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Quel [tt]-synctex=1[/tt] è l’opzione che rende eseguibile quello che chiedi; se ci fosse il valore 0 la ricerca diretta e inversa è disabilitata.
Se però usi MiKTeX è possibile che all’inizio ci vogliano due trattini, non uno solo; per saperlo con certezza devi leggere il MiKTeX Help che si attiva da Start -> Programmi -> MiKTeX -. 2.9 eccetera fino a a trovare MiKTeX Help. Con TexLive, invece, basta un trattino solo per le opzioni.Io preferisco usare TeXstudio rispetto a Texmaker che mi pare molto simile, ma anche molto migliore, seocndo i miei gusti personali. Sempre secondo i miei gusti preferisco interfacce grafiche molto più semplici e su una macchina Ubuntu che uso talvota uso TeXworks; sul Mac che uso quotidianamente uso TeXShop e, saltuariamente, TeXworks, entrambi con le interfacce senza barre degli strumenti, e, eno che mai, senza pannelli laterali. E mi trovo meglio. Naturalmente, ribadendo che si tratta di gusti personali, prova ad installarti TeXstdio dalla rete e prova a vedere come ti trovi; se poi non ti piace sei sempre in tempo per disinstallarlo.
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Ma nella tua cartella di lavoro oltre a Tesi-frn.tex, dopo la compilazione con pdfLaTeX abche di questo, ti ritrovi Tesi-frn-pdf? se non te lo ritrovi è chiaro che al terza compilazione non lo può importare, se invece ce l’hai, sei sicuro di compilare sempre con pdfLaTeX? sì, perché LaTeX non può importare pagine in formato PDF.
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No, quel lungo titolo lo devi scrivere fra graffe, ma prima devi mettere fra quadre la parte senza note, che va a finire nell’indice, nelle testaine e nei bookmark:`\chapter[Interpretazioni del mito]{Interpretazioni del mito\xfootnote{In questo capitolo i testi sono stati riportati nella loro formulazione originale.
Questo spiega la difformità delle tecniche di traslitterazione dal greco e
versioni diverse per i nomi degli stessi personaggi.}}`
24 Febbraio 2014 alle 23:07 in risposta a: Consiglio su sequenza letture per principiante non digiuno #92803::
È strano che @alegenn non ti abbia indicato l’ottima guida l’Arte di scrivere con LaTeX da scaricare dalla sezione Documentazione di questo sito; Mi fa molto piacere che indichi Saper Comunicare, ma credo che non vi sia una sola parola per scrivere con LaTeX.
Non farti un problema se non sei proprio principiante, anche se L’Arte è destinata ai principianti; è scritta in un italiano stupendo e parte da zero arrivando piuttosto in alto.
Poi ci sono le guide tematiche nell’apposita sottosezione di Documentazione. Tutta queste guide hanno ampie bibliografie, quindi di lì si ha già un’ottima panoramica della “letteratura” tipografica e specifica per LaTeX disponibile ai lettori italiani.
La Guida GuIT scaricabile sempre dal sito della Documentazione è più approfondita, ma dice poco sulla personalizzazione dei titoli, per esempio, perché ne descrive al probllmatica e rimanda alla bibliografia. LaTeX è tamente vasto che anche un testo umanistico o un saggio che richiedano forti spersonalizzazioni richiedono di avere una conoscenza abbastanza approfondita dell’intero sistema. Sai LaTeX e i suoi moduli di estensione ammontano a circa 2800 pacchetti; è praticamente impossibile conoscerli tutti.
Ma se il tuo problema è la presonalizzazione, allora prendi questo paragone: hai una vettura dalle ottime prestazioni e con la guida sposrtiva; la personalizzazione della tua vettura per andare a fare qualche gara di regolarità organizzata dall’ACI, o per partecipare a un Rally, te la puoi anche fare da solo, ma per vincere o arrivare fra in primi, troppo ne devi imparare prima di risucirci. Certo se sei già un ottimo meccanico, ci riesci molto prima; se ha pazienza di andare per gradi, ti ci vorrà del tempo ma poi ci arrivi, ma se ti annoi, butti via i tuoi soldi. Per fortuna LaTeX non costa nente, ma il tuo tempo sì che ti costa.Concludendo con LaTeX prima impratichisciti a non commettere errori; poi comincia a impratichirti un passettino alla volta e sperimentando molto. Risci nel tuo intento quando cpaici che cosa c;è sotto il confano di questo potentissimo meccanismo che è LaTeX con tutti i suoi moduli/pacchetti di estensione.
Ricorda: LaTeX non serve solo ai matematici, fisici, ingegneri, chimici, eccetera; serve anche agli umanisti che scrivono di poesia, di matematica di filologia anche di lingue antiche, serve per i letterati che compongono edizioni critiche; potrei andare avanti a lungo; ma finisco dicendoti che serve anche per scrivere spartiti musicali e schemi di giochi con gli scacchi; serve per scrivere in una ottantina di lingue si destrose sia sinistrose, sia verticali. I tuoi saggi rientrano sicuramente fra i vari testi o discipline che ti ho elencato.
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Scusami, nella fretta ho saltato di scrivere cose importanti; allora mi rifaccio al tuo codice:
`& \textbf{\#users} &\multicolumn1{p{6em}}{{\bfseries 30\% training \\ ratings}} & \multicolumn1{p{5em}}{{\bfseries70% test \\ ratings}}\\ `Il comando multicolumn viole tre argomento Il primo è il numero di colonne da riunire, ma questo numero può anche valre 1; il cecondo è il tipo di incoolonnamento desiderato paer queste celle riunite, nel tuo caso si tratta di una cella sola, ma è da comporre in modo particolare; ho scelto la cella di tipo “paragraph” da cui la lettera p e ho scelto 6em e 5 em ad occhio, perché non so quali font usi di che corpo, eccetera, ma puoi variare quelle misure in termini di em (un em contien due caratteri, di solito, ma dipenda da quali caratteri) il tezo argomento è il contenuto della grande cella; vi compaiono le graffe doppie perché vi usi all’interno il segno \\; se vuoi puoi eleiminarlo legando le cose che non vuoi separare: per esempio {\bfseries 30\% training\ratings} potrebbe diventare \bfseries 30\%~training ratings (senza le graffe e con al tilde).
::OldClaudio” post=92363Da dov scarichi il pacchetto ArmTex? TeX Live completa non lo contiene; forse c’è su CTAN, ma ne dubito; se si torva altrove ho il sospetto che tu non conosca ababstanaza la tua macchina per fare l’installazione a mano.
Comunque oltre a dirci da dove scrichi quel pacchetto devi dirci che distrubuzione del sistema TeX hai installato sulla tua maccina e quale sistema operato e versione stai usando.
Provo ad anticipare la tua risposta; Ho torvato ArmTeX su CTAN; non fa parte delle normali distribuzioni del sistema TeX perché gli autori non hanno specificato la licenza della distribuzione; d’altra parte il pacchetto è del 1999 e apparententemente non ha ricevuto più modifiche o correzioni; forse il progetto è abbandonato? mah…
Dunque il file .zio che CTAN permette di scaricare ha la documentazione in armeno, quindi, se vuoi scrivere in armeno, deduco che conosci la lingua; io posso solo ammirare i suoi caratteri, ma non ne riconosco nemmeno uno — veramente non ne conosco nemmeno uno, quindi a maggior ragione non ne posso riconoscere nessuno. 🙁
La documentazione in inglese è fortemente datata, ma è usabile anche oggi basta aver cominciato a usare LaTeX da circa 30 anni ed aver imparato e lavoraci quando non esistevano forum e non esisteva uno straccio di documentazione scritta; Ma veniamo al punto:
1) hai bisogno di un albero di cartelle personali; se non sai cosa sono ne trovi al spiegazione nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito;
2) creata la radice di questo albero personale, che per mia comodità chiamerò ~/texmf (su Windows si chiamerà in un altro modo, comunque contiene separatori delle cartelle costituiti dal backslash \ invece dello slash /) usando le funzionalità del tuo sistema operativo crea nella radice le seguenti cartelle:
fonts
tex
doc/armenian3) aperto il file zip,, estrai i file readme.txt e manual.ps nella sottocartella doc/armenian
4) estrai/rascina la cartella intera del file zip plain nella cartella tex
5) trascina le due cartelle latex e examples del file zip nella cartella tex
6) trascina le due cartelle mf e tfm del file zip nella cartella fonts7) ora se la tua disribuzione del sistema TeX è TeXLive e hai creato l’albero perosnale come spiegato Nell’arte, non hai bisogno di fare nulla, perché il tuo pacchetto armenian è già usabile così.
8 ) se hai una installazione MiKTeX del sistema TeX usa il programmino di MiKTeX per fargli sapere dove hai radicato il tuo albero personale e poi clicca il pulsante per rigenerare il database dei nomi dei file di cui MiKTeX ha bisogno per sapre dove andarli a cercare. Finita questa operazione il tuo pacchetto per l’armeno dovrebbe essere direttamente usabile.
Se con Windows non sai come creare le cartelle per l’albero perosnale, fatti aiutare da una persona che lo sappia fare; ma, essenzialmente, cerca di migliorare la conoscenza della tua macchina; capisco che oggi non è facile perché avvengono cambiamenti continui, specialmente sulle macchine Windows, ma anche le altre macchine non scherzano; ma cerca sempre manovrare sul tuo disco fisso in modo da saper sempre trovare quello che cerchi o sai come cercarlo o sai come crearlo se non c’è ancora. Non serve solo per lavorare con LaTeX, ma serve sempre…
Buona fortuna
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Il tuo problema è che hai poco testo e tante figure. Qaunto scritto sull’Arte ti può certamente aiutare, ma credo che non sia sufficiente; L’Arte si riferisce a testi che contengono anche molte figure, ma proporzionate alla quantità di testo.Secondo me devi agire in una lator modo, accennato anche nell’Arte, se ricodo bene. Usa il pacchetto afterpage che definisce il comando [tt]\afterpage[/tt].
inserisci una riga del tipo`\afterpage{\clearpage}` dopo ogni paio di figure (paio potrebbe voler dire una se la figura è grande, potrebbe voler dire due come il nome suggerisce, potrebbe voler dire tre se le figure non sono tanto grandi — direi che una o due figure sia una interpretazione sensata. Compila, vedi come stanno le figure, eventualmente sposta, togli, aggiungi altre figure di quel genere. Non metterlo subito prima di \subsection, perché in quel caso \afterpage potrebbe non funzionare.
Usare \afterpage non è la stessa cosa che inserire esplicitamente \clearpage; infatti \clearpage agisce subito, mentre \afterpage ne differisce l’esecuzione alla fine della pagina corrente.
Inoltre ricorda di mettere il codice di posizione p in tutte le figure, specialmente quelle grandi; ricorda che i codici di posizione sono degli “inviti” a LaTeX perché metta quella figura in quella posizione, ma LaTeX fa quello che può in relazione alle dimensioni della figura (o della tabella, questo trucco di \afterpage funziona con tutti gli oggetti mobili/flottanti).
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Da dov scarichi il pacchetto ArmTex? TeX Live completa non lo contiene; forse c’è su CTAN, ma ne dubito; se si torva altrove ho il sospetto che tu non conosca ababstanaza la tua macchina per fare l’installazione a mano.Comunque oltre a dirci da dove scrichi quel pacchetto devi dirci che distrubuzione del sistema TeX hai installato sulla tua maccina e quale sistema operato e versione stai usando.
Provo ad anticipare la tua risposta; Ho trovato ArmTeX su CTAN; non fa parte delle normali distribuzioni del sistema TeX perché gli autori non hanno specificato la licenza della distribuzione; d’altra parte il pacchetto è del 1999 e apparentemente non ha ricevuto più modifiche o correzioni; forse il progetto è abbandonato? mah…
Dunque il file .zio che CTAN permette di scaricare ha la documentazione in armeno, quindi, se vuoi scrivere in armeno, deduco che conosci la lingua; io posso solo ammirare i suoi caratteri, ma non ne riconosco nemmeno uno — veramente non ne conosco nemmeno uno, quindi a maggior ragione non ne posso riconoscere nessuno.
La documentazione in inglese è fortemente datata, ma è usabile anche oggi basta aver cominciato a usare LaTeX da circa 30 anni ed aver imparato e lavoraci quando non esistevano forum e non esisteva uno straccio di documentazione scritta; Ma veniamo al punto:
1) hai bisogno di un albero di cartelle personali; se non sai cosa sono ne trovi al spiegazione nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito;
2) creata la radice di questo albero personale, che per mia comodità chiamerò ~/texmf (su Windows si chiamerà in un altro modo, comunque contiene separatori delle cartelle costituiti dal backslash \ invece dello slash /) usando le funzionalità del tuo sistema operativo crea nella radice le seguenti cartelle:
fonts
tex
doc/armenian3) aperto il file zip,, estrai i file readme.txt e manual.ps nella sotto cartella doc/armenian
4) estrai/trascina la cartella intera del file zip plain nella cartella tex
5) trascina le due cartelle latex e examples del file zip nella cartella tex
6) trascina le due cartelle mf e tfm del file zip nella cartella fonts7) ora se la tua disribuzione del sistema TeX è TeXLive e hai creato l’albero personale come spiegato Nell’arte, non hai bisogno di fare nulla, perché il tuo pacchetto armenian è già usabile così.
8 ) se hai una installazione MiKTeX del sistema TeX usa il programmino di MiKTeX per fargli sapere dove hai radicato il tuo albero personale e poi clicca il pulsante per rigenerare il database dei nomi dei file di cui MiKTeX ha bisogno per sapre dove andarli a cercare. Finita questa operazione il tuo pacchetto per l’armeno dovrebbe essere direttamante usabile.
Se con Windows non sai come creare le cartelle per l’albero personale, fatti aiutare da una persona che lo sappia fare; ma, essenzialmente, cerca di migliorare la conoscenza della tua macchina; capisco che oggi non è facile perché avvengono cambiamenti continui, specialmente sulle macchine Windows, ma anche le altre macchine non scherzano; ma cerca sempre manovrare sul tuo disco fisso in modo da saper sempre trovare quello che cerchi o sai come cercarlo o sai come crearlo se non c’è ancora. Non serve solo per lavorare con LaTeX, ma serve sempre…
Buona fortuna
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Siccome non ho capito la risposta di Ivan:Se hai solo un’appendice non ha molto senso numerarla, il che avviene, appunto, se togli \backmatter e lasci \appendix.
ti mando un altro esempio; che tu puoi provare lasciando commentata la riga che comincia con \backmatter, oppure togliendo il segno di commento; in ognuno dei due casi devi compilare due volte, perché l’indice e la lista delel figure risultino aggiornate.`\documentclass[12pt]{book}
\usepackage{pict2e}
\usepackage{kantlipsum}\newcommand*\fakepicture{{\centering
\unitlength=0.01\textwidth
\begin{picture}(70,50)
\put(0,0){\framebox(70,50){}}
\Line(0,0)(70,50)\Line(70,0)(0,50)
\end{picture}
\par}}\begin{document}
\tableofcontents
\listoffigures\mainmatter
\chapter{Capitolo sulle figure}
\kant[1]
\begin{figure}
\fakepicture
\caption{Prima figura}
\end{figure}\begin{figure}
\fakepicture
\caption{Seconda figura}
\end{figure}%\backmatter\setcounter{figure}{0}
\appendix
\chapter{Appendice sulle figure}
\kant[2]
\begin{figure}
\fakepicture
\caption{Prima figura dell'appendice}
\end{figure}\begin{figure}
\fakepicture
\caption{Seconda figura dell'appendice}
\end{figure}\end{document}`
Siccome la presenza di \backmatter annulla la numerazione dei capitoli e delle appendici, il contatore delle figure non viene reimpostato e bisogna reimpostarlo esplitamente, altrimenti ti succede come nle primo messaggio che hai inviato.Se lasci appendix il contatore dei capitoli diventa letterale, quindi la prima appanedice diventa “Appendix A”.
Se commenti sia la riga che contiene \backmatter, sia quella che contiene \appendix, il capitolo intitolato Appendice sulle figure, viene numerato come “Chapter 2} e le figure risultano numerate 2,, 2.2, ecc.
Se lasci la riga con \backmatter e togli appendix o lasci appendicx il capitolo non viene numerato e le figure vengono numerate 1, 2, 3, ecc.
Quindi questo piccolo file di prova ti consente di provare con 4 impostazioni diverse:
1) \backmatter si; \appendix si
2) \backmatter no; \appendix si
3) \backmatter no; \appendix no
4) \backmatter si; \appendix noScegli tuo la maniera che ti appare più confacente al tuo testo.
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@Aimè, senza sapre che classe usi e quale pacchetti usi è dififcile sapre quello che stai facendo; Innanzi tutto il cmando \appendic fa ripartite la mumerazione dei capitoli da 1, ma li segna con lettere; salvo che \backmatter toglie la numerazione dei capitoli. Io toglierei intanto \nackmatter, che con una appendice sola non ha molto senzo, anche se viene numerata sta bene lo stesso; se lasci \appendix viene numerata A, quindi le figure dovrebbero essere tutte della forma A.1, A.2, eccetera
Il fatto che ti venga 11.3, 11.4, ecc, mi lascia perplesso perché il compito di \appendix è proprio quello di cambiare numerazione. Probabilmente è l’interferenza con \backmatter che fa continua re la numerazione dal capitoli proecedente, ma dovrebbe allora essere 10.3, 10.4, ecc.Faccio qualche prova, ma se avessi allegato un esempio minimo compilabile, sarebbe tutto molto più facieNon ha importanza che tu metta del testo vero nei vari capitoli, masta che ti metta solo l’impostazione [tt]\setcounter{figure}{2}[/tt], per esempio, nel capitolo precedente ai comandi \backmatter e \appendix. Comunque ci provo.
22 Febbraio 2014 alle 17:36 in risposta a: nuovo computer + texlive2013 + texmaker = sono nei guai! #92741::Isabelle” post=92341Grazie mille ! Ho visto la risposta solo poco fa.
Ho installato TexStudio e tutto va benissimo.
Devo dire che, visto le mie capacità, sembra più appropriato al mio caso.
Ho solo un timore con tutto questo LaTex : il giorno che dovrò combinare tutti files di .tex insieme 🙄
Buona serata,
IsabelleCara Isabelle, perché temi di non riuscire a combinare assieme i vari file?
Mi preoccupa, perché probabilmente stai creando un documento un capitolo alla volta, ma non hai letto L’Arte di scrivere con LATeX (scaricabile alla sezione Documentazione di questo sito) perché allora non avresti alcun dubbio.
Ricordati che siamo qui apposta; ma devi descrivere correttamente quello che ti succede: altrimenti “no problem, no help” o, detto in altri termini, “Pas de problème, pas d’aide” 🙂
::l3on4rdo” post=92343Claudio… mi sono perso tra tutte le controindicazioni che ti ringrazio di aver elencato 🙂
La mia domanda era motivata soprattutto dalla novità che per me rappresenta questo dispositivo di lettura davvero molto molto comodo!Penso che opterò per suddividere il pdf in “capitoletti” per poterli almeno aprire con il Kindle.
Nessuno ti vieta di suddividere il tuo documento in capitoletti; ma anche se non lo dividi il Kindle dovrebbe farcela lo stesso, specialmente se il documento contiene gli hyperlink per la navigazione, per cui puoi andare avanti e indietro a tuo piacimento; Un documento che ho scritto per un tablet Galaxy Tab3, e che era di un settantine di paigne in formato A4, è diventato di 255 pagine su un foglio così piccolo, ma sono pagine che leggi in meno di un minuto e procedi speditissimo; toccando lo schermo in corrispondenza dell’indice si va subito dove si vuole, comunque riaprendo il file anche dopo avere spento e riacceso a distanza di giorni il dispositivo, il documento si riapre alla pagina che stavo leggendo l’ultima volta.
Per leggere va benissimo; per studiare io non lo consiglierei; il consiglio non dipende dal formato della pagina, ma dal fatto che un libro di studio richiede delle glosse, o di altri segni che permettano di non ricominciare dall’uovo e dalla gallina per capire un ragionamento espresso in modo poco chiaro. E questo è il motivo per il quale preferisco i libri di carta, visto che raramente leggo romanzi, ma mi macino una ventina di libri di carta all’anno, senza contare quello che leggo sullo schermo.
22 Febbraio 2014 alle 11:53 in risposta a: Perdita delle voci di indice analitico della prefazione #92610::
Tre risposte al volo e una correzione.
Ecco la correzione che se il tuo editore vede la numerazione araba ricominciare da 1 con la main matter come minimo si incavola; colpa mia che mi osno dimenticato di dirti di togliere \pagenumbering{arabic} dalla definizione di mainmatter: in sostanza le modifiche da fare sono le seguenti`\makeatletter
\renewcommand\frontmatter{%
\cleardoublepage
\@mainmatterfalse
}
\renewcommand\mainmatter{%
\cleardoublepage
\@mainmattertrue
}`Prima rispostina: lasciare la prefazione nella forntmatter con le pagine in cifre arabe o metterla nella mainmatter non è prorpio la stessa cosa: nella main matter il comando \chapter produce un capitolo numerato e lo manda nell’indice; nella frontmatter \chapter produce un capitolo NON numerto, ma lo mada ugalmente nell’indice.
Seconda: per avere nel testo fuori dell’ambiente [ code ] e [ /code ] (senza gli spazi) il font a spaziatura fissa bisogna usare, sempre senza gli spazi; [ tt ] e [ /tt ].
Terza rispostina: non dicco leggi una guida, ma ti dico leggi la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato da scaricare dalla sezione delle guide tematiche nella sezione Documentazione di questo forum. A parte il fatto che sia in italiano, non è una semplice traduzione del Manuale di Leslie Lamport, il creaore di LaTeX. Lì sono descritti tutti i ocmandi, le dichiarazini, gli ambienti definiti per usare il markup di LaTeX che contiene anche dei comandi epr generare del nuovo marlup. Tannto epr capirci [tt]\frontmatter[/tt] è un comando di markup; esso è stato definito mediante il comando LaTeX [tt]\newcommand[/tt]; io ti ho suggerito di cambiarne la definizione “ridefinendolo” con un altro comando di LaTeX [tt]\renewcommand[/tt].
Per i cultori di informatica il linguaggio LaTeX non è solo un linguaggio di marjup, ma è un linguaggio di programmazione che nel loro gergo costituisce una macchina di Turing completa.
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Ma direi che il problema della incpompatibilità di PSTricks con pdflatex è superato mediante pacchetti vari che fanno parte di ogni distribuzione; ne cito uno fra tutti: pdftricks; anche se è statro scritto qualche anno fa, gli obbiettivi sono chiarissimi:psTricks macros cannot be used with pdfTEX, since psTricks uses PostScript arithmetic, which isn’t in . As such, a package viz., pdfTricks.sty has been written to circumvent this limitation, so that the extensive facilities offered by the powerful psTricks package can be made use of in a pdfTEX document. This is brought by making use of the shell escape function available in the web2c TEX compiler, while this package is of no use to other commercial implementations.
Shell escape provides us the facility to suspend a TEX compilation midway, perform the functions that we want to do with a shell command, complete those functions, return to the TEX compilation and finish the job. This facility can be invoked by using \write18{⟨shell command⟩}.Esistono anche altri pacchetti del genenre.
Il fatto che TikZ esca dalal stessa scuola di beamer e quindi accetti i comandi per gli overlay è certamante un motivo in più per favorire TikZ.
Sicocme PSTricks ha dlla sua l’anzianità, e come TikZ è modulare, i suoi moduli coprono settori di disegno più vasti di quellli coperti dai moduli di TikZ. Onstamente, quindi non saprei far pendere la bilancia a favore dell’uno o dell’altro pacchetto.
Aggiungerei che la maggiore anzianità di PSTricks, oltre al fatto che quando esso è nato pdflatex non esisteva ancora e gli unici metodi per mettere figure dentro i file erano di ricorrere al formato PostScript, fa si che negli anni si sono accumulati molti più messaggi in rete di quelli che esistono per TikZ; inoltre le macchine Linux sono state le prime ad avere driver per le stampanti che ricorrevano al formato .ps; se si leggono guide di LaTeX scritte ancora una decina di anni fa, si vede che spesso sono dedicate agli utenti di Linux, e che si fa riferimento solo al formato .eps per qualsiasi figura e alle trasformazioni in formato .eps di ogni altra figura. Un’eco di questo atteggiamento si rileva ancora oggi su questo forum dalle indicazioni che molti laureandi ricevono dai loro relatori o dalle istruzioni di diverse università.
Oggi il formato PostScript, non dico che stia decadendo, ma il formato PDF sta assumendo una importanza sempre maggiore al punto che oggi è diventato di fatto il formato preferito per ogni documento, e questo indipendentemente dalla macchina e dal sistema operativo. Dunque se mi fosse necessario io userei PSTriks solo per disegni di settori molto particolari che non sono coperti da TikZ; altrimenti preferisco TikZ per ogni altra applicazione.
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