolsep}|>{\raggedright}m{\dimexpr0.12\textwidth-2\tabcolsep}|}}
\hline
\multicolumn2{|>{\bfseries\centering}m{\dimexpr0.333\textwidth-2\tabcolsep}|}{Livello e qualità delle~conoscenze} &
\multicolumn2{>{\bfseries\centering}m{\dimexpr0.333\textwidth-2\tabcolsep}|}{Rielaborazione e~sintesi} &
\multicolumn2{>{\bfseries
\centering}m{\dimexpr0.33\textwidth-2\tabcolsep}|}{\A Chiarezza
e~correttezza espositiva\B} \\
\hline
\multicolumn2{|>{\itshape\centering}m{\dimexpr0.333\textwidth-2\tabcolsep}|}{\minipage{\dimexpr0.3\textwidth-2\tabcolsep}lo studente possiede conoscenze specifiche e~del~quadro di~riferimento\dots\endminipage} &
\multicolumn2{>{\itshape}m{\dimexpr0.33\textwidth-2\tabcolsep}|}{lo studente
organizza il~discorso e~sintetizza, nei~limiti dati, in modo\dots} &
\multicolumn2{>{\itshape\centering}m{\dimexpr0.333\textwidth-2\tabcolsep}|}{\minipage{\dimexpr0.3\textwidth-2\tabcolsep}\A lo
studente possiede competenze linguistiche, anche rispetto
alla~terminologia specifica,\dots\B\endminipage} \\
\hline
compiute e approfondite & 4,0 — 3,5 — 3,0 &
completo, critico e~personale & 3 &
\A ottime; lessico ricco e pertinente\B & 3 \tabularnewline
\hline
adeguate & 2,75 — 2,5 — 2,25 &
articolato e~coerente & 2,75 — 2,5 — 2,25 &
\A adeguate; lessico appropriato\B & 3 \tabularnewline
\hline
sufficienti ma~imprecise & \bfseries 2 &
per~lo~più ordinato & \bfseries 2 &
\A accettabili; lessico imprproprio\B & \bfseries 2 \tabularnewline
\hline
parziali o~lacunose & 1,75 — 1,5 — 1,25 &
disomogeneo o~mnemonico & 1,75 — 1,5 — 1,25 &
\A non sempre adeguate; errori lessicali\B & 1,75 — 1,5 — 1,25
\tabularnewline
\hline
molto scarse o~nulle & 1,0 — 0,75 — 0,5 &
sconnesso, senza ordine logico & 1,0 — 0,75 — 0,5 &
\A inadeguate; lessico gravemente scorretto\B & 1,0 — 0,75 — 0,5
\tabularnewline
\hline
\end{tabular*}`
::
Infatti: la prima riga con le frasi lunghissime impedisce l’aggiustamanto automatico delle colonne XProva questa soluzione:`\begin{tabular*}{\textwidth}{*3{>{\raggedright}m{\dimexpr0.2\textwidth-2\tabcolsep}>{\raggedright}m{\dimexpr0.12\textwidth-2\tabcolsep}}}
\toprule
\multicolumn2{>{\bfseries\centering}m{\dimexpr0.333\textwidth-2\tabcolsep}}{Livello e qualità delle~conoscenze} &
\multicolumn2{>{\bfseries\centering}m{\dimexpr0.333\textwidth-2\tabcolsep}}{Rielaborazione e~sintesi} &
\multicolumn2{>{\bfseries\centering}m{\dimexpr0.33\textwidth-2\tabcolsep}}{Chiarezza e~correttezza espositiva} \\
\midrule
\multicolumn2{>{\itshape}m{\dimexpr0.3\textwidth-2\tabcolsep}}{lo studente possiede conoscenze specifiche e~del~quadro di~riferimento\dots} &
\multicolumn2{>{\itshape}m{\dimexpr0.33\textwidth-2\tabcolsep}}{lo studente
organizza il~discorso e~sintetizza, nei~limiti dati, in modo\dots} &
\multicolumn2{>{\itshape}m{\dimexpr0.3\textwidth-2\tabcolsep}}{lo
studente possiede competenze linguistiche, anche rispetto
alla~terminologia specifica,\dots} \\
\cmidrule(r){1-2} \cmidrule(lr){3-4} \cmidrule(l){5-6}
compiute e approfondite & 4,0 — 3,5 — 3,0 &
completo, critico e~personale & 3 &
ottime; lessico ricco e pertinente & 3 \tabularnewline\cmidrule(r){1-2} \cmidrule(lr){3-4} \cmidrule(l){5-6}
adeguate & 2,75 — 2,5 — 2,25 &
articolato e~coerente & 2,75 — 2,5 — 2,25 &
adeguate; lessico appropriato & 3 \tabularnewline\cmidrule(r){1-2} \cmidrule(lr){3-4} \cmidrule(l){5-6}
sufficienti ma~imprecise & \bfseries 2 &
per~lo~più ordinato & \bfseries 2 &
accettabili; lessico imprproprio & \bfseries 2 \tabularnewline\cmidrule(r){1-2} \cmidrule(lr){3-4} \cmidrule(l){5-6}
parziali o~lacunose & 1,75 — 1,5 — 1,25 &
disomogeneo o~mnemonico & 1,75 — 1,5 — 1,25 &
non sempre adeguate; errori lessicali & 1,75 — 1,5 — 1,25 \tabularnewline\cmidrule(r){1-2} \cmidrule(lr){3-4} \cmidrule(l){5-6}
molto scarse o~nulle & 1,0 — 0,75 — 0,5 &
sconnesso, senza ordine logico & 1,0 — 0,75 — 0,5 &
Inadeguate; lessico gravemente scorretto & 1,0 — 0,75 — 0,5 \tabularnewline
\bottomrule
\end{tabular*}`I filetti verticali sono sostituiti da spazi bianchi e le celle sono composte con il descrittore m{…}; i filetti rizzontali sono spezzati in filetti per le singole colonne. Forse questà è più diveribile, anche se non usa le colonne X; le larghezze dlele colonne sono tutte detrminate sperimentalmente, vist¯l’impossibilità di far convivere le celle X co le celle L in questa particolare tabella. Comunuqe ci provo ancora, chissà che non venga meglio anche ocno le colonne X/
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