OldClaudio

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  • in risposta a: Numerazione di pagina nell’indice #90599
    OldClaudio
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      Se è questo quello che vuoi allora:`
      \begingroup\makeatletter
      \pagestyle{empty}
      \let\ps@plain\ps@empty
      \tableofcontents
      \listoffigures
      \listoftables
      \endgroup`
      Senza bisogno di ridefinire empty che fa già tutto quello che deve fare, tranne nella prima pagina dei capitoli, (i tre indici sono inziati con comandi del tipo [tt]\chapter*[/tt]); se dentro al gruppo dici che lo stile plain è un alias di empty, nella prima pagina di quegli elenchi non appare più il numero di pagina in calce.

      Definire uno stile con fancyhdr che non contenga niente nelle testatine e nei piedini richiederebbe solo due righe, come appara nella documentazione:`
      \fancyhead{}
      \fancyfoot{}`
      ma in questo caso non serve, in effetti se tu vuoi vuote sia la testatina sia il piedino; solo la prima pagina dei capitoli in realtà richiede di scavalcare l’impostazione fatta dal comando [tt]\chapter*[/tt] senza metterci le mani dentro, e cioè senza ridefinire [tt]\chapter*[/tt] ma rendendo localmente lo stile plain equivalente a empty; così facendo, quando il comando iniziale dell’indice o delle liste specifica [tt]\thispagestyle{plain}[/tt] in effetti viene eseguito, grazie all’equivalenza, [tt]\thispagestyle{empty}[/tt].

      in risposta a: Numerazione di pagina nell’indice #90597
      OldClaudio
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        Allora, visto che usi fancyhdr, definisci un nuovo sile di pagina che sostituisca lo stile plain, che è quello usato per la prima pagina dei capitoli, e usa quello dentro dentro un gruppo che contenga anche l’indice e le liste di figure e tabelle.

        in risposta a: Utilizzo di \emph{} e \ac{} in \section{} #90612
        OldClaudio
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          Non conosco regole codificate, quindi ti dico il mio parere personale.
          Per gli acronimi assolutamente nel senso che certamente non dai la definizione dell’acronimo nel titolo di un paragrafo; presumibilmente ne darai una descrizione nel corpo del paragrafo e lì quindi è il punot giusto per farvi riferimento.

          Per l’inglese in corsivo in un titolo forse lo puoi fare ma devi stare attento se usi hyperref, perché il titolo rappresenta un oggetto che va poi a finire nei bookmarks e in altri posti connessi alla navigazione e li sono sostanzialmente proibiti comandi di ogni genere, tanto che il pacchetto consente di usare il comando [tt]\texorpdfstring[/tt] che con i suoi due argomenti permette di distinguere quell che va nel titolo del paragrafo da quello che hyperref usa per i fatti suoi. Io in questi casi scriverei così:
          `\section{Giocare a \texorpdfstring{\emph}{}{badmington}}`.
          Però non ritengo necessario evidenziare con \emph una parola inglese in un titolo; fattibile con prudenza, ma non necessario. Parere personale, s’intende.

          in risposta a: Numerazione di pagina nell’indice #90595
          OldClaudio
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            `\begingroup\makeatletter
            \let\ps@plain \ps@empty
            \tableofcontents
            \listof igures
            \listoftables
            \endgroup`

            L’ho scritto di getto, ma dovrebbe funzionare; io non l’ho collaudato

            in risposta a: PDF/A-3 #90582
            OldClaudio
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              Otacon” post=90133Una volta compilato con xelatex o lualatex potresti usare il pdf ottenuto in OpenOffice, c’era (e credo ci sia ancora) un plug-in per convertire i file nel formato pdf-a.
              Inutile ricordare che openoffice è opensource e gratuito.

              Anche LibreOfifice è opensource e gratuito; seocndo me LibreOffice è un briciolo più avanzato di OpenOffice, ma… peccato che i file convertiti da questi programmi non passino le verifiche ci conformità; le ho provate tutte, ma l’unico con cui qualche anno fa riuscivo a produrre file PDF archiviabili era pdflatex con il pacchetto pdfx configurato in modo adeguato; quegli stessi programmi oggi non producono più file conformi nemmeno con la norma PDF/A-1b, la più blanda che ci sia; non parliamo della norma PDF/A-3.

              in risposta a: Numerazione di pagina nell’indice #90593
              OldClaudio
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                La foto non c’è, ma come ti dicevo è normale che NON ci sia la file di puitni che guidano l’occhio al numero di pagina; la voce “Soomario”, per esempio, nell’indice è in grassetto e così dovrebbe essere anche il numero della pagina; sicume usi i numeri romani, se usi il maiuscoletto, questo è privo delle serie nera, almeno con i font di default; se usi il minuscolo, probabilmente il neretto tondo ti viene anche egnli idici; quindi passando da un titolo nero a un numero romano nero non hai bisogno dei puntini.

                Essitono delle scuole di pensiore per el quali non solo i puntinoi non ci vorrebbero, ma addirittura non covrebbe nemmeo essere incolonnati al bordo destro della gabbia di stmap;ma dovrebbero apparire con una modesta spaziatura a destra della rispettiva voce; guarda gl indici dell’Arte di scrivere con LaTeX

                in risposta a: Lyx frontespizio tesi cercasi aiuto anche per altri problemi #90564
                OldClaudio
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                  No, sbagli: LyX è un editor che fa credere all’utente di usare un metodo WYSIWYG, anche se la documentazione di LyX cerca in qualche modo di rispettare la filosofia di LaTeX nel senso di WYSIWYM, (what you see is what you mean). LyX esgue al compilazione con LaTeX, si tratta di due programmi diversi; se ti consiglio di installare TeXStudio, te lo consilgio per sostituire LyX, non per sostituire LaTeX; come sai bene per usare LyX devi anche installare il sistema TeX.

                  Ora LyX per dare l’impressione di mostra sullo schermo quello che LaTeX comporrà (e si tratta solo di una impressione, non della realtà) ha i suoi limiti come ogni wordprocessor; MS Word, Libre Writer, uno commerciale e uno libero, sono WYSIWYG; usati bene producono risultati eccellenti, e sono facili da usare in modo adatto per la corrispndenza commerciale, senza quasi leggere una riga di documentazione (tuttavia in una agenzia immobiliare la segretaria, sotto i miei occhi, non è riuscita con Word a trovare il modo di scrivere m2 ed era costretta a scrivere il fatidico mq (milliquintali?…:shock: 😈 ) anche se sapeva che era sbagliato. Lo stesso, in diversa misura succede con LyX, che via via che immetti nuovo testo cera di interpretarlo per mostrartelo sullo schermo in modo simile a quello che farà LaTeX; non è in grado di interpretare tutti i comandi, quindi per fare quello che si vuole con le personalizzazioni bisogna usare i pacchetti di LaTeX ma bisogn scrivervi anche una interfaccia, una specie di driver, perché possa mostrare sullo schermo qualcosa di plausibile.
                  Siccome non è facile scrivere questi driver, tanto vale spendere due ore su una guida per principianti del tipo L’Arte di scrivere con LaTeX, scaricabile liberamente dalla sezione Documentazione di questo sito, saltando la lettura di quello che non serve per l’immediato. Una sogliate generale non guasta, per sapere almeno che cosa vi viene trattato, per poi andare a colpo sicuro quando è necessario affrontare nuovi problemi, ma non ci volgiono mesi per imparare a usare LaTeX in modo decente; dici che due ore non bastano? forse ce ne vogliono 4? te lo concedo, ma sono 4 ore ben spese, anche se la tesi è agli sgoccioli e il momento di consegnarla si avvicina.

                  Come ti è stao detto qui sul forum le perosne che rispondono sono volontari, e chiunque può chiedere aiuto o lo può dare, sempre liberamante, ma questo è un sito di TeX, LaTeX, ConTeXt, XeLaTeX, LuaLaTeX, e via di questo passo e praticamente nessuno di coloro che potrebbero avere la competenza per siutarti ha mai usato LyX; io ce l’ho montato sulla mia macchina, ma non lo uso da almeno 4 o 5 anni; mi domando perché continuo a sprecare spazio sull’hard disk per un programma che non uso, che non aggiorno e per il quale non ho nessuna intenzione di perdere tempo, nemmeno a pagamento, per imparare a costruire i driver di interfaccia.

                  Questo è il problema che accomuna me alla quasi totalità degli altri frequentatori del forum.

                  Ti ripeto con franchezza, ma con simpatia; lascia perdere LyX e prima lo fai, prima sarai felice.

                  in risposta a: Sottotitoli #90577
                  OldClaudio
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                    Shadow” post=90130
                    – E’ possibile modificare la “distanza di separazione” tra il titolo del capitolo e la riga con il nome degli autori?

                    – Tu hai citato che è possibile mettere il nome degli autori anche nell’indice. Non so se lo farò, ma giusto “per cultura”, come si fa?

                    Per il primo punto usa uno spazio maggior al posto di 0.5ex; magari metti [tt]\\[2\baselineskip][/tt]guarda che 0.5ex è meno di un millimetro con il copro normale; tieni presente che 1ex è l’altezza di una `x’ minuscola nel corpo corrente lavorando in corpo 10pt 1 ex può essere circa 4,5pt cioè 1,5 mm circa; con un ttiolo di capitolo composto in corpo 20\pt anche 1ex raddoppia, quindi diventa 3 mm; regolati tu, ma certamente 0.5ex con il tuo titolo non supera 1,5mm.

                    Regola a spanne: 3pt equivalgono a 1mm.:smile:

                    Per il secondo punto, bisogna usare l’argomento facoltativo, ma bisogna anche usare \markboth per reimpostare le testaine:`
                    \chapter[Titolo capitolo \quad\textit{A. Utore, A. Utore}]{TITOLO CAPITOLO//[2\baselineskip]\textnormal{\itshape Aldo Utore e Alberto Utore}}
                    \markboth{Titolo capitolo}`
                    Naturalmente puoi definirti un comando per rendere più semplice tutto questo, che diventa sempre più complesso all’aumentrare del numero degli autori.

                    in risposta a: Numerazione di pagina nell’indice #90591
                    OldClaudio
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                      Se per il sommario e l’abstract hai usato il comando \chapter è normale che sia così.

                      Che differenza intendi fra sommario e abstract? l’uno è in italiano e l’altro è in inglese, oppure intendi due cose diverse?

                      in risposta a: [RISOLTO] Frontespizio (ars/classic/KOMA…) #90509
                      OldClaudio
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                        Ecco la nuova versione 0.5 del pacchettino.

                        [attachment=837]miouniud05.zip[/attachment]

                        Allora, come promesso ora è tutto parametrizzato alle dimensioni della carta/pagina, e la gabbia del frontespizio è determinata con le stesse proporzioni della pagina, ma è anche adattata alle dimensioni del foglio; ho collaudato con a4paper, a5paper e b5paper e viene sempre in modo corretto; è ovvio che lo stesso titolo, visto che non diminuisco proporzionalmente il corpo dei caratteri, può risultare su n righe nel foglio A4 e su m > n righe nel foglio A5; ma questo va da sé.

                        Ho aggiunto tutti i necessari comandi per comporre anche un eventuale colphon, ma se non si specifica nulla, il retrofrontespizio rimane bianco se si compone twoside e openright; già ho anche aggiunto la funzionalità per distinguere fra openright e openany. nel salto delle eventuali pagine bianche del \cleardoblepage.

                        Confesso di avere tribolato un poco per sormontare le difficoltà compositive che si incontrano con classicthesis, e di conseguenza anche con arsclassica. Ho poi trovato un trucco che fa un po’ rizzare i capelli in testa, ma che è sintatticamente corretto e previsto dal nucleo di LaTeX, cioè quello di usare una \makebox specificata con la stessa sintassi di quella che si usa all’interno dell’ambiente \picture, ma che si può usare anche indipendentemente da quell’ambiente.

                        A parte gli errori di battitura, anche il testo presente nel file dtx dovrebbe essere a posto; è diventato decisamente più lungo, perché, appunto, sono necessarie più spiegazioni; anche la check sum è tornata ai livelli di quella che era presente nella versione 01, anche se non siamo ancora a quei livelli; noterai che non si usa tiì l’ambiente titlepage; di fatto dovendo comporre dentro una minipage quell’ambiente può tranquillamente essere evitato; per carità, si tratta di un ambiente utilissimo, ma in questo particolare caso non serviva quasi a nulla.

                        Avrai un mucchio di dettagli da studiare…:wink: ma, mi raccomando, prepara i tuoi esami prima di tutto.

                        Continuo a pensare che avresti potuto usare una delle classi come saptesi o suftesi con molto maggior “piacere” nel risparmio di tempo, ma sicuramente impari di più facendo da solo!

                        Ciao
                        Claudio

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                        in risposta a: Sottotitoli #90574
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                          Chi è agli inizi deve leggere una guida adatta, per esempio l’ottima L’arte di scrivere con LaTeX liberamente scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito.

                          Se l’avessi letta 😉 , sapresti che i comandi di sezionamento, compreso [tt]\chapter[/tt], accettano due argomenti, il prio dei quali facoltativo, usato poco e perciò dimenticato. Ma esso serve esattamente al tuo scopo:`\chapter[Titolo capitolo]{TITOLO CAPITOLO\\[.5ex] \textit{\normalsizeNOMI DEGLI AUTORI}}`La parte fra parentesi quadre va a finire nell’indice e nelle testatine, la parte fra parentesi graffe va a finire nell’intestazione del capitolo. Per far compariree lgi autori anche nell’indice è molto più complicato, ma comunque vi andrebbero scritti in modo diverso, senza cambiamento di corpo e senza l’ “a capo”.

                          in risposta a: [RISOLTO] Frontespizio (ars/classic/KOMA…) #90508
                          OldClaudio
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                            Calma, calma; ci sono quasi, aspetta fiducioso; tra l’altro leggendo il tuo messaggio mi è venuta in mente un’altra modifica che i sembra utile.

                            Che la Guida GuIT sia disponibile a pagamento non ne sono sicuro, ma mi stupisce. Piuttosto scarica i tre file per i tre tomi, mettili su una chiavetta e va in copisteria a farteli stampare fronte/retro, magari anche brossurare; sono in formato B5; Quello che ci spendi sarebbe il costo materiale della riproduzione e dell’eventuale brossura (io non brossurerei niente, piuttosto metterei in un raccoglitore ad anelli di formato non da ufficio commerciale, visto che le pagine sono B5). Chiaramente la copisteria dovrebbe provvedere a gestire i file sorgente per la corretta imposizione, dovrebbe stampare fronte/retro su carta A3, poi dovrebbe piegare i folgi e rifilarli al formato B5; un amico mi dice che la carta B4 esiste, ma costa tanto che è più conveniente usare la carta A3, curando di disporre la carta di rifilo, gli sfridi, nell’apposito raccoglitore di rifiuti differenziati etichettati “carta”.

                            Corrado, bada a studiare e non ti perdere nei meandri della programmazione TeX/LaTeX; tra poco impacchetto tutto e allego il solito file zippato (compreso colophon, e invarianza del risultato con qualunque classe e formato di carta).

                            in risposta a: Lyx frontespizio tesi cercasi aiuto anche per altri problemi #90562
                            OldClaudio
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                              In ogni caso, prima lasci perdere LyX, prima vivi felice.

                              Nell’Arte di scrivere con LaTeX c’è scritto perché non bisognerebbe usare LyX; infatti, qui sul forum, tranne qualche persona alle prime armi, nessuno usa LyX.

                              Installati un buon editor LaTeX friendly multipiattaforma, di al tuo LyX di salvare il file in fomrato LaTeX, apri il file con il nuovo editore e vedrai che usare la classe saptesi, oppure uno dei mille (anzi diecimila) formati della classe suftesi, o anche semplicemente il pacchetto frontespizio (con le sue tre compilazioni) ti rende la cosa semplicissima e ti domanderai perché hai perso tempo con LyX (per altro un ottimo programma, basta non uscire dal seminato ed accontentarsi di quello che sa fare spontaneamente, senza personalizzazioni, di sorta, come inevitabilmente succede con i frontespizi, ma non solo quelli).

                              in risposta a: PDF/A-3 #90580
                              OldClaudio
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                                Con pdflatex per ora non è possibile. I pacchetti a disposizione sono un po’ vacillanti e non passano più le verifiche nemmeno con lo standard PFD/A-1.

                                Ho già scritto ai mauntentori di quei pochi pacchetti perché provvedano. ma finora non ho visto nulla in merito.

                                Con Adobe Acrobat Professional XI si trasforma abbastanza facilmente un file PDF normale, non predisposto per il lo standard archiviabile in un file conferme all’archiviabilità, se si usino font OpenType, quindi compilando con XeLaTeX o LuaLaTeX. Peccato che Adobe Acrobat Professional XI sia così costoso, ma purtroppo al momento questa è la situazione.

                                In uno dei vecchi numeri della rivista del nostro gruppo, ArsTeXnica, già visibile nell’apposita sezione di questo sito (vedi menù in alto), c’è almeno un articolo che ho scritto su questo argomento, forse anche due,

                                in risposta a: [RISOLTO] Frontespizio (ars/classic/KOMA…) #90506
                                OldClaudio
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                                  @Dork
                                  , ci sono due aspetti da tenere distinti e poi bisogna prendere una decisione; miouniud.sty nella verisone 0.2 che ti ho mandato e che tu hai un po’ modificato, la collocazione del marchio è centrata rispetto alla gabbia, qualunque essa sia; giustamante noti che con la gabbia relativamente larga di book e con i suoi margini abbondanti il risultato e migliore rispetto a quello che si ottien con arsclassica (che a sua volta modifica le impostazioni di classicthesis, che a sua volta modifica quelle di scrbook, che a sua volta produce un layout di default non tanto diverso da quello di book, salvo il fatto che usa di default il corpo 11pt, invece del default di 10pt della classe book.

                                  Dall’altro il frontespizio è un frontespizio, non è una pagina di testo qualsiasi e non necessariamente deve essere una pagina con la geometria identica a quello che c’è all’interno del documento.

                                  A me un tipografo insegnò moltissimi anni fa che la gabbia di stampa del frontespizio dovrebbe avere le stesse proporzioni della pagina rifilata, ma evidentemente la gabbia deve essere più piccola della pagina rifilata. Non posso mettere le mani nel fuoco in merito al fatto che quel tipografo avesse una qualifica professionale “certificata”, ma certamente la sua esperienza era di parecchi lustri, mentre io ero agli inizi del mio apprendistato come dilettante.

                                  Dunque arsclassica e un po’ meno classicthesis puntano ad una gabbia di stampa molto slanciata quindi con un rapporto altezza diviso larghezza che si avvicina a 2, mentre la carta UNI di tutte le serie ha quella proporzione che vale “radice di 2” cioè 1,414.

                                  Ne segue che le due filosofie per il frontespizio sono mutuamente esclusive. sono propenso a seguire le indicazioni del mio amico tipografo e vedo che anche a te piace di più l’idea di una gabbia più larga.

                                  Non condivido invece con te il fatto di avere l’anno accademico più in altro affinché quanto è scritto sia più raccolto; la gabbia che ottieni, cioè i rettangolo circoscritto al contenuto viene ad avere una proporzione h/b che scende ulteriormente solo il valore 1,414, quindi appare tozzo.

                                  Non sono nemmeno d’accordo che testatina e sua distanza dalla gabbia interna sia di un pollice e mezzo, anzi, per la pagina del frontespizio imposterei il tutto in modo che la gabbia esterna abbia le proporzioni della pagina e che la testatina invisibile, ma necessaria per dare un punto di riferimento preciso alla posizione del marchio, abbia altezza nulla e distanza nulla dalla riga che contiene l’indicazione dell’università. In questo modo il marchio potrebbe venire al centro della pagina fisica, e potrebbe avere una dimensione adeguata. ma la pagina manterrebbe un suo slancio che lo allontani un poco dalla forma quadrata e ricordi di più la radice di 2. Siccome il titolo non riempie tutta la giustezza, essendo composto in stile epigrafico (\centering} lo slancio appare maggiore, anche se il marchio implicherebbe una larghezza della gabbia che porta esattamente alla radice di due; il marchio è così pallido che influisce poco sul colpo d’occhio del frontespizio.

                                  Così facendo non assomiglia più al frontespizio del prof Gorni? Non me ne preoccuperei; questo è il tuo frontespizio; lo invii al prof Gorni e gli piace e lo adotta? bene. Glielo mandi e non lo adotta? altrettanto bene. Visto che non esistono prescrizioni di facoltà, di dipartimento o di ateneo, ognuno si fa il frontespizio che vuole purché sia ben fatto. Queleo del prof Gorni, infatti aveva una proporzione quasi quadrata, tipograficamente non eccezionale.

                                  Sto esaminando i tuoi elaborati, poi arriverò con una versione 0.5. che viene incontro a quanto detto sopra. Dammi solo un po’ di tempo; d’altra aprte in questo week-end studi per l’esame, quindi dai la preferenza a quello; è molto più importante del frontespizio…

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