OldClaudio

Risposte nei forum create

Stai visualizzando 15 risposte – dal 6,811 al 6,825 (di 11,287 totali)
  • Autore
    Risposte
  • in risposta a: Installare LaTeX è facile oppure no? #86490
    OldClaudio
    Partecipante
      Up
      0
      Down
      ::

      OldClaudio wrote:
      su Ubuntu (altra macchina virtuale montata sul mio Mac) la rimozione dell’intero sotto-albero radicato in 2011, per esempio, non si potrebbe fare altrettanto facilmente di come lo si fa sul Mac, perché le protezioni anche contro gli errori dell’amministratore son tali che bisognerebbe confermare la rimozione di ogni singolo file, e sono più di 100 000!;

      Puoi spiegarti? Non ho mica capito questa affermazione

      Ero troppo stanco e rintronato per sapere che cosa stavo facendo; In relatà su Ubuntu bisogna un po’ usare le maniere forte dalla finestra comandi, ma si riesce a disinstalalre l’inera versione precedente con una semplce an autoritaria linea di comando. Basta farlo di mattina dopo aver preso un buon caffè. 😉

      Grazie, comunque, @Elrond, perché qualche schiaffetto ci vuole anche per chi crede di saperla lunga.

      Giusto per aggiornare l’argomento, ho provato ad installare su Ubunto partendo dalla ISO; nienta da fare o perché sono un “dummie”, o perché l’immagine iso aperta con un doppio click non è reperibile, o meglio, non sono riuscita a reprirla nel file system vero o virtuale che sia; L’ISO si pare, ma non è affatto la stessa cosa di montare in DVD, che probabilmente viene localizzato nel sottoalbero /cdrom/…

      Da questo punto di vista la guida di Enrico texlive-YEAR-ubuntu.pdf, preziosa per installare dalla rete (55 minuti in tutto di download e installazione, praticamente lo stesso tempo che occore per scaricare MacTeX, e installarlo), non è così dettagliata e precisa per quanto riguarda l’installazione da DVD, ma specialmente da ISO.

      Sotto Windows, invece, sono riuscito a disinstallare parzialmente le due distribuzioni del 2011 e del 2012, ma il disco mantiene delle tracce che richiedono un po’ di olio di gomito e una buona di olio di cervello per essere eliminate. L’update, oggi che sono passati circa 2 mesi e mezzo da quando TL2013 è disponibile, richiede la sostituzione o l’installazione di 174 pacchetti per circa 30 minuti di tempo-utente.


      @robitex
      , ho letto la tua mail e la risposta che hai ricevuto da Norbert Preining; forse mi sbaglio, ma credo che Norbert abbia ragione. L’installatore install-tl è ottimo. Invece il disinstallatore andrebbe perfezionato. Scriverò io a Norbert a questo proposito.

      Grazie a tutti.

      Claudio

      in risposta a: Dimensioni Calligra #87761
      OldClaudio
      Partecipante
        Up
        0
        Down
        ::

        PM” post=87219Mi sa che quello è un comando di Lualatex, che, per il momento io non uso…

        No, non è un comando di Lualatex, assolutamente; è un comando di LaTeX2e da quasi 20 anni. Apri un teminale o un prompt dei comandi; scrivici dentro texdoc fntguide e premi il tasto invio; se la tua distribuzione del sistema TeX non è una distribuzione strana deve aprirsi un documento pdf o una pagina web che ti spiegano tutto sui comandi per gestire i font; Poi c’è anche una guida tematica sui font liberamente scaricabile dalla sezione documentazione di questo sito. Non è un comando “user level” normale descritto dalla guida di Lamport, nemmeno nella mia traduzione fra le guide tematiche.

        Il comando \fontsize trovo che sia molto utile, specialmente per comporre titoli con font scalabili con continuità; fra questi c’è calligra15, ma c’è anche tutta la collezione del font Latin Modern; naturalmente, usando pdflatex, ci sono tutti i font diversi da quelli di default, purché si tratti di font Type 1, oppure font virtulai ricavati da font TrueType o OpenType.

        Comunque la guida fntguide dice tutto quel che c’è da sapere.

        in risposta a: Installare LaTeX è facile oppure no? #86487
        OldClaudio
        Partecipante
          Up
          0
          Down
          ::


          Ho cercato di mettermi nelle condizioni di un principiante, per quanto sia possibile farlo con 3una trentina d’anni di esperienza con il sistema TeX.

          Lavoro su Un Mac dove ho installato una macchina virtuale WinXP SP3 che funziona piuttosto bene.

          Innazi tutto ho scaricato e installato in WinXP l’applicazione/programma dal sito wincdemu.sysprogs.org/ — non banale anche perché l’installazione non passa la verifica di autenticità; tuttavia ho risposto di procedere comunque.

          1) Ho cercato con google la parola texlive
          2) per arrivare alla pagina da dove scaricare l’immagine iso bisogna fare diversi tentativi perché un link diretto non c’è.
          3) trovata la pagina vengono proposti tre modi di scaricare l’iso
          4) provo con torrent, ma viene scaricato solo un piccolo file con estensione torrent che non fa assolutamente niente.
          5) allora ho optato per il download da un repository specifico: l’unica scelta che avevo era il sito ufficiel inglese; ho cliccato ma cominciava un dialogo a cui, nonostante l’esperienza, non ero capce di rispondere
          6) ho scelto di scaricare con al prima possibilità da un mirror qualsiasi; non so se esso abbia scelto il nostro mirror di roma2 o quello della rete GARR oppure un altro mirror, comunque il download è cominciato; circa 50 minuti, ma può darsi che la rete fosse sovraccarica e quindi lenta; il tempo complessivo però è confrontabile con il download dell’immagine .dmg per il Mac; quindi questa fase è andata a buon fine mentre facevo altro
          7) ho fatto doppio click sull’immagine iso, l’autorun è partito e l’installazione è cominciata: totale 28 minuti circa di cui 24 per installare i circa 2400 pacchetti (sul Mac l’intera operazione dura circa 4 minuti)

          Devo ammettere che se non avessi usato la mia esperienza per cercare di eseguire un download dell’immagine iso in modo più veloce del default, l’intera operazione è piuttosto semplice e l’installazione è lenta ma non lentissima come se si installasse direttamente con l’installazione diretta da un mirror.

          Poi cominciano due serie di guai:
          a) a bordo della macchina virtuale ho ora tre versioni: 2011, 2012 e 2013; vorrei almeno eliminare quella del 2011; nonostante la presunta esperienza di una ventina d’anni di uso di macchine Windows e dell’uso dei comandi dalla finestra comandi non riesco a disinstalalre la 2011 nè dalla finestra Risorse del computer, nè dalla finestra comandi, non ci riesco nemmeno andando a cercare la cartella dove si trova la procedura uninst.bat della 2011, perché lanciandola dalla finstra comandi, anche specificando l’intero percorso della procedura, il programma mi chiede se voglio disintallare la 2012 o la 2013 (comportamento diverso se, sempre dalla cartella dove risiede il file .bat ne specifico il comando con .\unist.bat, con .\uninst oppure con C:\texlive\2011\tlpkg\installer\uninst — strano, ma con windows son cose che succedono).

          b) il principiante deve andare a reperire cose fuori della portata di un principiante per trovare la lista dei mirror, scegliere e impostare quello da cui scaricare gli aggiornamenti e poi lavora con tlmgr per eseguire gli aggiornamenti; qui la mia esperienza mi sorregge, e riesco a farlo facilmente, ma dubito che un pricipiante ci riesca, visto che bisogna impostare il mirror dalla finestra comandi; icomando è semplice, ma, appunto, credo che sia fuori della portata di un principiante.

          Manco a dir chissà, con il Mac l’eliminazione della versione 2011 si rudurrebbe ad un banale comando dato dal terminale e l’aggirnamento averrebbe in modo seplice anche epr un principiante lavorando con “TeXLive Utility.app”.

          Conclusione; installare la distribuzione TeXLive dopo aver scaricato ed installato, se necessario, il programmino per montare direttamente l’immagine iso come se fosse un disco rimovibile, è una cosa abbastanza semplice e diretta. Invece secondo me aggiornare la distribuzione e rimuovere la distribuzione precedente può essere difficile.

          Penso che installare TeXLive da immagine ISo su una macchina Linux, seguendo le istruzioni della Guida di Enrico sia abbastanza simile a quanto si può fare per gli utenti windows, quindi l’installazione è facile; l’aggiornamento e la rimozione delle versioni precedenti non lo è — su Ubuntu (altra macchina virtuale montata sul mio Mac) la rimozione dell’intero sotto-albero radicato in 2011, per esempio, non si potrebbe fare altrettanto facilmente di come lo si fa sul Mac, perché le protezioni anche contro gli errori dell’amministratore son tali che bisognerebbe confermare la rimozione di ogni singolo file, e sono più di 100 000!; probabilmente essite qualche comando da terminale che permetterebbe di farlo, ma io sono sostanzialmente un principiante con Linux e il comando o le necessarie opzioni non le ho trovate.

          Questi sono i miei due soldi di esperienza fatta seguendo le indicazioni si @Spike, che ringrazio moltissimo; il fatto che io non condivida completamente il suo ottimismo sulla facilità di installazione di TeXLive è contingente e in realtà le difficoltà che io vedo epr un principiante non riguardano l’installazione ma la manutenzione del sistema.

          Claudio

          in risposta a: Problema con kile:si blocca sulla creazione del PDF #87744
          OldClaudio
          Partecipante
            Up
            0
            Down
            ::


            Forse non ci hai capito molto, ma non hai nemmeno letto quello che hai allegato:

            mr8.pfb>
            Output written on schemacomandi.pdf (5 pages, 369785 bytes).
            PDF statistics:
            50 PDF objects out of 1000 (max. 8388607)
            0 named destinations out of 1000 (max. 500000)
            6 words of extra memory for PDF output out of 10000 (max. 10000000)

            La riga che ti ho evidenziato in rosso dice che il tutto è risultato nella scrittura di un file PDF che si chiama schemacomandi.pdf, che consta di 5 pagine che contengono 369785 byte.

            Perché Kile non ti mostri la riga con scritto DONE, non lo so (forse ha scritto più righe di quelle che ci stanno nella finestrina “di sotto”?). So invece che la compilazione sembra andata a buon fine.

            Il plugin per gedit è apprezzato da due o tre frequentatori di questo forum, ma non c’è una statistica di quali sistemi operativi usiamo; io uso per il 99% del tempo macchina Mac OS X Lion, per lo 0,7% Linux Ubuntu, e per lo 0.3% Windows. Ammetto di aver caricato il plugin per gedit e quello per geany e di avere constatato che nessuno dei due mi convince. Mi convince molto di più TeXstudio che dalla versione 2.5 (o 2.4 ?) capisce anche le righe magiche; le quali costituiscono davvero il coniglio tirato fuori dal cappello a cilindro per fare cose “magiche”. Se ne parla anche nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX e nella mia guida tematica sulle codifiche, entrambe scaricabili liberamente dalla sezione Documentazione di questo sito.

            in risposta a: Come scrivere una e-mail a un/a professore/ssa #87750
            OldClaudio
            Partecipante
              Up
              0
              Down
              ::


              Le Vcard sono per lo più una scocciatura per chi le riceve. Possono servire a qualcosa per i contatti di lavoro o commerciali; ne dubito, ma non lo escludo. Certamente non a un/a prof

              Tutte le persone che conosco e che usavano le Vcard quando all’inizio erano state “inventate” non le usano più, Saranno 20 anni che non ricevo più nemmeno dello psam con le Vcard, ma certamente nemmeno da persone che mi contattano per motivi di lavoro o commerciali, Ora sono sostituite da sfondi html con il logo del commerciante o dell’istituzione. le mail che mi manda la banca quando eseguo un bonifico, contengono un background con l’intestazione della pagina; questo fa diventare un messaggio di 500 byte, un carico pesante di molte decine di migliaia di byte.

              Ovviamente i messaggio della mia banca, non sono lettere così personali come una lettera a un/a prof.

              Le correzioni dell’esempio che ha inviato vanno bene.

              in risposta a: Come scrivere una e-mail a un/a professore/ssa #87748
              OldClaudio
              Partecipante
                Up
                0
                Down
                ::


                Veramente quello che chiedi non ha nulla a che vedere né con la tipografia né con il sistema TeX in generale.

                Tuttavia cerco di rispondere alle tue domande;

                1) E’ opportuno usare le lettere maiuscole nei casi tipo: vorrei chiederLe, il Suo corso ecc.
                Niente maiuscole se non nei nomi propri; nemmo nell’appellativo Professore o prof. la maisucoal ci vuoe solo per gli appellativi non seguiti dal cognome, si potrebbe usare la maiuscola solo se si riferiscono a figure istituzionali, come il Predente della repubblica, e simili.

                2) Quale è l’epiteto più appropriato da accostare al nome del professore aprendo l’email? Es. Chiarissimo, Caro, Gentile, Egregio ecc. Bisogna differenziare tra uomini e donne? E tra professori ordinari e assistenti/dottori?
                Gentile va benissimo; se vuole essere più formale può usare Egregio; Chiarissimo è caduto in disuso da anni, e in 50 anni di permananza all’università non l’ho mai visto usare almeno dai docenti giovani, che oggi hanno superato al settantina; ci riderebbero sopra, forse.

                3) Come salutare alla fine? Es. Cordialmente, Cordiali saluti ecc.
                I saluti vero un prof sono rispettosi; quindi basta un Rispoettoi saluti, oppure può prendere due piccioni con ina fava scrivendo La ringrazio per la sua attenzione e la saluto rispettosamente.

                4) Bisogna sempre iniziare una e-mail presentandosi e dicendo a che corso si appartiene? Anche se ci si firma e anche se nella firma dell’email (quella alla fine di una e-mail sotto alle due linee “–“) si mettono tutte le informazioni del tipo nome cognome, corso, dipartimento ecc

                Una e-mail non è una lettera, ma a parte l’indirizzo per eventualmente rispondere ben visibile, non solo nel campo From, non occorrre nient’altro; per il resto nella lettera inviata per e-mail usa gli stessi criteri di una lettera scritta.

                5) Dopo l’apertura (del tipo Caro dott. Mario Rossi) una e-mail va sempre iniziata con “buongiorno”?
                Per carità: mai cominciare una lettera con buongiorn, nella lettera il saluto è già costituito da Egregio prof. Rossi.

                6) E’ opportuno mandare la propria VCard nella e-mail (ovviamente solo la prima) in modo che il docente possa avere contatti ed informazioni dello studente?
                Per carità.

                7) Come ringraziare alla fine? Bisogna sempre scusarsi per il disturbo?
                Vedi sopra.

                8 ) Il numero di matricola va scritto?
                Dipende dal contenuto della lettera, ma generalmente non serve.

                Credo di averti risposto indirettamente anche alle osservazioni che hai fatto rispetto alle lettere in inglese; comuque Dear è l’invocazione o “salutation” standard che si omette anche in inglese solo quando si scrive alla Regina, o al Presidente, o al presidente della Corte Costituzionle, o simili.

                Nè in inglese né in italiano si comincia il testo con good morning né con buongiorno; Trovo scritta questa salutation quando ricevo e-mail scritte da persone che a mala pena sanno come mi chiamo ma non distinguono il nome dal cognome (di solito si tratta di stranieri) o che non sanno come cominciare una lettera. Di solito ci fanno una pessima figura, ma non per questo evito di rispondere; spesso, se la conosco, rispondo nella lingua materna di chi mi scrive; non sempre ottengo l’effetto tranquillizzante che esprimersi nella lingua dell’interlocutore dovrebbe produrre. Mi sono trovato a rispondere in francese, in spagnolo, in portoghese, ovviamente in inglese, con moltissime persone che hanno aperto le loro missive con Bonjour, o Ola, o Bom dia… Calma, calma, io non parlo bene queste lingue tranne l’inglese, ma scrivo abbastanza bene e se faccio qualche errore, ritengo che sia scusabile come accetto qualunque errore in italiano da uno straniero.

                Vedi quindi che non è una questione di essere formale; basta essere semplici e non farsi sedurre dal burocratese.

                Claudio

                in risposta a: Problema con kile:si blocca sulla creazione del PDF #87741
                OldClaudio
                Partecipante
                  Up
                  0
                  Down
                  ::


                  Che cosa vuoi dire con la frase “fatto sta che nello spazio sotto spunta il messaggio che indica la conversione del documento in PDF ma non spunta il DONE”.

                  Non capisco se compili con LaTeX e poi converti con dvips o dvipdfm, oppure se usi impropriamente la parola “conversione” al posto di “compilazione”.

                  Non è che questo secondo uso sia completamente errato, ma usare la parola conversione con il sistema TeX può indurre in interpretazioni errate.

                  Di solito si usa la parola conversione per cambiare formato ad un file; per esempio il programma latex compila il file sorgente tex in un file dvi, la cui sigla vuol dire DeVice Independent. dvips converte un file in formato dvi in formato ps (postscript); dvipdfm converte un file dvi in un file pdf; ps2ppdf converte un file ps in un file pdf.

                  La parola compilazione non implica solo la trasformazione di un file tex in un altro formato, ma implica anche l’esecuzione delle istruzioni di composizione che il file tex contiene.

                  Pignolerie? forse. ma il risultato è che io non ho capito se hai composto/compilato il tuo file sorgente con un programma che in uscita fornisce un formato diverso dal pdf e poi lo converti (lo vorresti convertire, ma la cosa non ti funziona) da quel formato nel pdf che desideri, oppure lo componi con pdflatex, ma la compilazione non ha buon esito.

                  Nel primo caso non so cosa dirti, perché non hai dato sufficienti informazioni.

                  Nel secondo caso probabilmente si è verificato un errore, ma non lo vedi “nello spazio sotto”, ma lo vedi aprendo il file log, che è la registrazione di tutto quello che ha fatto il programma di compilazione, per esempio pdflatex, fino al momento dell’errore. Il file log si trova nella stessa cartella del tuo file tex e ne condivide il nome, differendone solo per l’estensione; cioè se il tuo file sorgente si chiama tesi.tex il file log si chiama tesi.log. L’errore fatto si trova verso la fine del file log. Se riesci ad aprilo, per esempio con Kate, e leggere e capire quello che c’è scritto verso il fondo del file, puoi capire tu stesso che cosa è successo, oppure puoi copiare e incollare quelle righe relative all’errore e inviarcele con un altro messaggio.

                  Molte delle cose da sapere per usare bene pdflatex, compresi alcuni errori, sono descritte nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX, scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito

                  in risposta a: Nuovo errore pacchetto varioref #87706
                  OldClaudio
                  Partecipante
                    Up
                    0
                    Down
                    ::


                    Il primo errore si manifesta lla riga 17 di quale file? Sembrerebbe qualcosa legato ala opzione italina di babel, ma io la uso tranquillamante da quando ho aggiornato alla 2013 e non ho mai avuto problemi.

                    Ma se quella roba si manifesta durante la lettura di un file ausiliario, allora probabilmente sarebe megli cancellare tutti i file ausilari, tranne i file .tex, i file di macro personali e i file bib; senz’altro i file inclusi vanno conservati, Riparti senza ricordi del passato, cioè di TeXLive 2012 e vedi che cosa succede. se l’errore persite leggi per ben il file logo prima ddelle righe ralive a questo errorei della riga 17 e, andando all’indietro, cerca la prima parentesi tonda aperta senza la corrispondente parentesi chiusa, perché li accanto alla parentesi aperta c’è il nome del file che sta elaborando quando si manifesta l’errore.

                    in risposta a: Personalizzazione titoli con fancyhdr #87693
                    OldClaudio
                    Partecipante
                      Up
                      0
                      Down
                      ::

                      quadamage76″ post=87158attualmente l’indicazione dei capitoli è:

                      Capitolo 1
                      Titolo del capitolo

                      io vorrei ottenere:
                      Capitolo 1: Titolo del capitolo

                      Oppure:

                      I capitolo: Titolo del capitolo

                      Mi riferivo a fancyhdr proprio perché nella sua documentazione, a pagina 9/10 nel paragrafo “lo scoop sulle marche Latex” spiega che si può ottenere quesot risultato mediante esso. Se avete suggerimenti migliori ben vengano!

                      quel §9 della documentazione di fancyhdr serve appunto per spiegare come il titolo del capitolo vada a finire nelle testatine, non serve epr scrivere o cambiare lo stile di composizione del titolo del capitolo.

                      Esamina piuttosto il pacchetto titlesec; la sua documentazione si ottiene aprendo un terminale o prompt dei comandi e dadovi dentro il comando texdoc titlesec; dopo aver premuto il tasto invio si apre una finestra con la documentazione del pacchetto.
                      Ti suggerisco di studiare prima gli esempi dei paragrafi dal 6.5 in avanti; per lo stile dei capitoli bisogna andare qualche pagina più avanti; vedi quello che è possibile fare (praticamente tutto quello che si vuole) poi torna indietro a studiare i comandi di personalizzazione per ottenere i risultati usati come esempi; dopo sarai in grado di comporre l’intestazione del capitolo come più ti pare e piace.

                      in risposta a: Errore bibliografia #87695
                      OldClaudio
                      Partecipante
                        Up
                        0
                        Down
                        ::


                        Sembrerebbe l’errore che ho segnalato nel forum qualche giorno fa. Sparisce se aggiorni la tua distribuzione del sistema TeX. Spero che MiKTeX sia stato aggiornato anche lui.

                        in risposta a: Personalizzazione titoli con fancyhdr #87689
                        OldClaudio
                        Partecipante
                          Up
                          0
                          Down
                          ::


                          Spiegati meglio: vuoi cambiare il formato dell’intestazione del capitoo mettendo di seguito la premessa Capitolo 2 con il Titolo del capitolo 2, oppure se vuoi inserire quella stringa nelle testatine. Visto che citi fancyhdr (hdr sta per header, cioè testatina), sembrerebbe la seconda interpretazione, se invece ti riferisci al titolo del capitolo, allora fancyhdr non c’entra per niente; ci sono altri pacchetti per personalizzare titoli dei capitoli, delle sezioni, delle sottosezioni, eccetera.

                          in risposta a: [LuaTeX] lo strano caso di \% carattere di escaping #87662
                          OldClaudio
                          Partecipante
                            Up
                            0
                            Down
                            ::

                            robitex” post=87129Tornando al problema TeXnico, il comando “trucco” è definito nel kernel di LaTeX così:
                            `\catcode`\%=12
                            \def\@percentchar{%}
                            \catcode`\%=14`

                            Quello che mi incuriosisce è questo:
                            Come fa a lavorare il comando \catcode sul token \% che mi pare al momento dell’esecuzione non è ancora stato definito?
                            R.

                            Roberto, \catcode non lavora sula token \% ma sul “token” `\%; per TeX a livello di Knuth, ma suppongo ancora conservato in tutti i suoi figli, compreso luatex, \catcode lavora su un numero che rappresente l’indirizzo di un carattere; nel caso specifico il carattere è %, ma `% vuol dire “indirizzo di %”; per vari motivi di definizioni di macro è meglio non usare nelle assegnazioni di un codice di categoria il carattere come tale, ma è meglio farlo precedere da un backslash; anche se la contorl sequence non è definita, `\% continua a voler dire “indirizzo di %”.

                            Mi sono trovato a dovere assegnare un codice di categoria al carattere corripondente a un parametro di una macro, ma in quel caso non ho potuto usare il backslash, ma ho dovuto scrivere `#1 per riferirmi all’indirizzo del carattere passato come primo argomento alla macro; se avessi scritto `\#1, avrebbe segnalato un errore, perché avrebbe preso l’indirizzo di # a cui avrebbe aggiunto in coda la cifra 1, in sostanza come se avesse moltiplicato epr 10 l’indirizzo di # e vi avesse aggiunto 1.

                            Il tutto è spiegato nel TeXbook.

                            Il codice di categoria 14 è quello del carattere di commento; quindi quel piccolo brano di codice dice: “cambia il codice di categoria del segno % per trattarlo come codice di un carattere analfabetico (lo stesso dei segni di inteprunzione e simili); definisci \@percentchar come un segno % di categoria “analfabetica”; riporta il codice di categoria di % al suo valore originale di carattere di commento. Senza questo trucchetto \@percentchar sarebbe praticamente l’equivalente di un carattere di commento.

                            in risposta a: [risolto] accenti in latex nei file con \include #87651
                            OldClaudio
                            Partecipante
                              Up
                              0
                              Down
                              ::


                              Combinazione il seguente messaggio, adiacente al tuo contiene la stessa domanda e una decina di risposte; perché non leggi il messaggi del forum; capisco che tu sia agli inizi, e perciò ti do il benvenuto, ma la prima cosa da fare con il forum è leggerlo e seguirlo; si imparano moltissime cose e talvolta si evita di ripetere una domanda appena fatta.

                              in risposta a: Problema con indice delle figure e riferimenti bibliografici #87648
                              OldClaudio
                              Partecipante
                                Up
                                0
                                Down
                                ::


                                Problema discusso mille volte; e ripreso in qualche messaggio precedente al tuo.

                                Nell’indice non devi mandare tutta la didascalia, ma solo quel tanto che basta per identificare il contenuto della figura; [er questo i comandi di sezionamento e il comando \caption accettano un argomento facoltativo; la sintassi è:
                                `\caption{didascalia breve per l'indice delle figure]{didascalia lunga con tanto di citazione al testo sorgente \cite{bib:sorgente-della-figura}}`

                                Personalemente ho spiegato alcune volte che la didascalia di una figura o di una tabella è fatta di (almeno) tre parti:
                                1) titolino del tipo “Figura 3.15”, scitto con un font contrastante, che potrebbe essere il neretto o il maiuscoletto
                                2) Titolo della figura costituito da una breve frase, generalmente prova di verbo; questa frase come tutti i titoli non finisce con il punto fermo se manca la terza parte.
                                3) la terza parte è facoltativa; dopo aver messo il punto fermo alla seconda parte segue una descrizione della figura costituita anche da diverse righe di testo e, volendo, anche da diversi periodi/enunciati, ma il tutto generalmente costituisce un solo capoverso.

                                Tutta la didascalia spesso viene composta in corpo più piccolo del corpo normale del testo. Nell’elenco delle figure ci vanno solo la prima parte, generalmente abbreviata al solo numero, visto che non è necessario ripetere che si tratta di una figura all’interno dell’elenco delle figure; e dalla seconda parte.

                                Come vedi il tutto ha un senso e sarebbe meglio sfruttare l’argomento facoltativo del comando \caption, il cui contenuto non è necessariamente identico alla seconda parte della didascalia completa, visto che in questo caso la seconda e la terza parte potrebbero venire collegate in modo più elegante rispetto alla semplice coordinazione degli enunciati.

                                in risposta a: Pagestyle myheadings: come risolvere problema titolo lungo #87549
                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
                                  Down
                                  ::


                                  No, non ha senso mettere dei titoli romanzati nelle testatine.

                                  L’unica cosa seria è quella di usare l’argomento facoltativo dei comandi di sezionamento (devi guida tematica LaTeX Reference Manual commentato); d’altra parte qualunque guida riporta le sintassi di \chapter, \section, eccetera:
                                  `\chapter[titolo breve]{titolo lungo}`

                                  Questa sintassi vale anche pr il comando \caption. Se tutti questi comandi sono stati “inventati” fin dall’inizio con la possibilità di usare un titolo breve, vuol dire che l’esigenza era sentita fin dall’inizio dell’esistenza di LaTeX, quasi 30 anni fa.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 6,811 al 6,825 (di 11,287 totali)

                                Go to top▲