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Bè, giusto per non ripetere cose dette e ridette, ti suggerisco di dare un’occhiata alla guida L’Arte di scrivere con LaTeX che puoi scaricare qui dall sezione Documentazione del sito; in uno dei primissimi capitoli si spiega che cosa sia la ricerca diretta e inversa (non indiretta); in fondo non è molto diverso da quello che ti ho detto nel messaggio precedente.Ora veniamo a WinEdit; Prima di pagare l’aggiornamento verifica se la versionee 8 ti permette di avere un visualizzatore PDF integrato in WinEdt e che sia sincronizzato con l’editor, in modo da poter eseguire la ricerca diretta e inversa. WinEdt è un ottimo editor, anche se la versione 5.4 è decisamente obsoleta, vecchia di una decina d’anni (8 di sicuro, forse di più; ne disponevo quando usavo una macchina Windows, ma 8 anni fa sono passato ai Mac). Probabilmente WinEdit 8 dispone di questa funzionalità, ma verifica, perché altrimenti non varrebbe il prezzo che costa.
Come ti dicevo spra, non sono aggiornato con gli sviluppi di WinEdt; ma per Windows io userei o il semplicissimo TeXworks (già installato con MiKTeX 2.9; cerca nella carella bin dell’albero a cui fa capo MiKTeX, creane subito una scorciatoia e collega il programma ai file del sistema TeX, quelli con estensione .tex, .sty, .def., ldf, .fd, .ins, .dtx, e a quanti altre estensioni ti fa comodo); oppure scarica dlal rete il programma gratuito TeXstudio, una variante di Texmaker, che a mio parere è più funzionale e ha maggiori funzionalità; per esempio capisce le righe magiche (o commenti speciali; spiegazione sempre nell’Arte) che sono assolutamente preziosi. In un paio d’ore di impratichisci perché l’interfaccia grafica non è molto diversa da quella di WinEdt; ha il pregio di essere multipiattaforma, per cui quando dialoghi con altri TeXies, usi lo stesso linguaggio.
TeXworks, TeXstudio e Texmaker dispongono tutti e tre di un visualizzatore integrato di file PDF, in tutti e tre i casi puoi eseguire la ricerca diretta e inversa. Lavorando su un Mac, io uso abitualmente TeXShop, specifico per il Mac, e papà di TeXworks, multipiattaforma; Uso qualche volta TeXworks, e saltuariamente TeXstudio; in verità ho anche diversi altri editor, ta in quali anche Texmaker, ma non lo uso quasi mai, se non fosse per rispondere talvolta ad alcune domande qui sul forum.
Poi se vuoi tutta la verità, ti dirò che la dotazione ottimale per una macchina Windows, secondo me, ma altri possono essere in disaccordo, è la distribuzione TeXLive (ora è ancora è bloccata alla versione 2013, ma sta per uscire la versione 2014, che è possibile tenere aggiornata anche giornalmente, sebbene settimanalmente vada benissimo); usando TeXstudio come editor con visualizzatore PDF sincronizzato e integrato. Anche MiKTeX 2.9 va bene, ma ho capito che Christina Schenk stia tendendo un po’ ferma la distribuzione e l’aggiornamento perché sta lavorando alla versione 3.0 che dovrà essere multipiattaforma e quindi entrerà in concorrenza con TeXLive.
Il visualizzatore PDF di Win8.1 non ha nulla a che vedere con i programmi del sistema TeX e non mi risulta che esistano degli hack per sincronizzarlo con l’uscita di pdflatex; lo puoi certamante usare per leggere documenti PDF, ma indipendentemente dal sistema TeX. Non credo che abbia le funzionalità confrontabili con quelle di Adobe Reader (gratuito) che ha dalla sua la capacità di saper interpretare istruzioni Java inserite nel codice PDF; può risultare una funzionalità preziosa per leggere e-book interattivi. Ma, parlando del sistema Te, con Adobe Reader puoi, per esempio, verificare quali font sono inclusi nel file PDF, cosa importantissima e non fa nessun altro visualizzatore gratuito di file PDF; in più puoi annotare i file PDF, e puoi anche apporre al firma nei documenti PDF che contengono contratti da firmare. Mica poco! Non usando Windows, non consoco bene le funzionalità del suo visualizzatore, se non per quel poco che mi è capitato di usarlo navigando su calcolatori altrui… ehi, ehi, non pensare male; sto parlando di PC degli altri membri della mia famiglia.
Ciao
Claudio
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Perché solo quando tu lanci bibtex, viene letto il file .aux dove pdflatex ha scritto tutte le etichette delle citazioni.Nella GuidaGuIT (videi sezione Documentazione di questo sito) c’è una sommaria descrizione di come interagiscono pdflatex bitex o bibre e del perché possono essere necessarie fino a tre compilazioni con pdflatex dopo aver eseguito bibtex o biber.
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Bene che hai risolto.Tuttavia vedo con orrore che usi la codifica applemac. L’unica codifica che dovrebbe essere vietata per legge…:wink:
Per capire perché e per convertire i tuoi file con una codifica utf8 (o almeno latin1, se utf8 ti imbarazza) leggi la guida tematica sulle codifiche, scaricandola dalla sezione Documentazione, sottosezione guide tematiche.
Se tu ci avessi mandato anche il più piccolo frammento del tuo testo nel file sorgente, non avremmo potuto aiutarti, grazie a quella codiifca “proprietaria” che impedisce al comunicazione con chiunque non lavori su un Mac. io lavorio su un Mac, ma mi sono guardato bene fin dall’inizio dall’usare applemac, e l’unica volta che ho ricevuto un testo composto con quella codifica ho “incasinato” tutto; per questo ed altri motivi ho scritto insieme ad un altro sostenitore di questo sito al guida tematica che ti ho suggerito.
Mai più applemac!
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Semplice: non produrre il file dvi, ma produci direttamante il file in formato PDF eseguendopdflatex, che non ti obbliga per niente a passare per il formato PS e poi al formato PDF.Lavoro con il sisteam TeX da quasi trent’anni; saranno almeno 15 anni che non uso il formato DVI per produrre qualcosa di serio. Quindi sono veramente pochi i motivi per usare il formato DVI. veramente pochi. Compilo sempre con pdflatex; talvolta con xelatex, raramente con lualatex, ma in ogni caso ottengo sempre direttamente il file in formato pdf, e il visualizzatore associato al mio editor mi permette di eseguire la ricerca diretta e inversa (si clicca su una delle due finestre [editor o visualizzatore pdf] e il “caret” passa nell’altra finestra nel punto più o meno corrispondente, certo a pochi byte di distanza); non è questo che vorresti ottenere con YAp e il formato DVI? Bene, puoi ottenere lo stesso risultato se ti aggiorni al formato PDF come formato di default.
Nota che da un paio d’anni pdflatex riesce ad importare anche i file in formato eps, mentre prima non poteva. inoltre esistono pacchetti di interfaccia per poter usare anche pstricks, oltre a tikz, quindi non vedo proprio la necessità di restare sul formato DVI, che ti obbliga fra l’altro ad avere a portata di programma, o di generare al volo i font in formato bitmapped, cosa che poi devi comunauqe abbandonare quando passi al PDF finale che usa benissimo i font vettoriali.
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Controlla il mio codice:`% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode\documentclass{article}
\usepackage{feynmp-auto}
% Il pacchetto feynmp-auto chiama il pacchetto originale feynmp e definisce da solo
% la graphic rule per gli output di metapost; lancia l'esecuzione di metapost,
% e ne converte l'output con MP2PDF di ConTeXt. Evita di riconvertire il file
% ottenuto se il file .mp non è stato modificato dall'ultimo run.
%
% In ogni caso bisogna eseguire pdflatex due volte.\usepackage{graphicx}
%\DeclareGraphicsRule{*}{mps}{*}{}% serve solo sen NON si usa feynmp-auto\begin{document}
\unitlength=1mm
\begin{fmffile}{diagram}
\begin{fmfgraph*}(40,30)
\fmfpen{thick}
\fmfleft{i1,i2}
\fmfright{o1,o2}
\fmf{fermion}{i1,v1,o1}
\fmf{fermion}{i2,v2,o2}
\fmf{photon,label=$q$}{v1,v2}
\end{fmfgraph*}
\end{fmffile}\end{document}`che non differisce molto dal tuo, nel senso che contiene anche il resto del file sorgente.
Compila perfettamente, lavorando con l’editor TeXShop come fai tu, e, eseguendo due compilazioni di pdflatex, produce il risultato atteso.
IL tuo errore nasce, sembra, da un comando condizionale incompiuto. Ora visto che sei su un Mac come me, l’unica differenza che posso immaginare è che tu abbia una versione del sistema operativo diversa dalla mia e che tu abbia una installazione parziale della distribuzione MacTeX, o comunque una versione non aggiornata.
Il lavoro su un OS Maverick aggiornato e con la distribuzione di MacTeX aggiornata a ieri l’altro. Il pacchetto feynmp-auto controlla da solo se hai attiva l’opzione -shell-escape in modalità protetta, necessaria per eseguire il programma metapost dietro le quinte. Potrebbe essere questo test che fallisce, ma se fosse così vuol dire che la tua distribuzione di MacTeC è vecchiotta; hai letto la documentazione di feynmp-auto? ci sono scritte cose in merito ai requisiti di sistema necassari epr usarlo, ma solo tu puoi sapere se il tuo sistema ha quei requisiti.Controlla bene sia il file sorgente, sia tutti gli altri dati che ti ho indicato sopra. E, nel caso che tu abbia le installazioni dei programmi un po’ vecchiotta, ricordati il consiglio che diamo sempre: distribuzione del sistema TeX completa e aggiornata sempre e comunque, con qualunque piattaforma e sistema operativo.
Per pura curiosità ho copiato il codice suddetto sul mio vecchio MacBookPro con sistema operativo 10.5.8, ma con MacTeX aggiornatissimo; compila perfettamente.
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Il prblema è che il pacchetto feynMF e anche il pacchetto feynMP sono del 1996, vecchi come il “cucco”. Allora pdflatex non esisteva ancora.bisogna estrapolare quanto scritto nella guida e predisporre un file come il seguente:`% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode\documentclass{article}
\usepackage{feynmp}
\usepackage{graphicx}
\DeclareGraphicsRule{*}{mps}{*}{}\begin{document}
\unitlength=1mm
\begin{fmffile}{diagram}
\begin{fmfgraph}(40,25)
\fmfleft{i1,i2}
\fmfright{o1,o2}
\fmf{fermion}{i1,v1,o1}
\fmf{fermion}{i2,v2,o2}
\fmf{photon}{v1,v2}
\end{fmfgraph}
\end{fmffile}\end{document}`
Bisogna cioè aggiungere la specifica di caricare il pacchetto graphicx, e bisogna definire una regola per trattare i file in uscita da metapost in un modo che funzioni. Nella fattispecie visto che il codice è vecchissimo, l’uscita del file metapost ha un’estensione numerica; nel mio/tuo caso si chiama diagram.1 e quel valore “1” è cablato nel codice che lo genera. Perciò bisognerebbe dirgli di usare l’estensione mps che viene capita da pdflatex, ma il pacchetto feynMP se anche avesse quell’estensione la filtrerebbe come estensione non conosciuta e emetterebbe il messaggio diagram.1 nont found.Percìò bisogna dire che ogni estensione diversa da quelle che già conosce (l’asterisco nel primo argomento del comando \DeclareGraphicsRulle) va trattato come un file mps (secondo argomento) e non occorre specificare la scatola circoscritta , il bounding box, (terzo argomento) e non bisogna passarlo attraverso nessun programma preliminare (quarto argomento). \DeclareGraphicsRule è un comando descritto nella documentazione del pacchetto graphicx da leggere con texdoc grfguide dato da terminale.
Fatto ciò, bisogna compilare con pdflatex; quindi clicco sul pulsante del mio editor per compilare con pdflatex, poi csempre con l’editor seleziono il file diagram.mp per aprirlo con lo stesso editor, ma questa volata clicco cosul pusante metapost; terminato il lavoro di metapost, circa un secondo, torno sulla festra dell’editor che mi mostra il file sorgente, riclicco sul bottone pdflatex, et voila, ecco il diagramma di Feynmann a posto.
Peccato che senza specificare il valore di \unitlength sia microscopico; infatti le dimensioni di 40 per 25 implicano l’unità di misura \unitlength che di default vale 1pt; conviene quindi mettere \setlength{\unitlength}{1mm} e il diagramma esce in formato decente. Invece di 1mm si pùo mettere qualunque altra cosa.
Capisco che volevi solo provare questo pacchetto, ma come vedi anche se lo si può usare, non è molto conveniente; questo a causa della sua intrinseca “vecchiaia”; probabilmente l’autore non ha nessun interesse a modificarlo e aggiornarlo, cosa che non richiederebbe un grosso sforzo, ma il codice che egli usa è delicato e vecchiotto, quindi io non ci metterei le mani; lui se lo volesse fare lo farebbe in quatrro e quattr’otto. Si tratta solo di verificare quale programma si sta usando latex, pdflatex, xwlatex, lualatex,…, e attribuire il nome del file di uscita della compilazione metaposta con il numero che fa parte del nome e l’estensione mps: diagram-1.mps, invece di diagram.1 — metapost è capace di farlo, mnasta che il suo codice sorgente lo psefichi.
PS: Ho usato metapost, perché produce il file in linguaggio PostScript semplificato in modo diretto; con metafont bisogna fare dei giri interminabili; inoltre il mio TeXShop, l’editor, ha il bottone per eseguire metapost (giustamente) e non ha il bottone per eseguire metafont (per me che talvolta disegno font, questo è un peccato, ma ne posso fare tranquillamente a meno)
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Apparentemente la tua figura è stata ottenuta non partendo da un file di quelche natura, ma trasformando una figura composta magari con METAPOST e converntita in pdf dall’apposito strumento di ConTeXt, che dal messaggio d’errore appare piusttosto vecchotto. Oppure il tuo sistema operativo è piuttosto vechhioto.Io ti posso dire che ho creato un istogramma con Ecell, e l’ho esportato in formato pdf; l’ho incluso in un documento in formato pdf; ho usato Anpreprima/Previw per estrarlo scontornato dal documento e salvarlo di novo in ofrmato pdf (con un nome diverso, tanto per non fare confusioni con l’istogramma originale. gli ho applicato pdf2ps per trafroarlo in formato eps, e l’ho ottenuto regolarmente senza messaggi di nessun genere. lho infine aperto con gview (o gv) che l’ha aperto tranquillamente. Tutte queste operazioni snze nessun messaggio di erore o di avvertimento.
Il fattto che a te vengoano diversi warning, ma poi tutto funzioni bene vuol forse dire che l’erroretto presente nel file incluso è stato corretto, come lascerebbe pensare uno dei messaggio che hai avuto.
Ovviamente queste sono ipotesi sulla base di quel pocho che hai comunicato e senza disporre dei tuoi file veri.
Siccome tutto funziona regolarmente, nonostante i warning, non me preoccuperei più di tanto.
18 Aprile 2014 alle 15:07 in risposta a: Esiste una lista delle classi per scrivere articoli? #94042::
Dai un’occhiata alle cartelle ncclatex e ncctools in textlive//texmf-dist/doc/latex la documentazione è interessante e sembra che a differenza di memorir queste classi e pacchetti siano fortemente persoanlizzabili mediante gli strumenti di nacctools, i quali, d’altronde, possono essere usati anche con classi diverse. C’è elsarticle della Elsevier.
Asaetr è per gli atti dei congressi della American Society of Agricultural Engineers.
Aomart è per gli Annals of Mathematics.
RevTeX 4.1, l’ultima release epr laAmaerican Physics Society Journals
Concordo sul fatto che la ricerca per genere di applicazione su CTAN non è facile.
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Non hai letto con attenzione la guida L’Arte di scrivere con LaTeX. Vi è spiegato per filo e per segno il vantaggio di avere la compilazione non sincrona (già, perché anche Word o Writer eseguono una compilazione, ma è sincrona con l’input dell’editor che è contemporaneamente un visualizzatore dell’output).Il concetto è che per avere la compilazione sincrona, il compilatore integrato con l’editor e il visualizzatore deve rinunciare alla qualità in favore della velocità di rendering sullo schermo.
Ai primordi del sistema TeX i computer della Apple potevano disporre del programma TeXtures, il quale poteva abilitare la compilazione quasi sincrona, ma il tutto rallentava non poco. Iggi TeXtures sopravvive in alcuni vecchi computer, e l’azienda che lo produceva in pratica non esiste più. una ventina di anni fa l’avevo acquistato (per un prezzo che oggi si considererebbe spropositato, ma allora corrispondeva allo stipendio di un mese di un impiegato, oggi sarebbe meno del valore di un tablet); per fortuna non l’avevo acquistato di tasca mia; l’ho regalato ad un altro ufficio dove c’era una persona espertissima di Mac. ma da quel che mi riuslta nemmeno questa persona l’ha usato molto.
Gli appassionati di Apple di quei tempi, invece, erano gasatissimi per avere il privilegio di usare questo software. Oggi l’hardware ha funzionalità simili qualunque sia il produttore; anche i sistemi operativi oggi sono decisamente migliori, mentre allora Apple si confrontava con DOS 6.3. Volendo un programma come TeXtures potrebbe esistere anche oggi per tutte el piattaforme e sistemi operativi, ma non esiste; perché. Perché il tempo perso nella compilazione sincrona e nel compromesso fra qualità e velocità di rendering non ha più molto senso. Non solo ma gli editor distinti e separati dal compilatore a sua volta distinto e separato dal visualizzatore, permettono all’autore di concentrarsi sul testo, e non sull’apparenza del testo; ci pensa il compilatore a dargli un aspetto professionale dal punto di vista tipografico, qualcosa che non concede nulla alla qualità del risultato. Non solo ma per raggiungere la velocità a spese della qualità i word processor sincroni devono rinunciare a moltissime funzionalità che invece i programmi di compilazione del sistema TeX hanno sempre a disposizione nativamente o mediante moduli di estensione.
Esistono degli editor che possono mostrare, dopo debita compilazione molto rapida, delle parti selezionate del file sorgente; credo di disporre di due di questi editor, che credo che siano TeXstudio ed Aquamacs (emacs+auctek per Mac) ma non mi è mai venuto in mente di verificare se lo facciano davvero. è una perdita di tempo e non consente di concentrasi sul contenuto del messaggio da scrivere, perché si è continuamente distratti dall’osservare l’aspetto. Questo si può richiedere qualche ritocchino durante la revisione delle bozze, ma di solito ci sono da correggere solo gli errori di battitura. La correzione delle bosse si fa benissimo se si usano quegli editor sincronizzati con il visualizzatore, quelli che lavorando assime permettono di eseguire la ricerca diretta e inversa, che consiste nel passare dalla schermata dell’editor al punto corrispondente della schermata del visualizzatore e viceversa. Se correggeno le bozze trovi che hai dimenticato di chiudere le virgolette in un certo punto, clicchi su quel pnto e il “caret” della finestra dell’editor si posiziona esattamante nel punto dove mancano le virgolette o qualche carattere prima o dopo; il processo di correzione diventa diventa facilissimo.
Non sono molti gli editor dotati di una visualizzatore sincronizzato; TeXShop,TeXworks, TeXstudio, Texmaker, sono quelli che io conosco; poi ce sono diversi altri editor sincronizzabili con certi altri visualizzatori; l’operazion talvolta può essere complessa, comunque non facilissima, ma ci si riesce. Io consiglierei di evitare accuratamente gli editor non sincronizzati o non sicronizzabili con adeguati visualizzatori interni o esterni.
Siccome oggi tutti i calcolati di ogni marca e con ogni sistema operativo sono velocissimi, compilare ,quando lo si desidera fare, mediante un click sull’apposito bottone o sull’apposita voce di menù o premendo l’opportuno tasto funzione richiede di solito pochi secondi (certamente pochi secondi su un file corrispondente ad un documento di una cinquantina di pagine, è quasi come disporre di un sistema sincrono.
Vuoi davvero qualcosa che assomigli a un programma sincrono? esiste TeXmacs per tutte le piattaforme; dopo che l’hai usato 10 minuti lo disinstalli ringraziando il cielo di non averci perso più tempo di quei 10 minuti. Esiste LyX, che ha maggiori pretese, am non te la prendere com me se poi scopri che non puoi fare una quantità di cose che con i tre programmi separati e non sincroni puoi fare facilissimamente (be’, ceri moduli di estensione, certi pacchetti, non sono così facili da usare neanche imparando a memoria la loro documentazione, ma comunque li puoi usare; con LyX non ci devi provare nemmeno, perché perderesti solo tempo…) Nella guida che ti ho indicato è spiegato benen perché non bisogna farsi attrarre dal canto delle sirene, nella fattispecie dal canto di LyX.
Naturalmente fa come meglio credi: uomo avvisato, mezzo salvato.
::eminova” post=93617Grazie mille! Ora funziona.
E pensare che anni fa ero passato al Mac anche perché mi piaceva l’idea di scrivere i nomi dei files senza limitazioni!
ciaoBe’, lo potevi fare anche con Windows, ma avevi solo la limitazione che i nomi non dovevano superare, mi pare, 32 charatteri.
Ma il disorso non è nè Mac nè Windiws, nè Linux; il discorso riguarda il sistema TeX che vuole essere adatto a tutte le piattaforme, anche quelle con sistemi operativi un po’ strani.
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Il file non c’è perché non ha usato la sintassi corretta; non dovresti MAI usare file con nomi che contengano spazi; i programmi di composizione del sistema TeX fanno notevoli capricci se usi spazi. Ma mentre le macor di LaTeX e degli aptri programmi potrebbero usare una certa intelligenza per riparare questo “errore” ci comandi da terminale sono molto selettivi; o togli gli spazi oppure usi la sintassi del tuo sistema operativo epr racchiudere i nomi con gli spazi dentro opportuni delimitatori, che solitamanete sono le doppie virgolette; una cosa così potrebbe andare:
`pdf2ps “./emilionovati/figura 8.pdf” “./emilionovati/figura 8.eps”`
Un altro errore è che se cominci la stringa con la barra, il sistema operativo assume che si tratti di un path assoluto, a partire dalla radice del disco. io ci ho messo il punto che sia in UNIX sia in Windows vuol dire “questa cartella”. Ma non capisco perché dai quel comando da una cartella “qualsiasi” specificando il percorso, quando potresti aprire la finestra del terminale, cambiare cartella probabilmente con `cd ~/emilionovati/` e poi dare semplicemente il comando`pdf2ps “figura 8.pdf” “figura 8.eps”`A me con un nome di file senza spazi e agendo dalla cartella dove si trova il file, il file eps viene prodotto normalmente e si trova nella stessa cartella del file pdf.
Rocorda: niente spazi nei nomi dei file; se ci sono spazi e non li vuoi togliere, racchiudi il nome del file in accordo con la sintassi del tuo sistema operativo.
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Dal tuo ultimo messaggio capisco perché hai caricato tanti pacchetti; infatti, non avendo capito quello che fanno, li hai caricati in sovrapposizione; per esempio @cfiandra ti ha fatto notare che non devi caricare tikz e pgf, quando sono caricati da pgfplots. Io ti faccio notare che imakidx genera in modo sincrono uno o più indici analitici, creando opportune opzioni (volendo) diverse da indice a indice, certamente con un nome identificativo e un titolo diversi da indice a indice. Caricare makeidx dopo o prima di imakeidx è del tutto inutile e controproducente. Non solo ma i commenti che hai messo di fianco a ciascun pacchetto dimostrano la tua inesperienza (ci siamo passati tutti, quindi questa osservazione non è un’offesa 🙂 ); per esempio siuntx non serve solo per scrivere i numeri con la virgola, altrimenti le sue molte pagine per descriverne la funzione sarebbero del tuto inutili, perché una descrizione di una sola riga sarebbe sufficiente. siunitx fa mooooolto di più; lo stesso vale per textcomp, che non serve solo per riconoscere il segno di °, ci mancherebbe altro; e l’altro centinaio di simboli che ti mette a disposizione dove lo metti?Invece, forse mi è sfuggito, ma non carichi un pacchetto che ti permetta di usare font compatibili con la codifica T1. Ce ne sono molti, ma quello più completo e compatibile con LaTeX è il pacchetto lmodern per caricare i font Latin Modern. Al contrario il pacchetto type1ec non serve per scalare “a piacimento i font di LaTeX disegnati in vari corpi” ma, caso mai, serve per scalare a piacimento i font disegnati in un solo corpo, e di trattare quelli di LaTeX. disegnati apposta in molti corpi per ovviare agli inconvenienti del corpo unico, come se fossero disegnati solo in corpo 10pt; in sostanza è il pacchetto da usare per limitare la velocità a 30 km/h. a una Ferrari. Immagino che nessuno vorrebbe fare una stupidaggine del genere. I “corpi ottici” (così si chiamano) sono una ricchezza del sistema TeX; farne a meno vuol dire comporre tipograficamente come con Word/Writer/ecc.
Ma il punto importante è che i pacchetti sono scritti da autori diversi, i quali non possono provare ad usarli insieme a tutti gli altri pacchetti disponibili (circa 2800) per verificare se sono compatibili o se generano conflitti; i conflitti fra pacchetti sono molto frequenti, più di quanto si immagini; ecco perché l’errore più grosso che hai fatto è stato quello di aggiungere via via i pacchetti segnalati dall’Arte, senza domandarti se l’aggiunta fosse compatibile o generasse conflitti.
Allora segui la regola d’oro seguente:
(a) per comporre qualsiasi documento carica solo i pacchetti di cui usi le funzionalità;
(b) non caricare pacchetti che potrebbero servirti, solo perché non si sa mai;
(c) per ogni pacchetto che carichi leggi la documentazione.
Per quanto riguarda la documentazione, ce l’hai tutta a bordo registrata sul tuo disco fisso; basta che tu apra un finestra comandi (talvolta chiamata prompt dei comandi sulle macchine Windows) e vi scriva dentro il comando texdoc seguito dal nome del pacchetto; premuto il tasto, ti si apre una finestra contenente il file di documentazione di quel pacchetto; cosa trovi di più semplice di così? Leggere al documentazione e capirla è l’unico sforzo che bisogna fare per apprendere LaTeX; la guida L’Arte di scrivere con LaTeX ti introduce a questa pratica e ti mostra numerosissimi esempi di applicazione, ma una guida di un paio di centinaia di pagine non può sostituire le migliaia di documentazioni delle migliaia di pacchetti disponibili. Per carità, in tutta la tua vita non dovrai certo usarli tutti; ma di quei pochi che ti saranno veramente utili non ne avrai solo un’infarinatura, ma li conoscerai a fondo.
::Claudio, le tue informazioni sono dettagliatissime e te ne sono grato, solo che nella versione che ho scaricato di proTeXt (1.6 GByte) c’era già la possibilità di fare un installazione completa. Ho seguito alla lettere le istruzioni del pdf allegato nel pacchetto e, pure se consigliavano di fare l’installazione standard, al momento di installare MikTeX ho preferito eseguire l’installazione completa (che ha impiegato difatti svariati minuti). Devo dedurre di aver fatto la scelta giusta, no?
Non so se hai fatto al scelta giusta ad usare proTeXt; ha fatto bene a scegliere l’installazione competa, ma evidentemente proTeXt non l’ha fatta, tant’è che ti mancano dei pacchetti e sei costretto ad installare a mano.
Io disinstallerei tutto e installerei TeX Live; se ci tieni a conservare MiKTeX, fallo pure ma disinstalla tutto quello che hai installato, vai nel sito http://www.miktex.org scarica l’installazione completa (e vedrai che ci vorrà una mezz’oretta, non solo diversi minuti) poi installala.
Lasci subito perdere Una mica tanto breve…; è datata e non più aggiornata da tempo. Non farti spaventare a=dal fatto che la Mica tanto breve… ti sembra più rapida da leggere; certo lo è perché ti da meno informazioni e meno dettagliate; più che altro meno strutturate. L’ArteLaTeX è molto bene strutturata; non dico che ogni capitolo sia indipendente da ogni altro capitolo, ma almeno all’inizio è così.
Il fatto che la traduzione in LaTeX da parte del plug in Writer2tex ti produca errori, probabilmente è causato dalla codifica non corrispondente a quela del tuo editor. Probabilmente, se questo è il caso, dovresti dare una lettura alla guida tematica sule codifiche; tra l’altro scopri come determinare la codifica con cui un dato file è stato salvato su disco, oltre che come fare per cambiare codifica.
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