Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Se hai le figure in formato pdf, apri un terminale, scrivici dentro pdf2ps filedaconvertire.pdf fileconvertito.epsOppure installati il programma gv o gview apri la figura pdf e salvala in formato eps.
Non mi pare che Anterpima, capace di convertire gli uni negli altri una mezza dozzina di formati sia in grado di convertire un file pdf in un file ps, ma certamente può fare l’operazione inversa, visto che oggi il formato PostScript è usato poco e lo standard sta diventando il formato PDF. Ma se non può fare l’operazione che ti serve, ti può essere molto utile per estrarre le figure dal tuo documento composto (seleziona, copia nel clipboard la sola figura ben smarginata, clicca su File e seleziona Nuovo da clipboard; salva col nome della figura.pdf. Poi con pdf2ps puoi convertire in formato eps.
Strano che per la tua pubblicazione ti chiedano le figure in formato .eps; oggi anche le tipografie più semplici sanno lavorare con il formato pdf, senza bisogno di avere quegli sterminati file in linguaggio postscript,che sprecano un grande spazio sul disco delle loro macchine.
Comunque, se “vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole,” rassegnati e “più non dimandare” (credo che l’abbia scritto Dante Alighieri un 7 secoli fa, quindi questo era un problema anche allora).
::maximator” post=93568Salve a tutti, mi presento sono Massimiliano, da Salerno. Sto scrivendo la mia tesi specialistica in Ingegneria Meccanica.
Mentre cercavo soluzioni ai problemi di formattazione che di giorno in giorno si presentavano usando un word processor (in particolare uso Writer di Open Office) mi sono imbattuto più volte in pagine che parlavano di LaTex. All’ennesima volta, la curiosità ha preso il sopravvento e invece di chiudere la pagina web ho iniziato a leggere qualche riga in più. Al punto che adesso – come è sottinteso – mi trovo su questa sito web ad esplorare ed approfondirne i contenuti.Ho provveduto a scaricare proText, e adesso mi pare chiaro che se volessi imparare ad usare LaTex dovrei spendere un tantino di tempo nella fase iniziale. Inoltre la tesi l’ho già iniziata a scrivere con Writer, dovrei quindi mandare a farsi benedire gli sforzi compiuti fin ora per ottenere qualche risultato (intendo: formattazione, riferimenti incrociati, formule e tabelle – che immagino vadano rifatte in toto).
La domanda che vorrei farvi è quindi la seguente: pensate che “il gioco valga la candela”? Cioè, il passaggio da Writer a LaTex è comunque una buona scelta dopo aver scritto una 30na di pagine con il primo strumento?
Grazie per il tempo dedicato alla lettura della mia domanda e complimenti per la community 😉
Intanto benvenuto!
Il problema da Oo Writer a LaTeX è quasi banale: installa su Oo Writer il plug in writer2tex che scarichi ed installi nel solito modo che usi per tutti i plug in di Writer; dopo l’installazione la voce di menu File | Export ti offre anche di esportare in formato LaTeX.
Con questa prima esportazione troverai un file con estensione .tex che puoi elaborare direttamente con LaTeX se l’installazione di MiKTeX che hai eseguito con proTeXt, pur essendo minimale, contiene quello che ti serve (probabilmente no, ma abbi fiducia.
Ricordati innanzi tutto che proTeXt è solo un programma di installazione costituito da un file PDF interattivo; alla versione in italiano abbiamo contribuito in molti qui fra i soci di GuIT, ma sappiamo tutti che proTeXt è solo un programma di installazione per eseguire una installazione minimale di MiKTeX, distribuzione del sistema TeX specifica per Windows.
Dopo tanti ricorsi al forum da parte di utenti che non avevano i pacchetti necessari per svolgere i loro lavori, ora noi consigliamo di eseguire sempre una installazione completa, assolutamente non minimale, e di mantenerla costantemente completa e aggiornata.
Ora tu hai due possibilità:
1) tieni la tua versione minimale, ma la configuri perché scarichi dalla rete i pacchetti mancanti al volo via via che ti servono; questo implica che tu sia connesso alla rete quando ti serve qualche nuovo pacchetto; se lavori da casa o dall’ufficio e hai sempre il tuo PC da scrivania connesso in rete, non ci sono problemi, ma se lavori con un portatile in luoghi diversi dove non sempre tri una rete Wi-fi locale a cui accedere sei un po’ nelle canne, e devi interrompere il tuo lavoro in attesa di trovarti in un luogo do ci sia la rete wireless locale a cui tu possa accedere.
2) disinstalli la tua versione minimale, servendoti degli strumenti di disinstallazione del tuo sistema operativo; poi vai in rete nel sito di MiKTeX, e clicchi l’opzione di scaricare e installare la versione completa.
2bis) meglio ancora cerchi con un motore di ricerca la parola texlive; tra le varie voci che saltano fuori almeno una (delle prime) ti indica il sito CTAN; leggi bene le istruzioni e scarica l’installatore per Windows; l’installazione di TeX Live è piuttosto lunga, quindi e bene che tu possa accedere ad una rete veloce; se all’università puoi accedere alla rete Wireless accessibile agli studenti, la connessione dovrebbe essere abbastanza veloce; disattiva l’antivirus durante lo scaricamento dei file; quando dai l’ordine di installare che non ti venga in mente di selezionare solo alcuni pacchetti; esegui l’installazione completa; ti occorreranno un 4 GiB di spazio su disco, ma sui PC di oggi non sono niente.Quando avrai al distribuzione completa avrai tutto quel che ti serve; solo ricordati di mantenerla aggiornata con gli appositi strumenti che ti mettono a disposizione le due distribuzioni.
Il file LaTeX prodotto da Writer2tex non il massimo dell’eleganza come programmazione in linguaggio LaTeX, ma di solito funziona abbastanza bene, quindi la tua trentina di pagine ti riappaiono quasi come ti apparivano con Writer; quando sarai più esperto potei migliorare il codice, ma senz’altro puoi continuare a scrivere la tua tesi senza dover riscrivere niente ex novo.
Siccome sei neofita lscaricati qui dalla sezione Documentazione la guida L’Arte di scrivere con LaTeX e la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato e tradotto in italiano; non è necessario che tu legga dalla prima all’ultima pagina nessuna delle due guide, ma è opportuno che tu le sfogli completamente per sapere di che cosa trattano; dopo aver letto al presentazione e i primi tre o quattro capitoli dell’Arte e la Presentazione del manuale commentato, andrai a colpo sicuro per documentarti meglio sulle cose che ti occorreranno via via che scrivi la tesi. impara ad usare gli indici generale e analitico; andrai diritto al punti che ti interessano (entrambi sono documenti con collegamenti ipertestuali, quindi ti permettono di di cliccare su certe parole o numeri e di venire spostato istantaneamente al punto corrispondente che ti interessa).
Vedrai che non è così difficile.
::
Come ti ho detto, a me piace crearmi la pagina del titolo a modo mio, ridefinendo l’ambiente titlepage, che non usi più \maketitle, e dove io posso mettere quello che voglio dove voglio.Ma il pacchetto titling richiede di usare i comandi \prre… e \post… sia con i puntini sostituiti da title, sia da author, sia da date; Ho il sospetto che avendo tu messo qualcosa nell’argomento di \retitle, e non avendo messo il contenuto corrispondente in \posttile, ti ritrovi con parentesi spaiate.
La documentazione di titling è chiara; ma i comndi che offre devono essere usati correttamente.
nessuno ti obbliga a usare il pacchetto titling, ma se lo vuoi usare devi usarlo come Wilson ha previsto che si faccia; rileggi al documentazione cercando di capire che cosa faccia ogni comando \pre… e \post…
::
Lo so che il mio è soltanto un rattoppo, ma funziona così: (1) carichi il pacchetto afterpage; (2) dopo la fine di un capoverso che termina nella pagina precedente e non seguito da altre note per quella pagina, metti il comando`\afterpage{\setcounter{footnote}{0}}`La cosa si aggiusta ma chiaramente è una pezza. Non so perché succede quel che succede senza questa pezza. Certo le note dentro le minipage hanno un comportamanto particolare, ma tu dentro al minipage metti solo \footnotemark; è fatto apposta per mettere le note del testo fuori delle minipage.
::
Benvenuto al forum!Devi installare i CB fonts; cercali nel Package manager, selezionali e clicca per installare.
Ma il Problema è che hai installato una versione basic di MiKTeX e non l’hai configurato per scaricare al volo ciò che ti serve. Questo implica che tu sia sepre collegato in rete quando ti serve qualcosa.
La soluzione a questo problema (annoso e frequente fra gli utenti di MiKTeX) è come sempre quella di eseguire una installazione completa e di tenerla sempre aggiornata; su CTAN, l’archivio internazionale dei pacchetti che formano il sistema TeX, ci sono una cinquantina di aggiornamenti e/o nuovi pacchetti ogni decina di giorni.
L’altro problema annoso è quello delle installazioni aggiornate; questo è un problema che colpisce utenti delle due maggiori distribuzioni gratuite MiKTeX e TeXLive, senza distinzione di categoria. Cerca di superare questi due problemi; installazione completa e sempre aggiornata!
::
Dipende fall (ex) facoltà stabilire quanto vale un credito; in media nelle facoltà scientifiche un credito viene stimato in 25-30 ore di alvoro individuale, che include lezioni, esercitazioni, studio personale, esami. Quindi 3 crediti non è un esamnio da quattro soldi, ma richiede complessivamante da 75 a 90 ore di lavoro; certo se hai fatto bene il tuo lavoro durante il corso ti basta mezza giornata per ripassare, ma di solito occurre almeno una settimana per ripassare.Quello che non va in TeXnicCenter, non è il fatto che costituisca la minor parte del tuo corso, che da quel che ho capito riguarda LaTeX, più che l’editor per usarlo. Mezza giornata non basta per preparare LaTeX, a meno che tu non abbia già speso ore e ore per scrivere come si deve documenti complessi.
Tutti gli editor sonno più o meno semplici, più o meno dotati di barre di menu, più o meno dotati di shortcut da tastiera; quindi per ripassare le funzionalità dell’editor mezza giornata è fin troppo. Quello che non va con TeXnicCenter è che è un programma che gira solo su macchine Windows, quindi chi usasse un’altra macchina (Linux o Mac) non potrebbe esercitarsi sul proprio PC. Poi sul proprio PC uno potrebbe desiderare di usare un editor meglio integrato con il sistema operativo, risptto ad un editor multipiattaforma, ma per mettere tutti gli studenti sullo stesso piano, è NECESSARIO usare un editor multipiattaforma. Per esempio TeXworks è installato di default sia con TeXLive sia con MiKTeX; con le piattaforme Linux TeXworks fa parte della normale dotazione dei programmi da instalalre con il gestore di pacchetti specifico della particolare distribuzione Linnux. Ecco qindi che TeXworks potrebbe essere l’editor su cui basare quel poco che serve per l’esame e tutti gli studenti si troverebbero di fronte allo stesso editor senza obbligo di spese per instalalre macchine virtuali al fine di installare un programma per Windows, e senza bisogno di ricorrere a trucchi del genere meno costosi di una macchina virtuala, ma quasi altrettanto efficaci, che richiedono però di smanettare non poco.
Tu, per te stessa, usi un portatile Windows? instalalti TeXnicCenter sul tuo portatile e usa quello per esercitarti.
L’idea di cancellare texniccenter.exe potrebbe essere una buona idea, se riesci a toglierlo di mezzo, anche dal cestino.
::
Già; credo che tu debba crearti una classe ad hoc; prova a vedere la guida tematica sulle classi, qui sopra nella sezione Documentazione.
Ricorda: il logo tuo va nella testatina, il logo del cliente, ammesso che in un preventivo ci voglia, va nel copro del messaggio.
Se vuoi una intestazione che contenga due riquadri, uno con i dati della tua ditta (ragione sociale, logotipo, partita IVA, IBAN e quant’altro sei solito inserire nei preventivi, e analogamente un riquadro con i dati del cliente con ragione sociale, codice fiscale o partita IVA, eccetera, si può sempre fare in testa al corpo una unica tabella riquadrata con 2 colonne di tipo X (pacchetto tabularx) dal contenuto allineato a sinistra; poi puoi comporre la tabella con i dati del preventivo (una colonna X e una colonna r terminata con il simbolo dell’euro. Sotto ci metti i testi generali e e la firma.Praticamente la classe, richiama le cose che fai solitamente a mano, ma te le standardizza, in modo che tu non debba inventari ogni volta le cose da capo.
::
Credo che la spiegazione, che io non riesco a replicare, per il motivo che ti ho detto, discenda dal fatto che la minipage dei versi paralleli è attaccata al testo precedente, che costituisce un capoverso molto lungo; per cui, anche se la minipage è nella pagina 3, essa è stata inviata alla scatola 255 (la galley proof, la bozza non impaginata) quando è cominciato il capoverso, quindi quando era ancora in vigore la pagina 2. Prova a staccare meglio i capoversi e ad evitare i capoversi diciamo, di più di 10 righe e a vedere che cosa succede.
Come ho detto, non potendo replicare il “perpage”, io non poso verificare che cosa succede.
::
Puoi provare, ma credo che se non sei amministratore non serve a niente. Inoltre su ogni PC della sala informatica è intallato TeXnicCenter, oppure esegue una versione che si trova sul server della sala? in questo secondo caso non puoi nemmeno cancellare il file .exe dal server, perché non sie amministratore.Mettiti d’accordo con un tecnico di sala per reinstallare l’intero pacchetto. Già è criminale imporre l’uso di un programma specifico per Windows, e non multipiattaforma, ma imporre un programma bacato che richieda di copiare l’intero sorgente per incollarlo in un file nuovo è una cosa inammissibile.
Da professore universitario, ora in pensione, e da ex Garante degli Studenti sono allibito; se uno studente mi avesse segnalato una cosa del genere, il prof sarebbe stato chiamato a rapporto da me e ti garantisco che il software, non solo sarebbe tornato nuovo, ma sarebbe anche stato possibile usare qualunque altro editor, specialmente se multipiattaforma.
Il fatto che sia disponibile ad ascoltare gli studenti, non implica che sia esonerata dal capire quanto le viene riferito e proponga una soluzione di rattoppo del tutto inaccettabile per qualunque lavoro serio.
::
Vedi la tua prof è un’integralista; mi spiego: non ha senso fare un esame che richieda l’uso di un software che funziona solo con un data architettura di calcolatore e con un dato sistema operativo; anche se su 100 allievi 99 usano Windows, ma uno usa Linux o Mac, quest’unico studente ha due scelte: o abbandonare il corso o comprarsi una macchina Windows.Capirei di più se la prof facesse usare un editor multipiattaforma, così tutti possono usarlo indipendentemente dalla macchina e dal sistema operativo. Te ne cito alcuni: Texwors, TeXstudio, Texmaker, emac+auctek, e la lista non si ferma qui. Se io fossi al tua prof sceglierei TeXstudio, che è abbastanza ricco di barre superiori e laterali per ogni gusto e contiene un visualizzatore PDF integrato con cui eseguire le ricerca diretta e inverse, capisce le righe magiche, consente di comporre anche i file .bib, e chi più ne ha più ne metta. Gira su tutte le macchine e con ogni sistema operativo. Cosi si potrebbe richiedere di più dagli studenti?
nel frattempo, visto che ti trovi a dover fare con questa prof, un po’ poco aggiornata sugli editor “LaTeX friendly”, disinstalla TeXnincCenter e reinstallalo ex novo, magari una versione più recente. Di solito sulle macchine Wndows questo approccio “brutale” risolve ogni problema. Quando dico “disinstalla”, intendo una disinstallazione completa e assoluta, compresi tutti i file di configurazione, come dovrebbe saper fare il programma di disinstallazione che compare sotto il “Pannello di controllo”.
::
Vedi la tua prof è un’integralista; mi spiego: non ha senso fare un esame che richieda l’uso di un software che funziona solo con un data architettura di calcolatore con un dato sistema operativo; anche se su 100 allievi 99 usano Windows, ma uno usa Linux o Mac, quest’unico studente ha due scelte: o abbandonare il corso o comprarsi una macchina Windows.Capirei di più se la prof facesse usare un editor multipiattaforma, cossì tutti possono usarlo indipendentemente dalla macchina e dal sisteama operativo. Te ne cito alcuni: Texwors, TeXstudio, Texmaker, emac+auctek, e la lista non si ferma qui. Se io fossi al tua prof sceglierei TeXstudio, che è ababstanza ricco di barre superiori e aterali epr ogni gusto e contiene un visualizzatore PDF integrato con cui eseguire le ricerca diretta e inverse, capisce le righe magiche, consente di comporre anche i file .bib, e chi più ne ha più ne metta. Gira su tutte le macchine e con ogni sistema operativo. Cosi si potrebbe richiedere di più dagli studenti?
nel frattempo, visto che ti trovi a dover fare con questa prof, un po’ poco aggiornata sugli editor “LaTeX friendly”, disinstalla TeXninc Center e reinstallalo ex novo, magari una versione più recente. Di solito sulle macchine Wndows questo approccio “brutale” risolve ogni problema. Quando dico “disinstalla”, intendo una disinstallazione completa e assoluta, compresi tutti i file di configurazione, come dovrebbe saper fare il programma di disinstallazione che compare sotto il “Pannello di controllo”.
::
Le cose che definisci con \newcommand o ridefinisci con \renewcommand, o con \def, o con \edef, o con \gdef o con \xdef si chiamano macro in gergo TeX; non me lo sono inventato, perché questo nome è stato usato da Knuth, il papà del sistema TeX (che contiene gli eseguibili tex, etex, pdftex, xetex, luatex, aleph, e tanti altri, come metapost, metafont, eccetera; insomma il sistema TeX è costituito da tutti gli eseguibili che si trovano in texlive/2013/bin// ). Insomma macro è un comando interpretato ed eseguito da un particolare interprete sia esso perl, lua o tex; ovviamante i linguaggi di ciascun inteprete sono diversi, quindi per scrivere macro bisogna conoscere il linguaggio specifico usato dall’interprete; le macro latex richiedono uno dei motoeri di interpretazione ed esecuzione il cui nome finisce con tex.
Appena ho finito le lettere dell’alfabeto la GuidaGuIT prenderà il numero di versione 1.00, ma non vedrà mai la fine perché il sistema TeX è in continua evoluzione; per quel che riguarda LaTeX sia sul punto che l’interprete cambia linguaggio, pur mantenendo l’opportuna retrocompatibilità, perché il tanto atteso LaTeX 3 sembra in dirittura d’arrivo.
-
AutoreRisposte