OldClaudio

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  • in risposta a: Produrre linea sotto il titolo #93601
    OldClaudio
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      Senza andare a cercare chissà che cosa, linguaggi strani o poco conosciuti, che ne diresti di questo singolo comando per \mytitle?`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
      % !TEX TS-program = pdflatex

      \documentclass[12pt]{article}
      \usepackage[utf8]{inputenc}
      \usepackage[T1]{fontenc}
      \usepackage{lmodern}

      \newbox\mytitlebox

      \newcommand{\mytitle}[3]{%
      % argomenti: #1 titolo
      % #2 distanza sottolineatura
      % # spessore sottolineatura
      \begin{lrbox}{\mytitlebox}#1\end{lrbox}%
      \leavevmode\vtop{\copy\mytitlebox\vskip \dimexpr#2-\dp\mytitlebox\relax\hrule height #3}
      }

      \begin{document}

      \centering\mytitle{\Huge Questo è il mio titolo}{2ex}{1mm}
      \end{document}`
      Nota che la sottolineatura è ad distanza specificata dalla baseline. Magari ci vorrebbe qualche cosina di meglio per parametrizzare la distanza versicale al corpo del testo del titolo, ma questo funziona con comandi parzialmente LaTeX (per esempio ambiente lrbox, e per il resto comandi nativi di TeX.

      in risposta a: Produrre linea sotto il titolo #93598
      OldClaudio
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        Fran, cerca di fartela tornare; credo che pochi sappiano usare xindy; io ci ho provato, ma dopo aver risolto il problema che avevo per mano, non l’ho più usato e mi sono dimenticato tutto quello che ero riuscito a decifrare della sua terribile non-documentazione.

        Claudio

        in risposta a: [risolto] Font maiuscolo #93616
        OldClaudio
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          samiel” post=93217In questo forum c’è moltissimo da imparare da persone di grandissima competenza.
          Su aspetti maggiormente opinabili, come le scelte editoriali, magari si può eccepire,
          ma – come ti è stato detto – basta aprire un libro ben stampato per capire cosa sia
          la leggibilità. D’accordo, tu stai creando delle diapositive. Inoltre, come pure ti hanno detto,
          il maiuscoletto in ogni caso appare maggiormente leggibile del maiuscolo.
          Ma perché non ti costruisci un ambiente, in modo che puoi scrivere normalmente,
          e poi tutto (maiuscole e minuscole) risultano come ti serve? Ad es., scrivi un testo
          con le iniziali maiuscole e il resto minuscolo in modo che lo hai sempre a disposizione
          in forma normale, e poi nell’ambiente lo rendo tutto maiuscoletto?

          Mica facile, anche se si può fare, rendere minuscole le maiuscole del maiuscoletto; certo si può fare, ma si tratta di una cosa che non consiglierei a nessuno.

          @Ziel van brant vuol scrivere tutto in maiuscolo della stessa altezza e di corpo piccolo; padronissimo di farlo per i suoi appunti personali. Il fatto che a noi che usimo LaTeX da tanto tempo sembri una porcheria non ha nessuna rilevanza; se lo vuol fare per se stesso, lo faccia tranquillamente.

          Obbietto solo sulla sua affermazione “non penso di aver infranto qualche non-scritta regola morale…”. No, certo, non hai violato nessuna regola MORALE; hai violato la netiquette di questo forum, regola scritta, eccome, nelle istruzioni per l’uso del forum.

          in risposta a: Problema con \cellcolor. #93578
          OldClaudio
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            TeXnucCenter non è la distribuzione del sistema TeX; è solo un editor e al suo posto ne ptresti scegliere un altro fra un cinquantina di possibilità.

            Quando si chiede la versioe della distribuzione si chiede se sia TeXLive o MiKTeX e che numenro di versione ha; se è aggiornata o se ha anche solamente un anno.

            Se non sai trovare dove si trova il file log del tuo esempio, la cosa è grave: il tuo file.tex sta pur da qualche parte sul tuo disco; nella stessa cartella cì file.log 😉

            in risposta a: Righe magiche di Biber in TeXstudio e altri editor #93567
            OldClaudio
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              Io ho TeXShop 3.26

              con questa versione la riga magica`% !BIB TS-program = biber` funziona come descritto in ciò che hai riportato. Molto comodo da usare; pur disponendone ho scoperto che funzione grazie al tuo messaggio. Grazie!

              Peccato che l’help di TeXShop tenga bene nascosta l’informazione/documentazione realtiva alle righe magiche.

              Claudio

              in risposta a: Tikz: spy e file ps/eps #93564
              OldClaudio
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                Non vedo perché tu debba produrre l’immagine eps con TikZ, specialmente se poi il risultato finale del tuo documento deve essere in formato PDF.

                In ogni caso, visto che hai già il file PDF dell’immagine, allora convertilo non con GIMP (che è in grado di leggere i file vettoriali (pdf, eps, ps,…) ma non è in grado di convertire e salvare in formato veramante vettoriale; il file eps che ottinei con GIMP è un file bitmapped incluso dentro in involucro encapsulatex postscript.

                La trasformazione con ghostscript riesce se usi il driver giusto; ma la tua versione di MiKTeX dovrebbe contenere fra i suoi eseguibili ance il programmino pdf2ps che ti permette, di fatto, di usare ghostscript con il driver giusto; la sintassi per dare il comando da linea di comando (finestra comandi o prompt dei comandi) è questo:
                `pdf2ps -o miofile.eps miofile.pdf`
                Ci mette pochi secondi e ottieni subito il risultato vettoriale; io ho provato su un mio grafico e la visualizzazione del file originale e di quello converttio è assolutamante identica; entrambe sono vettoriali e nessuna delle due è sgranata.

                Ricordati, comunque, che con pdflatex (almeno con la distribuzion aggiornata di TeXLive, e per aggiornata intendo non più vecchia di due anni) puoi incoprorare immagini con le estensioni (e i contenuti conformi all’estensione) .pdf, .png, .jpg, .mps, .eps e qualche altro formato meno comune (per esempio le estensioni in lettere maisucole, ma a Windows non interessano le lettere maiuscole/minuscole).

                in risposta a: fonti immagini #93552
                OldClaudio
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                  Le immagini altrui oggigiorno si possono recuperare in vari modi, anche fotocopiando immagini da testi stampati, da riviste cartacee, eccetera.

                  Normalmente il lavoro altrui va citato correttamente, non importa dove, ma va citato.

                  Secondo me il problema è un altro: quando usi una immagine altrui o hai il permesso scritto del detentore del copyright, oppure l’immagine è vincolata da una licenza come la Creative Commons, o quelle di GNU, o altre simili.

                  Quindi per ogni immagine devi scoprire chi è il detentore del copyright; generalmente per i libri e le riviste è la casa editrice, ma bisogna leggere che cosa queste case editrici hanno scritto nel retrofrontespizio o nella colonna delle informazioni legali.

                  Per le cose che si trovano in rete, spesso, vedi Wikipedia, ogni immagine à accompagnata da un link nel quale si espone la licenza a cui è soggetta; spessissimo chi mette il suo materiale in rete lo fa anche in modo anonimo lasciando libero chiunque di usare quel materiale, citandone la fonte; semplice: l’url dell’immagine e la data in cui quell’immagine è stata scaricata (gli url sono piuttosto evanescenti, quindi la data è necessaria per dire “in quella data l’immagine era lì; dopo non so.”
                  Se invece c’è il nome e la licenza, bisogna leggere la licenza e agire di conseguenza.

                  Ribadisco che non è importante dove scrivi l’attribuzione; potrebbe essere il retrofrontespizio (chiamato impropriamente colophon; in inglese si chiama più propriamente copyright page);
                  potrebbe essere la didascalia dell’immagine stessa sfruttando l’argomento facoltativo che andrà poi a finire nella lista delle figure, se ne componi una. Per esempio:`\begin{figure}
                  \centering
                  \includegraphics[…]{…}
                  \caption[Le Porte Palatine]{Le porte Palatine. Foto di Mario Rossi soggetta a la licenza Creative Commons. \url{www.pippolandia.org} in data 2014-05-27.}
                  \end{figure}`Nota la data in formato ISO: AAAA-MM-GG

                  Non occorrono grandi sbrodolate di dettagli. Nella Guida GuIT le fotografie sono attribuite nel retrofrontespizio, mentre i disegni al tratto sono attribuiti con una piccola scritta vicino al disegno con il nome dell’autore e il programma usato per comporre il disegno. Siccome gli autori sono coloro che sono elencati nel retrofrontespizio e la Guida ha una licenza Creative Commons, quello è sufficiente.

                  Credo che nella tua relazione bastino cose simili.

                  L’attribuzione del lavoro altrui a chi l’ha affettivamente fatto non è solo una cosa dovuta per legge; qualunque persona educata lo farebbe anche senza leggi che lo prescrivano. Ma la mancata attribuzione implica il reato di plagio perseguibile in via penale e in via civile da chiunque abbia il diritto di farlo; chi copia in questo modo è fortunato se resta in mutande, ma senza debiti; in ogni caso sporca la fedina penale, con le conseguenze che puoi immaginare.

                  Ora so bene che la cosa non ti riguarda, il plagio, voglio dire; il tuo interesse era sapere quale fosse il miglior modo di attribuire la paternità delle immagini scaricate dalla rete. Credo che ti abbiamo già dato delle indicazioni utili, ma la decisione finale sulla forma da dare a queste attribuzioni resta sulle tue spalle.

                  in risposta a: [Risolto]Inserimento disegni #93543
                  OldClaudio
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                    In ogni caso disponi sempre del comando pdfcrop per ritagliare via la parte bianca attono alla figura.

                    Poi se leggi la documentazione di graphics vedi che con l’opzione clip e le dimensioni del viewport puoi scontrnare la figura direttamante con \includegraphics.

                    Naturalmente il suggerimento di @cfiandra e il suggerimento di leggere quel paragrafo nella guida sono i primi passi da compierre; io ti ho indicato questi altri due metodi solo per farti sapere che hai solo l’imbarazzo della scelta.

                    in risposta a: Font per scrivere il testo #93493
                    OldClaudio
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                      Elrond” post=93140
                      Font che è davvero bello! Non so se ti ho mai ringraziato pubblicamente, comunque apprezzo molto la distinzione fra le lettere simili ([tt]l[/tt] e [tt]I[/tt] maiuscola, ecc…) che in una presentazione da vedere da lontano è estremamente utile.

                      Non ha importanza (non che non mi faccia piacere, ma non è importante ringraziare), ma grazie lo stesso; Ho avuto anche diversi aprrezzamanti dall’estero.

                      Recentemente ho tenuto un corso di 14 ore in inglese sull’uso di pdfLaTeX a un gruppo di PhD di diverse nazioni (estremo est: Russia; estremo ovest: USA); ovviamante ho composto la presentazione con questi font; hanno prodotto il loro effetto, anche negli essmpi di composzione li ho ben mescolati con i Latin Modern e i CBfonts; i partecipandi erano tutti umanisti interessati alle lingue classiche antiche.

                      Questo è un messaggio anche per Tommaso: quando si ocnoscono i nomi delle famiglie, non è difficile mescolare font di ogni genere; e di file .fd non è che ce ne siano milioni in giro, ance se ce ne sono molti; se usi kpsewhich –all *.fd (controlla bene la sintassi leggendo il manuale con texdoc kpsewhich) li trovi tutti con un solo comando. e ogni file ha il nome formato agglutinando la sigla della codifica con il nome della famiglia; al massimo, con nomi di famiglia fantasiosi, non sai a che font si riferiscano, ma basta aprilrli con l’ediotor per scoprirlo immediatamente — be’, talvolta si tratta di file scritti da chi non voleva che altri si accorgessero dei loro font.

                      in risposta a: Font per scrivere il testo #93491
                      OldClaudio
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                        Io non mi stanco dei Latin Modern, ma talvolta ne uso altri come il Times per compattare il testo, e il Palatino per renderlo più facilmente leggibile in corpo 10pt.

                        Ma oggettivamante non mi sono posto tutti i problemi che elenchi e non sono così artistico da cercare di usare font “esocitici”; meno che mai userei i Comics Sans” per una presentazione (per le presentazioni io uso i miei LXfonts, completi nel senso che la cllezione comrende anche il greco, ma sono Type 1 e quindi non hanno tutta l’elasticità degli opentype).

                        Ma quello che emerge dal tuo scritto è che continui a usare la parola famiglia per indicare qualcosa che invece è una collezione; I Latin Modern, non sono una famiglia di font completa fin che vuoi, ma sono un collezione di fiamigle di font che condividono alcuni paramentri grafici e quindi vanno d’accoro assieme.

                        Ma se vuoi maggiore libertà, invece di usare (per pdfLaTeX) i Latin Modern usamdo il pacchetto lmodern, prova ad usare il pacchetto cfr-lm; vedrai quante ulteriori famiglie sono disponibili con quel solo pacchetto necessario epr gestire tutte le famiglie che compongono la collezione Latin Moder e ne crea di nuove grazie ai font virtuali.

                        Per concludere, io sono l’interlocutore peggiore su questi argomenti, perché risco a distinguere due famiglie o due forme che non vanno affatto bene assieme, ma non sono capace di scegliere la collezione giusta per trattare un determinato argomento, come viene suggerito (diabolicamante) in ogni manuale di tipografia. Io sarei il topico utente che eventualmente userebbe gli EB Garamond per trattare dell’allevamento dei pavoni nani, se ritenessi che quei font sono facili da leggere e non affaticano la vista; non riesco a elaborare la loro estetica in relazione all’argomento da trattare. Senza fare torti a nessuno, credo che la maggior parte delle persone sia nelle mie stesse condizioni di ignoranza relativa i font, e a mala pena riesce a disitnguere accoppiamenti di font giusti o sbagliati.

                        Speriamo che qualcun altro ti possa rispondere meglio di me.

                        in risposta a: Font per scrivere la matematica #93481
                        OldClaudio
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                          Tommaso, i font euler sono molto belli, ma li userei solo per scopi decorativi, come i grandi numeri dei capitoli in certe classi o con certi stili. Per quanto siano belli, non permettono di distinguere a colpo d’occhio le lettere tonde dalle lettere in corsivo matematico, perché non sono inclinate, ma su richiesta di Knuth e accordo con Zapf, sono state create come se uno scrivesse i simboli matematica in bella calligrafia a mano sulla lavagna. Il testo per cui Knuth li ha usati è di pura matematica; non soddisfa alle norme ISO, che non si applicano a matematica “pura”, ma sono cogenti solo per la matematica delle scienze applicate (io dire meglio delle scienze delle grandezze misurabili metrologicamente).

                          Le combinazioni di Iwona o altri caratteri senza grazie per il testo, nuovamente, sono adatti soltanto per testi di matematica pura perché le norme ISO richiedono certe forme di font per scrivere in modo non equivocabile cose diverse ma rappresentati dalle stesse lettere.

                          Benché tu abbia indicato 20 combinazioni, da ingegnere (perché non hai indicato al tecnologia fra le scienze che usano tanta matematica/; da buon ingegnere rispettoso delle norme, io mi sento vincolato dalle norme ISO).

                          Per xelatex le combinazioni sono molte di meno; di default vengono usati i Latin Modern per il testo e per la matematica si può scegliere il Latin Modern Math;
                          XITS va bene per il testo e XITS Math va bene per la matematica; Asana Math va bene con il Palatino; Cambia Math va bene con il Times; i vari TeX Gyre *** Math vanno bene con i corrispondenti TeX Gyre ***, ma per ora ho visto solo gli asterischi sostituiti solo con pagella (palatino) e con termes (times).
                          Spesso i font OpenType dispongono di una modesta collezione di segni matematici che potrebbero servire in un testo puramante testuale con qualche rara semplicissima formuletta., ma non è facile sapere quali segni contengano e come accedervi senza l’interfaccia matematica costituita dal pacchetto unicodemath. Magari per i glifi disponibili unicode math fa il suo dovere, ma credo che non sia propio il caso di affidarsi alla “dea bendata” in questo modo.

                          in risposta a: Font per scrivere la matematica #93479
                          OldClaudio
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                            Oltre alla collezione kpfonts, c’è la collezione fourier; poi ci sono i vecchi txfonts e pxfonts, che sono stati recentemente sostituiti (o bisognarebbe dire affiancati, perché per compatibilità i vecchi font non sono stati tolti dalle distribuzioni) i newtxmath, che accompagna i newtextext, e newpxmath che accompagna i newpxtext..

                            I pacchetti new*xmath possono essere usati separatamante dei loro compagni per il testo; i tx tiguardano i font Times e i px i font palatino; se io volessi usare il palatino userei certamante i newpxtext e newpxmath. Certo uno potrebbe usare il pacchetto Palatino e affincargli i mathpazo, ma secondo me i newpx**** sono migliori.

                            Poi c’è il macchetto mathdesign che affianca opportuni font matematici a quattro font testuali adeguato, ivi compresi i Garamond; vedi la documentazione di mathdesign.

                            Una cosa interessante con i kpfonts e i fourier è che sono pacchetti preparati dia francesi; questo significa che, come hanno convenzioni particolari per la tipografia del testo, così hanno convenzioni particolari per la composione matematica; tra le altre aprticolarità non usano le lettere greche inclinate. I pacchetti però sono congegnati in modo da poter scrivere e comporre sia con le convenzioni che usiamo normalmente e secondo le norme ISO per la matematica delle scienze applicate, ma comunque si dispone anche dei caratteri greci diritti, per cui in fisica si può distinguere l’angolo π dal numero π=3,14159… e l’angolo piatto dal pione (ammesso che esista una simile particella; so del ,uone, ma mi dicono essercene anche una che comincia con “pi”).

                            Tommaso, non dimenticarti comunque, quando scrivi di queste cose, che esiste un limite al numero di famiglie matematiche, che è sedici; quindi non si possono caricare più di un certo numero di alfabeti, cioè non più di 16 alfabeti, di cui 4 sono assolutamante fissi, due sono quelli della American Mathematical Sociaety (che includono anche il black board bold); quindi in realtaè si possono caricare ancora 10 alfabeti; con i kpfonts e i forurier, non mi ricordo qualde dei due, sono gà caricati 14 alfabeti matematici e ne restano solo 2 a disposizione.

                            Non è il caso di scherzare con queste cose.

                            Direi che nell’ordine il prendere in considerazione i font:

                            newtx e newpx
                            kpfonts e fourier
                            mathdesign
                            altri pacchetti come mathpazo e simili.

                            Veramante sono incerto fra i newps, i kpfonts e i fouriier, tutti eccellenti; i newtx sono ottimi, ma non vado matto per il font Times.

                            Esistono anche le collezioni TeX Gyre, ma confesso di non usarle spesso, anzi ho fatto qualche esperimento ma poi ho lasicato perdere. Con XeLaTeX, però, sono fra i pochi font opentype che dispongono anche della versione Math come pochi altri font; se guardi sul tuo Mac, nella cartella di font non trovi moltissimi OpenType con il nome che contiene la parola Math.

                            Ciao
                            Claudio

                            in risposta a: [RISOLTO] Problema con la bibliografia #93472
                            OldClaudio
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                              OK. È normale che faccia così.

                              Il concetto del database bibliografico con estensione .bib e della sua elaborazione con bibtex, consste nel leggere nel file ausiliario .aux del tuo documento le chiavi dei testi che vuoi elencare nella bibliografioa del documento; bibtex, lette queste chiavi estrate dal database bibliografico SOLO quelle schede che hai citato; le “digestimola” per metterle nella forma richiesta da LaTeX e dalla classe del tuo documento, cosicché alla sucessiva elaborazione del documento viene composta la bibliografia e registrata la corrispondenza delle chiavi; Con la terza esecuzione di pdflatex questa corrispondeza viene usata per sostituire i richiami, porvvisoriamante sostituiti fino a quel momento con punti interrogativi, con i riferimenti corretti della tua bibliografia.

                              Quindi i casi sono due:

                              1) o citi esplicitamante i tuoi riferimenti durante lo svolgimento del tuo documento,
                              2) oppure inserisci prima di \end{document} il comando [tt]\nocite{*}[/tt] che dice, sostanzialmente) a bibtex di estrarre tutti gli elementi del database bibliografico, anche se non sono citati nel documento.

                              A questo punt quelle quattro esecuzioni in quell’oridne permettono di avere al bibliografia composta e le citazioni eventuali eseguite correttamente.

                              Naturalemente non è necessario fare quelle quattro esecuzioni ogni volta che cambi una virgola nel tuo documento; nasta che tu lo faccio di tanto in tanto, ma che tu lo faccia prima di considerare il tuo documento completato e terminato, pronto per le stampe.

                              Quello che ti ho raccontato molto in breve è scritto in qualunque guida: se non l’hai già fatto, scarica qui dal sito dalla sezione Documentazione la guida L’Arte di scrivere con LaTeX e leggi con attenzione il capitolo sulla bibliografia; naturalmente è meglio se la sfogli tutta, almeno sai che cosa contiene; in seguito puoi approfondire meglio gli argomenti che ti premono maggiormente.

                              in risposta a: Impostare una larghezza per \dotfill #93419
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Il rientro di 0.5cm (perché non scrivere 5mm lo sai solo tu) ce l’ahi messo tu, quindi è ovvio che all’inizio delle righe del ralatore e correlatore non è allineato con Telatore e Correlatore; se vuoi l’allineamanto a sinistra con i rispettivi titoli devi togliere quel mezzo centimentro. Per avere i putini per le firme più vicino ai nomi devi richiudere i tutto dentro una scatola di larghezza specificata; aggiusta tu la alrghezza che io metto in 0.7\textwidth scegliendo un altro coefficiente.
                                `
                                Relatore
                                \vspace{\baselineskip}

                                \makebox[0.7\textwidth]{\hspace{0.5cm}\Large Ing. Ugo Foscolo \hfill\makebox[5cm]{\dotfill}}\\

                                \vspace{1.3\baselineskip}

                                \large{Correlatore}
                                \vspace{\baselineskip}

                                \makebox[0.7\textwidth]{\hspace{0.5cm}\Large Ing. Giacomo Leopardi \hfill\makebox[5cm]{\dotfill}}
                                \vspace{4\baselineskip}
                                `

                                Inoltre \Large, come tutte le altre dichiarazioni per scegliere un corpo sono, appunto, dichiarazioni e non comandi che operano su un argomento; le graffe attorno ai nomi non servono a nulla ma indicono a pensare erroneamente che il comando \Large operi solo sul contenuto delle graffe.

                                in risposta a: [RISOLTO] Problema con la bibliografia #93470
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Ogni volta che aggiungi o modifichi il file .bib devi anche far andare il programma bibtex (oppure biber); ma solo seguendo la solita procedura:

                                  pdflatex
                                  bibtex
                                  pdflatex
                                  pdflatex

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