OldClaudio

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  • in risposta a: [Risolto] Reinstallazione di texlive 2013 su Ubuntu 12.04 #87851
    OldClaudio
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      Può essere colpa dell’editor; TeXLive dal 2010 può usare la capacità di eseguire dei programmi esterni; per motvi di sicurezza questa facoltà è disabilita; per impostazione predefinita dal 2012, mi pare, può eseguire un piccola lista di eseguibili protetti e questa pssibilià “protetta” è preimpostata.

      Allora, prova a lanciare una compilazione dalla finestra comandi e poi leggi il file log; se nel file log c’è scritto “protected write 18 enabled” (o qualcosa del genere, eprché sto scrivedo da un PC non mio dove il sistema TeX non è installato), allora vuol dire che è l’editor che lancia pdflatex con l’opzione sbagliata di NON usare la funzionalità write 18 nemmeno in modalità protetta. In questo caso configura l’editor perché non ti metta i bastoni fra le ruote.

      Se invece anche da terminale nel file log c’è scritto che write 18 è disabilitato, allora c’è qualcosa che non va nell’installazione. Leggi con texdoc la documentazione texlive: texdoc texlive e vedi come riesci a cambiare le impostazioni per abilitare il write 18 protetto.

      in risposta a: Immagini affiancate al testo #87860
      OldClaudio
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        Quello che chiedi è descritto Nella Guida GuIT, scarircabile liberamente dalla sezione Documentazione di questo sito

        Tuttavia, cercando di mantenere al massimo il tuo codice, cerco di mostrarti le poche correzioni che potresti fare, e te le metto nel file seguente:`\documentclass{article}
        \usepackage{graphicx}
        \usepackage{hyperref}

        \addtolength{\textwidth}{30mm}
        \addtolength{\oddsidemargin}{-15mm}

        \begin{document}
        \centering
        \par{\centering{\Huge Mario \textsc{Rossi}}\par} % Your name
        \medskip\hrule height 1pt

        \begin{tabular}{ll} %m{120pt}m{35mm}
        % \includegraphics[width=120pt]{pippo.pdf} &
        \parbox[t]{120pt}{\null\includegraphics[width=120pt]{logopolito}} &
        \parbox[t]{77mm}{\null\begin{tabular}[t]{rl}
        \textsc{Data di Nascita:} & 1 Gennaio 1900 \\
        \textsc{Luogo:} & Roma, Italia \\
        \textsc{Indirizzo:} & Via Verdi 1, \\
        & 00199 Roma (RO), \\
        & Italia \\
        \textsc{Cellulare:} & +39 333 1234567 \\
        \textsc{E-mail:} & \href{mailto:mario.rossi@mariorossi.com}{mario.rossi@mariorossi.com} \\
        \textsc{Patente:} & \textsc{B}
        \end{tabular}}
        \end{tabular}

        \end{document}`
        1) come vedi ho conservato la tua impostazioni con due tabular, di cui la seconda inclusa nella prima;
        2) ho aggiunto soltanto due comandi scatola dove si possa comporre in modo “capoverso” (“paragraph mode” secondo la terminologia di Knuth e Lamport) e ciò si possa comporre in modo verticale; non è nolto diverso dallo specificare il descrittore di colonna [tt]p{…}[/tt] per le tabelle
        3) le ho allineate entrambe al “top” con l’opzione [tt]t[/tt]; non è obbligatorio usare due \parbox (vedi la guida tematica LaTeX Reference Manual commnetato (e scritta in itlaiano) scaricabile liberamente dalla suddetta sezione Documentazione); quella per l’immagine è obbligatoria, quell’altra può essere aggirata; però vedi sotto
        4) ne ho specificato le larghezze con i tuoi numeri; ti suggerisco di non mescolare mai unità di misure diverse, perché, anche se sai che un punto è circa un terzo di millimetro, il confronto non è immediato. Ho lasciato il tuoi valori dimensionali, salvo specificare 77mm per la seconda scatola; 77mm perché li ho misurati, non perché mi sia inventato quel numero.
        5 il trucco magico è quello di cominciare entrambe le \parbox con la scatola vuota \null, che è una scatola orizzontale di larghezza nulla perché non contiene nulla (da cui il nome); ma essendo una \hbox del linguaggio TeX primitivo, rimane una scatola vuoata inserita nella scatola verticale \parbox, quindi occupando una riga da sula, evidentemente una riga di cui non si vede il contenuto perché è nullo; tuttavia la scatola vuota ha un suo punto di riferimento. Poicheè le due \parbox cominciano entrambe con \null, i loro punti di riferimento della loroa prima riga è lo stesso; allineandole al top, ciò al punto di riferimento della prima riga di ciscuna scatola, le due parbox sono allineate in alto.
        6) perché e necessario mettere \null nella seconda scatola? perché il punto di riferimento della prima riga, in mancanza della scatola \null, sarebbe la linea di base della prima riga della tabella, e tutte le lettere della prima riga sporgerebbero sopra la linea di base.
        7) perché è necessario mettere \null nella prima scatola? perchè in mancanza il punto di riferimento sarebbe il vertice inferire sinistro del rettangolo ideale che circonda la figura immessa, e quindi la fugura sporgerebbe in alto sopra il suo punto di riferimento.

        Nota che io non ho usato pippo.pdf, commentandone la riga, ma ho usato il logo della mia università, giusto per inserire una figura. pippo.pdf sarebbe stata comunuque una figura dummy al posto della foto vera.

        in risposta a: [Risolto] Reinstallazione di texlive 2013 su Ubuntu 12.04 #87848
        OldClaudio
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          Non è chiaro quello che hai fatto, ma puoi scoprire da solo quello che non va se apri il Navigatore, comici non dalla home ma da File System e vai a vedere se texlive si tova sotto /usr/local/ oppure in un altro ramo degli alberi del disco;; se stto /usr/local/ cè almeno la cartella 2013/ puoi aprire un terminale cambiare directory con [tt]cd /usr/local[[/tt] e dare il comando [tt]sudo rm -f -R 2013[/tt].
          Con questo ti si cancella tutto quello che hai fatto con l’installazione seguento il manuale di Enrico Gregorio. Controlla che nella cartella /opt non ci sia un symbolic link che si chiama texbin; se c’è eliminalo.

          Fatto questo ricomincia da capo l’operazione di installazione indicando come sorgente non un mirro ma il DVD che hai bruciato; continua a non funzionare? specifica a install-tl il mirror GARR come indicato nel testo di Enrico e procedi.

          Senti, io ho seguito il testo di Enrico non più di una settimana fa e, senza saltare nessun passo, tutto funziona alla meraviglia., compreso l’alias sutlmgr indicato verso al fine del manuale.

          in risposta a: Modifica manuale dell’indice in LaTeX #87843
          OldClaudio
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            Sono le solite cose assurde che chiedono i prof che non sanno nulal di tipografia e che non hanno il minimo senso pratico.

            Come facciamo a sapere a quale pagina si trova un capitolo che non è immediatamente seguito dall suddivisione in paragrafi, ma è seguito da alcuni capoversi che occupano due o tre pagine? Se vuole quello che vuole, allora la cosa con i pacchetti che ti sono stati indicati, ma bisogna anche specificare che il primo paragrafo di ogni capitolo deve cominciare subito dopo l’intestazione e senza capoversi introduttivi.

            in risposta a: Nuova versione preliminare di TeXShop #87675
            OldClaudio
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              Elrond” post=87312

              ”Carneade, chi era costui? Lo stesso vale per i file di tipo fdd; la sigla sta per “documented font description” file. Serve per documentare ed estrarre il file di descrizione dei font che hanno estensione .fd (vedi guida tematica sui font). È l’analogo dei file .dtx (documented tex file) che serve per documentare e istruire sull’uso dei file di classe e dei pacchetti di estensione.

              Perché l’unico risultato su Google della ricerca “documented font description” è questa discussione? Cosa fa di speciale Texshop per questi file? Semplicemente li gestisce come se fossero file *TeX oppure offre ulteriori funzioni particolari?

              No, semplicemente prima non li apriva cliccandoci sopra; anzi sul Mac, di cui TeXShop è l’editor predefinito, cliccando sui file .ddf si apriva Xcode.app

              So che TeXshop gestisce i file dtx con una piccola impostaziien automatica, che va impostata apposta, che quando remi il tasto va a capo, inserice un % a inizio riga seguito da uno spazio, in modo da poter continuare a scrivere la descrizione commentata sulla nuova riga; non è molto ma è unn poco di più di TeXShop. Non ho controllato, ma temo che anche TeXworks non gestisca i file ddl per niente e quando selezioni il comando di apertura di un file, devi specificare “all files” nel menù di apertura, altrimenti non vedresti nemmeno se nella cartelal ci soni i .ddf.

              Tutto ciò è sicuramente irrilevante per chi non scrive file dtx e ddf, e non è molto interessante per chi, invece, ne scrive; ma è sempre meglio che niente.

              OGGI È STATA RESA DISPONIBILE LA VERSIONE DI TeXSHOP 3.23 — LA 3.22 ERA PROVVISIORIA. La 3.23 è invece stabile.

              in risposta a: Costruire una guida #87582
              OldClaudio
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                Perché l’immagine non è scontornata: lo spazio che trovi e l’immagine (la parte utile dell’immagine) a sinistra, nonostante il comando \centering (che comunque non va seguito da una riga completamente vuota), sono segni evidenti che la parte utile dell’immagine ha bordi bianchi molto estesi.

                Si raccomanda sempre di scontornare le immagini.

                Nel tuo caso, visto che la tuoa immagine è in formato JPEG, qualunque programma di elaborazione fotografica o di immagini bitmapped va bene per scontornare; se non ne disponi, puoi sempre installare il programma gratuito GIMP (Gno Image Manipulation Program) disponibile per tutte le piattaforme.

                in risposta a: Collegamento nel PDF all’indice analitico #87800
                OldClaudio
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                  Il problema su WinXP si presenta anche per me; non si presenta invece sul Mac; Credo che sia un “difetto” del visualizzatore; sul Mio Mac Lion il visualizzatore interno di TeXShop procede per pagine intere se ci stanno nello schermo, altrimenti esegue lo scorrimento, ma alla fine della pagina non scorre con continuità, ma salta all’inzio della pagina successiva.

                  Su WinXP dispongo solo di TeXworks; il link va direttamante alla prima voce dell’indice analitico.

                  Ho fatto le seguenti modifiche:
                  1) ho inserito \usepackage[italian]{babel}, se non altro per avere il nome “Indice analitico” anche nell’intestazione dell’indice analitico;
                  2) ho aggiunto una i davanti al nome makeidx, in modo da usare il pacchetto imakeids.

                  Senza ulteriori modiche il file funziona perfettamante come atteso e cliccando sulla voce”Iindice analitico” nell’indice generale si viene peortati con il titolo dell’indice analitico ben visbile, anche se l’ancora sembra essere al prima riga della griglia, e non l’angolo superiore della pagina. La differenza, invece, decisamante cisibile è che l’indice di default come usato da makeidx compone a due colonne con il comando interno \twocolumn; invece con imakeidx compone a due colonne dentro l’ambiente multicols di due colonne, e il risultato è che le colonne sono pareggiate; quindi con due sole voci nell’indice analitico esse appaiono una nella prima colonna e l’altra nella secondo colonna.

                  Se poi si modifica l’intero file così:`\documentclass{book}
                  \usepackage{lipsum}
                  \usepackage{imakeidx}
                  \makeindex[intoc]
                  \usepackage{hyperref}
                  \usepackage{bookmark}
                  \begin{document}
                  %——————————————
                  \frontmatter
                  \pdfbookmark{\contentsname}{tableofcontents}
                  \tableofcontents
                  %——————————————
                  \mainmatter
                  \chapter{Un capitolo preso dall'\emph{Arte}}
                  Si possono inserire nell’indice analitico singole parole
                  come \emph{arte}\index{arte}, oppure intere espressioni
                  come questa\index{intere espressioni come questa}.
                  \chapter{Un altro capitolo}
                  \lipsum
                  %——————————————
                  \backmatter
                  %\phantomsection
                  %\addcontentsline{toc}{chapter}{Indice Analitico}
                  \printindex
                  \end{document}`
                  Non c’è bisogno di mettere \addtocontentsline né \pantomsection. Bisogna solo specificare l’opzione intoc al comando \makeindex ridefinito da imakeidx.

                  Tutto ciò dice come fare, ma non spiega perché l’ancora non sia al posto gisto quando si usa il file originale.

                  Incidentalmente anche con il viualizzatore interno di TeXworks, se viene configurato in modo da mostrare al pagina intera, produce l’effetto desiderato, perché le pagine del documento occupano completamante la schermata (o meglio la schermata contiene completamante la pagina).

                  in risposta a: Costruire una guida #87577
                  OldClaudio
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                    Il pacchetto hyperref serve proprio per quello, quindi non ci sono problemi con i link esterni come verso i link interni; leggi il manuale di hyperref per sapere come introdurre la parola o frase da cliccare affinché si associata alla destinazione che vuoi linkare.

                    in risposta a: Compatibilità di TeX Live 2013 con TeX Live 2010 #87837
                    OldClaudio
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                      Nel senso che il maiuscoletto non è OpenType? E il Simoncini che hai sul notebook anche lui non è opentype?.

                      Mmmm; se l’installazione che qualcuno ti ha fatto è fatta correttamente forse potresti contorllare che te l’abbia fatta nell’albero texmf-local di TeXLive 2010; se è così aggiornare il notebook alla 2013 non è un problema; inoltre puoi copiare tutto quel che riguarda il simoncini del notebook su una chiavetta, conservando tutta la struttura delle cartelle, e ricopiarne il contenuto nell’albero texmf-local del tuo Mac (usa Finder e dal menù in testa indica “Vai a” e nella finestrina sotto indica /usr; ti si apre il ramo dell’albero con la radice in /usr e procedi verso la cartella /local poi alla cartella /texlive poi alla cartella /texmf-local) e, dopo aver copiato tutto nelle cartelle opportunoe, sempre rispettando i nomi delle cartelle come ti appaiono sulla chiavetta e come ti appaiono sul Finder, ricordati di rinfrescare il database dei nomi dei file; poi apri il file updmap.cfg e cancella tutto quello che NON riguarda il Simoncini e salva. Se hai problemi con le protezioni copia updmap.cfg sul desktop, esegui le modifiche, poi trascina il file modificato nella cartella originale e a quel punto ti chiederà la tua parola chiave; Riaggiorna il database dei nomi dei file, anche se non dovrebbe più essere necessario (meglio una volta di più che scordarsene).

                      Ora dà il comando da terminal`sudo updmap-sys`Ti verrà chiesta la tua parola chiave, ma dopo i tuoi Simoncini recuperati dal Notebook dovrebbero essere disponibili a pdflatex anche sul Mac.

                      in risposta a: Collegamento nel PDF all’indice analitico #87798
                      OldClaudio
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                        Adobe Reader (hai ancora la versione 9? puoi aggiornare alla versione 11 — ma non è questo il problema) non è sincronizzabile con il file sorgente; Certamante è un visualizzatore completo e fa molte più cse degli altri visualizzatori, ma con WinXP potresti avere installato SumatraXP che ti consente di sincronizzarlo con il tuo editor: se poi usi TeXstudio e il suo visualizzatore interno già sincronizzato, non dovresti avere problemi. Proverò anch’io con WinXP, per vedere se c’è qualche problema che si verifica anche da me.

                        in risposta a: Compatibilità di TeX Live 2013 con TeX Live 2010 #87835
                        OldClaudio
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                          Ma perché non installi il Simoncini sul Mac?

                          Perché dove hai già installato il Simoncini non installi la 2013? Se l’installazione del Simoncini era stata fatta correttamente con tutto quanto riguarda questo font nel ramo texmf-local, qualunque aggiornamento non tocca quel ramo e quindi ti dovrebbe restare tutto quanto a posto ma col vantaggio che sei aggiornato; sono successe molte cose in questi 4 anni nel mondo di TeX Live.

                          in risposta a: Personalizzare la numerazione delle figure #87826
                          OldClaudio
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                            Visto che sei nuovo del forum, ti do il benvoenuto.

                            Ti prego di scaircare urgentemente la guida L’Arte di scirvere con LaTeX dalla sezione documentazione di questo sito; troverai anche come invocare i pacchetti e come usarli, per cui troverai anche una indicazione (generica) che ti permetterà di usare il pacchetto float con competenza.

                            Ma, essennzialmenrte impara a leggere la ducumentazione che hai a bordo del tuo PC: apri un terminale o finestra comandi o prompt dei comandi come si chiama con il tuo sistema operativo: scrivi dentro texdoc float e poi premi il tasto Invio o Enter o Return come viene etichettato sula tua tastiera. Ti si apre immediatamante un finestra con la documentazione del pacchetto float aperta alla prima pagina; poi di lì puoi andare a leggere il seguito. È evidente che se definisci un nuovo float che si chiama pippo, scriverai \begin{pippo} e non \begin{figure} per usare quell’ambiente.

                            Detto questo il pacchetto float, che io sappia e legga nella documentazione, non serve per modificare lo stile delle didascalie; tra le altre cose definisce il comando \caption* che non numera la didascalia e non non inserisce nemmeno la parola Figura prima del numero che non c’è; consente inoltre di personalizzare le didascalie in mille modi mediante la definizione di diversi stili e l’uso di una moltitudine di opzioni. Leggi la documentazione con texdoc caption.

                            Commento personale: le didascalie non numerate di solito non servono a niente; o meglio servono per un documento da leggere sequenzialmente e nel cui testo non si fa mai riferimento a figure o altri oggetti mobili che si trovino in altre pagine; se vi si vuol fare riferimento non si scrive “… come si vede nella seguente figure…”, perché la figura potrebbe non seguire immediatamente quella frase; gli oggetti mobili di LaTeX non sono oggetti fissi e durante la composizione differita LaTeX li mette dove c’è il posto per metterli, senza rendere brutte le pagine.
                            Quindi, visto che le figure non si troveranno mai dove tu le definisci, è necessario che essere abbiano le didascalie numerate, e che nel testo vi si faccia riferimento mediante frasi del tipo “… come si vede nella figura 3.5…”.

                            Per fare questo LaTeX ha un automatismo formato dall’uso congiunte dei comandi \label e \ref; il primo definisce una etichetta unica per l’oggetto a cui fare riferimento, e il secondo, mediante la stessa etichetta, permette di farvi riferimento in modo che nel testo appaia il numero effettivamente ricevuto durante la compilazione. Vedi l’Arte per approfondire questi concetti.

                            Usa pure il pacchetto float per definire nuvi float, se te ne occorrono; usa pure il pacchetto caption per personalizzare l’aspetto delle didascalie, ma per favore astieniti dall’evitare la numerazione delle figure e dal pretendere che LaTeX te le metta dove vuoi tu e non dove lui sa che stanno meglio da un punto di vista tipografica. Ricorda “LaTeX non è Word”.

                            in risposta a: Collegamento nel PDF all’indice analitico #87795
                            OldClaudio
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                              in risposta a: Problema dimensioni immagini in PDF #87789
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                                durante la stesura iniziale della tesi lascia perdere le opzioni [!htp] 😮 farai a tesi praticamante completata per mettere a punto i dettagli, ma non pretendere mai o quasi mai di mettere le figure “here” Potrebbe non esserci abbastanza spazio e finisci col combinare un terribile pasticcio.

                                Non specificare le estensioni delle figure; ricordati anche che LaTeX accetta solo figure in formato eps (o anche ps, meglio di no) e metapost. pdflatex accetta figure in tutti i formati jpg, png, pdf, eps, metapost, purché si tratti da una distribuzione recente. Siccome vedo che usi il vecchissimo WinEdt 5.3 ( ha almeno 7 anni, probabilmente di più, potreti avere una installazione del sistema TeX corrispondentemente datata. Nel caso installati subito la TeXLive 2013 seguendo le indicazioni contenute nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX scaricabile liberamante dlala sezione Documentazione di questo sito; inoltre WinEdt di per sé è un ottimo editor, ma quella versione è decisamente datata; aggiornare ad una nuova versione ha un solo inconveniente, quello che si tratta di un prodotto shareware, quindi dopo un periodo di prova lo devi comprare, altrimenti non funziona più — Se vuoi un editor moderno e versatile installa TeXstudio, vedi sull’Arte).

                                Non usare mai il formato dvi, quindi non usare mai il bottone latex o il bottone texify, ma usa solo il bottone pdflatex. Se rimani con WinEdt, installa il visualizzatore pdf SumatraPDF che permette di essere collegato a WinEdt in modo da “sincronizzare” i due programmi. TeXStudio dispone di un ottimo visualizzatore pdf interno, già sincronizzato.

                                Non specificare mai l’estensione dei file grafici; pdflatex cerca da solo i formati che sa inglobare.

                                Non usare mai immagini che non siano scontornate; per le immagini in formato pdf il programmino accessorio pdfcrop (disponibile anche per le macchine Windows; deve essere usato dalla finestra comandi, non credo che WinEdt abbia un pulsante per scontornare e non avrebbe penso per un editor testuale, specializzato nel trattamento del testo); per i disegni pdf e eps si può scontrnare con gsview; per i disegni png e jpg si può scontornare con GIMP. tutti programmi gratuiti disponibili anche per Windows; magari ce ne sono anche altri. L’importante però è SCONTORNARE, cioè togliere i bordi bianchi.

                                Pdflatex e la bibliografia sono perfettamante compatibili. Se esamini il forum, vedrai che praticamente nessuno usa più latex e il suo formato dvi,; invece tutti usano i vari programmi e pacchetti per comporre la bibliografia.

                                in risposta a: Errore libreria hobby #87781
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Sarebbe per prima cosa importante che:

                                  1) tu disponga di una versione aggiornata del sistema TeX, TeXLive 2013 aggiornata e completa; oppure MiKTeX 2.9 aggiornata e completa.
                                  2) tu non installassi i pacchetti scaricandoli direttamente da CTAN e mettendoli nella tua cartella di lavoro; sarebbe meglio che tu installassi i pacchetti mancanti usando gli appositi package manager di TeXLive o di MiKTeX; potrebbero esserci delle dipendenze che a te sfuggono a al programma di installazione ufficiale non sfuggono.

                                  Fatte queste raccomandazioni generali, non so cos’altro dirti; Enrico magari saprà farlo.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 6,796 al 6,810 (di 11,287 totali)

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