OldClaudio

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  • in risposta a: [Risolto] Emulazione TesiClassica su documento generico #85233
    OldClaudio
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      lifetime” post=84686

      È sufficiente installare TeXlive e aggiornarla, biber e bilatex saranno così automaticamente aggiornati.

      Parli di una nuova versione di Texlive? Io ho trovato questo:
      `
      ~# tlmgr update -all
      TeX Live 2012 is frozen forever and will no
      longer be updated. This happens in preparation for a new release.
      If you're interested in helping to pretest the new release (when
      pretests are available), please read http://tug.org/texlive/pretest.html.
      Otherwise, just wait, and the new release will be ready in due time.
      `Quindi, non mi resta che aspettare. O no? Ciao e grazie

      Questo è il messaggio dii default in questo periodo che costituisce una specie di limbo fra l’edizione del 2012 e quela del 2013.

      Tuttavia, se i tuoi pacchetti non erano aggiornati al giorno del 31 marzo, quando la distribuzione è stata congelata, tlmgr continua bellamente a funzionare per aggiornare pacchetti più vecchi fino, almeno a portare gli aggiornamenti alla data del 31 marzo.

      Se prima del 31 marzo biber ha avuto aggiornamenti, se biblatex ha avuto aggiornamenti quel programma e quel pacchetto verrano portati alla situazione stabile di fine marzo.

      Poi a luglio tutti riaggiorneremo re-installando la nuova versione completa; è sempre un’oretta spesa bene 🙂

      in risposta a: problema file di classe #85263
      OldClaudio
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        Oltre al file di classe avrai ricevuto senz’altro un breve documento con le istruzioni per usala.

        Se io non mi sono perso in quel tipo di programmazione piuttosto involuta e inconsistente, a me parrebbe che la classe faccia quello che desideri tranne un piccolo dettaglio, cioè che non mette la virgola fra gli apici messi a esponente dei nomi degli autori. Cioè è previsto che un autore possa avere diverse affiliazioni. Tuttavia non posso esserne sicuro e sarebbe meglio che allegassi anche il file di istruzioni.

        Non dovrebbe essere complicato fornire agli autori sia la classe sia le istruzioni d’uso, visto che tutte le classi standard e custom distribuite con il sistema TeX sono sempre dotate dell’opportuna documentazione.

        in risposta a: [Risolto] Emulazione TesiClassica su documento generico #85227
        OldClaudio
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          E allora se hai una TeX Live ufficiale, hai anche tlmgr con il quale poi aggirnare non solo biber e biblatex, ma l’intera distribuzione, e, poiche hai scaricato l’ISO del 1º lglio 2012, spero che tu non ti sia scordato di aggiornala in questi 8 mesi, perché se non l’hai fatto (con tlmgr, naturalmente, hai un migliaio di aggiornamenti da installare…:shock: 😯 😯

          in risposta a: SImboli logici #84852
          OldClaudio
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            Non credo che @samiel si diverta a mettere label formati da espressioni matematiche; sta semlicemente cercando di vedere se riesce a riprodurre qualcosa che ha trovato su qualche altro testo di logica.
            Poi l’esercizio è diventato una specie di romanzo giallo dove bisogna trovare l’assassino.

            La mia soluzione funziona benissimo; quella di Enrico anche. La differenza sta essenzialmente nel fatto che io uso la roustificazione mediante il metodo LaTeX, mentre Enrico usa la robustificazione con il metodo di etoolbox.

            Nella soluzione di Enrico con il test \ifmmode e gli \expandafter del caso, non viene passato nessuna argomento ai comandi \ap o \ped che restano in lista d’attesa per essere poi elaborati in un secondo tempo; sostanzialmente \textormath fa le stesse cose, in modo un filino più complesso (passando attraverso i comandi di babel \bbl@afterelse e \bbl@afterfi (che sono definiti anche in polyglossia} ma, anche se diverse in pratica, concettualmente si tratta delle stesse cose.

            L’assasino del giallo è stato trovato; ora @samiel sa esattamente perché a lui le cose non venivano e per me è stato divertente scoprire che una cosa che ho usato per una ventina d’anni senza problemi è una questione di pura fortuna, dovuta al fatto che non ho mai messo etichette con espressioni matematiche e quindi i comandi \ap e \ped non hanno mai avuto occasione di mostrare la loro fragilità.

            Ciao
            Claudio

            in risposta a: SImboli logici #84849
            OldClaudio
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              Questo codice a me funziona benissimo`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
              % !TEX TS-program = XeLaTeX

              \documentclass[a4paper,12pt]{article}
              \usepackage[T1]{fontenc}
              \usepackage{fontspec}
              \usepackage{amsmath}
              \usepackage[math-style=upright]{unicode-math}
              \setmainfont[Ligatures=TeX]{TeX Gyre Pagella}
              \setmathfont{Asana Math}
              \usepackage{polyglossia}
              \setmainlanguage{italian}
              \usepackage{microtype}
              \DeclareRobustCommand*\ap[1]{\textormath{\textsuperscript{#1}}{_{\mathrm{#1}}}}
              \DeclareRobustCommand*\ped[1]{\textormath{\textsubscript{#1}}{^{\mathrm{#1}}}}

              \begin{document}

              \begin{equation*}
              p \leftrightarrow q
              \end{equation*}
              bla bla
              \begin{equation}
              p \leftrightarrow q
              \label{equ:coimplicazione}
              \end{equation}
              bla bla
              \begin{equation}
              p \leftrightarrow q \tag{D\ped{2}}
              \label{equ:D_2}
              \end{equation}
              L'equazione~\eqref{equ:D_2} dice che\dots
              \end{document}}`

              Nel file .aux il label è registrato come:`\newlabel{equ:D_2}{{{D\ped {2}}}{1}}` che è identico a quanto tu riporti nel tuo messaggio. Dunque non è chiaro dove sia l’inghippo.

              in risposta a: [Risolto] Emulazione TesiClassica su documento generico #85225
              OldClaudio
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                Non so da dov tu abbia scaricato quei comandi, i quali istigano a delinquere, pperché modificano o cercano di modificare senza l’autorizzazione di root o super user le cartelle della distribuzione ufficiale.

                Ora non ho ben capito o non ricordo bene se ha detto quale distribuzione di TeXLive usi, se sia la versione Debian o se sia la versione ufficiale.

                Se usi la versione Debian allora il tuo updater dovrebbe avere i nomi dei file deb da installare con apt-get.
                Se usi la TeXLive ufficiale allora disponi del programma (volendo con interfaccia grafica) tlmgr (che è il solito acronimo di TeX Live ManaGeR) che ti permette di aggiornare alla situazione di fine marzo 2013 la distribuzione ufficiale (ora gli aggiornamenti osno congelati perché stanno confezionando la versione ufficiale del 2013).

                Il problema che credo tu abbia, ma naturalmente posso sbagliarmi, è che hai una installazione Debian di TeX Live; questa diistribuzione, anche se porta la data del 2012, non è la data officiale, perché il consorzio Debian ci mette solitamente un apio d’anni a validare TeX Live, e quindi la distribuzione TL/Debaian è sempre in ritardo di un paio d’anni rispetto alla distribuzione ufficiale.

                Ora questo è un momento infausto per eseguire una installazione ufficiale accanto alla Debian, perché la distribuzione Debian ha bisogno di quella versione er soddisfare le dipendenze dialtri pacchetti Debian. Ci sono due modi per superare questa impasse:
                1) installare la versione ufficiale seguendo le indicazioni contenute nel documento texliveubuntu.pdf che non vale solo per Ubunto ma anche per altre versioni Debian; nell’eseguire le istruzioni contenute in quel documento adatta i comandi alla tua aprticolare incarnazione di Linux e ricordati di cambaire le date spostando il 2012 al 2013 e il 2011 al 2012. Per il resto non cambia quasi niente.
                2) cerca sul forum; esistono delle vie per disinstallare la versione TL/Debian e inserire una aggiunta ai file che contengono i pacchetti installati, aggiunta che serve per far credere a Debian di avere a bordo la TL/Debian, mentre tu, invece, installai la TL/ufficiale.

                Complicato; be sì, un po’; la complicazione nasce dal fatto che esistono diverse versioni di Linux (alcune centinaia) e che è difficile dare indicazioni valide per tutte queste varianti di Linux.

                in risposta a: [RISOLTO] Modificare caratteri del pacchetto frontespizio #85242
                OldClaudio
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                  Compilati il frontespizio a parte senza usare suftesi; poi inseirsci la pagina del frontespizio compilato in pdf, importandolo con il pacchetto pdfpages. è la cosa più semplice da fare.

                  Tuttavia una domanda: perché i font che suftesi usa per il frontespizio non vanno bene?

                  A me sembra molto strano, perché suftesi brilla per la cura con cui sono scelti i font er avere uno stile sobrio ed elegante al tempo stesso. L’autore di suftesi ha penato non poco per realizzare quello stile, anche per il frontespizio e la sua scelta estetica va rispettata.

                  Qualunque modifica a quello stile, come ha sottolineato Enrico, è disastroso.

                  L’unica spiegazione che riseco a darmi è che il tuo ateneo o comunque il destinatario del tuo scritto ti imponga uno stile disastroso, con specifiche formulate da incompetenti. Allora la via che ti ho indicato all’inizio è quella che puoi seguire per soddisfare quelle prescrizioni. LaTeX ti permette di fare di tutto, persino cose disastrose; ma devi metterci un po’ di olio di gomito per arrivare al quel risultato.

                  in risposta a: Riferimenti ad equazioni tra file .tex diversi #85254
                  OldClaudio
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                    La differenza fra il metodo \input e il metodo \includeonly + \include è spiegata nella Guida GuIT e nella guida tematica LaTeX Reference Manual commentato (e tradotto) scaricabili entrambi dall sezione documentazione di questo sito.

                    in risposta a: SImboli logici #84847
                    OldClaudio
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                      Invece di \providecommand prova ad usare \DeclareRobustCommand

                      La spiegazione di quel che è successo è che \providecommand definisce un comando, ma è un comando fragile che viene sviluppato al momento sbagliato.

                      in risposta a: SImboli logici #84845
                      OldClaudio
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                        Credevo di avertelo spiegato che che la cosa si commentasse da sola leggendo le definizioni di due coamndi \ap e \ped che ti avevo allegato;

                        \ped e \ap sono definiti se usi pdflatex, babel e l’opzione italian; se scrivi in qualunque altra lingua non sino definiti. \ap e \ped distinguono se sei in modo matematico o in modo testo.

                        Con xelatex, polyglossia e l’impostazione della lingua italian, \ap e \ped non sono definiti; se non li definisci come ti ho mostrato, e usi l’underscore per usare il pedice, l’underscore funziona solo in matematica; \tag compone la sua etichetta in modo testo che verrà usata in modo testo. quindi _ è usato fuori del suo contesto corretto.

                        Le definizioni che ti ho dato con \providecommand distinguono se sei in modo testo o in modo matematico; se sei in modo testo non usano rispettivamente né ^ per l’apice né _ per il pedice. ma usano i comandi testuali (lo dice il nome) \textsuperscript e \textsubscript che alzano o abbassano rispettivamente quanto deve essere messo ad apice o a pedice e ne aggiustano il corpo, ma lavorando sempre in modo testuale.
                        Se sui xelatex, polyglossia, italian, e togli il pedice, si sa che funziona; e lo fa prorpio perché togli il segno fuori sel suo contesto. Non c’è nessun mistero, ma è di una chiarezza lampante.

                        in risposta a: Ordine di caricamento dei pacchetti #85194
                        OldClaudio
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                          Non è l’unica eccezione, per la verità; e questo si evince studiando le dipendenze di ogni pacchetto. Ma sono pochissime le eccezioni; oltre a glossaries c’è anche bidi, per esempio.

                          in risposta a: SImboli logici #84841
                          OldClaudio
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                            \ped e \ap sono delle estensioni dell’opzione italian di babel; non sono incluse in polyglossia.
                            Puoi metterti le tue definizioni, però:`
                            \providecommand*\ap[1]{\textormath{\textsuperscript{#1}}{_{\mathrm{#1}}}}
                            \providecommand*\ped[1]{\textormath{\textsubscript{#1}}{^{\mathrm{#1}}}}`
                            In queste definizioni ho usato \providecommand così lo puoi usare sia con pdflatex con l’opzione italian (\ped e \ap già definiti) sia con xelatex e l’opzione italian di polyglossia (\ped a \ap non definiti).

                            L’errore che ricevi usando _ nel \tag è che questo argomento non viene composto in modo matematico, anche se il \tag si trova dentro l’ambiente equation.

                            in risposta a: Ordine di caricamento dei pacchetti #85192
                            OldClaudio
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                              Tommaso, sì, il testo è scarno per l’intero §3.12, compresi i suoi sotto paragrafi.

                              Il 3.12.3 è forse superfluo, perché dubito che uno che cerca di documentarsi vada a cercare i file .ins e .dtx; se lo fa vuol dire che è già abbastanza esperto per scaricare direttamente da CTAN e sa come fare. se non lo spaesse, quell poche righe del §3.12.3 non sarebbero certamente sufficienti.

                              Invece un paragrafo sull’ordine di caricamento peso che sia utile; direi quanto segue, nella bella forma italiana che tu sai costruire:

                              1) il pacchetto hyperref va caricato sempre per ultimo, o almeno dopo qualsiasi pacchetto che definisca o ridefinisca i comandi di sezionamento i comandi per le didascalie e i comandi per i riferimenti incrociati; Siccome “almeno” è una espressione vaga, è opportuno caricarlo sempre per ultimo.

                              2) Per ogni altro pacchetto di solito conviene caricare inputenc, fontenc e babel nella sequenza seguente:
                              1º fontenc; 2º babel; 3º ogni eventuale altro pacchetto che carichi font diversi da quelli di default; 4º inputenc; quest’ordine è particolarmente importante se l’opzione a inputenc è utf8; questo perché non ha senso definire le decine di migliaia di comandi necessari per trattare tutti i segni che sono definiti con la codifichi unicode, ma che i vari pacchetti dei font non caricano tutti anche quelli dei glifi non contenuti in quei font.

                              3) per ogni altro pacchetto per essere sicuri è meglio controllarne la documentazione leggendo quelli altri pacchetti esso carichi; sono le sue indispensabili dipendenze, senza le quali il pacchetto non potrebbe funzionare. si scelga allora un ordine tale per cui non si cerchi di caricare due volte lo stesso pacchetto. Non scegliere un ordine compatibile con le dipendenze, vuol dire probabilmente che si possano verificare errori di “option clash” oppure di comandi che non corrispondono alla loro definizione. Il primo errore indica il fatto che due pacchetti A e B caricano il pacchetto C con opzioni diverse; se un pacchetto viene chiamato due volte senza opzioni o con le stesse opzioni, la seconda volta che lo si cerca di chiamare i meccanismi interni di LaTeX evitano che la seconda chiamata venga eseguita; ma se durante questa verifica si trovano chinate con opzioni diverse si ha l’errore di inconsistenza di opzioni, in inglese option clash.

                              4) alcuni pacchetti ridefiniscono comnadi già esistenti; non sempre lo scrittore di pacchetti usa i comandi giusti per controllare la necessità della ridefinizione. In questi casi è possibile che un pacchetto non venga caricato perché sarebbe una seconda definizione, ma il pacchetto chiamante potrebbe assumere che il pacchetto sia stato chiamato e cerca di definire ciò che non c’è; \renewcommand, quindi emette un messaggio d’errore. Al contrario la ridefinizione viene fatta senza ricorrere a \renewcommand, ma mediante comandi dell’interprete (comandi primitivi). In seguito altri pacchetti o l’utente stesso usano quel comando ma la sua definizione non è più consistente con quello che l’utente suppone che sia. Viene allora emesso che il comando tal dei tali è usato in modo non conforme alla sua definizione.

                              Il lettore non si scoraggi; questi eventi sono abbastanza rari; tuttavia quando incontra messaggi d’errore del tipo di quelli indicati, o trova che i collegamenti ipertestuali non funzionano correttamente, allora controlli l’ordine di caricamento dei pacchetti di cui ritiene di avere bisogno; segua le indicazioni date sopra e curi con attenzione l’elenco delle dipendenze.

                              Corollario di questa situazione è che meno pacchetti si caricano, meno pericoli di conflitti fra pacchetti si manifestano; e come ulteriore corollario si eviti di caricare pacchetti di cui di fatto non si usano le funzionalità, con la giustificazione che “non si sa mai, potrei averne bisogno”.

                              in risposta a: Ordine di caricamento dei pacchetti #85191
                              OldClaudio
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                                Ti prometto che lo esamino con cura, ma non subito.
                                Ciao
                                Claudio

                                in risposta a: Spettro elettromagnetico con TikZ #85172
                                OldClaudio
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                                  logos” post=84574OK, sono completamente sconvolto! Io non ci sarei mai arrivato[/code]

                                  Lo so certe volte è difficile, ma è quello che succede con gli argomenti delimitati. Perché qualche scrittore di pacchetti usa macro con argomenti delimitati, se sono cosi pignoli nella loro sintassi? perché in certe circostanze sono insostituibili. Questa di \color evidentemente è una di quelle.

                                  Leggiti quel mio articolo su ArsTeXnica, qui nel sito a disposizione di tutti i frequentatori del sito; l’articolo riguarda le macro con argomenti delimitati. spiega come funzionano e mostra qualche esempio.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 7,111 al 7,125 (di 11,287 totali)

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