OldClaudio

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  • in risposta a: Error nell’importare Immagine #93199
    OldClaudio
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      Pero caricandolo mi dà un errore abbastanza noto in rete :

      ! Package inputenc Error: Unicode char \u8: not set up for use with LaTeX.

      Ho provato le soluzioni proposte, ma non sono riuscito a risolvere il problema. La linea indicata corrisponde nel file che richiamo (Chapter1 o Appendice B)
      a : \begin{equation}
      o \begin{tabular}

      Dopo il messaggio d’errore “Package inputenc error:…” c’è scritto il numero della riga dove il pacchetto ha trovato l’errore; cancella quella riga e riscrivile; essa, probabilmente contiene un carattere invisibile con i font che hai scelto per la finestra di editing del tuo editor, quindi non lo vedi, ma c’è. La soluzione più semplice, come dicevo è quello di riscrivere la riga, senza usare copia e incolla, ma riscrivendola completamente.

      Tra l’altro, visto che è possibile farlo, configura il tuo editor perché usi un font OpenType, fra quelli disponibili quando il programma di configurazione ti mostra l’elenco dei font disponibili, che sia piuttosto completo; in teoria i font OpenType potrebbero contenere centinaia di migliaia di caratteri, ma in pratica ne contengono “solo” alcune migliaia. Io personalmente io uso il font mono spaziato Monaco, ma che io sappia è disponibile solo sui Mac. Su Windows o su Linux userei qualcosa come Libertine, credo, ma siccome lavoro su un Mac non sono così pratico dei font disponiili sulle altre piattaforme.

      in risposta a: Espansione macro all’interno di \ref #93243
      OldClaudio
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        @OldClaudio

        La tua spiegazione è sbagliata. Sia \label sia \ref espandono l’argomento perché lo usano all’interno di \csname…\endcsname.

        Già, è vero 😯 🙄 :mrgreen: ; mi sono confuso co un altro caso, dove ivece c’era un comando \string di mezzo.
        Le mie osservazioni sul cattivo uso o uso improrio delle macro cistae mi sembra che resti valido, e resta confermato dalle tue osservazioni e da quelle di altri partecipanti.

        in risposta a: Espansione macro all’interno di \ref #93240
        OldClaudio
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          Nate River” post=92854Sto utilizzando il pacchetto currfile, che fornisce la macro \currfilename contenente il nome del file .tex correntemente elaborato.
          Supponendo che il file è main.tex, questo codice funziona:

          `
          \label{\currfilename}
          \ref{main.tex}
          `

          Mentre questo no:

          `
          \label{\currfilename}
          \ref{\currfilename}
          `
          Perchè?

          Mi pare che tu non abbia letto, o abbia letto molto superficialmente, sia la documentazione di cuurfile, sia le guide di LaTeX. Se mi sbaglio perdonami.

          1) l’argomento di \label non viene sviluppato e può cotenere qualunque carattere,( se ben ricordo, tranne la virgola); dunque [tt]\label{\currfilename}[/tt]
          crea un etichetta foramata dai caratteri [tt]\ c u r r f i l e n a m e[/tt], non lo sviluppo di \currfilename che sarebbe il nome del file corrente. Nello stesso tempo [tt]\ref{main.tex}[/tt] legge il significato numerico associato all’etichetta foramta dai caratteri [tt]m a i n . t e x[/tt], etichetta che non hai mai definito; con certe glassi le etichette di cui LaTeX non conosca il significato sono stampate mediante un apio di punti interrogativi e oppure le etichette senza significato vengo stampate come tali, cioè come etichette, non come quello che esse rappresentino.

          2) Se carichi il pacchetto currefile, ogni volta che direttamente o indirettamente vine aperto un nuovo file, con \input, con \include, con \InputIfFileExists, con \RequirePackage, eccetera, le caratteristiche del file vengono messe dentro quelle macro. \currfilenmae, \curfileext, \currfilepath, eccetera.
          Certamente, quindi, queste macro non sono da mettere dentro \label e dentro \ref, perché contengono già le parti di nome che interessano.

          3) Dunque non è affatto chiaro che cosa ti voglia fare a usare quelle macro come argomenti di \label o di \ref.. Ecco perché ho il sospetto che tu abbia fatto un po’ di confusione, oppure che tu non abbia letto con abbastanza attenzione le varie guide e la documentazione dei pacchetti che vuoi usare.

          in risposta a: [Concorso] TikZ nella gallery del sito #93217
          OldClaudio
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            Ottima idea, Roberto; non vedo l’ora di vedere che cosa i frequentatori del forum presenteranno. 🙂

            in risposta a: Error nell’importare Immagine #93194
            OldClaudio
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              Il fatto che TeXworks sia impostato a utf8 non ha nulla a che vedere con pdfLaTeX.

              Vedo che hai le idee piuttosto confuse fra l’editor e il programma di tipocomposizione e non ti è chiaro di come le codifiche entrino in gioco.

              Leggiti la guida tematiche che ti è stata consigliata.

              è vero che scrivendo in inglese verosimilmente non usi accenti; sei sicuro che nemmeno un autore citato in bibliografia non abbai il nome composto con caratteri strani? Te ne basta uno e senza la chiamata al pacchetto inputenc con la specificazione della codifica usata dall’editor per salvare il file .tex, sei fritto. Non avere paura a specificare la codifica; tanto poi quando scrivi in italiano la devi specificare, quindi tanto vale prendere l’abitudine di farlo sempre e sei così sempre dalla parte del giusto.

              in risposta a: Inserire molti files in \input #93164
              OldClaudio
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                cfiandra” post=92839

                [quote=”OldClaudio” post=92830]Ma spero bene che tu no abbia fatto una scicchezza del genere: i nomi dei file devono essere moderatamente mnemnici affinche tu possa ritrovare facilmente il file su cui eventalmente mettere le mani; e il numero del capitolo non aiuta certo la memoria.

                Io vedrei file dai nomi simili a questi: frontespizio-e-preliminari.tex, presentazione.tex, stato-dell-arte.tex, scopo-della-ricerca.tex, ipotesi-preliminari.tex,…,materiale-finale.tex

                Invece ho imparato che non serve l’estensione *.tex.

                Vero, ma credo che OldClaudio parlasse dei nomi dei file in senso stretto, non dell’argomento da passare ad [tt]\input[/tt] o [tt]\include[/tt].

                Ciao
                Claudio[/quote]

                Non ho capito: certo che parlavo dei nomi dei file; ma tu come argomento da passare a \input o a \include che cosa dai di diverso dai nomi dei file?

                in risposta a: Inserire molti files in \input #93158
                OldClaudio
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                  @sblindo
                  , il tuo primo messagio è stato utile per far esercitare i freuentatori del forum su un prolema di programmazione insolito.

                  Ma il questo è bacato fin dall’inizio.

                  Mi spiego: la domanda sarebbe itile se i capitoi si chiamaassero capitolo1.tex, capitolo2.tex, …, capitolo99.tex.
                  Ma spero bene che tu no abbia fatto una scicchezza del genere: i nomi dei file devono essere moderatamente mnemnici affinche tu possa ritrovare facilmente il file su cui eventalmente mettere le mani; e il numero del capitolo non aiuta certo la memoria.

                  Io vedrei file dai nomi simili a questi: frontespizio-e-preliminari.tex, presentazione.tex, stato-dell-arte.tex, scopo-della-ricerca.tex, ipotesi-preliminari.tex,…,materiale-finale.tex

                  Questo sì che sarebbe quello da fare per te, non per il programma che te li carica automaticamente. con nomi del tipo di quelli che ti ho indicato non c’è praticamente programma che tenga per caricarteli tutti, e se vuoi venire incontro al programma vai contro te stesso.

                  Non è una questione di pigrizia come scherzosamente è stato detto all’inizio, è una questione di praticità. In sostanza, anche se ti sono state fornite più soluzioni, di di cui una scritta in linguaggio L3, sono tutte soluzioni che non ti aiutano nemmeno un briciolino; all’inizio magari no te ne accorgi, ma quando devi apportare le necessarie modifiche ad alcuni file, ti rendi conto che non riesci più a trovarli; se se hai soli 5 o 6 capitoli non vale la pena nemmeno se li chiamassi con i loro numeri.

                  in risposta a: Trattino, tratto, lineetta e… #93150
                  OldClaudio
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                    L’indicazione di Bringhurst va tradotta in misure effettive relative all’uso di font effettivamente usati; prendiamo il corpo 12pt per il quale 2/3 sono 8pt.
                    I trattini standard dei font CM, EC, LM, eccetera sono lunghi rispettivamente quanto è larga una e, metà del corpo (o la larghezza di una N, da intendersi nella stessa maniera qualitativa di em, larghezza di una M nel font corrente), e 1em.

                    Il trattino da 1 em è decisamente troppo lungo; caso mai può essere usato epr introdurre i dialoghi;il trattino semplice è decisamente troppo corto; il trattino medio secondo me è la migliore approssimazione del trattino indicato da Bringhurst, ma per sapere quanto sia lungo, bisogna metterlo in una scatola e misurarlo; bisogna usare il comando \stetowidth e fare una cosa del genere`\newlength{\misura}
                    \settowidth{\misura}{–}
                    \typeout{\the\misura}`Il valore ti apppare nel file log; se vuoi il valore nel documento che stai scrivendo, scrivi sempilcemente nel testo [tt]\the\misura\ [/tt] facendo attenzione allo spazio. Se usi font diversi ottieni valori diversi; se usi copri diversi il valore che ottieni è proporzionale al corpo.

                    Ti faccio notare che 25\,–\,37 va bene perché l’intervallo numerico è bene che non venga spezzato; ma per Trentino~– Alto Adige, metterei il normale spazio interparola, il primo dei quali sia inseparabile (tilde).

                    Se vuoi costruirti un trattino delle dimensioni che vuoi tu può usare, adattando la macro alle tue necessità, una cosa del generre`\newcommand\trattinodueterzi{\rule[-0.5ex]{\dimexpr0.5ex+0.4pt}{\dimexpr2em/3}}`Vedrai che non troverai una sensibile differenzaa rispetto alla legatura –.

                    in risposta a: tickzpicture vs includegraphics #93135
                    OldClaudio
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                      l3on4rdo” post=92775Claudio, te lo devo dire: sei una scheggia, complimenti! 🙂

                      Ora devo staccare ma mi ha rincuorato vedere due tue risposte.
                      Stasera a casa cerco di capire come regolarmi, perché la gestione di buona parte di quello che termina con “pt” (vedi anche lo sforamento laterale) in LaTeX ancora non mi è del tutto chiara.


                      @l3on4rdo
                      , che un punto tipografico sia un terzo di millimetro lo sano tutti. voglio dire tutti quelli che leggono le rispsote che vengono date nel forum e quelli che leggono le guide..

                      D’atra parte in ogni guida c’è scritto che in un pollice ci sono 72,27 pt e tutti dovrebbero sapere che un pollice è lungo 25,4 mm.

                      Facedo il rapporto si ottien il coefficioente di conversione: (25,4 mm/pollice)/(72,27 punti/pollice) = 0,35145980351 mm/punto.
                      dunque diere che 1 punto tipografico è circa un terzo di millimetro non è tanto lontano dal vero e risparmia di fare conti complessi.; nel tuo caso dunque usato il fattore un terzo si ottine che 10 pt sono 3,333 mm; usando il valore “esatto” si ha che 10 pt sono 3,5145980351 mm.

                      Poiché tu hai specificato di scontornare la tua figura all’esterno del disegno vero e proprio di 3,5 mm da tutti e quattro i lati, il tuo secondo disegno, anche se ha i contorni bianchi, è più largo e più di 7 mm rispetto al disegno fatto direttamente con tikz. Questo da solo giustifica lo spostamento a destra del secondo disegno incluso con \includegraphics, ma ti dice anche che il primo disegno è troppo largo, tant’è che la riga nera che marca l’uscita fuori dia margini c’è anche sopra.

                      Il suggerimento che ti ha dato @cfiandra di usare \resizebox è validissimo anche epr il grafico di sopra.

                      Ma ricordati che la specificazione della parola chiave border= serve per lasciare un margine piccolissimo attorno al disegno, solitamente di un solo punto, meglio ancora qualcosina di meno, giusto per evitare che l’algoritmo invocato dalla classe standalone non riesca a smarginare il disegno con un rettangolo esattamente tangente al disegno stesso.
                      Se usi \resizebox, questo tiene correttamente in conto anche questo margine microscopico di un terzo di millimetro o anche più piccolo, a otticamente non si vede, pur garantendo che la figura sia esattamente dentro i margini.

                      Ricorda: in ogni messaggio che riguardi i problemi che nascono nell’inclusione dei figure si chiede sempre al richiedente: Hai smarginato al figura?
                      Perché se le figure non sono smarginate, anche se è bianco come la pagina, il margine c’è e influisce negativamente sul posizionamento delle immagini.

                      in risposta a: Donazione a Pantieri e Gordini #93117
                      OldClaudio
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                        Feynberg” post=92762Chiedo da subito scusa perché quanto segue non attiene esattamente ad un problema riscontrato con LaTeX.

                        Vorrei solo condividere lo stupore crescente che ho trovato nell’usare la guida di Pantieri e Gordini “L’arte di scrivere con LaTeX” e nel trovarla puntualmente utile, completa e facilmente comprensibile nella sua massima esaustività. E mi sono stupito del fatto che una pietra miliare, un manuale d’uso, una così ampia sintesi di quanto sia necessario e utile a scrivere sia documenti basilari che, potenzialmente, articoli stilisticamente di un certo valore, sia distribuita gratuitamente.

                        Non mi stupirei di trovarla pubblicata e venduta ad un giusto prezzo.

                        Non conosco la situazione economica degli autori né con quali intenti umanistici sia stato partorito questo lavoro, ma aprirei un conto corrente in loro favore per fare spontanee donazioni di ringraziamento da parte di chi ha potuto sfruttare le potenzialità di LaTeX mediante questa guida.

                        Conscio che ciò non avverrà, apro una più plausibile discussione: come trovate voi la guida? Ne conoscete di più ampie e puntuali, in rete?

                        Complimenti agli autori

                        Certamente non contribuisce al portafoglio degli autori, ma ti sei iscritto al GuIT? Sostenere anche con la piccola quota associativa il gruppo ricevendone i corrispondenti servizi, è già un modo per ringraziare coloro che scrivono guide. Quella di Lorenzo e Tommaso è speciale; vedrai la prossima versione, che si fa attendere, ma promette molto bene.

                        Altre guide? Gratuite? certo: vai nella sezione Documentazione di questo sito e ne trovi a tuo piacimento sia guide generaliste, sia guide tematiche, sia monografia sia corsi. Tutto gratis.
                        Non saranno belle come L’Arte, né altrettanto ben scritte, ma hai solo l’imbarazzo della scelta.

                        in risposta a: Aggiungere campo a una scheda bibliografica con biblatex #93063
                        OldClaudio
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                          Non c’è dubbio che biblatex è più comodo; per essere più precisi direi “meno scomodo”.

                          Con i vecchi file di stile .bst qualche piccola correzione direttamante sui codici si può fare e l’ho fatta, e non serve cambiare nulla, salvo le correzioni da apportare, ma è sicuramante una pena; prima di scoprire makebst.tex mi comportavo così e di modifiche ne ho fatte diverse, sempre ricorrendo ad esclamazionei “profane”, ma comunque ci riuscivo entro i piccoli milti che non interferivano con la cotruzione sitattica di quel linguaggio assurdo.

                          Ma non trovo che biblatex sia orose e fiori. Certo meno scomodo dei vecchi file di stile.

                          in risposta a: babel & italian #92784
                          OldClaudio
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                            Lo so; ma coloro che usano TeXLive non hanno problemi, perché hanno il pacchetto nuovo; coloro che usano MiKTeX forse sono abituati ai riardi con cui il povero Christian sta dietro agli aggirnamenti.
                            Nota che ho appena usato la pagina dei contati del sito internet di MiKTeX epr mandargli il messaggio, ma stranamente:shock: , il messaggio non è arrivato a destinazione; che abbia tolto il link per non essere scocciato con richieste a cui non riesce a stare dietro?

                            in risposta a: babel & italian #92782
                            OldClaudio
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                              La distribuzione TeXLive e l’archivio CTAN sono aggiornati da tempo, cioè da un giorno o due dopo che ho fatto l’upload.

                              Non ho idea di come MiKTeX venga aggiornato, certo Christian deve riconfigurare i suoi file .cab per metterci dentro del nuovo, ma mi pare stranoc he non abbia fatto nulla dal 2011 ad oggi, visto che hel frattempo ho fatto una mezza dozzina di aggiornamenti.

                              Ti suggerisco di installare dal sorgente babel-italian.zio che puoi scaricare da CTAN, solo che…

                              …se Christian non ha aggiornato italian, lo posso cpaire, ma nel frattempo è stato aggiornato anche babel, greek, eccetera.

                              Per semplicità puoi provare a installare nel tuo albero personale dezippando babel-italian.zip che contiene i file italian.dtx, italian.ins e italian,pdf; dezippa il file in una cartella del tuo albero personale dove tieni i sorgenti, in TeXLive si chiama …/texlive/2013/texmf-ditr/source; lancia latex sul file italian.ins; e nella stessa cartella si forma il file italian.ldf. sposta in file nella cartella del tuo albero personale doche ha lo stesso nome della cartella dell’albero di MiKTeX che contiene la vecchia versione di italia.ldf. presumo che possa essere C:\Users\\texmf\tex\generic\babel\ ma vedi tu esattamente com’è sulla tua macchina. Mediante gli strumenti di MiKTeX aggiorna il database dei nomi dei file; A quel punto, visto che il tuo albero personale dovrebbe venire letto prima dell’albero di MiKTeX, il nuovo file italian.ldf viene usato al posto di quello vecchio.

                              Provo a scrivere anche a Christian.

                              OldClaudio
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                                @Elrond
                                , non puoi confrontare biblatex con bibtex, tant’è che se usi biblatex puoi anche usare bibtex per creare la bibliografia in formato .bbl.

                                Bibtex è un programma esterno,compilato a prtire da un linguaggio che potrebbe essere Pascla come C++ o qualsiasi altra cosa; è un eesguibile, chiamato talvolta anche applicazione. biblatex è un insieme di macro scritto in linguaggio TeX/LaTeX, che serve a tante cose, ma essenzialmente serve per eliminare i file .bst che servono a bibtex per formare i file .bbl secondo vari stili.

                                In realtà creare nuovi stili er l’uso con bibtex, nuovi file .bst, non è una cosa tremendamente difficile, basta usare un sorgente tex si chiama makebst.tex (/usr/local/texlive/2013/texmf-dist/tex/latex/custom-bib/makebst.tex); è un file interattivo che ti fa un mucchio di domande a cui devi dare risposte scelte in una rosa di risposte possibili, e quando hai finito ti produce il file .bst conforme alle risposte che hai dato. La difficoltà consiste nel fatto che la domande sono un po’ criptiche e non sono indipendenti l’una dall’altra, per cui non puoi tornare indiero se dopo ti accorgi di avere dato al risposta sbagliata ad una domanda precedente. Mettere le mani direttamente su file .bst è difficilissimo, perché sono scritti in un linguaggio con notazione polacca non documentato da nessuna parte (io per lo meno non ho trovato nessuna documentazione); inoltre hanno funzionalità limitate.

                                biblatex in teoria dovrebbe essere più user friendly per che è abituato a scrivere macro in linguaggio TeX/LaTeX, certamente lo si può convincere a fare molto di più di quello che si può fare con in file .bst; di fatto lo constatiamo tutti; biblatex, come modulo di estensione di LaTeX ha compiuto in “quantum leap”, un salto in avanti incommensurabile rispetto ai vecchi file di stile bibliografico. Tuttavia a giudicare dalle domande che compaiono qui sul forum presente non pochi problemi; o è di uso difficile (ma come facevano gli umanisti prima che ci fosse biblatex) oppure le maggiori funzionalità hanno scatenato appetiti furiosi fra gli umanisti; essi hanno sicuramente delle esigenze particolari rispetto a quelle dei “viles mechanici” (vilis: (in senso figurato) disprezzato, spregevole, di scarso valore, non degno di stima o considerazione), ma talvolta ho il sospetto che esagerino un poco.

                                Questa non è una critica nei confronti di @samiel: i tomi esistono anche per quelli che si occupano di scienze dure: l’ultima edizione della fisica del Perucca è in due volumi di cui il secondo è diviso in due tomi; siccome ogni libro è di può di 500 pagine, è evidente che indirizzare il lettore di un riferimento al Perucca è molto più preciso citando il tomo, risptto che a non citarlo.

                                Ma un vile meccanico probabilmente risolverebbe il problema di @samiel citando i volumi in questo modo: volume 1, volume 2.1 volume 2.2; molto meno elegante rispetto a “volume II, tomo secondo”, ma molto efficace.

                                in risposta a: Posizione del titolo #93077
                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
                                  Down
                                  ::


                                  In questo caso non usare il pacchetto frontespizio.

                                  prendi le misure del cartoncino della sua finestra (H altezza e W larghezza) e della sua distanza dallo spigolo superiore sinistro.

                                  Prendi una pagina stampata della tua tesi; sovrapponici il cartoncino; con una matita a punta sottile passa all’interno del bordo della finestra, in modo da ripetere con la matita sulla paigna stampata la pozione dlela finestra.

                                  Prendi ora la le misura della paosizione della lo spigolo superiore sinistro della finestra, rispetto allo spigolo superiore sinistro dell rettangolo ideale che racchude il testo della pagina stampata siano X e Y gli offset orizzontale e verticale dello spigolo della finestra, rispetto allo spigolo della gabbia del testo.[ aggiungi a Y l’altezza H della della finestra e sia YY qil risoltato di questa somma; preparati a rioccare i valori di X e di YY di qualche punto (o frazione di millimetro per eseguire in fine tuning della psoizione del riguadro del tuo titolo..

                                  Ora, a parte le altre cose che vorrai stampare nel frontespizio, metti e olloca in posizione la tua scatola del titolo cos:
                                  `\noindent
                                  \raisebox{-YY}{\hsize*{x}\parbox[H][c]{W}\huge\sffamily Il~mio~bel ~itolo inscatolato}}`
                                  Aggiusta X e YY con prove successive.

                                  Se devi scrivere altre cose nella pagina del frontespizio, allora le cose si fanno più difficili, ma sostanzialmente seguono la stessa linea di trucchi.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 5,941 al 5,955 (di 11,287 totali)

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