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Grazie @elrond per le tue informazioni. Certo che la spiegazione per quel che mi sorprende devono esserci, ma resto comunque stupito per la grande influenza che la compressione dei font esercita sulle grandezze finali, visto che tutti includono un subset dei glifi contenti nei font, e questi subset sono numericamente uguali epr tutti e tre i risultati.; inoltre l’espansione dei font non sembra più costruita partendo da font creati apposta come era nelle versioni iniziali di microtype, ma la cosa sembra che si ottenga direttamente con comandi interni del linguaggio pdftex che sta sotto ai due motori che lo usano.Grazie mille. e grazie anche del link alla guida tematica in costruzione. La leggerò sicuramente; ne avevo gia visto un primissimo abbozzo; nel frattempo ho letto degli ebook ePub sull’argomento e ora ho un’idea piuttosto precisa di quello che c’è dentro la scatola.ho anche trovato un editor con interfaccia grafica per creare direttamente file epub, si chiama Simil; l’ho scaricato, ma non l’ho ancora installato; è software libero.
Le preoccupazioni che condividi è che, appunto, si tratti di formati basati sul xhtml che non conosce il concetto di pagina, ma conosce solo il concetto della finestra dove deve presentare il risultato a schermo, quindi, come nei WYSIWYG, il concetto base è che devono essere velocissimi per presentare il risultato, e questo va a scapito di quello che possono maneggiare.
In un articolo di qualche anno fa su ArsTeXnica, Kaveh Bazargan aveva presentato un software della sua ditta per ricomporre al volo ogni testo in pdf e per al volo intendo con la stessa velocità con cui si sposta il tablet dal verticale all’orizzontale. Ne ha fatto una dimostrazione e noi presenti siamo rimasti affascinati. Il punto importante è che aveva trovato il modo di far fare in tempo reale la ricomposizione a Plain pdfTeX in modo da essere competitivo con la velocità degli altri formati basati su html, ma senza gli inconvenienti di questi ultimi. Peccato che il programma sia proprietario della sua ditta; non so come e achi lo venda, ma certamente non è di pubblico dominio.
Vedi TEX as an ebook reader
::Dork” post=91307sembra interessante…ora sto scaricando il programma per mac…
pensavo fosse una cosa legata a latex e a noi (assonanza maledetta git…guit)…invece sembra proprio un utile strumento per lavorare insieme ad altri…devo capire bene come fare…fin’ora usavo dropbox..che spesso e volentieri…macello 🙂 (per quanto resti incredibilmente utile e figoso :-))
studio 🙂
Corrado..
vediamo se riesco a capire allora dove trovare le cose di cui parlate da solo…
Qualcuno ironizza sul fatto che io risponda con il solito: Leggi l’apposita guida.
Be’ sì, certamente esiste anche la guida; controlla in Git 4 LaTeX.
In parole molto povere è un sito che non ha niente a che vedere con dropbox; è un sito pubblico dove il nostro Gruppo ha sottoscritto un abbonamento per disporre di un’area di lavoro, in modo che chi si iscrive, chi ha le credenziale per accedervi, può entrare e collaborare alla gestione dei vari progetti che ci sono già o può iniziarne di nuovi; in sostanza ogni progetto ha un “amministratore” chiunque può creare un “sottoprogetto” nel quale scrivere i suoi contributi; l’amministratore poi provvede a incorporare il sottoprogetto nel progetto o partecipare al sottoprogetto con suggerimenti, contributi ed altro. La cosa è piuttosto complessa da dire in quattro parole, quindi le pagine essenziali dei quel riferimento servono per chiarire le idee e all’occorrenza si possono chiedere le credenziali e partecipare attivamente.
Io, benché abbia un progetto in corso ancora non ho chiesto le credenziali, quindi non ne sono l’amministratore. Pigrizia senile, ma è così.
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Bene; allora hai la versione completa.Bene per TeXworks; se ti pare troppo scarno (solo apparenza, ma è una questione di gusti) cerca in rete TeXstudio e scaricati TeXstudio.È ricco di icone e comunque consente insieme a TeXworks di lavorare con la codifica utf8. Con questa codifica puoi introdurre tuti i segni che la tua tastiera ti consente, più quelli che puoi ottenere con Alt e AltGr uniti ad altri tasti; più quelli che puoi cliccare nella applicazione Tabella del caratteri (attivabile dalla sezione accessori di Windows); vuoi mettere una citazione in greco? lo puoi fare (anche se, magari, devi caricare qualche altro pacchetto oltre a quelli che ti ho citato, ma lo puoi fare; solo con utf8 puoi introdurre nel file sorgente qualunque segno riproducibile con i font che usi; vuoi scrivere dei prezzi in euro? basta introdurre € nel file sorgente, e… voila, eccoti l’euro nel file composto; eq uesto vale pre molti altri segni, direi tutti quelli che puoi introdurre fra la tastiera e la Tabella dei caratteri, purché, s’intende, i font che usi contengano quei segni.
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Per mettere ben in luce il problema, @Marchetto, bisogna usare le parole giuste:LaTeX non è un word processor, ma è un compositore tipografico
È di più di un impaginatore come certi programmi professionali costosissimi, proprio perché non ha una interfaccia grafica WYSIWYG e proprio per questo riesce a fare cose incredibili che un word processor e un impaginatore non possono fare.
Queste cose sono spiegate all’inzio di ogni guida, eprché se non si capisce questa sostanziale differenza, non si capisce perché uno dovrebbe pendere anni e anni dis tudio per poter usare LaTeX in modo decente. Certo de devi scrivere una lettera burocratico commerciale, un word processor va benisismo, ma se vuoi comporre un documento che contenga immagini, formule, tabelle, liste che funzionino, non come quelle di certi word processor, un word processor non basta. Per recuperare questa enorme distanza dei word processor dai programmi del sistema TeX il nostro Grand Wizerd, (il grande Puffo, diciamo cosi, quello con il berretto rosso) Donald E. Knuth ha fornito una consulenza all’azienda dello zio Bill, e l’equation editor di Word è sostanzialmente migliorato, anche se continua ad essere un sistema di usare con il mouse. Invece il word processor Writer di OpenOfice e di LibreOffice ricorre direttamente a LaTeX per scrivere la matematica; lo fa dietro le quinte quindi l’utente non se ne accorge, sebbene sia conscio di aver dovuto installare anche almeno una versione base del sistema TeX, ma comunque il risulto finale di questi word processor ha sempre l’aspetto di un documento scritto nell’ufficio contabilità da un dattilografo che usa Word o Writer come una macchina da scrivere un po’ intelligente.
Questo non vuol dire che i word processor sian inutili; semplicemente svolgono un altro lavoro; l’utente sceglie se usare pdfLATeX e Word/Writer sulla base di quel che deve scrivere e della qualità del risultato che vuole raggiungere. Non ci sono guerre di religione o questioni di fedeltà. Ogni programma fa bene quello per il quale è stato concepito.
::alfling” post=91283Buongiorno a tutti! Sono uno studente di ingegneria e mi sono da poco avvicinato al mondo di LaTeX per produrre la mia tesi magistrale.
Innanzitutto colgo l’occasione per ringraziare chiunque abbia contribuito alla stesura della guida, è fenomenale e mi sta aiutando moltissimo.
Ho installato MikTex e Texniccenter su Windows 8, compresi tutti i pacchetti disponibili.
La mia domanda riguarda l’impostazione della lingua: poiché mi trovo all’estero nell’ambito del programma Erasmus, ho deciso di scrivere tutta la mia tesi in inglese, sperando che questo la renda anche più “spendibile”.1. Devo utilizzare il pacchetto babel anche per l’inglese o non è necessario?
2. Nel caso non fosse strettamente necessario, usarlo ugualmente porterebbe comunque dei benefici (e.g. funzionalità/controlli aggiuntivi) o sarebbe totalmente superfluo?[Ho fatto una ricerca nel forum ma non ho trovato la risposta, spero che non mi sia sfuggita]
Grazie!
EDIT: pensandoci su mi è venuto anche un altro dubbio relativo all’inglese (ma non a babel). Per scrivere tutto in inglese è necessario aggiungere \usepackage[latin1]{inputenc} oppure no?
Ti do il benvenuto anch’io.
Ti consiglio di scaricare e di tenere a portata di mous o di mano (copia stampata) la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato scaricandolo dall sezione Documentazione, sottosezione Guide tematiche, di questo forum. Cominciando bene a conoscere il linguaggio LaTeX, si procede anche meglio nel capire le varie guide.
Ora a stretto rigore babel e le varie codifiche sono nate diversi anni dopo che LaTeX e, prima ancora, Plain TeX fossero resi di dominio pubblico; semplicemente perché normalmente in inglese non si usano accenti e chi scrive nativamente in inglese di solito ignora l’esistenza delle altre lingue. [OT: so di una coppia di anglofoni residenti a Parigi da circa 30 anni, che non conoscono una parola di francese… è tutto dire!].
Secondo me babel è sempre necessario anche per chi scrive una tesi magistrale in inglese, e non solo; babel mette a disposizione alcuni comandi che sono itili per scrivere macro anche quando si scrive in inglese; penso per esempio a \textormath: un comando che riceve un argomento e lo elabora in modo diverso a seconda che in quel momento si stia lavorando in modo testuale o in modo matematico. Ci sono anche altri comandi utili, ma quello è il primo che mi viene in mente., Se si scrive in inglese conviene elencarlo in quanto lingua principale come ultima opzione fra le opzioni linguistiche da passare a babel; questo consente di citare brani in altre lingue o di scrivere i riferimenti bibliografici con le regole di altre lingue (usando biblatex e la parola chiave hyphenation per recod bibliografici citazioni scritti in lingue diverse).
Inoltre se si prevede di usare anche citazioni o riferimenti bibliografici in lingue che suano caratteri diversi dai semplici caratteri ASCII, conviene usare qualunque font codificato con al codifica T1; sarebbe utile specificare quale colleziine di font usare; io ti consiglio di usare la collezione Latin Modern usando la chiamant del relativo pacchetto con [tt]\usepackage{lmodern}[/tt]; questa collezione contiene tutti i caratteri specificati on ogni guida; l’aggiunta del pacchetto textcomp [tt]\usepackage{lmodern,textcomp}[/tt] completa la collezione con una altro centinaio di caratteri.
Perché T1 e font adeguati? perché i font di default (i Computer Modern) sono privi di accenti, e le lettere accentate sopra o sotto sono ottenute per sovrapposizione dell’accento alla lettera base e questa disposizione non produce sempre bei segni perché il segno diacritico è mesos in una posizione standard che non tiene conto delle asimmetrie della lettera di base. La guida Tematica suell Codifiche ti può chiarire anche questa delicata questione che spesso mette in difficoltà gli utenti di LaTeX.
Infine, permettimi un consiglio; tu dici di aver installato una versione di MiKTeX 2.9 con tutti i pacchetti disponibili; quello che dici non è equivalente a dire che hai installato MiKTeX 2.9 distribuzione completa; tutti i pacchetti disponibili della versione di base non sono tutti i pacchetti disponibili della distribuzione completa. Il fatto che tu abbia installato TeXnicCenter mi fa suppore che tu non abbai installato l’ultima versione di MiKTeX 2.9, perché da almeno un anno, forse due anni, MiKTeX viene distribuito con TeXstudio. Questo editor dispone della miriade di icone e barre superiori e laterali di cui dispone anche TeXnic Center, forse anche di più, ma compone di default usando la codifica utf8; questo punto è importante anche rispetto alla tua ultima domanda: devo specificare latin1 anche se scrivo in inglese? No, non devi; lo puoi fare, ma se lo fai è meglio che tu usi la codifica universale utf8 e per questo TeXnic Center credo che non sia adatto. TeXstudio capisce anche le righe magiche (vedi guida tematica sulle codifiche) che sono una necessità assoluta; io non saprei come farne a meno, pur usando LaTeX da una trentina di anni; prima non c’erano e non so come facessi; cioè lo so; usavo le sequenze di plain TeX epr indicare gli accenti e questo rendeva particolarmente difficile la lettura e la rilettura dei file sorgente.
Buon lavoro!
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@Elrond, non te la prendere. Di Orlando so bene; è l’unico di cui ho notizia e so che ha fatto delle cose in merito; ma la classe vera, se ha ricevuto degli aggiornamenti (non parlo del makefile utilissimo per chi usa queste cose, ma non per me che non me ne servo) li ha avuti, che io sappia, solo da me stesso; in questo senso sono un po’ deluso; è mai possibile che fra una decina di persone che hanno usato la classe, non ci sia stato almeno uno che abbia desiderato che la classe facesse anche altre cose? Del bug di polyglossia non ricordo, o ho un ricordo vaghissimo.Comunque lo scopo del lavoro cooperativo è proprio quello; se qualcosa sfugge a qualcuno, ci pensa qualcun altro a correggerlo e ne resta traccia da qualche parte per non stare a riscoprire l’acqua calda ogni volta. Non sono certo io a dire che github è inutile; tutt’altro: è utilissimo. Purtroppo siamo in pochi a servircene. Forse ha ragione Roberto quando dice che dovremmo dare più visibilità a github affinché altre persone se ne servano, e in particolare siano “obbligate” a servirsene, se non altro per scaricare la documentazione; pensa se ArteLaTeX fosse in github; quella è senz’altro la guida più scaricata dalla sezione di documentazione; ma se i link, invece che al sito di Lorenzo, fosse a github, molta più gente ne verrebbe a conoscenza.
Comunque siamo un po’ OT, credo.
::Claudio, non fare lo stesso errore — ma forse è solo una mia impressione che tu lo faccia — di pensare allo sviluppo della guida GuIT come un onere che gli altri ti hanno lasciato.
Lo strumento git con un repository su github.com, permetterebbe a chi invece una mano la vuole dare, di aiutarti nello sviluppo e nel sistemare il codice come tu accennavi.No, non penso che la GuidaGuIT sia un onere che gli altri mi hanno lasciato; ma al momento attuale, anche se il file PDF non è male, quello che ci sta dietro à unbrogliaccio tenuto insieme con lo scotch, assolutamente impresentabile. Poi siccome è certo che pria o poi, speriamo poi, avrà luogo la mai dipartita (hai presente il file Il caro estinto”?), prima di allora, e qui spero presto, ripulisco tutto e carico su github.
Nota che ho caricato la classe per creare le guide tematiche con la sua documentazione; l’esperienza è piuttosto deludente, ma forse il github non è ancora abbastanza conosciuto. Non so; sembra che il lavoro cooperativo non sia granché di moda. Vedremo.
Ciao
Claudio
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La mole della guida è decisamente sensibile, ma la mole dei sorgenti, comprese le immagini è dello stesso ordine di grandezza, in più andrebbe compilata ogni volta che si scarica qualcosa; sì, capisco che il sito di github non è nel nostro sito quindi l’ingombro è là, non qua, ma con una visione globale, non mi sembra una cosa tanto utile.
Inoltre vorrei segnalare che i vari pezzi di codice sono il frutto di infinite sovrapposizioni di tante persone che hanno contribuito; lo stile è tutt’altro che omogeneo, e tutto sommato rappresenta un buon esempio di cattiva programmazione 😯
Qua e là, in diverse circostanze ho dovuto barare; prima o poi passerò tutti i file sorgente al cambio di codifica, mettendo tutto in utf8; per ora in mancanza di quello, alcune cose scritte in alfabeti diversi sono necessariamente traslitterate, mentre sarebbe più furbo scrivere direttamente con quegli alfabeti.
Insomma, prima di dipartire lo farò, ma per ora mi risparmio la fatica, come la risparmio a voi.
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Secondo me sbagli in questo: tu stai cercado di usare riferimenti verso \label inserite in documento esterni, ma se i tuoi docmenti sono tre file inclusi da comandi ‘include nell’unico master file, questi tre manuale-1, manuale-2 e manuale-3 NON sono documenti esterni.Vale sempre il concetto che ti ha spiegato @skevin03; i riferimenti vengono letti dai file .aux, quidi questi devono già essere presenti sel disco in cartelle accessibili al sistema TeX.
Quindi se usi l’introduzione dei file mediante \include, devi avere già fatto una compilazione; ma c’è un problema: i tre file che includi NON sono esterni, ma interni all’unco documento, quindi i prefissi A-, B- C- sono irrilevanti, perché comunque i \label interni ad uno stesso documento devono essere assolutamante diversi, altiemneti ti esce un errore di Duplicate label.
Quindi se usi \include non usare il pacchetto xr e non usare i prefissi A-, B-, e C- che non servono a nulla.
Quando invece vorrai fare riferimento a label generati componendo documenti DIVERSI da quello che stai componendo, allora usa xr e usa i prefissi, perché non è detto che i label usati per comporre documenti DIVERSI, siano anch’essi diversi.
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Leggiti la documentazione di xkeyval; nella pagina 2 c’è la maotivazione dell’uso delle opzioni con “chiave=valore”. Secondo me risolve il tuo problema; avresti un solo campo opzionale dentro al quale puoi specificare ognuno con la sua chiave quanti valori vuoi; la chiave, in ssstanza rappresent ‘ID di ciascun valore opzionale. Direi che \NewDocumentCommand e la tecnica delle opzioni specificate con chiave=valore siano complementari, nessuna delle due esclude quell’altra, ma il vantaggio di usare l’una o l’altra dipendo da cosa si vuol fare.
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No, non è che non vada. Normalmente non sono ammessi indirizzi assoluti per i file (grafici o non grafici) da includere, ma sono ammessi indirizzi relativi alla cartella dove risiede il fiel principale. Quindi se non ti va avare tutte le immagini nella stessa cartelal del file principale, basta che tu crei nella cartella del file principale una cartlela, diciamo Immagini, e poi tu definisca, dopo aver caricato il pacchetto graphicx, il graphicpath di questa cartella Immagini.
È documentato in qualsiasi guida,per esempio L’Arte di scrivere con LaTeX, scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito..Se non ti va di definire il graphicpath, puoi sepre scrivere`\includegraphics[…]{Immagini/Schema}`ma evidentemente è più comodo avere uno o piu graphicpath definiti con l’apposito comando, in modo che non sia necessario specificare a cartela per ciascuna immagine da includere.Le due cose non sono mutuamente esclusive, per cui puoi specificare la cartela per qualche immagine e lasciare che graphicx le cerchi sul graphicpath per altre figure.
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L’errore per il quale non trova la versione vettoriale dei font Palatino eXtended di corpo 6.57pt mi stupisce, perché i font Palatino vengono distribuiti solo in corpo 10pt e, in quanto vettoriali, vengono scalati a qualunque corpo venga richiesto; Comunque non ho idea di dove venga richiesto il corpo a 6.57pt; dal tuo esperimento dovrebbe essere per la matematica, ma i corpi usati in matematica quando specifichi 11pt fra le opzioni della classe book sono 11pt, 8pt e 6pt, che io sappia e ricordGli altri sono tutti warning; ma dovresti aumentare l’altezza della testatina a 114 pt per non avere quei warning.Se funziona con mathpazo, non porti altri problemi.
Piuttosto cerca di togliere tutti i pacchetti inutili.
17 Gennaio 2014 alle 18:30 in risposta a: Lettere greche unicode al posto di quelle standard in LaTeX #91577 -
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