OldClaudio

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  • in risposta a: Strano comportamento dell’indice #91614
    OldClaudio
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      Ti ha già risposto Enrico; La colpa è dei txfonts; già usando i pxfonts il problema sparisce; sembra strano, ma apparentemente i txfonts contengono un lieve accostamento fra due cifre 1 consecutive, o la cifra 1 preceduta o seguita da un’altra cifra in generale; per cui la stringa 11 è decisamente più corata della stringa 10 o della stinga 12 (lo si vede ingrandendo la pagina) e quindi il numero di pagina 11, essendo accostato a destra lascia a sinistra lo spazio per un ulteriore puntino; non capita quasi mai, ma la tua osservazione che capita quando c’è un 1 di mezzo è molto attenta.

      [attachment=890]TestLeaders.zip[/attachment]

      Ti accludo il file che hai inserto come esempio minimo compilabile; ho indicato alcuni punti da correggere; ma tieni conto delle indicazioni di Enrico che sono molto accurate; aggiungi le mie che si occupano di altre cose.

      Si vede chiaramente che hai reso come modello un preambolo scritto da altri che non sapeva bene quello che faceva, anche se ha usato pacchetti strani come savesym, che davvero è eccessivo per non fare assolutamente nella nel tuo testo; ho inserito un integrale doppio dopo il cappello del primo capitolo e usare o non usare \savesymbol e \restoresynbol non cambia nulla; l’importante è quello di cambiare font matematico dopo aver caricato amsmath e amssymb. Alcune delle osservazioni che ti ho fatto in realtà andrebbero fatte all’anonimo estensore di quel preambolo.

      Inoltre ymath serve per disegnare integrali grandissimi e tildi o altre soprassegnature matematiche molto più larghe di quelle di default; il risultato di solito è brutto

      Comunque i miei commenti sono scritti in maiuscolo, tranne che per quel che riguarda geometry; lì, veramente, volendo cambiare a tutti i costi e non sapendo bene ciò che stavi cambiando, sei riuscito ad ottenere una impaginazione orrenda. Vedi come ho modificato io a titolo di esempio; sei liberissimo di cambiare ancora, magari riducendo i margini laterali di qualche millimetro, oppure diminuendo i margini superiore e inferiore di qualche (uno o due) millimetro. Devi vedere tu con testatine vere se debbano rimanere esterne alla gabbia o se vi debbano venire incluse.

      Inoltre sono quasi certo che metà dei pacchetti nel tuo preambolo non servono a niente; toglili uno alla volta verificando se la compilazione va a buon fine; se tolto un pacchetto e la compilazione va a buon fine, vuol dire che non serviva a niente; toglilo.

      Inoltre prendi l’abitudine di leggere almeno un po’ la documentazione dei pacchetti che usi, almeno quel tanto da sapere quello che fanno a che cosa servono; per esempio sai a che cosa serve afterpage? No, perché hai scritto che serve per inserire una pagina bianca. Se equivochi sulla funzione di un pacchetto è chiaro anche che lo usi poi malamente. (nella fattispecie, afterpage definisce un comando \afterpage{…} il cui argomento viene eseguito alla fine della pagina corrente, prima di cominciare la pagina successiva.]

      Conoscere con precisione quello che ogni pacchetto di estensione fa o non fa permette di usare ogni pacchetto con cognizione di causa o di non usarlo per niente. Inoltre ogni pacchetto inutile in più che carichi aumenta il rischio di conflitti fra pacchetti, quindi meno ne usi/carichi meglio è.

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      in risposta a: Strano comportamento dell’indice #91610
      OldClaudio
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        Da quello che scrivi non si vede il puntino di troppo; comunque la cosa può dipendere da molti motivi, cominciando dalla classe che usi e finendo con le impostazioni personali.

        Quindi sarebbe utile se inviassi un esempio minimo compilabile che presenti l’errore che indichi; Un esempio minimo compilabile comincia con \documentclass e finisce con \end{document} e contiene il minimo indispensabile sia come preambolo si come testo per permetta di replicare l’errore.

        Spesso chi si accinge a predisporre un esempio minimo compilabile esegue molte prove per vedere se e chi produce l’errore o è un pacchetto superfluo al fine di mostrare l’errore.

        in risposta a: LuaLaTeX e fontspec #91595
        OldClaudio
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          Il problema è un’ambiguità di fondo; i font Opentype possono essere classificati come TrueType o come Type1; ma i veri Type 1 e (forse) i True Type sono diversi.

          L’ambiguità nasce dal fatto che:

          1) i TrueType hanno le curve dei contorni descritti mediante archi di parabola e hanno le informazioni metriche contenute dentro il file stesso; la collocazione dei glifi non corrisponde necessariamente alla codifica UNICODE, ma potrebbe esserlo.

          2) i font Type 1 hanno i contorni descritti da archi di cubiche e le informazioni metriche sono contenute in un file esterno; I glifi sono solo 256 e sono disposti secondo la codifica Adobe, tanto che il file con le informazioni metriche ha l’estensione afm, che sta per Adobe Font Metrics.

          3) Per i font OpenType la dizione che si tratti di Type 1 o di TrueType vuol dire che hanno i contorni descritti da cubiche o da parabole; ma le informazioni metriche sono interne al file e i glifi sono disposti come dice la tabella UNICODE.Clemnens, alla fine dlala apigna internet c’è la tabella dei glifi contenuti nel font e di ciascuno è anche riportato l’indirizzo; a naso direi che si tratta di un OpenType molto ridotto con i glifi descritti da parabole, non perché le abbia riconosciute ad occhio, ma perché vengono descritti come TrueType.

          Io proverei a caricarli come font OpenType e vedere che cosa succede; oppure io userei il programma otfinfo specificando il nome di una di quelle polizze di caratteri, naturalmente con l’opzione giusta specificata a otfinfo, per vedere se effettivamente contengono anche le informazioni necessarie per on font OpenType.

          Sono al corrente dei programmi che citi per Windows, ma ai miei tempi danno informazioni così sommarie che oggi le considererei inutili, in ogni caso insufficienti.
          Con Font Book su un Mac si ottiene vita morte e miracoli del font, quindi mi sono male abituato con questa applicazione

          Avendo aperto il link che accludi per i font

          in risposta a: CV Europass – template (quasi definitivo) #78895
          OldClaudio
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            Perché chiedi quali lingue si possano usare e come si possa configurare il curriculum in lingue diversa dall’inglese e dall’italiano?
            Nella pagina 2 della documentazione di eurpecv, c’è scritto chiaramante che bisogna esprimere l’opzione linguaistica alla classe eurpoecv, e poi internamente dice se e quando bisogna anche chiamanre babel con diverse lingue, epr esempio per scrivere il CV in greco.

            Non le ho contate una per una ma mi sembra che siano elencate una trentina di lingue, tra cui il francese; capisci che se c’è il greco, il bulgaro, il ceco, il finlandese, ecc., il problemi degli accenti non esiste, ne esiste nessun problema nemmeno ad usare in tutto o in parte un alfabeto diverso da quello latino.Ci sono anche per lingue chiaramente europee, ma di nazioni che non fanno parte dell’Unione Europea, ma forse fanno parte dell’OCSE; vi vedo l’islandese, il serbo, il norvegese e le lingue alternative spagnole come il catalano e il galiziano.

            Alla fine dell’elenco delle lingue c’è questa nota:

            The choice of the language only affects the appearance of the title (“Euro- pass Curriculum Vitæ”), the personal information section, the spoken language table and the footer with the page number. In some cases, it may affects the used alphabet (e.g. in Bulgarian).
            If you want to use the hyphenation patterns for the language(s) of your choice, you must include the babel package in your document. The use of babel is mandatory for Greek (see the Greek language option above). If you need a different language, you must create a new .def file, and add the corresponding \DeclareOption in the class file.

            quindi è assolutamante chiaro che devi usare anche babel all’interno del preambolo.

            Per gli USA, l’Australia, il Canada, il Sud Africa, chiaramente non esiste un Europass, perché questosi riferisce solo alle nazioni dell’Unione Europea. Naturalmente la collezioni di classi e pacchetti del sistema TeX ne prevede molti altri per curriculum vitae, che non si conformano al modello Europass, e che ti possono essere più utili di di quest’ultimo.

            in risposta a: Lettere greche unicode al posto di quelle standard in LaTeX #91575
            OldClaudio
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              @Ivan
              , lo so che sono prolisso, ma se leggio il mio messaggio, quello prima del tuo, se non ho frainteso si capisce che @staffilococco vuole usare in matematica le stesse lettere greche che si usano per il testo al posto di quelle matematiche. Siccome usa per inputenc le la codifica utf8 ed ha una tastiera che gli consente di scrivere direttamente le lettere greche α β γ δ ε …, equivocando chiama i simbolo greci come lettere unicode, mentre quella che scrive \alpha, \beta, \gamma, \delta,… le chiama “quelle standard in LaTeX”.

              In un precedente messaggio ha specificato che vuole usare queste lettere solo in matematica; nel messaggio rpima del mio ha specificato che ottiene il risultato voluto usando uno dei nuovi pacchetti per il greco e scrivendo in matematica [tt]\text{α}[/tt] e così ottiene quel che vuole ma vorrebbe sapere come fare per scrivere direttamente la lettera greca senza usare il comando \text{…}.

              Questo è quello che ho capito io, e forse, visto che continua ad esprimersi con un gergo suo, non condiviso da altri, continua ad essere un po’ oscuro o, meglio, continuo ad avere dubbi sul fatto di aver capito davvero il suo problema.

              Se per esempio ci dicesse : devo scrivere i nomi di molecole organiche in cui certi legami sono indicati con lettere greche, gli direi “scrivi l’intero nome della molecola in modo testuale, non in modo matematico; se invece vuol scrivere qualcosa in modo matematico qualcosa che non abbia a che vedere con la chimica organica, allora re risposte che gli ho dato dovrebbero essere chiarificatrici: sapendo quello che fai viola le norme tipografiche italiane e inglesi ed usa quelle francesi usando certi pacchetti che gli ho suggerito. Ora ha lui la palla e, se vuole, la può giocare. Noi come sempre siamo qui a cercare di capire le richieste anche se formulate in modo strano; talvolta ci riusciamo, talvolta non capiamo (parlo per me, naturalmente).

              in risposta a: LuaLaTeX e fontspec #91592
              OldClaudio
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                In qualche messaggio recente del forum si parlava di come accedere ai font OpenType col lualatex, essenzialmente per sapere quali nomi mettere nel campo di configurazione di ogni font le informazioni giuste, che non consistono nel nome del file, ma nel nome della famiglia di font; prova a cercare sul sito la parola chiave luaotftools (che saranno descritte anche nella documentazione di fontspec) sembra che sia utilissimo sulle macchine Linux e Windows. Sulla macchine Maca c’è una applicazione che si chiama Font Book.app e che fornisce tutte le informazioni necessarie per accedere a qualunque font OpenType installato sulla macchina in uso.
                È chiaro che una guida generica con fontspec.pdf, scritta per i vari milioni di utenti del sistema TeX sparsi epr il modo non possa dire che cosa c’è sulla macchina di ciascuno di loro, ma possa dare uno strumento per saperlo; lo strumento è il comando luaotftools con le sue opzioni che permette di sapere tutto quanto c’è sulla propria macchina.

                in risposta a: LuaLaTeX e fontspec #91590
                OldClaudio
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                  Leggi la guida di fontspec con texdoc fontspec

                  in risposta a: Scritte in sovrimpressione #85005
                  OldClaudio
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                    A me polyglossia con LuaLaTeX non ha mai dato problemi. Forse ne dava nel 2012, ma con al versione 2013 non ne ho più visti.

                    Inoltre permettimi, nel tuo codice scirvi`\usepackage{etex}
                    \usepackage{etoolbox}
                    % Codifica di input e di output
                    \usepackage[utf8]{inputenc}
                    % Scelta tipografica
                    \usepackage[italian]{babel}`
                    Concettualmente andrebbe usato il pacchetto polyglossia con `\uspackage[polyglossia}
                    \setimainlanguage[…]{italian}` dove come opzione per l’italiano poi specificare babbelshorthands
                    che ti attiva le scorciatoie che fanno uso del carattere ” (doppio apice dritto) per svolgere le stesse funzione che svolge quando si usa babel; se non ti interessano queste scorciatoie non mettere neanche le parentesi quadre.

                    Ma, sempre concettualmente [tt]\usepacjage[utf8]{inputenc} con lualatex e con xelatex NON si deve usare, perché il file sorgente DEVE essere salvato con la codifica utf8, ma non è necessario dirlo a lualatex o a xelatex, perché è così che se lo aspetta; inoltre inputenc ridefinisce della roba in base alla codifica di output dei font usati per la composizione, se non ne trova a che cosa serve?

                    Invece con lualatex o xelatex devi usare fontspec per gestire i font OpenType, e se non ne specifichi nessuno, usa i Latin Modern OpenType come impostazione predefinita. ma fontspec lo devi caricare comunque.

                    in risposta a: Lettere greche unicode al posto di quelle standard in LaTeX #91573
                    OldClaudio
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                      Stai commettendo diversi errori concettuali; Le lettere “unicode” che vengono usate con pdfLATeX e l’opzione greek a babel, oppure l’opzione LGR a inputenc ([tt]\usepackage[LGR,T1]{inputenc} e poi il pacchetto textlapha, sno tratte dalla collezione di font che io ho creato per il greco testuale, noti come collezione CBfonts, e che fuzionano di default se non specifichi altri font; Certo potresti caricare altri pacchetti per usare font diversi dai miei e meno completi come collezione di segni, ma in generale il punto più importante è che i font di un alfabeto diverso da quello latino si accordino stilisticamente con quello latino. Nota che comunque il greco e il altino devono accordarsi anche con l’inclinazione delle lettere, quindi lo stile slanted implica una deviazione dalla verticale di 12° e lo stile italic implica una inclinazione di 15° con i font testuali CM o LM o simili. Quando tu usi \text{…} uso i font testuali diritti, non gli slanted e nemmeno gli italic, quindi la deviazione rispetto alla verticale è nulla.

                      Ma l’errore concettuale è appunto il desiderio di usare i caratteri greci testuali in matematica; come sai il comando \text{…} che stai usando serve per inserire del testo in matematica; questo comando, quando si usa il pacchetto amsmath cambia corpo a seocnda che il testo da inserire appaia al livallo principale, o a livelelo di pedici o apici principali o di pedici e apici secondari ( cioè pedici o apici di altri pedici o apici).

                      Questo è un errore concettuale; i font matematici e i font testuali hanno forme simili (talvolta non identiche) e quelli matermatitici non servono per scrivere parti testuali (prova a scrivere “difficile” o “afflitto” in modo testo o in modo matematico e ti rendi conto della differenza visibile da chiunque, non solo agli occhi esercitati dei tipografi o degli esperti di font.

                      I font greci matematici minuscoli di LaTeX non hanno grazie di nessun genere; dove le vedi? se scrivi \textmu usando il pacchetto textcomp, ottieni una μ con le grazie, ma (a) non è una lettera matematica e (b) rappresenta il simbolo del prefisso SI “micro”, non rappresenta la lettera greca variamente chiamata mi o mu, meno che mai la variabile matematica μ.

                      L’altro erroe concettuale è che le variabili matematiche devono essere inclinate secondo le norme ISO UNI, si che si scriva in matematica sia che si scriva in fisica o in ingegneria, per le quali ultime essitono norme più stringenti di quelle suate in matematica. Ovviamente l’inclinazione delle lettere greche minuscole deve corriposndere a quella del corsivo latino, quindi non sono né troppo inclinate, né tropo poco inclinate; sono semplicemente con l’inclinazione giusta.

                      Non ti piace usare le lettere greche minuscole inclinate? Benissimo, puoi violare a ragion veduta le norme ISO UNI, se non scrivi di fisica o di ingegneria o di qualunque altra scienza cosiddetta dura e seguire i principi della tipografia francese che in matematica usa sempre le lettere greche maiuscole e minuscole diritte; ti ho già segnalato i pacchetti fourier e kpfonts, predisposti dai francesi epr seguire, volendo, anche le norme francesi che, come ho detto, sono in contrasto come le norme ISO UNI.

                      Se usi uno di quei pacchetti se a posto sia con il testo sia con la matematica; le opzioni che puoi specificare a ciascuno di quei due pacchetti per usare lo stile francese sono chiarissime. Leggine la documentazione come ti ho già indicato di fare.

                      Ma qui sorge un altro problema: le lettere greche testuali che usi quando impieghi \text{…} sono quelle testuali corrispondenti allo sile (serie, forma e copro) dei font testuali che circondano il testo matematico; quindi sono verosimilmente diritte; le lettere diritte hanno una deviazione rispetto alla verticale assolutamente nulla, quidi altro che meno inclinate: non sono inclinate pr niente. Che iso sappia non ci sono vie di mezzo; o usi i caratteri matematici diritti o inclinati con l’inclinazione prefissata e uguale a quella del corsivo latino matematico, ma non mi risolta che tu possa ottenere con nessun font lettere greche inclinate, ma meno iclinate delle elttere greche matematiche di default; se esistessero dovrebbero essiter anche dei font latini il cui corsivo è meno inclinato del corsivo normale.

                      Se ti rendi conto dei due errori che stai facendo va bene; se non capisci che stia commettendo due errori contemporaneamente (ricapitolo: font testuali in matematica [errore tipogerfico] e variabili indicate con lettere non inclinate contrariamente alle prescrizioni delle norme ISO UNI [violazione di norme internazionali]) pensaci sopra ancora un po’. Se hai capito gli errori che stai commettendo ma li vuoi commettere lo steso, sei padronissimo di farlo,ma sappi che devi essere ben conscio che stai violando le norme tipografiche oltre a quelle ISO UNI. Poi ogni norma può essere violata in tipografia puche a ragion veduta serva a trasmettere meglio il messaggio dall’autore al lettore.
                      Volare le norme per un (presunto) criterio estetico (“È un gusto personale, nulla di più.”) è generalmente un grosso errore. Però per i francesi el lettere greche diritte in matematica non sono un errore.

                      in risposta a: Misurare la lunghezza di una stringa #91558
                      OldClaudio
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                        Certo che succede a tutti; se leggi il messaggio d’errore c’è scritto

                        ! Undefined control sequence.
                        \misura

                        l.5 \settowidth{\misura}{Testo}

                        e che cosa vuol dire? che \misura non è definita; quindi devi specificare nel preambolo [tt]\newlength{\misura}[/tt].

                        Fa sempre parte delle serie leggere la documentazione; nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato c’è scritto testualmente

                        \newlength{⟨comando⟩} definisce una nuova lunghezza identificata con ⟨comando⟩;
                        […]
                        \settowidth, \settoheight e \settodepth seguono la sintassi seguente:
                        \settowidth{⟨comando⟩}{⟨testo⟩}
                        \settoheight{⟨comando⟩}{⟨testo⟩}
                        \settodepth{⟨comando⟩}{⟨testo⟩}
                        Ognuna di queste istruzioni assegna al registro-lunghezza ⟨comando⟩ rispettivamente la larghezza, l’altezza o la profondità della stringa che costituisce il ⟨testo⟩.

                        alle pagine 67 e 68.

                        in risposta a: quadrati neri al posto delle virgolette #91567
                        OldClaudio
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                          Nyquist” post=91113Ok, grazie ;)….ho notato che con quei pacchetti (ae, aecompl) si ha un rendering del testo migliore. Cosa mi consigliate in sostituzione?

                          I font ae furono creati usando i fotn CM mediante l’uso dei font virtuali; dubito che diano un rendering migliore rispetto al CM, visto che sono gli stessi segni. Comunque non è quello il punto.

                          Essi furono creati quando la conferenza TUG di Cork, se ricordo bene nel 1991, definì al codifica T!, ma non esistevano ancora i font con codifica T!, almeno non nelle distribuzioni dei sistemi TeX di allora. Visto che i CM non dispongono delle virgolette basse, o francesi, o uncinate, o caporali, non li si poteva realizzare nemmeno con i font virtuali. Poi uscirono i font DC, e infine i font EC; questi ultimi non vennero mai resi disponibili in forma vettoriale cosicché dopo diversi anni sono apparsi i font vettoriali CM-super, i Latin Modern, e tanti altri ottenuti tramite font virtuali dai font Type 1 disponibili e inseriti nelle distribuzioni dei sistemi TeX.

                          Con questo breve escursus storico, ti rendi conto del perché gli ae e gli aecompl sono residui archeologici, distribuiti ancora con i sistemi TeX solo per rendere compilabili i documenti di più di 20 anni fa.

                          in risposta a: Lettere greche unicode al posto di quelle standard in LaTeX #91570
                          OldClaudio
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                            Stafilococco” post=91111Buonasera a tutti. Come da titolo, vi chiedo quali sono i metodi possibili per poter usare in LaTeX le lettere greche unicode al posto di quelle che sono usate di default. È una questione se vogliamo futile, ma a me e alle persone che useranno i miei testi piacciono di più le lettere unicode rispetto a quelle che usa LaTeX. Io le lettere greche le userei solo in modalità matematica, non per scrivere testi in greco. L’ideale sarebbe un pacchetto che lo faccia già (ma che non sono riuscito a trovare su Internet) oppure praticare la ridefinizione del comando di ogni lettera a mano.

                            Inoltre vi chiedo: è possibile fare queste operazioni in Latex o devo per forza passare a XeLaTeX?

                            Grazie in anticipo a chi avrà la pazienza di rispondermi.

                            Non è affatto chiaro che cosa vuoi dire che ti piacciono di più le lettere greche unicode, rispetto a quelle che LaTeX usa normalmente.

                            I font OpenTpe sono codificati UNICODE; non tutti contengono le lettere greche matematiche, anzi è raro che le contengano; di font unicode adatti alla matematica se ne sono pochi,:XITS Math, Asana Math, Latin Modern Math, e qulelli associati ad alcuni dei Font della collezione TeX Gyre; il pagella, il termes, e qualche altro.

                            Invece con pdfLATeX e senza usare i font OpenType, ci sono alcuni pacchetti che contengono alfabeti matematici di vario genere, in particolare mathpazo è molto gettonato; mathdesign fa un buon lavoro almeno con i font Garamond, utopia, e qualche altro; a me piacciono i pacchetti fourier e kpfonts, predisposti dai francesi e che dispongono di font testuali e matematici già abbinati che permettono anche le variazioni tipografiche francesi (lettere greche maiuscole e minuscole sempre diritte, mai inclinate, ma ovviamente fuori della tipografia francese quei pacchetti consentono le lettere inclinate). Poi ci sono le collezioni newtx e newpx per i times e i palatino; questi due pacchetti hanno i font matematici separati dai font testuali; volendo si possono isare newtxmath o newpxmath con font testuali diversi, anche se non penso che sia una buona idea.

                            Per curiosità vorrei sapere che cosa non ti piace delle lettere greche che LaTeX usa di default; ricordati che per \epsilon, \theta, \rho, \phi e \pi ci sono anche delle varianti
                            \varepsilon, \vartheta, \varrho, \varphi e \varpi (quest’ultima non so chi la possa usare) che sono maggiormente conformi allo stile delle lettere greche a cui siamo abituati dai tempi del liceo.

                            in risposta a: Misurare la lunghezza di una stringa #91555
                            OldClaudio
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                              Ragazzi, c’è bisogno di andare a vedere che cosa dicono su stackexchange, quando basta usare i comandi nativi di LaTeX che Martin Scharrer ha solamente ricordato?

                              Non c’era bisogno di ricorrere alla sua autorità in merito, anche se fa bene a ricordare che esistono quei comandi; Il mi limito a dira che qui nella sezione Documentazione del forum ciè una guidina tematica, piccola piccola, ma dotata di un indice analitico con tutti i comandi del LaTeX nativo, intitolata Il LaTeX Reference Manual commentato, dove quei comandi sono descritti.

                              Non sono il primo a lamentarsi che le guide non vengono lette. In questo caso dovrebbe lamentarsi in prima persona Leslie Lamport, il papà di LaTeX.

                              in risposta a: standard per siunitix #91508
                              OldClaudio
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                                1) Evidentemente è vietato parlare di “grado kelvin” visto che l’unità di miura si chiama kelvin.

                                il grado Celsius è un residuo del passato, e ora è consentito solo per l’intervallo di temperatura; cioè la differenza fra la temperatura misurata e la temperatura del punto triplo dell’acqua.

                                il grado Fahrenheit si chiama grado similmente al grado Celsius, anche questo come residuo del passato, ma il suo uso è vietato, anche se negli USA lo usano alla grande, mentre nel resto dei territori anglofoni, in particolare nel Commowealth Britannico, il grado Celsius è ufficializzato per gli usi civili, e il kelvin è usato per tutti gli altri usi.

                                2) in questo forum qualcuno, alcuni anni fa ha fornito ul’URL di un sito cinese dal quale sono scaricabili le norme ISO in inglese; è noto che i cinesi non rispettano il copyright straniero perché apparentemente è assente dalla loro legislazione. Ho rimosso completamente dal mio computer ogni riferimento a quel sito; per non correre il richio di divulgarlo violando la nostra legge.

                                Tuttavia sono perfettamente d’accordo che la legge doverebbe essere gratuita, anzi visto che una apposita legge (che non so più citare) attribuisce valore di legge per lo stato italiano alle norme emesse dall’Ente Nazionale di Unificazione, direi che a maggior ragione le norme UNI dovrebbero essere gratuite.

                                in risposta a: standard per siunitix #91502
                                OldClaudio
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                                  Le norme ISO UNi si possono acquistare a peso d’oro presso l’Ente Nazionale di Unificazione Italiano (cerca in rete, vendono anche in rete, ma i prezzi sono inaccessibili al privato cittadino).

                                  Invece il National Institute of Science and Technology degli USA (NIST) pubblica un documento scaricabile gratuitamante sp811.pdf dove c’è scritto tutto lo scibile sulle unità di misura. il loro uso e la loro scrittura. Ci sono alcune cose che riguardano la lingua inglese, che ovviamente non sono applicabili alla lingua italiana (in inglese il plurale di tutte le unità scritte per disteso prende la s del plurale, mentre in italiano NON sonon coniugate al plurale tutte le unità il cui nome termia per consonante o comincia con una maiuscola).

                                  Ci sarebbe nache il fascicoletto Saper Comunicare scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito, ma evidentemente non ha l’autorevolezza che hanno le norme ufficiali o quelle di un ente importante come il NIST.

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