OldClaudio

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  • in risposta a: Problemi lettere greche #119677
    OldClaudio
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      @Sarubbo
      , quello che consigli è solo parzialmente corretto; di scritture greche ne esistono tre distinte e se non specifichi quale scrivi solo in monotoniko moderno; vale a dire le dae, le intestationi di capitoli, indici, figure, tabelle, eccetera, oltre alla cedura sonofatte per scrivere in greco moderno senza spiriti e col solo accento dritto (con certi font) o acuto (con altri font), anche al posto del circonflesso, su tutte le parole tranne le monosillabiche.
      Se vuoi scrivere in greco moderno politoniko poi farlo madevi specificarlo mediante un’opzione del tipo`\usepackage[greek.polutoniko]{babel}`Se invece vuoi scrivere in greco classico defi specificarlo con `\usepackage[greek.ancient]{babel}`.
      Ecco perché io consiglio sempre di leggere la documentazione dei pacchetti; in quanto in questo poche righe, sia le mie sia le tue, non si riesce a dire abbastanza; come si scrivono le liste con la numerazione greca, come si scrivono le date, come si possono modificare le parole fisse, eccetera.
      Nel caso specifico ho avuto l’impressione che l’OT non volesse scrivere in greco, ma volesse indicare con lettere greche nel testo alcni oggetti,non necessariamente matematici; ecco allora che nella documentazione trovi come devi fare senza bisogno di invocare babel.

      in risposta a: Problemi lettere greche #119675
      OldClaudio
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        Ti suggerisco di leggere dando nella finestra comandi il comando texdoc babel-greek che non ti descrive solamente come scrivere il greco/in greco, ma ti dice anche come usare certi pacchetti che ti permettono di usare nel testo gli stessi comandi che useresti in matematica; usare gli stessi comandi non vuol dire usare gli stessi font. i font matematici servono per scrivere le lettere latine e greche nelle formule; i font testuali servono per scrivere in greco, foss’anche una sola lettera isolata. Ma dispongono di tutte le serie e forme simili a quelle dei caratteri latini, ma evidentemente con caratteri diversi, quelli greci.

        in risposta a: Testo sovrapposto all’intestazione di pagina #119670
        OldClaudio
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          Benvenuto nel forum.

          Condivido il commento di @samiel; ma aggiungo: quel preambolo non è farina del tuo sacco; e se lo fosse, vorrebbe dire che non hai letto nullla circa la funzione dei singoli pacchetti. Capisco che da novisio non hai ancora imparato le regole base per l’uso di LaTeX; la prima e fondamantale è studiare una guida per principianti; TeX Live e MiKTeX dispongono della guida it-lshort che leggi dando in una finestra comandi il comando tedoc it-lshort. Poi nella sezione Documentazione di questo forum ci sono diverse guide per utenti di diversi livelli; puoi scaricarne liberamente i file sul tuo disco in modo da averli a portata di mouse; la guida di base e la traduzione commentata in italiano della guida scritta da Leslie Lamport in inglese; Leslie Lamport è il creatore di LaTeX. È assolutamente di base e i commenti aggiunti al testo tradotto servono per dare esempi, fornire indicazioni su pacchetti utili che permettono di usare LaTeX in modo più facile, e via discorrendo. Ma L’Arte di scrivere con LaTeX piace molto agli utenti, anche se non fornisce che poche idee su che cosa c’è sotto il cofano; poi c’è LaTeXpedia, un’estensione de L’Arte. C’è la cosiddetta Guida GuIT, una guida approfondita scritta da una moltitudine di frequentatori di questo forum.

          Per i singoli pacchetti la documentazione si legge dando in una finestra comandi il comando texdoc seguito dal nome del pacchetto; per esempio texdoc siunitx; se avessi letto questa documentazione specifica avresti visto che questo pacchetto NON serve per creare nice fractions. Il suo scopo è ben altro e non è banale da usare.

          Ricordati che, come si legge ne L’Arte, “LaTeX non è Word”; aggiungo che non è come nessun word processor buono per Windows, Mac o Linux. Non è un word processor; LaTeX è un linguaggio di programmazione specifico per descrivere in testo da comporre tipograficamente; Questo linguaggio va imparato e non è così difficile come all’inizio potrebbe sembrare; ma per fare qualunque cosa che non sia preimpostata, come mettere delle figure nell’header della pagina, bsigna conoscere il funzionamento di quello che fanno i vari pacchetti.

          Inoltre: non bisogna mai caricare pacchetti in un ordine qualsiasi; non bisogna mai caricare pacchetti senza sapere quello che fanno da quali altri pacchetti dipendono, eccetera. Per esempio amssymb carica amsfonts, quando caricando amsfonts oltre a amssymb si rischia di produrre un errore di “Option Clash” (opzioni incompatibili) che mette in difficoltà anche utenti esperti. Non bisogna caricare pacchetti sconsigliati e/o perché “non si sa mai, potrebbe servire”.
          Se avessi letto la documentazione di hyperref sapresti che esso ridefinesce altri comandi impostati da altri pacchetti, quindi, salvo rarissime eccezioni, hyperref va caricato per ultimo, altrimenti come farebbe a ridefinere qualcosa che non è stato gia definito?
          Se avessi letto la documentazione sapresti che ogni graffa aperta richiede la corrispondente graffa chiusa e queste graffe devono essere correttamente annidate.
          Se avessi letto la documentazione di fancyhdr sapresti che una delle cose da fare è quella di definire l’altezza della testatina, in modo che possa contenere quello che ti serve scrivere nella testatina.
          Se avessi letto la documentazione sapresti che il codice di posizione H delle figure NON VA USATO MAI, se non in circostanze specifiche alla portata di utenti molto esperti e che sanno quali rischi corrono ad usarlo.

          Ecco, scusami, non ho fatto altro che sottolineare i tuoi errori (tutti siamo stati novizi e ne abbiamo fatti di madornali anche noi); è che ne ha fatti tanti che non avrei finito la lista. In fondo a questo mio messaggio c’è una frase in rosso: comprendila e segui il consiglio che vi è contenuto.

          OldClaudio
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            @PjncoPalljno
            , ti cuoi dedicare all’alta acrobazia (pagina 3 dei tuoi PDF) senza sapere che quello che riguarda le pagine 1, 2 e 4 è il comportamento normale di LaTeX quando componi in due colonne; gli inserti a piena giustezza in alto della pagina si ottengono con floating objects eseguiti con l’ambiente asteriscato. Puoi obbiettare che le aree a giustezza piena non devono occupare delle figure o delle tabelle, ma con il pacchetto floats puoi definire quanti altri floating objects quanti ne vuoi, dotati di funzionalità simili a quelle di figure e table, ma con eventuali didascalie numerate e liste di quegli oggetti distinte dalle liste di figure e tabelle.

            Tuttavia sono sempre comunque cose difficili da gestire, perché non basta usare gli ambienti predefiniti, odefiniiti apposta, perché bisogna agire anche sui numerosi parametri di composizione; per chi ha esperienza non dovrebbe essere troppo difficile, ma non è facile nemmeno per gli utenti esperti.

            Dunque ripensa bene a quello che vuoi fare; personalmente lascerei perdere le due colonne, ma dipende da quello che ci sarebbe da stampare.

            Mi permetto di darti questo suggerimento, perché con LaTeX si può fare di tutto, ma non da parte dei neofiti e spesso bisogna essere disposti a non usare gli automatismi previsti da LaTeX. Mi dicono che con ConTeXt queste cose sono meno difficili da fare, ma ConTeXt non è LaTeX e richiede l’apprendimento di un linguaggio di mark up completamente diverso.

            in risposta a: GitHub e Copyright #119662
            OldClaudio
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              Sì, certo, ma adire le vie legale costa molto di più di quello che ti possono avere eventualmente sottratto; Un’altra cosa che potresti fare sarebbe quella di depositare le 5 copie richiesta dalla legge da depositare nella prefettura da cui dipendi; questo rende legale il tuo copyright, sempre in vista di possibili azioni legali.
              Azioni che possono avere riscontri diversi;
              a) ho fatto parte di una commissione di ateneo per periziare una tesi che secondo la parte lesa era una copia della sua tesi depositata in rete; il giudice istruttore aveva chiesto la prizia in vista anche di un annullamento della tesi e di conseguenza del diploma di laurea. La commisione verifico che parte della tesi era la traduzione in italiano del manuale di isruzioni di uno strumento, ma che il copro delle due tesi erano originali entrambi e sufficientemente diversi tali da non giustificare l’annullamento del diploma di laurea. L’avvocato difensore ha invece consigliato il supposto plagiario di concordare; ha avuto due anni di sentenza penale con la condizionale, quindi con la fedina sporca; inoltre la sentenza lasciava aperto completamente il discorso civile per cui il plagiario credo che sia rimasto, come si suol dire, in braghe di tela. Questo è stato un caso in cui la giustizia è stata veloce e fin troppo severa.
              b) Il laureando in scienze umane, non specifico quali, perché la sua tesi era così insolita che si riconoscerebbe la vittima anche senza farne il nome, ha scritto una tesi magistrale molto bella su un argomento molto raro ed estremamente specialistico; su mio consiglio ha inserito la clausola di proprietà letteraria Creative Commons; Il relatore, che aveva evidentemente intenzione di pubblicare quella tesi a nome porprio, si è arrabbiato moltissimo per cui in seduta di laurea avrebbe voluto abbassare il voto di laurea rispetto ala media; epr fortuna gli altri commissari non gliel’hanno permesso, ma il relatore, vittima di questo insuccesso, ha fatto in modo tale che il neolaureato fosse escluso da qualunque concorso a cui avesse osato presentarsi; L’ultima volta che ho avuto notizie da questo laureato, faceva il muratore.
              c) Un luminare di un ateneo importante, opinion maker, collaboratore di un giornale nazionale, autore di molti articoli scientifici della sua disciplina e di molti libri pubblicati da una nota casa editrice, a un certo punto è morto. Evidentemente i giornali sono stati riempiti di articoli elogiativi verso questo grande Intellettuale; l’Ateneo di ha dedicato una delle aule magne delle sua varie sedi; insomma ti puoi immaginare. Ma un articolo conteneva i titoli dei suoi libri a stampa; mi sembrava un elenco troppo lungo per essere vero, anche perrché avevo letto una mezza dozzina di questi libri e sapevo che erano testi di 200-300 pagine, sugli argomenti più disparati e che avevano richiesto faticose ricerche di archivio negli anfratti più ignoti e meno visitati di questi archivi. Insomma in 50 anni (al massimo) di carriera universitaria aveva scritto, se ben ricordo, 510 libri a stampa, senza contare gli articoli per i giornali e gli articoli scientifici scritti nelle riviste specializzate del suo campo di studi. Ora 510 libri in 50 anni fanno qualcosa in più di 10 libri all’anno, cioè un libro ogni 5 settimane. Siccome ne ho scritti anch’io di libri e so che un testo universitario richiede, almeno a me, due anni circa per comporlo con tutte el ricerche bibliografiche necessarie, il controllo di quanto scritto, la verifica di ogni equazione, il tempo necessario per raccogliere le idee, eccetera, tempo da inserire in mezzo alle lezioni, agli esami, alla ricerca, alle attività accademiche, so che non è assolutamente possibile che quello stimatissimo professore avesse potuto scrivere tutto quello che aveva scritto; ho avuto occasione di incontrare un allievo del Nostro, la cui tesi era stata stampata col nome del Nostro e ho capito la Sua prolificità. In condizioni come queste copyright, Creative Comons, Deposito in Prefettura, e simili non valgono praticamente niente, anche perché costa troppo, e ti fai un nemico baronale che ti può mettere i bastoni fra le ruote come ha fatto per il muratore laureato di cui ho parlato sopra.

              Onestamente non so come come e cosa consigliare, se non di rassegnarsi a possibili violazioni dei propri diritti; ovviamente mi auguro che ciò non succeda.

              in risposta a: Problemi installazione pacchetto songs #119648
              OldClaudio
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                Naturalmente puoi usare le codifiche che credi, ma oggi è decisamante stupido, nel senso che da un paio d’anni la codifica di default prevista per tutti i programmi di composizione, sostanzialmente pdfLaTeX, XeLaTeX e LuaLaTeX, è la codifica Unicode con la transcodifica UTF-8, opzione [tt]utf8[/tt] per il pacchetto inputenc, se la vuoi esprimere, ma comunque è quella di default.; con pdfLaTeX bisogna specificare a fontenc una qualunque codifica a 256 caratteri, ma di solito in Italia, se non si scrive in lingue particolari, si usa la codifica T1; con gli altri due compilatori si usano i font OpenType, che pdfLaTeX non può usare se non trasformati in na collezione di file virtuali e diversi epr diverse lingue. Per usare i font OpenType con i secondi due programmi si usa il pacchetto fontspec che gestisce tutte le infinite particolarirtà dei font OpenType, e se non se ne si specifica nessuno, di default usa i Latin Modern OpenType.

                Da sempre è stato prudente non usare altro che caratteri ASCII per i nomi dei file da leggere e da scrivere. Da sempre si è raccomandato di non lasciare spazi nei nomi dei file; la cosa era comprensibile 25 anni fa quando quasi tutti usavano acoramacchine col sistema operativo DOS; recentemente però ho visto che gli spazi non sono più vietati; era sconsigliato di usare nomi che contenssero puoi di un punto fermo (per esempio figura.ipg.pdf, risultati di una immagine in formato .jpg, trasformata in PDF, da un porgramma incapace di sostituire l’estensione) ma solo perché il DOS non lo capiva. Si raccomandava di non susare nomi che non seguissero il paradigma 8.3 (otto caratteri ASCII per il nome tre caratteri ASCIIper l’estensione); ora non è più così.
                MA sono raccomandazioni che io farei anche oggi, non per retro compatibilità, ma perché talvolta non funziona. Per gli spazi si può raggruppare il nome con l’estenzione fra due segni di double straight quotes”, per esempio [tt]”la canzone di Gesu”[/tt]. Non mi stupirei se anche nel tuo caso le doppie virgolette diritte (direttamente da tastiera) siano in grado di ovviare anche ai caratteri accentati.

                Tuttavia è possibile che Gesù contenga una “ù” diversa da codifica a codifica, quindi o si fa tutto in codifica Unicode, uguale epr tutte le macchine, o si evitano i caratteri diversi da quelli ASCII. Nel tuo caso se hai molti casi come questo,devi cambiare il nome togliendo la u accentata e lasciando la u senza accento e senza apostrofo, anche se l’apostrofo diritto è un carattere ASCII, così non corri rischi che ti venga sostituito dietro le quinte da una strnga di byte che rappresentano la ù in codice diverso da quello che il programma di composizione si aspetta.
                Puoi cambiare nome ai file (un file alla volta) sia lavorando attraverso quella finestra di Explorer su Windows, Finder, suMac, Navigator su alcuni Linux, e via di questo passo; Oppure puoi farlo dalla finestra comandi, ma forse è più rischioso con certi sistemi operativi; con Linux so che ci sono programmi in grado di farlo, forse anche su Mac, ma io non rischierei. Che poi abbiano l’estesione .tex invece che .tex, non ha molta importanza,se non che i comandi \input aggiungono di default la stringa .tex, e quindi basta scrivere il nome, per tutte le altre estensioni l’utente deve esplicitarle.

                Ho scritto all’autore di songs.sty, ma non mi ha né risposto, né mandiato a quel paese, semplicemente mi ha ignorato; aspetto ancora un po’, poi informo il LaTeX Team che quel pacchetto è senza manutentore, o che il manutentore fa orecchie da mercante. Credo che abbia un po’ la prosopopea di un professore universitario di ruolo (cattedra intestata a un nome famoso) che negli USA è abbastanza rara. Noi in Italia li chiameremmo baroni…:sad: e coi baroni bisogna essere particolarmente attenti nel modo di parlare e di scrivere.

                in risposta a: GitHub e Copyright #119660
                OldClaudio
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                  Le licenze della Creative Commons sono di diversi tipi; anno dei nomi standardizzati e delle icone che sostanzialmente le riprendono in modo chiaro e visibile; Cerca “Creative Commons” sul web e troverai un mucchio di cose. Github ti lascia mettere le licenze che vuoi, non solo, ma puoi limitare l’accesso a chi vuoi tu o subordinarlo alle persone che leggono un dato avviso e poi cliccano per accettazione.

                  Personalmente io metto queste dichiarazioni su ciò che metto in rete, ma non sono sicuro che i miei scritti no vengano in qualche modo plagiati in tutto o in parte; i documenti elettronici non sono così protetti come si pensa. Oggigiorno nemmeno i testi stampati sono protetti, perché un mucchio di gente se ne fa delle fotocopie.

                  Hai toccato un tasto dolente, ma forse qualcuno degli altri frequentatori del forum può darti informazioni più adatte alla tua situazione specifica.

                  in risposta a: Problemi installazione pacchetto songs #119646
                  OldClaudio
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                    Una delle cose che bisogna conoscere per isare qualunque installazione del sistema TeX è come dare i comandi nella finestra comandi, chiamata anche shell, xterm, console, e in altri modi che dipendono dal sistema operativo; È una finiestra, di solito con lo sfondo nero, nella quale si scrivono i comandi che si vogliono fa eseguire al sistema operativo. Una volta i primi calcolatori che usavano le macchine dell’IBM (1981) avevano a disposizione solo la finesra comandi e con quella facevano tutto; in Russia mandavano in orbita i satelliti artificiali; non sto scherzando, era proprio così.
                    Ad un certo punto qualcuno nel suo garage ha inventato il sistema operativo a ifnestre e il mouse ed è nata la Apple. il sistema si è diffuso; e la Microsoft ha realizzato il rpimo sistema operativo a finestre nel 1995 da dove è anche nato il nome Windows.
                    Oggi tutti quelli che usno un calcolatore usano un sistema operativo a finestre e lavorano con il mouse; Windows, Apple, Linux,Unix, eccetera.
                    Eppure col vecchio DOS si faceva tutta l’elaborazione necessaria; la rete non esisteva ancora; non si perdeva tempo con i giochi, le chat, e simili e si era produttivi lo stesso. Scusa se ti annoio con questi discorsi, ma è importante per sottolineare come le generazioni di oggi caschino dalle nuvole quando si parla dei comandi scritti invece dei comandi cliccati.
                    Nel 1991 son stato incaricato dal mio ateneo dimettere in piedi tutto il meccanismo per gestire i test orientavi e/o selettivi per l’ammissione alle facoltà del mio ateneo. Avevo due mesi di tempo per mettere su tutto il meccanismo di iscrizione registrazioni dei dati anagrafici, allestimento delle aule, reperimento del personale nelle aule, raccolta degli elaborati, e via di questo passo fino alla pubblicazione dei risultati quasi in tempo reale dopo la fine del test. Disponevo solo di un PC IBM, col DOS, e in segreteria, per il lavoro amministrativo, disponevano di un certo numero di PC col dos, collegati su rete locale cablata conun mainframe locale. Ebbene abbiamo fatto tutto il necessario senza mai usare il mouse o una finestra; quando dopo alcuni anni ho consegnato i miei programmi all’ateneo, in modo che non restasse a piedi quando fossi andato in pensione, c’erano già i sistemi operativi a finestre e del personale specializzato in software per poter fare queste cose; i test di validazione per passare tutto il lavoro al nuovo sistema centralizzato furono confrontati con i risultati che io ottenevo col mio sosftware su DOS. Risultato: quello che io facevo in 30 secondi di lavoro diretto col DOS, senza perdite di tempo a gestire il multitasking implicito nel sistemi a finestre durava 30-35 secondi, mentre lo stesso lavoro fatto con le finestre richiedeva circa 15 minuti: era molto più bello, non c’è dubbio, ma l’afficienza su un dato lavoro di sola elaborazione senzza il fru-fru delle finestre non era nemmeno confrontabile.
                    Oggi ci siamo abituati tutti alle finestre, ma non dobbiamo dimenticare che possiamo interagire direttamente con il sistema operativo direttamente attra verso la finstra comandi.

                    Veniamo allora la punto; come si aggiorna TeX Live?
                    1) Mac: si va in Applicazioni/TeX/ e si clicca si TeX Live Utility.app; come questa app parte si esegue un doppo clicl sulla sua icona nella barra in basso e la si seleziona perché resti sempre nella barra anche quando si riaccende il calcolatore. La prima volta è conveniente impostare un server da dove scaricare gli aggiornamenti, altrimenti l’app scarica dal server di Bologna, che non è fra i più veloci, io scarico da un server di un vicino paese della UE. ma dipende se uno è in Sicilia,o in Friuli; non è il caso di servirsi di server troppo distanti. dopo di che l’app fa tutto quello che si deve fare per aggiornare basta che l’utente usi apporpiatamente i menù a tendina.
                    2) Linux; le installazioni sui vari Linux possono esseremoltodiverse; su quelli conformi ai dettami del consorzio Debian non ci sono modi di aggiornare attraverso una specifica applicazione; ma se invece di installare TeX Live dai repository di Debian, lo si scarica dal sito originale seguendo la guida exlive-YYYY-ubuntu disponibile nella sezione Documentazione di questo forum, si installa la versione originale di TeX Live prodotto al TeX Users Group (TUG) internazionale che è quello da cui tutte le altre distribuzioni traggono il materiale da installare. Questa installazione dispone di un programma che si chiama tkmgr con l’opzione -gui, che permette di fare tutte le operazioni come sul Mac, anche se la finestra ha un’aspetto diverso; tuttavia quel programma deve essere invocato da una finestra xterm che gli utenti di Linux dovrebbero saper usare ad occhi chiusi.
                    3) Windows: dispone di due installazioni distinte e diverse: TeX Live e MiKTeX; con MiKTeX le cose sonomolto più complicate, tuttavia cliccando su Avvio poi su MiKTeX, poi sulle successive possibili icone o menù, si arriva a poter cliccare su (mi pare, vado a memoria, perché sono anni che non uso più MiKTeX) Wizard o un nome simile; attivando questo Wizard, si possono scaricare e installare grossi pacchetti che di solitoaggiornano l’installazione con quello che era stato installato su TeX Live due o tre mesi prima. Per questo motivo, benché MiKTeX sia un’ottima installazione, disponibile per Windows fin da Windows 95, e che ho anche sostenuto economicamente, ma che non uso più perché non uso più macchine Windows, ritengo di non consigliarlo agli utenti di TeX.
                    Se invece su Windows si installa la versione TeX Live, scaricando dal sito http://www.tug.org l’immagine ISO del disco di installazione e si seguono le indicazioni che compaiono nei file disponibili dopo aver cliccato sull’icona del file .iso (solo con Win8 e Win10) viene installato tuttoquel che serve, compreso un programma tlmgr.exe che si manda in esecuzione con il comando tlmgr -gui dato dentro una finestra comandi che si chiama “prompt dei comandi; credo che si debba cliccare Avvio, poi sull’icona di Impostazioni e ppoi cercare prompt dei comandi; oppure su programmi e cercare il programma cdr; oppure… non ti so dire alro perché io sono su un Mac. So solo che il comando da eseguire epr aprire la finestra comandi è ben nascosto, perc cui una volta riusciti ad attivarlo conviene salvalo nella barra dei programmi frequenti in modo da non doversi lambiccare il cervello per trovarlo ogni volta che se ne ha bisogno. La prima volta bisogna scegliere un server da cui scaricare gli aggiornamenti, ma poi le cose diventano quasi intuiteve usando i varimenu à tendian che tlmgr -gui offre.

                    Io non so quale sistema operativo giri sul tuo calcolatore, ma credo che le informazioni che ti ho dato (compreso il successo che avevo con la finestra comandi del DOS o la notizia che i russi inviavano in orbita il loro satelliti usando PC DOS) ti abbiano convinto che la finestra comandi sia una cosa preziosa e che bisogna saperla usare.

                    Non madarmi a quel paese per questo lungo messaggio.

                    in risposta a: Margini indipendenti #119656
                    OldClaudio
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                      @Pjncopalljno
                      , per favore non martirizzare l’ortografia italiana. Un errore di battirura capita a tutti, ma l’accento acuto sulla É è inammissibile

                      in risposta a: [RISOLTO] problema testo ita-rus #119585
                      OldClaudio
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                        lmodern contiene solo i caratteri latini; manca di greco e cirillico, tanto per segnalare gli altri caratteri usati in Europa. Con LuaLaTeX e XeLaTeX sono quelli di default; ma a te non servono in questo tuo caso perché mancano dei caratteri cirillici, per scrivere nelle lingue occidentali i caratteri OpenType Latin Modern vanno benissimo perché sono dotati dei corpi ottici, caratteristica assai rara con i font OpenType.

                        in risposta a: Problemi installazione pacchetto songs #119644
                        OldClaudio
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                          Sì sei aggiornato.
                          Ora prova quella modifica a songs.sty che ti ho detto.

                          in risposta a: Problemi installazione pacchetto songs #119642
                          OldClaudio
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                            Davide, la versione 2020 che hai installato era aggiornata il giorno in cui era stato costruito il cdrom che hai usato direttamente o indirettamente per eseguire l’installazione. Era aggiornato per la fine di marzo 2020. TeX Live viene aggiornata quasi quotidianamente dal gruppo di lavoro che si occupa del sistema TeX e da tutti gli utenti autori di pacchetti; tieni presente che io aggiorno ogni settimana e che ogni volta ci trovo alcune decine di pacchetti aggiornati e talvolta anche una mezza dozzina di pacchetti nuovi. Il prossimo marzo-aprile sarà disponibile TeX Live 2021, da installare ex novo e certamente sarà prudente eseguire la manutenzione di aggiornamento piuttosto spesso; come ho detto io eseguo questa manutenzione circa ogni settimana o poco più, ma direi che sia prudente farlo almeno una volta al mese.

                            Veniamo al tuo problema.

                            L’interruzione della compilazione per l’errore che hai segnalto quando si esegue il codice che va dalla riga 36 alla riga 44 del file songs.sty.
                            Ho notato che ci sono un mucchio di cose inutili se uno usa la versione aggiornata di TeX Live; probabilmente l’autore di quel pacchetto lo ha scritto quando pdfLaTeX era piuttosto arretrato rispetto ad oggi. Per esempio il codice che va dalla riga 26 alla riga 34 di songs.sty controlla se siano disponibili le funzionalità del pacchetto etex; queste funzionalità fanno parte del nucleo di latex da più di 10 anni, quindi quella verifica può essere utile solo per chi lavorasse con una installazione di più di 10 anni fa; ma fra gli utenti del sistema TeX ci sono ancora utenti così conservatori da lavorare con una versione assolutamante obsoleta del sistema TeX? Credo proprio di no.

                            Ora l’autore di songs.sty ha lasciato tutti questi test inutili (secondo il mio parere0, vediamo di correggere ciò che è incompatibile e scegliamo di eliminare quello che causa l’interruzione.
                            Vai in C:\…\texlive\2020\texmf-dist\tex\latex\songs , clicca su songs.sty col destro e scegli copia Copia; vai nella cartella dove si trovano i canti che vuoi compilare (ovviamente stiamo parlando di quello che vedi in Explorer), clicca su un file qualunque giosto per segnalare a Explorer che ti interessa quela cartella edal menu che si apre scegli incolla: ora tu trovi songs.sty anche nella cartella dei tuoi canti e ne sei il legittimo “proprietario e sei in grado di modificarlo senza chiedere i permessi di amministatore; apri con l’editor che usi con in file .tex il file songs.sty e commenta le righe dalla 36 alla 44.
                            Ora aggiungi le seguenti tre righe`%
                            \RequirePackage{ifpdf}\ifpdf\SB@pdftrue\fi
                            %` che diventano quelle con i numeri 45, 46, e 47.
                            Fatto? Bene. Ora compila il tuo canto; e controlla che il tutto funzioni a dovere. Se sì, come è successo a me con l’esempio che avevi impostato con il tuo primo messaggio, confermacelo.
                            Infatti, se questa cura funziona, come è successo a me, ne avviso l’autore perché possa provvedere lui alla correzione. Tu ricordati di usare tlmgr-gui dando questo comando da una finestra comandi, in modo che tu stesso ti ritrovi con una installazione aggiornate; ripeti l’operazione di aggiornamento di tanto in tanto finchè noterai che il pacchetto songs è stato aggiornato. Se l’autore si rifutasse ad aggiornare sarò io ad avvisare il forum in merito alla risposta dell’autore.

                            in risposta a: Problemi installazione pacchetto songs #119639
                            OldClaudio
                            Partecipante
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                              Ho il sospetto che la tua installazione di TeXLive 2020 non sia aggiornata; vedo che tu hai una riga dove si legge`L3 programming layer <2020-03-06>` mentre nellamia installazione aggiornata leggo`L3 programming layer <2021-02-06>`In effetti io ho fatto l’ultimo aggiornamento due giorni fa e d’abitudine aggiorno ogni settimana.
                              Fossi in te comincerei ad aggiornare usando tlmgr-gui. Poi se il problema permane, possiamo vedere meglio. Non è detto che TeX Live per Mac Sia assolutamente identico a TeX Live per Windows; certamente differisce negli eseguibili, perché sul Mac lavora a 64bit, mentre su Windows lavora a 32bit. Ma questo non dovrebbe influire sulle prestazioni del compilatore e dei vari pacchetti.
                              Però ho fatto andare l’esempio che hai allegato ed effettivamente c’è un errore nella riga 44 di songs (l’informazione del messaggio d’errore non corrisponde al file sorgente — deve esserci qualche if fragile che è stato sviluppato al momento sbagliato), in quanto c’è un else che segue un \fi; la frase logica non va bene, è errata: el frasi logiche sono tutte del tipo \if… … \else … \fi dove l’\else può mancare, ma se c’è deve stare prima del \fi.

                              La frase logica, tradotta in italiano si legge “\se_questo_test_è vero fai così \altrimenti fai cosà \fine_della_frase_logica”. Capisci quindi che \altrimenti, cioè \else, deve stare dentro e non fuori della frase logica. Mi stupisco che songs che rpima funzionava ora abbia questo errore.

                              Inoltre vedo che il file songs.sty è del 2018 nella mia installazione aggiornatissima; quindi non dovrebbero esserci stati cambiamenti importanti, a meno che tu non usassi una installazione di TeX Live davvero vecchia. Analizzerò meglio il problema, ma direi che in ogni caso sarebbe opportuno che tu aggiornassi la tua installazione.

                              in risposta a: Suftesi e pacchetto pdfx #119617
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Bravo @Meccatronic. È così che si fa.
                                Ma quel warning sui colori dipende dal fatto che il profilo di colore non è configurato bene. Leggi accuratamente la documentazione di pdfx, nella sezione dove parla di profilo di colore; vi sono citati diversi profili; controlla se sul tuo PC c’è almeno uno di quei profili, altrimenti fra i metadati devi inserirne anche uno che tu abbia già nel tuo disco e in una posizione dove pdfLaTeX possa trovarlo.
                                Poi controlla le impostazioni del colore di suftesi; magari il profilo di colore che pdfx carica un file che si riferisce al modello RGB, mentre suftesi , magari,fa riferimento al modello CMYK, oppure il modello GRAY; per il PDF/A il modello raccomandato è RGB. Credo che @Ivan in questo possa aiutarti e toglierti eventuali dubbi sula modalità con coi gestisce il colore. Ricordo che le impostazioni RGB per il grigio sono fattibilissime, e non c’è nessun problema nel usare il grigio di varie tonalità con il modello RGB. Mentre possono esserci se si specifica il profilo che preveda l’uso del modello GRAY.
                                Ahimè, i casi particolari sono tantissimi e i modi per gestire le varie parti di un documento sono molto personali e difficilmente prevedibili. Quando un finalmente trova la soluzione ai suoi problemi, di dà una manata sulla fronte e si domanda come non ci avesse pensato prima.

                                Procedi così come stai facendo; analizza ogni cosa e guarda anche sotto il cofano per vedere come sono state impostate le varie cose che formano la classe in uso.

                                in risposta a: Suftesi e pacchetto pdfx #119613
                                OldClaudio
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                                  No, no, no.

                                  Non basta caricare pdfx nell’ordine giusto; bisogna anche caricare i metadati e il profilodicolore; se poi invece di pdflatex, come motore di comaposizione si usa LuaLaTeX, è meglio perché non nascono problemi con i font.

                                  In parole poverissime basta leggere (meglio se la si scarica) la guida tematica sulla creazione dei file archiviabili (lascio volutamente @Meccaronic libero di esplorare la sezione documentazione di questo forum), perché lì c’è scritto tuttoo quasi tutto quello che so sulla creazione dei file archiviabili, con l’esperienza che mi sono fato in circa 14 anni di combattimenti con lo standard PDF/A. Non soancora tutto quello che serve, ma i miei file passono tutti la verifica con il programma di verifica (gratuito) VeraPDF. Quando disponevo di Adobe Acrobat Pro XI (che non gira più sul mio Mac, e non intendo comperare un’altra licenza a pagamento, visto che ora si va ad abbonamento mensile) riuscivo anche a correggere piccoli bachi che potevano rimanere se importavo figure contenenti font non Unicode.

                                  Tuttavia, seguendo attentamente tutte le indicazioni di quella guida, dovrebbe essere possibile arrivare a file conformi con la specifica PDF/A-1b senza problemi che non si possano affrontare con le indicazioni di quella guida.

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