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2 Marzo 2014 alle 10:39 in risposta a: [RISOLTO] Errore compilazione Texlive2013 su ubuntu 13.10 #92954::
Sai, i calcolatori sono relativamente stupidi; essenzialmente perché non sono intuitivi.Se il logo del tuo primo messaggio dice che stavi usando TeXLive/Debian, vuol dire che stavi usando TeXLive/Debian. Qusta è la loro stupidità; se anche kpsewhich ti risponde da terminale che il file pdfttex slo torva con il path che comincia con /opt, è corretto, ma stai chiedendo una cosa al terminale, non a KILE oa ad altro programma di Ubuntu che lancia la compilazione di TeXLive/Debian in background.
Se lavori con TeXstudio o con TeXworks, configurati correttamante per usare la verisone TeXLive/CTAN, il problema non ti succede.
Se puoi configurare Kile o altro programma Ubuntiano per usare al TeXLive/CTAN il problema sparisce.Ed è il solito problema delle macchine conformi a Debian che non sono completi e spesso sono fortemente in ritardo rispetto agli aggiornamenti che invece avvengono su CTAN quasi ogni giorno.
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Se non lo trovi, vuol dire che hai una installazione incompleta o di TeXLive o, più probabilmente, di MiKTeX; se frequenti il forum, sapresi che sconsigliamo sempre le installazioni parziali.Nell’uno o nell’altro caso usa lo specifico Package Manager o Package Wizard, e installa il apcchetto mancante, che è normalmente presente nelle distribuzioni complete; Ho appena controllato sulla mia instalalzione completa di TeXLive.
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Non credo che questo filone dabba sconfinare nell’editor con cui scrivere in LaTeX anche con input in alfabeti diversi. Lo sappiamo tutti che emacs uò fare anche il caffè, basta collegare al PC una caffettiera domotica.Tommaso usa un Mac; io uso un Mac; la tastiera che appare con Visualizzatore tastiera, è comoda ma non indispensabile; basta cliccare sulla bandierina in alto a destra nello schermo, dove la bandierina indica la tastiera di default, e appare al lista di tastiere/driver di tastiera installati; si clicca sulla bandierina corrispondente, e quella diventa di default, anche se i segni sui tasti non corrispondono più: il visualizzatore di tastiera è comodo, specialmente per conoscere che cosa succede quando si premono in tasti fn, maiu, ctrl, alt, cmd, che serve anche con il driver della tastiera fisica. Certo, dopo un po’ che si usa una tastiera non si ha più bisogno del visualizzatore; infatti io uso al tastiera USA International, e non ho nessuna lettera accentata sui tasti; ma come si può vedere anche da questo scritto, scrivo in italiano con gli accenti, anche sulle maisucole (È, À,..) senza problemi e senza visualizzatore.
Sul Mac il visualizzatore può essere usato anche con il mouse, ma non è così comodo, sebbene io me ne servo quando devi scrivere in greco antico.
Ho usato i miei driver di tastiera per scrivere anche in ebraico e in giapponese; per il giapponese non serve il visualizzatore di tastiera, ma si usa il metodo Kotoeri per il quale basta la tastiera latina USA (cioè contente sui tasti tutti i caratteri ASCII, cosa che la tastiera italiana non fa).Sul PC di mia figlia, Windows 8,1, ho visto che si può visualizzare al tastiera con l’apposita app. basta installare diversi driver, e il visualizzatore che appre mostra la tastiera corrispondente al driver selezionato, praticamente come sul Mac. Qualcuno mi ha detto che questa funzionalità del visualizzatore di tastiera era già presente in Windows 7.
Con Doc avevamo creato ua mappa grafica della tastiera quando si attiva il greco per Linux. Se ceco bene, Tommaso, te la trovoe con il permesso di Doc te la mando.
Claudio
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Grazie; farò l’opload su CTAN appena possibile. E ringrazio specialmente di leggere criticamente quanto viene inviato a CTAN rimandando all’autore il necessario feedback, che è sempre estremamente gradito.Purtroppo nonposso fare l’upgrade immediatamante, perché sono all’estero, senza i resto del pacchetto da caricare su CTAN.
Claudio
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Se ben ricordo, l’ultima disinstallazione che ho fatto, ho semplicemente usato, prima di disinstallare, il comando uninstall.exe che si trova da qualche parte nelle cartelle di TeXLive che si riferiscono a tlmgr. Siccome non uso Windows sui miei calcolatori (fisso e portatile) non posso essere più preciso, ma basta esplorare le cartelle di TeXlive nel proprio disco. Probabilmente non fa altro che fare in automatico quello che è stato indicato di fare a mano nei messaggio precedenti.
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Guarda che il comportamento che ti dà beamer è lo stesso di quello che avresti con book, memoir, suftesi, ClassiThesis, e via dicendo.L’ambiente descritprion non può avere il rientro delle voci variabile con le voci stesse, am deve essere costante lungo tutto l’ambinete; In book e nelle altre classi il rientro del marine sinistro da seconda riga di una voce in poi dipende dal livello di annidamento, ma di solito è di 1em fino a un paio di em più a destra del testo circostante (quello che era in vigore prima di entrare in description. Con beamer hai la possibilità di cambiare il rientro predefinito specificando una stringa come ti ha mostrato @cfiandra. Ma quello ce @cfiandra ti ha detto serve per mostrati ocme si fa, non per dicrti che cosa fare, infatti l’idea migliore sarebbe di specificare una stringa corta, non una stringa lunga; per esempio [tt]\begin{description}[MM] [/tt]. In questo modo tutti i nomi che “descrivi” sporgono nel testo da descrivere restandone separati mediante la spaziatura costante stabilita da [tt]\labelsep[/tt]. Con il garnde valore di default che avresti usando APPLICATION, le altre parole più corte sarebbero separate dalla loro descrizione da uno sazio troppo grande
È vero che una presentazione dovrebbe essere un pochine enfatica per mettere in evidenza le cose, ma le voci da descrivere sono gà in evidenza epr essere composte in maiuscolo o in maiuscoletto; non occorre usare un rientro così grande, anzi è meglio usarne uno piccolo per i motivi che ti ho detto sopra. Senza personalizzare niente ma usando di volta in volta il rientro che può si addice alla descrizione, sei più libero di configurare ogni ambiente a seconda di ciò che contiene.
Nota ancora che l’etichetta delle liste predefinite si comporta in modo tale da collocare a destra dello spazio previsto i numeri o i simboli da usare con enumerate e itemize rispettivamente; e se questi numeri o questi simboli fossero troppo lunghi spargerebbero a sinistra fuori della gabbia di stampa; invece con description la voce è accostata a sinistra e se è troppo unga sporge a destra, ma è previsto che lo faccia e che il testo descrittivo cominci quadro la voce da descrivere è finita e adegatamente corredata del suo spazio a destra.
Controlla le descrizioni che compaiono nell’Arte di scrivere con LaTeX; troverai al conferma di quel che ti ho spigato qui sopra.
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Ahimè, no. Hai tutte le cse in oridne e a ps=sto, esattamente come devoo essere.
Ora, siccome io lavoro su un Mac, non posso sapere, anche se sono uiltipattaforma, come siano le versioni ti TXstudio e Texmaker per Windows.Un ultimo tentativo, poi butto la spugna; siamo sicuri che la “riga di comando” per eseguire xelatex in TeXstudio e/o in TeXmaker esistano e contengano l’opzione -synctex=1? Con TeX studio bisogna vedere il pannello di configurazione nella sezione Comandi; nella versione 2.3 che ho sul mio vecchio portatile Mac, io ha sostituito la linea di comando della voce latex epr farlo lavorare cone xelatex, ma sia in pdflatex, sia in “xelatex” ho aggiunto io l’opzione -synctex=1 perché non era preimpostata.
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Buon per te; io non ci riuscirei. Non riuscirei nemmeno a studiare su un qualunque file pdf confezionato apposta epr essere letto sul video di un minitower o di un all-in-one, cn lo schermo magari da 22 pollici; per me non è solo una questione di dimensioni dello schermo, è proprio il fatto che il formato epb generalmente non contiene matematica e contiene figure impostate solo in formato .png (così impone lo standard di epub) e generalmente la matematica epub è inserita mediante immagini; dunque, per quel che è la mia esperienza un epub di carattere scientifico diventa illeggibile, o, volendo essere generosi, mi riporta agli anni ’50 quando i testi universitari erano stampati a dispense battuta con una comune macchina da scrivere (magari perfezionata tanto di disporre di caratteri proporzionali -avanzamento del carrello dipendente dal carattere battuto). Mi sta ne per un romanzo, ma non mi sta bene per un libro tecnico scientifico, nemmeno se tratta di informatica come il testo che stai leggendo o che hai appena letto.Avendo parlato in prima persona è chiaro che ho esposto pareri pesronali, non giudizi assoluti; ognuno, ovviamente preferisce leggere ciò con cui si trova meglio.
::Lorloz” post=92459Grazie per la spiegazione: ho fatto come mi hai suggerito.
La compilazione attraverso il prompt dei comandi ha prodotto nella cartella il file miofile.synctex.gz e un file miofile.logho comunque notato che miofile.synctex.gz viene prodotto normalmente anche quando compilo via editor, non so se questa informazione può essere utile.
Per quanto riguarda il problema di sincronizzazione ho verificato che non riguarda uno sfasamento di qualche riga: non c’è proprio corrispondenza tra il file e il pdf.
ciao,
LorenzoE alla fine del .log c’è scritto di aver salvato il file mofile.pdf?
::Lorloz” post=92454Ok, chiedo perdono per la capraggine informatica..ma per curiosità: perché mi suggerivi di inserire la stringa nel prompt dei comandi? cosa avrei dovuto ottenere? Grazie e ciao
LorenzoNon si tratta di capraggine; quando ti servi di un calcolatore lo devi saper usare almeno ad un certo livello; in tutte el guide, qui nel forum, si spiega che la compilazione può essere eseguita dal prompt dei comandi; naturalmente si suppone che l’utente sappia che cosa sia e come si usi la finestra comandi, che in Windows si chiama “prompt dei comandi”. Si tratta quindi di saperc oem usare il clacolatore conoscendo quel minimo di temrinologia che serve per farlo.
Ora l’editor, che si chiami TeXmaker, TeXstudio, TeXworks o altro quando rpemi il bootone apposito fa quello che si potrebbe fare a mano nella finestra comandi; manda, ciò al compilatore il comando pdflatex -synctex=1 -scrollmode %.tex, dove, visto che sa a quale faile ti riferisci, sostituisce %.tex con il nome del file che stai compilando. O meglio, sostituisce solo il segno % con il solo nome del tuto fiel e gli appande l’estensione .tex. Se vuoi elaborare con TeXstudio un file con una estensione diversa non te leo fa; per esempio per installare pacchetti a mano bisogna elaborare con pdflatex un file che ha estensione .ins. Questo Tex,aker e TeXstudio non te lo fanno; ma tu lo puoi fare a mano dalla finestra comandi;
Dalla fineistra comandi puoi fare tutto, tranne che gestire simultaneamente dle due finestre dell’editor e del visualizzatore PDF, ma in fondo si tratta di un dettaglio.
Allora ti è stao suggerito di dare il comando (ovviamente nella finestra comandi, non ci sarebbe bisogno di specificarlo) pdflatex -synctex=1 myfile, dove myfile (non c’è bisogno di specificarlo) è il nome del tuo file da compilare senza l’estensione se questa è .tex, con l’estensione se è diversa da .tex. dopo aver premuto il tasto invio, parte la compilazione e nella finestra appaiono i messaggio via via che il compilatore ha bisogno di far sapere qualcosa all’utente; nelle ultime righe quando la compilazione è andata a buon fine c’è scritto come si chiama il file di uscita, quanta memoria ha usato e prima, magari, ci sono avvertimenti circa citazioni non definite, label multipli, o altre piccole cose che comunque vanno corrette. Tutto ciò viene scritto anche nel file logo che ha lo stesso nome del tuo file compilato, ma ha l’estensione .log; si torva nella stessa cartella del file da compilare. Se nella finestra comandi dai il comando dir myfile.* (dove myfile continea ad essere il nome del tuo file da compilare, senza estensione) ti appare sullo schermo tutta la lista dei veri file con lo stesso nome del tuo file, e con le varie estensioni; se non ti appare il file myfile.synctex.gz,
Se questo file myfile.synctex.gz non è registrato sul disco, allora quello è il tuo problema; esamina il file .log dall’inizio e cerca le parole error e warning; leggi il messaggio e cerca di cpaire perché la compilazione non è andata a buon fine.
Mi sono dilungato, sia per aiutarti a capire come usare il tuo calcolatore senza usare il mouse, sia per metterti sualla strada per capire che cosa succede per la tua compilazione.
Ma anche, è importante dirtelo, io ho compilato moltissima roba xon xelatex ma a me con TeXLive la sincronizzazione ha sempre funzionato.
Invece è bene segnalare che la sincronizzazione non è perfetta, talvolta capita di cliccare su un punto e non succede nulla; clicchi 5 righe prima o 5 righe dopo e tutto funziona regolarmente. Che sia questo il tuo caso?
A me con beamer compilato con pdflatex è successo che il passaggio dalla finestra dell’editor alla finestra del pdf NON funzinasse, mentre funzionasse con il passaggio dala finestra pdf alla finestra tex. In quel caso potevo “incolpare” i comandi \include e \includeonly (la presentazione aveva circa 350 quadri per un corso di 14 ore…diviso in più giorni, quindi era importante spezzare la presentazione in pezzi distinti per non affliggere i presenti con troppo furore LaTeXiano…); infatti tolti i suddetti comandi e compilato il tutto in un unico file el cose funzionavano regolarmente. Ma in altri casi dove usavo \includeonly e \include compilando con xelatex non succedeva niente di strano.
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Il comando \thanks fa più o meno quello che desideri tu, solo che la definizione di \maketile fa si che alla fine della sua esecuzione renda vuoti o inefficaci tutti i comandi che ha usato; gra questi anche \thanks; quindi se ne conservi il significato prima di usare \maketitel, per esempio con `\let\originalthanks\thanks`, dopo avere usato \maketitle puoi ripristinarne il significato con un `\let\thanks\otriginalthaks`
Ma quello che vedo nei tuoi esempi è che continui a non mettere l’argomento facoltativo al comando \chapter; secondo me è essenziale farlo, perché se anche \footnote, o \thanks o quello che vuoi, diventa un gruppo di token spostati di qua e di là, scritti ne file ausiliari, riletti e magari eseguiti quando certe definizioni non sono ancora attive, rischi di sconvolgere l’indice e le testatine.Perché l’asterisco sia più basso o più alto potrebbe dipendere dal fatto che per uno viene usato internamente carattere ASCII 42 mentre er l’altro viene preso il simbolo matematico del font cmsy**.pdf all’indirizzo 03 della sua codifica.
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Non ci sono grossi fastidi se sei sempre connesso in rete epr poter fare l’installazione al volo di ciò che ti manca; ma i fastidi sono enormi se scopri che qualcosa ti manca mentre non ha nesuna rete a disposizione., Per esempio in viaggio; a me capita sovente di fare viaggi in treno di 6 o 7 ore; non mi dispiace lavorare un po’ sul portatile; siccome ho l’installazione completa non ho problemi; ma se avessi una installazione parziale, per la solita legge di Murphy, è sicuro che lo scoprirei sul treno e sarei fritto, perché dovrei dedicarmi ad altro.
Dubito che scriverò mai qualcosa in mongolo; L’altro giorno qualcuno ha chiesto come installare qualcosa per l’armeno; se sai farlo non ci sono problemi in rete, anche con l’armeno che dispone solo di un vecchio pacchetto NON distribuito con TeX Live, ma da scaricare da CTAN.No, non rinuncerei mai ad una installazione completa e aggiornata almeno al ritmo di una volta ogni 7-10 giorni.
Comunque se volevi sapre quali sarebbero gli inconvenienti, per me sarebbero proprio quelli indicati sopra: la mancanza della rete per le integrazioni e gli aggiornamenti
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