OldClaudio

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  • in risposta a: [RISOLTO] Spaziatura verticale teoremi #89186
    OldClaudio
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      Dork” post=88668Grazie mille.

      Io ho sempre creduto che `$$…$$` fosse un semplice riassunto per `\begin{equation*}…\end{equation*}` quando non si avesse bisogno di etichette ecc, dovrò aggiornarmi un pochino 🙂 Da ora userò solo` \[\]` che sostituito con `\begin{equation*}…\end{equation*}` è evidenza della loro equivalenza..penso 🙂 (anche con l’opzione [tt]\qedhere[/tt] funziona in modo analogo!)

      Ciao ciao,

      Corrado.

      No, casomai potrebbe essere viveversa, nel senso che la scrittura $$…$$ è linguaggio primitivo di TeX, mentre tutti gli altri comandi sono macro costruite in definitiva sul linguaggio primitvo.

      Ma per tua conoscenza, apri il terminale e mediante texdoc l2tabu-italian leggiti l’intero testo (tra l’altro se hai una versione aggiornata del sistema TeX, la versione attuale in italiano è aggiornata al 20/09/2013); in particolare leggiti il §1.6 che tratta proprio questo argomento.

      in risposta a: [RISOLTO] Inserire script perl in latex #88696
      OldClaudio
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        Io cercherei nella pagina 34 della documentazione di listings che leggi dando da terminale il comando texdoc listings.

        Se non fai così, la documentazione come la leggi?

        in risposta a: Layout tesi: suggerimenti tipografici #84816
        OldClaudio
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          Come lo fa il pacchetto frontespizio va benissimo; l’unica cosa che potrebbe venire male dipenderebbe da te; Via tutte le maiuscole tranne la prima e quelle dei nomi propri; Non devi imitare i titoli tedeschi e inglesi; stai scrivendo in italiano, suppongo, quindi titolo all’italiana. Potresti usare il tutto maiuscolo se usassi un carattere senza grazie e di corpo più piccolo. Ma se lasci fare a frontespizio, lui fà benissimo; lha scritto un professore universitario che di tipografie se ne intende, e come se ne intende!

          in risposta a: pacchetto inputenc #89164
          OldClaudio
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            Be’, perbacco, l’araba fenice è risorta; l’annuncio sul web è del 14 settembre scorso, solo 11 giorni fa, dopo anni di silenzio.
            Bene, bene.
            Vedo che c’è anche il visualizzatore integrato, ma non ho controllato se sia solo epr file dvi o anche per file pdf.

            in risposta a: intestazione #89007
            OldClaudio
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              Hai provato a leggere la documentazione di fancyhdr? lo si fa aprendo un terminale o una finestra che in Windows è chiamata “prompt dei comandi”; dentro ci si scrive texdoc fancyhdr e poi batti il tasto “invio”; miracolo: si apre la documentazione!

              Questo trucco funziona per leggere la documentazione di qualunque pacchetto, con pochissime eccezioni.

              Poi ci sono gli esempi d’uso nell’Arte di scrivere con LaTeX, scaricabile liberamante dalla sezione Documentazione di questo sito.
              Non vorrei offenderti se ti indicassi la pagina dove leggere…:wink:

              in risposta a: pacchetto inputenc #89162
              OldClaudio
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                Perché usi ancora TeXnicCenter? va bene, hai risolto il tuo problema, ma TeXnicCenter continua ad essere un reperto archeologico; Nemmeno MiKTeX, quando lo installi ti installa più TeXnicCenter, ma, mi pare, installa TeXstudio. Quasi tutte le installazioni installano TeXworks di default; MiKTeX lo faceva sino a poco tempo fa, non se se continui a farlo dopo che ha sostituito TeXnicCenter con TeXstudio, ma credo di sì.
                MacTeX installa TeXShop, specifico per le macchine della Apple, e TeXworks.
                TexLive installa TeXworks, tranne sulle macchine Linux, che però lo possono installare con il loro vari package manager.

                TeXShop, TeXworks, TeXstudio, Texmaker sono editor che dispongono del loro visualizzatore dei file PDF, così questi possono venire “sincronizzati” con la schermata dell’editor; anche emacs e Aquamacs fanno queste cose, ma in modo diverso.
                A me non risulta che TeXnicCenter disponga di un visualizzatore sincronizzato; non mi risulta nemmeno che i suoi curatori, se ne esistono ancora, lo aggiornino da alcuni anni. Appena puoi, lascialo perdere e installa un editor più moderno e dalle prestazioni più ampie.

                Per concludere leggiti al guida tematica sulle codifiche, scaricandola dalla sezione Documentazione di questo sito.

                in risposta a: Grandezza font capitoli Classithesis #89158
                OldClaudio
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                  Da quel che ho capito che tu abbia fatto, hai violato le norme. Può darsi che io abbia capito male e mi spiego.

                  Da quel che hai scritto, sembrerebbe che tu abbai modificato classicthesis.sty mettendoci le mani dentro per modificarlo; questo è vietato per diversi motivi; ma se non hai fatto così, fermati qui, accetta le mie scuse e non leggere più il resto del mio messaggio.

                  Dunque le regole e licenze che hai violato sono le seguenti.
                  1) ogni file che gli autori caricano su CTAN è coperto da una licenza, sia essa la LPPL (LaTeX Project Public Licence) o la Creative Commons, o una delle diverse licenze GNU, non ha importanza; nel file di documentazione (nel tu caso leggilo da terminale dando il comando questa licenza è la GNU General Public License; cercala e leggila.
                  2) La regola specifica che André Miede ha scritto nella pagina 4 è quanto segue:

                  important note: Some things of this style might look unusual at first glance, many people feel so in the beginning. However, all things are intentionally designed to be as they are, especially these:
                  • No bold fonts are used. Italics or spaced small caps do the job quite well.
                  • The size of the text body is intentionally shaped like it is. It supports both legibility and allows a reasonable amount of in- formation to be on a page. And, no: the lines are not too short.
                  • The tables intentionally do not use vertical or double rules. See the documentation for the booktabs package for a nice discus- sion of this topic.3
                  • And last but not least, to provide the reader with a way easier access to page numbers in the table of contents, the page num- bers are right behind the titles. Yes, they are not neatly aligned at the right side and they are not connected with dots that help the eye to bridge a distance that is not necessary. If you are still not convinced: is your reader interested in the page number or does she want to sum the numbers up?
                  Therefore, please do not break the beauty of the style by changing these things unless you really know what you are doing! Please.

                  Ti ho messo in rosso la frase finale, perché è la raccomandazione dell’autore; cosicché cambiare qualunque cosa vuol dire violare la sua richiesta gentilmente terminata con un “Per favore.”
                  3) Se anche non ci fossero licenze e gentili richieste, costituisce un erroere tattico quello di modificare una classe o un modulo di estensione del Sistema TeX; hai due strade per farlo ed entrambe si commentano da sole:
                  3a) copi l’intero file, gli cambi nome e poi ci fai sopra quel che ti pare, scrivendovi dentro che il fiel è stato inzialmente scritto da Mario Rossi e che tu, Giovanni Bianchi l’hai modificato a tuo piacimento. Tutto questo lo fai copiando il file da modificare e da cambaire di nome nel tuo albero personale, cosicché non ci sia nessun pericolo di contaminare i file originali; i quali file originale devono restare tali e se non lo facessi nel tuo albero personale, la prima volta che aggiorni il sistema perdi tutte el modifiche che hai fatto.
                  3b) nel preambolo della tua tesi o del tuo documento inserisci tutti i \renewcommand e i \renewenvironment che vuoi, riscrivendo i comandi che vuoi modificare con le modifiche che vi apporti tu, e che restano scritte solo nel tuo preambolo e non si propagheranno mai ad altri documenti, né contamineranno i file del sistema TeX.

                  Vedi dunque che modificare una classe o un modulo di estensione come classicthesis.sty, oltre ad essere difficile in sé, è anche una strategia sbagliata.

                  Per un modulo di estensione come classicthesis.sty, metterci le mani dentro per modificare anche solo una virgola vuol dire modificare lo stile del grande book designer Robert Bringhurst; come tale egli di tipografia se ne intende ed è un maestro seguito in tutto il mondo; certo anche lui afferma che le regole ci sono e sarebbe meglio non violarle, ma se uno sa esattamente quello che sta facendo, le può violare. Per affermare che uno sa che cosa sta facendo, bisogna che questo uno la sappia molto lunga sulla tipografia e sul disegno del libro. Ora io uso da circa 30 anni LaTX e compagnia; di tipografia ne ho imparato qualche cosina, ma mi sento un perfetto ignorante; ho una certa invidia per coloro che hanno fatto i 5 anni della Scuola del Libro di Urbino, famosa in Italia e nel mondo; loro si che possono violare le regole di Bringhurst perché per definizione sanno quello che stanno facendo. Io no, non posso violarle. Nemmeno tu che sei agli inizi con LaTeX, a meno che tu non ti sia già diplomato alla Scuola del Libro.

                  Ciao e non te la prendere se sei arrivato a leggere fin qui; quello che ti ho detto dovrebbe aiutarti ad evitare gli errori di tutti i principianti, errori che io ho commesso tutti quando ero un principiante. 🙁

                  in risposta a: [RISOLTO] Allineare testo con immagine dentro tabella! #89118
                  OldClaudio
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                    La tua tabella contiene alcuni errori; la soluzione che hai trovato è inutilmente complicata.
                    1) Il tuo esempio NON è un esempio minimo compilabile; quando ti si chiede un esempio minimo compilabile devi mettere qualcosa che cominci con \documentclass e finisca con \end{document} cosicché chi ti vuole dare uan mano lo possa semplicemente copiare, incollare in un proprio file .tex, compilarlo e vedere come modificarlo o correggerlo.
                    2) Non puoi mettere una longatable dentro un ambiente flottante; la longtable è fatta apposta per essere spezzata fra più pagine; il contenuto di table, oltre a essere mobile, deve stare dentro una scatola non spezzabile per essere fatto muovore dove sta bene. Se proprio vuoi, puoi inserire tutto il contenuto della longtable nell’argomento del comando \afterpage (pacchetto afterpage) in modo che cominci sulla prima pagina disponibile; se inveve la lasci dov’è, ci puoi mettere un po’ di spazio prima e un po’ di spazio dopo per distanzialra dal testo che la precede e da quello che la segue.
                    3) Le tabelel fatte bene non contengono filetti verticali e contengono pochissimi filetti orizzontali: uno spesso in testa alla tabella, uno sottile dopo la riga di intestazione delle colonne, un ultimo spesso alla fine dela tabella. si tratta dei comandi \toprule, \midrule e \bottomrule forniti dal pacchetto booktabs.
                    4) il pacchetto array ti mette a disposizione sia il descrittore m{…} per celle simili allae celle p{…} ma col contenuto centrato; inoltre ti mette a disposizione i comandi > e < per inserire all'inizio e allafine di ogni cella della stessa colonna delle dichiarazioni o del testo a tuo piacere, così da non doverle ripetere in ogni cella. 5) il comando \caption va messo come prima riga dela longtable 6) se la tabella lunga spazia più di una pagina, nelle pagine successive a quella dove comincia la tabella ci volgiono intestazionidelle colonne e separatori di fine tabella parziale che long table ti permette di definire all'inzio in modo da ripetere la didascalia senza numero, da mettere gli appositi filetti orizzontali, da inserire una annotazione del tipo "prosegue nella prossima pagina" al piede di ogni moncone e "prosegue dalla pagina precedente" in testa ad ogni moncone, insomma per rendere la tabella su più pagine decorosa e professionale. Ma per fare questo devi leggere la documentazione che hai già sul tuo disco, senza bisogno di andare a cercare in rete; per esmepio la documentazione di longtable viene letta dando da terminale il comando texdoc longtable.

                    Inoltre ti conviene studiare con attenzione il capitolo sulle tabelle dell’Arte di scrivere con LaTeX, sempre scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito.

                    `\documentclass{article}
                    \usepackage{longtable,array,booktabs,graphicx}
                    \begin{document}

                    \begin{longtable}{c>{\centering}p{3cm}c>{\centering}p{3cm}}
                    \caption{Inibitori.}\\
                    \toprule
                    Numero & Nome & Struttura & Chemgauss4 \tabularnewline
                    \midrule
                    1 & nome &\multicolumn1{m{0.3\textwidth}}{\includegraphics[height=0.3\textwidth]{Immagine}}
                    & score \tabularnewline
                    \bottomrule
                    \end{longtable}

                    \end{document}
                    `

                    in risposta a: [RISOLTO] Allineare testo con immagine dentro tabella! #89116
                    OldClaudio
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                      Tristano” post=88595Ragazzi ho bisogno di aiuto!…Devo fare una tabella con delle strutture chimiche e il testo delle colonne accanto sta nella parte bassa della riga quando io invece lo vorrei centrato rispetto alla molecola…in sostanza vorrei il testo centrato in altezza…Come faccio???

                      Di tabelle che contengono celle testuali e celle con immagini si ;arla anche nella Guida GuIT, scaricabile dalla sezioen Documentazione di questo sito. Naturalmente la soluzione proposta lì, non è l’unica possibile, Ma sapendo come funzionano le tabelle vengono in mente un mucchio di soluzioni a seconda di quello che si deve fare.

                      in risposta a: Installare latex su mac #89109
                      OldClaudio
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                        Prima di tutto togli la versione basic e metti la versione completa; anche se il file è di più di 2 GiB, è sempre meglio usare una versione completa; non si sa mai che cosa possa servire. Ci vorrà una mezz’oretta per scaricarlo poi ci vogliono pochi minuti per installarlo.

                        Il programma di installazione ti monta anche l’editor TeShop, eccellente, già configurato per lavorare con la versione completa, non hai da impostare nessun percorso; Scaricare e installare MacTeX è una operazione “chiavi in mano”. Però il file .dmg che scarichi contiene la fotografia circa di giugno 2013; l’installazione ti fornisce anche l’applicazione (in Applicazioni/TeX{ TeX Live Utility.app che ti permette di aggiornare sia subito sia quando ti pare, ma consiglierei ad intervalli di una settiman/decina d di giorni.

                        MacTeX non ha nessuna icona nella barra in basso; gli eseguibili che contiene li usi attraverso TeXShop, oppure con comandi manuali inseriti nella finestra “Terminale”; importante è forse avere l’icona di TeXShop; attivalo una volta cliccando sul suo nome in Applicazioni/TeX/, ma poi clicca col destro sulla sua icona e scegli l’opzione di mantenerlo nel “dock”. Con questa prima apertura di TeXShop, configuralo per specificare la codifica di default UTF-8, perché nasce prempostato con la codifica Latin9 (per scrivere in italiano va bene anche questa e hai anche il segno dell’euro già disponibile, senza dover caricare altri pacchetti) Tuttavia la codifica UTF-8 rende i file sorgente più facilmente spostabili su altri elaboratori.

                        Se poi vuoi lavorare con TeXstudio, fallo pure, ma riconfiguralo. Via via che diventi più esperto vedrai che la miriade di bottoni che TeXstudio ti offre, occupano solo spazio nella schermata. TeXShop è molto più sobrio. MacTeX ti installa anche TeXworks (multipiattaforma) che tra le altre cose permette di cambiare codifica ai file molto facilmente.

                        in risposta a: Problema con le immagini #89096
                        OldClaudio
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                          dal secondo \centering sostituisci con \bigskip;

                          Riduci le immagini, come ti ha detto Enrico.

                          in risposta a: documento con molti elenchi #89103
                          OldClaudio
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                            Intanto togli il \\ dall’ultimo \item di tutte le liste; la spaziatura successiva la mette già l’ambiente.

                            Inoltre potresti pensare a liste annidate; per esempio:`\begin{descritption}
                            \item[Dipende da:]
                            \begin{itemize}
                            \item amministratore.
                            \end{itemize}
                            \item[gestisce:]
                            \begin{itemize}
                            \item fatturazione attiva e passiva;
                            \item paghe e contributi;
                            \item documentazione fiscale in collaborazione col commercialista;
                            \item banche (insieme all'amministratore).
                            \end{itemize}
                            …`

                            in risposta a: caricare pacchetti e grafica in funzione di una variabile #89093
                            OldClaudio
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                              Sì, devi usare degli \if oppure il pacchetto \ifthen, oppure il pacchetto etoolbox; I pacchetti che ti ho citato realizzano delle strutture di controllo più robuste di quelle primitive e permettono di distingure sempre molto bene cosa fare nel caso che una variabile booleana sia vera o falsa; per esempio`…
                              \usepackage{etoolbox}
                              …
                              \newif\ifgrafica
                              \graficatrue
                              % \graficafalse
                              …
                              \ifbool{grafica}{%
                              \usepackage{tikz}
                              \usepackage{gra[hicx}
                              }{%
                              \FileInfo{MioCatalogo}{La grafica è disabilitata}
                              }
                              \begin{document}
                              …
                              \ifbool{grafica}{%
                              \begin{tikzpicture}
                              …
                              \end{tikzpicture}
                              }{%
                              \ClassInfo{miaclasse}{La grafica è disabilitata}
                              }`e via di questo passo.

                              Naturalmente sai tu che cosa disabilitare dei pacchetti grafici; capisco che devi mettere mano al sorgente o ai tanti sorgenti per incastrare il controlllo della grafica a cavallo di ogni comando o ambiente che implichi della grafica, ma una volta fatto non ci pensi più.

                              Volendo, potresti definire \ifgrafica nel mai, e subito dopo leggere un file di configurazione con lo stesso nome del tuo mainfile ma con l’estensione, per esempio, .conf, dove scrivi solo \graficatrue oppure \graficafalse a seconda di quello che vuoi comporre; il resto resta tale e quale, ma editare il file di configurazione è più semplice e non implica il pericolo di rovinare il file sorgente nel caso che un dito ti scappi su un tasto sbagliato.

                              in risposta a: numeri romani maiuscoli frontmatter (edizione2013) #89083
                              OldClaudio
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                                @Dork
                                , sono d’accordo con te nel ritenere che i numeri romani minuscoli gridino vendetta; Enrico dice che esistono da almeno seicento anni; si lo so, esistono negli scritti anglosassoni, ma gli anglosassoni da Albione in poi (circa 1700-1800 anni fa) non hanno apprezzato molto la cultura romana e solo con l’invasione normanna si sono riavvicinati alle radici latine. Non è un caso che tutti i riferimenti che ti ha dato @elrond siano tutti anglosassoni.

                                In ogni caso i numeri romani “maiuscoli piccoli”, come li chiami tu, si ottengono con il maiuscoletto, se il font lo prevede, in tutte le serie che servono per comporre i numeri delle pagine sia nelle singole pagine, sia negli indici generale e analitici, glossari, eccetera. La soluzione che ti ha dato Enrico è eccellente per simulare il maiuscoletto con un carattere di corpo pari al 70% del corpo normale. Sulla Guida GuIT c’è un’altra soluzione. Quella più semplice è di usare il maiuscoletto vero, eventualmente anche in serie nera, se le righe dell’indice generale relative ai capitoli usano la serie nera. Esistono diversi font che hanno il maiuscoletto nero; ma anche i Latin Moder, caricati con il pacchetto cfr-lm ce l’hanno (leggi la documentazione, perché ci sono alcuni aspetti di scelta dei font di quel pacchetto che potrebbero non piacerti).
                                Ma per le testatine e i piedini per ridefinire lo stile dalla pagina basta usare il pacchetto fancyhdr; per l’indice generale la forma del carattere può essere configurata con il pacchetto tocloft; per gli indici analitici bisogna scrivere in modo adeguato l’argomento del comando \index. È molto difficile che parole della front matter vadano a finire negli indici analitici, ma non è impossibile.

                                in risposta a: Compatibilità TeXnicCenter con VerbTeX (Android) #89059
                                OldClaudio
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                                  Non ho nessun tablet di nessun genere, quindi la mia risposta/domanda è in un certo senso retorica.

                                  VerbTeX è un piccolo shell editor adatto a macchinette piccole, anche se tutto fare, come un tablet; dovrebbe leggere e scrivere solo documenti testuali senza nessuna formattazione, se non altro perché compilandolo con una versione in rete di TeXLive, nessun programma del sistema TeX funzionerebbe se il file sorgente contenesse cose diverse da quelle che si chiamano testo puro filtrato dall’input encoding. Dunque, che il file sia stato scritto con TeXnicCenter o con VerbTeX non dovrebbe avere nessuna importanza…

                                  …salvo una cosa che è già scritta sopra; è possibile che VerTeX usi una codifica diversa da quella di TeXnicCenter; non mi pare, leggendone la descrizione e il filmato sul Web, che VerbTeX permetta di scegliere la codifica; probabilmente usa la codifica UNICODE, ma non l’ho visto scritto da nessuna parte. Se fosse così, non è che VerbTeX non apra i file scritti cone TeXnicCenter, ma interpreta il loro contenuto filtrato diversamente e quindi con contenuti non testuali. èhiaro che se si salvasse il file e lo si inviasse alla compilazione per vederne il PDF, come VerbTeX sa fare, quello che esce è una porcheria inframezzata con caratteri strrani, che non si ottengono quando si compilava direttamente lo stesso file sul PC. In questo senso si ottiene uno schifo; ma è il solito problema delle codifiche, trattato a fondo nella guida tematica sulle codifiche (che trovi qui nella sezione Documentazione/GuideTematiche).

                                  Ora la domanda: ma perché vuoi usare un tablet per editare un file? Con lo schermo piccolo e senza poter avere la finestra del file compilato accanto alla finestra dell’editor, è veramente un lavoro disperato, oserei dire masochista, se la parola non fosse troppo forte. Creare e modificare il file sorgente TeX richede uno schermo grande, magari quello di un portatile a schermo grande, perché è importante avere vicine le due finestre e che queste sian sincronizzate; così si lavora comodamente; ma col tablet non puoi proprio farlo.

                                  D’altra parte il tablet è nato per fare altro; devo ancora scoprire per cosa potrebbe essermi utile, ma finora non ho trovato niente; chissà in futuro, ma per ora un tablet è fuori dai miei programmi. Non escludo che per altri sia utile, necessario e prezioso, ma per me non lo è.

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