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Che vuoi che sia! Pensa che la settimana scorsa una studentessa, che ha frequentato il mio corso LaTeX,
è venuta disperata da me perché la sua relatrice le ha detto che nella tesi, fatta con suftesi!,
oltre all’interlinea uno e mezzo deve mettere i margini normali (sic!) e che “il font non va bene” perché “di solito si usa il Times”.
La studentessa, che ha imparato bene i principi base della tipografia, dicendomi queste cose sorrideva un po’ sconsolata; ma a me veniva da piangere.Va bene: io sono impallinato di LaTeX che uso da quasi 30 anni e quindi trovo che quello che racconti sia oltre ogni limite.
Quando ero in servizio, se uno studente veniva da me dicendomi quello che ti ha riferito la studentessa, avrei avuto reazioni violente e incontrollate come la mia natura sanguigna mi porterebbe a fare. Ma non sempre si può alzare il telefono e dire al relatore che non capisce niente di tipografia.
Quello che si può dire è che la studentessa, con la dovuta educazione, può dire alla sua prof. che la tesi è sua e la compone con le migliori regole tipografiche che conosce, magari accampando uno zio tipografo. Ma durante al stesura della stessa può anche usare la classe book con i margini impostati con geometry per farla assomigliare ad una versione Word e può anche usare i font Times e con l’interlinea 1.5, per farla contenta, ma poi la versione finale, quella da stampare, la compone con suftesi e con i font che suftesi consente di usare, accuratamente scelti per una presentazione tipografica impeccabile, con i margini e la lunghezza di riga di suftesi, nonché il corpo scelti perché vadano bene per una lettura continua.
La studentessa sarà sempre orgogliosa di quel che ha fatto sia per il contenuto della SUA tesi, sia per la forma della SUA tesi. Il maiuscolo non è casuale.Dài, che c’è di peggio; su col morale.
Claudio
::A.M.” post=86114Ciao a tutti!
Per favore qualcuno può aiutarmi? Non riesco a inserire un grafico in EPS nel tex.
Mi dà il seguente errore: pdflatex> ! LaTex Error: Unknown grafichs extension : .EPS
Ho il pacchetto: \usepackage[]{graphicx}Grazie
MariaCiao Maria,
è dal 2010 che pdflatex può gestire le figure nel formato eps; ma allora era necessario abilitare in modo incondizionato l’opzione -shell-escape; poi nel 2011 sono stati definiti i programmi che non portano richi al sistema, mediante un “protected -shell-escape”Guarda all’inizio del tuo file .log: c’è scritto che tipo di -shell-escape è abilitato; se non è abilitato nemmeno in forma protetta, guarda la data del motore di compilazione pdftex e, in particolare, la data della tua distribuzioone TeX Live o MiKTeX.
Per la verità non sono sicuro che MiKTeX (che non uso più da nnolti anni) disponga dell’opzione protetta.
Comunque se la tua distribuzione è TeX Live 2009 oppure MiKTeX 2.8, certamente devi eseguire la trasformazione a mano, altrimenti se la tua distribuzione è TeXlive 2010 o MiKTeX 2.9 devi abilitare temporaneamente l’opzione non protetta (vedi sotto come fare); Se invece hai TeXLive 2011 o 2012 o MiKTeX con lopzione protetta abilitata, pdflatex deve fare tutto da solo e deve includere la tua figura eps senza problemi.
Per abilitare temporaneamente l’opzione -shell-escape la cosa più sicura da fare è quella di aprire un terminale chiamato anche finestra comandi; sulle macchine Windows si apre cliccando Start o Avvio e nella finestrina in basso scrivere cmd e poi battendo il tato
.
In questa finestra si scrivono i comandi a mano, invece di lasciare fare ai click di mouse; ma i comandi che si possono dare a mano sono molto più efficaci, quando occorre, che non i comandi oridnati mediante un semplice clic. Allora aperta la finestra comandi, dai ripetutamente il comando cd seguito dal nome di una cartella in modo da spostarti nella cartella dove risiede i tulio file .tex; per esempio se il tuo file tex si trova in C:\Users\maria\tesi/tesi-magistrale\ darai in un solo colpo il comando `\cd C:\Users\maria\tesi\tesi-magistrale` oppure successivamente`cd
cd Users
cd maria
cd tesi
cd tesi-magistrale` e via via vedi che il percoso dell’ultima cartelre ti appare a sinistra del rettangolino lampeggiante. Se sei su una machcina *NIX, come Linux e Mac, il tuo file tex potrebbe trovarsi in ~/maria/tesi/tesi-magistrale, quindi aperta la finestra comandi ci scrivi dentro` ~/maria/tesi/tesi-magistrale` e poi premi. Sembra complicato, ma è semplicissimo; quando sei nella cartella del tuo file, che supponiamo che si chiami Testratricotomia.tex, scriverai nella finestra`pdflates -shell-escape Tetratricotomia` (è possibile che con MiKTeX tu debba scrivere qualcosa di diverso al posto di -shell-escape, una cosa del tipo –enable-write18, ma non te lo posso dire con certezza perché, appunto, sono diversi anni che non uso più MiKTeX).
Facendo come ti ho detto produci il file pdf con la figura eps inclusa. dopo puoi controllarne il file pdf con il tuo solito visualizzatore di questo tipo di file e controllare che la figura si scalata giusta e al posto giusto (centrata, appoggiata a sinistra, appoggiata a destra, insomma come hai specificato tu).
Con tutto il rispetto per MiKTeX, che senza dubbio ha delle proprietà vantaggiose, specialmente per gli utenti Windows, se ti trovi a lavorare con MiKTeX tra un mesetto scarica l’installatore di TeX Live e installa TeX Live 2013 completa; ci vorrà un po’ di tempo per installare il tutto, ma seocndo me vale la pena; tranne i mesi di congelamento (dic ui leggi nei messaggi di questi giorni) puoi aggiornare TeX Live anche quotidianamente (ma una volta ogni 7-10 giorni va benissimo) e sei sicura di avere sulla tua macchina sempre l’ultimo grido della distribuzione.
Buon lavoro e buon divertimento (sì, perché con LaTeX ci si diverte anche dopi i primi scontri perché non si comporta come Word).
Ciao
Claudio
::Anche l’utente inesperto deve sapere come fare. Altrimenti rischia di non poter usare un pacchetto come è successo a me.
Dai, Tommaso, non ci vuole niente; la prima volta ti impressioni per le quattro cose che bisognerebbe fare, la seconda volta le fai senza neanche pensarci.
Hai due possibilità:
1) lavori con il tuo albero personale decomprimendo tutto in una sola cartella e ti prendi un appunto di cancellare l’intera cartella appena installi la 2013, oppure
2) decomprimi tutto nella cartella del ramo source (texmf-dist/source/latex/pacchetto); esegui pdflatex sul file pacchetto.ins oppure direttamente sul file pacchetto.dtx; sposti i file pdf di documentazione nella cartella della documentazione (texmf-distr/doc/latex/pacchetto), sposti i file .cls, sty, .def e gli altri file che presumibilmente devono essere letti da LaTeX nella cartella di LaTeX (texmf-distr/tex/latex/pacchetto); se ci sono dei file .tex che rappresentano degli esempi compilabili o dei template, li sposti nella stessa cartella di LaTeX. Ovviamente devi agire da super user. o root o administrator a seconda della tua piattaforma e sistema operativo e ovviamente devi far andare il programma mktexlsr per aggiornare il database dei nomi dei file.Ammetto che la cosa sia complicata quando ci sono i font di mezzo, ma per i “normali” pacchetti non è una operazione affatto difficile.
E poi è o dovrebbe essere tutto scritto nel file README che dovrebbe sempre essere presente in ogni .zip scaricato da CTAN, cosa che puoi fare sempre, un paio di giorni dopo che il pacchetto è stato caricato su CTAN dall’autore. Raramente noto che i miei pacchetti diventano disponibili su CTAN dopo più di due giorni.
Quindi se quel pacchetto di chimica ti serve, installatelo a mano,; hai una buona motivazione per cimentarti e toglierti la paura.
Poi se il congelamento non ci fosse, ovviamente, sarebbe molto meglio; se si potesse scaricare alla velocità propagandata dal mio provider di 7MiB/s, ci vorrebbero pochi minuti per scaricare l’intera distribuzione; peccato che la velocità effettiva vari, a seconda del traffico sulla rete, da 200 KiB/s a 800 KiB/s, quindi da circa 10 a 40 volte più lento. Quando eseguo il download di MacTeX per una nuova installazione di solito ci impiego da 30 a 40 minuti; questo è l’unico difetto, non imputabile a TeX Live, che io trovo in ogni distribuzione così grande, ma nelle promesse da marinaio degli Internet Service Provider 🙁
Ecco: quelle poche righe che ho scritto sopra potrebbero costituire una soto sottosezione dell’Arte per indicare anche all’utente inesperto un salvagente per i tre mesi di congelamento.
Ciao
Claudio
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Magari un [tt]\renewcoommand{\thechapter}{\Roman{chapter}}[/tt] potrebbe risolverti il problema.Ma se la tesi è quella di cui parlavi nell’altro filone, allora andiamo proprio male. I numeri romani hanno il vizio di essere lunghi e di lunghezze molto variabili, quindi per capitoli di una sola cifra araba, andiamo dal più corto I al più lungo VIII, a due cifre non oso nemmeno cercare quale si il più lungo.
Questo non sarebbe niente nella intestazione del capitolo perché di solito c’è abbastanza spazio anche se si scrive grande e magari i nero esteso, ma mi è capitato di dover modificare una classe di un casa editrice che voleva la numerazione Romana, perché nell’indice non ci stavano i numeri, specialmente quelli delle sezioni subalterne al capitolo. Non parliamo poi di qualunque cosa venga numerata, dalle tabelle (in una tesi giuridica ce le vedo) alle figure, e peggio ancora alle equazioni (non ce le vedo), perché tutti questi oggetti vengono numerati come. ; nella lista delle tabelle (eventuale) bisognerebbe allargare molto lo spazio per il numero se le tabelle sono numerose. Certamente bisogna farlo per tutte le sezioni subalterne ai capitoli. In sostanza quelle prescrizioni si possono seguire, ma bisogna essere disposti a mettere le mani sul codice degli indici e forse anche su altre parti di codice. Quella docente mi pare pericolosa grazie al suo senso estetico e alla mancanza di senso pratico…
::«gli scienziati del diritto non citano all’americana».
Questa è la solita affermazione etno-razzista del tutto infondata; Nelle scienze “non del diritto” spesso e volentieri si cita all’amenricana come dice quella prof. perché dipende da che cosa si cita e da quanto spazio si dispone; Non so nelle riviste giuridiche, e nei loro atti di congressi, ma quando hai quattro faciate per scrivere il tuo intervento dove descrivi una ricerca e i risultati ottenuti, magari in 6 mesi di lavoro vero e con la pancia a terra., risparmi anche un singolo carattere, figuriamoci a scrivere la citazione completa in nota ogni volta che citi qualche lavoro altrui, o anche tuo.
Ma l’ambiente thebibliography non ti risolve il problema; devi risolverlo con un opportuno comando \cite oppure \footcite da crearti apposta, se occorresse; perché di fatto dovresti scirvere`\footnote{\cite{MarioRossi:maionese}}` configurando \cite in modo che ti scriva sempre tutto il record che compare in thebibliography.
sono siscuro che qualche stiel bibliografico esiste in modo da seguire le abitudini in campo giuridico, per esempio jurabib; non sono sicuro che biblatex abbia già uno stile giuridico stabile, anche se Ivan ne ha mostrato un certo uso sperimentale.
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Lo so; ma io instalal TeX Live anche su una Win virtuale e una Ubuntu virtuale, quindi so che cosa vuol dire instalalre TeX Live sui tre sistemi principali; e l’installer offre la possibilità di installare versioni parziali; prova e vedi che cosa voglio dire. MacTeX è un’altra cosa; per quanto anche MacTeX nel suo sito offre la possibilità di installare una versione “incompleta”; non l’ho mai fatto ma guarda nel sito di MacTeX e vedrai che questa possibilità esiste anche per gli utenti Mac.
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No, [tt]latex –version[/tt] dà la versione dei programmi che fanno andare LaTeX, quindi l’eseguibile latex (.exe sui sistemi Windows), pdftex e kpathsea.La versione del mark-up è difficiele da stanare e difficilissima da leggere dentro il file latex.ltx; però nel file .log dice nella seconda riga (in generale) almeno la data); non credo che latex.ltx abbia un numero di versione; se ce l’ha è ben nascosto. Forse si trova nel file .dtx che ne contiene la versione commentata, ma poi non appare nel file .ltx.
::Ivan ha detto che il congelamento non è retroattivo, per cui TeX Live è sempre vecchia di almeno tre mesi. Non lo sapevo, me ne scuso e sono contento.
È sbagliato dire “è sempre vecchia di almeno tre mesi:; è corretto dire “è sempre vecchia di non più di tre messi”.
Anche con MacTeX e la sua applicazione TeX Live Utility durante il periodo di congelamento si possono fare aggiornamenti fino all’ultimo giorno prima del congelamento. Lo stesso fale con il buon tlmgr su Windows e su Linux (quei linux dove è stata installata la TeX Live vera).
Come ho detto in un altro filone, sarebbe desiderabile disporre un programmino/script/batch/bash/… che, durante il periodo di congelamento, permetta di aggiornare il singolo pacchetto che si trova su CTAN, che invece non è congelato, e permetta di rispettare le regole di protezione (amministratore, root, super user,…) se il sistema operativo e la particolare installazione lo richiedono, e che permetta di inserire i vari file di ciascun pacchetto nelle varie cartelle dell’albero di sistema, generalmente texmf-distr, aggiornando anche il database locale dei pacchetti installati, in modo che quando il congelamento finisce non ci sia uno scollamento fra quello che si ha sulla propria macchina e quello che la nuova distribuzione offre.
Generalmente non sarebbe una cosa difficile da fare nemmeno a mano se l’utente leggesse il fiel README che accompagna ogni pacchetto e non ci sarebbe nessun bisogno di affidarsi all’albero personale che ha i rischi che ho indicato in una altro filone. Ma leggere la documentazione è quella tipica cosa che spesso tralasciamo tutti; mi metto fra i colpevoli, perché anch’io spesso vado a intuito e qualche volta combino pasticci. Ma i file README sono preziosi e generalmente contengono tutto quello che c’è da sapere sull’installazione del pacchetto a mano. Certo, ci sono dei pacchetti privi del README o con un README striminzito e privo di informazioni utili, ma sono rari.
Per quanto riguarda la proposta di Roberto (@robitex) sono sicuro che una installer che installai una versione base, sia utile; ma non lo fa già install-tl?
Basta selezionare quali contesti si vogliono installare invece della versione full, e l’installer scarica dalla rete solo quello che occorre. Io non l’ho mai usata questa possibilità, perché preferisco installare la versione completa, ma la possibilità c’è; magari sarebbe utile sapere quali parti rappresentino una distribuzione essenziale buona per cominciare, ma questo non toglie che install-tl gà fa quello che si sta chiedendo a viva voce da parte di molti in questi ultimi giorni.
::Liverpool” post=86053
ECCO L’IDIOZIA DI CONGELARE TEX LIVE PER TRE MESI. Questa cosa non è accettabile.
Eh! Ma dimentichi che io ho MiKTeX base e che il pacchetto l’ho installato ieri e di aggiornamenti non c’era traccia (neanche stamattina). Questa cosa è strana…
Ciao
Non è una cosa strana: Christian Schenk crea gli aggiornamenti di MiKTeX partendo direttamente da CTAN e lo fa per una sola piattaforma. TeXLive provvede il software per una moltitudine di piattaforme e deve aggiornare anche tutti gli eseguibili.
Ora, posso essere d’accordo anch’io sul fatto che bloccare gli aggiornamenti per tre mesi sia molto fastidioso, per me e per tutti; ma è il prezzo che io pago volentieri per una distribuzione che poi mi garantisce sempre le primizie di ogni aggiornamento. Non bisogna dimenticare che tenere sincrone gli eseguibili e tutti i pacchetti, specialmente quelli creati e gestiti dal TeXLive Team e dal LaTeX3 Team non è cosa semplice; ricordo che qualche anno fa fui io stesso a segnalare che una certa cosa non funzionava più; probabilmente non ero stato l’unico a fare quella segnalazione; comunque due giorni dopo il tutto era sistemato e il rispettivo aggiornamento era a posto.
Fra tutti potremmo insistere che almeno i pacchetti non siano congelati, oppure che sia disponibile un softwarino di aggiornamento dei soli pacchetti direttamente da CTAN, ma senza conoscere che cosa c’è dietro le quinte è difficile fare della “critiche” sensate e costruttive, mentre è facile protestare.
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Non ti saprei confermare se la classe report sia più o meno adatta per tesi e relazioni. Quello che ti posso dire è che ho costruito toptesi sulla classe report un po’ più di 20 anni fa; l’ho aggiornata continuamente ma si appoggia sempre sulla classe report, e solo perché sono pigro per adattarla alla classe book.
In realtà le due classi differiscono di poco: per impostazione predefinita book compone twoside e report compone oneside, ma entrambe possono ricevere l’opzione di classe opposta; book usa una pagina separata per il “frontespozio”, mentre sempre per impostazione predefinita report mette il titolo nella parte alta della prima pagina; entrambe possono ricevere una opzione di classe che produca l’effetto opposto.Ho costruito la classe topotesi specificando margini interno ed esterno uguali per la stampa oneside (con una correzione facoltativa per la rilegatura), ma con margini diversi epr la composizione twoside (sempre con la correzione facoltativa per la rilegatura), ma componendo twoside come per un libro, la tradizione vuole il margine esterno più ampio, come è desscritto nella guida tematica sulla geometria della pagina; ci sono molte buone ragioni per seguire la tradizione; solo Knuth, epr i testi composti con il sistema TeX, ha usato un margine interno più ampio di quello esterno nel suo testo “Concrete mathematics”; detto margine interno, però è riempito con una moltitudine di note marginali contenenti gli “aforismi” dei suoi studenti relativi ad ogni argomento trattato (con spirito molto anglosassone, alcuni di questi “aforismi” sono graziosi e spiritosi, ma alcuni sono pesantucci — fa parte del fair play anglosassone).
Il consiglio che ti posso dare è quello di seguire la tradizione; al massimo fai il margine interno ed aterno uguali senza correzioni per la rilegatura, e sempre che questi margini siano sufficientemente ampi. Di solito i margini non sono inferiori a 25mm, ma possono essere anche molto maggiori; dipende dalla geometria della pagina e dal rispetto delle regole di Bringhurst e di Høgholm per la lunghezza della riga di stampa in relazione alla forma e al corpo del carattere usato. Sembra che queste regole siano troppo empiriche, ma è certo che i testi con le righe troppo lunghe sono difficili da leggere. Ecco perché in una pagina A4 di 210mm di larghezza le righe sono al massimo di 16mm, e spesso sono più corte; Se componi su carta di formato B5, di 176mm di larghezza, è difficile che le righe siano più lunghe di 120mm.
Se hai letto la guida tematica sulla geometria della paigna hai visto anche diversi layout di pagina (mi pare che in italiano i tipografi li chiamino “menabò”) dove ti rendi conto del respiro che hanno le pagine con i margini interni ed esterni diversi (quello esterno più ampio) e anche diversi i margini superiore e inferiore.
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Benvenuto al forum.Come primo tentativo non c’è male, ma hai fatto un certo numero di errori che il seguente codice ha corretto`\documentclass[a4paper]{scrartcl}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{multicol}
\usepackage[margin=0.75in,bottom=0.5in]{geometry}
\usepackage{lipsum}%questa parte seguente non è roba mia, l'ho presa da un header
\makeatletter % Need for anything that contains an @ command
\renewcommand{\maketitle} % Redefine maketitle to conserve space
{ \begingroup \vskip 10pt \begin{center} \LARGE {\bf \@title}
\vskip 10pt \large \@author \hskip 20pt \@date \end{center}
\vskip 10pt \endgroup \setcounter{footnote}{0} }
\makeatother % End of region containing @ commands\title{blabla \\ \small{blabla}}
\author{Lorenzo \\ Università di Pisa}
\date{9 Giugno 2013}\begin{document}
\maketitle
\begin{abstract}
\begin{center}
\textbf{\scriptsize ABSTRACT}
\end{center}
\small Suspendisse vitae elit. Aliquam arcu neque, ornare in, ullamcorper quis, commodo eu, libero. Fusce sagittis erat at erat tristique mollis.
Maecenas sapien libero, molestie et, lobortis in, sodales eget, dui. Morbi ultrices rutrum lorem. Nam elementum ullamcorper leo. Morbi dui. Aliquam
sagittis. Nunc placerat. Pellentesque tristique sodales est. Maecenas imperdiet lacinia velit. Cras non urna. Morbi eros pede, suscipit ac, varius vel,
egestas non, eros. Praesent malesuada, diam id pretium elementum, eros sem dictum tortor, vel consectetuer odio sem sed wisi.\footnote{Bla bla bla
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla.}
\end{abstract}\begin{multicols}{2}
\section{blabla}
\lipsum[1-4]\end{multicols}
\end{document}`Ecco gli errori corretti:
1) Se usi lettere accentate defi specificare l’encoding di entrata: io tio ho specificato la codifica utf8 che è quella sempre consigliabile; alcuni sostengono che la riga che chiama il pacchetto inputenc debba essere specificata per ultima, ma a me risulta che non ha importanza dove viene specificata, perché ci pensa il pacchetto a fare quello che deve fare come ultima cosa.
2) Naturalmente se usi lettere accentate è bene che si usi un font che contenga le lettere accentate già disegnate, quindi ocn codifica T1
3) se appunto compili con pdflatex è necessario che usi un font con quella codifica e che sia di tipo vettoriale, ecco allora la chiamata al pacchetto lmodern che sceglie di usare i font Latin Modern, secondo me i migliori in assoluto, ma è una questione di gusti.
4) nella dichiarazione della classe hai specificato opzioni che non vanno specificate e specialmente che non vadano in contraddizione; per cui o tieni il formato della carta scritto senza spazi (a4paper, non a4 paper), come è logico che sia in Italia, oppure usa letterparpr come aveva specificato nella chiamata a geometry.
5) \small non è un comando, ma una dichiarazione, quindi quanto deve essere composto in small; lo stesso vale per \scriptsize.Detto quanto sopra, quello che ti succede sulla composizione a due colonne è esattamente quello che deve succedere se usi l’ambiente multicols che provvede a pareggiare le due colonne.
Se non ti piace, devi usare l’opzione twocolumn nella dichiarazione di classe, ma poi devi fare accrocchi per mettere titolo e abstract a giustezza piena.
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Le appendici di Saper Comunicare, da scaricare dalla sezione Documentazione di questo sito, sono abbastanza essenziali; nel senso che o segui le regole scritte in quelle appendici, o sei fuori dalla corretta notazione per la fisica e la tecnologia prescirtta dalle norme internazionali.Una tipica boiata è “fem” per forza elettromotrice, il cui sombolo (corsivo) è E
I libri liceali sono scritti da chi non conosce o conosce male l’elettrotecnica e continau a parlare di caduta di potenziale invece di tensione (elettrica) e usano una notazione ottocentesca di ΔV invece del simbolo corretto V. La legge di Ohm, poi, la scrivi in una delle forme duali V=RI oppure I=GV
Che poi la corrente istantanea sia scritta in termini di differenze finite come “velocità media di scarica di una capacità carica, può essere interessante solo quando parli delle equazioni di Maxwell dove $i(t) = \dfrac{∂ D}{∂ t}$ che non credo facciano parte della fisica del liceo (D è il vettore di indizione elettrica).
Inoltre t è il tempo, T è la temperatura termodinamica.
Come vedi nella matematica prescritta ai fisici e ai tecnologi (ingegneri, chimici, eccetera) dalle norme INternazionali sono molto specifiche e ogni simbolo ha il suo significato, spesso diverso se si usano lettere maiuscole o lettere minuscole; tuttavia molte scienze applicate devono fare i conti con il fatto che l’alfabeto latino ha 52 lettere fra maiuscole e minuscole, l’alfabeto greco ha49 lettere fra maiuscole e minuscoe, e questo numero di lettere non permette di scrivere in modo univoco la moltitudine di grandezze necessarie.
Allora è necessario usare in pedici appositivi, scritti in tondo, non in corsivo, che servono per ditingure aun grandezza da un’altra: v, tensione istantanea; V tensione media o tensione costante; $V_{\mathrm{max}}$, tensione minima (in un intervallo di tempo noto), $V_{\mathrm{eff}}$, valore efficace di una tensione periodica; eccetera.
Ecco quindi che la lettura di Saper Comunicare ti può aiutare, anche se purtroppo, so che i testi di fisica delle scuole secondarie sembrano fatti apposta per complicare le cose semplici da una parte, e inculcare cattive abitudini di scrittura dall’altro; quest’ultima cosa si chiama analfabetismo metrologico.
Naturalmente esistono moltissimi prof di fisca che scelgono manuali fatti bene o che correggono le cattive abitudini scrittorie, ma temo che siano una minoranza; ne ho esperienza diretta avendo tenuto una breve conferenza ad un congresso di professori di matematica e fisica delle scuole secondarie superiori. 🙁
Ti auguro di non perderti d’animo se dopo aver composto il tuo formulario seguendo le norme, ti sentirai dire che le formule sono sbagliate. 😯
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Non voglio tirare l’acqua al mio mulino, e non voglio minimizzare le infinite varianti di personalizzazione di suftesi, che offre circa 10 000 varianti con i comandi precostituiti e che per licenza sono gli unici che puoi usare; e nemmeno voglio minimizzare la classe memoir, l’onnipotente classe memoir. Ma è proprio per questo che ti suggerisco di leggere la guida tematica sul disegno della pagina, il layout della pagina, di cui non ti do il link, perché ce l’hai nella sezione guide tematiche della sezione documentazione di questo sito e ci arrivi con due clic di mouse.
La guida tematica stessa è composta quasi esclusivamente con al classe memoir e poichi nuovi comandi e ambienti che vi ho aggiunto per lo scopo precipuo di scrivere le guide tematiche.
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