OldClaudio

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  • in risposta a: Perdita delle voci di indice analitico della prefazione #92608
    OldClaudio
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      Infatti tutti (?) sanno che quando compare il carattere @ nel codice, bisogna scrivere \makeatletter prima del codice: ripeto con questa aggiunta:`\makeatletter
      \renewcommand\frontmatter{% attento al prefisso “re”!
      \cleardoublepage
      \@mainmatterfalse}`

      La faccenda di \makeatletter ( e volendo \makeatother dopo il codice, ma questo è meno importante) è talmente nota che ci si dimentica facilmente che per i principianti la cosa non è nota per niente 🙂

      in risposta a: Perdita delle voci di indice analitico della prefazione #92605
      OldClaudio
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        mstorti” post=92306Grazie OldClaudio per la completa individuazione e trattazione del problema. Anche se non sono sicuro di aver compreso i particolari. Beh, sono un principiante no?

        Proprio perché sono un principiante avanzo un’idea forse ingenua: può aiutare – ad una soluzione, comunque sia, perché devo andare in stampa – il fatto che nella Prefazione siano del tutto assenti i caratteri greci?

        Ciao e grazie
        Marco

        Non importa che siano presento o assenti caratteri greci nella prefazione, è il file greek.ldf, quello che regola la composizione del greco e che viene letto ed eseguito nel momento di sviluppare la chiamata a babel con le sue opzioni che il danno viene fatto..Attualmente \frontmatter è definoto così:`\newcommand\frontmatter{%
        \cleardoublepage
        \@mainmatterfalse
        \pagenumbering{roman}}`

        Ridefiniscilo così:`\renewcommand\frontmatter{% attento al prefisso “re”!
        \cleardoublepage
        \@mainmatterfalse}`Esegui la refinizione subito prima di \begin{document}

        in risposta a: Perdita delle voci di indice analitico della prefazione #92602
        OldClaudio
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          Sì, è così, ed è dovuto ad una incompatibilità fra makeindex de l’opzione greek di babel (polutoniko o non polutoniko fa lo stesso). Ci sono di mezzo sia il greco, sia makeindex, sia hyperref. Per ora non sono riuscito a convincere i responsabili dei tre pacchetti o programmi a togliere questa incompatibilità.

          Il tutto nasce dalla necessità che i numeri romani siano scritti in lettere latine anche quando il testo è in greco;

          La soluzione è quella di ridefinire \frontmatter, in modo che usi per il comando \@roman la definizione originale, senza la specifica dei caratteri latini che impediscono a makeindex di funzionare; hyperref fa la sua parte nei collegamenti ipertestuali, ma se si ridefinisce \@roman, ed eventualmente lo si ripristina con la la specifica del carattere latino quando si dà il comando \mainmatter, il problema in un testo la cui lingua principale è l’italiano o una lingua che comunque si scriva in caratteri latini si supera. Questo rattoppo che dico non è universale e definitivo, a, Heiko Oberdiek curatore di hyperref e Günter Milde, curatore del greco, o non capiscono il problema o fanno apposta affinché sia l’altro a togliere le castagne dal fuoco.
          Attenzione: sia Heiko sia Günter sono persone eccellenti e la mia affermazione suddetta ha valore solo ironico per interpretare il loro silenzio; siccome ci ho provato anch’io a trovare una rattoppo che sia un vero rammendo, e non una pezza di stoffa diversa, so quanto sia difficile risolvere questo problema; quindi mi rendo conto benissimo, visto che nemmeno io ci sono riuscito; non che io sia un mago, ma di solito me la cavo in circostanze simili. In questa ho fallito miseramente.:sad:

          Altra soluzione: ridefinire \frontmatter affinché non usi i numeri romani per le pagine della parte iniziale; Enrico da tempo dice che non ha senso usare al numerazione romana delle pagine, anche se ne aveva ai tempi della tipografia in piombo. Forse è davvero la soluzione giusta.

          in risposta a: Impaginazione delle tabelle #92631
          OldClaudio
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            Sono le parentesi quadre; prova con [tt]\item[{\citetitle[32-33]{studiobio}}][/tt]

            in risposta a: Titlesec: titolo capitolo personalizzato con numerazione #92706
            OldClaudio
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              Hai provato a lasicare le impostazioni che scriverebbero “Capitolo 1 Introduzzione” a ridefinre il nome del capitolo ad essere un nome vuoto? per esempio con [tt]\renuewcommand{\chaptername}{}[/tt]

              in risposta a: Label grafici di Octave con Latex #92688
              OldClaudio
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                Ma se la difficoltà maggiore la il fatto che Ocave non gestisca le lettere accentate con in Velocità, perché non scirvi Velocit\`a?

                in risposta a: Guide in formato ebook #92692
                OldClaudio
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                  Produrre della roba come le guide del nostro sito in formato epub è reoricamante possibile, se uno si accontenta di uno schifo…

                  No, le nostre guide contengono troppi elementi incompatibili con il formato epub, e estali ad uno ad uno per trasformarli in immagini si può fare in qualche caso, ma è difficile che la cosa funzioni; invece alcune parti proprio non vengono.

                  Mi sono fatto una certa esperienza con il formato epub; non sono affatto un esperto, ma sono giunto a queste conclusioni.
                  1) se un documento contiene matematica in linea e in display, liste, tablel specialmente se alcuni cmapi sono construiti con il descrittore di colonna p, figure in formato diverso dal formato .png, disegni o plot ottenuti con i pacchetti del sistema TeX, compresi i disegnini elementari composto col l’ambiente interno pcture, non c’è speranza di ottenerli in formato epub; una volta in quel formato non sarebbe difficile trasformarli in un altro formato, ma comunque non servirebbe.
                  2) le guide in formato PDF sono leggibili su un e-reader dallo schemro grande come quello dell’iPad, se sono composti in formato b5; alcune delle guide diponibili nel nostro sito sono composte in questo formato;
                  3) la classe per le guide tematiche contiene delle opzioni per comporne i file PDF di uscita isu formati diversi di “carta”, uno dei quali è il formato tablet, e un altro è il formato pad; naturalmente di tablet ne esistono tanti con dimensioni di schermo molto variabili; anche gli e-reader specifici come il kindle, ma non solo quello hanno formati variabili; per predisporre una guida tematica nel formato “tablet” è possibile, e l’ho fatto; viene bene, ma bisogna rimaneggiare il testo non poco per farlo stare su un foglio di “carta”
                  piccolo; il formato pad è per un foglio di “carta” di 120mm per 160mm (un poco più piccolo del A5); il formato tablet è di 90mm per 120mm, decisamante più piccolo dell’A5
                  4) Ho provato a comporre la documentazione d’uso della stessa classe in tutti i formati disponibili (A4, A5, B5, Pad, Tablet) e si richiede un po\ di pazienza, visto l’argomento, per aggiustare il testo in modo che vada bene per tutti i formati, am ci si riesce, Non so con altre guide tematiche con contenuti diversi, ma è solo una questione di pazienza.
                  5) Personalmente ho predisposto un e-book Guda per gli autori per una casa editrice, e ho docuto ricorrere al formato PDF, perché l’epub non viene bene con argmenti che contengono qualsiasi cosa che non sia puro testo; parlo sempre di ebook ottenuti partendo da un sorgente LaTeX o da un sorgente PDF; partendo dal sorgente latex il risultato fa un po’ meno schifo, ma è sempre impresentabile. Ripeto: con documenti di solo testo non ci sono problemi; sapendo scrivere direttamente in XML e in MathML probabilmente lsi potrebbero produrre anche ebook con contenuti diversi da quelli di un romanzo, ma io non lo so fare e non dispongo di un ediitor che consenta di scrivere anche in MathML. In PDF gli ebook riescono bene, ma con i vincoli di un sofware (il linguaggio PDF che è un Page Description Language) che questo comporta; il formato epub non ha il concetto di pagina; il formato PDF è basato sul concetto di pagina.
                  6) Il formato PDF è leggibile da ogni e-reader, anche se il dispositivo è stato progettato per rendere il meglio con i formati proprietari per i quali è stato predisposto.

                  Detto fra me e te, @l3on4rdo, ma il tuo e-reader è davvero comodo per leggere un testo tecnico scientifico come le nostre guide? Capisco che il formato elettronico si forse il futuro dei libri; per fortuna esistono ancora persone che amano i libri di carta, che amano l’odore della carta stampata (anche se i processi offset oggi in uso non odorano granché), che amno sentire sotto i polpastrelli la tessitura della carta, per cui non prevedo una fine prematura del libro di carta. Non so quanto durerà la modo degli iPad, e-reader, tablet, smarphone eccetera, usati per leggere; mi vengon i capelli diritti se pendo di leggere anche un testo tipograficamante poco curato come un giornale elettronico, ma su uno smartphone poi…

                  Detto questo (OT) invito tutti gli autori tradizionali e i prossimi nuovi autori ad usare per le guide tematiche il formato di “carta” di default, che è il formato B5; si leggono bene, almeno sui lettori hand held più grandi.

                  in risposta a: PDF/A: conformità e certificazione #92618
                  OldClaudio
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                    Probabilmente sarà così, perché dalla mailing list ho appreso che funziona con al versione di pdftex che verrà distribuita con TeXLive 2014.
                    Ora lo posso collaudare se riesco a trovare da dove scaricare i sorgenti per compilarmi una versione personale dell’eseguibile sul mio Mac; sono veramente curioso anch’io, ma per ora non veco miglioramenti, perché l’eseguibile di pdftex di cui dispongo è quello di TL 2013. L’aggiornamento al 2014 dovrebbe avvenire circa ad aprile.

                    in risposta a: Impaginazione delle tabelle #92629
                    OldClaudio
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                      Allora secondo me la soluzione corretta sarebbe quella di usare un ambiente description perosnalizzato; il file enumitem permette di farlo; suggerisco alloora di definire un ambiente, diciamo, bibdescription, in cui il marogne sinistro dell’etichetta della descrizione, sia largogo tanto quanto la citazioen stessa; enumitem contiene i comandi aper assegnare una rientranza dell’ambiente modificato ampio quanto si vuoe,
                      Dopi di che la cosa si svolgerebbe così:`\begin{bibdescritption}[impostazione della larghezza del rientro e del corpo small]
                      \item[\citetitle[32-33]{studiobio]
                      \indent Quanta dolcezza e quanto affetto! Non so se tra gli artisti, oggi, esista un legame così saldo e se esista un uomo innamorato dell'arte tanto da amare gli artisti come li amò Diego Martelli! I tempi sono troppo cambiati, in quei giorni gli entusiasmi erano qualche volta forieri di opere magnifiche. Romantici — si dice, oggi. E sia. Ma romantici sinceri e convinti, spesso, ma romantici che legavano molti doveri a questa loro esaltazione di affetti.
                      Oggi gli amici degli artisti sono dei mecenati un po' strani\dots sarebbe divertente la critica dei mecenati!\dots forse riuscirebbe anche disgustosa\dots Ma, è l'epoca dell'affare, in ogni modo, e se si misura l'arte a metri, o si paga ad un tanto al mese come i vestiti della domenica, o anche se si fabbricano nell'arte i più mostruosi imbrogli, non è da farne le meraviglie. Le farebbe Diego Martelli, forse, che da povero romantico, diede a piene mani per l'arte e senza curarsi di sé e del poi, poiché la piccola raccolta che oggi è in Palazzo Vecchio a lui costò forse un patrimonio, e se oggi (anno 1910) si è potuto riconoscere l'importanza grande del movimento toscano, è perché questo movimento ha vissuto quasi unicamente per virtù sua.
                      \item[\citetitle[50]{franmac}]
                      \indent Quanta dolcezza e quanto affetto!
                      Diego Martelli, da vero romantico, diede a piene mani per l'arte, senza curarsi di sé e del poi; la piccola raccolta che oggi è in Palazzo Vecchio gli costò un vero patrimonio, e se oggi si si è potuto stabilire l'importanza del movimento toscano, è perché questo movimento fu alimentato quasi unicamente da lui.\\
                      \end{bibdescription}`

                      In questo modo la lista prosegue alla pagina successiva se dovesse verificarsi un fine pagina.

                      Penso che non avrai difficoltà a leggere la documentazione di enumitem (da terminale il comando texdoc enumitem) e di eseguire le dovute eprsonalizzazioni che io ho indicato genericamente nell’argometo facoltativo dell’apertura dell’ambiente.
                      Se posso permettermi un suggerimento estetico che mi piacerebbe di più, ma è solo un parere eprosnale, io non agirei per neinte sulla rientranza dell’ambiente, am agirei solo sul fot con cui viene composto la citazione; non mi dispiacerebe insomma se il testo citato, proseguisse dopo la prima riga con un rientro modesto, come un ambiente description normale.

                      in risposta a: Creare file .png o .jpg #92645
                      OldClaudio
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                        @Marchetto
                        , non devi spaventarti né di arara, di cui si è parlato molto su questo forum, né del terminale che viene citato un messaggio sì e un messaggio no.

                        Per il terminale la guida che ti ha indicato @robitex è ottima.
                        Per arara basta, appunto, aprire il terminale, scriverci dentro il comando texdoc arara, premere il tasto “invio” e leggere quello che apapre sullo schermo. Più semplice di così…
                        Ma fino ad oggi come hai fatto a leggere la documentazione dei pacchetti del sistema TeX? 🙂

                        in risposta a: Perdita delle voci di indice analitico della prefazione #92597
                        OldClaudio
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                          Se guardi il codice che ti ha passato IlLinguista1972, vedi che lui ha impostato il programma biber, non il programma bibtex come backend a biblatex.
                          Configura TeXShop per usare biber invece di bibtex.

                          Per gli indici analitici multioli invece di usare makeidx, multidx e poi compilare a mano id ude indici analitici prima di poterli importare e comporre, usa solo il pacchetto imakeidx (nota la i davanti al nome); specifica i nomi dei due indici come opzioni ai dei comandi \makeindex. Naturalmente leggi preventivamante la documentazione di imakeidx con il comando texdoc imakeidx dato nel terminale. Scoprirai che è molto più facile comporre uno o più indici analitici rispetto a come stai facendo.

                          Ricordati che fra i numerosi errori che hai fatto nel tuo file sorgente, NON ha caricato hyperref come ultimo pacchetto, e dopo averlo caricato ne ha caricati degli altri che ridefinisocono in parte alcuni comandi già ridefiniti fa hyperref, per cui distruggi quello che hyperref ha cercato di fare.
                          Capisco che nelle guide c’è sempre scritto di caricare hyperref per ultimo senza spiegare perché sia opportuno/necessario fare così, ma in fondo è meglio fidarsi delle guide; se dicono di fare in un modo ci sarà bene una ragione, no?

                          Attento: non hai capito per niente a che cosa serve l’uso dell’ambiente filecontents con o senza asterisco. Non serve per importare file; serve, casomai, per esportarli;il contenuto dell’ambiente viene scritto in una file col nome specificato mediante l’argomento del comando di apertura dell’ambiente. Così una solo file serve per inviare al destinatario diversi file in un unico contenitore; non è la stessa cosa di zippare il tutto in un file .zip, è di più e di meno nello stesso tempo. Esportare il file .bib serve per consentire a chi riceve il contenitore completo di disporre anche della tua bibliografia; trasmettere in questo modo il file secondari non è molto importante ma si può fare; esportare file di macro personali, o comunque file .sty che non fanno parte di TeX Live, si fa proprio in questo modo, in modo che chi riceve il contenitore riceva tutto quello che occorre.
                          Il file principale in ogni modo usa i file così ricevuti ed automaticamente estratti, mediante i metodi opportuni: i file .sty vanno importati con il solito comando \usepachage; i file .bib non vengono importati am vengono gestiti da bibtex o da biber; i file .tex vanno importati nel documento sorgente con i soliti comandi \input o \include.

                          in risposta a: Geometry e visualizzazione pdf #92663
                          OldClaudio
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                            Documentazione di geometry, pagina 6, §5.1, Paper size.

                            [tt]papersize[/tt] width and height of the paper. [tt]papersize[/tt]={⟨width⟩,⟨height⟩}

                            in risposta a: Impaginazione delle tabelle #92626
                            OldClaudio
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                              mattiaca” post=92200Voglio creare una tabella a 2 colonne dove:
                              1

                              1. nella prima vi sia un riferimento bibliografico
                              2. nella seconda vi sia il testo citato

                              Il problema è ovviamente che l’ambiente longtable spezza la tabella solo a fine cella. Esiste un modo perché la tabella sia tagliata da LaTeX in modo da riempire bene semplicemente la pagina o le pagine in cui si viene a trovare?

                              Ma perché vuoi creare una tabella per produrre una bibliografia?

                              Tutte el diavoleria di cui dispone LaTeX per produrre bibliografie non ti bastano?

                              Oppure vuoi ripetere la bibliografia da qualche altra parte oltre al posto dove deve stare?

                              Spiegati meglio. Credo che abbiamo capito tutti che vuoi fare una tabella di due colonen dove, ecc., ecc.

                              Inolte Hi provato ad usare l’ambiente tabbing? è descritto nel manuale di LaTeX tradotto e commentato fra le guide tematiche di questo forum. Di solito non lo si usa perché i suoi svantaggi siano superiori ai vantaggi, ma può essere che ne tuo caso funzioni.

                              in risposta a: PDF/A: conformità e certificazione #92616
                              OldClaudio
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                                ivan” post=92220Problema serio… Vedo già uno sviluppo all’italiana.
                                Alcune università cominciano a richiedere il deposito delle tesi di dottorato in formato PDF/A. Per esempio:
                                http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=70653
                                Purtroppo danno per scontato che si parta da un documento .doc o .ods, oppure che si abbia Acrobat Professional.
                                Non so fino a che punto controllino che il formato sia effettivamente PDF/A. Forse basta l’autocertificazione che si può ottenere,
                                credo, anche con stampanti virtuali come PDF Creator. Oppure con pdfx (che ho appena provato ma non funziona…ho usato il file di prova distribuito con il pacchetto).
                                Perché sviluppo all’italiana? Perché come al solito si acquisiscono direttive senza che ci siano gli strumenti e le competenze per attuarle.

                                Ciao
                                Ivan

                                Appunto!

                                Però ho una notizia fresca fresca che potrebbe risolvere il tutto; CV Radhakrishnan, l’attuale manutentore di pdfx mi ha appena scritto che il pacchetto “is being upgraded” e mi ha allegato anche un commento entusiasta di uno dei collaudatori. Ancora non lo vedo fra gli aggiornamenti di TeXLive che farò domenica prossima, visto che ci sarà anche un aggiornamento di babel-italian senza i piccoli bachi dell’ultimo upload che ho fatto alcuni giorni fa. Finalmente le doppie virgolette diritte non sono più attive, se non le si attiva deliberatamente; così dovrebbero cadere gli inconvenienti che talvolta appaiono sul forum, compreso un intervento sul vecchio sito di qualcuno che dice peste e corna della configurazione per l’italiano, visto che le doppie virgolette danno fastidio al suo uso di xypic. Perché ci ho messo così tanto tempo a richiedere l’attivazione esplicita delel doppie virgolette diritte? ma perché oltre a me credo che gli utenti effettiv delel funzionalita delel virgolette attive sino pochissimi, visto che la documentazione di solito non viene letta; ora che per attivarle bisogna farlo apposta, suppongo che chi le attiverà avrà letto la documentazione e saprà come farlo.

                                Ma questo sulle virgolette è off topic; qui ci occupiamo del formato PDF/A e speriamo che l’upgrade in corso di preparazione risolva i problemi.

                                in risposta a: PDF/A: conformità e certificazione #92614
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Be’, la cosa dovrebbe essere già fattibile oggi, perché il pacchetto da usare si chiama pdfx e richiede l’uso dell’opzione 1-a o 1-b per la produzione del risultato. Il solo difetto è che parte dei metadata sono da introdurre con apposita interfaccia LaTeX da parte dell’utente, alcuni sono da introdurre con linguaggio XML da parte dell’utente e alcuni altri sono inseriti di default da parte del pacchetto. Peccato che alcuni di questi dati di default siano sbagliati o contengano degli errori di formato, perché prima erano corretti (prima delle nuove norme).

                                  Ho già scritto all’autore di pdfx, ma non solo non ho ricevuto risposta, ma il pacchetto non è stato corretto, che io sappia. Ho anche coinvolto il responsabile di TeX Live, e laui se en è preoccupato, ma temo che anche lui non abbia ricevuto risposte dall’autore (veramente di autori ce ne sono due, uno è anche autore di pdftex, ma ora non si occupa più del sistema TeX, su cui in verità ha anche scritto la tesi di laurea; dell’altro non so nulla).
                                  Claudio

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 6,001 al 6,015 (di 11,287 totali)

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