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15 Marzo 2021 alle 16:33 in risposta a: Come allineare testo centrato e testo a destra sulla stessa riga #119749::
Dipende dalla classe di documento che non hai specificato, quindi senza questa indicazione, ti posso dire che le classi book e report numerano come dici tu, e il numero prima del punto indica il capitolo. La classe article, non numera ricominciando da 1 ad ogni sezione; questa classe vale per documenti brevi e non tanto strutturati, quindi la doppia numerazione sembra fuori luogo. Se invece, usando la classe article, vuoi numerare per sezioni, devi usare il comando \counterwithin{equation}{section}.
Nella guida che ti ho segnalato guarda al fondo della pagina 77 e inizio pagina 78. Tieni present che nessuno ti vieta (dal 2020) di usare il pacchetto chngcntr, ma non serve perché i due comandi che definisce ora fanno parte del nucleo di LaTeX.
15 Marzo 2021 alle 14:24 in risposta a: Come allineare testo centrato e testo a destra sulla stessa riga #119745::
Benvenuto nel forum.Ho la sensazione che quelle formule non siano farina del tuo sacco, ma mi posso sbagliare alla grande.
Certmente sono composte da una persona che non ha la più vaga idea di come si mettono insieme diverse formule, numerate o non numerate sulla stessa riga e come si fa ad incolonnarle.
Se sei tu, non prendertela, se ti dico che devi studiare l’ABC di LaTeX; se qualcuno ti ha detto di fare come hai fatto, qual qualcuno non era molto esperto di LaTeX.
È decisamente complicato farti vedere come rimediare e spiegarti perché quello che hai fatto è un errore dalla prima all’ultima riga.
Ma c’è una soluzione molto semplice che ti richederà forse qualche ora, ma poi potrai probabilmente camminare con le tue gambe senza ulteriori problemi: STUDUARE.
Mi dirai che non hai tempo, che devi consegnare al tesi fra tre giorni, che non hai idea di dove trovare altre informazioni, ma come sai bene sono tutte scuse che si risolvono molto facilmente. Clicca Nel bordon nero della finestra qui sopra. Una vele parole scritte in bianco è Documentazione; cliccala: si apre un’altra finestra dove sono elencati tutti i testi di documentazione che abbiamo scritto. Ci osno guide generali e guide tematiche. Io ti consiglierei di cliccaresu Il LaTeX Reference Manual commentato che contiene l’ABC di LaTeX (È la traduzione commentata dell’appendice C del manuale di Lamport, il creatore di LaTeX, e contiene tutto quello che c’è da sapere sul LaTeX di base); poi se vuoi estendere le tue conoscenze su pacchetti particolari apri un terminale o prompt dei comand o xterm, comunque si chiami con il tuo sistema operativo, scrivici dentro il comando texdoc seguito dal nome del pacchetto che ti interessa (per esempio texdoc amsmath) e mandalo in esecuzione premendo il tasto Enter/Return/Invio della tua tastiera; ti si apre una nuova finestra con la documentazione che hai chiesto di leggere.
Comunque, scaricata e aperta la guida tematica [Il LaTeX Reference…commentato[/b], cerca nell’indice generale la sezione lelativa alla matematica e scopriari che l’ambiente `\begin{equation}…\end{equation}` ti permette di mettere un’etichetta con \labne a ogni equazione e che poi richiamarne il numero con \ref. Se poi usi gli ambienti del pacchetto amsmath (dopo averne letto la documentazione), scopri che hai a disposizione il comando \eqref che ti permette di citare l’etichetta con le parentesi atorno; inoltre timette a disposizione un dozzina di altri ambienti per incolonnare equazioni in varie maniere.
Non ti faccio un esempio, perché solo se ci provi da solo dopo esserti documentato dove ti ho detto, impari davvero e diventi autonomo.
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Ho copiato e salvato il file di Ivan.
L’ho aperto con TeXShop, TeXworks e TeXstudio; in tutti i casi ho compilato due volte e l’indice esce regolarmente.A parte che non hai mai detto su che macchina/sistema operativo lavori, e con quale installazione del sistema TeX, con quale editor, se lavori sulla tua macchina o se lavori on line, per esempio nel sito di Overview, quindi senza metterci nella possibilità di replicare il tuo problema, direi che il tuo problema era e resta il fatto che non hai compreso il meccanismo di lavoro di LaTeX.
Partendo da un nuovo file in una cartella vuota, a parte il file sorgente .tex, la prima volta che lo compili uno dei file sottoprodotto ha l’estensione .aux che contiene le informazioni raccolte durante questa prima compilazione utili per esempio per i riferimenti incrociati (\label, \ref e \pageref) e il file con estensione .toc che contiene le cose che si devono inserire nell’indice; quando compili la seconda volta il file .toc prodotto la prima volta vien letto e il suo contenuto viene inserito nell’indice.Certo la prima volte l’indice è vuoto, ma le volte successive è composto regolarmente. E questo richiede una seconda compilazione tute le volte che aggiungi qualche altro elemento da inserire nell’indice; è la compilazione asincrona di LaTeX; e come sta scritto dappertutto, “LaTeX non è Word”. Le migliori prestazioni di LaTeX sono possibili proprio grazie alla compilazione asincrona.
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Benvenuto nel forum.La tua richiesta e decisamente insolita, perché gli oggetti “ingombranti” sono difficili da sistemare all’interno di un testo ben composto; se per mettere un elenco puntato o numerato diciamo di 10 righe al fondo di una pagina dove c’è uno spazio per otto righe, che cosa succede? Succede che l’intero blocco va nella pagina dopo e in queste lo spazio delle 8 righe viene distribuiti fra gli altri spazi disponibili come subito prima dei capoversi o sopra o sotto le equazioni o sopra o sottoi titoli dei paragrafi, eccetera; cioè un schifo.
Vuoi provare lo stesso? Metti l’elenco dentro un ambiente minipage`\begin{minipage}{\textwidth}
\begin{itemize}
\item
\item
…
\item
\end{itemize}
\end{minipage}`Per maggiori dettagli scaricati dalla sezione Documentazione di questo forum la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato; cerca nell’indice analitico alla fine della guida la parola minipage e trovi subito dove andare a leggere (anche se ho l’impressione che non sarbbe fuori luogo se te la legessi tutta — ai neofiti fa bene almeno una volta leggere tutto quello che serve per avere un buona idea di che cosa fa LaTeX). 🙂
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Incredibile.
Ho posto mano alla verifica delle modifiche e degli upgrade di LaTeX negli ultimi 4 anni. Per fortuna ci sono le News Letters più o meno semestrali che raccontano le modifiche via via apportate. Di alcune ero al corrente, le più importanti, tant’è che su ArsTeXnica sono stati pubblicati articoli tradotti da TUGboatche raccontavano di quelle più epocali,come quella del rollback, che però interessano specialmente gli autori di classi e altri pacchetti, oltre al LaTeX Team stesso che cura gli aggiornamenti del nucleo di LaTeX e dei pacchetti considerati essenziali.Fra gli upgrade dell’ultimo anno 2020 ho trovato una cosa che riguarda l’ambiente picture (a cui sono particolarmente affezionato, anche se la maggior parte degli utenti preferisce rivolgersi ai grandi mezzi di pgfplots e TikZ; ribatto il chiodo: perché bisogna studiare fra tutto quasi 1000 pagine di documentazione per impadronirsi dipgfplots+Tikz, quando si possono fare cose eccelse anche con pict2e e volendo strafare, con curve2e e magari anche con euclideangeomery, che richiedono dileggere una documentazione che generalmente non supera a quarantina di pagine per ciascuno di quei pacchetti?).
Comunque, non voglio tirare troppo l’acqua al mulino di pict2e, o del solo ambiente nativo di LaTeX picture. Veniamo a quello che ho scoperto: ora l’ambiente picture accetta anche comandi di posizione e ogni informazione relativa all’indicazione di lunghezze non solo con i multipli dell’unita di misura grafica \unitlength, ma anche in termini di lunghezze esplicite indicate con qualsiasi unità di misura conosciuta dai programmi del sistema TeX; per cui volendo, si potrebbe aprire un ambiente specificando`\begin{picture}(\textwidth,\textheight)` per creare un disegno che occupa completamente la gabbia di stampa, non solo, ma se le lunghezze sono esplicite, è lecito usare delle espressioni fra lunghezze, le stesse espressioni che si possono calcolare con gli argomenti del comando nativo \dimexpr (anche questo poco conosciuto dagli utenti finali di LaTeX).
Ho provato queste nuove funzionalità ed effettivamente funzionano come previsto e convivono bellamente anche con le espressioni tradizioni indicate con numeri reali che rappresentano i multipli di \unitlength.
Direi che risparmiano molti giri di parole, ops, di macro, quando si devono fare cose un po’ complesse.
Personalmente ritengo che sia necessario impratichirsi un poco, ma credo che si possano fare cose egregie con questa non trascurabile innovazione di LaTeX.Sto aggiornando sia la GuidGuIT eia il pacchetto curve2e per sfruttare questa nuova funzionalità. Con la GuidaGuIT sto aggiungendo un capitolo30 che parla di quelle innovazioni degli ultimi 4 anni che possono interessare gli utenti finali di LaTeX.
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Ho ricevuto una risposta dal LaTeX Team; la prima cosa è che hanno trovato un glitch (imperfezione) nella definizione di \IfFileExists
perciò (cito alla lettera):
a) What we can do (and now have done) is to render unbalanced conditionals harmless inside \IfFileExists so that with the next release of LaTeX (i.e. in May) the problem should be gone.
b) [Meanwhile we] suggest a workaround for now to load the “ifpdf” package first, i.e., before loading “songs”L’informazione particolare del LaTeX Team è che TeX Live 2021 uscirà a maggio, quindi dobbiamo aspettra ancor circa 2 mesi per aggiornare le nostre installazioni.
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Il LaTeX Project Team ha risposto proponendo un patch: Caricare ifpdf prima di caricare songs.
La cosa funziona, ma si ratta di una toppa, non di una soluzione. Questo suggerimento non è scritto da nessuna parte, quindi il prossimo utente che non è informato di questa toppa, ricade nel tuo stesso problema.
Ho risposto a LaTeX Project Team dicendo, appunto, che la soluzione proposta, pur funzionante, non è documentata da nessuna parte, quindi è e rimane un patch/toppa.
Vediamo se la cosa ha ulteriori sviluppi.
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L’ideami piace, sia per quel che riguarda larubrica inArs, sia epr quel che riguarda l’aggiornamento della GuidaGuIT.
Per la seconda opzione debbo dire che ne ho già inseriti molti di quegli aggiornamenti delle ltnews; non tutti, ovviamene, come, d’altra parte, tu stesso indichi. Siccome la GuidaGuI supera le 800 pagine, diventa un po’ difficile trovare tutti i punti da aggiornare; di solito riesco a trovare punti salienti, ma non sono sicuro di avere trovato tutti i punti da rivedere e modificare.
Grazie per il suggerimento costruttivo, grazie davvero.
Claudio
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\expandafter è spiegato bene nella guida Appunti di programmazione in TeX e LaTeX.
Nel mini esempio che hai accluso al tuo messaggio hai fatto molta confusione fra i tipi di token. Non si legge bene sel dopo \token ci sia una L minuscola o una cifra 1 (problema dei font usati dal forum o problema dei miei occhi).
Tuttavia in linea di principio [t]\expandafter\A\B[/tt] espande prima \B e poi \A; se \A o \B non sono espandibili non è facilde dire che cosa succeda, ma certamente non quello che ci si aspetta; che cosa sia espandibile è un altro busillis; certo lo sono le macro; ma le macro non sono solo delle stringhe di lettere precedute ca \; sono tutto ciò che può ricevere una definizione, quindi anche \& oppure ~. Le graffe giocano ruli diversi e, come ti ha detto @robytex, viene considerata come una macro che non fa niente di particolare.
Nel guida che ti ho segnalato ci sono vari esempi di uso di \expandafter; compreso un esempio incui ne appaiono 7 di seguito, con la spiegazione del perché ce ne vogliono 7. Usarne 3 è relativamente frequente quando si creano macro; usarne 5 è meno frequente; usarne 7 è raro, ma mi pare di ricordare che Enrico una volta ne ha usati 15 di seguito; può darsi che mi ricordi male,ma non lo escludo.
Usare \expandafter è una cosa per acrobati molto navigati; quindi fai attenzione, perché rischi di combinare guai irreparabili.
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Bene, se nella legenda ti appare la chiave di citazione in neretto, devi ancora lanciare biber da terminale specificando come argomento il nome senza estensione del main file della tua tesi; ci mette un po’, dipende da quanto è grande il database .bib e quanti riferimenti il programma deve estrarre e trasformare i file .bbl. Poi devi ricompilare sempre con lualatex (almeno) un paio di volte e vedrai che la legenda conterrà la citazione.Non dirmelo, ma colui che ti ha imposto di mettere una citazione bibliografica in una legenda di un grafico non capisce niente di tipografia. Se fosse il tuo relatore, dovrebbe vergognarsi. Faccio queste affermazioni drastiche da professore emerito, e il Ministro non mi ha dato questa onorificenza perché ero un Ronzinante (nome della povera bestia che Don Chisciotte chiamava destriero).
Torniamo alla tua tesi: come ti è venuto in mente di usare le sottosezioni che non siano parti di sezioni? Il prefisso sotto non ti dice niente?
Sulle guide c’è scritto chiaro e tondo che un capitolo può essere diviso in sezioni (in italiano si chiamano paragrafi, e quelli che in inglese si chiamano paragraph in italiano si chiamano capoversi) purché siano almeno due; ogni sezione può essere divisa in sottosezioni purché siano almeno due, e via di questo passo.Tutti abbiamo fato questo genere di errori; per fortuna “sbagliando si impara”. Io direi che lavorando con LaTeX capiamo tante cose che non avevamo mai notato nei libri che leggevamo, se questi erano stampati da case editrici serie; oggi, purtroppo, ci sono molte case editrici che pubblicano i file composti dagli autori con generici word processor, che vanno bene per il lavoro di ufficio, ma che richiederebbero una professionalità enorme da parte del povero autore per comporre testi di qualità tipografica; invece di solito l’autore non ha nessuna competenza tipografica. Non sto qui a raccontarti gli obbrobri che ho trovato in simili pubblicazioni scritte/composte da autodidatti.
E con questo non pretendo di essere un maestro di tipografia, ma almeno mi sono documentato molto approfonditamente; ho capito molte cose, e cerco di metterle in pratica; spesso rimango insoddisfatto e cerco di migliorare. Passare da dilettante a esperto di una materia non è facile.
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Per te la legenda è una scatoa con del testo all’interno del grafico, o usi la parola legenda per indicare la didascalia?Il primo caso sarebbe davvero una legenda, il secondo è l’uso di una parola sbagliata.
Me se intendi il senso giusto di Legenda togliti dalla testa di farlo, i riferimenti bibliograifci si mettono nella didascalia se fosse davvero necessario. e la didascalia non presenta i limiti di tikz e pgfplots.
In ogni caso per usare \cite{} da qualunque parte pisong ave elaborato sia il documento sia il file .bib, prima che i riferimento funzioni. E la cosa non dipende da pdflatex, o da xelatex o da lualatex.
Comunque tutto è bene quel che finisce bene; con lualatex funziona e questo basta; cero che se da 250MB passi a solo 1 GB, è possibilissimo che la memoria sia troppo piccola; a me è capitato di dover ampliare la memoria fino a 5GB; ovviamente bisogna disporre di un calcolatore adeguato, perché se ha solo 4GB di RAM, come succede spesso, una espansione a 5GB sarebbe impossibile già in partenza.
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Secondo me la strada dovrebbe essere un’altra. infatti ArsTeXnica è una rivista mentre TeX Live è un software. QUesto impone che il software, specialmente se è frutto della collaborazione di migliaia di persone, deve essere continuamente aggiornato per eliminare grandi e piccoli bug e per aumentarne le funzionalità. TeX Live funziona abbastanza bene anche così, salvo che molti autori pubblicano dei pacchetti poi se ne disinteressano. Recentemente ho scritto ad un autore che il suo pacchetto conteneva un errore fatale che non si presentava con edizioni precedenti; gli ho spiegato eprché e gli ho mandato la correzione. Pensate che mi abbia risposto? Magari dicendomi di pensare ai fatti miei? Nemmeno per sogno. Si ratta di un prof universitario in una università americana, titolare un una disciplina relativa all’informatica, ma su una cattedra convenzionata da una fondazione, quindi particolarmente onorifica. Che sia un atteggiamento baronale? Non lo sparò mai, ma non voglio comunicargli le mie credenziali che sono superiori alle sue, anche se non sono proprio del suo mestiere.ArsTeXnica può anche ricevere articoli che descrivono le novità che riguardano il software in evoluzione, ma quello che dovremmo fare tutti, sarebbe quello di aggiornare le guide generali e tematiche che sono nella sezione Documentazione di questo forum; anche chi le legge potrebbe segnalare ai redattori di quelle guide ciò che non va perché diventato obsoleto o non più praticabile. Io stesso devo essere il primo a dare l’esempio, perché sono l’autore di quasi la metà delle guide tematiche e l’editor di una guida onnicomprensiva. Cerco di farlo e recentemente il manager di questo sito ha ricevuto una mitragliata di miei aggiornamenti; tuttavia non sono esaustivi. Inoltre, è triste dirlo, ma la lettura delle guide non sembra essere l’attività preferita dai frequentatori del forum. Alcuni (nuovi) frequentatori non si sono nemmeno accorti che c’è una sezione Documentazione.
Ma quelli che usano le guide, possono farsi parte attiva nel segnalare la necessità di aggiornamenti di questa o quella guida.
Anticipo il mio grazie a chi mi segnala errori o necessità di aggiornamenti; lo si può fare sia qui nel forum, sia per posta elettronica, visto che il mio indirizzo è presente in tutte le guide che ho scritto.Aggiungo un’informazione che a qualcuno può fare un po’ senso e si mette le mani in tasca per toccare il suoi amuleti preferiti.
Sto per compiere 81 anni; quanto mi rimane da vivere? Spero in molti anni ancora, se e solo se la mia testa continua a funzionare; ma prima o poi verrà la mia ora; che cosa succederà delle mie guide? Verranno cestinate? Verranno conservate nella sezione Documentazione come oggetti di antiquariato? Qualcuno più giovane vorrà prendersi cura a nome proprio di quelle guide? Qualcuno più giovane vorrà sostituirle con guide pensate e create ex novo? Non sono questioni di amuleti da toccare; il GuIT durerà certamente molto più a lungo di me e continuerà ad avere bisogno di guide, quindi…Le scuse del “Non ho tempo”, “Devo badare a svolgere il mio lavoro”, “Non ne sono capace”, sono solo scuse. Se una cosa piace, si trova sempre il tempo per dedicarvisi come succede per qualunque altro hobby. Sotto, ragazzi: datevi da fare! Da vecchietto vi cedo volentieri il posto!
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@samiel, hai mille ragioni, ma quando ho suggerito di leggere babel-greek.ldf mi riferivo all’uso di pdflatex che non usa i font opentype ai quali ti riferisci.
Usando pdflatex si usano volendo i miei font codificati con la codifica LGR; in realtà con questa codifica non ci sono solo imiei font (caratterizzati dalla compatibilità con le famiglie, serie, forme, corpi del Latin Modern) ma anche quelli messi a disposizione dalla Greek Font Society, è per questo che scrivendo con pdflatex io consiglierei anche l’uso del pacchetto begingreek, dove si usa direttamante l’ambiente [tt]\begin{greek}[/tt] che accetta anche come argomento opzionale il nome della famiglia di font da usare; quindi puoi scrivere, per esempio con [tt]\begin{greek}[bodoni]…\end{greek}[/tt], sia in modo orizzontale sia verticale, per scrivere un barano col font greco in stile Bodoni; oppure puoi scegliere Artemisia, oppure Didot, oppure…
Certo pdflatex non ha le stesse funzionalità di Lua e di Xe per la gestione dei font. Ma se scrivi con pdflatex hai un mucchio di possibilità, limitate, ma utili.
Io uso prevalentemente pdflatex e qualche volta LuaLaTeX, praticamente mai XeLaTeX. Ovviamente è una questione di gusti e di che cosa si scrive. 🙂
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